A ferragosto è Paolo Guazzini ad aggiudicarsi la decima edizione della Firenze-Viareggio. Corsa a tratti velocissima con arrivo in volata di una quindicina di elementi. Vasco è nel secondo gruppetto (arriva ventiduesimo) a 3’20” dal vincitore. Questa, ma anche altre gare senza piazzamenti di rilievo, demotivano Vasco e i suoi rapporti con i dirigenti iniziano a farsi tiepidi.
15 agosto 1955 – Medaglia di partecipazione alla classica Firenze-Viareggio
15 agosto 1955 – Viareggio – cartolina inviata a Luisa, che è sempre nei suoi pensieri
(click per leggere il ritaglio)
L’ordine d’arrivo – 1.o GUAZZINI PAOLO (G.S. Soffiano B rama Firenze) che compie i 190 chilometri del percorso in ore 5.24′, alla media di chilometri orari 35,185; 2.o Capponcelli Agostino (Bartali Bologna); 3.o Rossi Romano (A.C. Pratese) …
Fulvio Damiani e Silvano Banchi firmano l’uno la cronaca l’altro il commento alla decima edizione della Firenze-Viareggio.
Che delusione, che disperazione! e ne aveva ben donde. Inizia proprio a parlare di lui la cronaca, seppure sia giunto al 7° posto tanto si è dato da fare in questa gara e tanto è stato sfortunato. Non ne può più. L’ennesima cartolina che riceve da Luisa in vacanza in Austria non fa che aumentare il suo magone. E’ troppo lontana la bella Luisa per poter continuare una relazione a distanza, è troppo pesante per lui affrontare da solo gli insuccessi, la vittoria che non si lascia agguantare… avrebbe tanto bisogno di averla vicino, le sole sue foto non bastano. Gli sembra di deluderla, si sente un fallito, e così le scrive una lettera d’addio. Ma il signor Settimo Meoni lo dissuade dall’imbucare la missiva e gli raccomanda di parlarne a voce con lei. Così passa qualche giorno e la disperazione un po’ si affievolisce per lasciar strada all’idea che se c’è qualcosa da lasciare quella è la bicicletta. Ma anche questa idea durerà poco.
27 giugno 1955 – Luisa
CON IL NOSTRO PATROCINIO
Damasco Bocconi con una intelligente volata si aggiudica il Terzo Gran Premio dei Giovani
NOSTRO INVIATO – Coiano, 11. Appena passato il traguardo il trentino Vasco Modena, ora residente nei dintorni di Prato e tesserato per la bella società della C.S.I. Coiano, non seppe trattenere le lacrime, invano confortato dai suoi sostenitori. Era uno sfogo più che legittimo, quello dell’alfiere locale, che si è visto bersagliato dalla sfortuna e costretto ad inseguire per tutta la gara. E sono stati due gli inseguimenti, in conseguenza di due forature, e l’ultimo lo ha talmente sfibrato che niente ha potuto nella volata conclusiva, pur essendo riuscito bene quando iniziava l’ultimo chilometro di gara. Svanite quindi le speranze di una affermazione di colori, gli sportivi di Coiano hanno festeggiato il vincitore di questa terza edizione del Gran Premio dei Giovani, il biancoverde Damasco Bocconi. E’ tornato alla ribalta con autorità, Damasco Bocconi. Da qualche tempo non si sentiva parlare di lui, e i suoi sostenitori – che non sono pochi – cominciavano a preoccuparsi. Questa gara – magnifica, come organizzazione, e premiata da un grande successo tecnico e spettacolare – ha quindi rimesso sul podio il corridore del C.S.I. Quarrata, e giustamente la volata finale ha premiato Bocconi, che ne era il netto favorito. Damasco era venuto fuori con tale forza e decisione nel finale, che nessuno avrebbe potuto metterla in discussione, la sua vittoria. Andava talmente forte che si è permesso di staccare – di poco, s’intende – nella salita di Carmignano, il bravissimo Ariani (che aveva dominato nelle altre due asperità della gara, le Piastre e la Collina, fatte dalla porte opposta a quella solita e quindi molto più dure), battendolo sul terzo traguardo per il premio della Montagna. E poiché solitamente Bocconi trova la sua forma migliore proprio in questo periodo, quando il caldo impera sovrano e fa da giustiziere di molte velleità, non è fuori di luogo pronosticare un pronto bis di questa vittoria, che è una delle più belle del suo carnet di velocista di classe. Il secondo posto ha premiato la costanza e la regolarità di Marcello Giusti, compagno di squadra del vincitore. Marcellino è un corridore che ben si adatta ai percorsi come questo del Gran Premio dei Giovani, quandola salita ha il predominio, ed è tale e tanta da troncare le gambe ai meno provveduti. Così ha potuto permettersi il lusso di battere in volata gente più veloce di lui, come Ariani, Masoni e Rosellini, ed ha contribuito a rendere totale il successo della sua società. Per Ariani vale lo stesso discorso che per Giusti, con la variante che “Gigi” è stato il migliore degli scalatori, ed ha fornito una gara davvero eccellente: la conquista del Premio della Montagna (a punteggio sui tre colli della giornata) e il quarto posto all’arrivo non sono davvero poca cosa. Resta da dire degli altri componenti il gruppetto di testa, che sono Masoni e Bargagni. Per il pontederese dell’Alfa Cure occorre sottolineare il fatto che lui non è certamente uno scalatore e quindi l’essere arrivato insieme ad atleti più fortunati di lui in salita in una gara come questa è certamente motivo di grande soddisfazione; se poi si aggiunge a questo il terzo posto all’arrivo si avrà il quadro completo della bella gara.
Bargagni poi è stata la lieta sorpresa di questa corsa: un giovane che certamente migliorerà nel proseguo della stagione fino ad essere fra i migliori. Buono infine il finale di Rosa e Carmagnini, ma i due pratesi non erano sul loro terreno preferito.
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Alle operazioni preliminari è presente anche Delli, presidente del C.R.T., sulla cui macchina, insieme al direttore di corsa, noi seguiremo benissimo le fasi della gara. Partono in 27, e non sono certo pochi, con l’aria che tira in fatto di partecipazione dei dilettanti alle gare, nella nostra regione. Un primo giro fino a Vaiano e ritorno, dà modo a Rossi – che è di Vaiano – di imporsi in un traguardo a premio, e a Modena di forare una prima gomma. Quattro corridori si sono distaccati dal gruppo e conducono con circa 1′ di vantaggio: sono Rossi, che aveva operato lo scatto iniziale, Lombardi, Baroncelli e Guazzini, ma sono presto ripresi. Il gruppo compatto viaggia quindi a rilento verso Pistoia, non senza però aver reso duro l’inseguimento di Modena, avversario temibile e pericoloso in salita. Il traguardo di Bagnolo è appannaggio di Giusti, davanti a Taddeucci. Si è ritirato intanto il bolognese Vegetti (tesserato per la Pratese), il quale aveva dovuto prendere il via con la bicicletta non sua, in seguito dell’incidente in cui ha perso la vita (giovedì scorso, il allenamento) il bravo e giovane emiliano Orlando Vignoli, cui Vegetti voleva dedicare la sua gara. Il mezzo meccanico non rispondeva però a dovere al nobile gesto di Vegetti, e il ritiro era cosa inevitabile. Inizia la salita. Vanno subito in testa i migliori: sono Giusti, Corsini, Modena, che comandano la gara. Ariani è un po’ staccato ma si riprende e rientra presto sui primi. Anche Rosellini e Bargagni tornano su Giusti. Modena ha uno scatto poderoso e guadagna terreno, ma poi Ariani lo raggiunge e lo supera sotto lo striscione. Terzo è Giusti, seguito da Rosellini e Bargagni. Gli altri sono già a distacchi considerevoli. In discesa fora ancora Modena. I quattro di testa viaggiano con 1′ di vantaggio su Ciampi, Calistri, Carmagnini e Baroncelli, mentre Modena insegue insieme a Rossi, Bocconi, Masoni, Del Carlo, Fabbri e Taddeucci a 2′ dai primi. Fora anche Taddeucci. Bocconi e Masoni vanno da soli alla caccia dei primi, mentre Ariani si spreme di nuovo nel vano tentativo di andare via da solo. Pasa ugualmente primo sulla Collina, davanti a Giusti, Bargagni, Rosellini e con 1′ su Masoni e Bocconi. Nel finale questi sei si congiungono e sul Carmignano primo è Bocconi, davanti ad Ariani. Nell’ultimo chilometro rientra anche Modena. La volata: scatta Modena (troppo presto il generoso corridore!) e Bocconi si limita a controllarlo. Scatta quindi Masoni e Bocconi esce fuori d’autorità, vincendo facilmente mentre anche Giusti supera Masoni. Per Modena – poveretto – solo le lacrime e un misero settimo posto.
