1950 08 13 GP Fiera di Trento / In due frazioni

13-8 Gran Premio Fiera di Trento: 1°.

Ancora un appunto brevissimo, lungo neppure una riga, per la seconda vittoria consecutiva, ottenuta su una dura gara disputatasi in due frazioni, evento satellite della terza edizione della Fiera Internazionale di Trento del Turismo e dello Sport che si svolge nel capoluogo dal 12 al 27 agosto 1950. Vasco vince la prima frazione con un distacco sufficiente per aggiudicarsi anche la competizione generale con quasi tre minuti sul secondo .

Passaggio da Levico Terme in una gara di Vasco in maglia Cofler

CONFERMA Dl UN OTTIMO CORRIDORE

Vittorioso Vasco Modena nel Trofeo Fiera di Trento

Il trentino, aggiudicatosi nettamente la prima frazione, riesce a condurre in porto il successo finale piazzandosi onorevolmente nella seconda, appannaggio del valdagnese Piazzon

Trento, 13 agosto

Un’altra affermazione di Vasco Modena. Ormai i successi di questo magnifico ciclista del G. S. Cofler di Rovereto non si contano più, tanto si susseguono con insistente continuità. Domenica fu sua l’eliminatoria del G. P. Pirelli, oggi si è aggiudicato con la solita spavalderia, ed anche con abile tattica, la dura corsa, in due tappe, per il trofeo Fiera di Trento.

Stavolta, in lizza, non c’erano solo i corridori locali, ve n’erano da Treviso, Padova, Vicenza, Belluno, Verona e Venezia, eppure Modena ha sbaragliato il campo. Fieri e irriducibili avversari e degni dell’onorevole piazzamento conseguito complessivamente il valdagnese Piazzon, vincitore della seconda tappa, i bellunesi Nicoletto e Bortolin, i quali hanno costituito le più liete sorprese della giornata, e gli altri che la classifica generale pone in risalto secondo meriti.

La prima parte della corsa, sul giro di Molveno, ha visto i 56 concorrenti subito impegnati a fondo sullo strappo di Cadine, appena fuori Trento, ma niente di decisivo si è verificato fino a Comano dove il trevigiano Bortolin ha vinto la tappa volante.

E’ stato sulle salite di San Lorenzo e di Molveno che la gara, prima frazione, si è decisa sotto la decisa spinta degli scalatori Modena e Parisi. A Molveno, Modena aveva un lieve vantaggio, ma gli bastò per involarsi solo nei restanti 40 km. e vincere nettamente il primo traguardo. Parisi verrà riassorbito, poi, anche distaccato e preceduto all’arrivo dal bassanese Tognon.

Nella seconda frazione, con arrivo a Serraia di Pinè, la battaglia è divampata durissima e molti concorrenti hanno pagato il fio degli sforzi compiuti nella mattinata, crollando definitivamente. Modena aveva però collezionato un discreto vantaggio e, pur rimanendo staccato, accusando anche lui una lieve crisi, riusciva ad ottenere un piazzamento (quarto a 2’3″) che gli consentiva di mantenere il primato della classifica. Vinceva la seconda tappa il valdagnese Pianon con mezzo minuto su Nicoletto e 1′ su Della Putta. Anche il trofeo di rappresentanza è stato vinto dal G. S. Cofler.

Ordine d’arrivo della prima frazione (km. 92) : 1. Modena Vasco 2.49’30”, media km. 32.940; 2. Tognon Emilio a 2’8″; 3. Parisi Rino a 2’15”; 4. Piazzon Mario a 4’59”; 5. Bortolin e Della Putta; 7. Nicoletta; 8. Dalla Bella; 9. Azzolin; 1O. Pintarelli.

Ordine d’arrivo della seconda frazione (km. 50) : 1. Piazzon Mario 1.45’40”; 2. Nicoletto Severino a 30″; 3. Della Putta Geremia a 1′; 4. Modena Vasco a 2’3″; 5. Salizzoni; 6. Bortolin; 7. Ferrari; 8. Desimoi; 9. Ferrari; 10. Rizzoli.


un grande trofeo Fiera di Trento

Vasco Modena, riconfermatosi campione di valore
vince anche la “stella alpina di Ferragosto”

Modena e Piazzon brillanti vincitori di tappa – Il ritiro di Rino Parisi – Alla cuffia di Rovereto i premi di rappresentanza

Corriere Tridentino, martedì 15 agosto 1950

Felice scelta di formula, scelta e numerose partecipazioni extraregionali, ardore ed interesse di lotta, spettacolo di folla, adamantina dimostrazione di classe del vincitore: è in “consommè” di questo premio trofeo fiera di Trento che i bravissimi dirigenti della Tridentina Aurora hanno saputo portare diligentemente e signorilmente al grande successo.

La formula

L’approvazione del percorso, ritenuto troppo severo per una prova unica, aveva dato luogo, alla vigilia, a qualche burraschetta ma poi gli organizzatori avevano finito per accedere alle proposte del comitato regionale del UVI che aveva prospettato lo spezzamento in due settori della gara.
Questa formula ha finito per entusiasmare gli stessi organizzatori ed ha effettivamente conferito maggior interesse è contenuto agonistico alla corsa.
Essa ha messo a dura prova la resistenza e le doti di fondo dei concorrenti ed ha fatto registrare delle crisi e “cotte” spaventose.

I concorrenti

Larga, scelta, notevole la partecipazione extra regionale con un complesso di oltre 20 atleti. scelta abbiamo detto, e come, in taluni punti nevralgici della corsa – oltre San Lorenzo e Molveno ad esempio – due soli atleti trentini al comando della corsa ed una quindicina di maglie biancorosse del veloce Club vicenza, giallorosse del velosport Bassano e del V. C. Schio,azzurre bianche dei marzotto, grigio strisciate della Paglianti, nocciola sbiadito del cittadella, iridate della Trevigiani ecc.
Tutti i migliori veneti erano della partita: del passista Tosato, agli scalatori Stella, Zanconato, Piazzon e Nicoletto, dai velocisti Tognon al solido Dalla Putta; decisi a giocare la gran carta di espugnare la Roccaforte trentina, tesi ad abbattere gli “idoletti” locali Modena e Parisi.
Non ce l’han fatta. Non perché non avessero dato tutto ma bensì per il valore di capitan Vasco, ancora una volta in giornata di grazia, Ancora una volta la gente Coppi in quelle sue solitarie ed irresistibili… evasioni dal gruppo con assolo finale. ricorderemo Tuttavia a lungo questi ragazzi veneti, dalla parlantina loquace e schietta, sette dei quali Hanno occupato Il posto d’onore dal secondo in poi.

La Gara

51 dei 56 iscritti (unica assenza di rilievo quella di Tranquillo Segato, affetto da colite) prendono il via alle 9:30 di fronte al palazzo della Fiera Internazionale di Trento, mossiere il rag. Emilio Parolari, presidente della Fiera stessa.
la salita di Cadine – attaccata a tutta birra – opera qualche frazionamento: sono primi a cedere alcuni regionali allineatisi alla partenza per semplice onore di firma, speranzosi di una giornata di sole in tanto grigiore della loro deludente carriera atletica. La salita del Limarò accentua l’assottigliamento del gruppo che affronta i “piani” di Comano forte di non più di una ventina di unità. A Comano il trevigiano Bortolin,piomba come un falco sul traguardo e si aggiudica la “tappa volante”.
Si affronta ora la sassosa è dura salita che porta a San Lorenzo: non eccessive forature ma fatica da bestie. Davanti Parisi e Modena, Bortolin e Sella menano la danza. S. Lorenzo – primo traguardo della Montagna – è favorevole a Modena, così come Molveno (sullo scatto il roveretano batte sempre e con estrema facilità… l’arrugginito rivale). A Molveno, gremita di villeggianti e di belle ragazze, Modena fa partire dal suo arco la freccia della vittoria.
la pianura che porta ad andalo, la discesa difficile e tormentosa di Spor-Rocchetta, I 20 km di nastro asfaltato che concludono la tappa a Trento rappresentano per lo scatenato allievo di piccolroaz l’incentivo ad aumentare il vantaggio, così come infatti avviene ( ha del meraviglioso l’impresa di questo ragazzo trentino che, tutto solo con se stesso, ha saputo guadagnare secondi e minuti a due che inseguivano follemente e di comune accordo: il Bassanese Torgnon e Rino Parisi).
A Trento, sull’affollatissimo traguardo (dove regnava, per verità, un disordine indescrivibile) Modena è applauditissimo primo, secondo è Tognon a 2’08”, terzo Parisi a 2’15”.
Intervallo di 3 ore per il rifocillamento ed il riposo, poi alle 15:05 partenza per il secondo tratto.
Ponte Alto, Pergine, San Cristoforo, Calceranica, Caldonazzo tutti affollati e festanti sono attraversati dalla carovana, ridotta a 31 uomini, in velocità. A Levico – sulla stretta, dura rampetta che porta alla nazionale – si opera uno sgretolamento delle posizioni che non sarà più ricomposto. Scappano a pieni pedali ed in gruppetti spiccioli i migliori mentre Parisi naviga, sudato e pallido nelle retrovie. Soffre il ragazzo forse per la cattiva digestione, forse perché affaticato dalla sgroppata inutile ma pur generosa, mattutina.
L’allarme è dato e Modena non si fa sollecitare a tirare a forte andatura: per lui un Parisi in ritardo è un invito a nozze.
Siamo Pergine dove Castellani vince la “volante”. Qui scappa una maglia color zabaglione rivestente un piccolo corridorino, il bolzanino Da Come. egli ha i suoi minuti di notorietà poi al bivio per Pinè è ripreso da 6 o 7 veneti e da Modena.

Incomincia la salita di Pinè che vede dominatori i bellunesi Nicoletto e Della Putta, il valdagnese Piazzon e più su Modena ripresosi da una crisi passeggera dovuta a spasmi al ventre.
La gara è ormai decisa e, se la folla fittissima che gremisce il traguardo di Pinè saluta con ovazioni il vincitore Piazzon, Modena ha già vinto la sua battaglia indiretta.

Folla e organizzazione

Ovunque la carovana è passata ha avuto per muraglia umana migliaia di spettatori: villeggianti (moltissimi, interessati, osannati) valligiani, contadini, giovani. Ovunque ma in particolar modo a Comano Terme a Ponte Arche, a San Lorenzo Banale, a Molveno, Andalo, Mezzolombardo (quanta disciplina in questo centro dove il ciclismo è maturo assai), naturalmente Trento, Pergine, S. Cristoforo, Levico, Serraia di Piné.
In quest’ultimo centro migliaia di spettatori di tutto l’altopiano per la gioia del buon Pedroni dell’Azienda Turismo del loco, commosso, entusiasta, pieno di attenzioni e di preoccupazioni.
Serraia ha accolto con generosità, passione e signorilità i concorrenti e tutti l’hanno lasciata con vero rammarico per la brevità eccessiva del soggiorno.
L’organizzazione è stata certamente all’altezza della corsa. Forse troppa poca disciplina delle macchine al seguito (Troppi di quegli aggeggi micromotoristici che al seguito delle corse non apportano che disordine). Nel complesso però tutto è andato bene e non si hanno a lamentare inconvenienti od incidenti (ad eccezione di un investimento di un ragazzo ad Andalo da ascriversi ad esclusiva colpa del ragazzo stesso).

