Alla fine del 1948 la Olivo di Arco annuncia che intende dedicarsi più al calcio che al ciclismo e abbandona questa sezione. Tutto sommato si presenta a Vasco una buona occasione: lo prende con sé il Gruppo Sportivo Cofler di Rovereto, affiliato alla Venezia Tridentina dal 1941. L’addetto sportivo è Giannino Piccolroaz, classe 1915, ex professionista, sulle spalle due Giri d’Italia, nel 1947 e 1948. Si sente in buone mani. Anche Attilio Castellani passa con lui alla Cofler. Altri atleti della Olivo (Giacomo Brighenti, Luigi Gazzini, Mario Gobbi, Mario Bianchi) entrano invece nel CRAL I.N.A. di Mori.
Rovereto, li 19 novembre 1948
Alla presenza dell’addetto sportivo sig. Giannino Piccolroaz, si è convenuto tra i sottoscritti Rappresentante del Gruppo Sp. Cofler e il corridore Modena Vasco relativamente alla stagione ciclistica 1949, che la Società s’impegna in via di massima : 1o)- di disporre per il tesseramento all’ U. V. I – pagandone le prescritte tasse del corridore affiliato; 2o) – di consegnare in uso allo stesso e limitatamente per il periodo previsto, tre tubolari speciali da corsa, due tubolari normali da allenamento, una maglia di lana, un paio di calzoncini, un berretto ed eventuali altri indumenti di corsa; 3o)- di provvedere per la riparazione o rinnovo delle parti meccaniche della bicicletta deterioratesi o rese inservibili in seguito ad eventuali incidenti che si verificassero durante una gara; 4o)- di provvedere inoltre al pagamento delle tasse di iscrizione a gare ed al rimborso delle spese sostenute dal corridore per la partecipazione alle stesse, quando s’ intende detta partecipazione sia avvenuta dietro invito e sotto il patrocinio della Società; 5o) – di concedere, nella misura del possibile, qualche premio in occasione di Coppe, Trofei, ecc. ; 6o)- di curare il disbrigo di tutte quelle pratiche riguardanti l’interesse dell’atleta nei confronti dell’U.V.I. e derivanti dallo svolgimento di attività promossa o regolarmente autorizzata dalla Società. —
Per quanto non contemplato nel presente accordo – il quale s’intende rinnovabile anno per anno – si ricorre alle norme previste dal regolamento dell’U.V.I. –
LO SPONSOR – La Cofler di Rovereto, nata come conceria per iniziativa di Pietro Cofler e poi trasformata nel 1926 dal figlio Augusto in azienda meccanica per la produzione di utensileria di precisione per industrie meccaniche, nel 1948 ha come amministratore delegato e amministratore generale il Cavaliere del Lavoro Vittorio Rocchetti. Il cav. Rocchetti è anche presidente del gruppo sportivo Cofler. Vasco nutre in sé la speranza di lavorare un giorno come operaio presso questa fabbrica in espansione e nel contempo di tenerne alto il nome attraverso la sua attività sportiva. Speranza che, come vedremo, rimarrà vana.
In una estenuante Coppa Necchi forai una gomma nella seconda frazione ed arrivai ottavo a 30” (TN-Belluno e ritorno)
26 settembre. 25 giri del Circuito della Bolghera ancora una foratura con l’8° posto.
Finii la mia stagione agonistica con i migliori voti. Fulgide vittorie sognavo per il prossimo anno, sogni che in parte si avverarono, poiché l’anno successivo ne realizzai 11.
Forse tubolari di alta qualità, o per lo meno non rattoppati, avrebbero aiutato Vasco ad ottenere risultati migliori in classifica. Forse, invece, sono stati occasione per affinare la tecnica del cambio gomma e per perfezionare lo scatto negli inevitabili inseguimenti. Si ritiene soddisfatto della sua prima stagione agonistica e non vede l’ora che sia già tempo di primavera: se la “Bolghera” è stata la chiusura di stagione del 1948, la “Bolghera” sarà anche la classica di apertura primaverile in cui cimentarsi. Durante l’inverno si dedica ai più disparati lavori che la sorte gli voglia offrire e a qualche allenamento, quando possibile.
La coppa Necchi (patrocinata dalla Necchi, proprio quella delle macchine da cucire) che il 12 settembre 1948 si articola sul percorso Trento-Belluno-Trento, è stata etichettata come “estenuante” da Vasco. Ne esce ottavo, complice la foratura verso la fine della gare, ma riceve comunque gli elogi della stampa locale.
Alla coppa “Necchi„ ennesima affermazione di Modena
Non possiamo fare a meno di porre in risalto l’affermazione conseguita dall’ormai conosciuto Modena nella decima coppa Necchi che ha visto il suo svolgimento sul difficile percorso Trento, Belluno, Trento. L’ottavo posto conquistatosi nella classifica generale dal giovane atleta è tanto più meritevole di ogni elogio se si pensa che, causa l’inopinata quanto deprecata defezione di Bianchi, Brighenti e Gazzini (Castellani è sempre alle prese col suo ginocchio),
Modena s’è trovato da solo a combattere contro tre agguerritissime squadre messe in lizza dal Veloce club trentino, dalla Forti e Veloci di Trento e dalla Ursus di Bolzano, le quali nei vari Borsi, Segato, Martini, Tamanini, ecc. avevano il loro uomo di punta. Il solito tubolare ha tradito inoltre il nostro atleta negli ultimi chilometri quando i suoi compagni di fuga scendevano, dalle discese di Ponte Alto, verso il traguardo, ad una velocità di 65-70 km. orari.
LA DECIMA DISPUTA DELLA “COPPA NECCHI”
L’affermazione del Veloce Club Trentino per merito di Borsi e Dalla Torre
Segato ricorre all’U.V.I. per l’aggiudicazione del primo posto
Sulle magnifiche strade della Valsugana e del Bellunese la ”Coppa Necchi” ha celebrato domenica il suo decimo anniversario, patrocinatore lo sportivissimo cav. Francesco Lumia esclusivista della Casa Necchi per le province di Trento e Belluno. […] 1) Borsi Roberto, in ore 6. 35′ ; Segato idem; 3) Rossi Alfredo; Dalla Torre Giuseppe in ore 6. 35′; 5) Martini Angelo 6) Chemelli Mario; 7) Tamanini Mario in ore 6.35′; 8) Modena Vasco a 30”.
Il 29 agosto a Cles nel giro della Valle di Non attaccando subito arrivai secondo malgrado una foratura che mi attardò di 5′ nel finale.
Le forature sono un problema piuttosto comune, sia per il fondo stradale che per la tecnologia delle gomme. Il cambio del tubolare è un’operazione che richiede perizia e velocità, scatena forsennati inseguimenti, porta a ingrate sconfitte. E’ un momento di cui gli avversari subito approfittano. Quante forature!
