1949 07 31 Coppa Zadra / Azione da gregario

In una combattuta Coppa Zadra nel Giro del Brenta, il 31-7 arrivai 3°, appiedato ben tre volte

Il bel “giro del Brenta”, con magnifici panorami, per una “gita” di ben 165 chilometri: da Cles a Malè, in val di Sole, poi a Pinzolo, in val Rendena, attraverso Passo Campo Carlo Magno, avanti fino a Tione e giù verso le Sarche, e a Trento per poi risalire a Mezzolombardo e ritornare a Cles passando da Denno e Tuenno.

Una gara, questa, in cui Vasco si spreme fino alla fine in un forsennato inseguimento, assieme al compagno di squadra Livio D’Andrea. Sarà quest’ultimo infine a vincere la competizione superando il Parisi in fuga, che i due della Cofler, assieme, avevano riacciuffato. Anche questa volta le forature non si contano, ma si può ben dire che la vittoria di squadra della Coppa sia stata meritata. E’ stata forse una anticipazione del tempo da gregario di Vasco.


Una partecipazione di concorrenti più abbondante del previsto, la qualità di molti dei presenti e l’estrema combattività, che ha caratterizzato la corsa, svolta si in una splendente giornata di sole, hanno decretato il più pieno successo a questa edizione del “ giro del Brenta” per la disputa della Coppa Giuseppe Zadra.
le frasi che hanno caratterizzata questa gara sono state tutte, dalla prima all’ultima, vivificate da un interesse accentuato: e, Appunto perché dalla partenza all’arrivo non vi è mai stata una pausa di calma, ci è consentito affermare, come da molto non abbiamo assistito ad una gara così strenuamente combattuta, anzi, così sentita, come era nell’aspettativa dei bravi dirigenti della Unione Sportiva Anaune, che si sono fatti in quattro per onorare degnamente la memoria del loro dirigente scomparso: Giuseppe Zadra.
Giuseppe Zadra! Un entusiasta, che per i colori della sua società tutto dava di sé, e nulla pretendeva, se non la valorizzazione dello sport in genere, e, ciclistico in particolare.
Questo “giro del Brenta” fu una sua creatura. Non ebbe la fortuna di attuarlo, lui vivo, perché chiamato anzitempo nelle zone dei grandi silenzi. Ora però, anche questo giro è attuato, e di “Lui” il vincitore avrà la “coppa” intitolata al suo nome. E’ solo un nome, ma quale rimpianto per la sua memoria, quanta amarezza non averlo fra di loro, per i bravi dirigenti anauniensi!

La gara – Prima della partenza tutti i concorrenti sono stati radunati nella sala cinema teatro di Cles, ove il presidente dell’Unione Sportiva Anaune ha rivolto loro brevi parole di saluto e di ringraziamento per la larga partecipazione, commemorando lo scomparso Giuseppe Zadra al cui nome la gara era intitolata.
Il via è stato dato dal fratello dello scomparso alle ore 10:10 e immediatamente il plotone ha iniziato la sua marcia, compatto fino a 2 km dalla partenza. a questo punto i due bolzanini di Segato e Pozza partono a pieni pedali arrivando a Malè dove vincono il premio di traguardo con un vantaggio di 2’3”.
I due insistono nella fuga, attaccano le rampe della salita che porta a Campo Carlo Magno, ma improvvisamente Pozza, non riuscendo di tenere la ruota del compagno cede ed in breve viene raggiunto dal gruppo che insegue a forte andatura. Il solo Segato insiste, ma anch’egli a pochi chilometri dal traguardo del Gran Premio della montagna, viene riassorbito dal grosso che, guidato da Vasco Modena e Rino Parisi, rinviene potente.
Il plotone continua la sua marcia sgranandosi continuamente sinché a Campo Carlo Magno, Vasco Modena, lottando spalla a spalla con il suo diretto rivale Rino Parisi, riesce ad aggiudicarsi il premio della montagna per una gomma. E’ in questo momento che inizia la solitaria avventura dell’atleta dell’Aurora di Trento, Rino Parisi, il quale approfittando di due forature di Modena, si butta a grande velocità nella discesa che porta a Pinzolo e, dopo il falsopiano, raggiunge Tione con circa 10’ di vantaggio su Vasco Modena che insegue. La fuga continua.
Raggiungiamo l’atleta Trentino e lo procediamo alla stretta dei due ponti di Santa Massenza per controllare il distacco.

Rino Parisi transita alle ore 13:15 lanciato a grande velocità, forse già sicuro di concludere in bellezza la sua fuga, così, come da qualche tempo è nelle sue abitudini. Ma poco dopo passa Vasco Modena: il vantaggio del fuggitivo è ora di soli 6’. Riuscirà Parisi a mantenere il distacco?
Nell’ordine passano quindi Tamanini e D’Andrea a 6’30” i quali, Specialmente il primo, stanno conducendo una gara superba e sono in condizioni smaglianti di forma. Comprendiamo subito che se D’Andrea e Modena marceranno di conserva, ben poche speranze di vittoria rimarranno a Parisi. I fatti ci daranno ragione. Transita poi Segato a 9 primi ( ben tre forature lo hanno attardato); Caliari a 10’30” seguiti da altri corridori, fra cui riconosciamo Pozza, Fiorentini, Rizzoli e numerosi altri.
Rino Parisi intanto continua nella sua fuga e transita al traguardo a premio di Trento con 7’ avvantaggiandosi di uno su Modena e D’Andrea mentre Tamanini transita a 8 minuti.
Sulle rette che conducono a Mezzolombardo, D’Andrea e Modena in tandem, inseguono furiosamente due punti minuto su minuto il vantaggio del fuggitivo Parisi viene annullato. L’atleta dell’Aurora di Trento risente in maniera evidente della stanchezza, crampi allo stomaco lo fanno rallentare ancora di più, conseguenza questa del mancato rifornimento del cestino viveri, rimasto sulla motocicletta in panne della sua società.
Dopo Mezzolombardo i concorrenti, arrivati al ponte della Rocchetta girano a sinistra imboccando le strade della sponda destra del Noce che conducono attraverso Denno, a Flavon e Tuenno, al traguardo finale di Cles.
A Denno dove Parisi transita con solo 1’ di vantaggio dal “tandem roveretano”, lo passiamo e ci portiamo a Flavon per controllare il distacco effettivo. A Flavon passa con soli 30” di distacco sul Livio D’Andrea e con 3’30” su Modena, il quale ha dovuto cedere anche di fronte al compagno di squadra.
Poco prima di Tuenno Parisi viene raggiunto dal biondo Roveretano ed assieme marciano a forte andatura dando evidenti segni di volersi staccare uno dall’altro. I due infilano ora l’ultima salita, quella che porta nel centro del paese. E’ primo il roveretano che con un allungo scatta, pianta in asso il suo rivale il quale non ha saputo reagire e arriva solo a Cles con 1’30” di vantaggio. Il suo arrivo viene sottolineato da forti applausi del numeroso pubblico accorso sul viale dell’arrivo. Anche l’arrivo di Parisi è molto applaudito. Con 4’30” arriva poi Vasco Modena ed a 15’ i tre: Segato, Caliari e Tamanini.

Ecco l’ordine di arrivo 1) D’Andrea Livio, della Cofler di Rovereto, che compie il percorso di km 165 in ore 5.12’ ; 2) Parisi Rino, Aurora Trento a 1’30”; 3) Modena Vasco, Cofler Rovereto, a 4’30”; 4) Segato Tranquillo, Alto Atesina, Bolzano, a 15’; 6) Caliari Claudio, Veloce Club Trentino; 6) Tamanini Mario, Forti e veloci, Trento; 7) Pozza Mario, Alto Atesina, Bolzano; 8) Trevisan Ignazio, S.C.. Montorio; 9) Dalfarra Mario, Merano; 10) Rizzolo Mario, Velo Sport Mezzocorona. Seguono altri 7 in tempo massimo.
La coppa Giuseppe Zadra è stata aggiudicata alla Cofler di Rovereto, per merito di D’Andrea e Modena.

Carlo Fondriest

1949 07 24 Coppa Erbitter / Secondo, e dopo Parisi

17-7 a Vicenza nella Coppa Bernasconi, vinse Padovan, fui coinvolto in una rovinosa caduta ed arrivai 7°; da questo giorno la Sfortuna mi sarà sempre Amica.

Gareggiai il 24-7 a Cavalese, per il salto della catena persi la ruota del mio irriducibile avversario ed arrivai 2°

A Vasco sembra di essere perseguitato dalla sfortuna, anche se la chiama “Amica”, con doppia sottolineatura, perché se la sente sempre accanto. Forse non è così, o per lo meno non lo è in questo momento: una volta si tratta di una foratura (anche due, o tre), una volta è la catena a fare le bizze… ma sono problemi tecnici: toccano a Vasco come toccano a Rino. Ma è vero che a qualcuno i grattacapi capitano più di frequente che ad altri.

Rino Parisi trionfa anche a Cavalese nella coppa Erbitter

La coppa è stata aggiudicata all’Aurora di Trento

Il Pedale Cavalese, organizzando la terza prova del Campionato Regionale dilettanti, per la disputa della Coppa Erbitter sportivamente offerta dal comm. De Luca di Gavardo, ha fatto le cose per bene ed i loro bravi quanto volenterosi dirigenti hanno dimostrato la maturità organizzativa anche nel campo ciclistico. Alla gara, che ha avuto svolgimento attraverso le magnifiche strade fiancheggianti i massicci del Vajolet, del Catinaccio, del Sassolungo, presero il via una sessantina di corridori dilettanti del Trentino i quali su queste ripide strade dolomitiche, si sono dati battaglia per contendersi i due premi in palio.
Rino Parisi, il giovane atleta dell’Unione Sportiva Aurora di Trento ha anche in questa competizione giganteggiato, dimostrando la sua assoluta superiorità, vincendo con distacco la prova e battendo con oltre 2 minuti primi il suo più temibile avversario, il bravo quanto modesto atleta della Cofler, Vasco Modena.
Parisi e Modena sono oggi i due atleti che il ciclismo Trentino ne può andare fiero.

A fianco dei due baldi atleti si sono posti domenica altri giovani corridori, quali il giovanissimo Mario Rizzoli che passato quest’anno dalla categoria allievi a quella dei dilettanti, si è sempre classificato fra i primi, mettendo più volte a dura prova gli stessi super assi del ciclismo trentino. Claudio Caliari del veloce Club Trentino vincitore della Merano Malles e ritorno si è classificato nelle piazze d’onore dopo aver fatto una gara giudiziosa è degna del posto occupato nella classifica. Sfortunati invece: Umberto Faliva che dopo avere effettuato un coraggioso inseguimento per acciuffare il gruppo dei fuggitivi (Parisi, Modena, Rizzoli, Segato e Caliari) dovette alle porte di Cavalese, abbandonare la gara per la rottura della forcella anteriore della bicicletta.
La competizione ha registrato inoltre una infinità di forature e vari guasti alle macchine, pertanto diversi ritiri.

