1957 07 31 La dolce luna di miele / E il dado amaro

La luna di miele di Vasco e Luisa, e naturalmente della bicicletta, trascorre tra le idilliache colline austriache. Passano qualche giorno anche dai parenti di Luisa ad Andorf, nell’Austria Superiore. Mentre lei si intrattiene con la zia, Vasco prende la bici e se ne va ad allenarsi. Disorientato tra il saliscendi di strade e stradine chiede ad un contadino, un po’ in tedesco e un po’ a cenni, la direzione per il ritorno verso Andorf. Andorf? l’uomo è sbigottito e gli indica la strada per la stazione ferroviaria perché è troppo lontano per andarci in bicicletta, son più di… 100 km! gli dice. Vasco riesce infine a farsi indicare la direzione per il traffico ”su gomma” e torna da Luisa in sella.

Arriva ben presto il giorno del rientro con gli allenamenti e le gare di luglio. Ma il 31 luglio, assieme alla convocazione per il Giro di Romagna per il 4 agosto arriva un’amara sorpresa: invece delle 75.000 lire da contratto riceve un assegno di 40.000 lire! Ci sta, forse, che il mese di luglio, in cui Vasco era stato una decina di giorni in luna di miele, fosse pagato un po’ meno, dipende da cosa prevedeva il contratto. Ci sta che forse al direttore sportivo non sia piaciuta questa vacanza estiva, ma non ci sta che l’indennità rimanga alleggerita anche nelle mensilità successive. Il rapporto con la società BIF, destinata per altro a breve all’estinzione assieme al dado di magro, inizia ad essere piuttosto amaro. La società gli nega il benestare per la partecipazione al Giro di Catalogna perché vuol tutta la squadra il 1. settembre al Giro degli Appennini. Vasco tenta allora il passaggio alla Chlorodont col trentino Rolly Marchi, nelle cui fila già corrono Aldo Moser e l’amico Giuseppe Pintarelli, per non parlare del vincitore del Giro, Gastone Nencini.

Ma la BIF non concede il nullaosta.

Vasco prosegue il suo lavoro di corridore ciclista, ma inizia ad attivarsi per ottenere il dovuto, rivolgendosi anche a Cino Cinelli, presidente della Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (A.C.C.P.I.) che rappresenta gli interessi del ciclista verso la Federazione Ciclistica Italiana e la Federazione Sportiva Italiana, esperto quindi anche dei contatti stipulati tra corridore e società. Non esiste a quel tempo il ”sindacato” dei ciclisti professionisti a cui fare appello. Solo per farsi un’idea delle cifre in gioco: 45.000 lire sono la paga mensile media di un operaio.

Nel mese di agosto 1957 Vasco partecipa al Giro di Romagna, terza prova del campionato italiano; la domenica successiva al Circuito di Balmone a Maggiora, in provincia di Novara, dove si classifica 14°. Un paio di gare il 15 e 16 e, per concludere, il 25 del mese con il Circuito degli Assi a Lavis di Trento, a cui partecipano anche gli altri amici corridori trentini: Aldo Moser, Bepi Pintarelli e, un felice rientro, Rino Parisi (proprio quello dei duelli trentini ai tempi dei dilettanti). Vasco non sfigura, posizionandosi ottavo. Il vincitore è Aldo Moser.

Il primo di settembre una gara valevole per il campionato su strada, il Giro dell’Appennino. Con questa partecipazione Vasco si classifica al 74° posto a livello nazionale. L’11 settembre, al Gran Premio Industria e Commercio di Prato di 250 Km, prende un colpo al ginocchio destro e rimane con una doccia gessata per 40 giorni. Così si conclude per Vasco la stagione 1957.