Il ritiro di Parisi

L’Aurora di Trento presente al seguito della corsa con il suo presidente on. Renzo Helfer, giovane e dinamico parlamentare trentino che ha capito e sposato l’importanza e la passione per lo sport, con Corrado Pontalti, simpatico “fazo tuto mi”, don Gino Broccardo “assistente ecclesiastico” e “deus ex machina” del sodalizio giallo blu, il cav. Covelli, vicepresidente ecc., può ben essere soddisfatta della riuscita di questa gara tutt’altro che semplice e così ricca di premi e d’importanza.
Da ultimo la nota, dolente, almeno per i tifosi di questo ragazzo generoso e forte: il ritiro di Rino Parisi.
Già l’avevamo visto in mattinata s stringere i denti allorché la lotta s’accendeva in prossimità dei culmini; avevamo subito capito che per Parisi quella era una giornata nera.
Il ragazzo penava ogni qual volta si operava uno scatto e Modena sornione e furbo, capitene l’antifona, di questi scatti ne operò diversi finché, all’ultimo se ne partì.
Parisi ci è apparso appesantito, (azionava a parer nostro un rapporto troppo duro) incapace di pedalare in scioltezza, facile a farsi sorprendere nelle impennate brusche e negli scatti. Anche nell’inseguimento la sua pedalata ci è apparsa legata, dura ,priva di quella rotondità che si richiede ad un buon passista: Parisi, amici dell’Aurora, risente e paga oggi le magnifiche affermazioni nelle gare in salita pura (come del resto ne risente, l’abbiam visto, lo sclerense Sella).
Il nostro modestissimo e disinteressato consiglio – lo andiamo ripetendo da mesi – si chiama, per il ragazzo dell’Aurora: ostracismo alle salite pure, ritorno alle gare brevi e veloci, rapporti leggeri permettenti vorticoso mulinar di gambe e scioltezza di movimenti.
Modena ha vinto il primo atto della rivincita; ma oggi v’è il secondo, la Coppa Sella, fatta apposta per i due antagonisti.
I servizi han funzionato egregiamente (eccezzion fatta per il rilevamento d’arrivo a Trento). Direttore di corsa, presidente e componenti della giuria, commissario dell’UVI e cronometristi han lavorato, deciso, sanzionato in strettissima comunità di intenti e tutti ne son rimasti contenti. I quadri direttivi del ciclismo trentino, lo andiamo dicendo ed affermando da tempo, sono appostissimo.
Il premio della montagne è stato appannaggio di Vasco Modena che si aggiudica un bell’orologio da polso. Trofeo e coppa vanno ad arricchire i … depositi della roveretana Cofler.

L’ordine d’arrivo

Prima tappa: 1. MODENA VASCO, G.S. Cofler, Rovereto, 2.49’30”, media km. 32.940; 2. Tognon Emilio, Veloce Club Bassano a 2’08″; 3. Parisi Rino, U.S: Aurora, Trento a 2’15”; 4. Piazzon Mario, Cral Marzotto Valdagno a 5’59”; 5. Bortolin Marco, U.S: Trevigiani, a ruota. 6. Della Putta Geremia, V.C. Michelin Longarone, idem; 7. Nicoletto Serverino, Pedale Feltrino, idem; 8. Dal Bello Vittorio, Veloce Clunb Bassano, idem; 9. Azzolin carlo, Ardens di Braganze, idem; 10. Pintarelli Giuseppe, Cofler, Rovereto a 6’59” , 11. Tessari AUrelio, Veloce Club Vicenza, a 7’54” 12) Ferrari Arturo, S.C. Verona Montoriese, idem. 13) Sella Vittorio, V.C: Schio a 8’30” 14) Castellani Attilio, Cofler Rovereto, idem 15) Rigoni Pietro, Veloce Club Bassano,…

Seconda tappa: 1. PIAZZON MARIO, Cral Marzotto Valdagno 1.45’40”; 2. Nicoletto Severino, Pedale Feltrino a 30″; 3. Della Putta Geremia, V.C. Michelin Longarone a 1’; 4. Modena Vasco, Cofler Rovereto a 2’03″; 5. Salizzoni Vittorio, Forti e Veloci a 2’13”; 6. Bortolin Marco, U.C: Trevigiani a 2’36”; 7. Ferrari Eugenio, C.C: Cinelli Gardolo a 3’ 51”; 8. Desimoi E., Pedale Feltrino a 4’04”; 9. Ferrari Arturo, S.C. Verona Montoriese, a 4’16”; 10. Rizzoli Mario, Aurora Trento a 5’16” 11) Poppo danilo, V.C. Cittadella a 5’01” 12) Da Come Osvaldo, Alto Atesina Bolzano a 5’41” 13) Pozza Mario, Dopolavoro Ferroviario Trento a 5’53” 14) Chizzini Franco, benacense Riva a 6’35” 15) Martini Flavio, U.S. Taio, idem,…

Classifica Generale: 1. MODENA VASCO (s) G.S. Cofler, Rovereto, 4.37’14”; 2. Piazzon Mario (s) Marzotto Valdagno 4.40’10”; 3. Nicoletto Severino, (j) Pedale Feltrino 4.40’42” 4. Dalla Putta Germano (j) V.C. Longarone 4.41.10” 5) Bortolin Marco (s) U.C: Trevigiani 4.42’46”; …

Classifica Gran Premio Montagna (finale): 1. Modena Vasco punti 8; 2. Tosatto punti 3; 3) Bortolin punti 3; 4. Parisi punti 3: Piazzon punti 1.


Depliant della rassegna Fiera di Trento del ’49. Vi era persino una seggiovia allestita dalla società Graffer che collegava il monumento a Dante al palazzo Sanzio, sede della Fiera. Poteva trasportare 800 persone all’ora su comodi ed eleganti seggiolini che viaggiavano alla velocità di un metro e mezzo al secondo. Fu una grande pubblicità per le seggiovie di montagna, moderni impianti dei quali il Trentino era già allora largamente dotato.
Il Catalogo dei Beni Culturali custodisce il manifesto pubblicitario della terza edizione della Fiera di Trento, quella del 1950. I quotidiani dell’epoca ci dicono che in quell’anno sono ben 320 gli espositori, di cui 80 stranieri. La novità di quest’anno sono gli autobus urbani che per la prima volta hanno inizia­to il servizio, collegando anche la periferia al centro cittadino.

1950 08 08 Resoconto Pirelli / Una fuga di 100 Km

DOPO UNA FUGA SOLITARIA DI 100 KM

Vasco Modena del G.S. Cofler Rovereto vince con netto distacco il Gran Premio Pirelli

Piglio battagliero di una aspra corsa – Pintarelli precede Rizzoli N.2 della gara – Si è fatto notare l’anaune Martini – Il premio di rappresentanza al G.S. Cofler – Alfredo Binda ovunque festosamente accolto.

La definizione della corsa fatta al suo termine da Alfredo Binda – vigile occhio dall’angolo acuto – quella cioè di “percorso molto difficile, differenza di valori atletici molto sensibile” sintetizza nel modo più completo il significato della eliminatoria regionale Tridentina del Gran Premio Pirelli che ha visto schierare alla sua partenza, domenica mattina, poco meno di cinquanta corridori.
In questa definizione di nemmeno 10 parole, il tre volte campione del mondo del ciclismo su strada, che ha seguito dal primo fino all’ultimo i 167 km di questa corsa, ha messo sulla bilancia della valutazione più precisa la difficile battaglia generosamente ingaggiata dai corridori regionali contro le difficoltà di un percorso inusitatamente lungo per due terzi irti di difficoltà, e il valore di un atleta quale Vasco Modena che ha saputo portare ancora una volta la sua rossa maglia di capitano della Cofler roveretana al traguardo di una vittoria nettissima, dopo 100 km di solitaria fuga iniziatasi ad Appiano, quando le asperità della Mendola si fecero avanti ad avvinghiare ruote e muscoli.

Degno vincitore

La gara ha avuto due fasi ben distinte. La prima, sulla sessantina di chilometri da Trento a Bolzano, è stata tutta costellata di continui tentativi di fuga, ad attori continuamente variati e che in taluni casi parevano prendere consistenza, ma che si è conclusa a Bolzano a gruppo compatto. La seconda ha avuto il suo inizio con le prime salite che conducevano ad Appiano, è entrata nella fase critica agli effetti della decisione con l’inerpicarsi lungo i tornanti della Mendola, si è sviluppata lungo il tormentato tracciato della Val di Non, si è conclusa negli ultimi 25 km da asfalto.
Modena, il vincitore, si è reso interprete di un paio di allunghi nella prima fase per assumere con sicurezza il ruolo del dominatore nella seconda. La sua vittoria mi ha dato la sensazione precisa della rispondenza della macchina psico-muscolare del biondo Vasco battutosi con volontà, energia e stile contro avversari e contro il percorso. L’assenza di Parisi — impegnato, come tutti sapete, nella Bassano – Monte Grappa — nulla toglie alla splendida affermazione del campione dei senior disciplinatamente presentatosi alla partenza del G.P. Pirelli. gli applausi decretati gli al suo arrivo vittorioso sono pienamente da lui meritati. Soltanto è stato un peccato, ed il primo a rincrescersene è stato proprio lui, Modena, che non ci fosse anche Parisi perché la presenza di questi avrebbe portato la lotta al superlativo della bellezza agonistica. D’altro canto Parisi non ha potuto esimersi dal partecipare alla corsa vicentina che rappresentava per il ricciuto campione dell’Aurora la decisione essenziale della sua carriera, alla quale il bassanese “Wilier” l’aveva chiamato.
Non c’è che da rammaricarsi delle coincidenti circostanze che non hanno permesso il sicuro riferimento che sarebbe scaturito del diretto confronto tra Modena e Parisi e che hanno impedito a quest’ultimo di dimostrare le sue possibilità al commissario tecnico nazionale della strada, honda, rimettendoci il posto nella finale nazionale di questo gran premio Pirelli in programma a fine stagione, vera città del campionato nazionale dilettanti.
Del resto, motivi di confronto si affacciano nuovamente per i due migliori pedalatori attuali del Trentino. Domenica prossima vi sarà la grandiosa gara del “Trofeo Fiera di Trento”, impegnativa e con l’interesse spinto a mille: il vincitore del G.P. Pirelli e il vincitore della Bassano – Monte Grappa avranno modo di misurarsi nel modo più completo se non decisivo.