Sono le ore 14, quando il mossiere della gara da via libera ai corridori, davanti all’albergo Stella dello sportivissimo signor Comini, i quali partono di scatto. Si mettono subito in testa Faliva, Morandini, Corso, Monsorno e Botti i quali tirano la gara ad una velocità alquanto elevata. Ancora prima di Tesero, Francesco Dell’Antonio di Predazzo è in ritardo per noie alla catena. Nei pressi di Tiarno vediamo a terra Martini e Nardin per foratura, subito dopo Graifenberg di Cles deve ritirarsi per la rottura del manubrio.
A Predazzo fora Dell’Antonio Nicolò di Predazzo. In questa località il gruppo transita esattamente dopo 22’ dal via ed è guidato da Troiani. Cammina ora ad una velocità alquanto modesta, e questo forse in vista della salita che conduce poi verso Canazei.

Il gruppo subito dopo si fraziona alquanto e Nardin e Vanzetti forano a 5 km dopo aver attraversato il paese. Ancora 2 km dopo rientrano in gruppo Forno, Ziglio e Vanzetta, ed a Moena il gruppo dei primi passa alle 14.42, 42’ cioè dopo la partenza. Il traguardo a premio è vinto da Gazzini dell’INA di Mori seguito a ruota da Modena della Cofler.
I concorrenti transitano poi da Pozza dove In questa località si fermano Igini e Parisi Luciano, per forature. passano poi in ritardo: Boschetto, Corso, Schmidt, Botti, Lanzingher, Chemelli, Saggellini, Goss, Nardin, Paolazzi, Vanzetta e Mion.
A Pozza di Fassa è ancora il Garbin che si ferma per la flosciatura del tubolare. La stessa cosa tocca ancora a Sagellini nei pressi di Campestrin. Gazzini ritardato per la nota foratura, ha modo a Vigo di rientrare e raggiunge per primo il gruppo guidato da Faliva e composto da Troiani (che fino qui si è sempre mantenuto sulla negativa), Giupponi, Carotta, D’Andrea e Morandini. Troiani si mette ora alla ruota di Gazzini ed i due filano a pieni pedali per raggiungere il gruppo degli altri fuggitivi che è condotto da Parisi e Modena.
Canazei è raggiunta in ore 1.15’ da Modena, Parisi, Rizzoli, Segato e Caliari. Oltrepassata questa stupenda località turistica e dove notiamo un magnifico attendamenti Modena deve rallentare la sua andatura per continui salti della catena. Un secondo gruppetto passa con 10 secondi di svantaggio, ed è guidato da Troiani. A Perra di Fassa nel ritorno, Garbin <si ferma e si leva il numero per la rottura della bicicletta. A Pozza di Fassa Dalla Torre fora e subito dopo anche Giupponi. A Ziano Parisi Luciano del Dopolavoro ferroviario si ferma per incidenti alla macchina e si ritira. A 2 km da Cavalese è la volta di Faliva che piangente deve abbandonare la prova per la rottura della forcella anteriore.
I concorrenti oltrepassano ora Cavalese. Sono in testa Parisi, Modena, Segato, Rizzoli e Caliari. Questi cinque, attaccano subito la dura salita della Stava ed al Pian di Bedolè, al culmine cioè, dove è posto il premio della montagna passa per primo Rino Parisi ed a 500 m circa Vasco Modena. Più staccati gli altri tre. Dopo la difficile discesa, Parisi arriva al traguardo di Cavalese con 2’28” di vantaggio sul bravo Modena. La coppa Erbitter viene vinta pertanto dall’Unione Sportiva Aurora di Trento per merito del primo arrivato.

Aron

Ecco la classifica: 1. Parisi Rino, U.S. Aurora Trento in ore 2 57’37” alla media di 35,790. 2. Modena Vasco, G.S. Cofler, Rovereto 2’28”; 3. Caliari Claudio V.C. Trento a 5’28”; 4. Segato Tranquillo S.S. Alto Atesina a 5’53”; 5. Gazzini Luigi, Cral di Mori a 7’02”; 6. Dalfarra Mario, CMC Merano a 7’04”; 7. D’Andrea Livio, Cofler Rovereto a 9’27”; 8. Tamanini Mario, Forti e Veloci Trento a 9’27”; 9. Ferragotto Bruno, V.C, Trento a 9’27”; 10. Troiani ANgelo, U.S. Aurora a 10’47”; 12. Borsi Renato, V.C. Trento; 13 Martini Angolo, Cofler Rovereto; 14. Zannini Luigi, Alto Atesina; 15. Rizzoli Mario, Velo S. Mezzocorona. Seguono: Dalle Donne, Chemelli, Dallatorre, Stofella, Pozza, Saretto.

Erbitter – Si tratta di una distilleria fondata nel 1931 a Gavardo (BS) dal comm. Leo De Luca che oltre alla grappa produce come specialità un amaro chiamato Erbitter, reclamizzato nelle locandine dell’epoca come “aperitivo salutare”. Lo sportivissimo commendatore nel 1946 fonda anche l’omonima società sportiva, inizialmente dedita al calcio, ma poi anche allo sci ed al ciclismo. La Erbitter-Gavado è particolarmente attiva negli 50 del ventesimo secolo.

1949 07 10 Coppa granatieri del Cengio / Il ritorno

Fu in quest’altra sconfitta che ritrovai me stesso. Rinfrancato nel fisico e nel morale partecipai il 10-7 ad una gara a Cogollo del Cengio. Partecipanti: i migliori dilettanti veneti e il solito Parisi. Mi scatenai in partenza, giunsi solo, con 2′ 40”, con una foratura.

Inizia così una specie di balletto di vittorie tra Vasco e Rino. Se da una parte i due nomi non possono essere disgiunti nel ciclismo trentino, dall’altra la tifoseria locale si divide in due, diventa bipolare: chi per Modena, chi per Parisi. Questa volta la vittoria tocca a Vasco, nella coppa Granatieri del Cengio.

Il “trentino di turno„ nel Veneto

Vasco Modena ritorna alla vittoria aggiudicandosi per distacco la coppa “Granatieri del Cengio„

Non v’ha dubbio che questa è l’annata di grazia del ciclismo tridentino! Dopo i successi strabilianti ed a catena di Rino Parisi, che avevano leggermente offuscato la «stella» Modena, ecco quest’ultimo ritornare in campo nella severa e disputatissima 3.a Coppa «Granatieri del Cengio»: svoltasi a Cogollo del Cengio con la partecipazione di oltre 70 concorrenti d’ogni provincia del Veneto.

Vasco Modena, l’aquilotto della Cofler di Rovereto, ha disputato una gara magistrale e, se una foratura in prossimità di Caltrano non gli avesse fatto perdere 3′, sarebbe giunto al traguardo con oltre 4′ di vantaggio.
In questa gara, che ha visto il crollo di atleti della classe di Brumani, Zanconato, ecc., il trentino Rino Parisi (giunto 11.0) ha forato la bellezza di tre gomme, Angelo Martini ha completato il successo della Cofler classificandosi decimo.
Ecco l’ordine di arrivo: 1. Modena Vasco del Gruppo Sportivo Cofler di Rovereto, che compie i 125 km. in 3.35′, alla media di km. 35.100, primo degli juniores; 2. Zampieri Germano; G. S. Rovigo a 1′; Pivato Cesare, V. S. Bassano a 2′ 10″; 4. Rampazzo Luigi, G. S. Bartali di Fiesso d’Artico a 3′, secondo degli juniores; 5. Baldan Walter id. s.t.; 6. Peron Gino; G. S. Bartali s.t; 7. Rigoni Pietro, V. C. Vicenza a 5′; 8. Giovacchin Giuseppe, id. a 10′; 9. Piazzon Mario, CRAL Marzotto; 10.Martini Angelo, Cofler Rovereto.

La coppa Granatieri del Cengio vuole fare memoria dei numerosi soldati caduti nel primo conflitto sul monte Cengio a fine maggio del 1916, molti dei quali appartenenti al reparto dei Granatieri di Sardegna.

La sanguinosa battaglia si combatté tra gli eserciti austroungarico e italiano durante la prima Guerra mondiale sul monte Cengio, nel comune di Cogollo, baluardo per la difesa dell’altopiano di Asiago. 6000 furono i Granatieri di Sardegna giunti in zona il 22 Maggio 1916, circa 1200 i superstiti. Le perdite complessivamente registrate dalla brigata Granatieri di Sardegna e dai reggimenti di fanteria in soli sei giorni – dal 29 maggio al 3 giugno – tra morti, dispersi e feriti, ammonta a 10 264 uomini. Dal 1967 il Monte Cengio è Zona Sacra.

1949 07 03 Schio Pasubio / Vittorie in pausa

Il 28 giugno la prima doccia fredda. Organizzata dalla mia società, la coppa Martiri, vi presi parte come l’uomo da battere. La stanchezza ed in più una caduta mi costrinsero al ritiro. Per me questa è la più amara delle sconfitte, tanto più che vinse quel Parisi che in poco tempo doveva diventare il vessillo del ciclismo tridentino non solo, ma una speranza nazionale. Fui ferito seriamente nel mio orgoglio e forse per questo una serie di mediocri risultati: il 19-6- 12° nella Coppa Nuvoloni a Verona. Il 29-6- 9° nel circuito di Bolzano.

Il 3-7, 3° nella Schio Pasubio vinta da Parisi.

Dopo il brillante inizio di stagione e gli allori segue un breve periodo di abbattimento per Vasco. Il “rivale” Rino Parisi accresce la passione agonistica nella gente trentina e la sfida si fa dura. Infatti nella citata coppa Martiri (o più probabilmente Trofeo Filzi e Chiesa), su un percorso sviluppato lungo il Pian delle Fugazze e l’Altopiano di Asiago Rino Parisi giunge al traguardo di Trento con più di 13 minuti di vantaggio sul secondo. Aveva di che demoralizzarsi, il povero Vasco, oltretutto in una gara organizzata dalla sua società sportiva e davanti ai tifosi roveretani. Vasco vede proprio in quella gara, da cui si è dovuto ritirare, l’inizio della rivalità tra i due atleti. Il nome di Parisi compare sempre più frequentemente nei titoli delle cronache sportive e si contribuirà a consolidare il dualismo e la contrapposizione tra Trento e Rovereto, esistente da quando quest’ultima venne sottratta al controllo arcivescovile dalla potente Repubblica di Venezia: ma si parla del 1400.