E così si conclude amaramente l’esperienza in BIF la quale, con una velina datata 31 ottobre 1957, richiede la restituzione della bicicletta e della dotazione integrale: tre magliette, tre calzoncini neri, una tuta, un maglione, una maglia di cotone. Con intermediazioni varie Vasco riesce a ricevere dalla BIF quanto gli è dovuto relativamente alle indennità mensili: evidentemente, qualunque fosse stata la causa, la punizione era non proporzionata all’atto. Mentre per quanto riguarda la vendita di dadi Brodo Igienico Fragrante, di cui si era fatto promotore in zona, e che gli avrebbe fruttato un contributo speciale, previsto da contratto, di circa 130.000 lire, secondo le sue stime, la ditta gli rinfonde il minimo necessario per rimanere nella legalità del rimborso: 1 lira. Dei risvolti di questa situazione Vasco non racconta: soltanto in vecchiaia si lascia andare, e poco volentieri, a qualche accenno, irrigidendo il viso e lasciando trasparire che quella situazione di tensione, nonostante i molti anni ormai trascorsi, continua a mantenere uno sgradevole sapore di dado.

UNA LIRA
Vasco conserva questo vissuto biglietto da VNA LIRA. Essendo stata in circolazione su carta fino alla fine del 1956, è improbabile, se non per celia, che si tratti proprio della lira con cui è stato pagato dalla ditta B.I.F. a fine rapporto (nel 1957), ma ne costituisce una immagine simbolica.

1957 06 27 Oggi sposi / Finalmente

E’ strano a dirsi, ma questo matrimonio era stato già programmato per novembre dell’anno precedente, gli annunci già stampati, ma la BIF, per qualche motivo, non aveva concesso a Vasco la licenza matrimoniale e di fatto aveva obbligato i due sposi a spostare la data. E’ sembrata quindi buona opzione quella di convolare a nozze terminato il Giro, benché ancora in stagione ciclistica. D’altra parte avevano entrambi una gran voglia di mettere su famiglia e nessuna voglia di attendere fino all’autunno successivo. E’ Luisa che deve fare tutti i preparativi perché, ricordiamolo, il Giro è terminato soltanto il 9 giugno, Vasco ha bisogno di qualche giorno di pausa per riprendersi dalla fatica, compresa la caduta a Forte dei Marmi e altri acciacchi derivanti dallo stare a lungo in sella. Il 23 giugno, cioè a pochissimi giorni dalla data fissata per il matrimonio, partecipa al Giro di Toscana, valevole come prova di Campionato Italiano. Solo 41 dei 105 partiti tagliano il traguardo e Vasco non è tra di essi. E’ invece protagonista del ”traguardo volante” delle sue nozze.

Numerosi gli annunci sui giornali locali e sportivi. Tantissimi i telegrammi di felicitazioni con le tipiche frasi dell’epoca (figli maschi, come si usava dire…), ma tra questi qualcuno anticonvenzionale, come quello del suo direttore sportivo ai tempi di dilettante e cugino di Luisa, l’ex professionista Giannino Piccolroaz che scrive ”Coraggio Vasco, ci sono passato anch’io”. La foto in fondo alla pagina mostra la differenza di tintarella sul viso dei due sposi!


Modena – Piccolroaz
nozze a Rovereto

Rovereto, 27. Questa mattina nella chiesa arcipretale di San Marco si sono uniti in matrimonio Vasco Modena e la gentil signorina Luisa Piccolroaz. Il rito religioso è stato officiato da Padre Tommaso. Fungeva da testimone per la sposa il signor Ettore Tosi e per lo sposo il signor Mariano Benvenuto. Alla cerimonia erano presenti i familiari, personalità del mondo sportivo tra cui il rappresentante del comitato regionale UVI signor Rosario Ropelato, amici, conoscenti, e numerosissimi tifosi del simpatico e modesto quanto bravo Vasco, mentre una piccola folla composta per la maggior parte di sportivi, attendeva la coppia all’uscita delle chiesa. I due sposi dopo il fatidico sì hanno partecipato ad un banchetto in un albergo cittadino e sono quindi partiti per il viaggio di nozze. Alla felice coppia i più vivi auguri dell’«Alto Adige».


