1951 08 05 GP Pirelli eliminatoria / Da dominatore

A confermare il mio stato di grazia venne il G. P. Pirelli. 150 Km di fuga mi permisero di guadagnare la bella somma di £ 50000

Sul percorso Bolzano – Passo Sella – Trento della eliminatoria regionale per il G.P. Pirelli, Vasco gioca da dominatore. L’anno precedente aveva fatto 100 km di fuga solitaria e Pintarelli gli era secondo con 10’59”. Questa volta i km di fuga sono 135, sui 169 di percorso, e il Pinta arriva secondo a 10′ e 22″. Al traguardo Alfredo Binda gli pone questa domanda: «Ma invece di vincere una sola gara con 10 – 11 minuti di distacco, non ti converrebbe vincere 10 – 11 gare con un minuto?» Con questi scherzetti solo 8 sono i corridori in classifica. Dei 65 partiti, infatti, 22 sono i ritirati e 35 gli arrivati al traguardo ma… fuori tempo massimo.

Vasco al traguardo della eliminatoria tridentina del G.P. Pirelli, felice della propria prestazione
Il vincitore della eliminatoria Vasco Modena a sinistra, in centro il dr. Arrigo Castellani della Pirelli e sulla destra il campione Alfredo Binda che gli pone questa domanda: «Ma invece di vincere una sola gara con 10 – 11 minuti di distacco, non ti converrebbe vincere 10 – 11 gare con un minuto?»
Ermanno Moser con i bambini, Vasco Modena, Baroni, e Giannino Piccolroaz. Questa foto si trovava esposta anche nello storico negozio Moser Cicli di via Calepina a Trento.
ritaglio di giornale
Corriere dello Sport, 7 agosto 1951, pag. 6
Dolomiten, 6 agosto 1951, [pdf esterno]

1951 07 29 Trofeo Spumadoro / In forma non significa vincere

Avevo trovato la ”mia” forma, ma la sfortuna mi perseguitò sempre. Il 29-7 a Castelfranco Veneto una gara in due tappe, la potevo vincere, forai tre gomme, arrivai 7° – 4° dei dilettanti.

Dopo le ultime due vittorie, la Bressanone Cortina e ritorno e la Trento – Salorno e ritorno a cronometro, Vasco sente di essere finalmente in forma. Ciò non significa necessariamente vincere. A Riese G.P. Papa Pio X, in due frazioni (151 km in linea più 21 a cronometro), non una né due, bensì tre forature si oppongono al desiderio di vittoria di Vasco. Forature che abbondano un po’ per tutti i concorrenti, tra indipendenti e dilettanti, sul duro percorso per cui basta citare alcuni ingredienti quali “scale di Primolano” e “Croce d’Aune”, e aggiungere “fondo ghiaioso” per farsi un’idea di quanto duro possa essere risultato questo impasto. Ad ogni modo, in forma effettivamente Vasco lo è: sul Croce d’Aune, dove è posto il premio della montagna, Modena transita con 1′ di vantaggio su Renato Barbiero. Si sarà portato a casa qualche buona focaccia del famoso panificio Fraccaro Spumadoro?

LA PRIMA EDIZIONE DI UNA GARA CHE S’IMPORRA’

A Bortolo Bof la frazione a cronometro e la vittoria nel Gran Premio Spumadoro

Barbero si impone nella frazione in linea ma termina sesto in quella successiva e cede il primato al piccolo trevigiano – Magnifiche prove dei dilettanti Fornasiero, Tosato e Dell’Antonia

OgniSport

Dal nostro inviato.

CASTELFRANCO, 29 – Castelfranco Veneto e la vicina Riese si sono date vicendevolmente una mano per creare questa manifestazione ciclistica, che ha tenuto in orgasmo organizzatori e pubblico dalle primi luci dell’alba fino alle prime ombre della sera. E amichevolmente Castelfranco e Riese si sono divise oneri e onori. Nella vetusta cittadina partenza della prima frazione in linea di km 151, e arrivo della frazione a cronometro; a Riese, invece, arrivo della gara in linea e partenza di quella a cronometro di km 21.

