1957 05 12 Giro del Piemonte / Riscaldamento

Il Giro del Piemonte è considerato una specie di ”riscaldamento” per il Giro d’Italia, che avrà luogo di lì a qualche giorno. Alla gara piemontese Vasco è uno di quelli che ci dà dentro, sempre a far parte dei ripetuti gruppetti di fuggiaschi e arriva bene, anche se un po’ staccato, piazzandosi al 12° posto.

Torino, 12 – Prima di presentare un quadro completo di questa strano Giro del Piemonte, ci piace esprimere un vivacissimo elogio a Silvano Ciampi, splendido vincitore in volata, e a coloro che dal ragazzone toscano sono stati battuti, e cioè Michelon, Fini, Zamboni, Cainero, Gaggero, Coletto, Tosato, Germano Barale, Fabbri, ed anche a Giusti, Modena, Nascibene, Sabbadin ed allo sfortunato Conterno. Sono stati i suddetti a dare alla corsa la loro impronta per la generosa condotta, per l’abnegazione e il coraggio con cui hanno saputo lottare, ponendo in difficoltà tutti coloro che la carta considerava come i più quotati protagonisti del Giro del Piemonte. A cinque giorni dal Giro d’Italia, …

Immancabile la cartolina a Luisa. Torino 11-5-57. Infiniti saluti e bacioni. Tuo Vasco

Intanto tutto è pronto per il Giro d’Italia 1957, a cominciare dalle figurine per l’album; Modena Vasco ha la figurina numero 62, con una didascalia un po’ farlocca: E’ memorabile la sua vittoria nella Milano Modena del 1956 – mentre la sua sbalorditiva vittoria del ’56 era stata la Coppa Bernocchi. Di certo il terzo posto alla Milano Vignola era stato fondamentale per la sua partecipazione alla Bernocchi.

1957 04 26 C’era una Vuelta / Che non c’era

Diversamente da come era stato pubblicato sui giornali di marzo a proposito della squadra italiana che avrebbe dovuto partecipare alla XII Vuelta Ciclistica di Spagna, Vasco, così come Baffi, o Moser, non fanno parte della squadra che a fine aprile ha preso effettivamente parte al Giro ciclistico di Spagna con direttore sportivo Tomas Petrelli. Per Vasco la prevista Vuelta non c’è stata. Come mai? ”Mah, alla fine i dirigenti non si sono trovati d’accordo”, ha semplicemente raccontato un giorno.

17 dicembre 1956

Angelo Conterno, vincitore dell’ultima edizione del Giro Ciclistico di Spagna, è stato nuovamente interpellato dagli organizzatori della massima corsa a tappe spagnola che avrà luogo dal 26 aprile al 12 maggio, per prendere parte alla competizione guidando una squadra italiana. L’offerta fatta per venire è molto vantaggiosa. A Conterno è stato dato pure incarico di scegliersi alcuni compagni. Il corridore torinese ha in proposito fatto i nomi di Vasco Modena e Pierino Baffi.

Milano – 3 . Mentre si avvicina la data in cui avrà inizio il Giro ciclistico di Spagna, che come noto prenderà il via il 26 aprile per terminare il 12 maggio, procede attivamente la formazione delle varie squadre che saranno presenti alla Vuelta.
La squadra italiana sarà composta dai seguenti corridori: Boni, Carlesi, Accordi, Fornara, Favero, Ferlenghi, Modena, Nencini, Piazza e Kazianka. Moser anche ha inviato la sua domanda di partecipazione, quindi si crede prenderà il posto di uno dei dieci corridoi già iscritti. (da L’Unità, 6 marzo 1957)


Equipo Italiano en la Vuelta a Espana. Milan 6. El equipo de Italia que parteciperà en la Vuelta Ciclistica da Espana estarà compuesto pos lor corredores Guido Boni, Guido Carlesi, Renzo Accordi, Pasquale Fornara, Vito Favero, Gianni Ferlenghi, Vasco Modena, Gastone Nencini, Donato Piazza e Kazianka.
Es posible que Aldo Moser, que figura en la candidatura, ocupe la plaza de algunos de los seis corredores deignados oficialmente. (ABC Madrid, 7 de Marzo, 1957)


Alla fine la squadra italiana che prende parte alla Vuelta Ciclistica da Espana del 1957 sarà composta da Guido Boni, Guido Carlesi, Renzo Accordi, Pasquale Fornara, Vito Favero, Gianni Ferlenghi, Gastone Nencini, Donato Piazza, Nino Assirelli, Rino Benedetti, Mario Baroni e Bruno Tognaccini.

Le figurine per gli album per ragazzi e appassionati, però, erano già pronte… ed ogni tanto appare anche una figurina come questa tra le mani degli appassionati di collezionismo sportivo, dove Vasco ha una capigliatura di una tinta un po’ improbabile, ma che ricorda quando da dilettante i giornali lo etichettavano come ”il biondo Vasco”.