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Vasco MODENA


Il corridore roveretano è passato dagli ”scapoli” agli ”ammogliati”

Ieri mattina a Rovereto nella chiesa arcipretale di S. Marco il popolare corridore della «Bif» Vasco Modena ha pronunciato il «sì» che lo ha unito in matrimonio con la gentile signorina Luisa Piccolroaz.
I due giovani hanno così coronato il loro sogno d’amore; si erano conosciuti nell’ormai lontano 1953 che è stato quindi un anno doppiamente fatale per il bravo Vasco. E’ stato in quella stagione infatti che il forte atleta roveretano era andato sbattere contro una corriera riportando gravi ferite che lo avevano tenuto per lungo tempo lontano dallo sport attivo. Fatale poi (ma questa volta in senso positivo) perché nell’estate del ’53 Modena era anche andato a trascorrere qualche giorno a Prada di Brentonico, dove era andata anche la signorina Piccolroaz per trascorrere – presso una sorella – un breve periodo di vacanza.
Unico passatempo la sera era qualche partita a carte più o meno umoristica. In montagna, si sa, le amicizie fioriscono in fretta e durano a lungo: i due giovani si conobbero, si frequentarono; la ragazza fu vicina all’atleta quando gli capitò tra capo e collo la nota disgrazia e la loro amicizia si rafforzò, tramutandosi a poco a poco in caldo affetto. Potrebbe sembrare un romanzetto a sfondo rosa, ed invece è una vicenda vissuta e felicemente giunta a conclusione.
Ai novelli sposi i più caldi e sportivi auguri di felicità.

Nella foto: VASCO MODENA con a fianco la sposa, subito dopo il rito


Vasco Modena sposo. Il simpatico corridore dell’Arbos-Bif Vasco Modena ha condotto all’altare ieri mattina la signorina Luisa Piccolroaz. La suggestiva cerimonia si è svolta alla presenza di una numerosa folla di parenti, amici ed invitati nella chiesa arcipretale di S. Marco. Il rito è stato celebrato dal Cappuccino padre Tommaso Bellin da Trento. Fungevano da testimoni per la sposa il signor Ettore Tosi e per lo sposo il signor Mariano Benvenuto. Dopo il pranzo consumato nelle sale dell’albergo Venezia, gli sposi sono partiti per la luna di miele. Nella foto gli sposi all’uscita della chiesa.

Si è sposato Vasco Modena


Giovedì 27 giugno 1957 – il taglio della torta nuziale
Giovedì 27 giugno 1957 – bomboniera delle nozze

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1957 06 14 Il suo Giro / E un annuncio

Ce la fa, Vasco, ce la fa e porta a termine il suo primo (e unico) Giro d’Italia. Un Giro con una velocità media eccezionale: 3.926 km a 37.488 km/h, media che rimane record fino al 1983. In classifica generale conclude al 76° posto con un ritardo di 2h 38′ 54”. Sono solo 79 gli arrivati a Milano il 9 giugno dei 119 partiti dalla stessa città. Diciamo che è come essere arrivato quarto, dei non-ritirati.

Doveroso aggiungere che il gradino più alto del podio va all’italiano Gastone Nencini, grazie al terremoto in classifica avvenuto nella celebre tappa del Bondone.

E’ passato solo qualche giorno dal termine del duro Giro. Vasco si sta giustamente un po’ riposando, e in questi giorni con la fidanzata fa il punto della situazione per la preparazione delle imminenti nozze: giovedì 27 giugno. Annunci, partecipazioni, ristorante, abito, quante cose! E prima del fatidico giorno c’è in ballo la partecipazione alla gara di Ponzano Magra il giovedì precedente, e la domenica 23 al Giro di Toscana! Vasco arriverà all’altare con una bella abbronzatura da ciclista.

ci si è messa di mezzo la sfortuna

Vasco Modena ci parla del suo Giro d’Italia

(click per vedere il ritaglio)