Nuova impresa del trentino Rino Parisi
vittorioso della classica Schio – Pasubio

L’aquilotto del U.S. Aurora domina su 137 concorrenti – Modena al quarto e D’Andrea al settimo posto

Sul affollatissimo campo dei concorrenti che mai come quest’anno ha dato tono alla classica corsa in salita Schio Ossario del Pasubio, è emerso domenica scorsa come un gigante il ricciuto Rino Parisi.
La nuova vittoria dell’atleta Trentino è stata ottenuta in maniera netta, inequivocabile, col tono maggiore della superiorità, ed ha la sigla solita che ormai il brillante e generoso alfiere della Aurora di Trento mette in calce alle sue imprese: quella dell’audacia combattiva.

PARISI: UN CAMOSCIO – La corsa Schio Pasubio, come è noto, risale ad antiche tradizioni, ed è la principale pietra di paragone per i camosci del Veneto. Orbene, l’essersi imposto nettamente e chiaramente in simile corsa, attesissima negli ambienti dilettantistici delle Venezie, sullo stuolo dei partenti, è massimo titolo d’onore per Parisi che in tal modo dice autorevolmente di voler rimanere affacciato alla ribalta regionale ed extraregionale con saldi titoli, con saldissimi garretti, con la propria ruota animata dalle virtù dello scalatore. Il ciclismo Trentino era presente anche con altri baldi atleti: Modena e D’Andrea della Cofler di Rovereto ed ambedue hanno detto che il valore dei pedalatori della Venezia Tridentina sta per raggiungere una maturità che fa presagire sempre più brillanti affermazioni. Intanto i dirigenti delle due Società che valorosamente militano nella larga schiera del Centro Sportivo Italiano, la U.S. Aurora di Trento e il G.S. Cofler di Rovereto, possono andare più che fieri delle prove dei propri atleti in campo dilettantistico.

Veniamo alla cronaca della gara. Alle 9 viene dato il ”via” ai 137 corridori che rapidamente si involano da Schio. vi sono gli audaci che imprimono subito alla gara un ritmo sostenuto, quasi noncuranti delle difficoltà che più oltre li attendono. Dai 294 metri di Schio si dovrà salire all’Ossario del Pasubio superando un dislivello di circa 1700 metri e tutto ciò nel breve tratto di 20 km, quali, però, i primi 9 in lentissima ascesa in modo che la salita è tutta racchiusa e condensata in poco più di 10 km. Tessari, Brumani (il campione Veneto della salita), Zanconato, Modena, Stella, assumono il comando iniziale, mentre Parisi – che ha ordini di scuderia da rispettare – si limita a controllarli.

LA SUPERBA AFFERMAZIONE – La salita, pur essendo nel primo tratto abbastanza lenta, è affrontata a forte andatura il che la rende difficoltosa. Il gruppo si assottiglia e si frantuma in gruppetti, in corridori isolati e nelle retrovie è un affannoso rincorrersi tra la polvere e le macchine del seguito; vi sono già delle crisi, già dei ritiri.
Parisi è nelle primissime posizioni, ora, sempre guardingo, ma per poco, ché al settimo chilometro scatta prendendo un vantaggio che Brumani cerca contendergli e si sforza di non rendere incolmabile. Ma il Trentino sale con facilità ed estrema decisione per i tornanti ormai più aspri è sempre più a parete. Brumani lo tiene d’occhio, ma al Ponte Verde non ce la fa più e cede di schianto.
Vivace e incerta la lotta per le piazze d’onore. Notiamo Modena e Sella venir su con volontà rabbiosa, mentre dalle posizioni retrostanti D’Andrea si batte come un leoncello superando avversari su avversari. Tessari, invece, forse in non buona giornata non tiene l’andatura e finirà perso oltre il decimo posto.
L’aquilotto Trentino affronta tutto solo le ultime rampe affollatissime di spettatori (v’è un raduno al Pasubio) con andatura sorprendente e fresca pedalata. Il suo vantaggio è ormai incolmabile e infatti taglia il traguardo accolto con entusiastici applausi dalla folla nereggiante nei pressi dell’Ossario del Pasubio.
E’ seguito a circa 2 minuti da Brumani che nonostante una passeggera crisi (la tirata di collo di Parisi l’ha messo in difficoltà) è riuscito a sventare l’attacco portatogli da Sella classificatosi terzo precedendo di pochi secondi il brillante Modena che ha compiuto una bellissima corsa. Molto più staccati gli altri.

Ecco la classifica: 1) RINO PARISI (U.S. Aurora – Trento) che compie i 21 chilometri del percorso in 56’9”: 2) Brumani (Marzotto, Valdagno) a 1’59”; 3) Sella (Veloce Club Schio) a 2’31”; 4) Modena (G.S. Colfer, Rovereto) a 2’58”; 5) Zanconato (V.C. Schio) a 4’20”; 6) Pozzato (U.S. Sandrigo) a 5’21”; 7) D’Andrea (G.S. Cofler, Rovereto) a 5’37”; 8) Doncato (V.C. Vicenza, a 5’44”; 9) Fornasa (Marzotto, Valdagno) a 6’5”; 19) Piazzon id. id. A 6’ 15”; 11) Martelletto; 12) Tessadri; 13) Baggio; 14) Tognon; 15) Del Bello; seguono altri.

Ottima l’organizzazione del Veloce Club Schio cui peraltro si può fare addebito di una pecca: quella del cronometraggio che poteva essere evitata. La mancanza di sicurezza dei tempi impiegati, soprattutto del primo (si va dal 56’ 9” ai 58’ 9”) poteva essere benissimo evitata, anzi si doveva evitare poiché vi era un primato in ballo, quello risalente al 1935 da Costantini con 58’ netti.

CALDIARI

1949 05 29 Innsbruck / Nel vicino estero

Per le ripetute affermazioni fui scelto per una gara all’estero e precisamente ad Innsbruck. 220 Km indiavolati, arrivai 8° in volata. La mia tenacia e la volontà di arrivare ad ogni costo pregiudicò seriamente la mia attività a venire.

Un aneddoto – Alla frontiera con l’Austria, al passo del Brennero, c’è una piccola difficoltà burocratica per la bici al seguito. Vasco infatti all’anagrafe è VELASCO MODENA e così è scritto sul documento d’identità, mentre la tessera sportiva di corridore riporta il nome con cui è stato sempre chiamato: VASCO. Qualcosa non quadra al controllore austriaco. Siamo sicuri che la bicicletta sia sua? Deve scendere dal treno per il controllo delle generalità. Qualche parola in tedesco imparata a scuola e tutto si risolve. Peccato che nel frattempo il treno abbia ripreso la sua corsa. Vasco attende il treno successivo verso Innsbruck e partecipa alla lunga gara austriaca con destinazione nel Vorarlberg.

Nella foto – Vasco in seconda posizione scatta in piedi nella gara di Innsbruck

1949 05 22 Giro dei Laghi / Là Fausto Coppi qui Vasco Modena

Il 16-5 fu la mia prima uscita in altre regioni, corsi a Varese, mi presi una solenne tirata di collo, ma imparai molte cose. Arrivai 28° a 6′.

22-5. Giornata memorabile per me, piena di gloria, tutti i giornali parlavano di me come un astro nascente. Non mi montavo la testa, ma sinceramente ero felice. Vinsi da signore il 1. G.P. Lane Borgosesia con altri 100 corridori venuti da ogni parte dell’Alta Italia.
In quest’occasione ebbi l’amara sorpresa di trovare chi potesse battermi in salita. Rino Parisi da questo momento sarà il mio più accanito rivale.

Nel quadernetto sono ricordate due gare, con finali assai diversi. La prima, pur non sapendo a quale competizione faccia riferimento, dimostra a Vasco come la sconfitta sia utile per far emergere i propri punti deboli, punti su cui lavorare. La seconda sembra quasi la messa in pratica dell’esperienza appena acquisita. Un “trionfo”. I giornali disegnano il profilo di Vasco Modena e ne fanno un parallelo con Fausto Coppi (in scala 1:16, s’intende) .

ciclisti della Cofler
Alcuni atleti della Cofler alla partenza del Giro dei Laghi – GP Lane Borgosesia. Vasco è il quarto, da sinistra, al suo fianco Giannino Piccolroaz in tenuta da motociclista, mentre alla sua destra l’amico Attilio Castellani.

Soluzione di forza

Di questa prima riuscitissima edizione del giro dei laghi noi tutti del seguito che abbiamo avuto la fortuna di poterla vivere intensamente serberemo un ricordo indelebile. Per parlare in maniera acconcia della magnifica corsa organizzata in modo veramente encomiabile dal Veloce Club Trentino grazie alla munificenza della Manifattura Lane Borgosesia, è necessario attingere abbondantemente nel superlativo. E’ stata la Sanremo del dilettantismo tridentino, una Sanremo in sedicesimi si intende, ma in tutto e per tutto degna della grande e prestigiosa corsa salita ormai ai fastigi internazionali. Qua come là un percorso variato, tecnicamente completo e severo, saturo di motivi coloristici, quasi una serie di cartoline panoramiche sciorinatevi dinanzi agli occhi da un abile propagandista turistico. Là il verde della pianura lombarda, qua il verde dei pascoli della Valsugana, là l’azzurro incantevole Tirreno, qua l’azzurro dei leggiadri specchi lacustri disseminati da una mano sapiente. Là le ondulazioni dei contrafforti appenninici, qua la chiostra superba dei nostri monti. Neppure il sole è mancato all’appuntamento, inatteso, e perciò maggiormente gradito, ha voluto rivaleggiare con quello della Riviera. Al traguardo ci siamo guardati in viso, non avremmo guadagnato una cera più rosea neppure se fossimo andati di proposito in qualche luogo celebre a fare una cura elioterapica.
Amici del veloce Club Trentino non cambiate più il percorso di questa vostra magnifica gara, neppure di una virgola, sarebbe come toccare con mani profane un capolavoro d’arte.
Schieramento regionale dei concorrenti al gran completo, oltre a una rappresentanza extra regionale signora non mai eguagliata, col risultato prevedibile di scatenare una lotta decisa fin dai primi km. un seguito imponente degno veramente della Sanremo. macchine e moto della giuria, macchine e moto delle società, macchine dei giornali con nugoli di manifestini ( una delle nostre macchine, il camioncino messoci gentilmente a disposizione per la propaganda dalla ditta gamberoni, di rovereto, era addirittura fornito di una coppia di strepitosi altoparlanti), poi e di “vespe”, “Mosquito” ,”Cucciolo” “Lecce” ecc. tra i casolari remoti di Vigolo alcuni vecchi montanari con mastodontiche pipe fumiganti guardavano venir su la multicolore rombante carovana per quelle strade di inferno. grande sconquasso di ferramenta, anziché di motori, e sulle macchine uomini gesticolanti. in mezzo a tanta baraonda giovanottoni con un numero sulla schiena che pedalavano in un bagno di sudore. Scrollavano la testa impassibili, quei vecchi, devono aver pensato che qualche incauto guardiano aveva lasciato aperte le porte del manicomio di Pergine.

