1949 03 27 G.P. Erbitter / Fuga o volata?

Il 27 -3 – Trento – Bolzano – Trento 14° con una caduta.

Fuga o volata? delle due Vasco preferisce la prima strategia, anche per un certo timore di cadute nell’affrontare la volata in gruppi numerosi. Corrono così, questi ciclisti, veloci, ma senza nessuna protezione, neppure il caschetto a strisce di pelle. Anche in questa competizione, su percorso piatto, scorrevole, veloce, cioè la statale Trento – Bolzano – Trento, per complessivi 125 Km in cui il gruppo viaggia più o meno compatto a 42 km orari, Vasco fa il tentativo di fuga, ma viene ripreso. E suo malgrado rimane coinvolto in una caduta, anche se non nella volata finale.

Si sarà forse consolato con un “Erbitter” l’aperitivo salutare a base di erbe amare che… «non è una medicina ma ha il valore di un farmaco» prodotto dalla distilleria Leo De Luca di Gavardo (Brescia) patrocinatore della gara oltre che sponsor della società sportiva Erbitter.

Il bresciano Rinaldo Beschi vince il G.P. Erbitter

Conferma di Martini – Ottima organizzazione

(click per vedere l’intero ritaglio)

Dire che le gare ciclistiche quest’anno son nate sotto la costellazione della… abbondanza è sfondare una porta aperta. C’era chi sgranava gli occhi, domenica alla partenza all’osservare le operazioni di incolonnamento della quasi centuria » di partenti al G. P. Erbitter». Una sgranata di maglie policrome in rappresentanza d’oltre 20 società tridentine, venete e lombarde: un bel successo, non c’è che dire!

E la Forti e Veloci, organizzatrice di questo eccezionale G.P. Erbitter, meritava una simile riuscita per la sua prediletta gara; lo meritavano il simpatico sportivissimo giovane industriale bresciano Leo De Luca, patrocinatore della gara in nome del suo squisito aperitivo, e Amedeo Faliva, rappresentante dello stesso per la Venezia Tridentina, due dinamici e appassionati dello sport che con la loro generosità e buona volontà dettero il la alla manifestazione, elevandola a gara nazionale, conferendole tradizione e classicità.

E’ quindi con lieta sincerità che accreditiamo a questi organizzatori solerti e capaci la piena riuscita d’una bella gara ciclistica, del tutto degna d’una stagione che si va annunciando brillante e nutritissima.

Il direttore di corsa, l’elegante, energico, sicuro Carletto Foradori, terminate le operazioni di partenza, invita il comm. De Luca a dare il via agli 82 partenti, in cronometrica puntualità:ore 14. La “Samba” ha inizio. Sgroppate veloci, tentativi di evasione dal gruppo, conati di fughe ben presto stroncate, mantengono allegra l’andatura fino a Bolzano dove gli sportivi dall'”Alto Atesina” hanno allestito un ricco traguardo a premi che è appannaggio del bresciano Beschi, il quale, fin dalle prime pedalate, si è dimostrato il dominatore della corsa.
La media supera i 42 orari e la fatica e la impreparazione iniziano il loro lento ma dissolvitore processo selettivo.
Nel ritorno anche il vento contrario ci mette lo zampino senza per questo far deflettere i generosi e gli audaci dai loro propositi; ad un certo punto anche le cadute operano dei vuoti nel gruppo che ha perso almeno metà della sua primiera consistenza.

Questa delle cadute è, a parer nostro, una conseguenza del non saper correre in molti, retaggio che i trentini pagano da lunghi anni di garette con 20 o poco più partecipanti.