FRANCO LAGHI
L’ordine d’arrivo – 1) Bocconi Damasco (C.S.I. Quarrata) che compie i 147 chilometri del percorso in ore 4,20′ alla media di 33,800; 2) Giusti Marcello (id.); 3) Masoni Roberto (Alfa Cure Firenze); 4) Ariani P. Luigi (Lastrense); 5) Rosellini Gino (F.d.G. Quarrata); 6) Bargagni Francesco (casalguidi); 7) Modena Vasco (C.S.I. Coiano); 8) Rossi Romano (Pratese) a 1′; 9) Carmagnini Luigi (id); 19) Ciampi Silvano (Pistoiese). Seguono poi Baroncelli Paolo (C.S.I. Coiano) Del Carlo Ugo (id.), Calistri G. Carlo (Affrico), Giusepponi Mario (C.S. Firenze), Taddeucci Duilio (C.S.I. Coiano), Boller Marco (Lavis Trento).
“30 . 6 – 55 Sabato pomeriggio sarò da te. Bacioni tuo Vasco” Appena arrivato in stazione, poco prima di mezzogiorno del sabato 2 luglio, telefona a casa di Luisa, ma…
Finalmente una gara sulle amate strade di casa. Una bella occasione per farsi anche vedere da Luisa. E invece, che succede? Luisa non c’è per un viaggio già programmato dalla zia in Austria assieme alla cara amica Edda, con partenza il 29 giugno; appena saputo della partecipazione alla gara Trentina, con la grande speranza di un fugace incontro, posticipa il più possibile la partenza e prende il treno al mattino di sabato 2 luglio, ma nulla! Si mancano solo di qualche ora. Le comunicazioni via posta non sono il mezzo più adatto, a volte. Vasco rimane molto amareggiato. E poi c’è una brutta caduta in gara… Il giorno stesso Vasco le fa recapitare la notizia su un biglietto scritto da Mori per mano dalla sorella Elisa. Al ritorno a Prato, dopo essersi ripreso, le scrive una lunga lettera: il tono iniziale è risentito, quasi la caduta fosse dovuta alla rabbia in corpo per la delusione di non essersi visti. Ma poi descrive quanto è successo e termina con tanto amore.
Le conseguenze di questa caduta sono state forse prese sottogamba, in quanto, scrive Vasco in una nota a margine del quaderno degli allenamenti, capogiri e vertigini, specie quando si corica o si alza dal letto, perdureranno sino a dicembre.
Prato 7.7.55 – Luisella cara! Eccomi a te, finalmente senza il turbinante ronzio nel capo che mi perseguitò per tutti questi giorni, dopo il salto di domenica scorsa. […] Si partì a razzo, mi sentivo come non mai, il che diede maggior furore alle mie pedalate. Ero ormai solo, tutti i miei avversari schiantati dopo appena 10 Km. di corsa. Volli scattare ancora ma mi fu fatale, la catena, sobbalzando mi uscì dall’ingranaggio davanti, un colpo di pedale a vuoto ed una mazzata a capofitto sull’asfalto rimanendo esanime. Si fermò subito il buon Paolo (come vedi nella foto) e dopo parecchi minuti ripartii a tutta birra con Paolo alla ruota che m’implorava di andare meno forte. Insensibile ai suoi richiami lo staccai per buttarmi in quell’inseguimento impossibile che mi doveva stroncare definitivamente dopo circa 100 Km. di lotta con avversari e con il dolore immenso al capo. Persi conoscenza ancora. Mi portarono a Borgo Valsugana ed i sanitari non mi trovarono che una contusione cranica che svanirà con qualche giorno di riposo. In questi giorni ho sofferto annebbiamenti e qualche vertigine, ora molto meglio. […] volevo vederti fra la nebbia del mio cervello, Sai, ho fatto anche cattivi pensieri, pensai con raccapriccio, se dovessi restare difettoso di cervello? se mi venisse un vizio di mente? che sarebbe di noi? […] ho avuto tanta voglia di piangere. Perché tanta sfortuna a me? Forse me la merito, ma mi sembra troppa; ora con le idee un po’ chiare penso già alla gara di domenica (Coiano) se il dottore permette, ma sono sempre senza allenamento, sempre in stato di inferiorità nei confronti degli altri. Però loro non hanno una Luisella […]
Paolo Baroncelli, compagno di squadra nella Coiano di Prato, soccorre Vasco Modena caduto nella Trofeo Martiri Trentini, gara vinta dal veneto Narciso Sfoggia.
[13 giugno 1955] … e arrivai 10°. Ieri, arrivai 4° dopo essermi sfiancato ed essere rimasto 1° per un bel tratto, il vincitore (Bui) mi riprese per poi staccarmi in salita. Dentro di me una voce mi diceva ”Vince chi osa” osai tutto in discesa e cascai senza, fortunatamente, farmi niente, persi solo tempo prezioso e qualche biglietto da 1000£.
Nella lettera del 13 giugno inviata a Luisa troviamo, tra le parole che possono scambiarsi due fidanzati lontani, anche un resoconto delle ultime gare disputate. Arrivato decimo. Si tratta della Coppa Ciampi a La Briglia di Prato, la cui breve cronaca è riportata in calce. La Coppa è intitolata a Natale Ciampi, una delle 29 vittime dell’eccidio delle Figline, in quanto originario proprio di La Briglia.
In una lettera arriva anche questo ”francobollo” una foto di soli 3.4 x 4 cm, che possa servire a Luisa come ricordo da portare nel portafoglio.
L’altra gara meglio descritta nella lettera è la Coppa Borgonuovo, che Vasco conclude al quarto posto. Si dà parecchio da fare per conquistare quella vittoria promessa a Luisa, tanto da ascoltare la voce interiore che gli dice ”Vince chi osa”, ma cade a terra. La vittoria non si vuol proprio lasciar acciuffare. Di seguito la cronaca.