Non potevamo fare un torto al vincitore del Trofeo Baracchi [Coppa Bernocchi] dell’anno scorso davanti al Campionissimo e siamo andati a trovarlo nell’abitazione della fidanzata, signorina Luisa Piccolroaz per sapere anche la lui le sue impressioni sul 40.mo Giro d’Italia a cui ha partecipato quale gregario della squadra di Fornara. L’abbiamo trovato sprofondato in una comoda poltrona quasi stessa ancora gustando il suo morbido abbraccio dopo tante fatiche sostenute in 3.950 chilometri di corsa. Come Pintarelli, pure il bravo Modena ha dovuto dar la caccia ad aranciate, acqua minerale, birra, chinotti e quant’altre bevande offrivano le piccole osterie od i bar che si incontravano lungo il percorso.
Abbiamo detto che Modena si stava scrollando di dosso, nella comoda poltrona, la fatica. Veramente gli doleva il ginocchio per la brutta caduta di cui è rimasto vittima a Forte dei Marmi e per un po’ di tempo ancora dovrà starsene tranquillo. L’incidente era stato provocato da un tifoso che gli aveva improvvisamente attraversata la strada ed oltre al ginocchio si faceva pure male al gomito destro ed al torace. Inoltre ha dovuto sottoporsi ad un intervento medico per un foruncolo che lo tormentava già da alcuni giorni. Quindi si può comprendere come egli preferisca in attesa delle prossime competizioni le poltrone alla bicicletta.

Modena confida comunque di riprendere gli allenamenti nella prossima settimana, dovendo essere presente giovedì alle prove di campionato per indipendenti che si svolgeranno a Ponzano Magra e susseguentemente al Giro di Toscana il 23 giugno, valevole quale seconda prova del Campionato assoluto.

E’ stato lieto di aver potuto partecipare al Giro d’Italia, che gli è servito per acquisire nuove solide esperienze. Si era presentato alla partenza in perfetto rodaggio, come egli credeva; poi al termine delle prime tappe s’avvide che lo sforzo lo logorava più di quanto previsto. La sgroppata più impegnativa gli è sembrata quella del Sempione.«Pioveva – ci ha confidato Modena – e con l’acqua non so trovarmi a mio agio e sono costretto a rallentare».
Indubbiamente il simpatico e tenace atleta di Mori avrebbe potuto dare di più, ma la caduta di Forte dei Marmi gli ha mandato in fumo gran parte della speranza per un miglior piazzamento, che del resto per lui non avrebbe avuto alcuna valore. Ha sofferto parecchio nella tappa del S. Bernardo, più in discesa che in salita e ciò a causa dei dolori alla gamba ferita.
Per Fornara non ha avuto un gran che da lavorare, se non per i rifornimenti a cui abbiamo accennato. Non ha mai dovuto cedere ruote.
E adesso la notizia più importante. Ce l’ha voluta riservare per ultimo. Vasco Modena, giovedì 27 giugno condurrà all’altare la fidanzata. Si sposerà, cioè, e nel metterci a parte del lietissimo evento l’ex alfiere della Cofler sorrideva con tanto calore come se avesse vinto il Giro. E così abbiamo avuto anche l’occasione di visitare l’arioso appartamentino che egli ha messo su in via delle Scuole ed in cui gli auguriamo di poter esporre, accanto a quelli del passato, nuovi trofei.


Ricordo dello sponsor al Giro d’Italia. Grembiulino del Brodo BIF

1957 06 10 Giro in Bif / Alcune foto

Alcune foto uscite dal cassetto ma che non riportano alcun riferimento. La prima potrebbe essere stata scattata durante il Giro d’Italia, forse anche la seconda. Delle altre non si riesce a dare una collocazione. Ma sono testimonianze, in ogni caso, relative al periodo di affiliazione di Vasco Modena alla Arbos Bif di Cremona, quindi del 1956 – 1957.

