1956 03 04 Circuito Campo di Marte / Bell’inizio di un anno speciale

Nel 1956, inizio con un 3° posto al circuito di Campo di Marte a Firenze, pare sia la volta buona, senonché mi richiamano subito a casa

Inizia bene la stagione dilettante 1956. Con un bronzo conquistato in una volata, disputata fianco a fianco con Giuseppe Ogna, l’allora detentore del titolo di campione del mondo di velocità su pista. Sono alcuni gli articoli di giornale conservati nella scatola dei ricordi, ma la cronaca vissuta in prima persona è raccontata in una lettera inviata a Luisa:

Prato 5-3-56

Luisa cara,
Ti scrivo in breve, perchè ho molta fretta, sono arrivato bene, ed ho ritrovato l’entusiasmo tipico e caloroso dei toscani. Poi anche una sorpresa: quando sono arrivato nella ”mia” casa mi sono sentito dire che io non abitavo più lì e mi davano due o tre giorni di tempo per portarmi via la roba. Rimasi sorpreso, non ne sapevo nulla.
In riguardo alla gara, ad un certo punto (30 m.) dal traguardo credetti di poter vincere. 30 giri infuocati anche se il tempo era piovigginoso e l’asfalto viscido come l’olio; feci una bella gara, ero su tutti quelli che volevano fuggire, e quando a metà del penultimo giro 3 corridori volevano svignarsela, io ritenni opportuno di far loro compagnia. Poi si fece sotto il campione del mondo a metà dell’ultimo giro, il gruppo a meno di 200 m., partii deciso ai 500 m. Vedevo il traguardo avvicinarsi rapidamente, ma sentivo anche l’ansare prepotente dei miei rivali, un ultimo scatto, avrei sicuramente vinto se la ruota posteriore non m’avesse scartato bruscamente, tanto che non so ancora adesso come abbia potuto rimanere in piedi. Finii comunque terzo. Sono stato contento ugualmente.
[…]
tuo Vasc
o

La richiesta di dover liberare la stanza a Coiano nel giro di pochi giorni, benchè capiti tra capo e collo, senza tanti preavvisi, accade proprio – vedi a volte il destino – in concomitanza con l’arrivo di quella intrigante ”chiamata da casa”, che Vasco riceve qualche giorno dopo la gara a Campo di Marte.

Lunedì 5 Manzo 1956

TALINI batte OGNA
in volata a Firenze

FIRENZE, 4 – Il circuito ciclistico del Campo di Marte, al quale hanno partecipato 58 concorrenti dilettanti, si è concluso in volata. L’ex allievo Oreste Talini, dell’U.S. Santa Croce, in una volata emozionante, è riuscito ad imporsi battendo il campione del mondo di velocità, Oreste Ogna.
A un giro sono scattati in avanti Ponticelli, Rosellini e Talini che hanno sgranato il gruppo. Si è avuta negli ultimi chilometri, una grande rincorsa e infine cinque corridori si sono portati in prima linea ai duecento metri dal traguardo. Ogna, che
sorvegliava tre avversari avuto la possibilità di rendersi conto della pericolosità di Talini il quale è scattato ai centocinquanta metri ed ha vinto nettamente.

Ecco l’ordine d’arrivo:
1) Talini Oreste (S. Croce) che corre i 70 km. del percorso in 1,47′ 12″ alla media oraria di km. 39.179; 2) Ogna Giuseppe (Azzini Milano); 3) Modena Vasco (Coiano); 4) Rosellini (Pistoiese); 5) Ponticelli (idem); 6) Rossi Romano (Pratese); 7) Guazzini (Lansetina) ; 8) Fabbri Carlo (Coiano): 9) Faccini (S.C. Genova Milano); 10) Taddei (Fancelli-Saba).


Il criterium d’apertura a Firenze

Oreste Talini prevale allo sprint

Epilogo a cinque dopo una gara condotta a oltre 39 di media sullo scorrevole circuito del Campo di Marte – Ogna, Modena e Rosellini ai posti d’onore

Volata Campo di Marte 1956
La volata per il secondo posto. Vasco è al centro tra Rosellini e Ogna

Dopo le gare disputate domenica scorsa a Pisa e Viareggio e vinte rispettivamente dal solvaino Franco Bertini e da Mario Tomeo del G.S: Fancelli-Saba di Firenze, si è avuto ieri il battesimo fiorentino della stagione ciclistica, con la disputa del criterium d’apertura G.P. Moto Beta, impeccabilmente organizzato dall’A.S. Alfa Cure Firenza. La gara è vissuta più per l’altissima media registrata che per le fasi movimentate. E’, quello del Campo di Marte, un circuito creato apposta per atleti veloci, date le strade scorrevoli. Ed anche questa volta la tradizione è stata rispettat; ad ogni giro il volto della gara mutava, facendo ricredere su ogni previsione.
Agli inizi di stagione non è possibile formulare pronostici nè giudizi tecnici sugli atleti; e tuttavia bisogna dire che ieri tuttii partecipanti hanno fornito una brillante prova delle loro doti, finendo a pochi secondi dal quartetto che si è disputato il successo di volata. Tutti meritano l’elogio, perché il reggere con ancor scarso allenamento per oltre 70 chilometri un’andatura veloce come quella, è indice se non proprio di classe almeno di ferrea volontà. Vi fu uno, fra essi, che volle provare dopo i tanti e tanti successi conseguiti nella categoria allievi la dolcezza della prima vittoria nella categoria superiore. E Oreste Talini, il pupillo di Cambi, dinamico presidente dell’U.C. S. Croce sull’Arno, vi riuscì in pieno. Già domenica scorsa, il «Pivello» di Cintolese si prese il lusso di battere in una volata per un traguardo a premio, a Viareggio, il campione del mondo d’inseguimento, Giuseppe Ogna. Ieri ha voluto bissare quest’impresa, e non per un traguardo a premio, m asotto lo striscione d’arrivo. Oreste Talini non è nuovo ad imprese del genere. quasi tutte le sue affermazioni da allievo sono state frutto di smaglianti volate; ieri egli ha superato allo sprint l’iridato Ogna, il trentino Vasco Modena e il coriaceo Rosellini.