A Cles, festa dello sport
TRANQUILLO SEGATO, il protagonista più brillante
vince con distacco la “Coppa Anaunia„
Cles, 29.
La festa dello sport cosi mirabilmente organizzata dall’Unione sportiva Anaune di Cles non poteva avere un saluto più bello e un augurio più sincero. Infatti dopo una notte piena di lampi e tuoni con scrosci d’acqua, un sole caldo e un’aria frizzante hanno salutato la mattinata piena di aspettativa. Questa bella cittadina ha vissuto oggi la sua giornata di vita gaia e sano sport, merito e plauso agli organizzatori che hanno saputo fare le cose con una competenza e nel migliore dei modi. Alle ore 11 nella sala dell’Unione sportiva Anaune il presidente avv. Visintainer ha rivolto agli ospiti arcensi il benvenuto degli sportivi di Cles augurandosi che i rapporti tra le due società divengano sempre più stretti contribuendo così a una sempre maggiore rinascita dello sport trentino. Ha preso quindi la parola il sindaco di Cles che a nome della popolazione ha salutato gli organizzatori e gli sportivi di Arco. Ha risposto con entusiastiche parole il presidente della Olivo di Arco dott. Marchetti augurandosi che la cordiale amicizia deve essere legata fra le due associazioni sempre più e si augura di vedere presto ad Arco sportivi e atleti clesiani.
Sono esattamente le 13.15 quando il presidente dell’U.S.A. abbassa la bandierina. Scattano 30 atleti. E’ Segato dell’Ursus di Bolzano che per primo scatta. Non riesce perché Modena di Arco e Borsi del Veloce-club di Trento, Tamanini della Forti e Veloci si mettono alla sua ruota; non passano che due chilometri quando Mattei di Arco deve fermarsi per noie al cambio. Subito dopo è Mosca di Bolzano e Carbonari di Trento che si urtano fra loro e cadono simultaneamente. Carbonari ha la peggio e deve ritirarsi, mentre il secondo può proseguire. Subito dopo è Tamanini che forse per la ghiaia deve rallentare la sua andatura e perde per qualche momento terreno; poi si riprende e raggiunge i fuggitivi. Dopo Moncovo, Fanti della Trevigiani inizia la serie delle forature. A Segno, Lazzaretti si incunea in una rotaia del tram e cade rompendo la ruota anteriore e deve ritirarsi.
La gara prosegue fino a Denno, Tuenno e Cles. Fino qui la strada si presenta fortemente inghiaiata e pertanto dura per i corridori. Dopo Cles si discende subito verso Mostizzolo e si sale per Fondo. Il fondo stradale è su questo tratto in ottimo stato; Segato e Modena si staccano dal gruppo. Subito dopo Fondo dove i due fuggitivi passano con 3′ di vantaggio, Segato fora la sua prima gomma, Modena ne approfitta e parte a pieni pedali guadagnando sul rivale quasi due minuti. Segato cambia e parte come un razzo all’inseguimento e ancora prima di Cles raggiunge l’avversario e assieme transitano con 4′ di vantaggio sui più immediati inseguitori Borsi e Gazzini che conducono il gruppo composto da Rigotti, Menapace, Stoffella, Tamanini e Lazzari.
Ancor prima di Mostizzolo è Gazzini che fora, subito dopo il ponte Bianchi, Borsi e Castellani piantano in asso tutti gli altri e assieme partono cercando di diminuire il distacco dai due fuggitivi. A metà salita verso Fondo, Borsi, oggi in ottima giornata, pianta anche i due compagni di fuga e da solo si avvantaggia diminuendo il distacco. Intanto Modena e Segato non si preoccupano degli altri ma premono sempre più sui pedali e aumentano il distacco giungendo a Fondo con 8′ di distacco. Subito sotto, e cioè verso il bivio di Casez, Segato fora, Modena scappa, ma al bolzanino non manca oggi la calma, cambia, insegue e ancor prima di Cles raggiunge Modena che sembra un po’ affaticato. Assieme poi transitano dalla cittadina capoluogo dell’Anaunia e proseguono sempre soli. Sulla discesa della Tresenga e poi salgono la ripida salita del Sabino. Modena dà segni di non essere più capace stare alla ruota di Segato e cede [FORA]. A Cles Segato passa così da trionfatore con ben 6’52” di distacco.
Ecco la classifica: 1. Segato Tranquillo, Ursus di Bolzano, che compie il percorso di 120 km. in 4 ore esatte, alla media di 30 km. orari. 2. Modena Vasco, Olivo di Arco a 6’52”. 3. Borsi Roberto del Veloce-club trentino a 14’15”. 4. Tamanini Mario, Forti veloci, Trento. 5. Tirreni Valter, Lancia, Bolzano. 6. Fanti Giorgio, Unione sportiva trevigiana. 7. Menapace Giuseppe, Anaune, Cles. 8. Bianchi Mario, Olivo, Arco. 9. Baldo Gino, Cles. 10. Gazzini Luigi, Olivo, Arco; seguono altri 5 in tempo massimo.
8-8- ancora una gara in salita, forai una gomma ed arrivai 7°
Ho saltato una gara… Il 27 luglio in un giro di Molveno con partenza da Trento arrivai 6° in volata dopo vari tentativi di fuga.
La gara dell’8 agosto molto probabilmente è la Coppa Miramonti, disputata ad Arco. L’altra è la Coppa Franchini, dedicata al corridore automobilista «Nino Franchini», disputata sul Giro di Molveno, 145 Km, vinta da Mario Stofella (con una sola F e due L anche se spesso e volentieri nelle cronache è scritto con la doppia F). Mario Stofella correrà ancora qualche anno come dilettante per poi entrare tra gli organizzatori di importanti gare del ciclismo locale. Altro personaggio presente alla gara in qualità di commissario della Unione Velocipedistica Italiana (U.V.I.) è Ottone Cestari, classe 1920, da sempre sportivo e appassionato di sport, giornalista che firmerà anche molti tra gli articoli dell’epoca.
C I C L I S M O
Duplice vittoria rosso-blu nella coppa Franchini Mario Stofella primo al traguardo
Livio D’Andrea è campione regionale
Nubi spesse, grige e basse, folate di vento gelido, avvisaglie di tempesta ecco le prospettive, che i 27 concorrenti alla Coppa, «Nino Franchini» ebbero mentre – schierati in attesa del via, dato dalla gentile figlia dello scomparso, cui la corsa si intitolava – stavano per intraprendere i 145 chilometri del severo percorso della gara. Giove Pluvio, una volta tanto bonaccione e… sportivo, risparmiò ai poveri ragazzi la doccia promessa e di già scontata e permise loro di terminare la competizione senza ulteriori aggravii di fatica. 27 concorrenti: pochi, diranno gli sportivi, avvezzi ad assistere partenze sempre più numerose: sufficienti – per noi – anche in considerazione del fatto che la lunghezza e durezza del percorso convinse i meno preparati a starsene a casa; c’erano però tutti migliori da D’Andrea a Rigotti, da Segato a Martini, da Michelotti a Pozza, da Tamanini e Stofella.