In prossimità di Lavis, Vasco Modena, il brillante vincitore della Coppa IGNIS, tenta il secondo colpo… gobbo: la fuga. Acquista qualche centinaio di metri di vantaggio ma fra gli inseguitori vi sono uomini come Beschi, Olivari, Ceci ed anche l’astuzia di “nonno” Martini non serve.
Altra caduta presso Canova e siamo su Trento e sul traguardo, non prima di aver assistito ad un ennesimo capitombolo nel quale ha la peggio Luigi Berteotti che avrebbe potuto dire la sua parola in un arrivo in volata. Rinaldo Beschi, sopravanza tutti con la sua maglia gialla, e porta i colori dell’Erbitter alla vittoria nella corsa indubbiamente più cara alla sua società.
Il “vecchio” Martini è secondo, il veronese Ceci terzo, Olivari quarto; gli altri 10-12 arrivano in un fazzoletto.


La vittoria di Beschi e la classifica di Olivari, due atleti dell’Associazione Erbitter, ci dicono che il sodalizio bresciano ha portato quassù due ragazzi in gamba, ben preparati da quel competente ed appassionato direttore sportivo che è il bravo Gino Riccardi, uscito da quella fucina di dirigenti che fu la Scuola Tecnica di Cesena. La conferma di Martini (che non è mai stato uno sprinter) ha del miracoloso e ci dimostra quanto possano volontà e passione in un uomo che ha 37 anni suonati. Superbo monito ai pivelli e novellini pretenziosi e frivoli!

Vasco Modena, pur 14.mo in classifica merita il suo «bravo per l’intelligenza e la generosità del suo gesto: un ragazzo che farà della strada, questo taciturno corridorino della Cofler! Giuseppe Della Torre, cui non fan difetto classe e mezzi, si classificato secondo dei trentini: siamo fra i suoi estimatori, convinti che può fare molto di più. Sorprendenti le prove dei nuovi», il roveretano Vettorazzo e Brighenti di Mori.

Questa gara, cosi come la precedente Coppa IGNIS, ci ha appreso che diversi corridori sono ancora a corto di allenamento: riteniamo che ciò non sia un male in considerazione della pesantezza e della lunghezza della stagione ciclistica 1949.

L’organizzazione è stata perfetta, il percorso magnifico, la disciplina al seguito egregiamente mantenuta dai validissimi ed energici agenti della Polizia Stradale, l’ordine, all’arrivo, veramente sorprendente.

Diamo atto di ciò ai dirigenti del sodalizio rosso blu che hanno lavorato sodo e bene per la miglior riuscita della loro seconda fatica organizzativa.
L’on. Paris, il dott. Cionini, il rag. Zini, i vari Righi, Jachenet, Vicenzi, Paissan, Faliva, Coelli, Margoni, Roner, Pucher, Menestrina ecc. furono artefici della riuscita della corsa.

La premiazione all’Albergo Astoria ha dato luogo, fra l’altro, alla promessa da parte del comm. Leo De Luca, di confermare a Trento il G. P. ERBITTER anche per il 1950 e di ritornare allo stesso con una squadra bresciana ancor più numerosa e forte!
Nel passare all’archivio anche questa terza gara della stagione non possiamo fare a meno di augurarci che gli organizzatori delle prossime seguano gli esempi del Veloce Club e Forti Veloci, inauguratori perfetti e signorili di una stagione interessante e assai promettente.

LA CLASSIFICA 1. BESCHI RINALDO, del G. S. Erbitter di Gavardo (Brescia) che compie i 124 km. del percorso in ore 3.24′ alla media di chilometri 36.060. 2. Martini Angelo, G.S. Cofler di Rovereto, a ruota. 3. Ceci Emo, U. S. Garibaldina Verona. 4. Olivari Eugenio, G. S. Erbitter, Gavardo. 5. Della Torre Giuseppe, Veloce Club Trentino. 6. Vettorazzo Gino, U.S. Quercia Rovereto. 7. Rizzoli Mario, Velo Sport Mezzocorona. 8. Rigotti Giulio, idem. 9. Borsi Roberto, Veloce Club Trentino 10. Bruti Ettore, U. S. Garibaldina Verona. 11. Kerschbaumer Ermete, Veloce Sport Mezzocorona – 12. Segato Tranquillo. C. C. Alto Atesina Bolzano – 13. Brighenti Giacomo, CRAL Mori – 14. Modena Vasco, G. Cofler Rovereto 15. Pozzas Mario, C. C. Alto Atesina Bolzano – 16. Segato Guglielmo, idem – 17. Chemelli Mario, C. C. Forti e Veloci Trento (tutti col tempo del 1.o).