Il tentativo buono della fuga era stato messo in atto al penumtimo giro, quando, sotto l’imperversare di un’andatura q quasi 40, Ponticelli, Talini e Rosellini, scattando ripetutamente, potevano avvantaggiarsi sul gruppo di pochi secondi. Ad essi si aggiungevano Ogna e Modena. L’azione era di sorpresa e niente potevano i vari Pampana, Taddei, Tomeo, Guazzini, Carmagni e altri per riportarsi sotto Così nella volata finale, Talini, azionando il 50×15, aveva la meglio.
Una disamina dei valori di ogni partecipante, non è possibile, poichè oltre al folto numero dei partenti (59), si aggiungeva il non perfetto stato di preparazione. ma bisogna riconoscere anche che molti dei corridori furono tagliati fuori dalle molte e molte cadute, che il terreno viscido dalla pioggerellina caduta e l’imprudenza di spettatori resero facilissime. Vanno ricordati, fra questi, Borgianni Ermanno, Di Grazia Valerio, Taddei Virgilio, Finessi, Belardi, Ciampi, e lo stesso Rosellini, giunto quarto al traguardo, che, con la sua caduta dovuta allo sbandamento per il terreno infido nel massimo dello sforzo della volata, causava un groviglio di corridori e macchine del gruppo che stava presentandosi pressoché compatto sul traguardo.
Il via ai partecipanti veniva dato dal dott. De Stasio, capo gabinetto del Questore di Firenze.

SILVANO BANCHI

Nella foto: Oreste Talini taglia vittorioso il traguardo del circuito del Campo di Marte, in seconda posizione il campione da inseguimento Ogna che supera Modena, mentre Rossellini sulla sinistra sta per cadere.


L’ordine d’arrivo:
1) Talini Oreste (U.C. S. Croce) km. 70 in ore 1,47′ 12″, alla media oraria di km. 39.179; 2) Ogna Giuseppe (Azzini Milano) a 1 macchina; 3) Modena Vasco (C.S.I. Coiano Prato); 4) Rosellini Gino (U.C. Pistoiese); 5) Ponticelli Albano (idem) a 3″; 6) Rossi Romano (Pratese) a 7″; 7) Guazzini Paolo (Lansetina Prato) s.t. ; 8) Fabbri Carlo (C.S.I. Coiano): 9) Faccini Silvio (U.C. Genova Overlay Milano); 10) Taddei Virgilio (G.S. Fancelli-Saba); 11) Casodi Armando (G. S. Toscano Atala); 12.i a pari merito: Ghignola Roberto, Chiostri, Capecchi, Pampana, Tomeo, vegetti, Rossi Fernando, Ciampi, Baldi, Alberi, Calvetti, Carrera, Mazzanti, Nencioni, Giusti, Tamburini, Castagnoli, Mannelli Enzo, Billi, Di Grazia; seguono al 32° posto: Finessi, Grassi e Cirri.


Vittorioso esordio fra i dilettanti del campione di Santa Croce

Talini batte Ogna in volata al circuito del Campo di Marte

Una velocissima gara – Le numerose fughe tutte annullate – Alcuni corridori feriti e contusi a seguito di cadute – Emozionante finale

(click per leggere il ritaglio completo)

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.

1956 02 23 Ancora a Prato / Che ne è di Vasco Modena?

Dopo la bella, e finalmente lunga, pausa natalizia Vasco Modena ritorna a Prato e rinnova la licenza di dilettante con il C.S.I. Coiano. Intanto a casa, in Trentino, ci si interroga sul perché Vasco non sia professionista ma corra tuttora nelle fila dei dilettanti. Che cosa gli ha impedito nel corso della sua carriera dilettantistica di operare il salto di categoria? Il grave incidente del 1953? la sfortuna sempre in agguato? il suo carattere tenace ma poco docile e non incline al compromesso? Va bene la maturità sportiva ma a 26 anni c’è davvero ancora qualche possibilità?

Che ne è di Vasco Modena?

Vasco Modena, il forte corridore di Mori. Non molti giorni addietro si vociferava in paese sul probabile passaggio del popolare corridore concittadino, Vasco Modena, dai dilettanti alla categoria superiore. Si diceva che alcuni dirigenti dell’U.S. locale e rappresentanti di una ditta produttrice di generi alimentari avrebbero avuto abboccamento con esponenti di una casa costruttrice di biciclette, la «Frejus», per guardare se c’erano possibilità di ingaggio del forte pedalatore moriano. Si è poi tirata in ballo anche l’«Atala» e si è parlato molto a proposito ed a sproposito.
Che ci siano stati degli approcci, dai tentativi a modesto livello è innegabile, tuttavia, a quel che attualmente se ne sa, non si è ancora approdati ad alcunché di sostanziale o comunque di positivo.

E’ per altro fuori discussione che il nostro Vasco ha ormai acquisito un’esperienza, una classe, una maturità tale da renderlo idoneo al grande agognato passo. Il guaio è che nel dannato mestiere del «routiers» per risolvere i problemi, in corsa o fuori della corsa, occorre oggigiorno avere dalla sua una buona dose di fortuna. La quale prerogativa è quella che appunto manca al valoroso nostro conterraneo.