FHER editore – Modena (Italia) N. 47

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1957 04 16 Giro di Sicilia a tappe / Il viaggio al sud

Subito prima di partecipare al Giro di Sicilia, il 14 di aprile Vasco prende parte anche al 25° Giro di Campania, di 247 Km. Si posiziona al 46° posto dei 136 corridori iscritti. Sperava forse in meglio, scrive infatti così in una lettera inviata alla sua Luisa il 15 aprile, su una carta proprio di questa tinta:

Stavo bene, non pensavo ad un viaggio in macchina che oserei dire disastroso. Infatti partimmo da Cremona venerdì mattina alle 8 con l’itinerario: Passo Cisa, Pontremoli, Livorno, Roma, Napoli, tutta strada di riviera. Partimmo col maltempo e alla Cisa non si poteva passare causa una bufera di neve. Ritornammo fino a Parma e lì a Bologna, Rimini, Pescara, Roccaraso, Cassino, Napoli e arrivammo alle 13 di sabato in poco buone condizioni. Della gara non ti dico niente, solo patire!

Cartolina inviata da Napoli il 13 aprile 1957
Napoli 13-4-57. La prima cosa da fare, comunque, è inviare una cartolina a Luisa, firmata anche da Fornara, Baffi, Ferlenghi, Zagano, Serena, Ferrari, Mori, Assirelli e dal direttore sportivo Pedroni. La squadra BIF al completo dopo aver compiuto il ‘disastroso’ viaggio al sud raccontato da Vasco.
Ordine di arrivo del 25 Giro di Campania 14 aprile 1957
(click per leggere) ordine di arrivo della gara vinta da Giorgio Albani il 14 aprile 1957

IL GIRO DI SICILIA PARTITO STAMANE

Ora, dopo una notte in mare agitato dove si ballava per benino eccomi pronto ad iniziare il giro di Sicilia. Sto abbastanza bene, sperando che coi chilometri e col sole, che si fa desiderare anche qua, mi metta in condizione di far bene. […] Quando riceverai questa lettera sarò in corsa per la seconda tappa Messina-Etna. Mandami un pensierino. Grazie!

Il Giro di Sicilia si svolge in 6 tappe, dal 16 al 21 aprile. Per la Bif sono presenti, oltre a Vasco, Alfo Ferrari, Mario Mori e Walter Serena. Sono 72 i partiti da Palermo dei 90 iscritti. I traguardi di tappa sono a Messina, Etna, Ragusa, Enna, Sciacca, e il finale a Palermo, dopo poco più di 1100 chilometri. Vasco chiuderà in classifica generale al 19° posto, con una bella fuga a due sulla salita dell’Etna intrapresa il secondo giorno, interrotta poi da una caduta che ha gli suggerito maggior cautela nel resto del giro. La sua gioia di ciclista traspare dalla foto scattata a Enna, alla partenza della quinta tappa.

Cartolina per Luisa da Enna (19-4-1957)

1957 03 03 Inizio gare / Sassari – Cagliari e altre

Sono numerose ed impegnative le gare di marzo, oltre agli spostamenti da un capo all’altro d’Italia. Si incomincia dalla Sardegna. Con Fornara e con i compagni di squadra Baffi, Ferlenghi e Serena, Vasco partecipa alla prima grande corsa di stagione del 1957, la Sassari – Cagliari, di Km 225, che conclude al 41° posto sui 73 concorrenti che hanno preso il via. Non senza aver inviato una cartolina a Luisa appena giunto sull’isola, firmata dai compagni di squadra della BIF.

2 marzo 1957 – da Sassari arrivano a Luisa via cartolina illustrata cordialità e bacioni di Vasco, a cui si aggiungono le firme di Baffi, Ferlenghi e Serena.

Vasco si classifica 41° alla Sassari-Cagliari, vinta da De Bruyne. Il compagno di squadra Ferlenghi arriva 7° con il gruppetto dei primi.

Il 10 marzo 1957, partecipa alla Milano-Torino, di 233 km, ma è costretto a ritirarsi. Rimane inquadrato in una foto sulla Gazzetta nelle operazioni di punzonatura del giorno avanti. Sarà Poblet ad aggiudicarsi la vittoria della gara, mentre Fornara sarà 13° col grosso del gruppo.

Pur essendo Fornara il soggetto della fotografia, Vasco finisce sulla Gazzetta in occasione della punzonatura per la Milano-Torino.

