1950 03 21 La Bolghera / Secondo non basta

Infatti il 5-3 Coppa del Grande arrivai 7° a pari merito, il 21 marzo Circuito della Bolghera 2°. Il 28-3 Coppa Kerschbaumer 13°

Non esattamente soddisfatto Vasco dei risultati ottenuti in questo inizio di stagione: ”Mi sentivo bene e giravo, ma non vincevo le corse”. La Coppa del Grande di 122 km, con partenza e arrivo a Sesto San Giovanni, gli frutta un settimo posto su più di 215 partenti, di cui soltanto 52 tagliano il traguardo. A Trento passa per secondo sotto la striscione del traguardo per la disputa del Gran Premio Ignis, sul circuito de “La Bolghera”. Evidentemente non gli basta. Vediamo che alla Bolghera ricompare un nome noto, quello di Attilio Castellani, quasi assente dalle gare nel 1949, ed appare un nome nuovo, interessante per il ciclismo trentino e oltre, quello di Giuseppe Pintarelli (Bepi per gli amici, ma anche il Pinta), classe 1931, un anno e mezzo meno di Vasco. Osservando la seconda foto qui sotto è chiaro il motivo per cui Pintarelli, al centro, sia spesso accompagnato dall’appellativo «il lungo» nelle cronache sportive. Non altrettanto chiaro perché Vasco sia chiamato «il biondo». Forse solo per distinguerlo dal «ricciuto» o «bruno» Parisi.

Cartoline della squadra Cofler del 1950. In quest’ultima da sinistra vediamo Attilio Castellani, poi Giuseppe Pintarelli, Vasco Modena, (forse) Livio D’Andrea e …
BRILLANTE RIPRESA CICLISTICA FRA I DILETTANTI

Nel vertiginoso carosello della coppa “Ignis”
Fogal è primo e Modena secondo

(click per vedere il ritaglio completo)

Trento, 26

Sessantatrè dilettanti trentini si sono presentati ieri alla partenza per la disputa del «Gran premio Ignis».
Questa prima uscita ha avuto un successo che sotto ogni punto di vista è stato stupendo. La organizzazione è stata ottimamente curata dal Veloce Club Trentino.

Sono le 14.45 quando i concorrenti si allineano sotto lo striscione del traguardo, in attesa che lo starter di partenza dia loro via libera. In testa sono le maglie giallo-azzurre della società organizzatrice. Seguono nell’ordine quelle della Cofler di Rovereto capeggiate dal «numero uno» del ciclismo trentino Vasco Modena, quelle dell’Aurora dirette da Rino Parisi (reduci dall’allenamento compiuto in riviera con gli atleti rosso-alabardati della Wilier Triestina), quelle della Forti e Veloci con Salizzoni e Gazzini e infine da quelle di Mezzocorona, Cles, Taio, Gardolo e Riva L’Unione ciclistica Giorgione di Castelfranco Veneto è presente con un terzetto di uomini quali Fogal, Zamprogna e Pastro, tre vecchie conoscenze degli sportivi trentini.
Alle 14.45 esatte il via. Vasco Modena, che non vuole lasciarsi sorprendere, si mette subito in testa al gruppo e compie il primo giro in 5′, seguito a ruota da tutti gli altri. Al secondo giro è ancora Modena che guida, assieme a Dal Rì e Rizzoli. Gnesetti, lievemente in ritardo, chiude il numeroso plotone.

Al terzo, quarto e quinto giro i concorrenti passano sempre uniti, ed il traguardo a premio è vinto dal roveretano Modena, seguito a ruota da Chemelli, quest’anno in maglia giallo-blu del Veloce Club Trentino.
Segato, Martini e Fogal passano primi al sesto e al settimo giro; all’ottavo Fogal transita con 5″ di vantaggio sul gruppo. Al nono passaggio Cavaglia, l’alpino della Forti e Veloci (campione regionale torinese del C.S.I.) tenta di mettersi in luce, ma il suo scarso allenamento non gli permette ancora di farsi strada nelle competizioni trentine. Al decimo giro è Rigotti che si aggiudica il premio di traguardo. Fino al quindicesimo passaggio il plotone si mantiene ancora compatto e sono i vari Pintarelli, Forno, Segato e Berteotti che si occupano di fare il passo. Al terzo traguardo a premio (15.o giro) è Luigi Berteotti della Cinelli di Gardolo che con un bellissimo scatto si aggiudica il premio. Lo segue al secondo posto Rigotti di Mezzocorona.

Al sedicesimo giro Modena, Fogal e Rizzoli tentano di staccarsi dal gruppo e transitano davanti al traguardo con una cinquantina di metri di vantaggio su tutti. La fuga dei tre va sviluppandosi giro per giro, e così vediamo che i fuggiaschi al 17.o giro hanno 30″ su Faini, Pintarelli e Castellani.

Al 18.o Rizzoli che all’inizio della salita di Gocciadoro a seguito di una caduta, perde 20″ dai due amici di fuga e Rover che guida il gruppo inseguitore, passa davanti alla tribuna della giuria con 30″ da Modena e 10″ da Rizzoli. Zamprogna in questo momento accusa delle noie alla macchina e passa in lieve ritardo. Anche Faliva al ventesimo giro deve ritirarsi dopo aver forato un tubolare, e la nuova formula adottata in gara dagli organizzatori non gli permette di proseguire, in quanto transiterebbe per ultimo e cosi verrebbe tolto di gara.

Al 20.o giro Fogal e Modena passano ancora con 50″ su Pintarelli e Schmidt i quali guidano ora il gruppo. In questo giro anche Salizzoni deve seguire la sorte di Faliva, e si ritira.

Nel 22.o, 23.o e 24.o giro i due fuggiaschi, che marciano in pieno accordo, hanno guadagnato 1’30” di vantaggio sugli immediati inseguitori, i quali hanno raggiunto l’ottimo Rizzoli ed assieme tentano ma invano di poter raggiungere i due fuggitivi.

Al passaggio del 24.o giro la campana dà il segnale che prossimo giro ci sarà la volata finale. Modena e Fogal aumentano ancora l’andatura, tentando di staccarsi uno dall’altro, ma tanto il roveretano quanto il veneto non cedono di un palmo e compiono a piena andatura l’ultima fatica. Li vediamo poco dopo sbucare all’ultima curva, quella cioè che immette sul rettilineo d’arrivo. E’ Fogal che scatta per primo e Modena gli si mette a ruota, tenta di sorpassarlo, ma lo scatto del veneto è più forte di quello del roveretano. Vince Fogal, ed a 10 metri passa Modena.

I due atleti sono applauditissimi, ed in modo particolare il buon Vasco che ha disputato una gara degna del suo nome e di quello del suo appassionatissimo direttore sportivo Giannino Piccolroaz.

Ecco l’ordine di arrivo:
1) Fogal Francesco, U.C. Giorgione di Castelfranco Veneto, che compie il percorso di km. 82 in ore 2.13’30” alle media km. 36.767;
2) Modena Vasco. Cofler Rovereto, a 10 metri;
3) Pastro Antonio, U.C. Giorgione, a 1’5″;
4) Berteotti Luigi, G.S. Cinelli Gardolo;
5) Segato Tranquillo, Velo sport Mezzocorona;
6) Stofella Mario, Forti e Veloci Trento;
7) Chemelli Mario, Veloce Club Trentino;
8) Gazzini Luigi, Forti e Veloci Trento;
9) D’Andrea Livio, Cofler Rovereto;
10) Martini Angelo, idem;
11) Rizzoli Mario, Aurora Trento;
12) ex aequo: Pintarelli Giuseppe, Castellani Attlio, Rover Carlo, Pozza Mario, Parisi Rino.

La coppa «Ignis» è stata assegnata all’U.C. Giorgione di Castelfranco. Oltre ai ricchi premi individuali, al vincitore è stato assegnato un magnifico orologio d’oro offerto dalla casa Venus a mezzo del suo rappresentante sig. Remartini di Milano.
Presiedeva la giuria il sig. Carlo Bortolotti di Bolzano.
Era presente il commissario dell’UVI avv. Mantovani.

