1952 06 22 Eliminatoria G.P. Pirelli / Romolo (3 v)

Fu Romolo, un mio caro amico, a farmi riordinare le idee. Difatti si svolgeva a Trento l’eliminatoria del G.P. Pirelli, era il periodo

più critico della stagione, ma Romolo, che di ciclismo ne sa a sufficienza, mi disse di attaccare quando gli altri cercano di attaccare me. Staccato per ben due volte sulle prime salite rientrai e poi attaccai a mia volta, vincendo così per distacco per la terza volta consecutiva il G.P. Pirelli.

Nulla da aggiungere, Vasco questa volta ha scritto tutto il necessario negli appunti.

Modena ritrova l’estro buono
e vince con distacco il “G.P. Pirelli”

I “verdi” Dell’Agata e Versini, Castellani e Pintarelli ai posti d’onore – Folla e entusiasmo lungo il percorso

Trento, 22

Dopo quanto è stato scritto in sede preparatoria su questa gara, a noi non resta che commentare per i lettori le interessanti fasi lungo i 156 chilometri del percorso sul quale atleti e macchine si sono cimentati in una avvincente lotta resa ancor più ardua da un sole che a tratti faceva sentire in modo sensibile i suoi effetti.

Ma prima di partire però per il nostro giro e prima ancor di parlare del vincitore è doveroso dire due parole su chi non ha lesinato alcun mezzo per la piena riuscita della manifestazione.

La Soc. An. Pirelli infatti, validamente coadiuvata dall’opera fattiva del comitato UVI regionale, ha dato di tutto perché anche l’eliminatoria della Venezia Tridentina rispondesse in pieno alle aspettative di chi questo popolare sport segue con tanta passione. Della sportivissima Società organizzatrice abbiamo notato la gradita presenza del direttore della filiale di Verona dott. Borsani affiancato dal rag. Bernasconi dell’ufficio propaganda della sede di Milano agli ordini dei quali i 52 partenti hanno lasciato Trento.

Come era nella previsione la salita di Cadine non decide nulla ed i concorrenti la affrontano a file compatte; solo Calò dell’Ars di Merano si stacca lievemente, anche Raoss del veloce Club cede, si riprende per poi scomparire definitivamente. A Cadine mentre un gruppetto di una decina di uomini si stacca dal grosso registriamo una prima caduta in cui sono coinvolti Bertamini, Libardoni, Benatti Romolo, Andreatti, Saltori; tutti riprendono, ad eccezione di Libardoni costretto al ritiro. Verso Baselga i due gruppi si fondono: cade Bassetti e si ritira mentre Battista Ferrari si stacca dal grosso e vince a Vezzano il traguardo seguito da Versini. A Castel Toblino è il roveretano Mutinelli che si porta al comando ed intasca il relativo traguardo a premio. Liotto è fermo per foratura ma l’andatura è turistica ed agevolmente riprende. Con Pintarelli in testa affrontiamo le prime rampe della salita di Limarò e qui i meno preparati cedono nettamente. Mutinelli, Borgatello, Saltori e Nardin affannosamente arrancano; in lieve ritardo è anche Modena ed Andreatti, ma con azione di forze si riportano a ridosso dei primi, Poli, per crampi allo stomaco non può dare in questo tratto quanto è in suo potere ma all’arrivo lo rivediamo settimo dopo una gara generosa e corretta.

Si giunge a Comano e qui Franceschini in compagnia dell’Altoatesino Schmidt tenta l’avventura: sono primi a Ponte Arche, primi a Tione, primi ancora a Bondo ove i passaggi avvengono nel seguente ordine: 1. Franceschini; 2. a 25″ Schmidt, a 1 e 45″ Versini, Ochner, Modena, Castellani, Dell’Agata; a 2′ Modena solo; a 2′ 15″ un gruppetto di sette corridori fra i quali il rosso blu Andreatti ed i generosi fratelli Benatti. Con distacchi vari seguono gli altri. Ma a questo punto già una decina di atleti ha abbandonato. Roncone, Creto, e tutto procede normale; è solo dopo questa ultima località che i primi due gruppi si fondono e con Andreatti alla testa, per sfortunate vicende unico ma valido rappresentante della gloriosa società di via Milano, si affronta la Val d’Ampola. Qui, ove già Garibaldi passò vittorioso, Modena mette fuori gli artigli e decisamente si rende padrone della situazione. Bene reggono all’azione poderosa del roveretano Dell’Agata, Poli, Andreatti (che al culmine sarà secondo); anche Castellani, Ochner, Stofella, Versini, Pintarelli, Gasperi, Franceschini, Callegari, Rover pure a denti stretti non perdono contatto e nell’ordine transitano per Tiarno.