Soddisfatto della sua corsa, invece, al 19 marzo, la classica Milano-Sanremo. Sono 215 i partiti. Quando a Ovada il plotone è in ritardo di 9 minuti, Conterno con Modena, Senn, Gervasoni, Pavesi e Giusti si buttano alla caccia dei primi con l’intento di rallentare l’azione offensiva in vista della salita al Turchino, abbassando il distacco di 2’15”. Al valico Conterno, Modena, Giusti sono a 7′ 06″, mentre il gruppo è in ritardo ancora di 8’30”. A Savona grazie al loro sforzo il gruppo si porta a 5′ 35″. Ma a Loano il capitano Fornara fora e Vasco rimane con lui. Arrivano al traguardo col grosso del gruppo a 3’33”, e si posizionano al 17° posto ex aequo. La vittoria va nuovamente allo spagnolo Miguel Poblet.

Il dorsale di Vasco, Numero 56, della Milano Sanremo 1957

A pochi giorni di distanza dalla Milano-Sanremo si scende in fondo all’Italia per partecipare il 24 marzo al Giro di Reggio Calabria, 269 chilometri, che Vasco conclude al 46° posto. E’ Nencini ad aggiudicarsi la vittoria in volata su Aldo Moser che si deve accontentare del secondo posto pur essendo il vincitore morale.

Dorsale numero 71 con cui Vasco ha corso il Giro di Reggio Calabria del 1957
Reggio Calabria 23-3-57. Con infiniti bacioni. Tuo Vasco. Baffi. Ferlenghi. Mori.

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1957 02 16 Pasquale Fornara / Il capitano

Il 4 febbraio raggiunge l’Hotel Flora a Gardone Riviera (Brescia) anche il capitano. La squadra è ora al completo. L’idea di stare assieme non è solo quella di allenarsi, ma anche di conoscersi bene per raggiungere il giusto affiatamento, indispensabile in corsa. I gregari devono essere a disposizione del loro capitano per aiutarlo a raggiungere quello che è l’obiettivo di squadra: farlo vincere.

E Pasquale Fornara, detto Pasqualino, che a quella data vantava sette giorni in maglia rosa al Giro nell’anno precedente dopo essersi aggiudicato il Tour de Romandie, vincitore del giro di Svizzera del ’52 e ’54, era un corridore di gran classe che godeva della stima dei suoi gregari.


Qualche lettera, qualche cartolina a Luisa, ma il cuore ora deve concentrarsi a fare il suo lavoro di muscolo.
La Squadra BIF, forse al Museo della Guerra nel Castello di Rovereto. Mario Mori, Alfredo Zagano, Vasco Modena, Walter Serena, Alfo Ferrari, Gianni Ferlenghi, Pasquale Fornara, Pierino Baffi [probabilmente non citati tutti nell’ordine corretto]
La «Olivo» di Arco era la società con cui Vasco aveva esordito nel 1948. Assieme al presidente concorda una festa per la serata di sabato 9 febbraio a cui partecipa tutta la squadra BIF.

La BIF si presenta

Vasco si rilassa con un compagno di squadra, il neo-professionista Alfredo Zagano, ignaro dello stato dei calzini mostrati in primo piano!

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1957 02 01 Un anno con la Bif / La squadra

L’ingaggio con la B.I.F. per il nuovo anno è assicurato. Il contratto con cui Vasco si era aggregato alla squadra nel marzo 1956 prevedeva una retribuzione mensile che ammontava a sole 20.000 lire. Questa volta si parla di uno stipendio di 75.000 lire. Sembra un sogno!

UNIONE VELOCIPEDISTICA ITALIANA ROMA
INDIPENDENTE INDEPENDANT 
Modena Vasco
Gruppo Sport. BIF CREMONA
LICENZA n. 43
valevole fino al 31 dicembre 1957
La licenza di Vasco Modena per l’anno 1957
Il primo stipendio del 1957

Iniziano gli allenamenti collegiali sulla riviera gardesana. La sede della pattuglia cremonese è presso l’Albergo Flora a Barbarano, nei pressi di Gardone Riviera. La squadra ufficiale di Fornara è formata da Baffi, Ferlenghi, Mori, Serena e Vasco Modena, cui si aggiungono Zagano, Ferrari, E sulle strade del Garda Vasco è di casa, si sente in perfetta forma.

Luisa riceve una cartolina datata 3 febbraio firmata dalla squadra – escluso Fornara, che quel giorno ancora non era a Gardone.

Click per vedere il retro con le firme, oltre che di Vasco, di Zagano Alfredo, Serena, S. Pedroni, Pierino Baffi, Ferlenghi, Mario Mori, ed altre.

La «BIF» si allena sulla Gardesana

In attesa di Pasqualino Fornara, che raggiungerà i compagni nei prossimi giorni, la svelta compagine della BIF si allena con impegno sulla Gardesana agli ordini di Silvio Pedroni. Ecco da sinistra: Mori, Modena, Serena, Ferrari, Ferlenghi, Baffi e Zagano.