Si parte alle 8.15 ad andatura turistica (questo passo sano, ma poco sportivo continuerà quasi ininterrottamente per tutta la gara. Niente di notevole fino alla Rocchetta dove la strada comincia a salir scattano Tamanini, D’Andrea, Stofella e qualche altro, e ad traguardo di Andalo passano primi Segato, D’Andrea e Stofella mentre a S. Lorenzo Banale è ancora Segato a vincere il vistoso traguardo a premio, seguito da Tamanini. A Ponte dei Servi Michelotti, che in salita aveva perso terreno ed aveva susseguentemente ripreso il gruppo, fora. Alle Sarche transitano otto fuggitivi seguiti a 44″ da Nardin ed a 2″ da Michelotti ed altri. Borsi guadagna il traguardo di Arco ancora davanti a Tamanini che poco fuori dalla borgata, è protagonista di una rovinosa caduta che lo lascia però incolume. D’Andrea e Segato visto in difficoltà Rigotti, fanno l’andatura sull’erta di Nago e precedono al culmine di 20″ Borsi, Stofella e Modena, di 50″ Martini, Rigotti e Chemelli: su questa salita Michelotti, evidentemente difficoltà, si ritira. Ancora D’Andrea, primo al traguardo di Rovereto davanti al concittadino Borsi. Ai Murazzi gli inseguitori riprendono il gruppetto di testa e arrivano cosi alla volata di Trento, con 13 concorrenti. Vince Stofella, davanti a Segato dopo un infruttuoso tentativo di Luigi Berteotti.
La gara è stata poverissima di contenuto tecnico per l’apatia dimostrata dai corridori. La Forti e Veloci ha curato, pur nella difficoltà dei momento (concomitanza con la Trento Bondone e… sciopero dei petrolieri) la manifestazione ottimamente. La Coppa «Nino Franchini» è vinta dalla Forti e Veloci. Livio D’Andrea viene proclamato campione regionale dilettanti 1948. Direttore di corsa Mario Schmidt, Presidente di Giuria, Carlo Bortolotti, commissario U.V.I. Ottone Cestari
Ordine di arrivo: 1. Stofella Mario C.C. Forti e Veloci Trento, che compie il percorso di km. 139, 700 alla media di km. 30.978 2. Segato Tranquillo G. S. Ursus di Bolzano, a ruota 3. Borsi Roberto, Veloce Club Trentino, a ruota. 4. Chemelli Mario C. C. Forti e Veloci Trento, a ruota. 5. D’Andrea Livio, G. S. Cofler di Rovereto, a ruota; 6. Modena Vasco, U. S. Olivo di Arco, a ruota, 7. Berteotti Luigi, Veloce Club Trento, a ruota; S. Martini Angelo, G. S. Cofler di Rovereto, a ruota; 9. Giordani Antonio, G.S. Libertas Bolzano, a ruota; 10. Tamanini Mario, C.C. Forti Veloci, a ruota; 11. Nardin Sereno. G. S. Lancia Bolzano, a ruota; 12. Rigotti Giulio, Velosport Mezzocorona, a ruota; 13. Castellani Attilio, U. S. Olivo di Arco, a ruota; tutti col tempo del primo.
Chi è Nino Franchini. Nino Franchini, di Trento, è stato tra i primi meccanici, collaudatore e corridore di automobili per la A.L.F.A. ed appassionato costruttore nonché pilota di aereo. Il 15 novembre 1910, il biplano Santoni-Franchini, equipaggiato con un motore A.L.F.A. da 36cv si alzò in volo decollando da Piazza d’Armi a Milano.
Il venti luglio ancora secondo nella Trento – Pinè
Ha appena compiuto i 19 anni da qualche giorno. Vasco anche questa volta arriva secondo, alle spalle del suo mentore, Attilio. Che stimolo è questo a voler far di meglio la prossima volta! Il sano agonismo è una molla che fa crescere gli atleti, e Vasco non ne è immune.
SAGRA DEL CICLISMO A SERRAIA
Bis arcense nella Trento-Serraia vinta da Attilio Castellani
(click per vedere il ritaglio)
Festa di sole, di luce, d’azzurro domenica a Serraia di Pinè – affollata di villeggianti, di bagnanti, di turisti e di sportivi: sissignori anche di sportivi, convenuti sull’altipiano per assistere agli sviluppi della gara ciclistica organizzata dal Veloce Club Trentino. La competizione – che escludeva i dilettanti senior, vale a dire i grossi calibri dell’artiglieria (invero alquanto arrugginita) ciclistica tridentina, – poneva in campo i migliori dilettanti junior e gli allievi della classe 1930, per la prima. volta in diretto confronto con i fratelli maggiori della superiore categoria. Ben 56 concorrenti hanno risposto all’appello di partenza (v’erano rappresentate quasi tutte società tridentine: Forti e Veloci, Veloce Club, Alpina Sport di Trento, Aurora di Povo, Anaune di Cles, Velo sport Mezzocorona, G.S. Ursus, Lancia, Alto Atesina e Libertas di Bolzano nonché un rappresentante della lontana Dall’Orso di Genova), cifra considerevole che dimostra la consistenza quantitativa del ciclismo tridentino che solo battendo questa strada riuscirà ad uscire dall’attuale stato di grigiore.
La gara ha finalmente visto la vittoria di uno dei migliori elementi giovani del ciclismo regionale: Attilio Castellani di Arco che ha dato scacco matto al numeroso lotto giungendo tutto solo, fresco ed applauditissimo al traguardo di Serraia festante.
Lo segue a 1′ e poco più, il compagno di squadra Vasco Modena, altra rivelazione di questa «Olivo» castigamatti. I due ragazzi non sono naturalmente degli ultimi venuti sulla scena del ciclismo regionale: hanno precedenti brillanti e un biglietto da visita d’un secondo e terzo posto nella Schio—Pasubio il che… è tutto dire.