1949 11 12 Trofeo Nazionale Cadetti / Rimasto un invito

Alla prima edizione del Trofeo Nazionale Cadetti del 20 novembre 1949, con partenza e arrivo a Taormina, sono ammessi a partecipare solo i migliori ciclisti dilettanti d’Italia, qualificatisi attraverso le prove di selezione disputate nel corso della stagione nelle varie regioni italiane. Vasco, campione regionale, soddisfa appieno i requisiti.

Che sogno attraversare l’intera penisola, partire da Mori, in Trentino, per arrivare a Taormina, in Sicilia, e prender parte ad un confronto su scala nazionale! Nell’elenco dei partenti, ritrovato nel Corriere dello Sport (1949 – 30 – Fascicolo 275, p. 4), Vasco è segnato con il dorsale n. 39, e con il n. 38 c’è anche ”un certo” Rino Parisi della Aurora di Trento; quindi l’iscrizione sembra esserci stata, ma nella scatola dei ricordi nessuna cronaca o appunto sulla gara. Sempre dal Corriere dello Sport si sa solamente che all’ultimo momento gli organizzatori avevano eliminato la salita finale verso il centro di Taormina, ponendo tutte le premesse per un arrivo in volata. Ma alla fine non riporta nessun risultato della competizione.

Di questa gara rimane solo l’invito a partecipare, un documento ormai quasi storico, firmato da Vincenzo Torriani (1918-1996).

La Gazzetta dello Sport
– ORGANIZZAZIONI –

S.E.S.S.• SOCIETÀ EDITRICE STAMPA SPORTIVA
MILANO – VIA G. GALILEI, 7 – TELEF.: 66.031-2-3-4-5

Milano, 12 novembre 49

ESPRESSO

Preg.mo Signor MODENA VASCO

Oggetto: Trofeo Nazionale dei Cadetti
Taormina 20 novembre 1949

Abbiano il piacere di confermarvi la vs/ ammissione alla fi=
nale del Trofeo in oggetto.
Il viaggio in II classe (andata e ritorno) nonchè traspor=
to della bicicletta, sarà a ns/ carico da Milano a Taormina.
A ns/ carico sarà pure il vitto e l’alloggio, dalla cena di
venerdì 18 nov. alla colazione di lunedì 21 nov.
Per le ore 12.30 di giovedì 17 novembre dovrete trovarvi pres=
so questo Ufficio Organizzazione: GAZZETTA DELLO SPORT = MILANO =
VIA GALILEI, 7.

La partenza verrà da Milano alle ore 14.20 e con arrivo a Taor=
mina alle ore 14.56 del venerdì.
Vi raccomandiamo la puntualità assoluta circa il concentramento
qui in GAZZETTA. Siccome il viaggio avverrà in un unico treno per
tutte le Regioni, ogni vs/ inadempienza che dovesse comportare sup=
plemento di spesa, resterà a vs/ carico.
Accompagnatore sarà un incaricato di questo Ufficio Orga=
nizzazione (Sig. Carini) al quale potrete far capo per ogni vs/ oc=
correnza.
Per la spedizione della bicicletta potreste provvedere sin dal
lunedì, direttamente dal centro ferroviario prossino alla vs/ re=
sidenza fino a Taormina (come bagaglio) avendo però cura di sincerar=
vi presso i competenti organi ferroviari sulla sicura tempestività
d’arrivo e Taormina in tempo utile per la gara. Nel caso di incertez=
za meglio valervi del bagaglio appresso ad evitare irrimediabili
contrattempi.
SERVIZIO LOGISTICO: Taormina = Ente Turismo
Vogliate gradire distinti saluti.

IL CAPO UFFICIO ORGANIZZAZIONI
(Rag. Vincenzo Torriani)

N.B. Raccomandiamo ai residenti fuori Milano
di regolarsi con treno per giungere
puntuali al concentramento.
I posti d’alloggio e di pasto saranno naturalmente fissati da questa
organizzazione.

1949 10 16 Coppa Giovannini di fine stagione / La modestia

Infine terminai la stagione con una rovinosa caduta sul classico circuito della Bolghera per la disputa della Coppa Giovannini.

Vasco scrive solo queste poche righe sul finale di stagione non proprio felice. Non dice che, con i suoi diversi piazzamenti, è diventato Campione Tridentino del 1949. Il titolo viene assegnato sulla base dei risultati ottenuti in diverse gare nell’arco dell’anno. Ecco le gare valevoli come prove di campionato:

1949 04 18 Bolzano Sciaves e ritorno (1°)
1949 05 01 Coppa Gelmi-Degasperi (rit.)
1949 07 24 Coppa Erbitter (2°)
1949 08 07 Coppa Cofler (4°)
1949 10 09 Coppa Frizzera (1°)

Giro del Garda – Coppa Frizzera – 9 ottobre 1949
La medaglia di Campione Tridentino Dilettanti anno 1949. Viene consegnata a Vasco Modena dal presidente della U.V.I. Umberto Grillo durante l’assemblea del 29 gennaio 1950.

1949 10 09 Coppa Frizzera / Primato al Giro del Garda

10-11 settembre nella Trento – Conegliano – Trieste mi classificai rispettivamente 4° e 15°, e 8° in classifica

Il 2 ottobre una prestazione un po’ epica, mi classificai 3°, malgrado una foratura, nella Coppa Anaune

Mi ripresi una franca rivincita nel Giro del Garda stabilendo la media primato con 39,960 orari.

Le gare si susseguono. La Trento-Trieste per dilettanti, in due tappe, organizzata dal Veloce Club Trentino, vede la partecipazione di 83 corridori. Nella prima tappa, con traguardo a Conegliano, Vasco arriva quarto in volata dopo 175 km percorsi alla media di 39 km/h. Nella seconda tappa con traguardo Trieste si classifica al 15° posto posizionandosi ottavo nella classifica finale.

Buon risultato anche in Val di Non, nella Coppa Anaune, dove guadagna un bel terzo posto.

Ed infine, nell’autunno del 1949 Vasco coglie una grande vittoria nel Giro del Garda, stabilendo un record di gara e conquistando il titolo di campione regionale dei dilettanti 1949.

Par giusto qui ricordare a chi questo Giro del Garda fosse dedicato, con la denominazione di ”Coppa Frizzera”. Si tratta del giovane ragionier Aldo Frizzera, eletto Commissario regionale dell’U.V.I. nel 1930 e tragicamente deceduto a soli 24 anni il 5 luglio 1931, travolto da un’automobile nei pressi di Grigno, in Valsugana, mentre pedalava con altri verso le Scale di Primolano per assistere al passaggio di una gara ciclistica a cui prendeva parte, in particolare, Ermanno Moser.
Fu proprio Frizzera, nel marzo del 1931, ad illustrare le nuove regole U.V.I. per essere insigniti del titolo di campione regionale: anzichè in una singola prova, come nel passato, il titolo per il campionato dilettanti veniva assegnato con una classifica a punti su cinque gare definite ad inizio stagione, tra le quali, in questa stagione, il Giro del Garda. Nel 1954 si tornerà alla prova unica
.

Superba prova di Modena
solo al traguardo di un velocissimo “Giro del Garda„


Il Giro del Garda, che quest’anno era valevole anche per la disputa della coppa «Aldo Frizzera» ha avuto un protagonista ed un dominatore: Vasco Modena, il quale dopo essere sempre stato nella pattuglia di testa lungo tutti i 150 chilometri del percorso, ha staccato tutti negli ultimi quindici chilometri ed è giunto solo al traguardo rivano, compiendo una impresa sportiva di notevole valore e che resterà nella storia di questa gara, la quale si svolge tra i più incantevoli panorami della nostra terra.
Il giovane atleta della Cofler, ha ricalcato la corsa e l’impresa del suo maestro Piccolroaz, vincitore della terz’ultima edizione della gara: anche allora fuga e progressivo vantaggio sugli inseguitori, e vittoria per distacco con una dimostrazione di classe di eccezionale portata.