Ormai l’incantevole Val D’Ampola è alle nostre spalle e ci si avvia verso il tratto finale che dovrà in modo inequivocabile dare il suo verdetto.

Sorpassiamo, con la macchina che la Pirelli ci ha gentilmente messo a disposizione, Bazzana, Ferrari, i due Benatti, il bolzanese Femia per portarci sui primi che solo a Riva raggiungeremo, in tempo comunque per assistere ad un deprecabilissimo incidente occorso al bravo Ochner ad opera dei soliti inesperti “pompieri” e che noi di proposito non commentiamo. Il generoso atleta terminerà la gara 13.mo e ciò non certo per merito suo, giacché sfiduciato voleva a tutti i costi abbandonare e solo il vigoroso incitamento dei suoi innumerevoli sostenitori lo hanno convinto a continuare. Anche Modena accusa leggermente un dolore ad un braccio per una precedente caduta, senza conseguenze, nella discesa verso Riva. Nella nostra rincorsa sul fuggitivo Dell’Agata sorpassiamo Callegari, Gasperi e Franceschini, più avanti è Rover che tenta di portarsi su Pintarelli. Più avanti Versini, Andreati, Stofella, Castellani, Poli incalzano a pieni pedali ma né Dell’Agata né Modena che lo segue a breve distanza si danno per vinti e nell’ordine si presentano al Passo di S. Giovanni.

Trento è ormai vicina e chi ha in serbo ancora “benzina” non la risparmia. E’ qui infatti che Modena gioca la sua carta: chino sul manubrio, fra due ali di folla plaudente e seguito da un imprecisato numero di ogni mezzo tecnico si lancia sul rivano ed a Mori il suo sforzo è coronato da successo, lo raggiunge e cento metri oltre l’abitato lo lascia nella sua scia per portarsi solo e indisturbato sulla retta del traguardo finale. Non sarà raggiunto neanche più da Dell’Agata e se 1′ lo separerà dal vincitore ben 8′ dovranno trascorrere prima che il terzo animatore della entusiasmante avventura possa fare il suo ingresso nel corridoio umano di via Grazioli: è Castellani che precede di poco Versini, Pintarelli, Stofella, Poli, Andreatti, Rover e l’animoso Franceschini si piazzeranno 9. e 10. dopo un elettrizzante finale nel quale molti, anzi troppi, han dovuto pagare lo scotto per lo sforzo a cui precedentemente di erano sottoposti.

La Polizia della strada, come di consueto, ha svolto il gravoso compito dell’ordine con ammirevole capacità e malgrado l’imperversare delle centinaia di automezzi delle più svariate forme, dimensioni e cilindrate tutto si è contenuto nei limiti del normale andazzo in questi frangenti. E cosa dire della folla che ovunque ha voluto vedere, sentire e qualche volta anche toccare i propri beniamini? Fino anche le suore in un ridente paesino della val di Ledro sono accorse ai bordi della strada ed anch’esse hanno sommessamente lanciato il proprio incitamento agli artefici del popolare sport della bicicletta.

Il rag. Grillo, al quale va molta parte del merito della perfetta riuscita della gara, se all’arrivo era provato dalla fatica era altresì raggiante di gioia e pienamente soddisfatto e non lo ha nascosto nelle poche parole rivolte ai presenti nei locali dell’accogliente ritrovo “Wolf” in sede di premiazione. Brevi parole ha rivolto anche il direttore della Pirelli dott. Borsani il quale dopo aver ringraziato i dirigenti, stampa e corridori si è dichiarato entusiasta per l’accoglienza ovunque ricevuta nella nostra regione.