Barbarano, 5 febbraio 1957 – Un saluto ai «leoncelli» ed eccoci poco dopo all’albergo Flora, quartiere generale della «Bif». Unico presente è Vasco Modena che ci accoglie con un cordiale sorriso che spicca su di un viso affilato e decisamente magro. Il proprietario dell’albergo, il cordiale signor Italo Mondini, ci assicura sulla salute di Modena che è in ottima forma nonostante il suo aspetto un poco smunto. Da parte sua, il bravo corridore trentino, dopo aver confermato le dichiarazioni di Mondini, afferma che le sua aspirazioni per la prossima stagione sono particolarmente rivolte alle gare a cronometro nelle quali ha dimostrato di andare veramente forte. La prima gara della stagione sarà la Milano-Torino ed in seguito il Giro d’Italia e le altre gare quali il suo direttore sportivo intenderà inviarlo e fra queste figurerà molto probabilmente anche il Giro di Spagna.

Walter Serena, invece, secondo della troupe ad arrivare a Barbarano, inizierà l’attività con la Settimana Sarda per poi dedicarsi con particolare impegno alle corse a tappe. Anche Baffi, terzo arrivo della giornata con l’ex-dilettante Zagano, darà avvio alla stagione con la Settimana Sarda che gli consentirà di completare il rodaggio; poi parteciperà alle gare in linea di maggior rilievo ed ai Giri d’Italia e di Spagna.
Verso sera giungevano anche i rimanenti componenti della squadra e precisamente Ferlenghi, Ferrari e Mori. Per completare la formazione mancava solo Pasquale Fornara atteso per domani.
Una constatazione generale fatta sui corridori in allenamento sul Garda è che tutti godono di ottima salute. Le mete preferite per le sgroppate quotidiane sono le puntate verso Riva e, più di rado, verso Desenzano e oltre.

Sandro Valerio

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1957 01 22 Pre inizio di stagione / Soggiorno arcense

Vengono ad intrecciarsi nuovamente i nomi di Vasco Modena e dell’amico e rivale Rino Parisi. Rino Parisi, passato ai professionisti nel 1952 con la Willier Triestina, nel ’54 smette di correre. Ma nel ’57, forse solleticato dai risultati di Vasco, riprende le gare con una nuova squadra, la Cali-Broni di Girardengo, capitanata da Loreto Petrucci. L’idea riportata dai giornali è quella che i due passino del tempo assieme per sgranchirsi un po’ le gambe, prima dell’inizio degli allenamenti ufficiali. Ne parlano i giornali locali, ne parla anche Stadio.

Modesti i propositi di Vasco Modena

Il clamoroso vincitore di Legnano
Stadio, 22 gennaio 1957

TRENTO, gennaio – E’ indubbio che il più sensazionale «colpo» della stagione passata fu costituito dalla clamorosa affermazione di Vasco Modena nella Coppa Bernocchi, ultima prova del campionato italiano assoluto. Fu per tutti una grossa sorpresa la vittoria del pedalatore di Mori davanti al «campionissimo» Fausto Coppi; per tutti, meno uno, però. L’unico a pronosticare la vittoria di Modena a Legnano fu «Marietto» (proprietario dell’albergo presso il quale Modena si è trasferito da quasi un anno a pensione) il quale, anche adesso, non ha difficoltà ad ammettere:
– Lo seguivo durante gli allenamenti e mi accorgevo che le «tirate» di Vasco mettevano in difficoltà la mia auto, allora mi dissi: un corridore che marcia così non può trovare nessuno che lo batta. Così avvenne, infatti, e quando Modena tornò qui dopo la vittoria dovette subito sborsare i quattrini della scommessa che aveva voluto fare con me, non credendo alla mia facile previsione.
Già, perché lo stesso Modena non era convinto di riuscire a realizzare il formidabile exploit sul cui valore assoluto non è certo il caso di insistere: i 43 di media nell’ultimo dei quattro giri dicono qual’era la sua cadenza.
– Non credevo di farcela – spiega Modena – perché cento chilometri mi parevano troppi, temevo di crollare alla distanza ed invece fu alla distanza che venni fuori. Debbo riconoscere però che fu Vittorio Broccardo (il fratello di don Gino, che fu agli inizi della sua carriera il notissimo «prete di Moser») che mi guidò in maniera magistrale; le tabelle ed i segnali che avevamo preparato funzionarono a meraviglia e quando all’ultimo giro mi disse «adesso spingi più che puoi» mi pareva di volare…
– … ed effettivamente lei volò in quel giro – gli diciamo. – ci sa spiegare come accadde, invece, che non volò altrettanto nel Trofeo Baracchi?
Per me è chiaro: non sono in grado di correre con un altro che parta forte come fece Fornara sino dal via da Bergamo. C’era bisogno di volare subito per non perdere ed io. invece, sono un po’ tardo a mettermi in azione. Si ricorda che a Legnano alla fine del primo giro ero tredicesimo fra i quindici partiti? I 46 all’ora non sono per me…
In quanto modestia Modena non deve imparare nulla da nessuno certamente. Ce ne convinciamo ancora di più quando dal passato prossimo passiamo al futuro. Il nostro interlocutore non si sbottona troppo, anzi:
– Cercherò di non sfigurare – dice – Se per caso mi capiterà di ripetere qualche «colpo» sul tipo di quello di Legnano tanto meglio, ma di previsioni non ne voglio fare.
– Neanche per le gare a cronometro?
– No, non le temo e qualcuna ne farò, ma mi andrà sempre bene?
I programmi di Modena sono quelli della «Bif» per la quale ha corso nel 1956 e per la quale correrà certamente il suo primo Giro d’Italia quest’anno. Intanto l’ossuto trentino ha già iniziato a pedalare sulle strade gardesane – si è trasferito ad Arco – assieme a Rino Parisi un non dimenticato scalatore che, dopo tre anni di inattività, ritorna alle gare in questa stagione e che, forse per rimettere in mostra le proprie qualità, conta di farsi onore in occasione del suo debutto come indipendente che avrà luogo nella Nizza – Mont Agel.
Modena ha, in particolare, una questione che gli sta molto a cuore: è l’affiatamento con Fornara, il suo «capitano» nel quale crede ed al quale vuol essere utile. I Broccardo, «Marietto» e gli altri numerosi estimatori del vincitore di Legnano sono però convinti che gli orizzonti di Modena potranno essere ben più luminosi. [Nella foto: Trento – Vasco Modena passa il tempo ascoltando le canzoni assieme ad una sua ammiratrice]
d. r.