Piena conferma di Idrio Bui che vince con distacco la Coppa Borgonuovo
NOSTRO INVIATO
BORGONUOVO, 13. Idrio Bui ha suggellato con una chiara vittoria per distacco questa combattutissima coppa Borgonuovo organizzata con dovizia di mezzi dal G.S: Borgonuovo e patricinata dall’A.C. Pratese. Il poderoso alfiere dell’U.S. Porta Romana ha finalmente ritrovato il ritmo e la potenza che gli hanno consentito in passato tanti rimarchevoli successi e su un terreno fatto apposta per i suoi mezzi di eccellente fondista ha saputo imporre all distanza il suo scatto decisivo e dominatore che gli ha permesso di involarsi sull’ultima asperità del percorso, la salita del Cornocchio. Una gara questa per atleti dotati di qualità di fondo, in quanto caratterizzata da ben tre salite: il S. Baronto, Pratolino, Le Croci, e che ha provocato l’abbandono dei più e lo sgranamento inesorabile degli altri, dato anche l’alta media registrata, oltre 37 km. orari. Dovevano emergere degli scalatori e infatti Idrio Bui, con una gara accortissima e sempre magistralmente controllata è venuto fuori al momento decisivo con la freschezza di tutti i suoi eccellenti mezzi atletici che lo fanno un po’ somigliare con quella raccolta compostezza in sella così piccolo e tarchiato, al solido Gianneschi. Dopo di lui vediamo classificati nell’ordine Ariani e Bargagni e se di Ariani conoscevamo l’ottima tenuta in salita, occorre onestamente riconoscere che Bargagni ha stupito per la inesauribile foga con cui ha condotto la gara che l’ha visto in tutte le fughe e sempre in prima posizione. Una gara maiuscola la sua che non può che riempire d’orgoglio i suoi sostenitori e la U.S. Casalguidi a cui appartiene.
L’ordine d’arrivo
1.o Bui Idrio dell’U.S. Porta Romana che compie i km. 170 del percorso in ore 4.30′ alla media di km 37,777; 2.o Ariani P. Luigi (A.S: Lastrense Zizy) a 1’40”; 3.o Bargagni Francesco (U.S. Casalguidi) s.t.; 4.o Modena Vasco (CSI Coiano) s.t.; 5.o Olivieri Angelo (Pedale Sestrese) a 2’30”; 6.o Pardini Giuseppe (S.S. Bientinese) a 4′; 7o Giusti Marcello (s.S. Quarrata) s.t.; 8.o Guazzini Paolo (G.S. Soffiano) a 5′; 9.o Repetto Giovanni (Pedale Sestrese) s.t.; 10.o Petrocchi Zeonedo (G.S. Maremma) s.t.; 11.o Vegetti Luciano (A.C. Pratese) s.t.; 12.o Topini Antonio (G.S: Maremma) s.t.; 13.o Capponi Giorgio (G.S. Faema Bottegone); 14.o Corsini Floriano (U.C. Faema Porretta Terme); 15.o Rossi Romano (A.C. Pratese); 16.o Oldani Guglielmo (Pedale Sestrese); 17.o Biasotto Gino (Soc. Colligiana).
Brillantissimo Modena, senza altro il migliore insieme a Bui in montagna e giunto col gruppetto di Ariani malgrado una caduta nella discesa delle Croci. Leggermente in declino Giusti che lottando generosamente ha dovuto cedere sul finale. Nettamente staccato Guazzini che in un terreno non adatto ai suoi mezzi ha profuso ogni energia per ben figurare e ha battuto allo sprint il gruppo dei ritardatari. La gara subito in partenza ha manifestato quelle intenzioni agonistiche che poi hanno dato avvio a una lotta senza respiro. Fuggito a pieni pedali l’extra regionale Accorsi, subito si buttarono alla sua ruota Bargagni, Tupini e Repetti. Questo quartetto raggiungeva Pistoia con 300 metri sul gruppo che guidato da Giusti li riassorbiva sulla salita del Serravalle, che selezionava brevemente il plotone che però a Monsummano si Ricomponeva al completo. Sulla salita del Lamporecchio si accendono le polveri e Bui insieme a Modena spingono a pieni pedali passando nell’ordine sulla vetta, seguiti a 10″ da Topini, a 25″ da Rossi, Ariani e Bargagni. Guazzini passa a 1′ capeggiando un folto plotone. La discesa a capofitto su Casalguidi vede operare alcuni ricongiungimenti e da quest’ultima località un gruppo di 10 corridori guidano la corsa. Corsini, Topini, Bui, Giusti, Ariani, Modena, Rossi, Bargagni, Vegetti e Guazzini rinvenuto fortissimo. Sullo slancio della volata per il traguardo a premio di Borgonuovo, vinto da Giusti, si involano Oldani, Bargagni, Modena, Baroncelli, Giusti, Petrocchi e Ariani, che iniziavano la salita a Pratolino con 2′ sul grosso. Sul duro strappo dei Cipressini, Modena scatta deciso e con azione progressiva e demolitrice stacca tutti. I primi a cedere sono Baroncelli e Petrocchi, poi Giusti e Bargagni, infine Ariani e Oldani. Dalla vetta Modena passa con 50 metri su Bargagni e Oldani e 100 metri su Giusti. Al Bivio di Novoli questi ultimi riprendono Modena e poco dopo rientrano anche Ariani e Petrocchi. Sulla salita delle Maschere rinviene dopo un magnifico inseguimento Bui, cosicchè dalla cima passano insieme a quest’ultimo Bargagni, Modena e Ariani. Sul Cornocchio si ha l’episodio risolutivo. Bui scatta senza indugio e nei 300 metri delle dura rampa riesce a guadagnare 100 metri, mentre gli altri visibilmente provati non tentano nemmeno di reagire. Ha inizio da qui la marcia trionfale di Bui in continuo crescendo che lo porterà a tagliare vittorioso il traguardo di Borgonuovo con un vantaggio di 1’40” sugli immediati inseguitori.
LEO ALTI
Rossi batte Ciampi a La Briglia di Prato
LA BRIGLIA DI PRATO, 9 – Un lotto di 55 corridori ha preso parte a questa movimentatissima prima edizione della Coppa Natalino Ciampi perfettamente organizzata dal Circolo Ricreativo omonimo in collaborazione con l’Associazione Ciclismo Pratese. La vittoria è stata del forte corridore pratese Romano Rossi che ha bruciato allo sprint il compagno di fuga Silvano Ciampi. I due atleti riuscivano a staccare, lungo la discesa delle Piastre, gli altri sette corridori coi quali avevano scollinato al Passo della Pruneta. Dopo Pistoia, al termine della discesa, trovato il perfetto accordo sono andati progressivamente aumentando il loro vantaggio sugli immediati inseguitori: il bravo porrettano Floriano Corsini e lo jolese Costanzo Dabizzi. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Rossi Romano (A.C. Pratese) che compie il percorso di Km 118 in ore 3.27′ alla media oraria di Km.34,200; 2. Ciampi Silvano (U.C. Pistoiese); 3. Corsini Floriano (U.C. Faema Porretta Terme) 1’45”; 4. Dabizzi Costanzo (U.C.B. Jolo Sant’Andrea); 5. Guazzini Paolo (G.S. Soffiano Firenze) 2’50”; 6. Dal Canto Romano (U.S. Juventus Lari); 7. Minghè Piero (Velo Club Campes Bologna) 3′; 8. Ravaldi Franco (u.S: Montalese, Modena) 5′; 9. Pierazzini Oreste (G.S: Cral Montemerciano) 6’15”; 10. Modena Vasco (G.S. Coiano, Prato); 11. Baldi Francesco (U.C.B. Jolo Sant’Andrea) 7’45”; 12. Fabbri Carlo (idem) 9′; 13. Alberi 11′; 14. Zappi. Seguino altri in tempo massimo.