Il Gran Premio Città di Castelfranco e Comune di Riese, arricchito del Trofeo Spumadoro Fraccaro, ha avuto francamente successo. Qualche lacuna organizzativa affiorata qua e là va giustificata con una sola parola: esperienza. Un altro anno le cose riusciranno meglio anche da questo lato. La quantità è stata di gran lunga superata dalla qualità. Difatti scorrendo prima della partenza il nome degli iscritti, ci si è subito convinti che la competizione non poteva mancare di successo, sia dal lato tecnico che da quello agonistico, anzi già si pregustava lo spettacolo di una serrata battaglia fra i più rinomati scalatori e passisti delle categorie indipendenti e dilettanti seniores. Se 30 esatti sono stati i partenti, tre o quattro volte maggiori sono state le emozioni e gli episodi che hanno caratterizzato la corsa. Quante volte di è visto il bravo Silvestri lavorare di paletta per proteggere la fuga ora di questo ora di quello, oppure di gruppetti più o meno organizzati.

Ne è scaturita, in sintesi, una di quelle gare che saziano i palati più esigenti e delicati. Fare dei nomi è giocoforza, ma è preferibile accumunare tutti in un caldo, cordiale “bravi”. Per quanto si frughi nella mente e si consultino vocabolari, non si riesce ad esimersi dal definire il percorso cin un’abusata parola: “duro”, tipicamente duro. Le “scale” di Primolano, la salita di Croce d’Aune, che ha portato i concorrenti a 1100 metri, già snervanti saliscendi da Feltre in su, e la breve, ripidissima salita di Asolo hanno agito in funzione di fittissimo setaccio da cui i migliori (sfortuna a parte) sono emersi con le loro forse e con il loro cuore.

E a proposito di sfortune citate dianzi non va taciuto che il pessimo fondo stradale di quasi la totalità del percorso ha fatto strage di gomme. Come dirà la cronaca, per quanto si è potuto accertare, quasi tutti gli atleti in gara sono stati “toccati”, forse l’unico uscito indenne è proprio Barbiero, il vincitore della frazione in linea. Questo particolare non viene buttato là per sminuire la sua chiara affermazione. Tutt’altro: Barbiero ha vinto come sa vincere uno che ha già dell’esperienza da vendere.

Egli è venuto fuori al momento opportuno e con una veemenza da non lasciar dubbi sul suo grado di forma. Peccato però che nella successiva frazione a cronometro non abbia saputo conservare il pur tenue vantaggio. Quel sornione di Bof, attardato da una foratura, ha saputo, in sede di appello, imporre i diritti dell’anzianità e, si dica pure, della classe. La sua media nei 21 km a cronometro parla chiaro. La classifica generale delle due prove lo ha portato alla vittoria, una vittoria più che meritata.

Remo Fornasiero, il simpatico prestigioso ragazzo di Rosara, è giunto alle spalle di Bof, vincendo però nella categoria dilettanti. E’ una nuova conferma delle sue eccellenti doti. L’inseguimento intrapreso dopo una foratura, a pochi km dalla partenza, quando cioè più ferveva la lotta, ha rivelato una potenza in azione impressionante, frutto evidente di un’accorta, metodica preparazione e di non comuni qualità fisiche.

Di Fornasiero si sentirà sovente parlare e bene. Modena, sfortunato in tutte e due le prove, è stato animatore della gara, la piccola carica di tritolo che metteva in sobbuglio la variopinta carovana. Transitato primo al passo di Croce d’Aune, è stato appiedato da una foratura, incidente questo ripetutosi nella prova a cronometro.

Il giovane Tosato non va escluso dalla citazione, perché col suo ricupero, dopo la foratura, è rientrato nel gruppo degli inseguitori di Barbiero, riuscendo a strappare il secondo posto. Lo scotto dello sforzo lo ha però pagato nella seconda prova, lasciandosi soffiare il posto d’onore da Fornasiero. E va ricordato, non a puro titolo di cronaca ma perché effettivamente lo meritano, le prove dei fratelli Dall’Antonia, sempre fra i primi. Alla Distanza Dal Bello è calato, ma ciò non viene minimamente ad incidere sulla sua esemplare tenuta di gara. La prova a cronometro ha giocato dei brutti scherzi a qualcuno. Si è visto ad esempio Barbiero scaraventato dal primo al quarto posto, Tosato dal secondo al terzo, Modena dal quarto al settimo, e così via, come dirà la classifica generale.

Accarezzati da una fresca leggera brezza e dal primo radioso sole, i 30 corridori lasciano Castelfranco alle ore 7,39. Scarsa, data l’ora, la folla convenuta a dare il saluto e l’incoraggiamento agli atleti che stanno per intraprendere una dura fatica. Dopo aver compiuto un giro attorno al Castello, il plotone infila a tutta andatura lo stradone che porta a Riese, il paese cioè dove è posto l’arrivo di questa prima frazione della gara.