Modena e Parisi ospiti ad Arco



Martedi, 22 gennaio 1957 – Con lunedì Vasco Modena, l’ex alfiere della Olivo in campo ciclistico è ospite della nostra città assieme al collega Rino Parisi, per una quindicina di giorni. La notizia certamente verrà accolta con piacere dagli sportivi arcensi specialmente di quelli che lo hanno seguito ed ammirato nella sua carriera dilettantistica con particolare riferimento ai suoi esordi in campo ciclistico fatti con i colori della società arcese. Vasco Modena e Rino Parisi sono stati invitati a trascorrere questo periodo immediatamente precedente alla ripresa dell’attività dal titolare della trattoria “da Guido” in via Bettinazzi il quale, appassionato al ciclismo e allo sport in genere, ci ha dichiarato di essere orgoglioso di ospitare i due valorosi atleti che dopo essere passati attraverso la difficile trafila dilettantistica si sono meritati la promozione nel professionismo. Da parte nostra li salutiamo augurando loro una ottima permanenza. [Nella foto: Vasco Modena nel 1948 quando correva per i colori della OLIVO di Arco ]

Conversando con il campione – Soggiorno arcense di Vasco Modena

Vasco Modena, inutile dirlo, è tornato volentieri a rivivere nel nostro centro, a rivedere i vecchi amici, dirigenti e sostenitori. Vi sente anche un tantino di nostalgia nel rivedere quei luoghi che per primi l’hanno avviato alla carriera sportiva e che lo hanno visto, ancora ragazzo 18enne dare le prime pedalate che lo avrebbero portato così lontano. Così ci ha detto lui stesso in un breve colloquio concessoci nella serata stessa di lunedì appena sceso nell’albergo «da Guido» del cui titolare, il tifoso Guido Orefice, sarà ospite una quindicina di giorni. Contrariamente a quanto avevamo annunciato nel numero di lunedì, e contrariamente a quanto in precedenza confermato dall’interessato stesso, per imprevisti ed imprescindibili impegni Rino Parisi non è potuto essere della partita. Al suo posto, in un secondo tempo, sarebbe invece previsto l’arrivo di Pintarelli.
Vasco Modena ci ha ricevuti con il suo ampio e bonario sorriso di atleta modesto anche se al suo attivo nel primo anno di professionismo già registri delle ottime affermazioni oltre alla superba vittoria ottenuta nella Bernocchi. Passa le giornate compiendo delle leggere puntate sulla Gardesana allo scopo di svegliare i garretti in vista delle vere e proprie sgroppate di allentamento collegiale in programma per il prossimo mese con la squadra della Bif nella sede di Gardone, ove soggiornerà. Fa calcolo, Vasco Modena, di iniziare le propria attività della vicina stagione con la Milano – Torino. In quanto a ciò che, secondo lui, pronostica o spera di fare e di realizzare ha risposto di … «non dichiarare perché se a voialtri dico una mezza parola me la trasformate in un… romanzo a puntate. Farò quello che le mie possibilità, ed i miei colleghi, mi permetteranno di fare».