Quadro dei migliori

Detto del vincitore, e anche del grande assente, l’elogio più vivo va agli altri a cominciare da Pintarelli e Rizzoli che sono terminati ruota a ruota dopo oltre 5 ore di gara. Pintarelli, secondo classificato, brillante in alcuni episodi della pianura iniziale, è stato alquanto riottoso a sfoderare le sue doti di scalatore, forse timoroso di portare nelle ruote di Modena il veronese Falzoni e Segato che gli erano assieme. Incidenti vari hanno attardato questi due ultimi e allora il giovane Pintarelli, della pedalata armonica e potente, si è scatenato acciuffando a poco più di 20 km dall’arrivo il brillantissimo Rizzoli (che era stato attardato da due forature) e terminando in bellezza la gara nonostante un incidente cruento del quale è stato vittima. Dirò subito per la storia come si è verificato questo incidente. Acciuffato – come ho detto – Rizzoli In fondo alla tortuosa discesa di Brenno, punto rally ha ricevuto in faccia il recipiente di un samaritano che stava buttando acqua ai concorrenti: un taglio alla radice del naso, rivelatosi poi meno grave di quanto sembrasse in sul principio, ha trasformato il bravo roveretano in una maschera di sangue anche per l’epistassi conseguente al colpo. Le pronte cure del dottor Belli, il medico sportivo del CSI che prontamente interveniva in aiuto dell’atleta, hanno mitigato i danni e ridotto le proporzioni dell’incidente, ma credetemi l’atleta in maglia azzurra della Cofler era impressionante, tanto da impressionare il generoso Rizzoli che non si è sentito – ed ha fatto bene, perché lo sport è soprattutto cavalleria – di approfittare delle minorate condizioni del roveretano per fuggirsene, terminando la gara assieme a lui, venendone preceduto sulla fettuccia d’arrivo. Il gesto non è sfuggito all’ispettore regionale del CSI (occorre tener presente che i primi sei classificati appartengono tutti alla organizzazione del Centro Sportivo Italiano) che ha disposto un premio speciale per Rizzoli.
Quest’ultimo, il bruno ragazzo dell’Aurora, è stato la vera rivelazione della gara. Prontissimo negli scatti iniziali, è stato da Appiano in poi il numero due della della corsa, donando tutto ciò che il suo generoso cuore poteva donare. Solo la sfortuna che ha azzannato coi denti gialli la sua ruota l’ha fatto riprendere dal più generoso dei suoi inseguitori dopo settanta chilometri compiuti da solo sulla scia di Modena, trionfatore della giornata. Nella snervante salita della Mendola il blugiallo è balzato con pedalata agilissima al contrattacco dell’alfiere della Cofler passando sul passo a poco più di 2’ da questi, precedendo di oltre 5’ gli immediati inseguitori.Mi è parso soltanto, per lo meno nel tratto di discesa dopo Revò nel quale l’ho seguito metro per metro che avesse una certa esitazione che gli deve aver fatto perdere diverso tempo, sempre tenendo a rispettosa distanza gli avversari più spericolati. Soltanto due forature, una proprio a Cles (decisamente non gli porta fortuna il capoluogo della Val di Non!) e l’altra nella discesa da Denno l’hanno attardato ma credete che il ragazzo di don Gino [Broccardo] ha impressionato per combattività e scioltezza d’azione.

Degli altri, Martini di Taio pur calando alla distanza, ha detto di valere parecchio, specialmente in salita, dove si è fatto notare per lo stile composto e potente della pedalata. Una caduta dovuta al riverbero del sole, gli ha fatto perdere la ruota di Pintarelli che molto probabilmente l’avrebbe portato a ridosso di Rizzoli.
Vedrete anche nelle future gare che Martini possiede molta voce per farsi sentire, specialmente in quelle dove la strada va in su.

Segato, vecchio volpone di tutte le corse ha sfoderato la sua combattività in tutti i punti del percorso dove le sue qualità di anziano campione glielo consentivano. E’ venuto fuori alla distanza, coi suoi occhiali neri e con la sua posizione raccolta, da felino.
Bene il gardonese Ferrari Eugenio e quelli che lui ha battuto in volata: il rivano Chiozzini e lo sfortunato Narciso Demozzi che è stato attardato sul finale da una foratura. Implicitamente benissimo Tait, Ferrari Battista di Bressanone e Salizzoni della Forti e Veloci che lo precedono in classifica.
Una particolare nota di merito al coraggioso un manipolo della Fides di Ora che capeggiato da Molinari ma tartassato dalla sfortuna, si è battuto in questa impresa difficilissima, animato dal incitamento del suo sportivissimo De Gasperi. L’elogio va anche a tutti coloro che hanno terminato la impegnativa gara, dal levicense Vergot a tutti con compreso Caliari, spirito folletto pieno di iniziativa e di spirito battagliero nei primi 60 km della corsa, e compreso Rigotti irrimediabilmente attardato da una foratura proprio nel mezzo di un audace scatto prima di Egna.

Impegno di organizzatori

Considerate il numero dei partenti, 46, e quello degli arrivati, 18, scorrette l’ordine d’arrivo soffermandomi sui distacchi tra concorrente e concorrente ed avrete il quadro di questa ardua gara, l’indicazione più sicura della prova data dai concorrenti.
E quella degli organizzatori. Vorrei svincolarmi dalle solite frasi di elogio, di quelle che si scrivono a solito contentino ed incoraggiamento di chi si affanna per lo sport. Non influisce affatto né mi impressiona il nome di chi ha organizzato. Ma il comitato regionale dell’U.V.I.
Ha disposto le cose nel miglior modo ed esse non potevano riuscire meglio come erano esse sotto la guida dell’appassionato presidente rag. Grillo, amico carissimo, come di tutti gli sportivi. L’aver saputo mettere insieme una gara così riccamente dotata, nella nostra regione, l’aver saputo interessare il patrocinio signorile, completo, sicuro di una grande Casa quale la Pirelli che sposando le benemerenze produttive industriali a quelle dello sport più popolare del pedale ha voluto mettere assieme, in tutte le più importanti regioni d’Italia una così fulgida manifestazione di ricerca e affermazione delle promesse dello sport ciclistico, l’aver potuto far venire a Trento, a Bolzano, alla Mendola, e Mezzolombardo, in tutte le cento e una località toccate dalla corsa, in mezzo ai nostri atleti, il tre volte campione mondiale Alfredo Binda, nonostante gli impegni di liquidazione del “Tour de France” e quelli in divenire del campionato del mondo, sono meriti indiscutibili, solari, per i quali va tutta la riconoscenza nostra di sportivi, degli atleti, dei dirigenti, della folla che col medesimo entusiasmo ha applaudito, dopo aver atteso, Binda e i multicolori concorrenti, in tutti i paesini, le borgate, le città linde, chi frammisto all’odor di resina, come alla Mendola, a Cles, chi annidato fra i fumaioli industriali come Bolzano, ma tutti con la stessa passione, è un titolo di merito e, merito al merito, la riconoscenza va rivolta al massiccio rag. Grillo che ha avuto cuore e polso di condurla a termine, ed ai suoi collaboratori che con lui l’hanno realizzata.
Nel complesso tutti i servizi della giornata hanno funzionato bene, dal rilevamento dei numerosissimi traguardi a premio (ed è stata una fatica improba, credetelo, specialmente fino ad Appiano) al servizio di soccorso fatto col camioncino della Pirelli, al controllo costante sulla gara operato dal direttore di corsa avv. Oscar Mantovani, dal commissario dell’UVI rag. Enzo Zini, dal presidente della Giuria Stefanini coi loro collaboratori Pontalti, Ropelato, Tavernini, Manfioletti ed altri, dal cronometrista internazionale Schmidt capo dei “spaccasecondo” trentini.
Una sola lieve ombra nella luminosa giornata viene gettata dall’errato transito da Bolzano. Per un qui-pro-quo tra il furgone dell’altoparlante che precedeva tutta la gara e il brigadiere motociclista della Polizia della strada che apriva la via ai concorrenti, è avvenuto che nonostante le vistose frecce affisse a tutti gli angoli di strada, i concorrenti, infilata la retta della zona industriale di Bolzano non se ne sono più discostati dirigendosi per la strada più breve su Appiano. Un attimo di esitazione del direttore di corsa che non è intervenuto prontamente anche perché si trovava su di un mezzo non rispondente alle necessità, e la cosa è divenuta irrimediabile privando la folla degli sportivi bolzanini, che attendeva in bell’ordine al traguardo di Bolzano, del passaggio della corsa. Soltanto il ritardatario Albertini e qualcun altro degli staccati dal gruppo sono transitati regolarmente da Bolzano, ma poi si sono ritirati per incidenti vari, evitando così grattacapi alla Giuria. Tolto questo episodio dovuto ad un complesso di circostanze che salvo una maggior previdente precauzione da adottare nell’intricato itinerario bolzanino, esulano dalla buona volontà degli organizzatori, tutto il resto è filato via liscio e preciso tanto da poter mettere la macchina organizzativa del Gran Premio Pirelli tra le cose da ricordarsi con compiacimento.

La presenza di Alfredo Binda ha galvanizzato gli atleti, dirigenti e pubblico. Quanti applausi, quanti evviva lungo tutto il percorso al grande campione che è stata festeggiatissimo dappertutto! E dove si fermava la ricerca dell’autografo, le parole di simpatia e di ammirazione di facevano avanti. Binda che era in compagnia del dott. Bernarsconi, direttore generale della propaganda della “Pirelli”, simpaticissima e signorile figura di sportivo, è stato sensibile alle manifestazioni spontanee che gli sono state tributate.
Una parola a parte per il dott. Castellani, l’attivo e gentile direttore della filiale di Verona dalla patrocinante “Pirelli” che ha più che validamente patrocinato questa selezione regionale tridentina, per dirgli tutto il nostro “grazie”, quello degli sportivi e degli atleti che serberanno un ricordo grato del dono di questa corsa che va iscritta senz’altro sull’albo d’oro degli annali del ciclismo della Venezia Tridentina.

I preliminari di corsa si sono svolti al Ristorante Wolf di via Grazioli e alle 9.21, dall’angolo del palazzo del Tribunale, Binda – al quale i corridori inquadrati hanno tributato un entusiastico applauso a conclusione di brevi parole pronunciate del presidente regionale dell’UVI rag. Grillo – abbassa la bandierina a scacchi dando il via ai 46 concorrenti.

Battagliero inizio

Rapidamente si arriva a Gardolo (folla qui come in tutti i centri attraversati) dove Pison dell’Enal S. Giacomo si attarda un istante alla prese con le rotaie del tram, ma riprenderà subito. In testa scattano Rizzoli, Segato, Modena, ma non insistono e il gruppo li riassorbe prontamente. Opera un allungo Falzoni, poi Mutschelechner, ma tutti sono ruota a ruota salvo Soccin che è già in difficoltà. Il traguardo di Lavis offerto dalla ditta Barbi è vinto da Rigotti con veloce spunto. La media non è molto alta: siamo sui 32 all’ora. Il rettilineo di Pressano – Nave S. felice induce Segato a scattare, prontissimo Modena gli si aggancia anche perché il veronese Falzoni – che è stato accettato fuori gara – è alla ruota dell’alfiere del Velo Sport Mezzocorona. I tre acquistano in breve un certo vantaggio, mentre Tonezzer si deve fermare perché la gomma anteriore non vuole fare giudizio. Rigotti evade dal gruppo, si aggiunge ai tre fuggitivi del momento e a S. Michele, dove giungiamo alle 9.48 (media 35,555) si aggiudica il traguardo precedendo Modena. Falzoni e Segato intanto erano stati riassorbiti dal gruppo che insegue ora a 50 metri, ma ben presto ingoia anche il roveretano e il velocista di Mezzocorona, rintuzzando poi uno spunto operato da Salizzoni.