Lasciato il centro che diede i natali a Papa Sarto, i corridori affrontano il primo stratto di strada polverosa e accidentata. Fornasiero, nei pressi di Loria, è costretto a mettere piede a terra per la prima di una lunga serie di forature. Sino al bivio Francolin (km 7 da Riese) che immette sull’asfalto per Bassano, la corsa procede senza offrire alcunché di interessante. Non appena però le prime ruote lasciano indietro buche e polvere, il gruppo si scuote; dalla testa alle ultime posizioni è tutto un sussulto. Si fila ad oltre 40 di media.

Superato S. Zenone degli Ezzelini, Fogal, Roma, Tosato, Gusella, Serena, Marchese, Dall’Antonia, Bortolin, Selvatoco, Bof, Grosso, Modena e Barbiero con uno strappo rabbioso riescono a mettere tra loro e le rimanenti unità, condotte da Pivano, Piazzon e Bertolaso, circa 200 metri. A Bassano il distacco, anche per il poco affiatamento rivelatosi fra i componenti del gruppetto di testa, diminuisce sensibilmente. La fusione, infatti, avviene a Valstagna e ritorna la calma per brevissimo tempo. Modena, Tosato, Barbiero e Bof si impongono ora con una serie di scatti e tentativi di fuga a ritmo indiavolato.

A S. Nazzareno, dopo 35 km di spettacoloso inseguimento, Fornasiero riprende contatto con il gruppo di testa. Dall’impresa di Fornasiero rimangono esterrefatti persino i più quotati avversari. Carpanè sarà infaustamente ricordato da Grosso il quale, proprio nell’attraversamento di questa località, rimane vittima di una foratura. Non lo si rivedrà più tra i primi. L’entusiasmante fisionomia della gara non muta fino a Primolano, dove i concorrenti si dispongono ad affrontare la breve ma faticosa salita delle “scale”.

Sino dai primi tornanti si delineano le posizioni. In testa sono il bassanese Dal Bello, Rigon, Bortolin, Barbiero, Modena e Parisi nell’ordine. A 300 metri seguono Selvatico, Turato, Piazzon, Rampazzo, Fornasiero, Brumani, Marchese, Bof, e via via tutti gli altri. Nella susseguente discesa che porta a Fonzaso e quindi a Ponte della Serra i primi sei tentano di conservare il vantaggio che al culmine della salita era arrivato a 1′. Barbiero e Modena si dimostrano i più attivi, ma alle loro spalle non si dorme. Al Ponte della Serra il distacco è diminuito. Modena, Dal Bello, Rigon, Barbiero, Bortolin e Parisi, Piazzon, Fogal, Zamprogna e Luciano Dell’Antonia a soli 40″; e il gruppo capeggiato da Rampazzo, Pivato e Bertolaso a 1’50”.

Nell’ordine sopradescritto i corridori affrontano l’aspra salita che porta a Croce d’Aune. Piazzon fora e Pivato è in difficoltà mentre Bertolaso è colpito da crampi allo stomaco. Quest’ultimo corridore sarà infine vittima di due consecutive forature. A quattro chilometri dal culmine i distacchi sono andati sempre più accentuandosi. E’ in testa Dal Bello, seguito a ruota da Modena, Barbiero, Parisi; a 1′ sono Fogal e Luciano Dall’Antonia; a 1’15” Rigon e Marchese; a 2′ Selvatico, Bof, Serena e Carmelo Dall’Antonia; a 2’20” Rampazzo; con distacco maggiore Grifalconi, Bortolin, Turato, Baldam e Bonaldi.

Negli ultimi mille metri Modena scatta ed in breve guadagna terreno. Barbiero tenta di tenergli testa, seguendolo a ruota, ma invano. Sul culmine, dove è posto il premio della montagna, Modena transita con 1′ di vantaggio su Barbiero e con 1’30” su Bof, rinvenuto fortissimo nell’ultimo tratto. Segue nell’ordine Del bello a 2′, Parisi a 2’30”, Dall’Antonia Luciano a 2’40”; Dall’Antonia Carmelo a 2’47”; Marchese, Rampazzo, Fogal, Piazzon e Fornasiero, ecc. Nella discesa Modena non riesce a contenere l’impeto di Barbiero, Dal Bello e Bof riunitisi nell’inseguimento.