1956 11 04 Trofeo Baracchi / Fine stagione a coppie

feci due o tre rinnovi e guadagnai ancora qualche cosa

Dopo la Bernocchi ci sono alcune altre gare per Vasco, ma non il Circuito degli Assi di Lavis… che, come abbiamo visto, avrebbe dovuto ben presto metterlo nuovamente a confronto con Fausto Coppi. Ma i suoi stessi dirigenti non glielo consentono. E pur avendo ricevuto una offerta di ingaggio per il G.P. Campari a cronometro sul circuito di Lugano al 14 ottobre (che da sola gli avrebbe fruttato 350.000 lire), Vasco nuovamente non ha il benestare dei suoi dirigenti: la ”rivincita a cronometro” in una gara in cui Coppi sia presente non s’ha da fare.


… gli italiani presenti al Gran Premio Campari saranno, con Pasqualino, ben quattro.

* * *

Gli organizzatori del G.P. Campari si erano messi in contatto, appena dopo la vittoria di Legnano, con Vasco Modena. Il corridore trentino aveva accettato. Ma poi sarebbero intervenuti i dirigenti della sua casa a dire un categorico no.

Quel giorno, anziché al Campari, Vasco partecipa alla terza edizione del Circuito di Cologno Monzese, denominata Gran Criterium Latteor, che quell’anno si corre in edizione ”dietro motori”. Il suo nome appare anche nella locandina dell’evento. La moto è pilotata da Bruno Pellizzari, ma concludono senza peraltro superare lo sbarramento della batteria.

Locandina dell’evento del Circuito dietro motori di Cologno Monzese (ripresa dalla sezione storica della biblioteca di Cologno)

Il 21 ottobre partecipa al Giro di Lombardia, dove arriva al cinquantesimo posto sui 130 partiti, a 11′ dal vincitore. Il 1. di novembre è al Criterium degli Assi di Rovereto, la sua Rovereto, articolato su un percorso da ripetere sessanta volte per un totale di 100 km, dove si posiziona 13° nella volata vinta da Cleto Maule. Ed infine l’ultimo prestigioso appuntamento di stagione, il Trofeo Baracchi al 4 novembre; è anche l’ultima annotazione che si trova sul quadernetto di Vasco:

terminai col trofeo Baracchi con Fornara ed arrivammo sesti (lire 1.200.000).

Sono dieci le coppie di professionisti invitate a partecipare al Trofeo Baracchi a cronometro con partenza da Bergamo e arrivo al Vigorelli di Milano, alla presenza di 8000 persone. La coppia Fornara – Modena si posiziona al sesto posto. L’ultimo dato trascritto sul quaderno è una cifra, ed è relativa al compenso ottenuto. Un bel gruzzoletto che assieme alle 500.000 lire della Bernocchi finalmente permettono di completare l’arredamento di casa: dopo tanta attesa il matrimonio con Luisa si farà al più presto (dirigenti permettendo…). Va infatti tenuto presente che il mensile di Vasco nel 1956 si aggira sulle 20.000 lire, quindi questi premi hanno fatto la differenza. L’ingaggio per l’anno successivo, a seguito delle prestazioni ottenute, sarà aumentato.


Fornara- Modena: sesti (click per vedere il ritaglio di giornale).
– L’archivio Luce mette a disposizione un breve video della gara.
Vasco corre il Baracchi del 4 novembre 1956 con il numero 14


Nel Baracchi partono così

Modena – Fornara una coppia che… può far pensare anche gli specialisti del cronometro. 12.15′ : BOUVET – DUPONT
12.18′ : ALBANI – PIAZZA
12.21′ : BONI- CARLESI
12.24′ : FAVERO – ULIANA
12.27′ : MAGNI – BAFFI
12.30′ : DE BRUYNE – DE GASPERI
12.33′ : FORNARA – MODENA
12.36′ : COPPI – FILIPPI
12.39′ : MAULE – MOSER
12.42′ : GRAF – DARRIGADE

PERCORSO: Bergamo (viale Giulio Cesare). Ponte San Pietro, Calolziocorte, Lecco, Olginate, Merate, Arcore, Villasanta, Parco di Monza, Biassono, Macherio, Carate, Seregno, Desio, Nova, Cusano, Bresso, Niguarda, Milano (Velodromo Vigorelli) km 108.

PARTENZA: la prima coppia lascerà Bergamo alle ore 12.15, seguita dalle altre formazioni ad intervalli di 3′.

ARRIVO: al Velodromo Vigorelli dalle 14.30 alle 15.20.

PROVA SUPPLEMENTARE : a partire dalle 15.45, le prime otto coppie classificate su strada si batteranno in due gare valevoli per la classifica generale del Trofeo Baracchi.

7 novembre 1956

1956 10 11 Sport Illustrato / Bistecche e pedali

Esce su Sport Illustrato, il supplemento settimanale alla Gazzata dello Sport, un buffo articolo che vale la pena riportare per esteso. E’ curioso già dal titolo e leggerlo permette di rilassarsi un po’.