(19 maggio 1957) Potrebbe trattarsi della seconda tappa del Giro d’Italia, la cronometro individuale Verona – Borgo Chiesanuova, che Vasco chiude al ventottesimo posto.
E’ magnifica questa istantanea di qualcuno che chiama Vasco intento a regolare la bici. Lui solleva lo sguardo e inarca le sopracciglia facendo sorgere sulla fronte fitte onde che si raccordano a quelle più morbide della riccia capigliatura. E’ lui.
Si direbbe il momento della concentrazione prima della partenza, forse per una dura gara, condiviso con altri ciclisti (… si potrebbe trattare di Guido Boni?). La maglia indossata in questa foto non sembra essere quella ufficiale delle gare al Giro, ma forse una delle tre ricevute in dotazione dalla B.I.F. era diversa?
In corsa con la divisa della Arbos Bif, ma anche in questo caso non sembra la stessa maglia indossata per il Giro, come quella che ben si vede nella foto della caduta a Forte dei Marmi, con la fascia in contrasto sulle maniche dove appare la scritta Bif.
Tubolari al collo, un braccio misericordioso che da fuori campo fornisce una spinta, che Vasco, pur comprendendo il desiderio di aiutare chi fa tanta fatica, non ha mai particolarmente gradito sia per le possibili penalità che per il timore di una caduta a seguito dell’inattesa accelerazione. Non si parli poi di ricevere docce d’acqua non richieste… come quella volta che un tifoso, colto dell’impeto di dare refrigerio, gli lanciò in faccia, oltre all’acqua, anche tutto il secchio in metallo, che gli causò una ferita in fronte.

1957 06 06 Monte Bondone / La famosa pipì di Gaul

Non è proprio il caso di scrivere qui la cronaca già famosa della tappa Como – Monte Bondone, dove Charly Gaul di fatto perde il Giro d’Italia per essersi “fermato un attimino”, Poblet vince la tappa e Nencini conquista la maglia rosa.

Rimasto nel gruppo di Gaul Vasco segue le direttive e prosegue senza tirare, quindi sulla sua gara nulla da dire, qualche foto da vedere.


Tutto cerotti

ritaglio di giornale locale con la cronaca della tappa Como - Monte Bondone.  La foto di Vasco incerottato
Incerottato al ginocchio destro, incerottato al gomito destro, Vasco MODENA è testimone di se stesso: una decisione di avanzare nonostante tutte le sfortune

Mai provato a fare una foto al ”tuo” corridore professionista senza la raffica di scatti? Prima lo devi individuare tra gli altri, poi puntare l’obiettivo e quindi scattare… ed è già fuori dal centro della tua foto.

1957 06 03 Lettere dal Giro / Si fa dura

Una lettera-cartolina dal formato davvero originale, una sorta di pieghevole illustrato dell’Hotel Chateau Bellevue a Sierre, presso Sion, in Svizzera, scritta ed inviata però da Varese la sera seguente. Anche il contenuto è interessate, leggiamolo.

Varese 3-6-57

Cara Luisa,
due righe alla svelta per dirti che ti ricordo sempre. Ho appena finito di leggere la tua gentile letterina. Grazie infinite per la stima che hai di me quale combattente e coraggioso ciclista, ma tutta la Volontà ha un limite.
Se ieri ti avessi scritto da Sion ti avrei detto che la fatica provata in quella tappa è cosa impossibile, oggi invece ti dico che correre nelle condizioni in cui si è corso è addirittura inumano. Però con questo non voglio dire di essere “finito”. 200 Km. con l’acqua, al Sempione tormenta e neve ai lati della strada, a 2000 mt. di altezza, la discesa, il fango! Francamente se avessi seguito la corsa non avrei giocato niente a mio favore. Invece, non solo son passato attraverso a quest’inferno ma ho atteso il mio compagno Mori che era caduto in discesa ed in seguito aveva forato. In complesso sono soddisfatto perché senza il Mori sarei arrivato sicuramente coi primi. Nel contempo sono anche disgustato per cose che ti dirò a suo tempo.
Saluti a tutti quelli che mi ricordano e a casa. Una sola riga, per dirti che ti amo tanto e che quando avrai letto questa probabilmente ti bacerò. Per ora baci in carta. Vasco