Nei pressi di Pedavena il gioco è fatto: Il trentino si rialza. Alle spalle dei quattro si lavora sodo, tanto che a Quero si trovano in compagnia, oltre ai primi quattro, Fornasiero, i due Dall’Antonia, Rampazzo e il sorprendente Tosato, il quale attardato da una foratura sulla salita di Croce d’Aune, riusciva con un ammirevole inseguimento ad agganciarsi ai primi. A Cavaso è la … tomba di Bof e Dal Bello: il primo è vittima di una foratura, il secondo in preda ad una crisi viscerale è costretto a cedere. E’ la diana per l’irrequieto Barbiero: con pedalata sciolta si alza un momento sulla sella, dà uno sguardo all’ingiro e quindi parte come un razzo. Niente da fare per gli altri. Superata di slancio la salita di Asolo, Barbiero si invola verso il traguardo dove i cronometristi registrano un vantaggio di 37″ su Tosano, Fornasiero, Modena. Dall’Antonio Luciano, Dal Bello e Bof, che si classificano nell’ordine.

Ecco l’ordine di arrivo della prima frazione: Barbiero Renato U.C. Trevigiani (indipendenti) 161 km in ore 4.41′, media 32,244. 2. Tosato Mario, G.S. Paglianti, Treviso (dil. sen.) a 37”; 3. Fornasiero Remo (s.) Lygie G.S. Lubian, Padova; 4. Modena Vasco (sen.) S.C. Cofler, Rovereto; 5. Dall’Antonia Carmelo, G.S. Paglianti Treviso […]. Per il premio della montagna si è avuta la seguente classifica: Barbiero punti 5; Modena: p. 3; Del Bello 2. Nella frazione a cronometro di km 21: 1. Bof Bortolo, U.C. Trevigiani, 31’59”, media 39,396.

CLASSIFICA GENERALE: 1. Bof Bortolo, U.C. Trevigiani, in ore 5.13’36” 2. Fornasiero Remo, Lygie Lubian Padova (1. dil.) 5.14’17”; 3. Tosato Mario G.S. Paglianti Treviso 5.14’33”; 4. Barbiero Renato U.C. Trevigiani 5.15’7″; 5. Dall’Antonia Luciano G.S. Paglianti Treviso 5.15’46”; 6. Dall’Antonia Carmelo 5.16’28”; 7. Modena Vasco Cofler Rovereto 5.17’17”; 8. Dal Bello Vittorio V.C. Bassano 5.17’23”

1951 07 15 Altre quattro gare / Due sono vittorie

Nel Gran Premio Gardesana arrivai 4°
A Bressanone – Cortina colsi un’altra bella affermazione (1°)
Mi ritirai alla Brescia-Padova per una foratura, mi rifeci però la domenica successiva vincendo a cronometro (1°)

Dopo essersi aggiudicato un quarto posto nel Gran Premio Gardesana, Vasco vince per distacco la Bressanone – Cortina e ritorno.

Sarebbe stata interessante la Brescia-Padova di 178 km per la coppa Lygie, disputata l’8 luglio e vinta da Emilio Tognon, ma le forature a volte non perdonano. Coglie una nuova una vittoria poco più tardi, il 15 luglio, nella gara a cronometro Trento – Salorno e ritorno, secondo Poli e Pintarelli terzo.

Fotografia datata 21 giugno 1951

1951 06 17 Giro della Mendola / Vasco, il ritorno

Finalmente venne per me la giornata buona, in una giornata tremendamente calda, e quando tutti mi credettero spacciato venni fuori con la baldanza di chi sa il fatto suo; infatti a 2 Km dalla Mendola m’involai per agguantare quel successo che troppe
volte m’era sfuggito. Arrivai a Bolzano con 2′ di vantaggio sul secondo

Finalmente! ci voleva questa vittoria! e in Alto Adige, di fronte ai superiori presenti alla partenza e soprattutto al traguardo di Bolzano. Il percorso di questo Giro della Mendola, di 120 chilometri: Bolzano – Salorno – Mezzolombardo – Cles – Ponte di Mostizzolo – Fondo – Passo Mendola – Appiano – Bolzano.