schizzo di Vasco (profilo) come appare in un articolo di giornale
Un particolare nell’articolo: schizzo del profilo di Vasco (non proprio somigliante)

Alla Sanremo gli strappi del Turchino di Capo Cervo e Capo Berta, al Giro dei Laghi lo strappo micidiale di Vigolo, quello di Cadine e quello della Torbole. E che dire dell’entusiasmo delle fitte ali al popolo ai bordi delle strade, in ogni attraversamento e sui punti strategici? Infine non è mancata neppure la vittoria netta per distacco del gran favorito, là Fausto Coppi qui Vasco Modena. Autentica promessa del ciclismo trentino, Modena Vasco, della Cofler di Rovereto, 20 anni non ancora suonati, ha riconfermato, qualora ve ne fosse stato ancora bisogno, le sue qualità di scalatore impareggiabile e passista poderoso. Modena ha dunque come Coppi il passo del K.O. Domenica però ha dimostrato anche di saper correre con molto acume e intelligenza: diremo quasi che ha il passo del K.O. scientifico. Ha lasciato che i rivali più forti si sbizzarrissero e si fiaccassero sui primi due durissimi strappi, accontentandosi di sorvegliarli a distanza ravvicinata. Così a Vigolo si è lasciato precedere da Brumani e Parisi, A Cadine dal solo Parisi. Ciò gli è costato il Gran Premio della Montagna, ma non era questo il suo principale obiettivo. Poi dato che il sorprendente Parisi dell’Aurora di Trento, ( un’altra stella all’orizzonte) era intenzionato a proseguire nella fuga, se ne sono andati di buon accordo fino ad Arco. Qui Modena ha progressivamente aumentato il ritmo della pedalata, staccando quasi impercettibilmente, metro per metro, l’avversario. Sulle rampe della Torbole ha poi piazzato Il colpo decisivo. E’ stato un piacere, un vero spettacolo vederlo venir su ritmico e composto tra le guizzanti evoluzioni della moto del suo direttore Piccolroaz che lo incitava e lo innaffiava senza parsimonia. Sui dirupi delle Marmitte dei Giganti c’erano tutti gli sportivi di Mori, il paese di Modena. Attendevano sperando che sarebbe arrivato solo. Parisi invece sulla Torbole si è esaurito e si farà poi raggiungere dagli inseguitori ma, come nella Bolzano Sciaves, si è imposto all’attenzione dei tecnici, si farà. A Rovereto Modena è transitato con 2’47” su Parisi, ma nei restanti 25 km che portano a Trento tirando come un diretto a 40 all’ora, ciò ha contribuito a rialzare la media generale fin quasi ai 36, ha guadagnato ancora 1’30” giungendo al traguardo con 5’ sullo scledense Comberlato e 6’01“ sul gruppo dominato in volata da Segato Tranquillo. Di Modena e Parisi abbiamo detto; Segato, che avevamo incluso con D’Andrea e Borsi tra i favoriti della vigilia, ha disputato come al solito una gara generosissima e accorta, D’Andrea appiedato per una foratura a Levico è transitato da Vigolo e poi da Cadine con un forte ritardo dai primi, nel finale però è rinvenuto forte insieme con Gazzini. Borsi invece ha avuto una grave crisi a Cadine che lo ha stremato, comunque è arrivato al traguardo. Ottima inoltre la prova del inesauri…

Vasco riceve tanti messaggi di congratulazioni per questa vittoria, tra le quali una lettera ricca di passione sportiva del dott. Enrico Negri della Olivo di Arco (la sua precedente Società) e quella più formale del sindaco del suo paese natale, Mori.

UNA GRANDE CORSA – UN GRANDE VINCITORE

Vasco Modena del G.S. Cofler di Rovereto vince con distacco
il G.P. Lane Borgosesia organizzato dal V.C. Trentino

Generosa gara di Rino Parisi dell’ U.S. Aurora di Trento vincitore del premio della montagna.
Folle entusiaste su tutto il percorso – Lotta vivacissima – Organizzazione impeccabile

Corriere Trentino, 24 maggio ’49

Folla e automezzi di ogni calibro e portata in via Grazioli al ritrovo di partenza di questo Gran Premio Lane Borgosesia che si snodava sull’anello dei Laghi di Caldonazzo e Levico e su quello del cosiddetto “Giro di Riva” con annessi laghi di S. Massenza, Toblino e, magismagisque, il bellissimo Benaco, per non parlare del modesto di Loppio.
La mirabile organizzazione del Veloce Club Trentino, il cui presidente Comm. Ettore Mayr ha trovato nel vicepresidente Mario Niccolini l’iniziatore, l’animatore onnipresente, e valido aiuto nel geom. Colle, rag. Battisti, Cerretti, Franceschi, Gerloni, Conci, Molinari, Widmann, Roat, e tutti gli altri preziosi collaboratori di questo sempre giovane sodalizio dalle antiche tradizioni, ha donato agli sportivi della provincia questa bellissima competizione ciclistica che ha avuto dagli atleti il dono della lotta più scapigliata, più ardente.
Già al mattino in piazza Italia, si erano svolte le complesse operazioni di punzonatura, meticolosamente curate dai signori Tedeschi – sempre sulla breccia – dei Grazioli, Zanetti, Ropelato, Bettega e altri, vigile controllo tecnico del preciso commissario dell’UVI Foradori.
L’apparente pacatezza che copriva i preliminari di corsa, quasi di cerimonia, è scomparsa repentinamente al momento del “via” dato alle ore 14.40 dal dottor Angelo Ferrari delle “Lane Borgosesia”, la manifattura vanto dell’industria laniera italiana cui si deve la dotazione di questo magnifico “Gran Premio”.
I 105 partenti – cifra record – sembrano infatti morsi dalla tarantola non appena la bandierina di partenza si è abbassata, la tarantola è un atleta della u.s. Aurora di Trento, Rino Parisi, che morde nel folto del gruppo assot (refuso) prova della salita di Ponte Alto in cima alla quale egli guida davanti a Segato di Bolzano e Brumani di Valdagno. questo terzetto passa con un lieve vantaggio sul resto dei concorrenti suddivisi in gruppi a breve contatto l’uno dall’altro che lottano gomito a gomito sulla magnifica strada che conduce a Pergine. Lo scledense Castaldetto, che si ritira, i bolzanini Brunello e Nion sono vittime di una caduta, mentre Pergine è raggiunta alle ore 14:30.

La generosa gara di Parisi – Di nuovo il meraviglioso Parisi passa a condurre di scatto e, dopo essersi aggiudicato il traguardo posto dagli sportivi al bivio di San Cristoforo (Dallatorre e Fogal gli sono a ruota) tira come un dannato sulla successiva salita del “Tegazz”. Il traguardo di Levico – ordine perfetto nella cittadina valsuganese – è vinto del bassanese Brotto su Mascanzoni della Fumana.
Cominciano ora i guai per le gomme perché la corsa abbandona, quanto a malincuore! l’asfalto e si butta sulla strada che conduce a Caldonazzo inghiaiata non poco. Forano infatti il roveretano D’Andrea che sarà protagonista di un inseguimento spettacoloso, Hindi il trevigiano Dall’Antonia nonché Gorna della Forti e Veloci.
Il gruppo si è fatto prudente e si va ingrossando: sembra si raccolga in attesa di affrontare la dura salita che lo attende punto Caldonazzo è raggiunta alle 14:51 è di fronte alla numerosa folla entusiasta Meneghini di Montorio vince il traguardo su Mascanzoni davanti ad un folto gruppo. A Calceranica comincia la salita che per Bosentino porta a Vigolo Vattaro.la strada, ancor più cattiva per il fondo continua a mietere vittime: il meranese Lachi, Uber della Cinelli per forature, l’anziano Brunialti per la catena, si ritira Casagrande di Verona: la fatica è ardua, tutti i corridori sono disseminati sotto l’azione irruente di Parisi che è battagliero è pronto quanto mai.
A Vigolo Vattaro il traguardo è vinto da Brumani che sorprende Parisi fin troppo generoso, quindi seguono il trevigiano Munerotto e lo scledense Sella. ma nulla di decisivo ancora poiché i migliori sono subito lì, ruota a ruota: Roman, Modena, Segato Tranquillo, Martini, Comberlato, Rizzoli, Kerschbaumer, Troiani ed altri ancora. La discesa succhia a precipizio i ciclisti che protesi in avanti somigliano a falchi che per ali hanno vorticose ruote. la ghiaia vuole ancora vittime e così sul ciglio della strada sono fermi Padovani di Castelnuovo, lo scledense Mambrino assieme al montoriese Fiorentini, Stenico e subito dopo Bonvecchio della Forti e Veloci, e anche Munerotto, fin qui uno dei migliori, che ripara e insegue a fulmine, ma poi ha un altro incidente e si ritira subito dopo Valsorda. Fora anche Pozza di Bolzano e nel polverone dove navigano comparenti scomparenti macchine, ciclisti, moto, Dalfovo è in difficoltà e scende prudente.
Altre forature, proprio in vista di Trento: Kerschbaumer di Mezzocorona, Della Vecchia di Schio che viene atteso dal compagno Zordan, Bertolesi di Montorio. Finalmente si riprende l’asfalto e si giunge a Trento dove i concorrenti transitano con alla testa Segato Tranquillo e il solito Rino Parisi.
Ma subito c’è la salita di Cadine e il sempre generoso atleta dell’Aurora di Trento parte all’attacco. Ma Modena, cosa fa? se ne sta alla finestra a sorvegliare quasi preoccupato gli attacchi a ripetizione di Parisi. Ora sente che l’avversario si impegna, e non è il caso di scherzare.