Chi non ricorda il fulgido serto di scintillanti e talvolta sbalorditive affermazioni di Vasco Modena conseguite su tutte le strade d’Italia e gli apprezzamenti fatti sul suo conto dal grande Alfredo Binda e da Proietti? Ma anche negli anni d’oro, quando la scalata alla categoria dei professionisti pareva ormai soltanto una questione di tempo, tutto si è concluso con una grossa e sicuramente immeritata delusione.
Dopo lo spettacolare capitombolo durante la disputa della coppa «Campo Lomaso» (che è stato un altro formidabile tiro giocatogli dalla più cieca delle sfortune, giacché l’atleta conduceva la corsa solo, con due minuti abbondanti di vantaggio sulla muta dei più immediati inseguitori ed era giunto ormai a due o tre chilometri dal traguardo finale) e dopo la dolorosa rinuncia a militare sotto i colori del sodalizio nero-verde, Vasco ha un po’ tardato a ritrovare se stesso e la necessaria fiducia nei suoi mezzi. Ma si è trattato soltanto di una temporanea eclissi, di una oscura parentesi.
Nella decorsa stagione ciclistica del 1955 infatti, sotto i colori del Gruppo Sportivo Coiano di Prato (Toscana) Modena non ha deluso. Benché ancora perseguitato dalla sfortuna, con compagni di squadra ed in un ambiente del tutto nuovi, e nonostante il riacutizzarsi del dolore al braccio precedentemente fratturato nella gara di Campo Lomaso, Modena ha ugualmente sfoderato alcune zampate di classe vincendo due competizioni ed ottimamente piazzandosi in altre.
La sua carriera di sportivo e di ciclista serio, forte, irriducibile, i suoi luminosi successi costituiscono una patente di notevole valore; che in ogni caso merita di essere presa nella dovuta considerazione. Modena in una squadra ufficiale di professionisti, o comunque negli isolati indipendenti può e deve andarci a finire come il suo ex compagno di squadra, il roveretano Pintarelli, che da lui fu sempre battuto.

Guido Boninsegna

1955 10 17 Coppa Penna / Bis di fine stagione

e poi pochi giorni dopo ero primo alla Penna (Arezzo), con oltre 6′ di vantaggio.

Il 1955 è stato vissuto come un anno colmo di speranze, di delusioni, e anche sconforto, il tutto condito da tanta nostalgia di casa. Ma sul finire della stagione agonistica Vasco conquista in extremis due vittorie consecutive. Il Trofeo Pizzoli, a Bologna, e ora la Coppa Penna a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Immediato il telegramma spedito a Luisa direttamente da Terranuova: Ho vinto. Avvisa Romolo, mamma. Vasco. L’emozione gli fa scordare di specificare la provincia, quindi il telegramma finisce prima a Rovereto in provincia di Ferrara e poi giustamente a Rovereto di Trento. Luisa, comunque, può ben presto leggere la cronaca della gara in un articoletto apparso sul giornale locale L’Adige.

Dopo questa vittoria finalmente la fidanzata lo va a trovare in Toscana e rimane alcuni giorni. Tutti sono felici. Vasco, Luisa, i dirigenti del C.S.I. Addirittura ora gira voce che Luisa possa aprire una botteguccia da parrucchiera per signora a Prato, in modo da non star più lontana da Vasco, al quale viene anche confermato il posto di lavoro (e in squadra, ovviamente) per l’anno successivo. Il 1956. La storia però girerà le carte in tavola.

E a proposito di tavola, ecco una istantanea della cena sociale del Coiano.

Vasco brinda tra i due amici Franco Vittuari e ”Fabbrino”

Modena in forma vince in Toscana

L’Adige

Dopo la smagliante vittoria per distacco conseguita otto giorni prima nella classica corsa bolognese “G.P. Pizzoli” davanti ad avversari di maggior calibro e potenza, vasco Modena, il trentino del C.S.I. Coiano di Prato di Toscana, ha dominato ancor più nettamente domenica scorsa in un’altra corsa, questa volta in Toscana.

Fuggito dopo appena un chilometro dal via assieme ai dilettanti Miserocchi, Buricchi e Pierazzini, Modena – tra i più prodighi nell’impresa – compiva un centinaio di chilometri assieme ai compagni di fuga, dai quali, peraltro, si staccava, perdendo terreno, Pierazzini. A una cinquantina di chilometri dal traguardo finale, Modena partiva nuovamente all’attacco staccando inesorabilmente anche Miserocchi e Buricchi, notevolmente provati dall’andatura del trentino, tanto da farsi raggiungere nel finale, da altri inseguitori.
Vasco Modena continuava la sua azione aumentando sempre il suo vantaggio che al traguardo d’arrivo – dove il trentino veniva accolto da un grande applauso da parte della folla ammirata per la magnifica e generosa prestazione – era di ben 6’11” sul duo Carmagnini e Miserochi classificatosi alle spalle del vincitore. Ancor più notevoli gli altri distacchi: a 10′ 50″ ara 4. Fabiani, indi: 5. Pierazzini a 11′ 05″; 6. Buricchi a 15′ e 20″, più lontani gli altri.

Le fasi iniziali della corsa alla Penna. Vasco è il terzo dei corridori ritratti mentre percorrono la polverosa strada”tutta ghiaia e buche”dice Vasco. In prima posizione vi è Giulio Dezzi, a cui era stata scattata la foto e il quinto è Idrio Bui.
Questa fotografia fu consegnata a Vasco da un grande appassionato delle due ruote, il signor Egisto Gori allorquando, ancora memore della prestazione di Vasco, lo invitò come starter e testimonial alla gara organizzata per la Festa della Penna il 1° maggio 2003 , a quasi 50 anni di distanza da quella schiacciante vittoria. Il signor Gori ripeterà l’invito anche per le edizioni successive e Vasco, con l’amata Luisa, volentieri vi si recherà per la gara del 2005.