Un lotto di una quarantina di dilettanti era allineato alla partenza: oltre a Modena ed a Parisi, era allo «start» il veronese Begalli, vincitore dell’ultima coppa Anaune, l’altro veronese Falcioni, un giovane che va per la maggiore sulle strade venete, poi Turrini di Castelnuovo sul quale si fondavano le speranze di molti dirigenti scaligeri. Inizio velocissimo attraverso le gallerie della Gardesana occidentale, ma gruppo compatto, salvo qualche strappo fino alle zette di Cunettone, dopo Salò. Sulla non facile salita, scattano Turrini e Falzoni che prendono un lieve vantaggio, subito colmato da Modena che dimostra una combattività ed una attività notevole. In difficoltà, Gazzini, che ha qui iniziato a forare e lungo il percorso esaurirà poi la scorta dei tubolari, tanto da giungere al traguardo con una bicicletta presa a prestito lungo il percorso.
A Peschiera si verifica la fase decisiva della corsa. Sotto un attacco improvviso e prolungato di Falzoni, si compone un gruppetto di testa che oltre al veronese comprende Modena, il vicentino Ferrari, Chemelli e Dallatorre, seguiti a brevissima distanza dal vicentino Piazzon. A Garda posizioni immutate mentre dietro, la fatica falcia nel gruppo degli inseguitori guidato con astuta tattica da Martini.

A Brenzone restano soli in testa Modena e Falzoni che però segue con evidente disagio la sostenutissima andatura imposta dall’atleta della Cofler. Parisi, irrimediabilmente staccato si ritira, dopo una corsa nella quale, ad abulie strane aveva aternato sprazzi fulgenti. E’ quella del giovane dell’Aurora una crisi che va al di là dei muscoli più o meno sciolti, una crisi di demoralizzazione che Parisi dovrà superare, prima di tornare, dominatore come era apparso, sulle strade trentine.

Quando Modena scatta decisamente verso Naven, Falzoni non riesce a tenere la ruota. La gara è vinta per Modena che passa da Riva solo con un minuto di vantaggio su Falzoni e su Ferrari che era riuscito a raggiungere il veronese. Lungo la Mazza il vantaggio di Modena raddoppia, mentre Ferrari cede di schianto. Sulla pista dello stadio rivano, trionfo di Modena applauditissimo. Lungo tutto il percorso folla eccezionale.

Organizzazione accuratissima da parte della “ciclismo” della Benacense.

La classifica è la seguente:

1. Modena Vasco del G. S. Cofler di Rovereto, che compie i 164,300 km. del percorso in ore 4 6′ 58″ alla media oraria di km. 39,910; 2. Falzoni Rodolfo del Pedale Scaligero, a 2′ 35″; 3. Ferrari Arturo della U. S. Fiumane, a 4′ 20″; 4. Chemelli Mario della Forti e Veloci di Trento, a 5′ 5”; 5. Dallatorre Giuseppe del V. C. Trento; 6. Piazzon Mario del CRAL Marzotto; 7. Rigotti Luigi del CRAL Marzotto; 8. Rossi Alfredo del Pedale Scaligero di Verona; 9. Martini Angelo della Cofler di Rovereto; 10. Begalli Mario del Pedale Scaligero di Verona.

Partiti 37, arrivati in tempo massimo 21.

Con questa vittoria, Vasco Modena si è anche aggiudicato il titolo di campione regionale dei dilettanti.

1949 09 01 Giro delle Dolomiti / A tappe

1-4 settembre 1949 Giro delle Dolomiti a tappe

Dall’1 al 4 settembre un nuovo tipo di gara mi attendeva, il Giro delle Dolomiti a tappe. Provai delusione nelle prime due tappe classificandomi 11° e 20° con le rispettive cotte, la gioia di vincere la terza tappa battendo in volata proprio Giovanni Roma. Nelle rimanenti ebbi ancora la solita sfortuna e mi classificai al 7° posto nella classifica generale.

8 settembre 1949 Astico Brenta

L’8 settembre nell’Astico – Brenta mi perseguitò la più nera sfortuna che mi costrinse al ritiro.

E’ questa la seconda edizione del Giro delle Dolomiti, competizione a tappe cui concorrono nomi prossimi al passaggio al professionismo. Vasco concluderà degnamente il giro al settimo posto, a 12′ 54″, su una sessantina di atleti arrivati in tempo massimo al traguardo finale. Ha la soddisfazione di vincere una tappa, la terza, il cui percorso si articola per quasi cento chilometri nel bellunese: da Alleghe, al passo del Falzarego, quindi Cimabanche, lago di Misurina, e Auronzo di Cadore, dove è posto il traguardo che Vasco taglia in volata superando Giovanni Roma, capovolgendo la situazione del recente 21 agosto nelle “Valli garibaldine”. Qualche giorno dopo, l’otto settembre, giorno festivo nel vicentino, sarà nuovamente Giovanni Roma ad aggiudicarsi a Breghenze la Astico-Brenta, mentre Vasco sarà costretto a ritirarsi.

SI CONCLUDE OGGI IL GIRO DELLE DOLOMITI

Impegnato a fondo, il rodigino Zampieri riesce a conservare la maglia bianca con soli 12″ su Brasola

Ad Auronzo è Modena che precede Roma in volata

PATROCINIO DEL “GAZZETTINO„

(DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE)

Auronzo, 3 settembre

L’implacabile azione dei corridori della «Trevigiana» contro la «maglia bianca», ha avuto anche in questa seconda scalata dolomitica il suo pieno sviluppo e se Zampieri è tuttavia riuscito a respingere di nuovo l’attacco, ben più gravi sono state le sue perdite nei confronti di ieri e proprio ad un filo, si può dire, la maglia d’onore è rimasta attaccata alle sue spalle. Il rodigino spera sia solidissimo questo filo; i suoi avversari ritengono invece di avere ormai in mano le affilate forbici, che domani lo recideranno senza possibilità di appello.

Il maggior baluardo della giornata, il Falzarego, aveva visto concludersi, proprio come ieri, praticamente in un nulla di fatto l’appassionante duello Zampieri da una parte e i nero-azzurri di Fregonese dell’altra. Era il pordenonese Barazzuol a dare esca fuoco alle prime rampe della lunga salita. Poi al suo inseguimento era partito Sella, con alla ruota Barilà, e i due avevano ridotto alla ragione il battistrada, che più su veniva ripreso e staccato da Roma, Modena e anche da Zampieri. Fino a tre km. dalla vetta immutate restavano le posizioni; poi Roma trascinava sui primi il suo terzetto e i premi posti alla cima venivano contesi in volata. Roma la spuntava seguito ruota a ruota da Modena, Barilà, Zampieri, a 25″ da Sella (che in discesa lamenterà le quotidiane disavventure: un freno in disordine), a 55′ da Barazzuol, a 1’15” dal sorprendente Piazzon, a 1’30” da Tosato, poi via via da Barbiero, Bortoli, Sabbatini, Brasola, mentre più indietro erano Peccolo e Verdini, quest’ultimo non in giornata di vena.
Se Zampieri ama le salite, mal sopporta le discese e per scendere dai 1700 metri dei Falzarego ai 1200 di Cortina lunga è strada, sicché la maglia bianca non solo doveva lasciare andare via gli altri tre, ma si vedeva sorpassato da parecchi di coloro che in precedenza aveva piantato. Dalla città, Barazzuol, audacissimo, Roma, Modena, Barilà passavano nell’ordine sotto lo striscione del traguardo, precedendo di 1’30” Barbiero, Brasola, Sabbatin, che erano tallonati da vicino da Zampieri e Tosato.

Tra il quartetto di testa perfetto era l’accordo. Non altrettanta concordia — ed era logico – si poteva dire regnasse nel plotoncino inseguitore, dal quale filavano poi via di sorpresa all’inseguimento dei primi Peccolo, Grosso e Cavazzoli.
A Cima Banche il pordenonese ormai a soli 1″50″ dai fuggitivi. Gli altri due a 2’20”, il gruppo di Zampieri a 3′. Fortunatamente per costui, dopo i pochi chilometri che portano a Carbonin si doveva risalire; e il rodigino si liberava delle pastoie del gruppo — il vicino e fresco Brasola però non gli cedeva – ma non poteva tornare sui fuggitivi perché Roma e Modena si impegnavano pure loro a fondo e, dopo aver fatto retrocedere Barazzuol e Barilà arrivavano per primi al lago di Misurina. Barilà era a un tiro di fionda: più nettamente staccati seguivano Zarazzuol, Peccolo e Grosso e quindi Zampieri e Brasola. Nella nuova discesa Zampieri perdeva altro terreno e forava. Ad Auronzo Modena regolava Roma. Tutti e due vanno collocati sullo stesso piano di merito e nel complesso sono stati i dominatori della breve ma non facile corsa.