La guerra nel trentino a suon di… bistecche
combattono Modena e Moser

Sport Illustrato, 11 ottobre 1956

Nel Trentino sono risorti due partiti: quello di Mosèr e quello di Modena. Dopo che questi, a causa di una caduta, era costretto a sospendere l’attività, i suoi sostenitori, con l’ascesa del «bocia», si tirarono in disparte; e i paladini di Mosèr imperarono.
La vittoria conseguita a Legnano su Coppi dal Vasco del Mori di Rovereto, ha ora capovolto la situazione. A soffiar nelle trombe dell’entusiasmo i supporters di Modena non ci hanno pensato un istante. E ora, con i risultati del 1956 alla mano, essi si fanno forti e dicono: «Modena si è aggiudicato una classica; e in quale modo! Mosèr, invece, continua ad essere… una promessa».
La storia di Vasco Modena è lunga. Seguiteci. Egli, come già i nostri lettori sanno, ha ventisette anni. Non si può dire che la sorte l’abbia assecondato. Due anni fa, dopo aver vinto in modo stupendo l’eliminatoria trentina del Gran Premio Pirelli, Binda disse di lui: «E’ un Coppi in miniatura, poiché è scalatore e passista». E i giornali incominciarono ad occuparsi molto seriamente di lui; poi di Modena, improvvisamente, non si sentì più parlare. Si seppe soltanto che in seguito ad una caduta, di cui rimase vittima in una competizione che si stava svolgendo a Trento e nella quale si trovava ormai a portata di mano, Vasco Modena si era fratturato la clavicola destra [sinistra…]. Nessuno però precisò che nell’incidente Modena aveva portato ferite tali che guarirono solo dopo settimane di cure pazientissime. E i tendini offesi gli vietavano altresì di muovere il braccio. Breve: nessuno pensò più a lui, come corridore.
A Trento, intanto, era venuto alla ribalta il «montanaro di Palù di Giovo». E tale fu l’impressione destata da Mosèr, che le vittorie riportate da Vasco Modena con un quarto d’ora di vantaggio vennero presto dimenticate.

Mosèr venne ospitato in un ristorante di Trento poiché, dissero i suoi mentori, aveva bisogno di bistecche. E quando il proprietario di questo ristorante lasciò il locale ad un altro, sorse il problema a tre corna: «Mosèr – bistecche giganti – nuovo proprietario». Ma anche il nuovo principale del ristorante si dichiarò ben lieto di poter contribuire… all’ascesa dell’Aldo di Palù. E tutto andò avanti per il meglio.
Un bel giorno si seppe che Vasco Modena aveva ripreso a gareggiare ed ara deciso a compiere il «salto», di passare cioè dai dilettanti ai professionisti. E cosa si viene a scoprire? Che Modena era stato invitato dal proprietario del ristorante che per primo aveva offerto el bistecche a Mosèr, a mangiare certi filetti di bue che avrebbero fatto impallidire lo stesso Mosèr, già attore di primo piano in due Giri d’Italia.
Qualcuno sorrise, come sempre capita in casi come questi. Ma lui, Modena, tirò avanti con la sua passionaccia: e macinò chilometri e filetti. Trovò accoglienza alla Bif, la fabbrica cremonese di dadi che si era abbinata in primavera all’Arbos, e riuscì ad avere un piccolo mensile (ventimila lire: non molte, certo, ma per incominciare a Modena bastavano).
Alla Milano-Vignola il Vasco di Rovereto si piazzò al terzo posto e a Trento i suoi sostenitori ripresero al alzare la voce. E dopo il Gran Premio Industria e Commercio, quarta prova di campionato italiano assoluto, quando venne ufficialmente comunicato che Modena si era qualificato per la Coppa Bernocchi a cronometro, «ultima» della disputa tricolore, e Mosèr no, a Trento ripresero a divampare le discussioni.
La «bomba» di Legnano scatenò poi i seguaci di Modena. Ad aumentare il tono delle discussioni contribuì anche un altro fatto: Broccardo, che prima era con i suoi suggerimenti al seguito di Mosèr, era passato da tempo al servizio di Modena. Motivi, insomma, che alimentarono una polemica destinata ad ingigantire fino al Giro di Lombardia, quando cioè Modena e Mosèr si troveranno lassù, sul Ghisallo. E lassù, sul colle famoso, si daranno appuntamento i sostenitori che partiranno da Trento in pullman.
Intanto, sul Circuito di Lavis, sulle strade di entrambi… la vittoria è toccata a Monti che, fuggito con Maule, Carlesi, Coppi, Fornara ed Albani (finiti nell’ordine) li ha messi momentaneamente d’accordo. Il seguito al Giro di Lombardia.  [per inciso: Modena non ha avuto il via libera a partecipare al circuito degli Assi]
R. N
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1956 10 03 Coppa Bernocchi / Conseguenze