Le corse ciclistiche in Toscana

Vasco Modena in stile superiore
vince per distacco la terza Coppa Penna

18 ottobre 1955 – Il Mattino

DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE – Penna, 18 – Dopo la smagliante affermazione conseguite due domeniche or sono nel classico bolognese “Gran Premio Pizzoli”, davanti ad avversari di maggior calibro e potenza, Vasco Modena, il trentino del C.S.I. di Coiano di Prato, ha dominato ancora nella terza edizione della Coppa Penna, che un gruppo di sportivi dell’omonima località, in collaborazione con l’A.S. Terranovese, ha ieri perfettamente organizzato. Modena è un atleta dalla ferrea volontà e dal fisico longilineo e rispondente alle più perfette esigenze atletiche. La sua splendida condotta di gara che l’ha portato a dominare letteralmente il campo, ricompensa della scialba competizione e del troppo liev spirito agonistico messo ieri in mostra da tutti gli altri, sul non certo duro tracciato.
Infatti il trentino, iniziando dopo appena un chilometro dalla partenza la prima e unica fuga della giornata, si è trovato ben presto al comando con la compagnia di Miserocchi, Buricchi e Pierazzini, i quali fino ad una cinquantina di chilometri dal traguardo (salvo il valdarnese Pierazzini, che si staccava al primo passaggio da Penna) hanno collaborato con lui instancabilmente affinché il tentativo avesse carattere di decisione. Poi il fiato ha fatto il rimanente; cioè ha fatto crollare le speranze di Buricchi e di Miserocchi, mentre Vasco Modena, apparso in condizioni troppo perfette per paragonarsi a loro, proseguiva con facilità nella propria azione demolitrice. I cento metri conquistati, in virtù soprattutto di una perfetta efficienza fisica, sono divenuti in breve volgere di tempo chilometri, i secondi sono diventati minuti. In solitaria posizione, Vasco Modena ha continuato aumentando sempre più il suo vantaggio che ha portato sotto lo striscione di arrivo a ben 6’10” sul secondo arrivato (Carmagnini) e sul terzo (Miserocchi).
Quindi la corsa dell’atleta del C.S.I. di Coiano, va ampiamente elogiata, perché essa non è stata un susseguirsi di inutili sgroppate e di inconcludenti tentativi, bensì un saggio prodigarsi, sempre in crescendo, per poi sfociare nella conclusiva dimostrazione delle proprie forze.

A lui va la palma del migliore in senso assoluto e il merito di aver saputo comandare a piacimento la corsa dal principio alla fine, davanti ad un lotto di partenti in verità non molto su su corda. Siamo alla fine della stagione agonistica e più di un fisico è spompato dalle innumerevoli prove alle quali è stato sottoposto. Oltre a ciò molti dei migliori hanno cessato la propria attività, onde eliminare inutili e deleteri sforzi; perciò la Coppa Penna ha richiamato alla partenza soltanto coloro che ancora insistono, dopo otto mesi di attività, a gareggiare in cerca di un trionfo.
Trionfo ben meritato – s’intende, quello di Modena – ma che non ha più il lustro di essere stato conquistato quando tutti potevano dare il meglio di loro stessi. Ciò non per sminuire la vittoria di Modena (perché ieri in pochi avrebbero potuto competere con la sua smagliante forma e la scioltezza della sua pedalata); ma per dire onestamente come stanno le cose. Anche Carmagnini, in precarie condizioni fisiche e Miserocchi, secondo e terzo arrivati, hanno potuto conquistare il rispettivo piazzamento poiché nessun altro poteva minare il loro parziale successo. Così dicasi di Fabiani, quarto, di Pierazzini, di Bucicchi e di tutti gli altri.
Partivano in ventitré, alle 12,35, per affrontare i 135 chilometri (che poi divenivano 159) di strade in maggior parte sterrate. Dopo appena un chilometro partivano di scatto Modena, Pierazzini, Miserocchi e Buricchi. In breve i quattro, trovato l’accordo necessario, distanziavano il gruppo di 1′ e tornavano alla località di partenza, tallonati a vista da Bui che dopo S.Giovanni si era rifatto sotto. Ma Bui non poteva rientrare, perché sulla salita ove Pierazzini cedeva, l’andatura diveniva sempre più forte. Poi Bui forava, veniva riassorbito, e verso Arezzo preferiva abbandonare. A S. Giustino il trio aveva 2′ sul gruppo, dal quale mancava Taddeucci, vittima di foratura. Poi il valdarnese rientrava e si portava al comando del gruppo Carmagnini e Fabiani. La marcia dei tre, però non conosceva soste e il vantaggio a Penna era salito a 3’10”. Sulla salita, prima Buricchi e poi Miserocchi cedevano e così Modena aveva via libera verso una vittoria conquistata con clamoroso vantaggio.

SILVANO BANCHI

1) MODENA VASCO (C.S.I: Coiano di Prato) che compie i 159 chilometri del percorso in ore 4,10 alla media di 38,160; 2) Carmagnini Luigi (Pratese) a 6′ 10″; 3) Miserocchi Angelo (Voltana Ravenna) s.t.; 4) Fabiani Learco (Aurora Firenze) a 10’50”; 5) Pierazzini Oreste (Cral Montemarciano) a 11’05”; 6) Buricchi Mauro (C.S. Firenze) a 15’20”; 7) Giannini Ilario (Tempora Bettolle); 8) Antimi Giuseppe (Juventus C. Castello); 9) Benocchi Armando (Pedale Senese); 10) Graziani Graziano (Galli S. Giovanni); 11) Lepri Otello (Aquila Ponte a Ema).


Sugli appunti tenuti diligentementa a Coiano, mese per mese, suddivisi tra chilometri percosi in gara e quelli in uscite di allenamento, troviamo questo finale: Totale 1955 Km 12.827

1955 10 09 Trofeo Mauro Pizzoli / Finalmente solo al traguardo

ottobre. Trofeo Pizzoli a Bologna, con molta soddisfazione

Prato 10-10-55

Cara Luisa,
Eccomi a te, vittorioso!!
Finalmente ho raggiunta quella vittoria che troppe volte m’è sfuggita e troppe volte si è beffata di me.
Che non sia contento non c’è verso pensarlo, ma sapessi quanta fatica; negli ultimi 40 Km avevo due corridori a 100 m., poi uno ha ceduto, con l’altro dissi fra me fò i conti io, e giù a tutto spiano, ma non voleva ”morire”, anzi a 10 Km dal traguardo mi si era rifatto sotto. Allora ”chiesi aiuto a tutti”, a te, a Romolo, alla mia mamma… chiusi gli occhi per un po’ e quando non mi venne più il respiro mi rigirai per vedere l’effetto della mia sgroppata: ”stroncato!”. Infatti era a 300 m, continuai nell’azione fino al traguardo, ormai vicino, accolto dalla folla con un sincero applauso.