Con soddisfazione va salutata la vittoria di Modena. Il roveretano, veramente un bell’atleta, si sta ambientando, e tra coloro che per la prima volta abbiamo visto all’opera è quello che ci ha più impressionato. Per concludere, vanno segnalate la ripresa di Grosso e Barazzuol, le belle prestazioni di Barilà e di Peccolo e la regolarità di Brasola, ora in classifica a 12″ dal primo. Pure deciso a dar battaglia a Roma. Vedremo pure domani come Zampieri saprà reagire.

Domani avremo due tappe. Il percorso della penultima è stato modificato nell’ultima parte e risulta pertanto la seguente: Auronzo, Piave, Tai, Longarone, Fadalto, Vittorio, Conegliano, Pieve di Soligo, Combai, Belvedere, Fener, Cornuda, Montebelluna (km. 150). La partenza per l’ultima tappa a cronometro (Montebelluna – Treviso) verrà data ai concorrenti in ordine inverso alla posizione occupata in classifica.

Alberto Minazzi

Ordine d’arrivo: 1. Modena Vasco (G. S. Coftler Rovereto) km 94, in ore 3.04’23”, media km. 30,588; 2. Roma (U. C. Trevigiani) una macchina; 3. Barilà (Falk a 1 ’54”; Grosso (Trevigiani) a 2’45”; 5. Pecclo (Bottecchia Pordenone) id.; 6. Barazzuol (id.) id.; 7. Brasola (Trevigiani) a 3’53”; 8. Sabbatini (Foligno) a 5’21”; 9. Cavazzoli (Suzzara) id.; 10. Barbiero (Trevigiani) id.; 11. Tomadini id.; 12. Santin a 6’20”; 13. Carnelos id.; 14. Verdini; 15. Francescutti; 16. Barbieri; 17. De Nardus; 18. Bortolin; 19. Toffoletti, tutti col tempo di Santin; 20. Tosato a 7’58”. — Arrivati 63.

G. P. della montagna: 1. Roma p. 14; 2. Modena.

Classifica generale: 1. Zampieri ore 14.36’21”; 2. Brasola a 12″; 3. Roma 44″; 4. Sabbatini 1 ’34”; 5. Modena a 5’05”; 6. Verdini a 7’21”; 7, Berbiero a 8’39”; 8. Barilà a 15’11”; 9. Fiancescutti a 17’15”: 10. Toffoletti a 17’54”; 11. Olmi a 20′ e 34″; 12. Cavazzoli a 20’43”; 13. De Zan a 21’23”; 14. Dall’Antonia a 22’08”; 15. Falsoni a 24’37”.


La quarta e ultima tappa si svolge in due frazioni. Al mattino la Auronzo – Montebelluna, di 155 chilometri, vede Vasco protagonista di un gruppetto in fuga, in cui lui e Renato Barbiero sono fra i membri più attivi. Nella discesa dal Cembai, però, fora due volte… ecco la ”solita” sfortuna citata da Vasco. Nella breve semi-tappa del pomeriggio, 27 km a cronometro da Montebelluna a Treviso, non c’è la sfortuna ad accanirsi su Vasco ma è il morale basso del giovane corridore che non gli permette di fare bella figura. Nella classifica generale passa quindi dal quinto al settimo posto.

Classifica generale

1. Zampieri Giacomo (gruppo Sportivo Toffolo di Rovigo) in ore 19.27’28” 2. Brasola Elio (U.C. Trevigiani) in 19.27’48” 3. Roma Giacomo (idem) in 19.28’38” 4. Barbiero Renato (idem) in 19.31’01” 5. Sabbatini Remo (Veloce Club Foligno) in 19.33’19” 6. Verdini Romando (Veloce Club Fontespina) 19.35’15” 7. Modena Vasco (Rovereto) in 19.40’22” 8. Barilà Antonio (G.S. Falk Milano) 19.47.54” 9. De Zan Domenico (Sportiva Sanfiore) 19.50’28” 10. Falzono Rodolfo (Veloce Club Verona) in 19.53’30”


1949 08 28 Coppa Miramonti / Troppo facile

Ormai ero sulla strada buona ed una serie di soddisfacenti affermazioni mi attendeva.
Infatti il 28 agosto vinsi con irrisoria facilità e con una foratura la Coppa Miramonti.

In pochi, davvero, i partecipanti alla gara, organizzata dalla precedente società sportiva di Vasco, la OLIVO di Arco, anche se ormai non dedita più al ciclismo con una squadra propria. Vasco si sente in dovere di partecipare, anche se a breve ci sarà il Giro a tappe delle Dolomiti. Il dott. Negri, grande appassionato sportivo, con cui è sempre rimasto in ottimi rapporti, merita che una delle stelle del momento faccia brillare la gara della sua OLIVO. Senza i soliti rivali, però, non c’è storia.

A Vasco Modena della Cofler la vittoria nella
“Coppa Miramonti”

Vittorio Salizzoni della Forti e Veloci di Trento primo nel “Gran Premio della Montagna”

Trento, 28 – Un esiguo numero di concorrenti ha preso questa mattina il via per 12 disputa della Coppa «Miramonti», svoltasi sul percorso delle Giudicarie Garibaldine, attraverso le ardue valli del Sarche e del Chiese.
Partiti da Arco alle ore 10.10, i concorrenti hanno toccato Riva, Molina di Ledro, Bezzecca, Tiano, Storo, Ca’ Rossa, Creto, Bondo, Tione. Da Tione per la ripidissima discesa che conduce a Ponte Arche, attraverso le Terme di Comano, i corridori hanno raggiunto Sarche, Pietramurata a Dro, Arco lungo la salita della Masa per rientrare a Riva e Arco dopo avere «tirato» una gara disputatissima su un percorso di 130 km.

Se al via si sono presentati soltanto 13 atleti, questo non lo si deve ad una deficienza degli organizzatori della Sportiva di Arco, ai quali anzi va il doveroso riconoscimento ai avere saputo curare la manifestazione in ogni minimo particolare, ma al fatto che, in previsione della disputa del Giro delle Dolomiti che avverrà giovedì prossimo, i grossi calibri del ciclismo trentino, hanno preferito godersi una giornata di riposo. Hanno tuttavia partecipato alla «Coppa Miramonti», Modena e D’Andrea, la qual presenza ha servito a spronare gli altri concorrenti, fra i quali abbiamo la soddisfazione di segnalare la rivelazione del giorno, Vittorio Salizzoni della «Forti e veloci». II giovane atleta rosso-blu, quantunque soltanto alla sua seconda competizione, ha infatti condotto la gara in maniera superba, arrivando a conquistare, nonostante tre successive forature, l’ambito premio della montagna.

Inutile dire che Modena ha dominato su tutti 130 chilometri di percorso, e questo avvalora ancor più l’affermazione del giovane Salizzoni, il quale ha, come dicemmo, conquistato il premio della montagna con un allungo da campione.

Al via dato dal presidente della Olivo di Arco, i 13 concorrenti, con un passo che si aggira sui 35-36 chilometri orari, arrivano a Riva dove attaccano subito la dura salita del Ponale. Dopo circa due chilometri di dura ascesa, i concorrenti si frazionano alquanto: sono in testa le maglie della Cofler, le quali si confondono con quelle due del «Veloce Club Trentino» (dello stesso colore), intercalate con quelle rosso-blu della «Forti e veloci».

Verso metà salita, le posizioni sono immutate e Modena tenta con un allungo di fuggire. Caliari, del «Veloce Club Trentino», gli si mette subito alla ruota e annulla cosi il tentativo. Modena e Caliari, che avevano guadagnato qualche metro, vengono subito raggiunti per opera della «recluta» Vittorio Salizzoni, il quale aveva tutte le buone intenzioni di farsi luce. Poco dopo vediamo terra, Vettorazzo, urtato da un ciclista, si rialza subito, si riprende e parte. Dopo questo incidente fortunatamente senza conseguenze, proseguiamo avanti, ospiti della «Topolino» del signor Ferruccio Calzà assieme al dott. Negri, e raggiungiamo i primi.

Sono in testa Modena, Salizzoni, Caliari e Bianchi. Siamo ora a tre chilometri dalla fine della salita. Modena allunga, Salizzoni si mette alla sua ruota, lo sorpassa e fa il passo. Caliari, che è stato lievemente staccato, si riprende e raggiunge i tre. Al chilometro dal culmine la lotta si fa ancora più accanita, e questo perché a Molina di Ledro è in palio il «Gran Premio della Montagna».