Quanto scalpore questa vittoria di Vasco alla Coppa Bernocchi! Pubblicità sui giornali sportivi, la cartolina che autografata può distribuire ad amici e tifosi, l’ingaggio al Baracchi. Perfino una prestigiosa medaglia. Ci sarà anche qualche lato negativo, come il veto di partecipare a gare a cronometro in cui sia presente anche Coppi. Di questa straordinaria vittoria si parlerà anche a distanza di tempo: nel 1985, ad esempio, a quasi 30 anni di distanza, quella di Vasco viene citata come esempio di scalpore in riferimento alla vittoria del belga Vanderaerden su Hinault in una cronometro:

Nella storia del ciclismo esistono esempi clamorosi. Ne citiamo uno soltanto: la sconfitta del grande Fausto Coppi ad opera del semisconosciuto Vasco Modena. [La Stampa 12/07/1985 – numero 148 pagina 24]



pubblicità apparse su Ruote il 1. ottobre 1956
Scattata in uno dei primi momenti della gara, come si intuisce dalla beata tranquillità dei dirigenti sulla macchina, la fotografia diventa cartolina che Vasco può autografare e distribuire ai propri ammiratori. Al dito porta l’anello di fidanzamento.
Fotografia (forse inedita) che, dalla postura di Vasco e dei dirigenti sull’auto al seguito, fa intuire essere uno degli ultimi passaggi sotto traguardo della Coppa Bernocchi 1956

Arriva anche un interessante riconoscimento: una medaglia prodotta della gioielleria romana Cravanzola Succ. E. Gardino, dono niente meno che da parte dell’allora Ministro delle Finanze, onorevole Giulio Andreotti! Come i fiori ricevuti dopo essere stati abbandonati da altre mani sul palco della Bernocchi, perfino la medaglia ha il suo rovescio, anzi, in questo caso, il suo diritto: se il retro reca giustamente la dicitura “38A Coppa Bernocchi Legnano”, il fronte riporta la regione Lazio, che poco ricorda la gara ciclistica nella lombarda Legnano.

Il 7 ottobre si attende con trepidazione lo svolgimento del Circuito degli Assi a Lavis, nei pressi di Trento, gara di 100 km in cui Coppi e Modena si verrebbero a trovare nuovamente a confronto, con il vantaggio per Modena di correre ”in casa”. I giornali ne accennano all’annuncio della gara:



Vasco Modena, l’uomo del momento, concederà domenica la rivincita ai battuti di Legnano sul circuito di Lavis, un circuito di 100 chilometri comprendente una non facile salita che i concorrenti dovranno superare venticinque volte. Coppi, il neo-campione italiano Giorgio Albani, Maule, Moser, Fornara ed altri tenteranno di contrastargli il passo.

Corriere dell’Informazione, mercoledì 3 ottobre 1956

Domani a Lavis, nel Trentino, si svolgerà una gara internazionale, un circuito, con la presenza di un folto gruppo di professionisti italiani e di Hugo Koblet. Tra gli italiani oltre a Moser, vincitore della edizione dello scorso anno e di Modena, vincitore della “Bernocchi”, saranno in gara Coppi, Albani, Maule… [La Provincia di Cremona, 6 ottobre 1956]

Coppi – Modena – Moser in corsa a Lavis. Vasco Modena, il vincitore della Coppa Bernocchi a cronometro, gareggia domani al cospetto dei tifosi della sua zona. Sul difficile circuito di Lavis, nei pressi di Trento, il giovane del momento dovrà vedersela con Coppi, il tricolore Albani, Maule, Moser, Pintarelli, Monti, Nencini, Minardi, Fornara. Per Vasco Modena non saranno rose e fiori domani. Coppi ha detto che «vuole vederlo bene in faccia». Moser ha aggiunto che in casa sua vuol vincere ancora, come l’anno scorso. Tuttavia il trentino rivelazione Vasco Modena, ha promesso di riconfermare la sua bellissima recente prestazione. [Corriere d’Informazione, 6 ottobre 1956]

Coppi, evidentemente seccato per la bruciante sconfitta di domenica, desidera «vedere bene in faccia» il suo vincitore. Lotta all’ultimo sangue, dunque, fra il vecchio e i giovani. Eterno conflitto di generazioni che ogni volta si ripropone con immutato interesse [L’Avanti, 7 ottobre 1956].

Ma per i tifosi l’attesa del confronto sarà vana: all’ultimo Vasco non riceve il benestare alla partecipazione da parte dei suoi dirigenti. Perché? Perché se anche la possibilità è piccola ma tu vinci, ti devono pagare, e tanto! gli spiega l’amico e allenatore di un tempo, l’ex corridore professionista Giannino Piccolroaz.

Quella Bernocchi poteva essere il mio trampolino di lancio … invece è stata la mia fine

commenterà un giorno Vasco con amarezza ma senza nessun astio. Il 30 settembre rimarrà una data da ricordare nell’intimo della famiglia Modena con qualche semplice gesto.


Non fa notizia come una vittoria, ma un’altra conseguenza della conquista del primo posto è che nel Campionato Italiano Vasco si classifica quarto. Non male!

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