Meoni, che non sapeva del mio arrivo solitario, sembrava pazzo, correva su e giù per il rettilineo d’arrivo e non gli sembrava vero; veramente s’era in due a non crederci, io, che tanto più non volevo partire a causa del cattivo tempo, che poi cambiò in una giornata radiosa, trionfante per me.[…]

Questo il testo dell’espresso che Vasco invia a Luisa il mattino dopo la vittoria del Trofeo Mauro Pizzoli a Bologna. Cronaca, pensieri, grande soddisfazione, ”tanta gioia provai fino a stare quasi male. Questa affermazione mi dà un certo brio e mi fa aspettare più sereno il bacio della persona che più mi è cara…” scrive in un altro appunto. A poi la nota sul cartoncino di punzonatura della bicicletta, tutta da vedere. Lasciata in gioventù per ischerzo ”ai posteri”, ora tenta di esserlo realmente.

Trofeo Pizzoli. Nr 10 a ricordo per i posteri
9-10-55 – Trofeo Mauro Pizzoli a Bologna, sono arrivato I° dopo una dura battaglia nel calare la Raticosa. Ai posteri. Vasco Modena
trofeo Pizzoli 1955 vinto da Vasco Modena
Vasco Modena proteso nello sforzo di raggiungere la prima vittoria del 1955

Pieno successo del trofeo Pizzoli a Bologna

Modena s’invola in discesa e giunge solo al traguardo

mano alzata in segno di esultanza di Vasco Modena, vincitore del Trofeo Pizzoli 1955
Esulta Vasco per la prima vittoria del 1955 ottenuta al Trofeo Pizzoli

Ordine d’arrivo
1. MODENA Vasco (CSI Coiano) che compie i km. 145 del percorso in ore3.44′ alla media oraria di km. 39,801
2. Franchini Franco (S.C. Comelli) ad 1′; 3. Zamboni Adriano (Ausonia Pescantina) a 2’10”; 4. Sarti Luigi (U.S. Mirandolese); 5. Romagnoli Benito (S.C. Sancarlese); 6. Miserocchi Angelo (S.C. Voltana); 7. Baldini Ercole (U.C. Nicolò Biondo); 8, Orlandi Dante (S.C. Felsineo); 9. Casetti Angelo (S.C. Rinascita); 10. Morini Luciano (U.S. Amatori Parma); 11. Bison; 12. Andrini; 13. Torre; 14. Ceroni; 15. Babbi; seguono Maini, Capponcelli, Guazzini, Giusti, Carmagnini, Tezza, Rossi R., Marzocchi, Busi, Naurizi, Dabizzi, Scalorbi.

Pieno successo ha ottenuto l’XI Trofeo Pizzoli disputatosi ieri a Bologna. Il tradizionale duello tra toscani e emiliani si è risolto a favore dei primi, anche se ha vinto un toscano di adozione come Modena. Il nome del quale suona familiare agli appassionati pur se da tempo non lo udivano, per le vittorie altisonanti come questa. Modena se n’è andato come un pazzo in discesa. E nessuno lo ha più visto. Franchini che era con lui ha tenacemente inseguito.
Una fuga a sei di Andrini, Casetti, Righi, Meneghini, Maini, Bison, ai quali si erano aggiunti verso Castel S. Pietro, Sarti, Franchini, Ciampi, Romagnoli, Modena, Morini Luciano, Baldini, Capponcelli, Ceroni, Corradi e Torre, avevano contrassegnato tutta la prima parte della corsa. Soltanto all’inizio delle Casette questo gruppo si sfaldava: quando la prepotente azione di Torre costringeva parecchi a mordere il manubrio.
A 3 km. dal culmine il piacentino si liberava dei compagni, mentre Baldini, che gli era a ridosso con gli immediati inseguitori, forava. Torre passava dalle Casette con 25″ su Franchini, Ciampi e Modena, a 40″ su Morini, poi gli altri sgranati. Manteneva il distacco anche sulla Raticosa ma veniva ripreso da Ciampi prima e da Franchini e Modena subito dopo. Ciampi, però, rompeva il cambio e doveva ritirarsi. Modena, a Monghidoro, lasciava i due compagni. Mentre Torre si faceva riassorbire, Franchini, però, resisteva bene, piazzandosi alle spalle del primo.
Vasco MODENA il roveretano che gareggia per il C.S.I. Coiano di Prato dopo la bellissima vittoria ottenuta nell’undicesima edizione del Trofeo Pizzoli a Bologna.


Modena per distacco nel Trofeo Pizzoli

(click per leggere il ritaglio in rosa)

BOLOGNA, 9 – Tradizione rispettata. Il Trofeo Pizzoli ci ha regalato anche quest’anno una corsa palpitante ed un vincitore solitario: il veneto Vasco Modena che, dopo aver vegetato nel gruppo dei 17 che dopo la partenza avevano preso il comando delle operazioni, è venuto irresistibilmente alla ribalta nella seconda metà della corsa, esplodendo in 45 km. di fuga solitaria sul ritmo tambureggiante dei 45 all’ora. Tra i battuti il bolognese Orlandi, considerato a ragione il favorito della gara, ha commesso l’errore di non inserirsi subito nel gruppo degli attaccanti ed è successo così che, pur producendo un ammirevole sforzo nella fase centrale, il portacolori del Felsineo non è più riuscito a mettere il sale sulla coda dei fuggitivi.

La corsa. La solita bagarre iniziale lungo il nastro lucido della Via Emilia. A Imola (km. 32) sono in 17 al comando (quasi tutti i migliori) con 40″ di vantaggio su un quintetto e 1′ sul resto del plotone. Dopo Castel del Rio (km. 50) cominciano i saliscendi ma il gruppo di testa rimane compatto precedendo di mezzo minuto gli immediati inseguitori e di 2′ un quartetto con Orlandi, Zamboni e Miserocchi.iSulle dure rampe della Casette vengono fuori i più forti. Scatta irresistibile Torre e passa solo in vetta con 25″ sul trio Franchini, Ciamoi, Modena; 40″ su Morini seguito da Sarti, Ceroni, Romagnoli, Casetti e Andrini e 1’35” su Orlandi rinvenuto fortissimo.
Al passo della Raticosa il vantaggio di Torre sui tre immediati inseguitori si è ridotto a pochi metri. Nella lunga discesa su Bologna il pistoiese Ciampi è appiedato da guasto meccanico. Modena allora scatta e Torre, vinto dalla fatica, cede. Franchini non ce la fa a tenere la ruota dello scatenato avversario che strappato di forza un minuto, lo conserva fin sul traguardo.

Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Modena Vasco (C.S.I. Coiano) km. 150 in 3.44′, media 40,108; 2. Franchini Franco (S.C. Comelli Bologna= a 1′; 3. Zamboni Adriano (U.S. Ausonia Pescantina) a 2’05”; 4. Sarti Luigi (S.C. Mirandolese); 5. Romagnoli Benito (S.C. Sancarlese),6. Miserocchi A. (S.C. Voltana); 7. Baldini E. (U.C. N. Biondo Carpi); 8, Orlandi D. (S.C. Felsineo Bologna); 9. Casetti (S.C. Rinascita Ravenna); 10. Morini L. (U.S. Amatori Parma).


Mauro Pizzoli, nato l’11 dicembre 1924 nei pressi di Bologna, appassionato ciclista, impiccato dai nazisti durante la resistenza, a neppure 20 anni , il 29 ottobre 1944. La prima edizione del Trofeo Pizzoli fu disputata nel 1945.

1955 10 02 Gran Premio Ezio Del Rosso / Riassumendo

Anche in questo anno niente di eccezionale (molta sfortuna) e molti piazzamenti. Sei volte secondo, altri fra i primi cinque ed infine due sonanti vittorie per distacco.

Riprendendo il quadernetto nero bordato di rosso, relativamente al 1955 troviamo davvero pochi dettagli. Questo il consuntivo che redige Vasco di una stagione che volge ormai al termine.

Ci sono state prestazioni sicuramente buone, come la Coppa Cipriani, altre gare sono state sfortunate come la Coppa Paradiso, per citarne una, altre ancora hanno avuto conseguenze serie, come la Martiri Trentini, ed infine altre in cui Vasco si è messo in luce ma senza il piazzamento desiderato, come il Giro delle Marche. Ancora nessuna vittoria.

Anche il 2 ottobre 1955 compie una bella gara di 183 chilometri, la prestigiosa classica Gran Premio Ezio Del Rosso a Montecatini Terme, vinta da Gino Bruni del Pedale Carpigiano. Con un gruppetto di altri otto fuggitivi stacca il resto dei corridori di ben 3’35” e Vasco passa sotto lo striscione del traguardo per sesto.

La cronaca sul L’Unità del 3 ottobre 1955


Prato, 3-10-55 […] Ieri ho corso, come ti scrissi, a Montecatini, sono arrivato 6°! non disprezzo il piazzamento, ma se si fosse fatta una volata più regolare mi sarei piazzato meglio. In questa settimana avrò delle gare particolarmente dure. Infatti correrò domani, giovedì e poi naturalmente domenica. […]

Ma ecco, proprio a fine stagione arrivano due belle, anzi, sonanti, vittorie per distacco. Una è il Trofeo Pizzoli e la doppietta avviene con la Coppa Penna.

1955 09 25 G.P. Lane Borgosesia / Giro attorno ai laghi di casa

La Coiano offre una buona opportunità a Vasco, permettendogli la partecipazione in terra natale al Giro dei Laghi in Trentino, il magnifico Gran Premio Lane Borgosesia, in cui si era distinto nei tempi passati: primo nel ’49, secondo nel ’50, di nuovo secondo soltanto un anno prima, nel ’54. Partecipa quindi assieme a Duilio Taddeucci (arrivano 12esimo e 14esimo, rispettivamente), ma già qualche giorno prima, sui giornali trentini c’è un certo fermento nell’attesa della competizione.

Si delinea un campo agguerrito per il G.P. Lane Borgosesia

Già in apertura notevoli le iscrizioni al
“Giro dei laghi”

Il campione regionale Depedri apre la serie delle iscrizioni
Anche Vasco Modena (ora in maglia toscana) tra gli iscritti

Giovedì, 22 settembre 1955

Ad aprire l’elenco delle iscrizioni alla corsa che domenica prossima si effettuerà sul magnifico tracciato del Giro dei Laghi per la settima edizione del “G.P. Lane Borgosesia” è stata – come tradizione – la stessa società organizzatrice, il Veloce Club Trentino, che ha reso in tal modo ufficialmente nota la partecipazione nell’attesa gara del campione regionale tridentino Mario Depedri affiancato dal “partner” Luciano Cadin fresco reduce dall’onorevole prova fornita nel G.P. Legler svoltosi domenica scorsa sulle strade bergamesche e dai consoci Franco Zanetti e Franco Viviani.
La presenza di Depedri – e per di più in gara col n. 1 – viene a convalidare tutta l’importanza che viene attribuita alla prova di domenica, alla quale, con la partecipazione del campione regionale e del vicecampione Cadin, il ciclismo trentino si prenota con quelli che anche ufficialmente sono i suoi migliori esponenti. Cadin e Depedri, del resto, hanno una notevolissima esperienza in fatto di condotta di gara di extraregionali: i due giallo-blù hanno preso parte ad un gran numero di corse in altre regioni, mettendosi in luce e “maturando” le condizioni tattiche dei più importanti avversari, quelli stessi che in buona parte si pensa saranno domenica sulle strade del Trentino a contendersi l’ambita ricompensa della vittoria e della affermazione.
Anche Zanetti che con l’inedito Viviani viene a completare la formazionde del veloce Club Trentino è elemento la cui corsa sarà seguita col massimo interesse. E’ indubbio che il volitivo pedalatore ha fatto parlar di sé in occasione della sua fresca appartenenza alla categoria degli allievi. Poi, nonostante il suo vivace temperamento, Zanetti ha pensato con serietà ai suoi studi per cui poche sono le volte che si è visto allinearsi alla partenza di corse, quest’anno. Il fatto che risulti tra gli iscritti denota che il biondo ragazzo ha inteso riservarsi per il “Borgosesia”; ecco così giustificato l’interesse alla sua prova.
Anche i rosso-blù del CC. Forti e Veloci si sono presentati in quattro: Onorio Chiogna, Giuseppe Coser, Giuseppe Bazzanella e Ermes Soana. E’ una partecipazione di buon merito che, stando alla carta, accentra i maggiori valori su Chiogna, subordinandoli peraltro alla osservanza di una accurata preparazione, quale, forse finora, non era parso si fosse sottoposto il promettente giovano rosso-blù.
Ma la corsa del Giro dei Laghi è già molto avanti con le iscrizioni, tanto da annoverare fin da ieri la prima adesione di società extraregionale: il C.C: Lane Rossi di Schio.
Lane Borgosesia – Lane Rossi: c’è un po’ di simpatica polemica… pubblicitaria tra i “lanieri”. “Voi patrocinate ed io vengo alla vostra corsa…” sembra quasi voler dire la società dei bianco-rossi di Schio. E non è azzardato pensare che nella sospensiva dei puntini debba interpretarsi la parte terminale del discorso del Lane Rossi con “… per vincere”: basti considerare sia il numero che il complesso valoroso di pedalatori che il gruppo sclerense ha annunciato. Ne diamo i nomi: Mario Cavaliere, Aldo Marchi, Giuseppe Nicolli, Achille Varago, Ugo Stella e Renato Saggin, sei pedalatori, ciasuno dei quali per proprio conto ha risolto vittoriosamente gare di quest’anno, tutti assieme formando un complesso più che pericoloso per quanti altri intendessero arrivare alla vittoria.
E’ pacifico ritenere che chiunque altro intervenga nella corsa di domenica prossima (e saranno interventi di considerevole consistenza a tener conto delle richieste di chiarimenti pervenuti agli organizzatori da più parti dell’Italia settentrionale) e per quante accreditate velleità d’affermazione possa avere, dovrà fare i conti con la forte pattuglia dei biancorossi scledensi.