Continue fughe

La gobba di Cadino invoglia Caliari e scattare; gli si affiancano gli altoatesini Da Come e Bonato. Il gruppo indugia e ben presto i tre acquistano 50, poi 100, poi 200 metri di vantaggio. Rover si ferma per gonfiare un tubolare – ma sarà una foratura che lo induce ad abbandonare dopo un lungo inseguimento – proprio quando Rigotti parte in caccia. Quando è lì lì per raggiungere il terzetto in fuga, il verderosso è appiedato da una malaugurata foratura.

Coi tre sempre davanti giungiamo a Salorno alle 10.05 (la media è scesa a 34,090) dove Bonato si aggiudica il premio di traguardo offerto dal signor Pojer. A laghetti il gruppo comincia a preoccuparsi dei fuggitivi che sono ancora soli dopo 15 km. di fuga, e si allunga sotto le tirate di Segato, Falzoni e Mutschlechner. Chi ne fa le spese è Liotto che rema in cosa, in difficoltà. Una caduta coinvolge Albertini e Pichler, quest’ultimo ha il pedale guasto e dovrà attardarsi a Egna per la riparazione, venendo praticamente tolto dalla lotta. Verso Rgna Da Come e Bonato non sono più in grado di dare manforte a Caliari e così ben presto gli inseguitori han ragione di tre. Sullo slancio del guizzo d’agganciamento, s’involano Ziglio, Segato, Pintarelli e Falzoni, ma il gruppo è ben presto nelle ruote. Si arriva così ad Ora alle 10.28 (media 35,820) dove il traguardo a premio offerto dalla Fides vede la seguente classifica: 1. Falzoni; 2. Rizzoli (a 1 gomma); 3. Pintarelli, indi il grosso. Con 2’ di distacco transitano Rover e Albertini, a 4’ Rigotti e Baldo, a 5’ Liotto. Quast’ultimo si ritira aggiungendosi a Ellecosta, Pichler e Lacchi che hanno pure abbandonato. Bronzolo viene sorpassato all e 10.42 (la media è notevolmente diminuita, 34, 802 orari).

Forse in tutti v’è ora la preoccupazione di dover affrontare la Mendola che sul fianco sinistro si intravvede intagliarsi nel Penegal. Però Caliari non è di questo avviso e spara ancora una cartuccia (sarà l’ultima, poi il taurino ragazzo della Cofler si troverà in difficoltà) e se ne scappa giungendo a S. Giacomo con circa 100 metri di vantaggio su Puf che essendo di queste parti riesce ad emergere dal gruppo da lui preceduto di altri 100 metri circa. Terzo, con alla ruota tutti gli altri, transita Nardin.

L’unghiata di Modena

La sgroppata di Caliari viene rintuzzata e annullata dal gruppo proprio alle porte di Bolzano, ma ha il merito di far risalire la media complessiva fin qui tenuta a 36,363. Bolzano, infatti, è toccata alle 11 precise e qui avviene la diversione di percorso già descritta, per fortuna senza conseguenze di rilievo.
Nella marcia d’avvicinamento alla lunga salita, sore passiamo staccati fra di loro Albertini, Rigotti, Pison, Gheno, Zilio, poi un gruppetto composto da Puf, Carotta, Lisciotto, Prezzi, più in su Caliari, che risente delle bizzarrie iniziali, indi, disseminati, Gerolimon, Bocchio, Giordani, Secchi, Vergot. Più avanti c’è il gruppo che si è ridotto sotto imperiosa pedalata di Modena. Ad Appiano siamo a quota 505 e la maglia rossa di Vasco è nettamente in testa. Resistono a poca distanza Meraner (ma per poco), Falzoni, Segato, Ferrari Battista, Martini, Rizzoli, Salizzoni, Molinari e qualcun altro, tutti controllati da Pintarelli.
Modena sale con l’agilità di un camoscio. Ogni tanto rompe l’armonia della sua pedalata con qualche sgroppata in piedi sui pedali ma a ritmo ristabilito si ricompone in sella scalando energicamente le rampe. passano a fianco, rombanti, motori e motorini della grande gara motociclistica di regolarità dei “Quattro Valichi Alpini” che ci sorpasseranno continuamente fino a Mostizzolo, diretti come sono verso Edolo, senza alcun incidente.
A 10 km dal passo, ci fermiamo a prendere i distacchi: a 1’ 35” da Modena passa agilissimo e scattante Rizzoli, a 2’ e 5” Salizzoni, Segato, Martini, Falzoni, Ferrari, Molinari, Pintarelli, a 2’ 15” Battista, a 3’17” Tait e Mutschlechner, indi nell’ordine, Chiozzini, Demozzi, Eugenio Ferrari, Callegari, Furlan, Da Come, Nardin, Pozza, Vergot, Secchi, Caliari, Rospocher. La selezione è già notevole e i tornanti si susseguono con la disperante visione della strada sempre più in su, sempre più faticosa. le indicazioni di altitudine sui paracarri dicono 1125, 1232, 1310 Finché si arriva ad una liberazione ai m 1363 Del culmine denso di folla e dove un grande striscione Annuncia il rifornimento “Eosan”, abbondante e generoso di bibite e generi di conforto disposti dai vari dirigenti.
alla striscia del traguardo a premio, raggiunta da Modena alle 12:05, i passaggi avvengono nel seguente ordine: 1. Modena ( che ha compiuto la distanza tra Bolzano e il valico, di km 25,400, in ore 1.05” alla media oraria di 23,446, mentre la media generale è andata a 31,207), a 2’20” Rizzoli, a 6’ e 10” Martini (chi è salito ottimo e compostissimo guadagnando posizioni su posizioni), a 8’30” Segato, a 8’40” Pintarelli e Falzoni seguiti a pochi metri de Chiozzini, Tait e Salizzoni, a 10’20” Ferrari battista, indi Demozzi e Mutschlechner, più distaccati e separati tra loro, Ferrari Eugenio, Molinari, Callegari e gli altri.
La strada si precipita in discesa invitante. Troviamo i paesini e le borgate della Val di Non densi di folla ordinata da un servizio d’ordine e di segnalazione veramente esemplare. al bivio di Sarnonico cade Callegari, mentre poco più oltre è Secchi dell’Aurora che si deve fermare per noie al cambio. La gara, benché si sia appena a metà di essa, appare ormai decisa. Modena non si farà più agguantare, mentre dietro di lui si sviluppa la lotta per le piazze d’onore.

Lotta degli inseguitori

La strada in cui asfaltata si fa ora a polverosa e in taluni tratti inghiaiata, ciò che consiglia Rizzoli alla discesa in estrema prudenza, mentre alle sue spalle Martini, pure lui cauto, viene incalzato dal costituitosi terzetto Segato, Falzoni e Pintarelli che viene a rompicollo. A Cles, dopo la salita di Mostizzolo, Rizzoli è appiedato da una foratura ma ripara prontamente senza farsi prendere dagli inseguitori, che invece acciuffano Martini. La discesa di Denno è fatale alle gomme di Falzoni e di Segato, mentre Martini, abbagliato dal sole, cade. Pintarelli si trova così in breve volgere di tempo solo all’inseguimento di Rizzoli e, favorito anche da una seconda foratura del generoso ragazzo dell’Aurora, lo agguanta al ponte inferiore della Rocchetta. Al Passo della Rocchetta un tifoso che vuole annacquare i due non si controlla e fa sbattere il recipiente in piena faccia al lungo Pintarelli facendolo abbondantemente sanguinare. A Mezzolombardo, dove una grande folla s’è adunata lungo tutto il passaggio, il premio di traguardo offerto dagli sportivi capeggiati da Zanon viene vinto da Modena che transita alle 13:56. A 9’50” sopraggiunge Pintarelli con le ruote Rizzoli, a 12’ Martini, a 14’ Segato, a 15’ Tait che sta venendo fuori alla distanza. Falzoni ha forato una seconda volta, è una terza foratura lo appiederà definitivamente senza scorta.
Gli ultimi 20 km vedono Segato raggiungere Martini, mentre Modena in sorprendenti condizioni di freschezza aumenta ancora il suo vantaggio sulla coppia Rizzoli e Pintarelli il quale ultimo ha il viso fasciato con una medicazione di fortuna.
L’arrivo vittorioso di Modena e quello di tutti gli altri concorrenti, viene salutato dai vivissimi applausi della numerosa folla adunatasi in corso Rosmini, a coronamento di questa bellissima giornata dello sport trentino.

ALDO CERI

L’ordine di arrivo: 1. MODENA VASCO del gruppo sportivo Cofler di Rovereto che compie il percorso Trento, Bolzano, Mendola, Fondo, Mostizzolo, Cles, Denno, Mezzolombardo, Trento, di km 167,100 in ore 5. 10’31” alla media di Km 32.289; 2. Pintarelli Giuseppe, Cofler Rovereto a 10’59”; 3. Rizzoli Mario, U.S. Aurora di Trento, a ruota; 4. Segato Tranquillo, Velo Sport Mezzocorona, a 15’4”; 5. Martini Flavio, U.S. Taio a 15’17”; 6. Tait Faustino, U.S: Aurora, a 21’43”; 7. Ferrari Battista, C.C. Bressanone a 26’53”; 6. Salizzoni Vittorio, Forti e Veloci Trento, a 28’38”; 9. Ferrari Eugenio, C. C. Cinelli Gardolo, a 29’20”; 10. Chiozzini Gainfranco, S.S. Benacenze, a ruota; 11. Demozzi Narciso, Veloce Club Trentino, a ruota; 12. Mutschlechner Leo, C.C. Bressanone, a 31’43”; seguono 13. Vergot Mario, Velo Club Levico; 14. Pozza Mario, Dopolavoro Ferrovieri Trento; 15. Molinari Giuseppe, U.S. Fides, Ora; 16. Da Come Osvaldo, Altoatesina, Bolzano; 17. Caliari Claudio G.S: Cofler Rovereto; 18. Nardin Sereno, U:S: Bartali Lana.

Classifica junior: 1. Pintarelli Giuseppe; 2. Rizzoli Mario; 3. Martini Flavio.
Il premio di rappresentanza, consistente nella grande targa “Pirelli” è stato vinto dal Gruppo Sportivo Cofler di Rovereto per merito di Modena e Pintarelli.

Il Popolo Trentino

martedì 8 agosto 1950

1950 08 06 G.P. Pirelli eliminatoria trentina / Grande prestazione

6-8. G.P. Pirelli eliminatoria. 1°

Se si ha la pazienza di leggere quanto riportato dalla stampa, incluso il resoconto nella pagina successiva, sorprende la semplicità della nota lasciata da Vasco su questa gara, vinta con una fuga epocale durata 100 km.