Vasco Modena e Rino Parisi (foto relativa alla edizione 1950 del Giro dei Laghi)

La fuga di Parisi e Modena – La lotta vede ora emergere i protagonisti della seconda metà della gara e chi ne va di mezzo sono gli altri. Risalendo dalla coda della corsa troviamo Dallagiacoma del Dopolavoro ferroviario di Trento che guida un plotoncino, più in su si ferma Mosca di Bolzano, poi, altro plotoncino energicamente guidato da Chemelli della Forti e Veloci, indi Righetti della Pancera alla ruota di Segato Guglielmo, poi il bassanese Brotto, mentre il mestrino Carraro si ritira.
Più avanti ancora gruppi e gruppetti si inseguono; c’è ancora chi fora ed è Ciro Di Este mentre il fratello Pietro è più in su. il gruppo è tutto sconvolto ed altri ancora risaliamo; fra di essi Stofella del Veloce Club, Bianchi dell’INA di Mori.
La causa è sempre di quel cavallone di Parisi che ha tirato il collo a tutti e che passa al culmine di Cadine nei con 20” su Modena. A 1’ 58” Segato Tranquillo, indi Piazzin, il sorprendente Calliari del V.C. Trentino.
La gara si sta per decidere: subito dopo Cadine Modena, con armoniosa pedalata riacciuffa Parisi che ha rallentato ad attenderlo. Lo stesso fa Segato con Cumberlato. Dietro a questi inseguono il sorridente Piazzin con alla ruota Calliari ottimo fin qui. dietro a questi si è formato un gruppo con i roveretani Martini e D’Andrea, Turrini, Carnelos, Baggio, Roman, Fogal, Mascanzoni, Brumani, Stella.
Nei pressi di Padergnone il brillante Turini della Pancera fa una brutta caduta che lo attarderà notevolmente. A S. Massenza i passaggi avvengono nel seguente ordine: alle 16:02 Parisi seguito come un’ombra da Modena, a 40” Segato e Cumberlato, a 1’ 05” Calliari, indi a 2’ 40” Il gruppo inseguitore guidato da Mascanzoni. La lotta è accesissima in questo gruppo nel quale entra in azione Roman che alle Sarche trascina con sé Fogal, Brumani e la… sentinella Martini.

Modena solo alla vittoria – All’imbocco del ponte sul Sarca all’ingresso di Arco, Modena opera un allungo prepotente che sorprende Parisi in leggera crisi e lo distacca di un centinaio di metri, raccogliendo gli applausi di una folla di appassionati che gremisce i bordi della cittadina. La lotta fra i due è appassionante ma Parisi, che risente del troppo generoso prodigarsi nella gara, va cedendo e Modena con elegante azione prosegue inesorabile nella fuga.
Folla enorme a Riva e ordine perfetto, indi l’ultima asperità della giornata: la salita di Nago. Al vertice di San Giovanni Modena passa alle 16:54; seguono a 2’ e 30” Parisi, a 3’ Comberlato che si è fatto avanti, a 5’ Brunani che precede di poco Martini e Segato Tranquillo; indi Fogal e Roman tutti protesi all’inseguimento. Calliari è scomparso dalla lotta che si fa veemente per le piazze d’onore. Comberlato nella discesa raggiunge e lascia Parisi ormai provato ma che si batte con disperata volontà perdendo purtroppo terreno.
A Rovereto folla delle grandi occasioni acclama Modena che a S. Ilario transita alle 17 18’ 50” seguito a 2’ 40” da Comberlato, a 3’ 30” da Parisi, a 4’15” da Segato e Martini.
Oramai non c’è più nulla da fare contro Modena che vola galvanizzato verso la vittoria che lo attende con le sue lunghe braccia nereggiante di folla a Trento in Corso Rosmini. Comberlato si accontenta di difendersi dal finale di Brumani, Segato, Martini e Fogal che hanno ingoiato Parisi, mentre Roman sul finale di gara diviene opaco e si fa staccare.Ecco l’ordine di arrivo: 1. MODENA VASCO (C.S. Cofler, Rovereto) che percorre i 131 km in ore 3.43 alla media di km 35,246; 2. Comberlato Arduino (Veloce Club – Schio) a 5’; 3. Segato Tranquillo a 7’; 4) Martini Angelo (Cofler, Rovereto); 5) Brumani (C.C. Marzotto Valdagno); 6)Parisi Rino (S.S. Aurora, Trento); 7. Fogal Francesco (U.C. Giorgione Castelfranco) tutti col tempo di Segato; 8. Roman Giovanni (Dop. Ferr. Treviso) a 8’; 9. D’Andrea Livio (Cofler, Rovereto) a 9’; 10. Gazzini Luigi; 11. Trevisan Ignazio; 12. Carnelos Ciro; 13. Dalbello Vittorio; 14. Borsi Roberto; 15. Calliari Carlo.

Classifica Premio della Montagna: 1. Parisi Rino US Aurora p. 13; 2. Modena Vasco (G.S. Cofler, Rovereto) p.12; 3. Comberlato A (V.C. Schio). Premi: 1. Orologio Venus, Parisi Rino C.S. Aurora Trento; 2. Cassetta prodotti F.lli Branca Milano, Modena Vasco G.S. Cofler Rovereto; 3. Tuta dopo sport della casa Perfecta Torino, Comberlato Arduino Veloce Club Schio.

Classifica dilettanti juniores: 1. Modena Vasco (G.S: Cofler, Rovereto); 2. Parisi Rino (U.S. Aurora, Trento); 3. Gazzini Luigi (Cral Montecatini, Mori).

1949 05 08 Coppa Italia eliminatorie / La squadra Cofler

Gara eliminatoria regionale per la Coppa Italia dilettanti a squadre svoltasi a cronometro sul percorso Trento-Avio-Trento. La Cofler dispiega la squadra, rivelatasi vincente, composta da Castellani, D’Andrea, Martini e Modena. Per motivi tecnici, la finale, prevista il 26 maggio a Treviso sul circuito di Postumia, non vede però la presenza della squadra.

Alla “Cofler„ di Rovereto
il campionato regionale a squadre

Trento, 8 – Si è corsa ieri la gara a squadre della Venezia Tridentina, gara questa, che doveva sostituire la eliminatoria della Coppa Italia, che per disposizioni federali è stata all’ultimo momento sospesa, in quanto la nostra regione era aggregata al Veneto.
In conseguenza di questa disposizione, solo pochissime squadre della nostra regione, ossia quelle finanziariamente meglio dotate, avrebbero potuto sobbarcarsi la trasferta a Padova senza per altro tener conto che, da moltissimo tempo, le eliminatorie regionali di Coppa Italia, si tengono nella nostra regione.

Quindi l’U.V.I. ha deciso di non partecipare come disposto alle eliminatoria di Padova, e ritenendo valida quale eliminatoria regionale la prova di ieri, inviare alla finale di Treviso la squadra vincente.

La competizione a squadre, ha rivelato una chiara superiorità del complesso della Cofler di Rovereto, che grazie alle prestazioni dei Modena, D’Andrea, Castellani, nonché del sempre giovane Martini (sempre pronto a dare lezioni ai giovani, il «vecio»!) è riuscita ad aggiudicarsi la palma della vittoria, precedendo le squadre di Mezzocorona, Atesina di Bolzano, Forti e veloci Trento e la altre di cui dirà meglio la classifica.
Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Cofler Rovereto (Martini, D’Andrea, Modena e Castellani), che compie il percorso di km. 9O in ore 2. 22’58” alla media oraria di km. 38,610; 2. Velo Sport di Mezzocorona (Michellotti, Rigotti, Kerschbaumer, Rizzoli), ore 2.25’22”; 3. S. S. Altoatesina Bolzano (Segato Tranquillo, Segato G., Pozza, Carretta) in ore 2.28’17”; 4. Forti e veloci (A) (Tamanini, Chemelli, Stoffella, Gorna), in ore 2.29′; 5. U. S. Aurora Trento (Condini, Carraro, Parisi, Troiani) in 2.25’22”; 6. Altoatesina Bolzano (B) (Mosca, Russo, Sartini, Santini), 2.31’26”; 7. Cinelli Gardolo (Lazzeri, Uber, Albertini, Porcelli), 2.32’11”; 8. Altoatesina (C); 9. Dopolavoro ferroviario Trento; 10. U. S. Quercia Rovereto; 11. CRAL Montecatini Mori; 12. Forti e veloci Trento (B); 13. Forti e veloci Trento (C).
Carlo Fondriest

Coppa Italia alla Cofler di Rovereto

Mezzocorona, Alto Atesina, Forti e Veloci ai posti d’onore

Le gare a cronometro sono delle autentiche prove di forza, di classe, di raziocinio, specie quella a squadre che presuppongono un affiatamento fra i concorrenti, l’esecuzione razionale e diligente di precisi ordini di scuderia, una costante percezione delle condizioni fisiche dei compagni di squadra.

Ecco perché il vittorioso di una corsa a cronometro è per noi un atleta completo, ecco perché una squadra che si aggiudica una gara merita l’appellativo di squadra migliore. Così è dunque del quartetto blu-giallo della roveretana Cofler, la società che sarà questo anno il “sodalizio da battere”.
L’anziano Martini che, come il borgogna, più invecchia più diventa forte, la recluta prodigio Modena che impressiona per la facilità dello stile e la regolarità delle sue prestazioni, il giovanissimo Castellani che è al suo secondo anno di gare e già mette fuori gli unghioni e il campione regionale 1948 Livio D’Andrea che è tutto felice di essersi fatto fare l’appendicite perché adesso va più forte, questi quattro con Giannino Piccolroaz, il “girino” che tanto ammirammo in un Giro d’italia, sono gli artefici della sonante, netta, probativa vittoria nella gara di domenica.

Il percorso (la Trento Avio Trento) piatto, asfaltato, invitante alla velocità era in realtà domenica un percorso tranello: scorrevole nell’andata si fece durissimo nel ritorno a causa del vento che soffiava forte e deciso sul viso e sulla stanchezza dei corridori. Un percorso comunque ben scelto, controllato da un perfetto servizio d’ordine.