Modena scatta ancora una volta e Salizzoni gli si pone a fianco. Bianchi e Caliari si fanno staccare. All’ingresso di Molina scatta nuovamente Modena, ma il rosso-blu non si lascia sorprendere e gli si affianca ancora, lo sorpassa e guadagna qualche metro. Modena ritenta ancora, ma il suo sforzo è vano in quanto Salizzoni taglia vittorioso il traguardo della montagna. Modena è così battuto!

Dopo la salita i quattro sono ancora assieme e camminano con un passo turistico; di questo ne approfittano i ritardatati e in breve volger di tempo il gruppo è nuovamente compatto. Dopo vari tentativi effettuati da Modena, Salizzoni e Caliari, i concorrenti, sempre in gruppo, raggiungono Condino: frazionamento sulla salita che conduce a Lardaro e nuovo ricongiungimento.

Prima di giungere a Tione, Modena fora, ma i suoi avversari, forse non accorgendosi di quanto è avvenuto, non sferrano il temuto attacco: il campione, roveretano può cosi ricongiungersi. Dopo 500 metri è a terra Tamanini, a 1 chilometro fora Caliari: Modena scatta e passa solo a Tione alle ore 12.30. Nella discesa su Ponte Arche, il giallo-blu acquista rapidamente un sensibile vantaggio, che aumenta di minuto in minuto.

E’ il capitolo decisivo di tutta la gara. A Terme di Comano egli ha quattro minuti su Caliari e il gruppo. L’inseguimento condotto a fortissima andatura da Livio D’Andrea, permette al corridore roveretano di staccare completamente tutti, assicurandosi così il secondo posto.

Per il resto della gara, una passeggiata solitaria di Modena che si conclude con la vittoria finale. Il pur bravo Salizzoni è scomparso dalla lotta per altre due forature.

Ecco l’ordine d’arrivo:

1) MODENA VASCO – Cofler Rovereto, che compie il percorso di km. 130 in ore 4, alla media di km. 32.400;
2) D’Andrea Livio – Cofler Rovereto, a 4’55”;
3) Rizzoli Mario – Velo Sport di Mezzocorona, 10′;
4) Chemelli Mario – Forti e veloci;
5) Gobbi Mario – CRAL I.N.A. Mori;
6) Caliari Claudio – Veloce Club Trentino;
7) Bianchi Mario – CRAL I.N.A. Mori;
8) Borsi Roberto – Veloce Club Trentino;
9) Lanzingher Luigi – Dopolavoro Ferroviario Trento;
10) Pozza Mario – Alto Atesina Bolzano;
11) Salizzoni Vittorio – Forti e veloci Trento;

Carlo Fondriest

1949 08 21 Coppa Valli garibaldine / Fuga a due

Il 21-8 mi trovai di fronte la rappresentanza di tutta l’Alta Italia, per nulla intimorito attaccai decisamente in salita, mi tenne altare soltanto Giovanni Roma, per poi battermi facile in volata.

Nel 1866 Garibaldi pose il suo quartier generale a Cologna e numerosi garibaldini combatterono a Darzo, Condino, Cimego nella terza guerra d’Indipendenza. Le Giudicarie acquisirono così il nome, ora in disuso, di “Valli garibaldine”. La regione delle Giudicarie comprende il bacino del Sarca, fino alla suggestiva gola del Limarò, e il bacino del Chiese. Presenta panorami su gruppi montuosi tra i più belli delle Alpi. E cosa dire della stupenda strada bianca del Ponale, intagliata nella roccia, con scorci magnifici sul Lago di Garda, questa volta percorsa in discesa, altre volte in salita. In queste combattute gare, però, i corridori guardano alle strade bianche, ai dislivelli, alla posizione degli avversari e solo al traguardo possono permettersi il lusso di alzare lo sguardo per ammirare i paesaggi. Ogni gara macinano 100 – 150 chilometri: son ben pochi i tratti delle strade del Trentino di allora che Vasco non abbia calcato con la sua bicicletta.

Vasco arriva al traguardo dopo una lunga fuga assieme a Giovanni Roma, che conquista il primo gradino del podio, seguito a ruota dal corridore trentino. Tutto descritto nell’articolo qui sotto, a firma di Ottone Cestari.

COMBATTUTISSIMO IL GIRO DELLE VALLI GARIBALDINE

“Fuga a due” e vittoria di Giovanni Roma
su Vasco Modena animatore della gara

Trento, 21

Una nutritissima partecipazione di ottimi atleti extraregionali ha caratterizzato questa combattutissima prima edizione del giro delle Valli garibaldine disputatasi sulle bianche strade del Trentino occidentale a cura del veloce Club Trentino in collaborazione con la S S Giovanni Prati di Ponte Arche.
Ad uno di questi atleti, il fortissimo Giovanni Roma della U.C. Trevigiani è arrisa la vittoria, ottenuta dopo una lunga fuga a due con il bravo Vasco Modena, ancora una volta artefice e animatore principale della fase conclusiva. Staccatisi di forza dal gruppo compatto ancora alle prime rampe della salita della Val d’Ampola, i due atleti hanno poi proseguito in perfetto accordo lungo i polverosi rettilinei della Val di Ledro, giù per la ossessionante discesa del Ponale e su per gli aspri e interminabili tornanti del Ballino. Al traguardo, dove Roma regolava con facilità il roveretano, i due fuggitivi arrivavano con oltre due primi di distacco sugli immediati inseguitori.
Al terzo posto si è classificato l’altro roveretano Livio D’Andrea, che ha dimostrato una volta di più le sue spiccate doti di fondo, sfoggiando un finale brillante che gli permetteva di staccare, a pochi chilometri dall’arrivo il tenace Parisi ed a raggiungere e battere sul traguardo il lombardo Olmi, altro autore di una gara magnifica.

Di Parisi, il bruno e ricciuto atleta di Povo, dobbiamo dire che –  pur leggermente attardato nei primi chilometri per noie alla catena –  ha dovuto ancora una volta inchinarsi davanti alla superiorità del suo irriducibile avversario, Vasco Modena, che lo ha regolarmente e nettamente staccato in salita. Resta comunque il suo poderoso, quanto vano inseguimento alla testa di un gruppetto prima e in compagnia di D’Andrea poi, lungo le rampe del Ballino.
Fra gli altri battuti, ottima la gara del coriaceo Tamanini, dello sfortunato Beschi, giunto al traguardo con una ruota in disordine, del regolare Caliari vittima di una caduta in discesa, del minuscolo Rizzoli, del lungo Gazzini e del coraggioso Troiani, bersagliati questi ultimi da varie forature.

Il percorso che si sviluppava sulle strade delle Giudicarie, della Val di Ledro e dell’Altopiano del Lomaso è stato, sia per la natura del fondo stradale, sia per le dure rampe di Cadine, del Limarò, di Bondo, dell’Ampola e del Ballino, di una durezza rilevante che ha provocato una netta selezione. Ciononostante ben 25 concorrenti sui 42 partiti sono riusciti a raggiungere il traguardo finale, dove si era dato convegno una folla numerosa di spettatori. Ed ecco alcuni rapidi cenni di cronaca. la partenza viene data alle ore 9 precise dal geom. Colle, vicepresidente del sodalizio organizzatore e i concorrenti attaccano subito a forte andatura la salita di Cadine dove peraltro al culmine transitano tutti uniti. Sulla salita del Limarò il gruppo si allunga alquanto sotto l’impulso di Modena, ma lungo i rettilinei che conducono a Tione tutti sono ancora assieme ad eccezione di Borsi che ha forato e di Lanzingher.

Dopo Tione la strada riprende a salire e il gruppo ritorna a frazionarsi leggermente. Al culmine e primo Beschi con alla ruota Olmi e a ridosso tutti gli altri migliori. Nella discesa su Condino tutti rientrano nuovamente compreso Giupponi che ha forato e da Storo il gruppo di testa è forte ancora di una trentina di unità.

Appena fuori Storo la strada si impenna nuovamente ed è qui che Modena opera lo scatto decisivo al quale il solo Roma sa resistere. Sull’Ampola infatti il duo di testa ha già un minuto di distacco su di un gruppetto guidato furiosamente da Parisi e comprendente Olmi, D’Andrea, Caliari, Tamanini, Begalli, Moreschi, Cailotto e Beschi. poco più indietro sono Stofella che ha forato, Rizzoli, Troiani, Zamperioli, Gazzini ed altri.