Un servizio fotografico di questa gara, con 22 immagini, è disponibile sul sito dell’Archivio Storico Fondazione Pirelli: Gran Premio Pirelli eliminatoria trentina 1950

DOPO UNA FUGA SOLITARIA DI 100 KM

Vasco Modena del G.S. Cofler Rovereto vince con netto distacco il Gran Premio Pirelli

Il Popolo Trentino, 8 agosto 1950


L’ordine di arrivo: 1. MODENA VASCO del gruppo sportivo Cofler di Rovereto che compie il percorso Trento, Bolzano, Mendola, Fondo, Mostizzolo, Cles, Denno, Mezzolombardo, Trento, di km 167,100 in ore 5. 10’31” alla media di Km 32.289; 2. Pintarelli Giuseppe, Cofler Rovereto a 10’59”; 3. Rizzoli Mario, U.S. Aurora di Trento, a ruota; 4. Segato Tranquillo, Velo Sport Mezzocorona, a 15’4”; 5. Martini Flavio, U.S. Taio a 15’17”; …


Il Gran Premio Pirelli

Vittoria con distacco di Vasco Modena

Alfredo Binda starter e direttore di corsa – Modena, Pintarelli e Rizzoli ammessi alle finali di Milano

Trento, 6 – Questo Gran Premio Pirelli, organizzato con impeccabile precisione dai membri del C.R. dell’U.V.I. trentino capeggiati dal loro presidente rag. Grillo, passerà senza dubbio alla storia delle belle ed impegnative gare sulle strade regionali. E ciò, non soltanto per la severità e lunghezza del suo tracciato, ma anche… (click sul ritaglio per vedere l’articolo completo)

1950 07 08 Coppa Zadra / Ed altre gare

Il 9-7 a Cles ho stravinto il Giro del Brenta.

Il favoloso Giro del Brenta, per la Coppa Giuseppe Zadra, più di 160 chilometri con partenza da Cles, in direzione di Malè, per andare poi a Madonna di Campiglio, Pinzolo, e avanti fino a Tione, poi giù verso Sarche, Trento, e risalire a Mezzolombardo, fino all’arrivo a Cles. Vasco fa una delle sue, e arriva al traguardo con più di cinque minuti di vantaggio su Tranquillo Segato.

Il 16-7 a Pavullo arrivai 7° con una foratura.
Il 23-7 a Terni Campionato Italiano: mi ritirai per foratura.
30-7 Gran Premio Amaro Alpino 2°, due forature.

Negli appunti sul quadernetto segue un elenco di gare, senza altro commento se non quello delle forature. A Pavullo, a Terni, e di nuovo in Trentino. Nelle cronache forare sembra essere un evento ineluttabile:

La competizione per il Campionato Italiano Dilettanti, selezione per i mondiali, si svolge il 23 luglio a Terni su un circuito a sali-scendi di 38 km da ripetersi per 5 volte. Per la Venezia Tridentina sono selezionati Vasco Modena, Rino Parisi, Tranquillo Segato, Giorgio Pavesi e Giuseppe Pintarelli. Fin dalla partenza la gara è intrapresa a ritmo sostenutissimo dai 175 concorrenti provenienti da tutte le regioni d’Italia. Vasco opera ben presto un tentativo di fuga in discesa con “impressionante spericolatezza” – scrive La Stampa Sera – conquistando un lieve vantaggio nel primo giro, percorso addirittura alla media di oltre 43 km all’ora. A quelle andature le forature, come qualsiasi altra anche piccola noia meccanica sono fattori di selezione: forare significa essere tagliato fuori dalla lotta per l’impossibilità di recupero. E proprio per questo Vasco si deve a malincuore ritirare da questa competizione nazionale. Anche nel 1950 la maglia tricolore va, per la terza volta, ad Alfo Ferrari.

Son due, invece, le forature al Gran Premio Amaro Alpino del 30 luglio 1950, vinto da Rino Parisi con cinque minuti di vantaggio su Vasco Modena. Ciononostante Vasco riesce a salire sul podio conquistando il secondo posto. Forare non è strano, forare due volte di seguito è sfortuna.

1950 06 30 Trento Bondone / La mitica

30-6 Vinsi in volata su Parisi la Trento-Bondone

Il 2-7 questi si prende la rivincita a mi stacca nella Schio-Pasubio, e io arrivo 3°

E’ questa la prima edizione di una rinnovata Trento – Monte Bondone, organizzata dal Veloce Club Trentino. Inizialmente con traguardo posto a Vaneze, più tardi portato più in alto, a Vason, in alcune edizioni molto più in basso, a Candriai, dove la salita era preceduta da alcuni giri di circuito in piano. Fatto sta che, con i migliori e poetici auspici espressi aulicamente dal giornalista-scrittore del pezzo sotto riportato, le edizioni della Trento-Bondone per dilettanti, organizzate dal Veloce Club Trentino furono ben 63!

In una bella giornata della sua ultima primavera, il 10 aprile 2016, Vasco – la sua ombra – guarda il paracarro a lui dedicato presso il Museo del Paracarro a Canezza di Pergine. Un particolarissimo museo all’aperto inaugurato nel 2008, ove paracarri di ogni foggia sono raccolti e dedicati a campioni del ciclismo che hanno percorso la strada che il paracarro delimitava. Quello di Vasco, proveniente dalla strada del Bondone, è memoria di questa gara.
SPLENDIDO SUCCESSO DELLA TRENTO-VANEZZE

Dopo una aspra lotta sulla dura salita
Modena sorprende Parisi e vince la gara

La coppa “Città di Trento„ al G. S. Cofler di Rovereto

(click per vedere il ritaglio completo dell’articolo)

La nuova edizione della corsa ciclistica in salita Trento – Vanezze non poteva ottenere un successo più schietto. Successo di adesioni, di valore di atleti campo, di lotta sfolgorata nel binomio Parisi- Modena, di giornata splendida e di splendida montagna, il tutto incorniciato dall’oro zecchino della organizzazione del Veloce Club Trentino, come sempre signorile, capace, precisa.

La ripresa di questa corsa, così brillantemente riuscita anche sotto l’aspetto spettacolare che porta il canto dello sport della bicicletta, fatto di poesia e di muscoli, di giovinezza e di colori, armoniosi, sulla montagna del nostro Bondone, viene a costituire anche la promessa che questa manifestazione si ripeterà, annualmente crescendo di importanza, venendo ad inserirsi fra le classiche dei dilettanti. Il lotto degli extra regionali, anche se è venuto a mancare all’ultimo momento il veronese Ugolini, era fortemente rappresentato specialmente dagli scledensi Sella e Zanconato, abituali vincitori di corse del genere.
Ebbene su di essi, i pedalatori tridentini sono riusciti a emergere in modo netto per merito di Modena e Parisi e la loro vittoria è resa ancor più consistente, per il bellissimo terzo posto conquistato dal brillante Castellani dopo strenua battaglia proprio con Sella e Zanconato.
Viene poi anche la prova sorprendente del rosso-blu Salizzoni che assieme a Martini Flavio della U. S. Taio ha conquistato una classifica di particolare merito.
Le operazioni preliminari alla partenza si sono svolte presso il ristorante Wolf sotto l’attenta guida del direttore di corsa Conci. Dopodiché i corridori si incolonnano e, raggiunta piazza Dante, prendono il via alle 10, per affrontare l’immediata salita che nel primo tratto si snoda sulla nazionale.
Il gruppo si mantiene compatto per il primo chilometro. Il primo a forare è Bocchio dell’Alto Atesina che riparerà proseguendo coraggiosamente nella gara.

Ora salta fuori Parisi a condurre a pieni pedali: gli si agganciano pronti Pintarelli e Modena, a pochi metri Zanconato e Sella controllati da Castellani.
A Montevideo si abbandona la nazionale per inerpicarsi sui tornanti del Bondone e la folla presente applaude Parisi che è sempre in primissima posizione: tondo e pieno di energia nella pedalata.
Modena e Castellani, nelle loro maglie azzurre della Cofler, gli sono a ruota mentre Sella perde qualche metro. Sardagna vede Castellani assieme ai due campioni della Aurora e della Cofler che si scambiano la testa della gara dandole un ritmo infernale, provocando distacchi decisivi.
Purtroppo Pintarelli ha forato ed è frammischiato alla lunga fila disseminata che si intravvede di curva in curva.
L’azione di Parisi si fa sempre più irruente. Gli resiste Modena mentre Castellani è in crisi e si farà prendere e sorpassare dai due scledensi Sella e Zanconato che salgono di forza.
Modena ora si mette a tirare sulle dure asperità che conducono a Candriai, ma Parisi, che passa alla sua ruota, lo controlla agevolmente.
Alla quota 960 di Candriai i due passano con nettissimo vantaggio su tutti. Il roveretano ci sembra in difficoltà, ma di queste non approfitta il ricciuto Rino che, pur riprendendo a condurre, sale con pedalata uguale e metodica. Nei pressi del traguardo Modena raccoglie tutte le sue forze e, un paio di curve prima dello striscione del traguardo che segna il termine dell’aspra fatica, scatta con estrema decisione prendendo cinque, sei macchine di vantaggio sul generoso avversario il quale, sorpreso e forse svantaggiato anche dall’articolazione dolorante per il noto infortunio occorsogli quindici giorni fa, non può che reagire senza però riuscire a colmare il distacco assicuratosi dal guizzante avversario.
Nelle posizioni retrostanti Castellani — che è riuscito a riprendere Sella e Zanconato — tiene una pedalata sostenutissima che gli consente di battere i due fortissimi avversari.

La premiazione è avvenuta ancora in Vanezze, alla presenza dei bravi dirigenti del Veloce Club Trentino con a capo il comm. Ettore Mayer e l’infaticabile vice-presidente Mario Nicolini. Giudice di arrivo Tedeschi; commissario UVI Bonvecchio di Bolzano. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Modena Vasco (Cofler di Rovereto); 2. Parisi Rino (Aurora di Trento); 3. Castellani Attilio (Cofler di Rovereto); 4. Sella Vittorio (V.C. Schio) ; 5. Zanconato (V.C. Schio);…

1950 06 18 Coppa Nuvoloni / Fuori regione

Il 12-6 a Trieste colsi un magnifico 10° posto in una indicativa campionati mondiali.

In una tiratissima Coppa Nuvoloni arrivai 2° in volata

Il 2 giugno, in attesa dell’arrivo a Bolzano della nona tappa del Giro d’Italia, viene organizzata presso lo stadio Druso una kermesse a cui sono invitati i migliori corridori regionali, tra cui Modena, Pintarelli, Rino Parisi, Pavesi e Segato. Grande soddisfazione per Vasco che ha così l’occasione di assistere da vicino alla vittoria di Bartali. Sarà questa l’ultima vittoria colta ad un Giro dal granitico Bartali. Coppi invece non arriva a causa di una brutta caduta a Primolano che gli costa la triplice frattura del bacino. Ricoverato all’ospedale di Trento, Vasco e Rino gli vanno presto a fare visita. E’ la prima volta che Vasco e Fausto si incontrano.

Il 12 giugno si disputa a Trieste la Coppa Zamberlan, prima prova indicativa di selezione per i dilettanti in vista dei campionati mondiali, a cui sono convocati anche i nostri due eroi. Un circuito di 20 km da ripetere 7 volte a cui partecipano 71 corridori. Sono solo 28 gli arrivati al traguardo, a testimonianza della durezza del percorso. Più che soddisfatto, Vasco, della sua prestazione che lo vede posizionato al decimo posto.

La settimana successiva, a Verona, Vasco Modena si piazza al secondo posto, su 150 agguerriti concorrenti, nella Coppa Nuvoloni, a pochi metri dal vincitore, Mario Tosato.