Vittorioso al traguardo di Bolzano

CICLISMO

Vasco Modena ritorna alla vittoria
in un combattuto «Giro della Mendola»

Alla Cofler la coppa “Presidente Cons. Regionale”

83 concorrenti hanno preso parte ad una interessante e combattuta edizione del Giro della Mendola per la disputa della Coppa «Presidente del Consiglio Regionale» ed organizzata impeccabilmente dall’Alto Atesina di Bolzano.
La gara – pur soffocata da una temperatura equatoriale – ha avuto uno svolgimento nervoso ed appassionante dominato da una audace fuga di Stech che, cuore da guascone eppur generoso, attaccava a veloci pedalate l’erta della Mendola riuscendo a giungere quasi in vetta prima d’essere raggiunto da Vasco Modena che prendeva successivamente lo spunto per coronare la sua isolata puntata vittoriosa su Bolzano.

Modena ha finalmente ritrovato l’estro dei giorni migliori scutendosi di dosso quella vernice di apatia e di sfiducia nei propri mezzi che faceva di questo superbo atleta un rassegnato e uno sfiduciato. La sua vittoria è stata ottenuta alla maniera forte come si conveniva al miglior dilettante trentino.

A 2′ è arrivato il trevigiano Tormena un giovane che già altre volte si mise in luce dalle nostre parti, a 4’30”
è Tranquillo Segato, il «terzo uomo» del ciclismo tridentino che ha una speciale predilezione per il caldo.
Segue Martini, il mastino giallo blu trentino, prontamente rimessosi dall’infortunio del Giro dei Laghi.

Ottima l’organizzazione curata in ogni dettaglio dalla Ciclistica Alto Atesina di Bolzano presente il suo stato maggiore direttivo.
La magnifica coppa, dono personale del dr. Silvio Magnago Presidente del Consiglio Regionale, è stato appannaggio del G.S. Cofler di Rovereto per mezzo di Modena.

Commissario dell’UVI Corrado Pontalti. Classifiche:
Ecco l’ordine d’arrivo: 1. MODENA VASCO (s) Cofler Rovereto, che ha compiuto i 120 km. del percorso in ore 3.26′ alla media di 34,200; 2. Tormena Antonio (j), G. S. Spinetta Cornuda, in 3.28′; 3. Segato Tranquillo (s), Alto Atesina Bolzano in 3,30’30”; 4. Martini Flavio (j), Veloce club Trentino idem: 5. Nicoletto Severino (j) Veloce club Bassano idem; Castellani Attilio (j) U. S. Mori in 3,31′ e 16″; 7. Rigoni Pietro (s), V.C. Vicenza in 3.31’55”; 8. Melato Elia (j) Alto Atesina Bolzano in 3,33’45”; 9. Rizzoli Mario (s), U.S. Aurora Trento in 3.35’06”; 1O. Stech Guido (j), U.S. Aurora Trento idem; 11. Lerrari Battista (j) C.C. Bressanone; 12. Saretto Luigi (j), Ars Merano; 13. Tomasi Remo (j). Giae Virtus Bolzano, 14. Da Come Osvaldo (j) G.S. Dolomiti Bolzano; 15. Dapor Romano (j), Forti e veloci Trento; 16. Callegari Bruno Giae Virtus Bolzano; 17. Faliva Umberto (j) Forti e veloci Trento; 18. Rover Carlo (j), Forti e veloci Trento; 19 Marchese Antonio (j) C.S. Spinetta Cornuda; 20. Pallaoro Aldo (j), Forti e veloci Trento; 21. Andreatta Giulio (j), Forti Veloci Trento.

La Coppa Consiglio regionale Trentino – Alto Adige è stata assegnata al G. S. Cofler di Rovereto, per merito di Modena.

1951 05 06 Finale Coppa Italia a squadre / Buona prestazione

Coppa Italia a squadre 1°
finale Coppa Italia 7°

Nella fase regionale la squadra della Cofler domina sul percorso Trento – Bolzano e ritorno. Così la stessa formazione Vasco Modena, Mario Mutinelli, Giuseppe Pintarelli, Claudio Caliari, è ammessa alla finale della Coppa Italia a squadre, a Treviso, organizzata dalla Unione Ciclisti Trevigiani, su un percorso di 139 km.

Una per una le protagoniste che hanno dato vita alla Coppa Italia

Della Cofler Arrigo Vianello scrive sul Corriere dello Sport del 8 maggio 1951, a pag. 6 (in basso a sinistra): “Particolare menzione merita la Cofler di Rovereto, composta più che altro da corridori adusati ai percorsi accidentati (Modena è stato il migliore dei quattro ed è uno scalatore formidabile) ma hanno saputo adattarsi, con ottimo affiatamento, in questa dura gara.”