Ma cosa saranno state quelle “cose” tali da disgustare Vasco? Ha preferito non scriverle. Possiamo fare le ipotesi più disparate, ma la più probabile è l’aver assistito a qualche scorrettezza sportiva. Una di quelle per cui ci si chiede se i dilettanti con cui correva fino ad un paio di anni prima non si chiamassero “i puri” per caso… Nella lettera si sofferma invece a raccontare la fatica dei momenti duri del Giro. La tappa del giorno precedente, la Saint-Vincent – Sion di 134 Km, con in mezzo il passo del Gran San Bernardo, strada tutta buche, sassi, polvere e fango, tra muri di neve, con minaccia di slavine, a 2400 metri di altitudine il vento freddo non manca. Non ce la faceva proprio alla sera a mettersi seduto e scrivere a Luisa. Prende però la cartolina-depliant, ci sarà un attimo per scrivere il giorno successivo, dopo la tappa Sion – Varese di 229 Km con la scalata del Sempione, vento, pioggia, nebbia, temperature sotto lo zero: arriva a chiamarla “un inferno”. Ma pochi giorni ancora e potrà riabbracciare Luisa! sta forse già pensando al traguardo di Milano? no, Vasco si riferisce alle tappe da correre in Trentino: la Como – Monte Bondone, che sconvolgerà la classifica segnando il destino di questo Giro, e la Trento – Levico attraverso il passo del Brocon: sono queste le occasioni che avrà per riabbracciare la Luisa.

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.

1957 05 31 Lettere dal Giro / La caduta

Leggere la lettera di Vasco sulla sua caduta alla conclusione della tappa Montecatini – Forte dei Marmi a cronometro o leggere la suggestiva istantanea sotto riportata è un tutt’uno.

Vasco non si perde d’animo, raccoglie tutto quanto è necessario da regolamento per attraversare lentissimo il traguardo che è a poche decine di metri di distanza e rimanere così ancora in gara, assieme ad altri 93 corridori sui 119 partiti.

12a Tappa: Montecatini – Forte dei Marmi (58 Km, cronometro)

Genova 31 – 5 – 57
Cara Luisa,
Due righe alla svelta per assicurarti che sto meglio, della brutta caduta di ieri a 200 m. dal traguardo non mi è rimasto che il ricordo e qualche spellatura, un po’ di male alle parti ammaccate e nulla più. Oggi dopo averti telefonato ero ancora indeciso se partire o meno, poi ho visto il bel sole, che mi ha ridato il morale, e via! Mi preoccupa soltanto il raffreddore e un po’ di tosse che spero col buon tempo se ne vada così da essere pronto sulle strade di casa.
Per spiegarti in breve il volo di ieri, stavo terminando la mia fatica contro il tempo e arrivato al limite dei 500 m dal traguardo mi rialzo sui pedali per fare la volata cercando di guadagnare qualche secondo, venivo veramente forte, appena superata la linea dei duecento metri uno spettatore mi attraversa da destra a sinistra proprio a 2 metri davanti, l’ho preso in pieno! non puoi immaginare quanto e cosa sia stato il caos, io urlavo per il colpo ricevuto in pieno petto, la gente si contendeva il mio corpo, uno tirava di qua e l’altro di là, finché mi è riuscito a svincolarmi, cercare la mia bici ridotta a un ‘8’, senza scarpe, passare il traguardo e non capire più niente fu un tutt’uno, mi caricarono sul Giro Clinica e mi portarono all’albergo.
Questo quanto mi è successo. Ora però grazie a Dio sto meglio, non ti preoccupare, anzi se ti è possibile avvisa anche a casa mia, sono sicuro che nei prossimi giorni starò anche meglio. Domani partirò per St. Vincent.
Ti ho pensata mentre… sì, mentre piangevo, un po’ dal dolore ma soprattutto dalla rabbia […] ma verrà presto il giorno di Trento così da poterti dire tante cose, a volte mal represse; ho voglia di sfogarmi, di raccontare a qualcuno le mie piccole pene.[…]
Affettuosissimi bacioni dal tuo Vasco.