Gino Barbarisi

Ecco l’ordine di arrivo : 1. MODENA VASCO, G.S. Cofler Rovereto, in ore 4 38′ 25″ alla media di km 33,660. 2. Dell’Agata Gilberto, G.S. Benacense Riva, a 1′; Castellani Attilio, G.S. Cofler Rovereto a 9′; 4. Versini Mario, G.S. Benacense Riva a 9′ 30″; 5. Pintarelli Giuseppe, G.S. Cofler Rovereto, idem; 6. Stofella Mario, U.S. Aurora Trento, idem; Poli Agostino, G.S. Benacense Riva, idem; 8. Andreatti, Giulio Forti e Veloci Trento, idem; 9. Rover Carlo, U.S. Aurora di Trento; 10. Franceschini Natale, U.S. S. Giorgio Vela di Trento; 11. Ochner Bruno, Veloce Club Trentino Trento; 12. Benatti Romolo, U.S. S. Giorgio Vela di Trento; 13. Benatti Remo, idem; 14. Ferrari Battista, C.C. Bressanone; 15. Schmidt Remo, S.S. Dolomiti Bolzano.

Targa Pirelli: al G.S. Cofler di Rovereto.
Coppa Presidenza Giunta Regionale: al G.S.Cofler Rovereto.
Coppa Commissario del Governo: al G.S.Cofler Rovereto.
Coppa Presidenza Giunta provinciale: all’U.S. S. Giorgio Vela di Trento.

Anche L’Avanti del 25 giugno 1952 dedica due righe al risultato della gara: Nell’eliminatoria trentina per il G.P. Pirelli che sta snodando con assoluta regolarità la sua matassa per giungere alla finale di Milano, i distacchi dicono la durezza della gara e del percorso: distacchi che fanno sensazione se si pensa che fra il primo arrivato, Modena Vasco della Cofler Rovereto, ed il terzo, il consocio Castellani, intercorrono ben 9 minuti primi: fra i due, bella la prova del benacense Dell’Agata che ha saputo limitare il distacco dal trionfatore ad un solo primo.

1952 06 15 Brescia / Crisi d’identità

13-5 corro a Pescantina in fuga dai primi chilometri, calo in finale, 13°
1-6 Uno scialbo Giro dei Laghi, arrivo 6°
8-6 un ritiro all’indicativa di Pontedera, causa foratura.
12-6 arrivo 12° a Pisa

Un Giro dei Laghi che Vasco definisce scialbo, pur concludendo al sesto posto… per partecipare a questa magnifica gara, che tanta soddisfazione gli aveva dato nel 1949, e tanta competizione con Rino Parisi nel 1950, non partecipa alla indicativa preolimpionica ad Ascoli Piceno, riportata nell’invito qui di seguito, bensì a quella di Pontedera, in Toscana, la settimana successiva, conclusasi per Vasco, ahimè, con il ritiro.

La festa successiva 15-6, a Brescia, ero talmente giù di morale che avevo espresso il desiderio di abbandonare l’attività ciclistica.

Altro che salto di categoria! Qui si parla di mollare tutto. D’altra parte si è a metà giugno e risultati di alto livello non se ne sono visti. La mancanza di Giannino Piccolroaz come direttore sportivo si è fatta gravemente sentire. Con gli attuali collaboratori ci son continue incomprensioni. Infatti chi aiuta Vasco a venirne fuori? Un amico, Romolo [Romolo… Manzani?].

1952 04 06 Coppa Gobbi / Iniziano i piazzamenti, ma

Poi incomincio con una serie di buone gare senza tuttavia arrivare al 1° assoluto, la spavalda sicurezza del rivano mi dà ai nervi e decido di attaccarlo proprio a casa sua. Difatti nella Coppa Gobbi arrivo 2°, potevo aver vinto ma un guasto alla sella m’ha costretto a pedalare quasi sempre ritto sui pedali (Versini in grave ritardo) (6-4)

Alcuni piazzamenti son buoni e di soddisfazione, come questo del 6 aprile a Varone di Riva, nella sopracitata Coppa Epifanio Gobbi. Vasco la conclude al secondo posto, in cuor suo contento di aver ”dato la paga” alla promessa della Benacense, Mario Versini, come si evice dalla postilla inserita tra parentesi. O come nella qualificazione al primo posto nella selezione per la Coppa Italia, seguita dalla finale a Gorizia il 27 di aprile con un bel quarto posto.