14 squadre (cifra che non ha precedenti nella storia della Coppa Italia Tridentina) si parte partenza, tu migliori, e eccezion fatta per il ci c. Bressanone Impossibilitato a partecipare per la indisposizione di Zamolo.
Carlo Foradori, «cronos» di prammatica nelle gare ciclistiche, dà il via alla squadra, il Velo Sport Mezzocorona, detentrice del titolo dello scorso anno è fermamente decisa a vendere cara la pelle, ma giustamente seccata della sorte che la indica quale volpe alla muta dei levrieri inseguitori

La gara è a cronometro e le squadre partono di 3‘ in 3’: è giocoforza seguire la lotta con il cronometro in mano sezionando la corsa in tanti tronconi. E’ ciò che facciamo; a Rovereto abbiamo i primi conati dell’offensiva della Cofler ed ancor più ad Avio (esattamente a metà della corsa) dove possiamo già saggiare il polso delle contendenti. La Cofler è prima, Mezzocorona seconda, la Cinelli terza; una squadra della Forti e Veloci ha perduto Brunialti per noie meccaniche, l’altra ha 3 atleti che vanno d’accordo come… tre ruote in un carro; il veloce Club Trentino ha lasciato Borsi alle caserme di Trento con il cambio rotto ed ha Della Torre in difficoltà (poco dopo avverrà il ritiro); l’Alto Atesina ha perduto Carretta, scoppiato; l’INA di Mori ha forato due gomme.
Nel ritorno seguiamo per un po’ la squadra che poi vincerà, la Cofler.
Ha raggiunto la Forti e Veloci e per una decina di chilometri si sviluppa una battaglia meravigliosa fra le due formazioni che non intendono cedere. Poi ci precipitiamo all’arrivo pilotati del vicepresidente del Veloce Club sig. Nicolini fulcro animatore dell’anziano sodalizio trentino.

Le impressioni sulla corsa? niente da aggiungere a quanto già detto per la Cofler: ha vinto la più forte in campo. Bene però anche la squadra rosso verde del velo Sport Mezzocorona guidata da un Michelotti che è un miracolo di volontà e passione.

Prova egregia anche la formazione rosso nera dell’Alto Atesina nella quale gareggiava Guglielmo Segato (ora quarantenne) che vinse a Los Angeles le olimpiadi con la squadra Azzurra. La Forti e Veloci perdette presto Tamanini ancora a corto di lavoro ma ebbe in Stofella un autentico mastino. Degna di menzione la lodevole prova dei blu gialli della Aurora guidati da un altro longevo: Italo Condini, che ebbero in Parisi un egregio lottatore. La Cinelli di Gardolo – priva di Berteotti sospeso dal comitato regionale – si è fieramente battuta nella prima metà della corsa, ha poi ceduto leggermente pur disputando una prova lodevole. Degne di lode in fine le prestazioni dei Ferrotramvieri, modesti e coraggiosi, dei biancocelesti della Montecatini di Mori tartassati dalla sfortuna, dei giallo-verdi della quercia, giovani e sbarazzini, nonché delle squadre B e C della forti e veloci e della Alto Atesina.. In occasione della premiazione il vice presidente della società organizzatrice, geom. Colle, osservò un minuto di raccoglimento a ricordo dei caduti di Superga. osservando pure che la Forti e Veloci recava il lutto sulle maglie per la morte del padre del suo vicepresidente dr. Acate Cionini.

Cronometristi Carlo Foradori e Giovanni Tedeschi; commissario dell’U.V.I. comm. Tosi. La gara è stata seguita dal Presidente del Comitato Regionale rag. Grillo.

Classifica: 1. G. S. Cofler (Castellani, D’Andrea, Martini, Modena) in 2.22’ 58” media km 38,610; 2. Velo Sport Mezzocorona (Kerschbaumer, Michelotti, Rigotti, Rizzoli) 2.25’ 22” ;3. S.C. Alto Atesina Bolzano (Carretta, Pozza, Segato G., Segato T.) 2.28’ 17”; 4. Forti e Veloci Trento (Chemelli, Gorna, Stofella, Tamanini) 2.29’ 09”; 5. U.S.. Aurora Trento (Carraro, Condini, Parisi, Troiani) 2.29’22”; 6. Alto Atesina B (Russo, Mosca, Sartini) 2.31’26”; 7. C.C. Cinelli Gardolo 2.32’11”; 8. Alto Atesina C 2.38’ 26”; 8. G.S. Ferrovieri Trento 2.39’; 10. U.S. Quercia Rovereto 2 40’ 16”; 11. Cral Montecatini Mori 2.41’20”; 12. Forte e Veloci B 2.50’ 57”; 13. Forti e Veloci C 2.52. Ritirato Veloce Club Trentino.

1949 05 01 Coppa Gelmi – Degasperi / Fatica improba

I. maggio giornata nera mi ritirai preso dal freddo e dalla pioggia

Il commento alla giornata nera è tutto racchiuso nell’articolo di giornale e nell’inserto dedicato specificatamente a Vasco, “smilzo corridorino”, e lo era realmente, soprattutto smilzo. Scherzava: Sono nato nel ’29, l’anno della crisi, come potrei essere robusto?

VASCO MODENA

Vasco Modena è qualche cosa di più di una speranza per il ciclismo tridentino. Questo giovane (ha venti anni non ancora compiuti) corridorino di Mori, allevato e lanciato alla notorietà della Cofler di Rovereto e da quella volpe astutissima che risponde al nome di Giannino Piccolroaz, ha fatto strabiliare quest’anno per le sue tre vittorie su quattro gare (la quarta, il G.P. Erbitter, vide pure un audace colpo di mano del Modena annullato dalla autorità del bresciano Beschi, proprio alle porte di Trento). Coppa IGNIS, Coppa Martini e Coppa Ceccherini videro lo smilzo e composto dilettante roveretano sbarazzarsi con irrisoria facilità degli avversari ed assicurarsi la vittoria.
Nella sua ultima gara, la lunga e tormentata Coppa Gelmi Degasperi, Vasco Modena ha nettamente ceduto. La distanza? Il freddo? La pioggia? Una debolezza fisica? non sappiamo. Certo è che un fisico – per quanto forte – può andar soggetto a delle crisi. Rivedremo Modena nelle prossime competizioni e siamo sicuri non smentirà il suo spettacoloso esordio di stagione.

Nel frattempo non è inutile ricordare che la Coppa Gelmi-Degasperi, di 175 km, è dedicata ai trentini Alfredo e Luciano Gelmi, giovani fratelli di venti e diciannove anni, rispettivamente, e a Bruno Degasperi, ventenne. Morirono assieme ad altri quattro giovani italiani a Venezia nell’agosto 1944, fucilati dai nazisti con una esecuzione plateale per rappresaglia, un monito per un fatto che non avrebbero nemmeno potuto compiere, essendo stati prelevati dal carcere.

LA “COPPA GELMI DEGASPERI”

Il triestino Zollia domina in volata 16 corridori
La coppa alla S.G. Alto Atesina di Bolzano

(click per vedere il ritaglio)

La lunghezza del percorso, in vero notevole per una gara di dilettanti, le avverse condizioni atmosferiche, e l’alto spirito agonistico profuso dai concorrenti senza riserve, come sempre accade in queste prove di campionato, hanno tramutato l’edizione della coppa “Gelmi Degasperi” in una fatica improba per la cinquantina di corridori che vi si sono cimentati in rappresentanza di ben 14 società, tra le quali la “Fiaccola” di Trieste, Il Dopolavoro ferroviario di Treviso e il Cral Marzotto di Valdagno. Il fatto stesso che una ventina di atleti l’abbiano portata a termine e che molti dei più quotati tra i quali Modena, uno dei maggiori favoriti, siano stati persi per strada o si siano ritirati provatissimi, testimonia eloquemente sull’asprezza della avvincente contesa, naturale appannaggio dei corridori più duri e tetragoni alla fatica. La corsa, encomiabilmente organizzata dall’Alpina Sport di Trento, ha avuto due fasi ben distinte. Nell’andata a Merano gli atleti, benché flagellati da una pioggia insistente e ostacolati da un vento abbastanza forte, hanno rabbiosamente divorato il nastro stradale in gruppo compatto e continuamente scosso da scatti e brevi fughe repentine che hanno mantenuto l’andatura quanto mai elevata.

Nel ritorno invece nonostante che il gruppo abbia rallentato progressivamente il treno di gara, si è avuta una durissima selezione e i sedici superstiti hanno terminato in volata. Non sono mancate le forature e gli incidenti. E’ Della Torre che ad Ora ne apre la serie proprio mentre il gruppo è lanciato all’inseguimento di Berteotti e nelle macchine del seguito si accentua la pressione sull’acceleratore. Nel cambio del tubolare Dellatorre perde 2′ preziosi, ma inizia subito un furioso inseguimento da solo sino a Terlano, di buon accordo con altri staccati per forature, tra i quali particolarmente Rizzoli, dopo. Ma nonostante la cooperazione gli inseguitori perdono ancora terreno e a Merano il grosso transita compatto con 5′ di vantaggio. Il premio di traguardo è vinto da Borsi che nonostante il parere contrario del suo medico ha voluto essere della partita e sta disputando una magnifica gara. La sfortuna si accanisce ora contro Martini sino ad allora uno dei più attivi; infatti l’anziano atleta roveretano fora ben due volte alle porte di Merano ed è raggiunto da Dallatorre e Rizzoli. L’inseguimento, al quale si interessa tutto il seguito rombante, si fa sempre più velocemente, ma non approda a nulla perchè il grosso, sempre scatenato, accentua vieppiù il distacco che non verrà più colmato. A Chiusa di Terlano il gruppetto inseguitore si arricchisce di Faliva, Pozza e Vettorazzo al quale per ben tre volte è saltata la catena. A Bolzano il distacco è salito a 6′ ma qui un incidente provocato da un incauto motociclista e per fortuna senza gravi conseguenze, ferma definitivamente Martini ancora freschissimo e inconsolabile e i compagni d’inseguimento.

Ospiti a bordo della macchina del Veloce Club Trentino lasciamo allora le retrovie e andiamo alla ricerca del grosso che intanto sta letteralmente seminando i più provati. Da Bolzano a Salorno infatti ad ogni chilometro incontriamo uno staccato che ai nostri incitamenti risponde scrollando rassegnato il capo. Poco prima di Salorno raggiungiamo un gruppetto che a 200 metri circa dal gruppo ne costituisce la retroguardia. Tra costoro è il prestigioso Modena attanagliato dai crampi alle gambe ed in evidenti difficoltà. Si ritirerà a Salorno .
Riusciamo infine a raggiungere il grosso che ridotto a 14 unità ha ormai rallentato notevolmente l’andatura. Guida instancabile Berteotti seguito da Borsi, Chemelli, D’Andrea che pure conduce una bella gara. Non manca qualche flebile tentativo di fuga, ma il gruppo attentissimo sventa ogni pericolo, e così la corsa si risolve in una volata a 16 (sono rientrati Dall’Antonia C e Parisi che erano con Modena) dove gli atleti spremono le energie residue. Per un soffio Zolli di Trieste precede Segatto T. e Carretta dell’Alto Atesina. Segue Borsi, l’altro triestino Corretti, i due fratelli Dell’Antonia di Treviso, Parisi, Stofella, D’Andrea, Porcelli, Brumani che sarebbe stato irregolarmente trattenuto per la maglia da un triestino, e gli altri. I corridori hanno impiegato a percorrere i 175 km. del percorso 4 ore e 40 minuti, alla rilevante media di km 37,500 all’ora. La coppa “Gelmi Degasperi” è stata vinta dalla società Alto Atesina di Bolzano per merito di Segato e Carretta.