Altra sorprendente affermazione di Vasco Modena

Vasco Modena ch’è senza dubbio il miglior dilettante regionale ed uno fra gli atleti più in vista della nuova generazione ciclistica nazionale – ha ottenuto domenica una nuova brillante affermazione classificandosi al II posto nella veronese Coppa Nuvoloni dopo il trevigiano Tosato altro elemento di notevole valore.

Oltre 150 concorrenti alla partenza da Verona; scatto di 5 concorrenti a Desenzano: partono a pieni pedali Modena, Piazzon, Ugolini, Rizzato ed Aurenghi. Cedono Piazzon e Rizzato e rinviene invece Tosato che alle porte di Verona piomba sui due fuggitivi e li precede in volata.
Ecco l’ordine di arrivo: 1. Tosato Mario (Paglianti Treviso) 4.48′ media km. 39.580; 2. Modena Vasco (G. S. Cofler Rovereto) a due macchine; 3. Ugolini Luigi (U. S. Borgo Trento Verona) a 20″; 4. Aurenghi Luciano (Pedale Scaligero Verona) a 45″; 5. Piazzon Mario (Marzotto Valdagno) a 1′; 6. Turato Vincenzo (Lubian Padova); 7. Tiepolo Mirko (idem); 8. Caligola Aristodemo (Ferrari di Suzzara); 9. Rizzato Angelo (U. C. Trevigiani); 10. Vesù Ilario (Lubian Padova). Seguono 53 corridori in t. m.

1950 05 29 Giro dei Laghi / Ali di folla

Il 29-5 arrivai 2° nel Giro dei Laghi.
Il 5-6 11° a Rovereto Coppa Martiri.

Il tifo per il ciclismo, a quell’epoca, era davvero forte. Basta guardare la foto per capire il coinvolgimento, l’entusiasmo di persone di ogni genere ed età. In questa gara i due rivali Vasco e Rino si alleano per dare soddisfazione ai loro tifosi e giungere ad un risultato in cui ci sono prima i trentini, e poi gli extraregionali. E come se la giochino “Trento” e “Rovereto” si vedrà sul filo del traguardo.

Ali di folla entusiasta acclamano il passaggio di Modena e Parisi

GIORNATA DI TIFO SULLE STRADE DEI LAGHI TRENTINI

Nello spasimante duello Parisi – Modena
l’atleta dell’AURORA domina in accortezza

Magnifico spettacolo sportivo il Gran Premio Lane Borgosesia – ottima l’organizzazione del veloce club – Falzoni della Montoriese al terzo posto della classifica – severa selezione d’un percorso indovinatissimo

(come sempre, click per vedere il ritaglio scansionato)

Tutto è stato superbo, magnifico, appassionante, domenica. Superba l’impresa del vincitore, superba la prestazione di Modena, magnifica la corsa condotta alla massima velocità consentita dal percorso; una lotta convulsa e senza un attimo di respiro dalla partenza all’arrivo, perfetta l’organizzazione in tutto.
Credo che nessun Trentino potrà vantarsi di aver assistito nella nostra regione (tolto il Giro d’Italia) ad uno spettacolo più impressionante di folla, di quello offerto domenica dalle migliaia di sportivi che hanno fatto D’Enza cornice lungo tutto il percorso.

Rino Parisi ha riconquistato di colpo con questa sua meravigliosa vittoria, il pubblico che da lui si era staccato dopo le sue prime poco brillanti prestazioni di questo inizio di stagione. Ha voluto ripresentarsi al pubblico trentino proprio nella gara che l’aveva messo in luce nella scorsa stagione. Abbiamo rivisto il Parisi dei giorni migliori, spronato da una volontà indomita, lanciato con tutto il suo orgoglio nella più importante corsa regionale.

La sua è stata una grande prova, una superba impresa ben degna del successo finale. Vasco Modena si è battuto con altrettanta volontà, rivaleggiando con lui in tutti i momenti battendolo sui traguardi valevoli per il premio della montagna e minacciandolo fino agli ultimi metri.

Ma la prestazione di questi nostri due atleti acquista maggior significato perché fra i battuti ci sono alcuni fra i più quotati dilettanti del ciclismo veneto e lombardo e qualche ottimo elemento emiliano.

Come abbiamo detto inizialmente l’organizzazione del veloce Club Trentino è stata perfettissima e gli stessi organizzatori al termine della manifestazione erano stupefatti, felici di tanto successo, certo insperato anche dei più convinti.
Ed ora una rapida cronistoria delle entusiasmante competizione.
I partenti sono 99 ed il via e dato alle 14:30 davanti alla sede del veloce Club trentino, mossiere il Dottor Ferrari della Manifattura Lane Borgosesia.

Alcune figure minori si staccano subito sull’immediata ascesa di Ponte Alto ed è Modena che vince il traguardo posto al culmine della salita. il gruppo fila velocemente verso Levico ed è Caliari che intasca quel premio di traguardo. Qui si lascia il nastro asfaltato per deviare sulla inghiaiatissima strada di Caldonazzo. Alle prime rampe della erta di Bosentino Modena e Parisi scattano decisamente e guadagnando metro su metro transitano da Vigolo Vattaro nell’ordine precedendo di un primo Pintarelli, Sandri e Castellani. A Trento Modena e Parisi hanno già quasi 2’ sull’immediato gruppetto inseguitore composto da Falzoni, Pintarelli, castellani, De Nardo, Castioni e Sandri ed il distacco rimane pressoché immutato anche a Cadine ove Modena precede Parisii su quel traguardo. I due in perfetto accordo si lanciano verso Riva mentre dietro il gruppo di Falzoni e compagni iniziano l’inseguimento.

[Didascalia a foto] Dopo più di 50 km. di fuga, i nostri due migliori dilettanti, Parisi e Modena, salgono le rampe della Torbole – Nago. Dietro, il gruppo, che aveva ridotto il distacco a pochi secondi, si sgranerà nuovamente per l’azione veemente dei due irriducibili rivali che hanno dato vita a una splendida edizione del “Giro dei laghi” (foto Grosselli)

A Castel Toblino ci fermiamo per controllare i distacchi. Il gruppetto di Falzoni è sempre a circa due minuti dai due fuggitivi. Dopo 4’ ecco un altro gruppetto composto da Borsi, Rizzoli (oggi in giornata poco felice), Dalla Torre, Calliari, Sella e Milani (in maglia bianca) quindi a 5’ Martini Flavio e Angelo, Ferrari Arturo, Fiorentini e qualche altro.
Al culmine della salita di S. Giovanni, Modena e Parisi sono sempre in fuga con 1’20” su Falzoni e Castioni mentre Pintarelli e De Nardo sono a 1’30”. Ormai il gioco è fatto perché mentre Modena e Parisi appaiono freschi, gli immediati inseguitori sembrano alquanto provati dalla fatica.
A Rovereto il distacco è salito a 2’ mentre Pintarelli e De Nardo hanno raggiunto Falzoni e Castiglioni.

A TRENTO

L’arrivo ha luogo sul viale Rosmini gremito all’inverosimile di folla e contrariamente alle previsioni Parisi la spunta su Modena in una lunga spasmodica volata.
A due primi arriva Falzoni solo il quale ha lasciato i compagni sui Murazzi.
Dopo quattro minuti ecco il gruppetto inseguitore che De Nardo regola facilmente in volata, quindi con distacchi più severi tutti gli altri.
E’ doveroso segnalare che la sfortuna ha colpito Caliari e Stofella tolti dalla lotta per irreparabili guasti ai mezzi meccanici, Borsi costretto a fermarsi più volte per il salto della catena, Tomasi Arrigo, Martini Angelo, Borsato Mario, Furlani Sigfrido e Coluli appiedati per forature.
Il premio della montagna è stato vinto da Vasco Modena con punti 15 seguito da Parisi con punti 12.
La “Coppa Lane Borgosesia” è stata assegnata all’Unione Sportiva “Aurora” (l’ottava in 20 giorni) mentre quella offerta da S.E. Bisia è stata assegnata al Gruppo Sportivo Cofler per Merito di Modena e Pintarelli.
La premiazione ha avuto luogo presso la sede del veloce Club ove è stato offerto un signorile rinfresco a tutti gli atleti e dirigenti.
Hanno preso la parola il presidente della gara sig. Mario Niccolini e l’on. Renzo Helfer elogiando organizzatori e concorrenti. Da segnalare l’atto sportivo del sig. F. Potocny, che con generosità veramente… americana ha dato un suo contributo personale al vincitore.

Prima di chiudere vogliamo dire una parola di ringraziamento e di lode alla pattuglia della polizia stradale diretta personalmente dal vicecomandante della sezione di Trento, Baranca Vincenzo, la quale ha disimpegnato il durissimo ed ingrato lavoro in modo encomiabile

Cipi

Ecco l’ordine di arrivo: 1) PARISI RINO dell’Unione Sportiva Aurora di Trento che compie il percorso di km. 131 in ore 3.51’ alla media oraria di km. 34; 2) Modena Vasco, ad una macchina (G.S. Cofler); 3) Falzoni Rodolfo S.C. Verona Montoriese a 2’; 4) De Nardo Sergio U.S. Trevigiana a 4’; 5) Castioni Luigi, Pedale Scaligero, id.; 6) Pintarelli Giuseppe G.S. Cofler; 7) Fioratto Pietro U.S: Borgo Trento (Verona) in ore 3.56’; 8) Luppi Gianni G.S. Guerra di Mantova in 3.59’; 9) Milani Gino S.C. Verona Monroriese id.; 10) Fiorentini Eriberto, Pedale Scaligero verona id.; 11) Ferrari Arturo S.C. Verona Montoriese; 12) Borsi Roberto A.S. Aurora Trento; 13) Sella Vittorio, Veloce Club Schio; 14) Sandri Livio; 15) Castellani Attilio, G.S. Cofler; seguono altri 25 concorrenti in tempo massimo.
Commissario dell’U.V.I. Foradori Carlo; direttore di corsa Mario Niccolini.


Premio di traguardo al Giro dei Laghi: grolla valdostana

1950 05 18 Coppa Castelvetere EoSan / Una bibita

Il 16 05 vinsi a Ora

Si tratta del circuito in Bassa Tesina articolato in cinque giri sul percorso “Ora – Egna – Montagna – Ora” per complessivi 60 km, valevole come prova di campionato CSI (Centro Sportivo Italiano). E al termine della gara: che buona la Mega della EoSan, bibita alla frutta (a scelta tra vari gusti: pera, pesca, albicocca) prodotta a Auer/Ora (Bolzano) dal 1947. Bottigliette con tappo corona, cannucce ecologiche, in paglia. Di certo al termine della gara Vasco e Bepi Pintarelli, e naturalmente i dirigenti della Cofler, han brindato con soddisfazione per celebrare il bel risultato.

La zona chiamata Castelvetere, ora più nota con il toponimo in lingua tedesca Castelfeder, merita sicuramente una visita tanto è bucolica.

A V V E N I M E N T I S P O R T I V I

Trionfi dell’Aurora e della Cofler
nelle due prove del campionato C.S.I.

Vasco Modena primo nella gara per dilettanti –
Mario Mutinelli vince la prova per allievi

La prova disputata sul percorso Ora – Egna – Montagna – Ora da ripetersi cinque volte per complessivi 60 km. è stata vinta, come si prevedeva, da V. Modena partito ancora ai primo giro in compagnia dei due compagni di squadra Pintarelli e Castellani. Ma incominciamo dalla partenza.