Gara forse intitolata a Renzo Grassi, partigiano di Narnali caduto nel 1944 durante la resistenza e a Dario Barni, nativo di Prato, anch’egli caduto nel 1944 a Begoglio in provincia di Pavia. Peccato che nelle cronache dell’epoca spesso non si faccia menzione delle persone a cui sono dedicate le gare, forse note al lettore del tempo, meno a chi legge a decenni di distanza. Anche in questo caso è così, nessun cenno sui ritagli di ben tre diversi giornali relativi alla terza edizione della Coppa Barni-Grassi.
Vasco fa bella figura in questa gara, proteso all’inseguimento della vittoria parte in fuga con il compagno di squadra Paolo Baroncelli, ma alla fine deve accontentarsi di un bel terzo posto.
Ecco di seguito gli articoli su tre ritagli di giornale.
Vittorioso sprint di Guazzini a Narnali
NARNALI DI PRATO, 2 – Alla distanza di soli quattro giorni dalla vittoria riportata a Firenze, Paolo Guazzini ha vinto in questa terza edizione della Coppa Barni-Grassi conclusasi con una volata a otto. La gara è stata velocissima fin dalla partenza. Modena e Baroncelli autori di una lunghissima fuga protrattasi fino a Poggibonsi (km. 80 dalla partenza) sono stati raggiunti da altri otto corridori: Morini, Guazzini, Taveggi, Vegetti, Rossi, Angeli, Donati e Tomeo. Questi dieci atleti attaccano per primi la salita di Barberino Val d’Elsa con vantaggio di 4′ sul gruppo. Ben presto si ha un’azione di forza di Taveggi e Angeli che transitano dal culmine con 45″ di distacco su Baroncelli e gli altri a breve distanza. Il loro vantaggio veniva poi annullato prima di Firenze ed otto atleti raggiungevano l’arrivo, per contendersi la vittoria in volata: partiva Modena ai 250 metri, mentre a Rossi saltava la catena, Guazzini lo imitava prendendo la testa ai cento metri vincendo indisturbato con due macchine su Taveggi.
Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Guazzini Paolo (G.S. Soffiano Firenze) che compie il percorso di km. 162 in ore 4,40 alla media oraria di km. 36,09; 2. Taveggi Costanzo (U.C.P. Jolo Sant’Andrea); 3. Modena Vasco (C.S. Coiano Prato); 4. Vegetti Luciano (A.C. Pratese); 5. Donati Flavio (Ciclistica Baracca Lugo); 6. Angeli Giuseppe (Ciclistica Baracca Lugo); Baroncelli Paolo (G.S. Coiano Prato); 8. Rossi Romano (A.C. Pratese) a 35″; 9. Lombardi Silvano (A.C. Pratese) a 6′; 10. Pierazzini Oreste (G.S. Montemarciano). Seguono altri dieci corridori in tempo massimo.
Guazzini vince la Coppa Barni-Grassi
NARNALI DI PRATO, 3 – Non appena l’aitante e armonica figura di Guazzini è piombata d’autorità sulla fettuccia terminale, l’intera popolosa parrocchietta di Narnali è espolosa in una sorta di beata follia collettiva: il biondo paolo, idolo e orgoglio dei narnalesi, era riuscito a cogliere la sua quinta gemma stagionale proprio sotto gli occhi lucenti dei propri compaesani, di quei suoi accesi zelatori che non vedono altro che le domenicali prodezze del prodigioso pupillo di Masolini e Baroncelli. Un po’ di cronaca spicciola. Si parte a spron battuto e al passaggio a livello di Sampiero Agliana, profittando dello scombussolamento provocato dai cancelli abbassati Modena, Baroncelli, Lombardi pigliano il largo. In quattro e quattr’otto, decisi evidentemente a fare sul serio, dal gruppo evadono Guazzini, Capecchi che però lungo le rampe del San Baronto vengono riacciuffati dai più prodighi inseguitori. Lombardi fora nei pressi di Vinci e dovrà penare per oltre 100 chilometri per rivedere le schiene dei primi. Al bivio di Cerreto Guidi, Modena e Baroncelli transitano con un vantaggio di oltre 3′ mentre più indietro Guazzini mostra lodevoli intenzioni di riscossa. A Poggibonsi la muta degli inseguitori mette le mani addosso ai due intrepidi battistrada. Non di meno la lotta si riaccende sulla durissima erta del Barberino dove Modena e Baroncelli sorprendono in piena crisi il favoritissimo Guazzini. A oltre 2′ transitano Rossi, Angeli, Davizzi che si riportano sui due prodigi fuggiaschi lungo la tortuosa discesa. In seguito sulla non meno aspra balza di San Casciano, Angeli, Davizzi cercano di far fuori del tutto l’uomo da battere, Guazzini, remante a qualche centinaio di metri, senonché l’alfiere del G.S. Soffiano in un sorprendente ritorno di forze, ricupera prodigiosamente. Infatti prima di Tavernelle Guazzini piomba su Angeli, Davizzi, Modena, Baroncelli, Rossi, trascinandosi Lombardi. E sul traguardo regola tutti in volata. Ecco l’ordine di arrivo:…
COME AL SOLITO VELOCISSIMO
Forte e intelligente Guazzini a Narnali
NARNALI DI PRATO, 3 – Gli organizzatori di questa terza edizione della Coppa “Barni-Grassi”, non sono stati molto fortunati, poiché solo 25 concorrenti si sono presentati al tavolo di punzonatura. A dire il vero mancavano, o per un motivo o per l’altro, i “grandi nomi” del dilettantismo regionale, eppure la gara aveva una dotazione di premi da fare invidia a molte così dette “classiche” che di quando in quando vengono disputate in Toscana, come pure non ha fatto difetto l’organizzazione, impeccabile in tutti i suoi particolari, come del resto avviene sempre quando la “Pratese” si prende la responsabilità concedendo il patrocinio, e anche il percorso, sia come difficoltà da superare e chilometraggio, differenziava molto dai percorsi “tipici toscani”. Non per questo, però, la gara è venuta meno all’aspettativa come successo spettacolare e agonistico, poiché i “venticinque” fin dalla partenza hanno profuso ogni energia per superarsi a vicenda. Come era nelle previsioni, si è avuto un arrivo in volata di un gruppetto di otto corridori e… “ruota d’oro” Paolo Guazzini (che correva sulle strade di casa) è sfrecciato per primo, per la gioia dei suoi paesani, che dopo l’arrivo lo hanno stretto d’assedio. Il narnalese, ha disputato una gara intelligente, si è difeso a denti stretti con chi meglio di lui era disposto in salita, ha superato con coraggio una leggera indisposizione al culmine del Barberino Val d’Elsa, si è ripreso subito piombando sui primi alla periferia di Firenze, per comandare a piacimento la gara fino all’arrivo. Alla classe e prodezza di Guazzini bisogna esprimere, ed è doveroso farlo, un elogio particolare a Paolo Baroncelli che migliora di settimana in settimana e a quell’indomito combattente che è Vasco Modena. Da registrare il progressivo miglioramento di Costanzo Dabizzi che insieme al lughese Angeli è stato il migliore sulle salite nella parte centrale della corsa. Lo Jolese l’abbiamo rivisto pedalare con quella agilità delle giornate migliori. Vegetti, forse un po’ stanco per la sgroppata di domenica scorsa, non è stato brillante come sempre, ma si è fatto apprezzare per generosità e coraggio. Sfortunatissimo Romano Rossi che ha tagliato il traguardo a ruota libera per il salto della catena nella volata decisiva.