Lo spavaldo Mario Versini con la verde maglia della Benacense, agli inizi degli anni ’50

(13-4) Coppa Città di Bassano a cronometro 5°
20-4 Coppa Italia, 1° (a 44.200 km/h)
27-4 Coppa Italia a Gorizia, 4°
1-5 Coppa Gelmi – Degasperi 3°

Il primo maggio, alla Gelmi-Degasperi, vince Pintarelli, Versini è secondo e Vasco si deve accontentare del gradino più basso del podio. Quindi il 4 maggio, per la Coppa Micheloni, con acqua a catinelle, Vasco decide di attaccare, come leggiamo qui sotto. Il tutto si conclude con l’incipit di un proverbio non molto adatto ai corridori, che sono tali proprio perchè amano correre!

Stavo per vincere e questa volta lo smacco al Versini sarebbe stato duro poichè lo staccai nel terreno a lui propizio, la discesa.

Quella discesa lunga e tortuosa dal Ponale, ma in una curva troppo avventata la caduta fu inevitabile col conseguente mio ritiro proprio a pochi chilometri dal traguardo (chi va piano…) (4-5).

Spettacolare la strada del Ponale, opera storica di ingegneria civile, che in quel periodo non era ancora stata asfaltata. Il fondo era una massicciata ricoperta di ghiaia e il parapetto dei tornanti era costituito da un basso muretto in sassi e malta o da pilastrini di pietre collegati tra loro da putrelle in ferro. Chi la percorre oggi, divenuta un magnifico sentiero pedonale e ciclabile, può figurarsi i corridori di quell’epoca che sfrecciano in discesa verso Riva del Garda e che, ogni tanto, scivolano a terra, come accadde a Vasco nella Coppa Giulio Micheloni. 

Epifanio Gobbi partigiano di Varignano di Arco che cadde vittima dei soldati tedeschi il 30 aprile 1945.

Giulio Micheloni nacque a Trento nel 1894. Una targa ricorda la sua casa natia in Piazza della Mostra 20, a Trento. Egli rifiutò l’arruolamento nell’esercito austriaco e si unì come volontario alle truppe italiane col nome di Gino Caprera per non essere identificato se fosse finito in mani austriache. Morì in combattiento sui Coni di Zugna presso Rovereto nel 1918.

1952 03 23 In regione Bolghera e Sciaves / Non gira

Poi il 23-3 mi ritiro alla Bolghera.
Il 30-3 arrivo 4° nella Sciaves, vinta da Versini, nuovo astro del ciclismo tridentino. Riassumendo:
5 gare e poco rendimento atletico.

A Trento al circuito della Bolghera: niente da fare. La vince un extraregionale, Otello Gola, di Mantova. Con uno scritto premuroso l’affezionato Tenente della caserma di Bolzano cerca di sollevare il morale di Vasco.

Bolzano 25/3/52
Carissimo Modena,
Domenica volevo venire a Trento per vederti, ma non ne ho avuto il tempo. Ho inteso dal giornale della tua prova. Coraggio Modena e vedrai che la sorte ti sarà più amica in seguito.
Ricordati che questo sarà l’anno che ti consacra per le mète che dovrai raggiungere, perché ne sei ben meritevole.
Non c’è bisogno che io ti faccia raccomandazioni particolari per sempre vincere! Davanti è la meta!
Io ti seguirò attraverso i giornali e quando possibile ti verrò a vedere.
Tanti saluti, caro Vasco, ed un abbraccio sincero da chi ti ha sempre seguito ed aiutato nei limiti del possibile.
aff.mo Ten. Salaorni

Forse grazie a questo incitamento il 30 marzo, nella gara di apertura in Alto Adige, la Bolzano-Sciaves e ritorno, Vasco si classifica al quarto posto. In questa competizione si mette in luce Mario Versini della Benacense, di Riva del Garda, che compie il percorso in 2h 50′ 02” alla velocità di 37,005 Km/h, mentre secondo si classifica Pintarelli a poco meno di un minuto di distacco. Seguono in classifica Poli, Modena, Borsi, Castellani, Ferrari, Ramus.