Forte dei Marmi, 30 maggio 1957. La disperazione di Vasco. Il suo Giro poteva finire così. Invece raccolta la bici e le scarpe volate via riesce lentamente a raggiungere e superare il traguardo e a rimanere in gara.
30-5-1957 – Così, quel giorno, teso prima della partenza da Montecatini. Sono gli amici Giovacchino Molinconi e Alessandro Casagrande di Prato, dove Vasco si era fatto voler bene da molti, a scattare la foto e a farla avere con affetto a Vasco.

1957 05 23 Lettere dal Giro / Pellegrino

Non ha senso riportare la cronaca ufficiale, che riguarda più che altro i grandi protagonisti del Giro, e che è agevolmente reperibile negli archivi storici dei giornali nazionali con i commenti dei cronisti esperti. Piuttosto interessanti possono essere, invece, gli stralci di alcune lettere o le cartoline inviate dal Giro, che fanno meglio capire la fatica e gli stati d’animo di un Vasco gregario nel 1957.

Sesta Tappa: Loreto – Terni, 175 km

Terni, 23 – 5 – 1957

Luisa cara,
dovevo scriverti ieri, ma dopo una corsa di 235 Km [la Cattolica-Loreto], tirata a tutta birra e dopo aver lavorato parecchio per fare il gioco agli amici di squadra, non ne avevo tanta voglia. Oggi sarei nelle stesse condizioni, ma ho ricevuto la tua gentile lettera che mi porta un po’ di conforto dopo 6 giorni di fatiche… sai è veramente un inferno, tutti i giorni battaglia, oggi per favorire un attacco, domani per difenderli dagli altri, e così via, medie sbalorditive, arrivi sempre numerosi, e sarà difficile farmi notare. Oggi poi sono stato particolarmente male, salita in partenza, male alle gambe, staccato poi in ogni salita, arrischiare l’osso del collo in discesa, rientrare coi primi all’ultimo km. Questa in sintesi la sesta tappa del mio primo Giro. Per poi sentirti dire che non ti hanno mai visto davanti e che se non si lavora non si ripartiscono i premi. Non vogliono vedere i gregari arrivare assieme al capitano, oggi poi erano neri, staccato su tutte le salite (che non erano poi durissime, quelle verranno nei prossimi giorni) e all’arrivo essere coi primi!
Ho tanta nostalgia di casa Luisella cara, e dopo queste chiacchiere e qualche tiratina di collo a 45 all’ora mi vien proprio la voglia di piantar baracca e burattini e tornarmene a casa.
Ma poi penso che il peggio tornerebbe a me, e allora proviamo a tirare avanti finché va. E’ la vita, ti penso sovente specie quando mancano pochi km al culmine di ogni salita, e penso che sarebbe meglio a Rovereto… poi la discesa mi affascina e come in un vortice piombo a ridosso dei primi, come d’incanto svanisce la fatica, ripenso a te e dico: Luisa, anche oggi è fatta.
Alla sera rifacendo le fasi della corsa e pensando alla nuova fatica che mi aspetta rabbrividisco, poi tutto passa col sopraggiungere del sonno. […]
tuo Vasco

1957 05 18 Tutte le tappe / E gli alberghi

Un utilissimo schema de La Gazzetta dello Sport permette a Luisa di seguire passo passo dove si trova Vasco ogni giorno del Giro ed in quale albergo soggiorna la squadra. E’ infatti così che può inviargli giornalmente una cartolina di incoraggiamento e di vicinanza.

40° Giro d’Italia 18 maggio – 9 giugno 1957 – Km 3920 – Tappe 21

(click per vedere il foglio intero)
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SERVIZIO POSTALE: il telebus postale del Ministero delle Telecomunicazioni è parcheggiato nella piazza dello spettacolo serale. Tutta la corrispondenza è ritirabile ogni giorno al Quartiertappa – dall’arrivo della corsa alle ore 19 – ove è a disposizione un apposito casellario nominativo.