Presenti Baldini e Borrani per gli enti unionistici, si parte alle 13.30 agli ordini di Masolini direttore di gara. Dopo pochi km dal “via” forano Del Carlo e Lastrucci, mentre al passaggio a livello di Agliana prendono il largo Modena, Lombardi e Baroncelli che transitano da Pistoia con 200 metri sul gruppo. Prima di affrontare le dure rampe del S. Baronto Guazzini e Capecchi si staccano dal gruppo con l’intenzione di agganciarsi ai primi, la cosa non riesce. Al culmine scollinano per primi Modena e Baroncelli nell’ordine; a 1′ Lombardi (che ha ceduto e forerà in discesa); a 1’20” Ravaldi, Dabizzi, Rossi, Pierazzini, Pellicciari; a 1’35” Vegetti, Morini, Donati, Capecchi e Angeli; a 2′ Mazzaschi, Calvetti, Baldi; seguono a brevi intervalli Fabbri (che forerà in discesa), Guazzini, Tomeo e altri. A Empoli, a fine discesa sono sempre in testa Baroncelli e Modena che conducono in perfetto accordo; a 1’35” Morini, Dabizzi, Tomeo, Capecchi, Donati, Guazzini, Vegetti, Angeli, Rossi e Ravaldi; a 3’15” Calvetti, Pierazzini, Fabbri, Mazzeschi, Baldi, Lombardi, Pellicciari e Lastrucci. Attraverso Castelfiorentino e Certaldo i primi due mantengono integro il loro vantaggio. Dopo quest’ultima località Dabizzi e Guazzini suonano la sveglia e a Poggibonsi il gioco è fatto, quindi si attacca la salita del Barberino Val d’Elsa con un gruppetto di dieci unità, poiché Calvetti per crampi e Ravaldi per guasti meccanici devono arrestarsi, mentre il grosso del groppo è in ritardo di 4’30”. Alle prime rampe si ha un’azione di forza di Angeli e Dabizzi che nell’ordine scollinano per primi con 45″ su Baroncelli; a 1′ Vegetti, Rossi e Modena; a 1’15” Donati; a 1’30” Guazzini, irrimediabilmente battui gli altri. Ripida discesa su ponte Nuovo e quindi l’agile salita del S. Casciano. Ancora Dabizzi e Angeli al comado con 15″ su Baroncelli; 30″ su Modenae Rossi; a 45″ Vegetti; 1′ su Guazzini; 1’30” su Donati, gli altri sempre più lontani ormai. Nella susseguente discesa su Firenze avviene il ricongiungimento di questi otto corridori che insieme attraversano Signa, Poggio a Caiano e Prato a modesta andatura per raggiungere la retta d’arrivo: Modena parte a 250 metri, imitato prontamente da Guazzini e da tutti gli altri mentre a Rossi salta la catena. La volata è convulsa, ai 100 metri esce di prepotenza Guazzini che vince con due macchine su Dabizzi che supera Modena negli ultimi metri.
Il cinema era molto diffuso, presente in ogni quartiere, magari accanto all’oratorio. Ma su via Bologna a San Martino di Coiano vi era la mitica Terrazza Paradiso. Si trattava di una area ampia, comprendente non solo un cinema coperto e uno all’aperto, ma anche sale con biliardi, calcio balilla e altri giochi, campo di bocce e una pista per il pattinaggio a rotelle con funzione anche di pista da ballo, dove le orchestrine il sabato sera suonavano fino a tarda ora.
Questa è la sesta edizione della ”Coppa Bar Terrazza Paradiso” su un percorso di più di 180 chilometri. Quel giorno di metà maggio non è proprio un paradiso: piove, il fondo stradale in alcuni tratti è in pessime condizioni, chi fora si ritira. Vasco no, fora anche lui, ma lesto cambia il tubolare. Manovra che si rivela inutile perché non aderisce al cerchio, e il ritiro, nonostante tutto, ne segue obbligatorio. Che sfortuna!
E per rimanere in tema di sfortuna, la settimana successiva cade in gara ad Arezzo, ma senza particolari conseguenze. Dovendo saltare per prudenza qualcuna delle competizioni programmate, ne approfitta per un salto a casa, a Mori e a Rovereto. Tutto sommato ne è felice. Riprende il 1. di giugno.
19 maggio, cartolina da Arezzo, dove la gara sfortunatamente si conclude con una caduta, benché senza particolari conseguenze
Carmagnini e Vegetti ai posti d’onore
Scatto di Guazzini nella Coppa Terrazza Paradiso
Sfortuna ”in casa”, alla Coppa Paradiso
PRATO, 16. In cinque, in vista del traguardo, si apprestavano a disputarsi in volata la sesta edizione di questa Coppa bar Terrazza Paradiso, tanto appassionatamente curata dagli organizzatori e non ripagata in uguale misura dalla partecipazione dei concorrenti e dal tempo, che ha malversato per tre quarti della corsa. Ad un chilometro partiva fortissimo Vegetti, sulla destra. Guazzini ea pronto a gettarsi sulla ruota; ai trecento metri, poi, lo superava e tagliava il traguardo con un vantaggio di oltre cinque macchine. Vegetti, rialzatosi sul manubrio, era passato allo sprint anche dal compagno di scuderia Carmignani. Nella scia dei primi tre: Cartei e Fabbri. Si parte in quindici agli ordini di Icilio Caciolli. Lupori perde subito contatto mentre se ne vanno come leprotti Lastrucci e Bandini. Nel tratto Campi Bisenzio – Indicatore di Signa, dal fondo in pessime condizioni, forano Morini, Lombardi e Baroncelli, e per loro la gara termina qui. A Signa i due battistrada hanno trecento metri di vantaggio sul gruppo. Quindi fora Bandini ed anche Lastrucci è riassorbito. A Montelupo il plotone di testa è composto di nove unità: Vegetti, Modena, Tofani, Cartaci, Guazzini, Lastrucci, Mannelli, Fabbri, Carmignani.
All’inizio delle rampe del Chiesanuova Mannelli dà fuoco alla miccia. Sulla ruota gli è pronto Guazzini. Il gruppo si fraziona e così alla spicciolata, con sempre in testa Mannelli, transiterà dalla cima. Nel tratto sterrato che porta al culmine del S. Casciano, Modena è appiedato da una foratura. Cambierà il tubolare, ma questo non aderirà alla ruota, ed uno dei più quotati alla vittoria scompare dalla ribalta. Nella discesa del S. Casciano, per identica sorte dovrà abbandonare anche Manelli. A guidare la gara rimangono Guazzini e Vegetti, che accoppiati iniziano la salita del Tavernelle. Sulle ultime rampe scatta l’emiliano della Pratese, prendendo alcune centinaia di metri al compagno di fuga. Sul Barberino Val D’Elsa, ove è fissato il primo premio della montagna i rimasti in gara transitano nel seguente ordine: Vegetti, Guazzini a 30″, Carmignani, Cartacci e Fabbri a 1′, Rossi a 51, Lastrucci e Tofani a 6′. A Poggibonsi Guazzini si riaggancia a Vegetti. I due proseguono per un po’ di buona lena e poi decidono di aspettare gli immediati inseguitori. A Castelfiorentino ore 17 (2.45 di gara alla media di 39,800 orari) il ricongiungimento è cosa fatta. Sono in testa Guazzini, Vegetti, Carmagnini, Fabbri e Cartacci. E’ terminata la bella, interessante, avvincente prima parte della gara ed ha inizio quella seconda parte, che non avrà un sussulto fino ad un chilometro dallo striscione del traguardo.
ATHOS MAZZONI
1.° GUAZINI PAOLO dell’U.S. Soffiano, che compie i 181 chilometri del percorso in ore 5, all amedia oraria di km. 36,150. 2.° Carmignani Luigi, dell’A.C. Pratese, s.t. 3.° Vegetti Luciano, dell’A.C. Pratese, s.t.; 4.° Cartacci Gino, della U.S. Sestese, s.t.; 5.° Fabbri Carlo, dell’U.C. Popolare Iolo – S.Andrea, s.t.; 6.° Rossi Romano, a 17′; 7.° Tofani Antonio, s.t.