Tuttavia, la corsa che il 25 alle ore 14 prenderà le mosse dalla trentina via Grazioli, non esaurisce la vivacità dell’interesse, con i motivi fin qui esposti, ma altri ne aggiunge, tanto vasta e poliedrica è la sua consistenza.
Ed ecco uno aggiungersene subito, di questi motivi, tale da far vibrare le non sopite corde di poi non tanto antichi entusiasmi; da Prato di Toscana è venuta la adesione di massima del CSI Coiano con Vasco Modena e Duilio Taddeucci. La presenza di Vasco Modena, che anche recentemente si è affermato in corse nazionali, viene a conferire alla corsa trentina un contenuto del tutto particolare, di grande valore atletico e anche sentimentale.
Il giovane di Mori, pur adesso che s’è trasferito per lavoro in terra di Toscana, è sempre nel cuore degli sportivi trentini che ne ricordano la generosità delle prestazioni, il merito delle sue indubbie qualità. Per di più, Modena è stato il primo ad incidere il proprio nome sul libro d’oro dei vittoriosi del G.P. Borgosesia (1949) e per due volte ne conquistò il secondo posto (1950 a ruota di Parisi , lo scorso anno a 11″ da Maule).
Come si può constatare, già al primo accenno di formazione dell’elenco degli iscritti, il G.P: Borgosesia si presenta in veste di scintillante interesse.

ALCE


Niente quest’anno “coppa Mori” ciclistica

MORI, 20 – Dunque è stato irrevocabilmente deciso: quest’anno la Coppa Città di Mori, gara ciclistica riservata ai dilettanti juniores e seniores, giunta alla sua sesta edizione, non si farà. I motivi di fondo che hanno determinato la dolorosa quanto inaspettata rinuncia sono quanto mai lineari, di una semplicità addirittura elementare: manca il cospicuo capitale necessario per dotare come si conviene una corsa del calibro come quella in discorso.
Non ci sembra sia qui il caso di rifare per filo e per segno tutta la caleidoscopica movimentata cronistoria che ha caratterizzato la luminosa se pur breve vita di una competizione ciclistica che già si era largamente affermata ed aveva mietuto consensi anche nelle regioni limitrofe. Diremo soltanto che, nata per merito di un poderoso gruppo di volenterosi sportivi locali la Coppa Città di Mori, dopo i primi quasi deludenti o comunque incerti passi, se era andata via via inserendo per serietà organizzativa, per dotazione di premi, per varietà di percorso, e per la frequenza di quotati corridori, nel lotto delle autorevoli gare che normalmente vengono disputate nel Trentino Alto Adige.
Ricorderemo anche che in veste di primi attori alla coesa di casa nostra hanno sempre partecipato, combattuto ed entusiasmato eccellenti atleti del pedale dilettantistico: come Moser, l’astro fulgente vertiginosamente salito nel campo professionistico; come Vasco Modena, l’eterno sfortunato che però è riuscito ad aggiudicarsi per ben due volte la vittoria; come Bassanini del Pedale bianco rosso di Piacenza che apre l’albo d’oro; come Lonardi del Pedale scaligero pure vincitore di una edizione; come il bassanese Del bello, Tosato, Zamboni, il cremonese Mori; il tramontato (ma non del tutto dimenticato) Parisi, il leone della montagna, e tanti altri ancora che hanno generosamente sprecato le loro energie per galvanizzare la competizione, renderla appassionante e con incerto esito fino alla fettuccia di arrivo.
Numerosissimo sportivi, non soltanto locali, si erano sinceramente affezionati a questa gara ed è pertanto conseguenziale che il suo repentino affossamento abbia fatto affiorare un franco rincrescimento dalle radici più profonde di quello che comunemente si creda, rincrescimento che logicamente prende più vasto piede, si acuisce in seno ai dirigenti dell’Unione sportiva che la Coppa Mori hanno tenuta a battesimo ed allevata con ogni possibile cura.

il tracciato del Giro dei Laghi
ed ecco l’elenco dei concorrenti. Spicca il nome di Arnaldo Pambianco, da poco vincitore del Giro delle Marche, che però risulta assente alla partenza
Acciuffato Zamboni a Rovereto, sullo slancio fugge Tosato che riesce a conservare fino al traguardo di Trento il vantaggio di 10″ conteso dagli inseguitori – Tra questi il sorprendente Cadin e Modena