PASSAGGIO DI FRONTIERA: Sabato 1° giugno, presso una sala dell’Albergo Billia di St. Vincent, si effettueranno i preliminari per il passaggio di frontiera alla presenza dei Funzionari italiani e svizzeri di Polizia e di Dogana. Ciascun conduttore di automezzo dovrà presentarsi con il libretto di circolazione. Dovrà portare altresì un documento di riconoscimento personale (carta d’identità, patente d’auto, passaporto, licenza di caccia, ecc.) di tutte le persone che saranno a bordo del proprio automezzo.

n 68 pettorale Giro d?Italia di vasco Modena
Vasco corre il giro con il dorsale nr. 68. I partenti sono 119.

La partenza del Giro è a Milano, più precisamente a Metanopoli, con una cerimonia di apertura in pompa magna e l’attrice Liliana Feldmann che si cala da un elicottero indossando la Maglia Rosa.

1957 05 14 Giro d’Italia / La dotazione

La convocazione ufficiale al 40° Giro d’Italia arriva a Vasco per mezzo di un espresso su velina gialla della Bif, Cremona. E’ interessante notare la dotazione che il corridore, come un soldato, deve portare con sé: oltre all’arma principale, cioè la bicicletta, dovrà portare la divisa, da curare per tutte le settimane del Giro lavando personalmente a mano gli indumenti e la biancheria dopo aver corso ogni tappa.

ESPRESSO - Cremona, 14 maggio 1957
Egr. Sig. MODENA VASCO presso Sig. BROCCARDO - T R E N T O
40^ GIRO D’ITALIA 
La presente per confermare la Vs. partecipazione al 40^ GIRO D'ITALIA. Dovete pertanto trovarVi alle ore 18 di GIOVEDI' 16 MAGGIO p.v. presso l'ALBERGO ARGENTINA - MILANO, agli ordini del direttore sportivo Sig. SILVIO PEDRONI. Vi preghiamo pertanto di voler portare, oltre alla bicicletta, il seguente materiale presso di Voi esistente: - TUTA COMPLETA - MAGLIONE - TRE MAGLIETTA CON MANICHE CORTE - TRE CALZONCINI. Distinti saluti. G.S. Bif Cremona
Espresso con il quale Vasco riceve la convocazione al Giro d’Italia 1957

ESPRESSO – Cremona, 14 maggio 1957
Egr. Sig. MODENA VASCO presso Sig. BROCCARDO – T R E N T O
40^ GIRO D’ITALIA
La presente per confermare la Vs. partecipazione al 40^ GIRO D’ITALIA. Dovete pertanto trovarVi alle ore 18 di GIOVEDI’ 16 MAGGIO p.v. presso l’ALBERGO ARGENTINA – MILANO, agli ordini del direttore sportivo Sig. SILVIO PEDRONI. Vi preghiamo pertanto di voler portare, oltre alla bicicletta, il seguente materiale presso di Voi esistente: – TUTA COMPLETA – MAGLIONE – TRE MAGLIETTA CON MANICHE CORTE – TRE CALZONCINI. Distinti saluti. G.S. Bif Cremona

Così si spostava il ciclista, anche in occasioni dei grandi giri: bici in una mano e valigia nell'altra. Nella foto lo spagnolo Federico Bahamontes (Tour 1960).
Così si spostava il ciclista in quegli anni, anche se professionista ad un grande giro: bici in una mano e valigia nell’altra. Nella iconica foto, inserita qui come esempio, il corridore spagnolo Federico Bahamontes e ne torna a casa, da solo, in seguito al ritiro per malattia dopo due sole tappe del Tour de France del ’60. Era stato il vincitore del Tour de France del 1959.
La squadra Bif che partecipa al 40° Giro d'Italia, nel 1957
La squadra Bif, partecipante al 40° Giro d’Italia: Gianni Ferlenghi, Nino Assirelli, Pasquale Fornara, Pierino Baffi, Walter Serena, Vasco Modena, Mario Mori. Il direttore è sportivo Silvio Pedroni. Il meccanico in corsa è Franco Priori. Non presente nella illustrazione, anche Remo Accordi corre il Giro per la Bif.