Questi successi a ripetizione della baldanzosa quadretta di Arco (nella Trento – Pinè ha schierato 9 atleti e ne piazzati 5 fra i primi 13!) premiano le fatiche di uno sparutissimo gruppetto di dirigenti (ad Arco è il calcio che sviluppa i bacilli del tifo) che raccolgono ora le soddisfazioni di un lavoro da certosini fatto in modestia e silenzio. Vero sportivi arcensi — non entusiasti di una sfortunata stagione calcistica – che il vostro cuore ospiterà in un angolino anche un pizzico di passione per questi nostri bravissimi ragazzi? II regolare, taciturno Tamanini è terzo, il sorprendente allievo Milani (attenzione Viliotti-Rizzoli: si affaccia il castigamatti!) è quarto e primo della minima categoria; seguono gli altri, fra cui si son distinti Rigotti, la recluta Calliari, il piccolo bolzanino Carretta. Impeccabile e come sempre accurata l’organizzazione del Veloce Club Tridentino. Commissario dell’UVI Carlo Foradori. Ecco le classifica: 1. Castellani Attilio – S.S. Olivo Arco 1. 09′ 09″ media 27 km. orari. 2. Modena Vasco – S.S. Olivo Arco a 1′ 27″ 3. Tamanini Mario – Forti e Veloci Trento a 2′ 16″ 4. Milani Lino – Libertas Bolzano (1. allievi); 5. Rigotti Giulio – Velo Sport Mezzocorona; 6. Calliari Carlo – Veloce Club Trentino; 7. Borsi Roberto – idem; 8. Carretta Vilfredo – S. C. Alto Atesina Bolzano; 9. Garbin Ezio – G. S. Ursus Bolzano; 10. Bonvecchio Lodovico – Forti e Veloci Trento (II all.); 11. Simoncelli Saverio – S. S. Olivo Arco (III allievi); 12. Bianchi Mario – S.S. Olivo Arco; 13 Gobbi Mario – S. S. Olivo Arco (IV allievi); 14. Stofella Mario – Forti Veloci Trento; 15. Lazzeri Vittorio — Veloce Club Trentino; 16 Dallatorre Giuseppe – idem; 17. Tireni Walter – G. Lancia Bolzano; 18. Malfatti Italo — S.S. Olivo Arco; 19. Rizzoli Mario – Forti e Veloci Trento (V. allievi); 20. Berteotti Luigi – Veloce Club Trentino. Seguono altri 12 concorrenti.
Il 26-6- Circuito Int. di Bolzano tipo pista non sono veloce e mi classificai 11°
Finalmente il mio quarto d’ora di celebrità: il 4 luglio alla Schio – Ossario del Pasubio misi in luce le mie doti di scalatore arrivando secondo per un soffio
Nel diario Vasco cita dapprima una gara internazionale su pista (o meglio, tipo pista) ovvero l’importante Circuito di Bolzano, dove non si sente a suo agio. Ma le cose cambiano nella Schio-Ossario del Pasubio. Questa notevole gara ciclistica di 20.9 Km e 1060 mt di dislivello, permette a Vasco di mettersi in luce come scalatore. Di lui parla la stampa locale ma anche quella nazionale, definendo Vasco come “minuscolo” atleta. Giovane ragazzo dal fisico asciutto, che non ha ancora compiuto 19 anni .
Potrebbe essere la coppa «Città di Schio» quella che gli atleti Attilio Castellani e Vasco Modena (al centro) portano a casa. La foto, come da confronto con cartolina d’epoca, è stata scattata a Rovereto.
Appannaggio della “Olivo„ la coppa “Città di Schio„
Sul duro percorso Schio-Pasubio, la classica gara ciclistica in salita annualmente organizzata dal Veloce Club Schio, i colori della « Olivo » validamente rappresentati da Vasco Modena, Attilio Castellani e Mario Bianchi, hanno trionfato su un serrato lotto di 110 corridori provenienti da ogni parte dell’Italia settentrionale.
Dopo una gara combattuta fino all’ultimo metro, la cui cronaca risulta in altra parte del giornale, Vasco Modena e Castellani si piazzavano rispettivamente al 2.o e 3.o posto, alla ruota del vincitore Carollo, aggiudicando definitivamente alla società arcense la coppa «Città di Schio», precedendo i vari Galzignato e Brumani di Vicenza, D’Andrea ed Eccher di Trento e simili altri temuti nomi del dilettantismo ciclistico italiano. Bianchi, asserragliato nel grosso del plotone, riusciva a conquistarsi il 13.o posto.
Favorevole il commento della stampa nazionale sportiva che definisce Modena « il minuscolo atleta di Arco » una rivelazione. Parole di elogio e di incoraggiamento ebbe per i vincitori anche Learco Guerra, presente alla gara, il quale ebbe a dire: «E’ stata una gara molto tirata e molto dura – troppo dura…». Da notizia non ufficiale sembra che il giovanissimo atleta della Olivo farà parte squadra «junior» che parteciperà, per conto dell’UVI, al giro ciclistico d’Austria. Ai bravi atleti le congratulazioni e la riconoscenza degli sportivi arcensi.
Sulla Schio – Pasubio
Carollo si impone e Modena si rivela
Gazzettino dello Sport 4 luglio 1948 (click per vedere il ritaglio completo)
PIAN DELLE FUGAZZE, 4 — Learco Guerra, il popolare e indimenticabile campione del nostro ciclismo, ha voluto seguire la quindicesima Schio – Ossario del Pasubio, e alla fine, mentre Sante Carollo veniva portato in trionfo dagli esultanti sportivi scledensi, Guerra ci ha detto le sue impressioni sulla entusiasmante contesa. « E’ stata una gara molto tirata e molto dura — troppo dura — specie per la categoria, allievi. Il vincitore ha fornito una prova eccellente, così, come tutti uomini che sino a tre chilometri dall’arrivo formavano il gruppo di avanguardia. Bella gara in verità, severa e micidiale. Un risultato notevolissimo avere radunato alla partenza 110 corridori e, in linea tecnica, la prova dei primi cinque arrivati mi ha veramente sorpreso.»
Il sodalizio scledense aveva varato diciotto anni fa la gara perché fosse un trampolino di lancio di un suo atleta: Sberze. Ma Sberze non riuscì mai a cogliere la vittoria e sembrava che nessun atleta scledense mai sarebbe riuscito emularne le imprese.
Oggi, invece, contro il pronostico e contro la tradizione ha vinto proprio un atleta di Schio, quel Sante Carollo che già da tempo le cronache vanno indicando come una delle più belle promesse.