Ecco la classifica: 1.o Zollia Boris, La Fiaccola Trieste in 4.401, alla media di km 37,500; 2.o Segato Tranquillo, S.C. Alto Atesina Bolzano ad 1 macchina; 3.o Carretta Vilfredo, idem; 4.o Borsi Roberto, V.C. Trento.

1949 04 18 Bolzano-Sciaves e ritorno / E questa volta in volata

Il 18-4- vinsi a Bolzano la prima di campionato in volata

Sciaves, o meglio Schabs, se vogliamo rispettare la madrelingua degli abitanti della zona, è collocata a quasi 800 mt slm, su di un altopiano alle porte della val Pusteria a 10 km da Bressanone. Andata e ritorno da Bolzano il percorso si articola su 104 km, con alcuni strappi. Gara lunga, impegnativa, la Bolzano – Sciaves e ritorno, valida anche per il campionato regionale dilettanti, disputata il lunedì di Pasqua nel 1949. Un gruppetto di cinque in fuga, che si risolve in volata con la vittoria di Vasco a Bolzano, in Viale Giulio Cesare, oggi Corso Italia. In questa competizione si incrociano per la prima volta le storie di Vasco Modena e di Rino Parisi (classe 1926), uno del quintetto dei fuggitivi. Tra i due ci saranno battaglie gloriose, e anche la tifoseria trentina si dividerà sulla base del campanilismo tra Trento e Rovereto.

AVVENIMENTI SPORTIVI

Vasco Modena, il migliore del lotto

franco vincitore della Bolzano-Sciaves

Bolzano Sciavez e ritorno 1949

Vasco Modena, il bel corridore della Cofler di Rovereto, si è aggiudicaio la prima prova del campionato regionale dei dilettanti, imponendosi in maniera inequivocabile sul foltissimo lotto dei concorrenti. L’atleta roveretano, che fino a Bressanone, aveva nicchiato nel plotone di testa, partito come una freccia all’inizio delta salita di Sciaves, e, giunto primo sul culmine, s’é fatto poi assorbire da Parisi, Calliari, Troiani e Della Torre, con i quali è sbucato sul viale Giulio Cesare e che ha battuto pur non essendo un velocista, perché più fresco e per avere iniziato una lunga volata, contro la quale si è infranta la coalizione dei due uomini del Veloce Club Trentino e dei giallo-azzurri dell’Aurora.

Modena ha vinto, dunque, meritatamente mai come oggi la vittoria ha premiato il migliore. Piccolroaz ed i dirigenti della Cofler erano raggianti: il loro pupillo infatti aveva saputo imporsi nella lunga volata contrariamente alle previsioni che davano come uomo più veloce Della Torre e pericolosissimi Troiani e Parisi. Ma i ripetuti strappi operati dal vincitore verso Prato Tires, sulla salita di Rencio e sulla salitina del ponte Druso, devono aver influito sui garretti degli alti quattro fuggitivi, che sul vialone del finale, se lo sono visto sfrecciare davanti.

Questo il finale della gara che ha visto alla partenza ben 93 concorrenti. Un gruppo imponente, che ha preso il via alle 14.10 agli ordini del presidente della Società ciclistica Alto Atesina cav. Ceccherini. Sulle vetture del seguito, oltre al presidente della giuria rag. Frizzera ed i commissari di gara, notiamo anche il rag. Grillo presidente del Comitato regionale dell’U.V.I., il cav. Tosi commissario tecnico regionale ed il signor Foradori, commissario di gara.

Il plotone, alla testa del quale sono le maglie rosso-nere degli uomini dell’Atesina, inizia subito ad andatura normale e verso Prato Tires, mentre Cervo è a terra per una foratura, qualche cosa lo scuote e lo allunga. In testa qualcuno tenta di andarsene. E’ il bolzanino Dall’Aglio che con un violento strappo si stacca dal grosso e guadagna lentamente terreno. Berteotti e quelli del Veloce Club tentano di riportarsi sul fuggitivo ma ben presto desistono non trovando collaboratori nel fare l’andatura. A Campodazzo (km. 16) rientra Lattisi che era rimasto leggermente staccato e poco dopo Mion è a terra per una foratura.

Ora il gruppo si sveglia ed il bolzanino è ripreso verso Castelrotto. Sulla salita della Cantina Fredda, però, poco prima di ponte Gardena, Dell’Aglio opera un altro strappo e questa volta la sua azione sembra risoluta: guadagna infatti prima 100, poi 200 metri e prima di Bressanone il suo vantaggio sale a 1’10”. Passiamo Bressanone, festosa e plaudente mentre i corridori si preparano per l’imminente salita. Vediamo Stofella cambiare rapporto. La gara sta entrando nella sua fase decisiva. Modena, che fino allora su era accontentato di una azione di attesa è ora nelle primissime posizioni e appena dopo 100 metri dall’inizio della rampa scatta con azione irresistibile.

Alla sua ruota si buttano gli uomini del Veloce Club e poi Parisi e Calliari. Segato appare in difficoltà: sappiamo che il corridore atesino ha preso il «via» solamente per onor di firma, trovandosi in non perfette condizioni di salute.

Dall’Aglio è raggiunto e superato prima da Modena, poi da Parisi e Calliari, che raggiungono il culmine nell’ordine. Gli altri, tra i quali notiamo D’Andrea, Pozza, il maggiore dei Segato, Berteotti, Kerschbaumer, Rigotti, Carretta, Martini, seguono con leggeri distacchi. Nella discesa di Aica i tre fuggitivi, che si sono congiunti, guadagnano leggermente terreno su di un quartetto formato da Castellani, Della Torre, Troiani e Parisi, che al bivio di Aica seguono a circa 1′.

Le posizioni sembrano ormai delineate. Dietro i due gruppetti, che ora riprendono la via del ritorno, ne segue un terzo formato da Rigotti, Berteotti, Martini, Kerschbaumer, Gazzini, poi Carretta, Pozza, i due Segato poi ancora Divan, Sartini, Porcelli.

Siamo ancora a Bressanone dove si è adunata una grande folla per assistere alla volata per il premio di traguardo, che Modena si aggiudica senza difficoltà. Rimontiamo ora i corridori e per primo troviamo Russo che ha forato, poi Sommadossi che procede solo, Bonvecchio, Lazzari, Divan, Porcelli ormai fuori dalla lotta. C’è poi un gruppetto di cinque uomini formato da D’Andrea, Brighenti, Gorna, Chemelli e Borsi, che oggi appare in giornata poco felice. Ecco Sartini in compagnia di Parisi Luciano ed ecco Dall’Aglio, che pedala con fatica, evidentemente provato dallo sforzo iniziale. Vediamo ancora Tranquillo Segato che procede con Santini poi Auer, Milani, Faliva e Trazzi, che marciano assieme. Siamo ormai nelle posizioni dove si respira area di battaglia. Notiamo due gruppi abbastanza numerosi staccati da circa 300 metri, ma che a Chiusa si congiungeranno. I fuggitivi, che intanto sono stati raggiunti da Della Torre e Troiani, pedalano sodo. Castellani invece, cede e viene assorbito dal grosso.

La situazione a Cantina Fredda è la seguente: in testa con 2′ e 22″ di vantaggio Modena, Parisi, Della Torre, Troiani e Calliari, dietro ancora un altro gruppo a circa 1′ nel quale notiamo anche il giovane Pascoli, che sta facendo una bella gara. Si inizia ora la caccia, ma mentre i fuggitivi trovano subito l’accordo nel fare l’andatura, fra gli inseguitori si nicchia troppo. Vediamo in testa molto spesso Pozza, che sanguina dalla mano sinistra, vediamo Berteotti operare degli strappi, vediamo Kerschbaumer e Rigotti prendre anche l’iniziativa, ma si tratta di volate brevi e di breve durata. Il resto nicchia: gli uomini del Velece Club non hanno nessun interesse a «tirare» come del resto quelli della «Cofler».
Manca l’accordo nel folto plotone inseguitore e così i cinque davanti guadagnano continuamente terreno, Modena specialmente si prodiga, ma anche gli altri, spiccatamente il bravo Parisi e Troiani, gli danno man forte. Calliari, invece, appare stanco, mentre Della Torre sembra voglia risparmiarsi per la volata finale.

Prima di Cardano Modena opera uno strappo, al quale prontissimi, Parisi e Troiani rispondono. Anche sulla salita del Rencio il roveretano tenta di andarsene, ma gli altri quattro gli sono spietatamente alla ruota. Ultima sgaloppata sulla piccola salita del Ponte Druso ed eccoci in viale Giulio Cesare, dove una gran folla entusiasta attende i corridori. Parte Troiani, ma subito Della Torre, dall’ultima posizione, si porta fulmineamente in avanti. Sembra che il corridore del Veloce Club possa avere la meglio, ma c’è Modena invece che dall’esterno gli tiene validamente testa ed aumentando progressivamente la sua azione, giunge primo sotto lo striscione di arrivo, precedendo di una macchina Troiani, che è riuscito a mettere la sua ruota davanti a Della Torre. Quarto è Parisi e quinto Calliari.

Bisogna attendere quasi 4′ prima di vedere sbucare il gruppo. Il volatone è vinto da Gazzini del C.R.A.L. Montecatini di Mori, che precede Rigotti e Carretta, primo dei bolzanini. Nel gruppo sono anche Pozza, Martini, Berteotti, Kerschbaumer e Rizzoli. Poi alla spicciolata tutti gli altri staccati da intervalli abbastanza notevoli.
Una cinquantina di corridori ha terminato la gara e se si tien conto dei partenti, bisogna convenire che si è trattato di una corsa dura, dalla quale sono emersi i migliori e che è stata vinta dal migliore. Specialmente nel ritorno, dopo la breve ma aspra rampa di Sciaves, sono cominciate le «cotte» e gli uomini più preparati sono venuti fuori a poco a poco. Da citare, oltre al vincitore, i quattro compagni di fuga, tra i quali sono molto piaciuti il tarchiato Parisi e Della Torre. Bella anche la corsa di Calliari, sempre nelle posizioni di avanguardia. Dei bolzanini si sono distinti Carretta e Pozza principalmente e anche Dell’Aglio, che con la sua fuga iniziale ha contribuito ad animare la competizione. Ottima l’organizzazione curata dalla Società ciclistica Alto Atesina e larga la partecipazione del pubblico, che durante tutto il percorso e soprattutto nei centri abitati ha fatto ala entusiasticamente ai corridori. La coppa «Ceccherini» è stata affidata definitivamente alla S.C «Aurora» di Trento per merito del secondo e quarto classificato.