1952 03 09 In Veneto / Giannino gli manca

Tutte le mie speranze ed idee bellicose si smorzarono un po’ vedendo la scarsità di rendimento, specie in salita, d’ora in poi la salita incomincia a farmi paura, non sarò più il dominatore incontrastato, dovrò difendermi, solo qualche volta mi sarà permesso ancora di dominare. Forse sarà anche perché il mio D.S. ha abbandonato la nostra Società, infatti alla 1a uscita stagionale del 1952 ci accompagna Barozzi, nuovo D.S., a Verona dunque 1a corsa, arrivo 16° a P.M. media 44!! (9-3). Idem a Orsago, circuito, 7° PM (16-3) A Vicenza arrivo 11° nel Trofeo Pellizzari (19-3)

Cosa succede quando il direttore sportivo in cui si ha la massima fiducia lascia la squadra? E quando si pensa alle occasioni lasciate, quale il Pedale Carpigiano, la Nicolò Biondo, la A.S. Roma, neppure considerate proprio per rimanere con quella società? L’uscita del direttore sportivo Giannino Piccolroaz per la Cofler, settore ciclismo, è l’inizio della fine.

Queste prima gare di inizio stagione, corse in Veneto, non hanno esito favorevole. Ma anche le successive lo smontano un po’. E poi l’amico – rivale con cui misurarsi, Rino Parisi, fa il passaggio agli indipendenti, agganciato alla Wilier. Causa la categoria diversa non si incrociano, anche se le strade calcate, in particolare quelle venete, sono spesso le stesse.

Per fare un po’ di chiarezza vediamo di seguito come si articolano le varie categorie dei ciclisti definite in quell’epoca.

Categorie U.V.I. stabilite nel 1931

Professionisti – componenti ufficiali delle squadre di marche
Indipendenti – pur non essendo al servizio di marche possono percepire premi in denaro per pubblicità a cicli o accessori, a differenza dei dilettanti che possono percepire solo premi in natura od oggetti
Dilettanti seniores – oltre i 25 anni d’età
Dilettanti juniores – dai 19 ai 24 anni d’età. Con tre vittorie o dimostrazioni di qualità sono promossi nella categoria seniores.
Allievi – dai 16 ai 18 anni d’età. I vincitori di tre gare possono passare juniores la stagione successiva
Ragazzi – dai 12 ai 15 anni d’età

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.

1951 10 21 Fine stagione / Terza volta campione regionale

Per chiudere la stagione del ’51 mi ci voleva una rovinosa caduta nel Trofeo Dansi a Varese vinto dal Defilippis con il quale ero in fuga. –

Rimandai ogni velleità al 1952 sperando di poter far di più e passare di categoria

La stagione 1951 si conclude per Vasco, oltre che con la caduta nel Trofeo Dansi, disputata con freddo e maltempo, anche con un invito a far parte della società sportiva Nicolò Biondo di Carpi. Come per il Pedale Carpigiano e per la A.S. Roma, dice che è già impegnato con la Cofler e, in cuor suo, spera di poter far presto il salto agli indipendenti o professionisti.

Anche nel 1951, come già nel 1949 e 1950, aggiunge alle vittorie il titolo di Campione Tridentino Dilettanti. Terza volta consecutiva.

Nel 1951 si classifica anche quarto nel Campionato del Triveneto, dietro ai veneti Luigi Benvenuti (Granze), Mario Pistoia (San Pietro in Morubio) e Luigi Ugolini (Verona).


Diploma rilasciato a Vasco Modena, campione regionale tridentino 1951 – dilettanti

1951 10 14 Lombardia / Grande Piccolo giro

Feci un grande Giro di Lombardia arrivando 3° dopo una lunga fuga
conclusa a 3 Km da Milano
.