Il campo era tra i più completi, la vittoria di Carollo è stata un’affermazione del migliore, anche perchè tutta la condotta di gara del vincitore è stata accorta e autoritaria. Quando, infatti, il vincitore della precedente edizione Brumani, sferrava il suo attacco alla Tagliata, da Carollo partiva la reazione. Quando anche Eccher e poi Rossi, poi D’Andrea e Modena tentarono alla loro volta di sfiancare Brumani, scattando a ripetizione, fu ancora Carollo a riportare 1a sua ruota su quella dei fuggitivi. Verso Ponte Verde un forte dolore inguinale fece contorcere Carollo. I suoi avversari, specie Brumani, attaccarono. Carollo reagì, recuperando. Brumani aveva dato tutto, e un minuscolo atleta di Arco, Vasco Modena, andava mettendosi in luce come una rivelazione, e scattava sua volta. Ma una nuova e risolutiva risposta lo faceva desistere […]
[…] te alla strada dell’Ossario. Allo ultimo chilometro Modena tentava nuovamente uno scatto, ma Carollo era pronto a rispondere, tagliando vittorioso il traguardo. Seguiva Modena a pochi metri, mentre alla spicciolata giungevano gli altri.
Bruno Scalco
1. Carollo Sante. V.C. Schio, km. 20,900 in ore 1; 2. Modena Vasco, Olivo di Arco, a 3″. primo juniores; 3. Castellani Attilio, id., a 5″; 4. Galzignato Lino V.C. Vicenza. a 10″; 5. Brumani Vittorio. CRAL Marzotto Valdagno a 15″; 6. D’Andrea Lino, Cofler Rovereto a 20″; 7. Eccher Carlo, V.C. Trento, a 25″; 8. Cumerlato Arduino, V.C. Schio, a 30″; 9. Roma Giovanni. U.C. Trevigiani, a 35″; 10. Rossi Alfredo, Ped. Scaligero; 11. Marchioro, V.C. Schio; 12. Marangoni, id.; 13 Bianchi, Olivo Arco; 14. Carollo, V.C. Schio. 15. Rigon Antonio. V.C. Vicenza; 16. Busatta, del V. C. Bassano, a 2’30”, primo allievi. Seguono: Leonarduzzi, Stoffella, Meneghini. Longhino, Mosele, Rigoni, Martini, Cappellotto, Dalla Torre.
Classifica per allievi: 1. Busatta Antonio. V.C. Bassano; 2. Dalla Bella Vittorio, Giorgione Castelfranco: 3. Zordan Sergio, V.C. Schio; 4. Tommasini Mario, Forti Veloci Trento.
CURIOSITA’ – Grazie a questa vittoria Sante Carollo, classe 1924, entra nei professionisti e l’anno successivo partecipa al Giro d’Italia 1949 dove conquista la “maglia nera”. Poi si ritira dal ciclismo.
Il 13-6- triste data per me, gareggiavo a Mezzocorona, feci una gara guardinga ed arrivai 4° in volata, ero contento per il risultato ma afflitto per un incidente toccato al corridore Kesbaumer, mio amico, che gli costò la vita.
Vasco, non ancora diciannovenne, viene posto davanti ad uno di quei fatti che segnano. In questa gara, la Coppa Renè Donati, il giovane corridore Dario Kerschbaumer del Velosport Mezzocorona fu investito da un’automobile sulla strada di Cadine e morì sulla carreggiata. Non sono purtroppo rari gli incidenti ai ciclisti, e anche quelli così gravi continuano a ripetersi. Le automobili erano poche, ma le segnalazioni di gara pure. Anche Vasco, vedremo, sarà vittima nel 1953 di un gravissimo incidente stradale durante una gara, incidente che segnerà, pur senza fermarla, la sua carriera ciclistica.
A Tranquillo Segato dell’ “Ursus” la terza prova del campionato regionale
La corsa funestata da un tragico incidente: Dario Kerschbaumer del Velo-sport Mezzocorona investito ed ucciso da una automobile, sulla salita di Cadine
MEZZOCORONA, 13 – Renè Donati, eroicamente caduto nel 1944 in uno scontro fra caccia nel cielo di Bari, è stato oggi ricordato con una competizione organizzata dal Velo sport di Mezzocorona. Un tragico, doloroso incidente, ha funestato la corsa. Apprendiamo infatti che sulla salita di Cadine il corridore Dario Kerschbaumer del Velo sport Mezzocorona, che si trovava nelle posizioni di coda veniva investito da una automobile targata TO. Il povero giovane colpito in pieno dal veicolo e travolto dalle ruote rimaneva ucciso sul colpo. La perdita di questo valoroso e promettente atleta lascia certamente un gran vuoto nelle file del ciclismo trentino e sarà certamente appresa con profondo dolore. Anche lo sport ha i suoi caduti come tutti i cimenti generosi. Il nome di Kerschbaumer non sarà dimenticato. La gara odierna, che aveva carattere di terza prova del campionato regionale dilettanti. ha visto alla partenza un numero di oltre 40 corridori e il percorso severo, specialmente nella seconda parte da Riva a Trento, ha fatto una selezione tale che solo gli atleti che aspirano a fregiarsi dell’onorifico titolo l’hanno spuntata e hanno saputo farsi distinguere. Quarantrè partiti, 23 arrivati in tempo massimo, ecco la selezione che i corridori hanno subito durante le salite di San Giovanni, di Vezzano, di Padergnone e di Vigolo e le ripide discese di Nago, Torbole e Cadine.
Il piccolo e tarchiato Livio D’Andrea della Cofler di Rovereto, è in testa alla classifica di questo campionato. Oggi si è fatto battere per un soffio sotto lo striscione rosso del traguardo, da un atleta che nelle competizioni di quest’anno non può certamente dire che la dea fortuna sia stata benigna con lui. Tranquillo Segato ha vinto oggi una gara da campione. Oltre a questi due atleti citiamo pure Tirreni della Lancia di Bolzano e Modena dell’Olivo di Arco. Buona la prova di Giorgio Mosca pure della Lancia di Bolzano il quale, solo sulla dura rampa di Vezzano, ha saputo piantare in asso i diretti rivali, ma una malaugurata foratura subito dopo Trento gli ha tolto la tanto agognata vittoria, che si vedeva già in mano. Un bravo anche a Martini nonché a Rigatti, Berteotti, Mazzurana, Chemelli e Mattuela mentre accomuniamo nell’elogio tutti gli altri arrivati i quali hanno finito una gara che con il caldo quasi tropicale e il severo percorso, solo se ben preparati potevano portare a termine. Un elogio va dato anche al dirigenti del Velo sport (C.S.I.) per l’organizzazione. Sono esattamente le 13.10 quando il fratello di Renè Donati dà il via ai numerosi partenti. Il gruppo, salvo qualche tentativo di fuga subito annullato, si mantiene compatto lino alle porte di Rovereto dove transita per primo Ambrosi Walter di Bolzano con Dall’Aglio dell’Atesina; a 50 metri passa poi il gruppo guidato da Rigotti di Mezzocorona e Paoli dell’Alpina sport di Trento. Superata la città della Quercia, Martini e Michelotti tentavano una fuga per arrivare primi al I passo di S. Giovanni dove era posto un premio della montagna. II tentativo
però è annullato ad opera di Borsa e Segato che al culmine si dividono da buoni amici il vistoso premio. Anche Torbole e Riva vengono superate in gruppo ma Segato però deve ritardarsi per circa minuti a causa di una foratura e conseguenti noie alla catena.