Ecco l’ordine di arrivo: 1. Modena Vasco, Cofler Rovereto, in ore 2.55′, alla media di km 35,650; 2. Troiani Angeli, Aurora di Trento, a una macchina; 3, Della Torre Giuseppe, Veloce Club Trento, a una macchina; 4. Parisi Rino, Aurora Trento, 5. Calliari Claudio, Veloce Club Trento; 6. Gazzini Luigi, CRAL Montecatini Mori a 3’55”; 7. Rigotti Luigi, Velo Sport Mezzocorona; 8. Carretta Vilfrido, S. Alto Atesina Bolzano; 9. Martini Angelo, Cofler Rovereto; 19. Pozza Mario, A. A. Bolzano: 11. Berteotti Luigi, Cinelli Gardolo; 12. Kerschbaumer E., Velo Sport Mezzocorona, 13. Rizzoli Mario idem, 14. Gobbi Mario, CRAL Mori; 15. Carrotta Tarcisio, Quercia Rovereto; seguono con lo stesso tempo Carlini Enrico, Bianchi Mario, Albertini Livio, Zanin Luigi, Zilio Renato, Segato Guglielmo, Castellani Attilio, Cavoni Cesare a pari merito.



1949 04 04 Coppa Martini / La prima doppietta

Il 4-4- a Mezzocorona, la seconda con distacco.

Con il circuito di Mezzocorona Vasco si aggiudica, ai primi di aprile, la seconda vittoria della stagione 1949. In questa gara ha la possibilità di sperimentare la forza di essere una squadra: è il suo compagno Angelo Martini che lo aiuta a ricongiungersi al gruppo dopo essersi attardato per la solita foratura.

Bis di Modena a Mezzocorona

Il G.S. Cofler si aggiudica anche la coppa “M.O. Archimede Martini”

Il gen. Buoncompagni assiste alla gare – Affermazioni di Gazzini e Berteotti.

Il più vivo successo agonistico ed organizzativo è arriso a questo circuito di Mezzocorona che i dinamici dirigenti del Velo Sport hanno voluto intitolare alla memoria della Medaglia d’oro ten. Carlo Archimede Martini caduto eroicamente nell’aprile del 1941 in Africa settentrionale.

Qualche critica si potrebbe muovere al percorso, molto severo per il fondo continuamente cangiante dal naturale all’asfalto e al ghiaioso, zeppo di attraversamenti di binari, di ponti stretti e di curve pericolose. Ma le scarse risorse stradali della zona non offrivano di meglio e poi in fin dei conti la difficoltà del percorso che ha operato una pronta e severa selezione, è stato proprio il movente principale dell’accanitissima lotta accesasi al primo km. e terminata solo al traguardo.
D’altra parte poi il contegno corretto del folto pubblico e il perfetto servizio d’ordine esplicato con perizia dalla «stradale» in collaborazione con carabinieri, guardie municipali e e un nugolo di volonterosi, se non ha potuto evitare una vera ecatombe di tubolari, ha però limitato gli incidenti ad una percentuale irrisoria.
Come abbiamo detto la selezione è stata molto severa, comunque all’6.o giro quando si è scatenata la lotta finale, quasi tutti i migliori erano in gruppo. Da questo ancora una volta è balzato fuori di prepotenza Modena Vasco della Cofler di rovereto, che sembra seriamente intenzionato a continuare sul metro degli scatti rabbiosi e
Parlando di autentica promessa del ciclismo nostrano crediamo proprio di non rovinarci la reputazione. Il nuovo brillante successo di Modena è però legato alla superba prestazione dell’anziano compagno di squadra Martini che ci fa proprio pensare ad una «seconda giovinezza». entrambi sono infatti protagonisti dell’episodio più elettrizzante della gara, un mirabolante inseguimento sulla cui riuscita erano in molti a dubitare e non a torto.
Se Modena ha potuto rientrare in gruppo deve molto a Martini e molto deve pure all’altro compagno Castellani che solo nel gruppo dei fuggitivi ha tenuto testa alla coalizione avversaria.

Secondo si è piazzato Gazzini Luigi del Cral I.N.A. di Mori non nuovo a queste imprese. Una ottima gara hanno pure disputato Berteotti della Cinelli di Gardolo, Rigotti, Kerschbauer e Rizzoli del Velo Sport di Mezzocorona, Borsi unico superstite del provatissimo Velo Club Trentino, Zamolo di Bressanone, Vettorazzo della Quercia e Segato dell’Atesina di Bolzano.

Alle 14.40 precise, mossiere il conte Martini, padre dell’eroica Medaglia d’oro, il gruppo multicolore dei 50 corridori prende il via. L’andatura è molto veloce e dopo soli 14′ abbiamo il 1.o passaggio. Conduce Modena seguito a ruota da [refuso] chelotti. In ritardo per forature Martorelli, Martini e Dallatorre. Quest’ultimo bersagliato dalla sfortuna esaurisce la scorta dei tubolari ed è costretto al ritiro.
Anche il secondo giro è molto veloce, la foratura di Modena, uno dei maggiori favoriti mette le ali ai piedi del gruppo che perde ancora qualche unità. Il 2.o passaggio avviene nel seguente ordine: 1. Segatto, tallonato da Rizzoli e Bonvecchio. Staccati Giacomini, Martini a 2′, Martorelli, Demozzi, Modena a 3′ e 12″, Chemelli e Gasperi.
Durante il 3.o giro Martini rallenta l’andatura e si fa raggiungere da Modena. Insieme i due atleti della Cofler di Rovereto iniziano un furioso inseguimento mentre il compagno di squadra Castellani tenta di frenare le velleità del gruppo che incomincia sensibilmente a rallentare. Infatti il 3.o giro è compiuto in 15′ e 40″. Questa volta passa per primo Rizzoli e poi Sagatto che conduce una gara brillantissima. Martini e Modena passano come due diretti a 2′ e 30″. Molti gli staccati tra i quali Giacomini del Veloce Club Bassano, il migliore degli extra regionali.
Al 4.o giro in testa è ancora Rizzoli con Carretta stroncato poi da una foratura, e Segatto. A 1′ passa Broccardo dell’Aurora di Povo, a 30″ Modena e Martini che stanno per condurre al termine il loro brillante inseguimento. Sul nastro di asfalto della stradale il gruppo se li vede infatti piombare alle spalle come falchi.
Al 5.o (premio di traguardo offerto dal gen. Boncompagni, presente con un gruppo di ufficiali dello Stato Maggiore del comando territoriale di Bolzano) si fa luce Berteotti tallonato da Michelotti e Borsi. Staccati notiamo Pozza e Martorelli che dopo una caduta si ritirerà provatissimo. Al 6.o giro viene alla ribalta Rigotti che risolleva le speranze locali. In seconda posizione Segatto mentre si fa luce Vettorazzo alla cui ruota è Borsi. 7.o giro: Berteotti, Martini e Bosi e poi con la topolino di Colle inseguiamo il gruppo che sorpassiamo sulla statale.

Il gruppo ora si agita continuamente, si nota una viva animazione, della elettricità mentre l’andatura si fa veloce. Segno che una battaglia decisiva sta per incominciare. Segatto tenta una fuga ma Modena la sventa. Poi è Borsi che tenta il colpo risolutivo, ma Martini lo riacchiappa. Assistiamo ad un bello scatto di Vettorazzo che con azione potente riguadagna la testa del plotone ove compatto è tutto lo squadrone della Cofler. 8.o passaggio: Martini, Kerrachbauer, Segatto, Borsi. Al penultimo giro la Cofler scatena la battaglia. Modena nei pressi della stazione ferroviaria pianta il gruppo. Qualcuno si è però attaccato alla sua ruota, è a sorpresa Gazzini che dopo un incidente si è ripreso molto bene. I due guadagnano subito cento metri e vana rimane la reazione di Borsi che cerca e trova un’intesa con il Velo sport una delle poche squadre ancora compatte.
Proprio sul tratto più brutto del percorso e lascia anche Gazzini, transitando a Mezzocorona con 150 metri di vantaggio. A 1′ circa il grosso guidato da Trozzi, Martini e Segatto. Nell’ultimo giro Modena aumenta ancora il vantaggio e irrompe solo al traguardo con 1’30″di vantaggio su Gazzini. A 30″ circa il gruppo dominato in volata da Berteotti.
Prima di chiudere diamo un’occhiata alla squadra. La Cofler di Rovereto vincitrice dello Coppa, pur bersagliata dalla sfortuna, ha dominato. Affiancata, allenata e ben diretta da quel volpone di Piccolroaz è senza dubbio la migliore squadra del momento in campo regionale. Troppo presto decimato dalla sfortuna il Veloce Club Trentino è vissuto solo per opera del bravo Borsi. Chi invece come squadra ha retto bene è stato il Velo Sport di Mezzocorona, bene anche l’Atesina sebbene bersagliata dalle forature. Di scarsa entità le altre formazioni. L’interregionalità della prova è stata assicurata dalla partecipazione del Veloce Club Bassano, dell’U.C. Veronese e del U.C. Biondo-Carpi.

La classifica: 1. Modena Vasco, Cofler Rovereto in ore 2 e 19′ alla media di km 36.200; 2. Gazzini Luigi CRAL Mori; 3. Berteotti Luigi, Cinelli; 4. Rigotti Giulio, Velo Sport; 5. Martini Angelo, Cofler Rovereto; 6. Borsi Roberto, Veloce Club Trento; 7. Zamola Giorgio, Ciclo Club Bressanone; 8. Vettorazzo Gino, Quercia Rovereto; 9. Segato Tranquillo, Altoatesina Bolzano; 19. Bianchi Mario CRAL Mori.
La Coppa «Martini» viene assegnata alla società Cofler di Rovereto.

Ecco chi era il tenente medaglia d’oro a cui è stata titolata questa gara. Archimede Martini nato nel 1913 a Riva del Garda, in provincia di Trento, fu chiamato alle armi a 23 anni. Il 4 aprile 1941, all’età di 28 anni, fece da scudo umano al suo comandante in una battaglia in Africa Orientale, cadendo crivellato di colpi mentre gridava “Viva l’ltalia”.