Starter il direttore dello stabilimento Eosan sig. Wenter, (il quale ha generosamente offerto la Coppa, molte bottiglie del noto ottimo dissetante), la parenza è data alle 14.25 con 5 minuti di anticipo ed il gruppo composto di 28 dilettanti si lancia velocissimo verso Egna. Sulla salita di Montagna partono di scatto Modena, Pintarelli e Castellani ed il colpo riesce malgrado la pronta reazione di Postal e Rizzoli. Al primo passaggio Ora il trio della Cofler ha già 1′ di vantaggio su Postal che transita solo. A 1’30” transitano gli altri sgranati. Fino al terzo giro le posizioni rimangono immutate ma il vantaggio dei primi tre è salito a più di 2 minuti. Parecchi novizi provati dallo sforzo desistono dall’impari leale lotta e si ritirano.

Al quarto giro Castellani non regge al treno imposto da Modena e perde terreno mentre dietro Rizzoli e Postal si sono ricongiunti e marciano di conserva con 3′ di ritardo su Modena e Pintarelli, 1′ su Castellani e 1′ di vantaggio su Rigotti e Caliari.

Al quinto giro Castellani è raggiunto subito dopo Egna da Rizzoli e Postal e viene poco dopo staccato. Al traguardo arriva per primo Modena con 10″ di vantaggio su Pintarelli. A 5’20” arrivano Rizzoli e Postal ed il primo si aggiudica in volata il terzo posto. Gli altri arrivano ad intervalli di qualche minuto come si vede dall’ordine di arrivo. La Coppa Castel Vetere Eosan viene assegnata al Gruppo sportivo, Cofler di Rovereto.

La premiazione ha avuto luogo alle ore 18 presso la sede dell’Unione Sportiva Fides presenti tutti i dirigenti della società, il presidente del comitato regionale dell’ U.V.I., rag. Grillo con il segretario Corrado Pontalti, il vice presidente provinciale del C.S.I., dottor Orler, i signori Franco Piccoli, geom. Arturo Zadra, segretario del C.S.I., il presidente di giuria sig. Vincenzi Remo, il commissario di gara sig. Zanetti Emilio e molti atleti delle due categorie.

Ecco le classifiche ufficiali: 1. Vasco Modena, Cofler di Rovereto; 2. Giuseppe Pintarelli, Cofler di Rovereto, a 10″; 3. Mario Rizzoli, Aurora, Trento, a 5’20; 4. Livio Postal, Aurora, Trento, s.t.

C.S.I. = Centro Sportivo Italiano

1950 05 07 Trofeo Merenda / Valigia sempre pronta

Il 30-4 colsi un secondo che valeva un primo nella Coppa Bassano a cronometro, partecipanti i migliori indipendenti.

Il 6-5 doveva iniziare per me una serie consecutiva di affermazioni e piazzamenti, difatti vinsi con distacco il Trofeo Merenda a Treviso.

Vasco è caricato dal bel piazzamento ottenuto nella “Bassano Montebelluna e ritorno” a cronometro, in cui arriva 2° a 2″ dal vincitore, dove ha potuto misurarsi con gli “indipendenti”, una categoria di ciclisti prossima ai professionisti. Ben volentieri accetta l’invito giunto via telegramma, con pochissimo anticipo, per la partecipazione al Trofeo Giorgio Merenda a Treviso. Valigetta sempre pronta, e via, torna in Veneto, questa volta per portare a casa il premio della montagna e anche quello del vincitore, per un totale di 12.000 lire. Per capirsi: un quotidiano costa 20 lire, la pasta 120 lire al chilo.

TELEGRAMMA Corridore Modena Cofler ROVERETO – 5.5.50 ore 18.55 – PROVENIENZA Treviso. «Desidero tua partecipazione domenica trofeo Merinda Treviso. Zandonà »
piccola valigia per le trasferte
La valigetta che ha accompagnato Vasco in tante trasferte, in cui riporre la divisa da ciclista, le scarpine e un cambio completo

IL TROFEO MERENDA A TREVISO
Il roveretano Vasco Modena vince con 27″ di distacco

Fuggito sulla rampa di San Vito, il trentino resiste all’inseguimento di Dell’Antonia, Santin e Tosato

Treviso, 7 – La quarta edizione del Trofeo Giorgio Merenda, che fin dalla vigilia si annunciava del massimo interesse per il numero e la qualità dei partecipanti, ha trovato in Vasco Modena di Rovereto il dominatore della gara. Il «piccolo Coppi» trentino ha corso proprio alla Coppi, staccando tutti gli avversavi sulla dura rampa del Combai e piantando quindi il plotone degli inseguitori per percorrere da solo, ed a tratti sotto la pioggia scrosciante, cinquanta chilometri che lo portarono a Treviso con 27″ di vantaggio sul terzetto composto dai più intraprendenti, e cioè Dall’Antonia, Santin e Tosatto.

Partiti sotto un sole bruciante, ancor prima di Castelfranco (chilometri 30) erano De Zan Carlo, Francescutti e Billato a saggiare le loro forze e le intenzioni degli avversari con un tentativo di fuga che però non prese mai seria consistenza, ma si protrasse fino a Fuer. Sulla rampa di San Vito Modena scattava, vincendo il premio di traguardo, tallonato da Vacchiani e Giuliani. II trentino metteva presto in luce le sue doti di brillante scalatore. La salita che da Valdobbiadene porta a S. Stefano era buon pane per i denti del trentino che scalò da solo anche il Combai, giungendo al culmine della salita con 50″ su Giuliani, 1′ su De Nardo, Zanette e Tosatto.

La pedalata di Modena, altrettanto veloce in discesa, era un buon indice del suo stato di forma. Verso Pieve di Soligo, la lancetta del tachimetro era costantemente sopra i quaranta; un acquazzone poi accompagnò la corsa sulla strada che da Pieve porta a Susegana. A Spresiano (12 chilometri all’arrivo) Modena viaggia a 50 orari, favorito anche dal vento, con un minuto e 30″ di vantaggio su un terzetto di inseguitori forti di Dall’Antonia, Santini e Tosatto; leggermente staccato, un terzo gruppo insegue con Tumiotto, Zanette, Giuliani, Marion e Da Rodda. Negli ultimi dieci chilometri si ha la sensazione che il ricongiungimento possa realizzarsi; Modena, infatti, ha rallentato ed i tre trevigiani che gli sono alle spalle riescono ad intravvedere le macchine alla testa della corsa. Ma mancano ormai solo pochi chilometri. I due veltri della Paglianti col valoroso Santin desistono però da una impresa divenuta oramai impossibile, e all’arrivo Dall’Antonia riesce a mettere la sua ruota davanti a Santin per pochi centimetri, terzo finiva Tosatto.

Ottima la organizzazione dell’Unione ciclistica trevigiana. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Modena Vasco, Cofler di Rovereto, che compie i 150 km. del percorso in ore 4. 2′ alla media di km. 37.190; 2. Dall’Antonia Luciano del G. S. Paglianti a 27″; 3. Santin Antonio, U. C. Trevigiani a mezza ruota; 4. Tosatto Mario del G. S. Paglianti; 5. Tumiotto Lino del Pedale Opitergino a 1’20”; 6. Marion dell’U. C. Trevigiani; 7. Giuliani, SAICI di Torviscosa; 8. Da Rotta, SAICI di Torviscosa; 9. Zanette, Stella Veneta; 1O. Piazzon del CRAL Marzotto a 2′.
Il Trofeo «Giorgio Merenda» è stato assegnato al gruppo sportivo Paglianti.

Athos Sivieri

Giorgio Merenda, studente partigiano caduto per la Patria – Non aveva ancora 18 anni lo studente di liceo nel collegio Pio X, quando il 29 aprile 1945, a Vedelago, volontario in una pattuglia di punta, lanciandosi all’attacco di un reparto di SS tedesche, in strada S. Marco di Resana (Treviso), rimaneva ferito e moriva poche ore dopo.

1950 04 23 Bolzano Sciaves e ritorno / Dime ‘Gnanca bom’

Il 5 aprile Bologna – Raticosa. 5°.
Il 12-4 mi ritirai a Mezzocorona causa la pioggia. Visto lo scarso risultato ero un po’ abbattuto, ma ebbi modo di riprendermi subito e furono i miei stessi avversari che il 23-4, in una giornata acquosa e piena di freddo ebbero la cattiva idea di attaccarmi.

Dapprima intirizzito dal freddo stavo per abbandonare ma prima volli dimostrare in una salita che ero sempre io; ad uno ad uno scollai dalla ruota tutti e vinsi così per la seconda volta la Bolzano – Sciavez.

Inizia aprile con la Bologna – Passo della Raticosa, per il VI Gran Premio U. Testi, una scalata impegnativa in cui si colloca al quinto posto.

Umberto Testi nel 1934 fondò a Bologna la “Cicli Testi” (poi diventata Officine Meccaniche Testi). Le sue biciclette da corsa e da turismo divennero famose in tutta Italia per l’altissima qualità costruttiva e le finiture di pregio. Il Gran Premio che si correva verso il Passo della Raticosa nacque proprio per omaggiare il suo nome, il suo marchio e il contributo dato al ciclismo emiliano e italiano.

La gara successiva, a Mezzocorona, pioggia, e Vasco si ritira.

Pioggia ancora alla Bolzano – Sciaves – Bolzano, e che pioggia quel 23 aprile del 1950! Le foto qui sotto parlano da sole. La tentazione del ritiro c’è. Ma “ti dime: gnanca bom”, che tradotto dal roveretano significa: ”e tu dimmi: credo che tu ne non ne sia capace”, e salta fuori la grinta che lo posta alla vittoria. Il resto è cronaca.

23 aprile 1950 Sulla salita della Bolzano – Sciaves sotto la piogga
Al traguardo di Bolzano in Corso della Libertà – Freiheitsstrasse

Per la seconda volta Vasco Modena brillante vincitore della Bolzano Sciaves

Pavesi tolto dalla gara da un banale incidente
seconda volta vincitore della Bolzano Sciaves e ritorno, 104  km

Il tempo non ha voluto essere dalla parte dei corridori e degli organizzatori di questa nuova, appassionante, edizione della Bolzano – Sciaves e ritorno. Una fitta pioggia, cominciata poco dopo la partenza, ha accompagnato gli atleti durante l’intero percorso rendendo il loro sforzo più gravoso. Ciò però non ha impedito che la corsa abbia avuto fasi appassionanti e sia stata improntata ad un ritmo che ha lasciato pochissima tregua. La gara infatti, combutta ad oltre 39 di media fino a Bressanone, anche in seguito, pur calando come andatura del percorso e delle condizioni delle strade rese pesanti dalla pioggia, si è mantenuta ad un livello di continua combattività. Ed è stato appunto sulla salita di Sciaves che le posizioni, delineatesi già nella andata con la fuga di Pintarelli e Parisi ai quali si sono aggiunti Pavesi e Modena, si sono maggiormente rafforzate.

Ma seguiamo la bella corsa dalla partenza.