Avviata nel 1929 con il sostegno finanziario dal commendator Francesco Bologna di Dolciano, proprietario terriero nella zona di Chiusi, nel senese, la Coppa Bologna era ormai diventata una classica per dilettanti. Bartali ne aveva vinta una edizione, precisamente nel 1934, e quindi tutti i concorrenti, e i toscani in particolare, si davano lotta per guadagnare un posto nell’albo d’oro della manifestazione. Arrivare nei primi dieci significava aver fatto una bella prestazione, e finire in prima pagina. Piazzarsi sesto, come ha fatto Vasco, ancor meglio! In questa 16esima edizione Vasco è anche anche uno dei protagonisti che contribuiscono a movimentare la gara a cui partecipano tutti i dilettanti toscani, iscritti di precetto. Partenza da Chianciano Terme – da dove invia l’immancabile cartolina – e arrivo a Montallese, per un totale di 193 chilometri di un percorso con continui saliscendi e con tratti sterrati, che Vasco macina a 34,906 km all’ora.
Il forte vincitore, Sante Ranucci, classe 1933, nell’agosto di questo stesso anno, si aggiudicherà a Frascati il titolo di campione mondiale dilettanti, per passare poi tra le fila dei professionisti l’anno successivo.
La prima prova per la maglia bianco rossa
Ranucci spettacoloso in salita stacca tutti alla coppa “Bologna”
Confronto completo fra i migliori dilettanti toscani – Selezione di forza e progressiva – Il corridore dell’AlfA Cure ha vinto tre corse per distacco in cinque giorni – Una magnifica gara
i primi dieci della classica Coppa Bologna 1955. Vasco è al sesto posto.
(Dal nostro inviato) Montallese, 9 maggio.
Sante Ranucci dell’Alfa Cure di Firenze ha riportato un’altra clamorosa vittoria per distacco, la terza in appena cinque giorni, essendo arrivato solo anche mercoledì a Viterbo e venerdì a Tarquinia. Questa anziana corsa (XVI Coppa Bologna) era valida quale prima prova del campionato toscano dilettanti e conforme alle nove disposizioni tutti i corridori erano stati iscritti d’ufficio, cosicché la partecipazione dei migliori è stata totalitaria; come ancora non era avvenuto in questa stagione. Altra novità, l’istituzione della “maglia verde” per il primo in classifica. Sante Ranucci ha vinto di forza, meritatamente perché è apparso il più forte, il più pronto in ogni sviluppo e infine dopo avere sottoposto tutti, inesorabilmente, ad un lavoro di demolizione, lui, freschissimo, si è scatenato su una ripida e lunga strada secondaria dando una impronta personale a tutta la corsa. Il finale di Ranucci è stato spettacoloso. Ogni chilometro di strada valeva per lui per consolidare quella posizione di privilegio che si era creato con i suoi poderosi mezzi fisici. Tre vittorie per distacco in cinque giorni valgono per dare esito positivo al migliore collaudo. Sante Ranucci è entrato in questa forma auspicata, questo però non deve valere per invogliare il corridore a sottoporsi a sforzi continui. Ricordino Ranucci e i suoi dirigenti che tutte le cose e particolarmente la persona hanno necessità di riposo e di recupero. Sante Ranucci si è scatenato, come ancora quest’anno non avevamo avuto occasione di notare, con un’autorità e una sicurezza eccezionale. Al secondo posto nell’ordine d’arrivo, troviamo l’aretino Alberti, il quale, correndo per una società dell’Umbria, non sarà incluso nella classifica del campionato. Settantacinque i partenti. Sul bellissimo vialone che ci porta a Chianciano scatta come una freccia, in avanti, Romano Rossi della Pratese che passa davanti alle Terme con 22″ di vantaggio. La fuga è subito annullata da un’azione comune di Bui, Ranucci, Mannelli e Tosi. La lotta divampa in pieno e senza interruzione sulla stradale a saliscendi che ci conduce a Montepulciano, Poggio Colombi e Torrita. In questo tratto forano Volpi, Taddei, Valdambrini, Bernardini, Franco Bertini, mentre il maremmano Gigli, fa un pauroso ruzzolone, rimane ferito ed è trasportato al più vicino ospedale. In avanguardia rimane solo, per un breve tempo, Modena, poi il corridore di Coiano è ripreso. Ancora azioni nervose e al comando si forma una pattuglia composta da Gelichi, Ranucci, Mannelli e Innocenti. Molti i passaggi a livello, tutti aperti e pure frequenti i tratti di strada sterrata. I quattro fuggitivi si alternano intelligentemente nel condurre e il loro vantaggio per un tratto di percorso di una quarantina di chilometri oscilla fra i 20″ e i 35″ su un gruppo di sedici unità e fra questi notiamo: Conticelli, Bui, Carmagnini, Bani, Furloni, Biasci, Veggetti, Torrini, Taddeucci, Modena. Superata una gibbosità, dal gruppo inseguitore, si fanno avanti Conticelli e Modena che azzardano tutto, in una breve discesa a pericolosi tornanti si portano quasi a ridosso dei quattro in fuga. Per alcuni chilometri la distanza rimane di circa 200 metri, infine Conticelli e Modena si congiungono a Ranucci, Innocenti, Mannelli e Gelichi.
Ad Arbia la pattuglia di punta passa a cinque uomini in quanto Conticelli è costretto a fermarsi per cambiare il tubolare posteriore afflosciatosi. La carovana è divisa in diversi tronconi. Quando comincia la rampa di Siena sei corridori, guidati da Bani, raggiungono i fuggitivi. Al rifornimento, Bani è il primo ad accaparrarsi il sacchetto seguito da Ranucci, Gelichi, Mannelli, Innocenti, Albertini, Modena, Giulianini e gli altri tre. Siamo a metà del percorso. Si ritorna per lo stesso stradale. A Colonna del Grillo, gli undici corridori di testa hanno 1’15” su un gruppo di venti uomini, fra i quali particolarmente attivi nel condurre l’inseguimento, appaiono Bui, Conticelli (che si è ricongiunto a questi) Velucchi, Guazzini. Conticelli fora di nuovo. Nel frattempo si verificano numerosi frazionamenti. Su un colle, ecco sfrecciare avanti Gelichi, Bani; Ranucci, Alberti, Modena e Del Bello. Gli altri perdono gradatamente e sempre più sensibilmente il contatto. A Rapolano i fuggitivi hanno 1’40” di vantaggio su Mannelli, Innocenti, Bui, Giulianini e Biasci. Sono questi i più tenaci inseguitori. A Torrita di Siena dove transitiamo alle 16,30, comincia la fase che deciderà la corsa. Una rampa, all’uscita della località, dà l’estro a Ranucci di scattare e Modena e Del Bello perdono subito contatto, mentre Bani si incolla alla ruota dell’alfiere dell’Alfa Cure. Pure Alberti e Gelichi rispondono con sicurezza. La pendenza della strada si affievolisce e anche Ranucci si calma, per poco, però, perché la strada vecchio tipo, sterrata, torna a mordere. Qui Ranucci tenta la sua carta, osserva negli occhi ad uno ad uno i tre compagni quindi con uno scatto si assicura dieci macchine di vantaggio, Gelichi cede di colpo, poi è Bani a perdere di vista lo scatenato giallo-verde e infine anche Alberti, l’arrampicatore dell’Umbria, è costretto ad arrendersi. Sante Ranucci, per il rimanente tratto della salita e nella seguente discesa, non dà l’impressione di essere un corridore, ma una freccia A Montepulciano, Ranucci ha già 1’40” su Alberti e due minuti su Bani. Pure questi dilettanti marciano speditamente, ma altri stanno recuperando, particolarmente Lelli. A Chianciano, Ranucci applauditissimo transita con 3’12” su Alberti e con 4’30” su Lelli, Bani, Tosi, Furloni, Cartacci. Poco dopo Ranucci entra vittoriosamente sulla pista in terra battuta di Montallese. Secondo è Alberti a 4’43”. Presenti i dirigenti del comitato regionale: Delli, Berlincioni, Arrighi, Corsini. Perfetta l’organizzazione.Attivissimo il fiduciario di Siena, Santini.