Squadra Cofler per la Coppa Italia: Vasco Modena è il primo a sinistra. Segue Mario Mutinelli, Giuseppe Pintarelli al centro, e Claudio Caliari.

1951 05 01 Sette gare / Primavera sfortunata

Poi per una serie di sfortunate vicende non feci bella figura nelle altre prove. A Bologna dodicesimo, Coppa Gelmi mi ritirai, sempre a Trento caddi in circuito, a Bassano 2° a cronometro.

a Brescia Coppa Capelli 4°
a Verona Trofeo Isalberti 3°
Giro dei Laghi, ruppi la catena e mi ritirai

Lapidario elenco di corse, la metà delle quali concluse concluse con il ritiro, altre con buoni piazzamenti. I ritagli di giornale sono pochi in questa annata, un po’ a causa del servizio militare, un po’ che diverse gare sono disputate fuori regione e quindi il resoconto si troverà il giorno successivo sui rispettivi giornali locali.

Si ritira nella Gelmi-Degasperi al 1. maggio 1951, disputata sotto una pioggia torrenziale, vinta da Pintarelli, della sua stessa squadra, la Cofler. Ancora un ritiro, causa caduta, nel circuito Città di Trento in maggio, vinto dal veneto Fogal. Ed infine un ritiro anche nel tanto amato G.P. Lane Borgosesia (Giro dei Laghi) per un guasto meccanico, vinto quest’anno da Arturo Ferrari della U.S. Ausonia.

Le gare con un esito positivo, pur senza l’alloro del vincitore, sono invece fuori regione: a Bassano, Brescia a Verona

1951 04 01 Bolghera e poi Sciaves / Le aperture di stagione

Alla Bolghera dopo essere stato solo caddi ed arrivai 23°

8-4- Alla Sciavez seriamente intenzionato a vincerla per la terza volta, e davanti ai soldati miei colleghi, per una segnalazione sbagliata arrivai 2°

La Bolghera, apertura di stagione del Trentino, nel 1951 viene spostata in avanti di una settimana, al 1. aprile, per via della Pasqua. Vasco cade, risale in sella, ma nulla da fare. Vince però il compagno di squadra Pintarelli.

Alla apertura in Alto Adige, la Bolzano – Sciaves e ritorno, già vinta due volte da Vasco, nel 1949 e nel 1950, ci sono i commilitoni ed i superiori ad attenderlo al traguardo di Bolzano. Per una segnalazione ambigua, un caso non inconsueto allora come ora, Vasco ad un bivio sbaglia il percorso. Torna sui suoi passi, recupera il più possibile, ma arriva secondo, a 37″ dal vincitore, il rivano Agostino Poli.

1951 03 26 G.P. Testi / Bologna – Passo della Raticosa

La prima uscita il Lunedì di Pasqua a Bologna (Raticosa) arrivai 7°

La prima gara del 1951, la prima da militare. Si confronta anche con Rino Parisi oltre che con i 49 specialisti provenienti da cinque regioni. E’ una impegnativa scalata di 45 km la Bologna – Passo della Raticosa, con traguardo tra le nevi del Raticosa. Il vincitore è Amerigo Severini che, dopo un primo tentativo di fuga interrotto dal salto della catena va a riprendere e ad accodarsi a Vasco nel frattempo a sua volta fuggito, per poi superarlo. Per non aver potuto allenarsi a dovere nei mesi precedenti si può dire che la gamba abbia tenuto bene.

ANTICIPATO CONFRONTO MODENA-PARISI

Buoni piazzamenti trentini nella Bologna-Raticosa
7° Modena, 8° Pintarelli, 11° Paris
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BOLOGNA, 26. La classica corsa ciclistica emiliana organizzata dal Velo Sport Reno per il « Gran Premio Testi » si è svolta questa mattina partendo da Porta S. Stefano sul tracciato in salita della Bologna-Raticosa, di km. 45.
La gara, alla sua 17.a edizione, ha richiamato molti dei migliori dilettanti specialisti della montagna che si sono misurati in questa competizione presentata come « criterium italiano della salita ».
Fra i partecipanti agguerrito il manipolo dei corridori trentini che con Parisi, Modena, Pintarelli e Caliari hanno anticipato in terra… lontana le lotte per prossima ciclistica regionale.
Di essi, Vasco Modena è stato il migliore piazzandosi settimo dopo una gara combattiva. Il suo settimo posto viene dal gruppetto di sei concorrenti che è piombato sul traguardo dopo che con 40″ di vantaggio di solitario Severini di Fossombrone aveva già ghermito la vittoria.