Alle 13.40 i concorrenti partono incolonnati ed attraversano la città per portarsi a Rencio dove il presidente della Società ciclistica atesina, cav. Ceccherini, abbassa la bandierina del via. Partenza volante. Il gruppo ha subito dei sussulti e si passa Cardano a forte andatura. Qui Longo e Dalla Betta cadono e mentre il bolzanino se la cava con poche escoriazioni, il giallo azzurro dell’Aurora deve essere ricoverato in ospedale. A Prato Tires vediamo Rigotti a terra: il bravo corridore del Velosport di Mezzocorona ha forato. Farà tutta la gara da solo arrivando al traguardo dopo il gruppo. Schoepf, Bianchi, Gheno e Bianchetti perdono terreno. Davanti l’andatura è sostenuta.
Nelle prime posizioni sono gli uomini della Cofler, quelli dell’Aurora e i rossoneri dell’Alto Atesina fra i quali Pavesi appare attentissimo. Vediamo staccarsi anche Pison, poi Bonato e Smith e Cavoni. Pure Musinelli e Pavan perdono contatto. I compagni del Bressanone invece, specialmente Zamboni e Furlan, si prodigano nel gruppo di avanguardia. Vediamo Socin tutto solo pedalare con una certa fatica. Il rappresentante di Taio riprenderà in seguito brillantemente nella salita di Sciaves.

Il gruppo transita da Campodazzo a ranghi pressoché completi:  guida Pozza che quest’anno veste la maglia dei Ferrovieri di Trento. Rientra Nardin, attardatosi per noie al cambio ed anche Socin opera il primo ricongiungimento. In testa ora si nicchia ed i ritardatari possono accodarsi. E’ dopo Ponte Gardena che la corsa ha il primo dei suoi episodi notevoli. Una maglia azzurra si porta in testa con alla ruota un giallo azzurro dell’Aurora:  sono Pintarelli e Parisi. I due guadagnano gradatamente terreno senza che nessuno si decida a prendere l’iniziativa dell’inseguimento.
Finalmente dal gruppo sfreccia Pavesi che si trascina Modena. A Chiusa ( km 29 dalla partenza)  le posizioni sono le seguenti: in testa Parisi e Pintarelli seguiti a circa 500 metri da Pavesi e Modena, poi il gruppo forte di trenta unità condotto energicamente da Pozza. I due tandem spingono a pieni pedali: sembra una corsa a inseguimento ma è evidente che prima o poi i due fuggitivi di testa saranno ripresi dai due inseguitori. La fusione avviene alle porte di Bressanone proprio prima del sottopassaggio.

A Bressanone dunque quattro uomini sono in fuga: Pavesi dell’Alto Atesina, Parisi dell’Aurora di Trento e Modena e Pintarelli della Cofler di Rovereto. Il gruppo segue a 1’ 12” guidato energicamente da Lazzari.

La pioggia, che ci aveva risparmiati alla partenza, è ora intensissima e flagella da tutte le parti i corridori. Pochi chilometri ed eccoci alla salita di Sciaves che i quattro iniziano a buona andatura. Qui si aspettava l’attacco di Modena ma invece sono i due “pivelli”, Pavesi e Pintarelli, che strappano e sotto la loro azione prima Modena e in seguito Parisi perdono leggermente terreno. La strada in terra battuta sale in maniera abbastanza sensibile e lo sforzo appare evidente. L’azione dei due ex allievi è sciolta mentre il trentino ed il campione della Cofler sembrano in difficoltà. Al culmine è primo Pavesi seguito a ruota da Pintarelli. Parisi segue a 15 metri e Modena a 30 secondi.

A 1’ 15” un gruppo con Rizzoli, Postal, Martini, Borsi, Salizzoni, Stofella, Chesini, Dalla Torre, Rover, Pozza, Milani, Saretto, Tait, Lazari, Martini e Ferrari. Poi a 2’3” Lacchi e Zanin e alla spicciolata tutti gli altri.

Si comincia ora il ritorno. Nella discesa su Bressanone Modena raggiunge i primi tre ed il quartetto, che già nell’andata si era posto in primo piano, fila veloce verso Bolzano. Il traguardo di Bressanone viene vinto da Modena senza volata.

I fuggitivi hanno circa due minuti di vantaggio: essi si alternano al comando. Evidentemente sono decisi a non farsi più raggiungere. Il gruppo dietro, guidato dall’attivissimo Rizzoli inizia la caccia. Alla ruota di Rizzoli è Postal e dietro Martini, Rover, Stofella, Martini Flavio, Saretto, Pozza, Chemelli, Dalla Torre. Questo gruppetto procede con circa 500 metri di vantaggio su un gruppo condotto da Demozzi e nel quale figurano Berteotti, D’Andrea, Calliari, Milani, Cavoni e Marini.

Il quartetto di testa intanto procede di buon accordo. Pavesi appare freschissimo e con lui Modena che si è ripreso prontamente dalla leggera crisi di Sciaves. Pintarelli e Parisi invece pedalano con meno scioltezza. Essi infatti verranno in seguito assorbiti dagli inseguitori, fra i quali ora Dalla Torre e Pozza si prodigano continuamente. Alla stazione di Funes però ecco il piccolo dramma:  mentre i quattro di testa imboccano la leggera discesa che porta al ponte Pavesi mette piede a terra: il corridore atesino ha spezzato la catena e per lui non c’è più niente da fare. Viene tolto così dalla gara un atleta che vi aveva giocato un ruolo di primissimo piano e che avrebbe potuto anche risolverla a proprio favore. All’atto dell’incidente infatti Pavesi non appariva per niente provato e certamente sarebbe riuscito a giungere sotto lo striscione di arrivo in compagnia di Modena.

L’infortunio capitato al rosso nero della Atesina mette le ali ai piedi agli altri tre che vedono così estromesso dalla lotta finale uno degli uomini più pericolosi. Specialmente Modena spinge a piedi pedali: l’allievo di Piccolroaz è ora in piena azione:  la sua pedalata è sciolta e potente e il giovane Pintarelli non regge all’andatura. A Cantina Fredda, fra Chiusa e Ponte Gardena, egli viene assorbito dal gruppo inseguitore guidato energicamente da Rizzoli, Salizzoni e Dalla Torre. Apprendiamo intanto che Zamboni è stato costretto al ritiro da due forature e che Giordani è stato tolto dalla lotta da una caduta.
Davanti Modena ormai è scatenato ed anche Parisi si stacca dalla sua ruota. Verrà ripreso dal gruppo verso Prato Tires.
Ormai l’atleta roveretano è lanciato tutto solo verso il traguardo. Dietro il gruppo perde uno dei suoi uomini più validi. Rizzoli, messo a terra da una foratura.
Precediamo i corridori sulla linea del traguardo dove una grande folla, che aveva assistito ad un interessante carosello degli allievi della S.C. Atesina, vinto brillantemente da Caser, attende l’epilogo della corsa.

Quando alle 16:32 la maglia azzurra di Modena sbuca dal viale Giulio Cesare un grande applauso accompagna il vincitore che appare sorridente ed ancora fresco.

A 2’02” irrompe il gruppo ed il velocissimo Stofella non ha difficoltà a mettere la propria ruota davanti a quelle di Martini, Pozza e Parisi. Ancora qualche arrivo e poi la corsa è finita. Una corsa veramente brillante in tutte le sue fasi, tirata senza respiro e nella quale, ancora una volta, i migliori si sono imposti senza incertezze. La prova di Modena era particolarmente attesa ed il bel corridore della Cofler ha risposto in pieno. Il suo successo è stato improntato ad autorità di gara e decisa volontà. Sempre nelle posizioni di testa ha prodotto il massimo sforzo al momento giusto dimostrando fra il resto, intelligente tattica di gara e prontezza di riflessi. Peccato che la sorte abbia tolto dalla competizione Pavesi altrimenti avremmo assistito ad un finale veramente elettrizzante.

Il corridore bolzanino avrebbe certamente contestato il successo al vincitore passo per passo, metro per metro. Pavesi è sempre rimasto con il naso alla finestra e le fasi più movimentate della corsa lo hanno visto protagonista di primo piano. Il corridore della Atesina ha riconfermato le belle doti già messe in luce nella passata stagione e nelle gare di apertura. Accanto a lui merita la citazione lungo Pintarelli, forse il migliore sulle salite, combattente generoso e tenace. Ma anche Parisi, sebbene non sia apparso ancora il corridore dell’anno scorso, ha disputato una bella gara cedendo solamente negli ultimi 20 km all’incalzante offensiva di Modena. Ottimo come sempre Rizzoli tolto di gara proprio verso il finale e buone le prove di Stofella, Giordani, Pozza, Marini, Borsi, Berteotti, Milani, Lazzari, Dalla Torre e del mai vecchio Martini. Gli atleti del Ciclo Club Bressanone sono stati particolarmente sfortunati: malaugurati incidenti li hanno presi di mira quando si trovavano ancora in buone posizioni.

Sessantacinque sono stati i corridori che si sono presentati alla partenza:  un numero veramente notevole se si pensa alle condizioni del tempo e delle strade. La Società  ciclistica Atesina ha colto un nuovo successo di partecipazione e la “Coppa Ceccherini” ancora una volta ha detto parola di interesse nel quadro dell’attività ciclistica regionale.

L’organizzazione è stata buona e se un appunto si deve fare questo riguarda il servizio, Anzi la mancanza del servizio al seguito per coloro che si ritiravano o che erano costretti ad abbandonare per motivi di incidenti. Pavesi, ad esempio, a Funes, ha dovuto starsene solo in attesa… di chi non veniva.

Nelle macchine al seguito il presidente della giuria signor Tedeschi, il direttore di corsa cav. Tosi, il presidente della S. C. Atesina Ceccherini, il signor Zini dell’U.V.I e gli ufficiali di gara.

Gino Sembianti

Ordine di arrivo: 1)  Modena Vasco, G.S. Cofler di Rovereto in ore 2 e 52’ alla media di 36,260 Km/h 2) Stofella Mario, Forti e veloci, a 2’02”, 3) Martini Angelo, Cofler di Rovereto, 4) Pozza Mario AltoAtesina Bolzano,  5) Vel. Club Trentino; 6. Borsi Roberto, S.S. Aurora Trento; 7. Postal Livio, Aurora Trento; 8. Dalla Torre Giuseppe, Vel. Club Trentino; Pintarelli Giuseppe, G.S. Cofler Rovereto; 10. Saretto Luigi, A.R.S. Merano; 11. Martini Flavio, U.S. Taio, 12, Parisi Rino, S.S Aurora Trento, tutti con il tempo di Stofella Mario; 14. Berteotti Luigi, G.S. Cinelli Gardolo a 7’25”; 15. Demozzi Narciso, Veloce Club Trentino, 16. Milani Lino, S.C. Alto Atesina Bolzano; 17. D’Andrea Livio, G.S. Cofler di Rovereto; 18. Tait Faustino; 19. Barcatta Rino; 20. Caliari Claudio; 21. Salizzoni Vittorio; 22. Lazzeri Vittorio; 23. Rigotti Gilio; 24. Cavoni Cesare; 25. Lachi Mario; 26. Russo Vincenzo; 27. Rover Carlo; 28. Zanin Luigi.

Partiti n. 63; arrivati n. 28. La “Coppa Ceccherini” viene assegnata definitivamente al G.S. Colfer di Rovereto per merito di Vasco Modena.