Nella tortuosa e difficile discesa su Riva, Modena e Roma mantengono inalterato il loro distacco, mentre fra gli inseguitori si fa luce Olmi che si stacca di forza dal gruppetto riuscendo lungo la snervante salita del Ballino a ridurre notevolmente la distanza che lo separa dai fuggitivi. Sulla cima dell’ultima salita infatti Olmi non è che a un centinaio di metri dai primi e precede di oltre un minuto il duo D’Andrea Parisi.  A 4’ di distacco transitano Tamanini, Beschi, caliari, indi a 5’ Cailotto e a 5’30” Gazzini, Rizzoli e Zamperioli.

La successiva discesa su Ponte Arche e il tratto pianeggiante fino a Tione e ritorno non portano altri notevoli mutamenti se non Il formidabile finale D’Andrea che si classifica al terzo posto.

L’organizzazione, curata fin nei minimi particolari dagli amici del Veloce club, è stata perfetta. merito questo dei bravi dirigenti comm. Majr, del geometra Colle, dei signori Tedeschi, Zanetti, Conci, Anselmi, Michelacci e degli appassionati dirigenti della S.S. Prati di Ponte Arche.

Ottone Cestari

Ed ecco l’ordine d’arrivo: 1.  Roma Giovanni, del UC Trevigiani, che compie il percorso di km 159 in ore 5. 3’,  alla media di km 31,500; 2. Modena Vasco, Cofler di Rovereto, a due macchine; 3. Andrea Livio, Cofler di Rovereto a 2’10”; 4. Olmi cesare, US Marzotti di Chiari, a una macchina; 5.  Parisi rino, Aurora di Trento a 3’; 6. Beschi Rinaldo, Erbitter di Gavardo a 6’10”; 7.Tamanini Mario, Forti e veloci di Trento, stesso tempo; 8. Caliari Mario, Veloce Club trentino, stesso tempo; 9.  Cailotto Dario, Pedale Scaligero Verona a 9’; 10. Zamperioli Guido, C.C. Verona, stesso tempo; 12. Gazzini Luigi, CRAL Montecatini di Mori; 13. Gasperini Walter, C.C. Verona; 14. Dell’Antonio Luciano U.C: Trevigiani;  15.. Begalli Dario, pedale Scaligero; seguono altri 7 arrivati in tempo massimo.

I premi di traguardo sono stati vinti da Ferrari (Limarò), Olmi (Comano), Troiani (Tione), Beschi (Bondo), Modena (Creto), Modena (Ampola), Roma (Ballino), Modena (Ponte Arche). Il premio della montagna è stato vinto da Roma che ha preceduto Modena e Olmi. La coppa “Valle garibaldine” è stata vinta dalla Cofler di Rovereto per merito di Modena e D’Andrea.

Presidente di giuria:  sig. Giovanni Bonvecchio; commissario UVI: Cestari.

Nella cronaca sopra riportata leggiamo di sfuggita il cognome di un aurorino: Giupponi. Si tratta di Angelo Giupponi, poi noto per la sua professione di farmacista. Angelo è uno di quei personaggi che quando andavi in giro con Vasco, ormai padre di famiglia, e li incontravi in strada (o, in questo caso, dietro al bancone della sua farmacia), lui ti diceva: è un mio amico, correvamo assieme. Quanti legami si sono creati in quegli anni da dilettante!


1949 08 15 Coppa Sella / Alcide De Gasperi e il sorriso

Ma il giorno successivo Rino si prese la rivincita complice una foratura che mi fece arrivare 2°.

La gara in cui Rino prende la rivincita su Vasco, a solo un giorno di distanza dalla coppa Tergeste, si svolge il giorno di ferragosto, a Sella di Borgo. Interessante il fatto che i concorrenti siano premiati dall’allora presidente del consiglio Alcide De Gasperi, in vacanza in Valsugana, sua terra natia. Assai curiosa e buffa la faccenda del sorriso smagliante riportata nell’articolo! da leggere.

Rino Parisi è primo a Sella
Ma Vasco Modena è il vincitore morale

Il Presidente del Consiglio premia i concorrenti

Ferragosto di festa a Sella di Borgo Valsugana! Migliaia e migliaia di organizzati dell’ENAL, di turisti, villeggianti, sportivi erano convenuti nella conca silvestre che sovrasta Borgo per la festa campestre organizzata dal CRAL di Borgo Valsugana in collaborazione con l’Enal provinciale. Cori balli giochi popolari e gara ciclistica dilettanti per la Coppa Sella, una classica gara che è ritornata alla notorietà grazie all’interessamento dei dirigenti dell’Enal di Borgo e del Forti e veloci di Trento.
Ci occuperemo – come è nostro dovere – unicamente della gara ciclistica che ho dato luogo ad un’ennesima serrata lotta fra i due “galletti” del promettente pollaio Trentino: Rumo Parisi e Vasco Modena.
Il giorno precedente alla corsa Vasco Modena si era aggiudicata con assoluta superiorità la coppa Tergeste dominando l’avversario e in salita ed a cronometro: la coppa Sella doveva essere per Parisi, una specie di prova d’appello. L’ha vinta ma il suo palato non deve essere proprio dolce e saporito: un pizzico di tossico amareggia la sua ineccepibile vittoria in quanto Vasco Modena ha forato, allorché era in fuga con lo scledense Sella ed aveva già attaccato con passo travolgente le prime volute dell’erta salita. Avrebbe vinto Modena senza l’incidente? Noi riteniamo di sì ed a confortarci di quanto andiamo dicendo stanno i seguenti fatti: allorché Modena però aveva sì e no un paio di centinaia di metri di vantaggio sul bruno rappresentante della Aurora, perdette circa 1’ nel cambio del tubolare, riprese con decisione e volontà selvaggia, supera tutti, giunse a circa 20” irraggiungibile Parisi. Per noi, modesti spettatori dei fatti dianzi raccontati, nella sfortuna che ha colpito Vasco Modena è incastonata la sua indubbia classe, la sua innegabile forza, le sue notevoli qualità che fanno di lui, attualmente, il miglior dilettante Trentino oltre che il più completo corridore regionale.

Detto ciò diremo che altri atleti hanno messo il naso alla finestra: il rude scledense Sella (che superò due tornanti a… piedi), la sorpresa gradita di Bianchi, il piccolo e tenace Stofella, la regolarità di Tranquillo Segato, la forza del “vecchio” Martini e, perché no, il ritorno promettente di Luciano Parisi.

Gara ben riuscita, ben organizzata, affrontata con larghezza di mezzi e portata in porto nel segno della più completa regolarità. Bene, dirigenti della Forti e veloci e del Cral di Borgo Valsugana!
Una nota simpatica ha concluso la giornata: la premiazione dei concorrenti effettuata dal on. Degasperi, Presidente del Consiglio, visibilmente lieto di trovarsi fra questi giovani ancorché giunti lassù a profanare il suo meritato riposo di statista. il Presidente del Consiglio – prima volta nella storia del ciclismo italiano – ha premiato tutti, aspetto la mano a tutti, ha avuto per tutti parole di plauso ed incitamento.
Alla manifestazione hanno presenziato l’on. Paris, presidente della Forti e veloci, il comm. Manganaro, di direttore provinciale dell’ENAL, il rag. Grillo, preside dell’UVI, il rag. Zini, presidente dell Anucc, il dott Ambrosi della presidenza dell’Enal provinciale, il dr. Cionini e il signor Faliva, il rag. Mayr, Jachemet, Margoni, Fondriest della Forti e veloci, i signori Taddei e Tondini di Borgo Valsugana.
Un rappresentante della ditta «UELE’» – che aveva concorso alla dotazione premi della corsa – ha offerto al Capo del governo un omaggio del nuovissimo ritrovato della tecnologia odontalgica: il dentifricio liquido KIBOK. L’onorevole Degasperi, ringraziando l’offerente, aggiunse sorridendo: «Lo darò alle mie figlie… per me, ormai, non servirebbe più…». Ecco il risultato della gara: 1) Parisi Rino (Aurora Trento) in 1 24′ alla media di km 32,857; 2) Modena Vasco (Cofler Rovereto) a 20”; 3) Sella Vittorio ( A.C Schio) a 1’; 4) Bianchi Mario (CRAL Montecatini Mori) a 1’10; 5) Stofella Mario (Forti e Veloci Trento) a 2’; 6) Segato Tranquillo (Alto Atesina Bolzano) a 2’40”; 7) Martini Angelo (Cofler Rovereto); 8. Caliari Claudio (Veloce club Trentino) 9. Parisi Luciano (Dopolavoro Ferroviario Trento); 10 Martini Flavio (U.S: Anaune Cles); …
La coppa Sella è aggiudicata alla Unione Sportiva Aurora.