Inscritti 85; partenti 82; arrivati 41.

Direttore di gara: Carlo Foradori. Presidente di giuria: rag Ezio Frizzera. Commissario U.V.I.: geom. Ottone Cestari

1949 03 20 La Bolghera / Magnifica apertura di stagione

Nel 1949, dall’U.S. Olivo passai a far parte del G. S. Cofler, giovane sodalizio roveretano. Trovai conforto, aiuto finanziario e tecnico.

I risultati di tale cambiamento si videro subito poiché il 20-3- vinsi la mia prima gara, con distacco: con immensa gioia presi parte ad altre competizioni, e tante mi furono strappate dalla sfortuna.

La Bolghera dal 1949 diviene una classica per dilettanti che si disputa la prima domenica di primavera su un articolato circuito nella periferia a sud di Trento, ricco di saliscendi attraverso il quartiere della Bolghera. Oltre alla vittoria i commenti sui giornali locali non possono che galvanizzare “il prode” Vasco. Sotto la guida tecnica di Giannino Piccolroaz sente di avere buone carte da giocare. Inoltre ora calza le prime vere scarpine da ciclista, fatte su misura dal signor Ettore Matteotti.

MAGNIFICA “APERTURA” DI STAGIONE

Vasco Modena vince per distacco il circuito della Bolghera

Al G.S. Cofler la coppa IGNIS

La stagione dilettantistica non poteva avere un’apertura più interessante, movimentata ed appassionante. Merito indiscusso del Veloce Club Trentino che ha predisposto ogni dettaglio organizzativo con cura assicurando alla competizione trentina della primavera un successo che non andiamo errati a definire senza precedenti. Organizzazione, ordine pubblico, spettacolo, sport si sono mirabilmente fusi in questa prima Coppa Ignis conferendo alla stessa una portata tecnica ed un richiamo veramente notevoli e degni dell’elogio più incondizionato.

Fatta questa doverosa premessa che gli organizzatori, comm. Mayr, Mario Niccolini (anima di tutta la organizzazione), geometra Colle, Cerretti, Dei, Tedeschi, Bettega, Conci, Bettega, Zanetti, Conci, Franceschi, Molinari ecc. ben meritano, passiamo alla disamina tecnica della gara. Si era detto vigilia che il percorso appariva troppo severo: lo fu infatti, ma gli atleti, preparati accuratamente, neutralizzarono la durezza del terreno e quella, imprevista, del vento portando a termine una gara condotta ad oltre 36 chilometri orari! Lotto numerosissimo di concorrenti, con larga partecipazione extraregionale, sono in gara una decina di veneti, lombardi ed emiliani che assicurano l’interregionalità della corsa.
La gara non ha storia per i primi 16 giri; è il solito carosello che ha sussulti soltanto lungo la salitella della Fricca e sul rettilineo d’arrivo per la disputa dei traguardi a premio.
Al 17.o giro colpo di scena: Vasco Modena in maglia giallo-blu delia Cofler di Rovereto, scatta deciso e s’invola al gruppo. II pubblico incoraggia il ragazzo pur convinto dell’inanità dello sforzo a circa 40 chilometri dal traguardo.


Sul ponte di via Vicenza, circuito della Bolghera

II giovane «cucciolo» uscito dall’allevamento della arcense Olivo insiste e guadagna progressivamente terreno con una marcia cronometrica e costante e mette in evidenza una pedalata rotonda, elegante, facile, segno sicuro di accurata preparazione.