Dicendo ”Giro di Lombardia” si riferisce al Piccolo Giro di Lombardia (G.P. La Cimbali) che tanto piccolo non è se pensiamo che comprende anche la scalata del Ghisallo. Vasco Modena arriva terzo dopo una solitaria fuga e dopo aver vinto il gran premio della Montagna.

1951 10 07 Passo delle Palade / Vittoria netta

A Bolzano dopo una furibonda battaglia piegai Tognon, volli rendere pan per focaccia. Tanto dura fu la lotta che il forte bassanese a 2 Km dal culmine delle ”Palade” dovette scendere dalla bici (un particolare: se non scendeva lui quasi scendevo io).

Le note lasciate da Vasco nel quadernetto son strane. A volte stringate, con solo il nome della gara e la posizione in classifica. Altre volte, come questa, non riportano la competizione alla quale fanno riferimento (Bolzano, Palade… qualche elemento c’è), né alla conclusione, benché, da una nota ricevuta per posta, si evince che sia trattato di una bella vittoria. Vasco preferisce soffermarsi, invece, sul sentimento competitivo suscitato da Emilio Tognon, che qualche settimana prima gli aveva dato filo da torcere nel Giro del Garda, pur riconoscendo che era anche lui in questa impresa era al limite dello sforzo.

Chi gli scrive le congratulazioni è il suo stesso tenente, Mario Salaorni, che non mancherà di farsi sentire spesso, anche in seguito, dopo terminato il servizio militare:

Bolzano, 9/10/51
Carissimo Vasco,
Ero sicuro della tua vittoria, ma poiché è venuta in modo tanto convincente, ti voglio esprimere il mio compiacimento con i più vivi rallegramenti.
Bravo Vasco!
Aff.mo Ten. Salaorni

Il Dolomiten-Sport, quotidiano sudtirolese di lingua tedesca, titola

Modena bleibt bester Radfahrer der Region

Er gewinnt mit 6:20 Minuten Vorsprung den “Erbitter” Pokal

e riporta, traducendo una parte:

Anche questa volta, come spesso accade quest’anno, salta fuori il nome di Vasco Modena. Questo ragazzo di Rovereto, 19enne, alto e snello, che aveva già scalato molti passi delle Dolomiti, oggi ha sconfitto anche il Passo delle Palade (Gampenpass) e ha ottenuto una grande vittoria su questo lungo percorso, non certo facile. Ha lasciato dapprima sfogare i velocisti sull’asfalto nella tratta Bolzano – Bressanone – Bolzano- Merano, dove è arrivato il suo momento: a Lana aveva già due minuti di vantaggio. E’ iniziata la scalata al Passo delle Palade e, sebbene il fondo stradale fosse tuttaltro che in condizioni ideali per la ghiaia, è riuscito a superare tutti nei 17 km e a puntare verso Fondo quindi al passo della Mendola, e poi giù verso Appiano a più di 60 Km/h per giungere ad una vittoria sicura e netta in Corso della Libertà a Bolzano dove una folla enorme acclamava il vincitore. 57 i corridori in partenza da Bolzano per una dura gara di 192 km.
1. Vasco Modena (Cofler – Rovereto) in 2h 59′ 30” alla media di 32.450 Km/h; 2. Bazzana Sergio (Dolomiten – Bozen) a 6’20”; 3. Tognon Emilio (Velo Club Bassano) e 7’15”; 4. Manenti Franco (Erbitter Gavardo) a 12’40”; 5. Saldini Remo (CRAI Marzotto – Valdagno) a 12’55; 6. Ferrari Arturo (Ausonia Pescantina) a 11’55”; 7. Andreatti Giulio (Forti e Veloci Trento) 17’30”; 8. Beschi Vittorio (Erbitter Gavardo) 19’55”; 9. Martini Flavio (Veloce Club Trento); 10. Pintarelli Giuseppe (Cofler Rovereto).