1949 08 14 Coppa Tergeste / Vittoria su tutti i fronti

Il 14-8 finalmente una sonante vittoria e proprio sul mio amico Parisi (1° in salita – 1° a cronometro)

Si tratta della coppa Tergeste, messa in palio da una rinomata casa del caffè di Trieste. Ritorna così la tanto ambita vittoria, e questa volta in una gara su due frazioni, la prima in linea, sulla salita Trento – Serraia, e la seconda a cronometro, nel pomeriggio, sempre sull’altopiano di Pinè. Entrambe le frazioni sono appannaggio di Vasco, che nella classifica generale si ritrova davanti a Rino Parisi. Finalmente!

Ma Rino non tarderà molto a guadagnare una vittoria su Vasco, in questo entusiasmante duello.

Vasco Modena sbaraglia tutti nella coppa Tergeste vincendo la Trento – Serraia ed il tratto a cronometro

La coppa all’U.S. Aurora

La coppa Tergeste, che ad organizzazione della Unione Sportiva Aurora di Trento, si correva domenica sugli itinerari dell’ Altopiano di Pinè, ha visto una schiacciante, spettacolosa affermazione di Vasco Modena che si è concesso il lusso di dominare tutti gli avversari, Rino Parisi compreso, su entrambi i tratti della gara: quello in salita in linea e quello a cronometro.

L’affermazione del classico corridorino roveretano, è stata netta, autoritaria, decisiva ed ha convinto i tecnici che anche in salita pura –  ritenuta un incontestabile regno di Rino Parisi – Vasco Modena non è secondo A nessuno ed ha perlomeno altrettante possibilità di vittoria del suo accreditato avversario. Una cinquantina di concorrenti hanno preso parte alla corsa che ha visto nel primo tratto –   oltre alla vittoria di Modena ed all’affermazione di Parisi – le prove egregie di Tranquillo Segato e di Claudio Caliari e le sorprese di Mario Bianchi, di Lino Milani e di Luciano Parisi.

Nella successiva tappa a cronometro Vasco Modena ripeteva, accentuandolo, il suo successo della mattina, regolando Segato, il bravissimo Troiani, Parisi, Caliari, Stofella.

Un pubblico fortissimo di villeggianti, turisti ed appassionati convenuti sull’altopiano da Trento e Valsugana, ha fatto cornice alla competizione la cui formula si è dimostrata felice oltre che originale.


L’unione sportiva Aurora (che deve affrettarsi ad acquistare un armadio gigante)  ha vinto anche la Coppa Tergeste, che era stata messa gentilmente in palio dalla nota casa di caffè Tergeste di Trieste.

Commissario UVI rag.  Zini; Cronometristi Giuliani e Tedeschi.    

Ecco l’ordine di arrivo della Trento – Serraia in linea:  1. MODENA Vasco, Cofler Rovereto 46’ 07” media 37,760. 2. Parisi Rino  U.S. Aurora Trento a 27”. 3. Segato Tranquillo, S.C. Alto Atesina Bolzano a 1’ 26”;  4. Bianchi Mario, Montecatini Mori a 1’ 34”; 5. Caliari Claudio, Veloce Club Trentino a 1’ 55”;  6.. Milani Lino, SC Alto Atesina Bolzano a 2’ 06”; 7. Pozza Mario idem a 2’33”; 8. Parisi Luciano, Dopolavoro ferroviario Trento, idem;  9. Stofella Mario, Forti e Veloci Trento, idem; 10. Ramus Giovanni, S.C. Alto Atesina Bolzano a 2’ 34”; seguono altri 28 concorrenti in tempo massimo.

Classifica del tratto a cronometro (Baselga, Brusago, Baselga di km 18,200):  1. MODENA Vasco, in 29’ e 21”media 36, 840. 2. Segato Tranquillo in 30’ 22”;  3. Troiani Angelo in 30’ 54”; 4:00. Parisi Rino in 30’ 59”; 5.. Caliari Claudio, veloce Club;  6. Stofella Mario in 31’ 27”; 7. D’Andrea Livio in 31’34”; 8.. Pozza Mario in 31’36” 9. Della Torre Giuseppe in 31’ 49”;  10.. Parisi Luciano in 31’ 50”.

Classifica generale: 1. MODENA Vasco (Cofler Rovereto) 1. 15’ 28”; 2. Parisi Rino (U.S. Aurora Trento) 1. 17’ 34”; 3. Segato Tranquillo (s.C. Alto Atesina Bolzano) 1. 17’ 55”. 4. Caliari Claudio  (Veloce Club Trentino) 1. 19’ 07”; 5. Troiani Angelo (U.S. Aurora Trento) 1. 20’ 03”; 6. Stofella Mario (Forti e Veloci Trento) 1. 20’ 07”; 7. C Bianchi Mario (Montecatini Mori) 1. 20’ 12”; 8.Pozza Mario (S.C. Alto Atesina Bolzano) 1. 20’ 26”; 9. D’Andrea Livio (Cofler Rovereto) 1 20’ 17”; 10. Milani Lono (Alto Atesina Bolzano); 11. Parisi Luciano  (Dopolavoro Ferroviario); 12. Ramus Giovanni (Alto Atesina Bolzano); 13. Tamanini Mario (Forti e veloci, Trento).

1949 08 07 Coppa Cofler / Quando si dice tenacia

Il 7-8 organizzava la mia società la disputa della bella Coppa Cofler.
Ero deciso a ripagare i miei dirigenti dello smacco subìto nella Coppa Martiri, la sfortuna disse no per un’altra volta, arrivai 4°

Poco più di un mese prima, a fine giugno, Vasco aveva dovuto ritirarsi nel Trofeo Fabio Filzi, gara organizzata dalla Cofler, ma quel che più gli era bruciato in quella occasione era stata la gran vittoria dell’emergente Rino Parisi. In quest’altra gara, pure organizzata dalla sua società, mira pertanto a riscattarsi ed ambisce a fare bella figura con i propri dirigenti. E la fa. Non vincendo, bensì mostrando una tenacia senza limite. Una tenacia che gli permette di recuperare i primi posti dopo essere rimasto fermo ben 10 minuti per problemi al cambio, averlo sistemato alla bell’e meglio e avendo proseguito il resto della gara con ruota fissa. La cronaca è tutta incentrata sulla dimostrazione caparbia di Vasco Modena.

LOTTA SENZA QUARTIERE NELLA CICLISTICA “COPPA COFLER”