Sul tratto Dro – Pietramurata, Segato riesce con uno spunto da campione a recuperare tutto il tempo perduto e a ricongiungersi col gruppo. Appena dopo le Sarche ecco il giovane Giorgio Mosca partire decisamente da solo, superare tutti sulla salita ed arrivare a Cadine con quasi tre minuti di vantaggio su tutti. Nella successiva discesa su Trento riusciva a mantenere quasi intatto il distacco dagli inseguitori. Sembra va freschissimo e a parer nostro la vittoria non avrebbe potuto sfuggirgli, ma la dea bendata non era di questo parere. Infatti subito dopo Trento Mosca fora. Cambia ma si scoraggia e cosi, dopo pochi chilometri, viene raggiunto dal gruppo capitanato da Segato, D’Andrea, Tirreni, Modena. Mosca ormai provato cede a malincuore il passo e prosegue inseguendo da solo. A Mezzocorona Segato ha la meglio su tutti. Mosca fora anche alle porte di Mezzocorona e raggiungerà a piedi il traguardo. Con qualche minuto di ritardo arrivano poi gli altri. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Segato Tranquillo, Ursus Bolzano, che compie i 125 km. del percorso in ore 3 48′, alla media di km. 31.800. 2. D’Andrea Livio, della Cofler di Rovereto, a ruota. Tirreni Valter, Lancia Bolzano; 4. Modena Vasco, Olivo Arco; 5. Mosca Giorgio, Lancia Bolzano, a 3′; 6. Berteotti Luigi, V. C. di Trento, a 5′; 7. Rigatti Giulio, Velo Sport Mezzocorona; 8. Borsa Mario, Ursus Bolzano; Chemelli Mario, F. V. Trento, tutti col tempo di Berteotti. La coppa Rene Donati, viene assegnata al gruppo sportivo Lancia di Bolzano.
Come viene ricordato dall’articolo relativo alla competizione, Renato (Renè) Donati fu un aviatore italiano. Nato a Mezzocorona nel 1918 cadde in azione di guerra nel 1944 in uno scontro fra caccia nei cieli di Bari (o, da altra fonte, il 2 marzo 1943).
Continuando con le fughe il 6-6- partecipando alla Coppa Cofler vinsi il G.P. della montagna per poi ritirarmi stremato in prossimità dell’arrivo.
In questa gara Vasco usa la sua dote di scalatore per conquistare un traguardo della montagna. I traguardi volanti potevano fruttare un premio del valore magari di 1000 lire, e quindi erano piuttosto ambiti, anche se lo sforzo poteva costare il ritiro dalla competizione.
La terza prova del campionato regionale dilettanti
D’Andrea giunge solo a Rovereto conquistando virtualmente il titolo di campione trentino
ROVERETO, 6 – Livio D’Andrea il giovane corridore roveretano, in testa alla classifica generale del campionato regionale dei dilettanti, ha riconfermato oggi, in occasione della I. edizione della coppa «Cofler», gara valevole quale III prova del campionato tridentino dei dilettanti, le sue indubbie doti e capacità tagliando vittorioso, dopo oltre 150 km. di una gara che non ha avuto un momento di respiro, il traguardo finale posto all’altezza della chiesa di S. Rocco. Con questa vittoria, il ventenne D’Andrea, virtualmente è già campione regionale del corrente anno, avendo accumulato nelle precedenti gare e in quella odierna un punteggio tale da non poter essere colmato dagli immediati inseguitori nella competizione che ancora rimane per l’aggiudicazione definitiva del titolo. Della condotta di gara di questo autentico campione nostrano che ha sbaragliato tutti i compagni di fuga sulla salita di Torbole, aumentando il vantaggio man mano che si avvicinava a Rovereto, parleremo poi nella cronaca della gara. Basti qui rilevare che l’atleta gruppo Cofler nell’odierna competizione dopo aver temporeggiato per quasi tutta la gara, pur rimanendo sempre tra i primi, quando ha voluto, con uno scatto che non ammetteva dubbi, è partito come un fulmine, con una potenza da dominatore. Questo per dire che il piccolo Livio accomuna alle sue rare doti fisiche anche una tattica di gara che è di buon auspicio per il suo avvenire.
Venendo a parlare della gara in genere, ci sentiamo in dovere di rivolgere un vivo elogio al gruppo Cofler, che pur essendo matricola in manifestazioni del genere, ha dato prova di poter competere con massimi sodalizi regionali in fatto di organizzazione. Nessun incidente degno di nota ha turbato l’andamento della gara e ciò nonostante il percorso scelto fosse stato uno dei più severi tra quelli fin ora battuti dai corridori in precedenti competizioni regionali. Su 44 partenti solo 24 hanno portato a termine la corsa e anche questi ultimi sono giunti a tralasciare il primo arrivato, a gruppi notevolmente staccati uno dall’altro. La partenza viene data dal figlio dell’anziano partecipante Martini Angelo del gruppo sportivo Cofler alle ore 10 e 40. Il gruppo dei 44 atleti a forte andatura si avvia verso Trento ove i corridori imboccano la salita che porta a Ponte Alto. Salvo una foratura di Eccher nei pressi di Mattarello in questa prima fase il plotone si conserva compatto. Sulla salita che ci porterà a Pergine avvengono i primi frazionamenti. E’ Modena che parte deciso e transita in cima alla salito con duecento metri di vantaggio. Prima di Pergine il giovane atleta dell’Olivo viene assorbito.
Inizia quindi la discesa verso Levico dove Michelotti del Velo- sport di Mezzocorona seguito a ruota da Martini si aggiudica primo premio di traguardo offerto dall’albergo Rocchetti. La strada di campagna che porta a Calceranica favorisce un ulteriore frazionamento. Lo stesso si farà sensibile sulla salita di Vigolo Vattaro ove si formerà un gruppetto di quindici corridori che non saranno più raggiunti dai ritardatari, all’infuori di un terzetto guidato da Vicentini, per tutto il restante della gara.