MARIO LIVERANI
L’ordine d’arrivo
1.° SANTE RAUCCI (Alfa Cure) che percorre i km. 193 della coppa Bologna, in 5,24′, alla media di km. 35,740; 2.° Alberti Arnaldo (Nardi Selci Lama) a 4’43”; 3.° Furloni Quinto (San Vincenzo), a 7’45”; 4.° Tosi Enzo (Ponsacco); 5.° Gelichi Sergio (Ghezzano); 6.° Modena Vasco (Coiano); 7.° Lelli Osvaldo (Pedale Senese); 8.° Bari Romano (Juventus Lari); 9.° Bocconi Damasco (Quarrata), a 8′; 10.° Mannari Marcello (Castiglioncello); 11.° Bertini Elio; 12.° Biasci; 13.° Gineprini, a 11’20”; 14.° Bui, a 11’25”; 15.° Giommoni; 16.° Del Bello; 17.° Taddeucci; 18.° Colombi.
Collage estratto da una delle tante cartoline inviate a Luisa. Normalmente invia saluti e baci, ma questa volta ci regala un piccolo resoconto ciclistico. Vi si legge: … Ieri arrivai con i primi fino a 15 Km. per poi forare due gomme. Sto sempre bene …
Nel mese di aprile Vasco corre tutte le settimane: il 3 (Coppa Cipriani), l’ 11 (Coppa Melani), il 17 (Coppa Popolo), il 20 (la gara di cui sappiamo solo che ci furono due forature) e il 24 (Coppa Italia a squadre) per un totale di 692 km di gare. 580 sono invece i chilometri di allenamento di aprile, come si legge in un minuscolo quadernetto dalla copertina color cuoio in cui Vasco diligentemente tiene traccia di Allenamento Formativo e Conservativo .
Il 24 aprile, nella selezione le regionali per la Coppa Italia la squadra del Coiano si classifica al secondo posto. Uno dei corridori, leggiamo nel ritaglio di giornale riportato di seguito, è costretto a rinunciare causa foratura. Con la sua solita sfortuna, potrebbe essersi trattato di Vasco, ma il nome non è riportato nella breve cronaca. Una lettera del 26 aprile ci viene incontro:
”squadra poco poderosa e poco compatta la nostra, poi la caduta di uno dei miei e la mia foratura a 5 Km dal traguardo quasi ci faceva perdere anche il II posto.”
… era proprio lui! La sfortuna, se esiste, e a volte si ha questa sensazione, colpisce Vasco anche al 1. maggio quando in gara è vittima di una caduta. Dovrebbe stare fermo un paio di settimane, ma poi prende parte alla Coppa Bologna all’8 di maggio. Tenere fermo Vasco è sempre stata una impresa ardua.
TOSCANA
S.S. Oltrarno
LIVORNO, 24. – La S.S. Oltrarno di Firenze ha meritatamente vinto l’eliminatoria toscana della Coppa Italia I Fiorentini si sono imposti a metà del circuito sulla forte squadra del Coiano di Prato che è stata costretta a rinunciare a uno dei suoi migliori uomini per una foratura nell’unico tratto polveroso del percorso. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. S.S. Oltrarno di Firenze (Del Poggetto, Bolgiani, Della Nina, Cipollini) km 92 in 2.23′”8″, media km. 38,699; 2. C.S.I. Coiano di Prato 2.26’59″2; 3. G.S. Faema di Pistoia 2.27’50″6; 4. G.S. Massese di Massa Carrara 2.29’54″3.
2 maggio 1955 – Invia a Luisa un telegramma: Caduto senza conseguenze Baci – Vasco –
Vasco ha già corso questa gara a Settimello nel 1954 con la maglia trentina della U.S. Mori dove si era piazzato secondo. E’ un percorso che gli si confà, adatto agli scalatori. L’arrivo però, in questa edizione, è in volata, ed è conteso da un manipolo di quattro corridori: Vasco conclude in quarta posizione. Racconta Vasco che il giovane Duilio della Coiano, suo compagno di squadra, sul finir della gara, anziché tentare di frenare l’irruenza di Conticelli lo accompagna nella rimonta fino ad acciuffare Vasco che aveva ormai raggiunto Dal Poggetto, il corridore in fuga. D’altra parte Duilio è giovane ed inesperto (ha solo 19 anni, sette meno di Vasco) ma forte, e già verso la fine del 1957 sarà accolto tra i professionisti dalla Atala per raccogliere l’anno successivo una bella serie di piazzamenti con la San Pellegrino.
Ad ogni modo, Vasco si porta a casa il premio di classifica, un ferro da stiro della CGE e una camicia, come racconta in una delle sue lettere a Luisa, nello stralcio riportato più sotto.
Ma ecco la cronaca, una in breve e una in lungo, il giorno successivo. Nella seconda lo spazio a disposizione permette una descrizione più dettagliata delle fasi della competizione, che lascia trapelare il grande entusiasmo per il ciclismo da parte di chi firma l’articolo.
La Coppa Settimello a Conticelli
CALENZANO, 17. – Nel primo tratto del percorso delle Coppa Popolo di Settimello l’andatura è sostenuta e le forature e altri incidenti meccanici fermano Modena, taddeucci, Della Ninna, Masoni, Rumez che però rientrano prima di Firenze. Qui si entra nel vivo della corsa: le prime rampe del Pratolino vedono tra i più attivi Torrini, Rossi, Modena, Dal Poggetto; sulle susseguenti rampe delle Maschere fuggono Capponi, Veggetti, Dal Poggetto, poi dal gruppo evade Modena che raggiunge e sorpassa Capponi e Veggetti unendosi quindi a Dal Poggetto. Nel finale però rinvengono fortissimi Conticelli e Taddeucci e quindi volata a quattro. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Conticelli Alessandro (G.S. Firenze) km 150 in 3.58′, media km. 37,800; 2. Taddeucci Duilio (C.S. Coiano); 3. Dal Poggetto (A.S. Oltr’Arno); 4. Modena (C.S. Coiano); 5. Rossi R. (Pratese) 6. Innocenti (U.S. Santa Croce); 7. Fabiani (A.S: Aurora); 8. Bui (U.S. Porta Romana); 9. Torrini (A.S: Alfa Cure); 10. Tondini (G.S: Faema).