Begalli di Verona s’impone nel finale
dopo un estenuante duello con Parisi

La fulgida e sfortunata prova di Vasco Modena

Rovereto, 7

Fin dalle prime ore del mattino nelle principali vie cittadine si notava un insolito movimento, un continuo via vai di biciclette, di moto e di automobili. le comitive di gitanti che giungevano nella nostra città dal Veneto chiedevano ai folti capannelli di persone dislocate specie sul Corso Rosmini qual è il finimondo succedesse nella solitamente quella città della Quercia. I nottambuli svegliati da tanto carosello di motori si affacciano indolenziti ai balconi nella speranza di poter far accettare cotanto frastuono. Fatica sprecata. Oggi a Rovereto si disputavano una serie di gare organizzate nell’ambito della mostra dell’Agricoltura, dell’Industria e dell’Artigianato e per di più sarebbero transitati i partecipanti alla corsa automobilistica “Stella Alpina”. Alle 7:50, infatti, incominciarono a transitare i rossi bolidi sfreccianti nella ancora fresca brezza mattutina tra un’ala di pubblico dislocato nei punti strategici. Era all’inizio dell’intensa giornata sportiva ammannita per gli appassionati di tutti gli sport. Poi alle 9:30, compiute le regolamentari operazioni di punzonatura nei giardini Novello, ebbe inizio la corsa ciclistica per la disputa della Coppa Cofler, gara valevole quale quarta prova del campionato regionale dilettanti.
Chiediamo venia se, una volta tanto, non cantiamo le lodi del vincitore all’inizio del nostro resoconto. Intendiamo dire di Bagagli, arrivato primo assoluto con 30” di vantaggio su Parisi, in questa riuscitissima seconda edizione della Coppa Cofler e ci soffermiamo invece a fare la apoteosi di Vasco Modena, indubbiamente oggi il più forte atleta in gara. Non se ne abbia a male neppure Parisi, apparso nella gara odierna in un grado di forma non certo all’altezza dei suoi grandi mezzi, se diciamo che senza quel malaugurato incidente al cambio l’atleta della Cofler avrebbe oggi sbaragliato tutti i suoi diretti avversari. perché ciò corrisponde alla realtà. Infatti, quale dei 4 concorrenti, dopo aver perso una decina di minuti quando ancora il primo dei tre giri da compiere sul circuito Rovereto – Arco – Riva – Torbole – Rovereto non era terminato, sarebbe stato in grado di ricongiungersi prima dell’ultima salita che porta al Passo di San Giovanni col gruppetto di testa, percorrendo oltre 100 km sempre col medesimo rapporto, che se non erriamo era 16 x 50?
Sono del parere che nessuno avrebbe resistito. Invece Vasco ci è riuscito. Bersagliato dalla più nella sfortuna, quando la gara era nella sua prima fase, consigliato anche a ritirarsi, ha preferito invece lottare fino allo spasimo con una tenacia da vero campione diminuendo a grado a grado il vantaggio dal suo diretto avversario, da Parisi, tanto da farsi indurre a pensare che se la corsa fosse durata ancora una decina di chilometri avrebbe agguantato di sicuro il bravo corridore di Povo.

Le fasi della gara – E’ il cav. Rocchetti, direttore della Cofler, e presidente del gruppo sportivo omonimo, il quale ci ospiterà sulla sua macchina, guidandola con rara perizia, che abbassa la bandierina alle 9:30 sul Corso Rosmini. Subito il gruppo sfreccia veloce in direzione di Mori, dove una vera galleria umana farà ala ai ripetuti passaggi, rincuorando Modena, che appunto nativo e abitante in quella borgata. in questo primo tratto registriamo la squalifica di Sanin colto mentre si fa allegramente trainare da una motocicletta e il ritiro del duetto di Montorio, Bertolaso e Trevisan che si erano attardati alla partenza, niente meno che per… beversi alcuni bicchieri di birra.
Gazzini vince intanto il traguardo di Mori e poi si ritira per noie alla macchina. Il gruppo continua intanto quasi compatto costeggiando il lago di Loppio, dove qualche raro bagnante mattutino accorrere ad applaudire, superando la breve salita che porta al Passo San Giovanni con facilità e poi si getta velocemente nella discesa della Masa, che porta ad Arco. anche in questa località niente di eccezionale, salvo l’andatura sostenuta di tutto il plotone, che in un batter d’occhio arriva a Riva del Garda.

E’ logico che se qualche cosa succederà, sarà sulla prima salita che da Torbole porta nuovamente a San Giovanni. Infatti a Torbole il plotone incomincia a frazionarsi, dando luogo ai primi distacchi. Sui tornanti di Torbole, grappoli umani attendono, mentre noi passiamo veloci per portarci al valico, il passaggio dei corridori. A San Giovanni, Modena passa primo, seguito a ruota da Parisi e da Segato. tre dei migliori corridori della regione, se non i migliori, sono dunque in testa e ciò lascia presumere che la gara di oggi riuscirà accanitissima.

Il dramma di Modena – Attendiamo che passino tutti i concorrenti e poi Rocchetti lancia la sua “Aprilia” a forte velocità per raggiungere i tre fuggitivi. Ma ecco, che una sorpresa ci attende: subito dopo Loppio vediamo un corridore con la maglia blu-gialla, fermo a terra, che silenzioso, mentre una lacrima si mescola alle gocce di sudore che gli imperla nel viso, si affanna attorno al cambio della bicicletta. Lo riconosciamo subito: è Modena, che è stato costretto a fermarsi, e a tentare di aggiustare alla meno peggio il dannato cambio. Passano intanto i minuti: 5, 6, 7, 10. Finalmente Vasco si rimette in sella, stringe le mascelle, si inarca sulla bicicletta, e inizia quell’inseguimento che resterà memorabile negli annali del nostro ciclismo regionale.
A Mori c’è D’Andrea che lo attende e lo accompagnerà per qualche chilometro, per poi ritirarsi. Ormai la corsa è entrate nella sua fase più avvincente. Riuscirà, il corridore della Cofler, a compiere il miracolo? Noi siamo dubbiosi poiché anche se riuscisse a ricongiungersi, all’ultimo giro, con quel rapporto, fisso sul 16 x 50, sulla salita di San Giovanni dovrebbe per forza cedere.
In testa intanto c’è un gruppo di 12 unità, tra cui Parisi, Segato, Rizzoli, Beghelli, Vettorazzo, Bianchi, che passa compatto per Rovereto e inizia il secondo giro; alla salita di San Giovanni è sempre primo Parisi, seguito da Begalli.

Modena intanto incalza: di minuto in minuto il distacco si fa meno sensibile. Ad Arco e Riva uno dei più temibili rivali di Parisi, il forte Segato Alto Atesina di Bolzano è costretto al ritiro per la rottura del cambio. Al secondo passaggio al valico di San Giovanni Parisi transita primo, seguito sempre da Begalli Dario del Pedale Scaligero. A Rovereto transitano per la seconda volta 5 corridori: sono Parisi, Begalli, Caliari, Ramus e Stofella. Segue il gruppetto condotto da Modena, che comprende Zamolo, Faliva, Pozza e Lanzingher.
Ha inizio pertanto l’ultimo giro, il più appassionante per la lotta senza quartiere che sta conducendo Modena, per riacciuffare i fuggitivi. A Mori infatti solo due minuti lo distaccano da Parisi e ad Arco un minuto. Prima di Riva il bravo Vasco riesce a scorgere a 300 metri la maglia di Parisi. Ancora qualche chilometro e questi viene riacciuffato.
Siamo arrivati intanto a Torbole. Si tratta ora di vedere cosa farà Modena con un rapporto di pianura sulla dura, anche se breve, salita di Nago. Lo seguiamo da vicino: vediamo i suoi garretti lucidi come il bronzo cercare invano di procedere a pari ritmo con quelli degli altri concorrenti, che all’inizio della salita hanno potuto cambiare rapporto; scorgiamo la sua faccia madida di sudore contrarsi per lo sforzo e ci rendiamo ragione che la sua fatica non potrà essere coronata dal successo.
Infatti, pur superando parecchi concorrenti egli gradualmente perde terreno da Parisi e transita dal passo di San Giovanni a circa un minuto di distacco. Poi fino a Rovereto più pigerà a piedi pedali, ma solo com’è non potrà più raggiungere i due fuggitivi e dovrà accontentarsi, dopo aver fatto una corsa coraggiosa e brillante, del quarto posto.
In testa, nell’ultima fase, Begalli aveva regolato Parisi distaccandolo di 30”.
Ha seguito la corsa quale commissario del UVI il signor Zini; presidente di giuria era il signor Margoni e ufficiale di gara il signor Minatti. La coppa biennale, vinta lo scorso dal Velo Club Mezzocorona è stata assegnata temporaneamente al Pedale Scaligero per merito di Begalli

Mario Mariotti.

L’ordine di arrivo: 1. Begalli Dario, Pedale Scaligero che compie il percorso di km 150 in ore 4:30 alla media di km 33; 2. Parisi Rino, Aurora, Povo a 30”; 3. Stofella Mario, Forti e veloci a 1’; 4. Vasco Modena a ruota; 5. Caliari Claudio, Veloce club trentino a ruota; 6. Pozza a 3’; 7. Zamolo a 5’; 8. Lanzingher a 5’20”; 8. Ramus a ruota; 9. Piazzi a ruota. Partiti 44, arrivati 17. Premio della montagna: 1. Parisi Rino, punti 14; 2. Begalli Dario, punti 8; 3. Modena Vasco, punti 6.