Ma biondo roveretano è da mettere molto più vicino al vincitore di quanto non gli consenta classifica. Gli rispondevano in un primo tempo Albani, Vecchi, Severini, Fabbri, Pintarelli e anche Parisi non era molto lontano.

Modena, insisteva, impegnandosi a fondo in una lotta sempre più ristretta e aspra dalla quale usciva una media mai raggiunta, nemmeno da Bartali, nemmeno da Ortelli, che fra i precedenti vincitori della competizione tradizionale erano i più illustri.
Ma quando la corda dell’arco d’attacco sembrava del tutto tirata, ecco scattare come una freccia Severini che pigliava un vantaggio non grande ma nemmeno lieve poiché nessuno pote riprenderglielo.
Intanto nelle posizioni retrostanti si batteva benissimo Pintarelli, senonché il ballonzolare richiesto dall’aspra fatica e un momento di incertezza faceva cadere il « lungone » della Cofler il quale perdeva contatto dai primi facendosi sorpassare anche da Parisi nel frattempo rinvenuto. Ma il sorridente Giuseppe risaliva in macchina e tenacemente, riconquistando posizioni su posizioni, riusciva a riprendere e, nei pressi del traguardo, a sorpassare di una diecina di secondi il ricciuto corridore dell’Aurora, alquanto in ombra quest’oggi.

L’ordine d’arrivo: 1. Severini Amarigo U. S. Fossombrone che compie il 45 km. della Bologna-Raticosa in 1,25′ alla media di km. 31,764 (nuovo primato; precedente: 1940 Vito Ortelli 1,3030″); 2. Vecchi Remo U. S. Parmense a. 40″; 3. Medri Antonio Cesena; 4. Ciapini Vasco C. C. Cori di Prato; 5. Pacianti Antonio C. Pratese; 6. Albani Riccardo G. S. Fiorentino di S. Martino; 7. Vasco Modena G. S. Cofter Rovereto, tutti col tempo di Vecchi; 8. Fava Mario G. S. Cobelli Bologna a 50″; 9. Fabbri Gabriele A. S. Predappio a 1′; 10. Pintarelli Giuseppe G. S. Cofler Rovereto. a 1′ 10″; 11. Parisi Rino U. S. Aurora Trento a 1’20”; 32. Caliari Claudio G. S. Cofler Rovereto; arrivati 38.

A. Greghi

«Gran Premio Testi» – Il Gran Premio che si correva da Bologna al Passo della Raticosa nacque proprio per omaggiare il nome di Umberto Testi e il contributo dato da lui al ciclismo emiliano e italiano. Umberto Testi nel 1934 fondò a Bologna la “Cicli Testi” (poi diventata Officine Meccaniche Testi). Le sue biciclette da corsa e da turismo divennero famose in tutta Italia per l’altissima qualità costruttiva e le finiture di pregio.

1950 09 22 Riepilogo di stagione / Campione regionale

Come nella precedente stagione, anche al temine di questa Vasco non menziona il fatto che, con le sue vittorie e piazzamenti distribuiti lungo l’intero arco dell’anno, ha conquistato per la seconda volta il titolo di Campione Tridentino Dilettanti. Il titolo veniva assegnato in base ad una classifica a punti determinata sui risultati di cinque gare prefissate.


UN ANNO DI ATTIVlTA’ DEL PICCOLO COPPI TRENTINO

Per Vasco Modena
ogni corsa un successo

La stagione ciclistica è alle sue ultime manifestazioni, anche qui fra i nostri monti. Uno sguardo d’insieme all’attività svolta quest’anno dagli atleti roveretani vede in prima fila Vasco Modena della Cofler, il «piccolo Coppi» trentino, come è stato battezzato dagli appassionati.

Questo giovane, che la Cofler ha affidato all’esperienza di Giannino Piccolroaz, ha saputo
imporsi nelle più difficili prove organizzate sulle nostre strade e fuori regione, guadagnandosi meritatamente l’ambito titolo di campione regionale.