Numerosi sono i tentativi degli inseguitori per riacciuffare il prode… fuggente: sono tutti rientrati per la vigile tattica di Martini, il «vecio», e del giovanissimo Castellani, compagni di squadra della… volpe. La fatica assottiglia sempre più il lotto dei concorrenti che ormai sono poco più d’una trentina; siamo all’ultimo giro che il bravo Modena percorre fra un autentico budello di folla vociante ed inneggiante alla spettacolosa prodezza. Il gruppo segue a poco meno di 4′ ed è Gazzini a farsi luce nella volata davanti a Martini… rappresentante dell’Elisir di giovinezza, a Chemelli, Rizzoli, Segato, Borsi, Berteotti, la sorpresa Gobbi, Pozza, ecc.

Commenti alle prestazioni singole? Vasco Modena non è venuto oggi alla ribalta del ciclismo tridentino: nella stagione scorsa esordì brillantemente in diverse competizioni dando chiaramente a vedere che in lui c’erano stoffa e volontà. La vittoria, odierna lo pone sulla linea dei migliori dilettanti regionali. Raccomandiamo però al suo direttore sportivo, il bravo Giannino Piccolroaz, di non spremerlo troppo nella preparazione. Luigi Gazzini, un ragazzone bruno dai mezzi poderosi, ha colto una duplice affermazione: ha battuto gli avversari nella volata ed ha vinto.. al tavolino della giuria (aggiungiamo noi: ha fatto felici i dinamici dirigenti dell’I.N.A. di Mori che raccolgono, alla prima corsa, i frutti dei loro coraggioso atto di adesione al ciclismo regionale; Angelo Martini, il padre putativo di tutti i ciclisti tridentini, ha ancora una volta dimostrato la giustezza del proverbio: bandiera vecchia onor di capitano! Positiva la prova di Chemelli, Borsi, Berteotti Luigi, attardato da incidenti brillante e inseguitore, Mario Rizzoli, il «cucciolo» della decorsa stagione fra gli allievi che, ha brillantemente esordito nella categoria superiore: è a punto fisicamente, ma… occhio ad ulteriori scorpacciate di chilometri d’allenamento! Promettente l’altro ragazzo dell’I.N.A. di Mori, Mario Gobbi, alla sua prima competizione. Regolari Pozza, il meranese Dal Farra, il veronese Aurengri, Castellani, Martorelli e il bressanonese Zamolo. Coraggiosa la prova di Dalia Torre, che ha preso la partenza indisposto, ed ha concluso con i primi la gara.

Abbiamo già detto della organizzazione: perfetta! Essa ha consentito il regolare svolgimento della gara e ci ha fatto assistere ad un arrivo disciplinato e ordinato, come da tempo non vedevamo.
Bravissimi quindi tutti i dirigenti del Veloce Club, ai quali aggiungiamo la Polizia del Traffico, i vigili urbani e il servizio d’ordine pubblico,

Nelle sale del ristorante Wolf di via Grazioli, gli organizzatori hanno proceduto alla consegna dei premi ai vincitori, fra cui il bellissimo orologio da polso Nicolete Watch al vincitore e la «Coppa Ignis» al G.S. Coffer di Rovereto.
Alla gara ha presenziato il presidente del C. R. del U.V.I. rag. Grillo, commissario di gara il cav. Ettore Tosi di Bolzano, presidente di giuria Vincenzi.

u. gr.