A Vigolo Vattaro dove è posto il primo premio della montagna passano nell’ordine, Modena dell’Olivo, Carolo di Schio, e Segato di Bolzano, seguiti dall’incrollabile Martini che da questo momento sarà assieme a Borsi l’animatore della corsa. Ancora qualche chilometro di montagne russe e poi inizia la di scesa verso Trento. Ci fermiamo un momento per assistere allo spettacolo offertoci dalle policromate maglie dei corridori che in frenetica discesa battono i 65 orari. L’interesse ormai è tutto concentrato sul gruppo di testa perché il distacco con i ritardatari si è fatto incolmabile. A Rovereto, Morini della Aquilotti Veronesi e Martini vincono il premio di traguardo. Dopo di Rovereto fino a Riva del Garda, il gruppo di testa evidentemente stanco per lunga sgroppata e per il caldo rallenta l’andatura permettendo qualche rientro. Ormai la gara si deciderà sulla salita di Nago. Infatti vediamo la teoria dei primi venti corridori prendere di petto la breve ma dura ascesa verso S. Giovanni. Ed è proprio su questa, non oltre duecento metri più su di Torbole che D’Andrea sferra l’attacco che lo porterà all’affermazione. In sulle prime sembra quasi che il gruppo lo riprenda ma l’azzurro-giallo insiste nell’offensiva e transita al passo di S. Giovanni con 30 secondi di vantaggio su Martini e Borsi e gli altri inseguitori. Ormai per D’Andrea si profila il successo. Vanamente il gruppo tenta di ricongiungersi al fuggitivo che anzi sensibilmente continua aumentare le distanze e giunge al traguardo con un minuto di anticipo. L’ultimo tratto della gara è stato veramente spet-
15-5. In una tiratissima Coppa ,,Bettega” trovai la vita dura, la pioggia e due forature – l’amarezza del primo abbandono.
Domenica 16 maggio nella 4a Coppa Ernesto Bettega, gara nazionale per dilettanti juniores, per la prima volta Vasco si deve ritirare … decisione che non ha mai preso a cuor leggero e soprattutto senza aver prima tentato l’intentabile.
27-5. In una splendida Merano-Malles e ritorno la prima gioia di condurre per tutta la gara (90 Km) ed ancora amarezza. Fui preso all’arrivo e feci terzo in volata.
In fuga! Il giovane Vasco, partito da solo da Mori e arrivato a Merano con vari cambi di treno, viaggiando con la bici al seguito, si ferma per un pasto frugale – portato da casa, naturalmente – nei pressi dei giardini della stazione prima di recarsi al ritrovo. La partenza è a mezzogiorno. Oggi sperimenta la gioia della fuga, il piacere di essere primo, di essere davanti. E’ vero, poi al traguardo arriva al terzo posto, ma quella sensazione è magica. Per questa prestazione ha la soddisfazione di ricevere un formale telegramma di ELOGIO dalla sua Società Sportiva, la OLIVO di Arco, riportato di seguito, dopo la cronaca della gara. Ed in saccoccia, per premi di traguardo e di classifica, ci finiscono 3.000 belle lirette.
Bruno Battistata vince in volata la Merano-Malles e ritorno
Ottime prove di Mosca del G. S. Lancia e di Modena dell’Olivo di Arco
MERANO, 27 – Solo l’entusiasmo dei vecchi soci del Ciclo-moto-club di Merano poteva dare vita ad una gara come quella odierna, per l’impeccabile organizzazione e per l’affluenza veramente notevole di concorrenti e di pubblico. A mezzogiorno in punto prendevano il via di fronte all’hotel «Posta» di Merano 40 concorrenti, tutti della categoria dilettanti juniores. All’uscita da Merano, Bessani dell’Alto Atesina, lascia il gruppo ma viene presto riassorbito. Si staccano poi Modena dell’Olivo di Arco, che farà una gara superba, e Nardin della Lancia di Bolzano. II primo passa a Laces (km. 28) 50″ sul secondo e con 1′ e 45″ sul gruppo. Il giovane atleta dell’Olivo proseguirà tutto solo fino a Malles e da Malles, in discesa e sulla via del ritorno, fino a Silandro. Sulla salita di Silandro, dal gruppo degli inseguitori scattano Borsi, Battistata e Giorgio Mosca che riescono a staccarsi e ad imbastire l’inseguimento dei due fuggitivi. Dopo Lasa, Borsi si attarda e Nardin è raggiunto ed oltrepassato da Battistata e Mosca. Al controllo di Malles i passaggi avvengono nel seguente ordine: 1) Modena alle ore 13.45′; 2) Giorgio Mosca a 1’50”; 3) Battistata a 2’5″; Nardin, Borsi e Dalla Torre a 3’50”; segue il grosso del gruppo con distacchi varianti fra i 7′ e i 9′, guidato da Guido Moser.
Al traguardo di Malles vengono così aggiudicati premi di traguardo per l’importo di lire 1000 al primo e lire 500 al secondo (offerti dal i sig. Schôllberger, officina «Rapid» in Malles), nonché lire 500 al terzo, offerte dai sigg. Horrer e Delugan di Malles. Nella discesa su Merano, Modena conduce ancora; lo seguono Giorgio Mosca e Battistata e più indietro Condini, Borsi e Nardin. Lo sforzo degli inseguitori viene coronato con successo a Silandro, dove Modena viene raggiunto e dovrà accontentarsi di un onorevole piazzamento all’arrivo di Foresta, che avviene nel seguente ordine: 1) Bruno Battistata (Forti e Veloci, Trento) che compie i 115 km, in ore 3.26’29” alla media oraria di km. 34.188; 2) Giorgio Mosca (G. S. Lancia) a ruota; 3) Vasco Modena (Olivo, Arco) in 3.26’30”: 4) Roberto Borsi (Veloce-club Trento) in 3.27’35”; 5) Fereno Nardin (G. S. Lancia), stesso tempo; 6) Italo Condini (Veloce-club Trento) ; 7) Mario Chemelli (Forti e veloci Trento); 8) Vittorio Broccardo (Veloce-club Trento); 9) Giordano Brighenti (Olivo, Arco); 10) Guido Moser (Ciclo-moto-club Merano); 11) Luigi Berteotti; 12) Luciano Caldonazzi; 13) Renato Zuin; 14) Ivo Malfatti. Seguono altri 13 corridori in tempo massimo.
Telegramma di ELOGIO dalla Società Olivo per la prestazione alla Merano Malles e ritorno (click per vedere il documento scansionato, oppure leggi qui sotto)
ANNO Dl FONDAZIONE 1895
SOCIETA’ SPORTIVA “OLIVO„ CAMPO SPORTIVO “OLIVO„ – Telegrammi: Sportolivo – Arco A R C O (TRENTO)
SEZIONE CICLISMO
ARCO, li 29 maggio 1948
ELOGIO
La Direzione della “OLIVO” e particolarmente quella della Sezione Ciclismo, rivolge vivo elogio ai corridori: MODENA Vasco BRIGHENTI Giacomo per il loro brillante comportamento nella difficile gara per DILETTANTI JUNIOR svoltasi sul percorso MERANO – MALLES E RITORNO – Km 115 — Come risulta difatti dalla cronaca della gara MODENA con una fuga iniziata fino dalla partenza compiva quasi tutto il percorso da SOLO con qualche minuto di vantaggio sugli inseguitori facendosi raggiungere quasi al palo d’arrivo. La sua inesperienza (è al primo anno di battaglia) gl’impediva di vincere 1a volata. Riusciva però a classificarsi al TERZO posto. BRIGHENTI GIACOMO si classificava, col grosso del gruppo al NONO posto.