Gli sportivi non si sono sbagliati chiamandolo « piccolo Coppi». Del grande campione nazionale, Vasco Modena possiede la generosità del cuore e quella forza d’animo, che gli fa, trovare in ogni momento della fatico il rabbioso colpo di pedale per mettersi in luce. Ama lo sport che pratica: lo ama e lo difende con una tenacia commovente. Modesto, corre spintovi dal fascino della lotta; corre con Il stesso impegno anche quando sa di non arrivare
primo, corre anche quando la fortuna gli è avversa.

Carattere schiettamente alpigiano, direi carattere eminentemente trentino, una volta che è salito in sella sa che deve arrivare in fondo e vi arriva, che vada bene o male. II premiopiù grande per lui non è la medaglia che avrà al suo arrivo, ma la titanica battaglia che la mente, l’astuzia, i garretti, il cuore ingaggiano con se stessi prima che con gli avversari, la strada, il traguardo. E’ quasi sempre vince come sa vincere lui, imponendosi nettamente.

Quando non vince la corsa Modena ha vinto egualmente perchè se non ha potuto giungere primo vuol dire che qual- cosa che non è dipeso da lui si è messo di mezzo.

VASCO MODENA (foto)

E’ ormai roveretano di adozione ma è di Mori ove trascorre le sue giornate in famiglia, una laboriosa famiglia di agricoltori [purtroppo no, sorride Vasco, mai avuto la fortuna di avere della terra per sfamarsi]. A Mori gli vogliono un bene che non ha fine e quando lo sanno in gara, non si fa che parlare di lui. E’ il continuatore di quella tradizione ciclistica trentina che ha al suo attivo numerose glorie. Ma Modena è ancora giovane ed il suo nome è destinato ad avere un posto d’onore nel ciclismo nazionale, perchè lo merita e perchè ha queste possibilità.

Ecco il suo brillante stato di servizio di quest’anno: Coppa Ignis – Giro Bolghera: secondo a ruota, VI Gr. Premio U. Testi a Bologna: settimo, Bolzano – Sciaves: primo con 3′ di distacco, Giro dei Laghi: secondo a ruota, Coppa città di Bassano a cronometro: secondo a 2″, Trofeo G. Merenda a Treviso: primo con 1′ e 15″ di distacco, Coppa Eosan circuito di Ora: primo con 5′ di distacco, I. prova di selezione per il campionato del mondo a Trieste: decimo, Targa Nuvoloni a Verona: secondo a 2 macchine, Coppa Zadra a Cles: primo con 3′ di distacco, Gr. Premio Amaro Alpino: secondo, Trento – Bondone in salita: primo, Trofeo Pirelli: primo con 10′ 59″ di distacco, Gr. Premio Fiera di Trento: primo con 2′ e 18″ di distacco. Trento – Sella per la Coppa Sella: primo, Coppa città di Bressanone: secondo.

Un bilancio notevolissimo e che ci dice che nessuna specialità lo trova, impreparato o meno forte. Un atleta completo a cui gli sportivi roveretani augurano sempre più luminosi successi.

1950 08 15 Coppa Sella / Terza vittoria consecutiva e… verso la naja

15-8 Trento – Sella: 1°

Con l’ormai consueto minimalismo, Vasco segna sul quaderno la terza vittoria consecutiva.

22-8 Si corre a Brunico. Deciso a continuare la serie arrivai 2°, causa la solita foratura.

Non avrebbe disdegnato un poker d’assi, il Vasco. Invece alla quarta prova, la Brunico-Cortina-Brunico, arriva secondo a 2’15” dopo Parisi.

Chiusi così il 1950 con la partenza per il servizio militare

Il 6 settembre 1950 “giunge alle armi” a Roma, dove viene assegnato al Btg. Collegamenti “Granatieri di Sardegna”, facente parte del Genio. Gli è impossibile quindi la partecipazione ad altre gare nel 1950, tra le quali ci sarebbe stata l’ambita finale del Gran Premio Pirelli del 1. ottobre a Milano, che è così sfumata.
Ben presto viene contattato dal tecnico romano Giovanni Proietti, CT della nazionale olimpica, che gli propone di andare a far parte della A.S. Roma. Di certo sarebbe stata una buona, anzi ottima, occasione… ma Vasco, avendo promesso ai suoi di rimanere per quanto possibile con la Cofler, non vuole mancare alla parola data.

Senza la tenuta da corridore, bensì in divisa, Vasco è quasi irriconosciblie nella foto ricordo del servizio militare iniziato a Roma a 21 anni