1951 09 30 Finale G.P. Pirelli / Sul mitico Vigorelli

finale del G.P. Pirelli a Milano arrivai 14°

Finalmente la finale. Pur partecipando a molte delle gare domenicali bisogna ricordare che in questo periodo, durante la settimana, Vasco è militare a Bolzano. Una notte, in camerata, sogna di essere al Vigorelli, ma non in gara… vede sé stesso all’esterno del velodromo e sente la folla all’interno che esulta. Anche lui vorrebbe vedere il vincitore, magari sé stesso, son così strani talvolta i sogni… si inerpica quindi sugli spalti e… fa cadere rumorosamente una pila di brande accatastate nel camerone su cui “sonnambulo” si stava arrampicando, svegliando così i poveri commilitoni. Comunque al Vigorelli ci arriva, da ciclista, da sveglio, con la finale del Gran Premio Pirelli.
Che sogno, che bellezza!

Alla gara internazionale prendono parte 122 corridori. In una giornata piovosa le operazioni preliminari di controllo delle licenze, ritiro dei numeri, la punzonatura così come la consegna dei tubolari Pirelli si svolgono presso la sede della Gazzetta dello Sport. L’arrivo è in volata, vinta dal piemontese Nino De Filippis. Vasco si piazza al 14° posto sull’assito del mitico velodromo.


Sul Corriere dello Sport 1. ottobre 1951 – De Filippis precede Ghidini, pag. 7, in alto a sinistra, il resoconto della gara e la classifica

1951 08 12 Gare estive / In attesa del Vigorelli

Nella Fiera di Trento, 4°
G.P Città di Brunico 2°
Giro di Romagna 22°


La domenica successiva alla grande vittoria ottenuta nella eliminatoria del GP Pirelli, Vasco si classifica al quarto posto nell’importante Trofeo Fiera di Trento, collegato alla quarta edizione della Fiera Internazionale del turismo e dello sport di Trento.

Invece a Brunico il 19 agosto 1951, nella stupenda Coppa Brunico, è secondo, battuto da Pintarelli che lo precede in volata, dopo essersi dati il cambio con pedalata regolare, da bravi compagni di squadra. Compiono il percorso Brunico – Cortina – Brunico di 120 Km in 3:30, alla media oraria di 34,260 Km.

Una puntatina in Romagna, tra una massa di corridori, dove arriva al ventiduesimo posto. Ma arriva.

I ciclisti roveretani vanno sempre in coppia

Questa volta vince Pintarelli

Un articolo appare su Dolomiten di lingua tedesca, che descrive lo svolgersi della gara nella bella Val Pusteria.

(il solito click sulla icona per leggere l’articolo)



Astico – Brenta 9° e 1° dei dilettanti
Giro del Garda, dopo aspra lotta con Tognon arrivai III°
Trento-Merano-Trento III°
A Mori, Coppa Mori II ed. arrivai 1° battendo in volata Delbello.

Settembre interessante. Nella Trento-Bolzano-Merano e ritorno si piazza al terzo posto, come pure in un combattuto Giro del Garda.

Il 9 settembre 1951 porta a casa un buon primo posto di categoria nella XXVIII Astico-Brenta per indipendenti e dilettanti, gara di 216 km. su un percorso per scalatori. Gareggia anche Rino Parisi, probabilmente tra le fila degli indipendenti. Primo assoluto è Renato Barbiero.

Ed infine conclude vittorioso nel suo paese natio la seconda edizione della ”Coppa Città di Mori”.

Ma settembre non è ancora finito: l’ultima domenica, il 30, ci sarà la finale nazionale del G.P. Pirelli, con arrivo al Vigorelli. L’anno precedente, pur essendo qualificato, non aveva potuto partecipare alla finale causa la quasi concomitante partenza per il servizio militare.


Passaggio di Vasco Modena davanti alla chiesa di Fai della Paganella
Vasco in una gara degli anni 1950-1951 nel passaggio davanti alla chiesa di Fai della Paganella. La stessa fotografia, affiancata ad una scattata nella medesima posizione al passaggio di Rino Parisi si trova sulla rivista “Strenna Trentina” del 1952, a pagina 107, nel capitolo dedicato agli avvenimenti dello sport nostrano accaduti nel 1951. A testimonianza della passione che esercitavano sul pubblico i due corridori trentini si può leggere sull’asfalto la scritta ”W PARISI MODENA”