Caro Modena, questa è la copia dell’elogio esposto all’Albo della Società per il tuo magnifico comportamento di gara. Il Dr. Negri m’incarica di porgere a te e Brighenti le mie più vive felicitazioni e ringraziamenti. Presentati a lui per il rimborso spese di viaggio. La foto tua e di Brighenti sono esposte con la cronaca della gara. Cordiali saluti ed auguri vivissimi. Francesco
Finalmente al 1. maggio la prima gara da dilettante, e credo sia stata la prima vera gara a darmi fiducia nei miei mezzi e a rivelarmi. Trento – Bolzano – Trento, una lunga fuga fin dall’inizio mi vide protagonista, cedendo poi nel finale.
E’ questa che Vasco considera la sua prima vera gara, seria, da dilettante, in cui si distingue per la sua tenacia e la sua determinazione esibendosi in una lunga fuga. Sono caratteristiche queste che non mancheranno mai a Vasco, nel ciclismo come in ogni altro istante di vita.
La guerra è terminata da poco. Le gare sono spesso occasione per ricordare martiri e vittime innocenti titolando ad essi la coppa. Vicende oggi spesso dimenticate o sconosciute che, quando possibile, ci piace aver la possibilità di rievocare in calce alla pagina con una breve nota.
C i c l i s m o
Rigotti primo davanti a D’Andrea nella ”coppa Gelmi-Degasperi”
La prima gara per dilettanti 1. maggio 1948
TRENTO, 2 – Non è stata certo un modello di organizzazione questa «coppa Gelmi-Degasperi» lanciata dall’Alpina-sport di Trento sotto l’egida dell’ANPI. Troppe macchine sfaccendate al seguito e prive per giunta del crisma dell’ufficialità se non quella che ospitava il giudice ed i commissari di gara. All’arrivo poi è stata una delusione! Mentre la gente attendeva l’annunciato arrivo in via Manzoni esso si è invece effettuato in corso Tre Novembre, con quale disappunto dei presenti è facile immaginare. Va bene che l’«Alpina sport» è matricola in fatti del genere ma non è concepibile una tale trascuratezza. Detto questo eccovi la cronaca della gara come l’abbiamo avuta di seconda mano, dato che per la stampa non esistevano posti al seguito.
Dopo attraversato la città gli atleti prendono la strada del Brennero ed a piena, andatura si arriva a Gardolo dove Zamboni fora la prima gomma. L’anziano corridore Angelo Martini della Cofler di Rovereto deve fermarsi per la rottura della pedivella. Non arriva a cambiare il pez- (refusi) agitazione, contro le regole fede (refusi) poco dopo paese di Salorno il gruppo.
Si classificherà al settimo posto ma per l’infrazione viene tolto dall’ordine d’arrivo. Dopo Lavis è Battistata della «Forti e veloci» che inizia un tentativo di fuga che però viene annullato per opera di Pozza della Ursus di Bolzano. Siamo ora a S. Michele dove si arriva in 27 minuti. Transitano per primi Rigotti, Mattuella, Chemelli, Albertini ed a 100 metri tutto il gruppo guidato da Ambrosi II. Pederiva e Tamanini. A Salorno il gruppo è nuovamente ricomposto e Martini ritardato ancora partenza rientra. A Villa di Egna marciano ancora tutti assieme ed è Martini che s’incarica di fare il passo a tutti gli altri. A pochi chilometri da Ora, il capitano della Ursus, che oggi non è certo ben visto dalla sorte, fora la prima gomma. Garbin e Barison, ricevono in questo momento ordini dal loro direttore tecnico. ed aspettano Segatto. Tutti tre marciano subito dopo a pieni pedali e raggiungono soli 2 chilometri dopo Ora, il gruppo. In questo momento l’andatura viene un po’ moderata e ne approfitta Segatto per tentare da solo una fuga. Segatto risente però dello sforzo e deve cedere.
Notiamo in mezzo al gruppo un atleta che per nulla vuole disertare le competizioni agonistiche: è Italo Condini, con le sue 37 primavere sulle spalle e con un periodo abbastanza lungo di stasi agonistica. Ha voluto quest’anno
dimostrare ai giovani che con la buona volontà e con po’ di sacrificio si può ancora correre bene. E’ difatti alla sua seconda gara dell’annata e si classificherà onorevolmente al sesto posto. A Laives ennesima fuga. questa volta sono: Rigotti del Velo-sport (C. S.I.) di Mezzocorona (che vincerà poi la gara), Tamanini della «Forti e veloci», Ambrosi dell’Ursus e Modena dell’Olivo di Arco (che farà una bellissima gara) che partono per conto loro. Arrivano soli a Bolzano, lasciano il gettone al bivio della Mendola, sempre soli, arrivano a Ora nel ritorno, con due minuti di vantaggio sul gruppo inseguitore. A Ora però Segatto, D’Andrea e Condini sferrano l’offensiva e partono tentando di riacciuffare i fuggitivi, solo D’Andrea della Cofler di Rovereto resiste allo strappo e da solo va a prendere i fuggitivi. Si accoda e tutti cinque proseguono fino a Lavis dove Modena, che fino qui si è maggiormente distinto per la sua tenacia e la sua decisione, deve rallentare e lasciare ai quattro l’onore di disputarsi il premio finale. Modena viene subito dopo raggiunto dal gruppo guidato alternativamente da Michelotti, Martini e Condini. II gruppo inseguitore si compone ora di ben 36 unità, ed i giudici di gara preposti all’organizzazione hanno ora un bel daffare per poter individuare tutti gli atleti che compongono il numeroso plotone che compatto dovrà tagliare il traguardo d’arrivo.
La Coppa Gelmi-Degasperi è dedicata ai martiri trentini Alfredo e Luciano Gelmi, giovani fratelli di venti e diciannove anni, rispettivamente, e a Bruno Degasperi, ventenne. Morirono assieme ad altri quattro giovani italiani a Venezia nell’agosto 1944, fucilati dai nazisti con una esecuzione plateale, una rappresaglia per un fatto che non avrebbero potuto compiere, nemmeno volendolo, essendo stati prelevati per l’esecuzione direttamente dal carcere.