18 aprile 1955 – … Ieri ricevetti un ferro da stiro C.G.E. e una camicia oltre al premio (4°) dell’U.V.I. Mercoledì correrò a Prato (vicino) sul solito percorso…
La COPPA POPOLO A SETTIMELLO Conticelli prevale allo sprint al termine d’una gara entusiasmante
NOSTRO INVIATO
Settimello, 18
Dalla scatola cinese che racchiudeva l’epilogo di questa movimentatissima terza edizione della Coppa Popolo di Settimello, gara durissima e quindi adatta agli scalatori e agli atleti in possesso di provate doti di fondo, sono invece balzati fuori, come sospinti da una incoerente molla, i più agguerriti velocisti. Non era certo nelle previsioni che un velocista potesse prevalere al termine della competizione e non era nemmeno probabile che una volata – anche se a ranghi ridotti – concludesse una corsa così ben organizzata, ma comprendente un finale di gara snervante, forse il più duro fra quanti sono stati approvati in questo inizio di stagione. Invece, sia per lo scarso impegno degli scalatori, sul loro terreno preferito, sia per le tante fughe che hanno caratterizzato la gara stroncando le velleità dei meno preparati, questa ha sortito l’esito a sorpresa di un Conticelli vincitore meritatissimo ed in splendenti condizioni di freschezza che sul traguardo ha superato il neo dilettante Duilio Taddeucci e i più smaliziati Dal Poggetto e Modena, azionando il 46×14 in maniera poderosa.
Fra i quattro nomi menzionati, vengono compresi i migliori dilettanti che la corsa ha messo in luce: il bravissimo Dal Poggetto autore di una lunga fuga, dapprima iniziata in compagnia di Vegetti e Capponi e poi continuata da solo all’inizio del dislivello delle Maschere fino in prossimità dell’arrivo; il tenace e volenteroso Vasco Modena autore anch’egli di uno spettacoloso inseguimento che gli ha valso di conquistare il terzo posto all’arrivo; il vincitore Aleandro Conticelli in smaglianti condizioni si stile e di volontà e il tenace Taddeucci, che sembra avviato – dopo le entusiasmanti affermazioni dello scorso anno nella categoria minore – sulle orme di più forti dilettanti. Questi quattro più osarono e più ne ebbero dalla corsa. Tutti transitaromo nell’arco di 23″ sull’ultima asperità della gara ed insieme lottarono una volta riunitisi a Calenzano negli ultimi chilometri e negli ultimi metri. Fra loro, il più fresco ed il più veloce, ebbe partita vinta.
Tolti dal gruppo dei 42 partenti questi quattro, poco vi è da dire dei rimanenti Ariani, Cipollini, Rosellini, Vefetti, Ciampi e Capponi sono ancora a corto di preparazione. Bui e Torrini dettero la impressione, specialmente il primo, di non voler forzare. Transitarono per primi sulla asperità del Pratolino, facendo credere ad un inizio di una azione di forza; invece ripiegarono sulla difensiva inspiegabilmente e lasciarono via libera alla fuga buona. La corsa fu bella ed entusiasmante. Mai un momento di sosta e questo per merito di tutti: da Papini a Cipollini e Borgianni, da Rosellini e Vegetti a Capponi e Modena.
Si parte in perfetto orario alle ore 14. I primi infortunati sono Lombardi, Masoni, Bandini e Regoli. A Prato la prima fuga; ne sono autori Papini, Cipollini e Borgianni. Il tentativo di fuga dura fino a Poggio a Caiano, dove il gruppo si ricompone dietro la spinta di Ariani, Conticelli e Modena. Questo ultimo deve portare piede a terra nel tratto sterrato che da Indicatore porta a Ciampi. Rientrerà a Castello, quando il gruppo calma l’avanzata furibonda. Sulle rampe di Pratolino, diversi tentativi, ma sul culmine è primo Bui che precede Torrini, Borgianni, Dal Poggetto, Conticelli e Modena. A Vaglia un trio è in fuga: sono Vegetti, Dal Poggetto e Capponi. Soltanto il lucchese rimane in testa dopo il Cornocchio, ma l’azione di Modena e successivamente quella di Conticelli e Taddeucci, annullano il coraggioso tentativo.
SILVANO BANCHI
L’ordine d’arrivo
1) Conticelli Aleandro (CLub Sportivo Firenze) che compie i 150 chilometri del percorso in ore 3,58″ alla media di km. 37,900. 2) Taddeucci Duilio (C.S.I. Coiano Prato) a ruota. 3) Dal Poggetto Nello (Oltrarno Firenze) s.t. 4) Modena Vasco (CSI Coiano Prato) s.t.; 5) Rossi Romano (Pratese) a 1’15”, 6) Innocenti Mario (S. Croce) s.t. 7) Fabiani Learco (Aurora D’Alessandro Firenza), 8) Bui Idrio (Porta Romana Firenze), 9) Torrini Adriano (Alfa Cure Firenze), 10) Tondini Marino (G.S. Faema Bottegone), 11) Carmagnini Luigi (Pratese), 12) Ariani Pierluigi (Lastrese), 13) Masoni Roberto (Alfa Cure Firenze), 14) Vegetti Luciano (Pratese) tutti col tempo di Rossi; 15) Borgianni Ermanno (Oltrarno Firenze) a 3’10”; 16) Fabbri CArlo (iolo S. Andrea) a 3’50”, 17) Cherubini Marcello (Lastrense) s.t. 18) Falteri Amirando (Porta Romana) s.t. 19) Baroncelli Paolo (CSI Coiano), 20) Calistri Giancarlo (Affrico), 21) Capponi Giorgio (Faema Bottegone) tutti col tempo di Fabbri; 22) Lombardi Silvano (Pratese) a5’05”, 23) Pierazzini Oreste (Montemarciano) s.t., 24) Cipollini Vivaldo (Oltrarno), 25) Incrocci Romeo (idem), 26) Dalla Nina Umberto (idem), 27) Ciamoi Silvano (Pistoiese), 28) Rosellini Gino (Quarrata), 29) Biasotto Gino (Colligiana).
… poi usciti dal Circolo, c’è anche il sig. Meoni. parliamo della prossima gara che si farà il lunedì di Pasqua. Il sig. Meoni mi raccomanda che quando andrò a casa di non mangiare ”La colomba di Pasqua”… ovvia allusione al gran desiderio di Vasco di tornare a casa per vedere non solo la famiglia ma anche e soprattutto la fidanzata, la sua colombella. Parte in treno, infatti, il venerdì per salire in Trentino dove trascorre la Pasqua e il lunedì è già in sella che corre la Coppa Ferruccio Melani a Jolo di Prato, posizionandosi ottavo nella volata con il primo gruppetto giunto al traguardo.
Sprint di Bocconi a Iolo di Prato
JOLO DI PRATO, 11 – A niente è valso scalare per due volte la dura salita del San Baronto, poiché, dopo alterne vicende, pochi corridori, fra cui si notavano velocisti di gran valore, si sono contesi allo sprint la vittoria di questa VIII edizione della Coppa Ferruccio Melani che è andata al forte corridore di Quarrata Damasco Bocconi. Ecco l’ordine d’arrivo: 1) Damasco Bocconi (CSI Quarrata) che compie il percorso di km. 160 in ore 4,22′ alla media oraria di km. 36,640; 2) Giogli Dino (C.S: Maremma); 3) Guazzini Paolo (Soffiano); 4) Veggetti Luciano (A.C. Pratese); 5) Velucchi Nello (U.S. Affrico); 6) Boncristiani Aldo (Bar Sport Fornacette); 7) Giommoni Alvaro (U.S: Affrico); 8) Modena Vasco (CSI Coiano); 9) Ariani Pierluigi (S.S. Lastrense) a 50 metri; 10) Petrocchi Zeonero (C.S. MAremma) a 1’20”; 11) Masoni Roberto (Alfa Cure); 13) Fini Giacomo (S.S. Pietrasanta) a 3’20”; 14) Giusti MArcello (CSI Quarrata); 15) Matteucci Duilio (CSI Coiano).