Ecco l’ordine di arrivo: 1. VASCO MODENA, della Cofler di Rovereto, che percorre i km. 96.700 in ore 2.44′ – alla media oraria di km. 33.640. 2. Gazzini, I.N.A. di Mori a 3’42”; 3. Angelo Martini della Cofler di Rovereto a ruota; 4. Mario Chemelli della Forti e Veloci; 5. Rizzoli Mario del Velo Sport Mezzocorona; 6. Tranquillo Segato dell’Alto Atesina Bolzano 7. Roberto Borsi del Veloce Club Trentino; 8. Luigi Berteotti del G. S. Gino Cinelli dl Gardolo; 9. Gobbi dell’I.N.A. di Mori; 10, Mario Pozza Alto Atesina Bolzano; 11. Attilio Castellani della Cofler di Rovereto; 12. Giuseppe Dalla Torre del Veloce Club Trentino; 13. Mario Farra del Ciclo-Moto Club Merano; 14. Luciano Aurenghi della «Garibaldini» S. Lucia Verona; 15. Martorelli Alfredo, Veloce Club Trentino; 16. Zamolo Alberto, Ciclo Club Bressanone.
La Coppa «Ignis» è stata vinta dal G. S. Cofler per merito di Modena e Martini.
Gli organizzatori ringraziano le ditte Ignis apparecchi elettrici (rappresentata questa dai fratelli Tonini) e Nicolet Watch, orologi di precisione, per aver generosamente concorso alla riuscita della manifestazione.

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.

1948 11 19 Cofler / Giannino Piccolroaz

Alla fine del 1948 la Olivo di Arco annuncia che intende dedicarsi più al calcio che al ciclismo e abbandona questa sezione. Tutto sommato si presenta a Vasco una buona occasione: lo prende con sé il Gruppo Sportivo Cofler di Rovereto, affiliato alla Venezia Tridentina dal 1941. L’addetto sportivo è Giannino Piccolroaz, classe 1915, ex professionista, sulle spalle due Giri d’Italia, nel 1947 e 1948. Si sente in buone mani. Anche Attilio Castellani passa con lui alla Cofler. Altri atleti della Olivo (Giacomo Brighenti, Luigi Gazzini, Mario Gobbi, Mario Bianchi) entrano invece nel CRAL I.N.A. di Mori.

Rovereto, li 19 novembre 1948


Alla presenza dell’addetto sportivo sig. Giannino Piccolroaz, si è convenuto tra i sottoscritti Rappresentante del Gruppo Sp. Cofler e il corridore Modena Vasco relativamente alla stagione ciclistica 1949, che la Società s’impegna in via di massima :
1o)- di disporre per il tesseramento all’ U. V. I – pagandone le prescritte tasse del corridore affiliato;
2o) – di consegnare in uso allo stesso e limitatamente per il periodo previsto, tre tubolari speciali da corsa, due tubolari normali da allenamento, una maglia di lana, un paio di calzoncini, un berretto ed eventuali altri indumenti di corsa;
3o)- di provvedere per la riparazione o rinnovo delle parti meccaniche della bicicletta deterioratesi o rese inservibili in seguito ad eventuali incidenti che si verificassero durante una gara;
4o)- di provvedere inoltre al pagamento delle tasse di iscrizione a gare ed al rimborso delle spese sostenute dal corridore per la partecipazione alle stesse, quando s’ intende detta partecipazione sia avvenuta dietro invito e sotto il patrocinio della Società;
5o) – di concedere, nella misura del possibile, qualche premio in occasione di Coppe, Trofei, ecc. ;
6o)- di curare il disbrigo di tutte quelle pratiche riguardanti l’interesse dell’atleta nei confronti dell’U.V.I. e derivanti dallo svolgimento di attività promossa o regolarmente autorizzata dalla Società. —

Per quanto non contemplato nel presente accordo – il quale s’intende rinnovabile anno per anno – si ricorre alle norme previste dal regolamento dell’U.V.I. –

LO SPONSOR – La Cofler di Rovereto, nata come conceria per iniziativa di Pietro Cofler e poi trasformata nel 1926 dal figlio Augusto in azienda meccanica per la produzione di utensileria di precisione per industrie meccaniche, nel 1948 ha come amministratore delegato e amministratore generale il Cavaliere del Lavoro Vittorio Rocchetti. Il cav. Rocchetti è anche presidente del gruppo sportivo Cofler. Vasco nutre in sé la speranza di lavorare un giorno come operaio presso questa fabbrica in espansione e nel contempo di tenerne alto il nome attraverso la sua attività sportiva. Speranza che, come vedremo, rimarrà vana.