Con tono e contenuto di grande corsa, il G.P. Borgosesia è passato col palpito delle sue bandiere, in entusiasmante corteo di sport ciclistico con alfieri ben degni campioni del dilettantismo della bicicletta. Ha vinto il veneto Tosato, sottolineando per di più la sua vittoria con un arrivo isolato e col nuovo primato della corsa: 3 ore e 35 minuti a compiere i 131 chilometri del Giro dei Laghi: due minuti in meno di quanti il bresciano Filippini, nel 1953, raggiunse stabilendo il precedente primato.
Vittoria di risalto, quindi, che indica pienamente in Tosato il degno vincitore di una edizione memorabile, che brilla di luce vivissima nella luminosa serie delle precedenti edizioni. Gli è stato secondo il consocio Dal Bello, per il furbo allungo che l’ha messo a capeggiare la volata dei primi inseguitori.
Due maglie dell’Unione Ciclistica Giorgione di Castelfranco, perciò, hanno fatto clamore di squillante vittoria, lasciando a Zamboni, il pronostico della vigilia, la terza piazza, ancorché più che onorifica, in tale compagnia, ma forse non pienamente rispondente a quello che pareva far presagire la corsa. Infatti, Zamboni, appiedato in quel di Caldonazzo e con un ritardo di oltre due minuti e mezzo a Calceranica, s’era fatto protagonista di una tenacissima caccia che superato Vigolo Vattaro lo faceva passare al transito da Trento a meno di due minuti dal gruppetto che con Nicolli, Modena, Bergamini, Seganfreddo, Favero e Castello si trovava in quel momento a condurre in testa la gara. Lungo la salita verso Cadine Zamboni riduceva ancor più il distacco, portandosi poi, poco prima delle Sarche, nel gruppo folto degli immediati inseguitori, a soli 40″ dalla testa. Alle porte di Riva, Zamboni, trascinandosi non poco altri, assorbiva i fuggitivi, ma non terminava la sua avventura poiché subito dopo Torbole staccava tutti lungo la salita di Nago acquistando un certo vantaggio che a Mori era di un minuto. Sembrava partita vinta, stante il margine e stante il giocatore. Invece, il veronese entrava in appanno, pedalava con indubbie “ratées”, si faceva meno convinto, diventava boccone insperatamente facile alla muta degli inseguitori. Fino a quel momento – e si era alle porte di Rovereto – egli era parso il sicuro vincitore della corsa. Invece, subito dopo Rovereto sullo slancio della volata in corso Rosmini della città della quercia, prendeva le ali Tosato.

Equilibrio di eccellenti valori – Egli sarebbe stato, di lì a 24 km. il vero vincitore eppure in quel momento nessuno si sarebbe stupito se alla prima svolta la situazione fosse ancora cambiata, si fosse trovato un altro solo a far da volpe e Tosato a far da cacciatore. Il vero è che dal mazzo dei corridori del Borgosesia si poteva tranquillamente tirar fuori uno qualsiasi e cingergli il capo del lauro del vittorioso. Basta scorrere l’elenco degli arrivati, per la prima metà, dal primo in poi ed anche più in giù, e si vedrà che ognuno di quei nomi non avrebbe fatto meravigliare alcuni se si fosse trovato in cima a tutti. Questo per dire il grande equilibrio delle forze in campo e il grande loro valore. Tosato, che ha vinto, ha raggiunto quel pizzico di pepe e di intuizione e di rabbiosa decisione che gli ha dato quei neppure 200 metri di vantaggio che ha difeso con estrema risolutezza, compiendo il miracolo di conservarlo indenne da Rovereto fino al traguardo di Trento.
Sorprendente Cadin – Il vittorese Favero, il trevigiano Sfoggia, il rodigino Zerbinati, il valdagnese Cortese, il veronese Girardini, il bassanese Tognon, il veneto Seganfreddo, l’altro veronese Tezza e ancor di più? Modena (quale trionfale accoglienza sulle strade del basso Sarca, della Vallagarina) tutti attori sullo stesso piano, in prima fila a ricevere giusti applausi. Che dire di Cadin, autorevolmente in mezzo a loro? Francamente era diverso tempo che non vedevamo in corsa Cadin, ed altrettanto francamente ci ha stupito per l’autorevolezza della sua corsa, per la scioltezza dello scatto, per la condotta di gara, tutt’altro che schiva di coraggio e generosità. Inserito nel gruppo dei migliori, Cadin ha tentato anche alle porte di Trento il suo colpo: non gli è riuscito per l’immediata reazione dei fortissimi avversari, ma con loro è arrivato: s’è battuto da pari a pari; in lui il ciclismo tridentino ha un valido alfiere.
Gli sfortunati – Gli applausi vanno anche agli sfortunati, tra i quali ricordiamo Mazzacurati e Bergamini scontratisi a causa di un ciclista fuori… gara, e a Vanzella, sbattuto a terra sulla salita di Nago a causa di uno dei soliti… premurosi porta-bibite. Altro sfortunatissimo: il toscano Taddeucci, uno dei brillanti componenti del gruppetto inseguitore di Tosato alle porte di Trento. Taddeucci era tra i tredici che disperatamente seguivano a vista d’occhio Tosato; si vede che il toscano era tredicesimo poiché incorreva in una caduta al momento di infilare piazza Fiera venendo così costretto al ritiro (?) un istante prima della volata.
Questi che abbiamo ricordato erano al momento del ritiro tra i protagonisti; ad essi vanno accomunati nel valore e nella lode.
Un cenno particolare a Modena. Il portacolori del CSI Coiano di Prato si è battuto con tutta l’autorevolezza dei giorni migliori, forse è stato preso in contropiede dall’azione di Zamboni sulla salita di Nago e non è riuscito in precedenza a esplicare le sue doti sulla Bosentino – Vattaro, ma fra il lampeggiare delle grandi luci del dilettantismo che ieri erano sul proscenio, Vasco è stato quella che nella parte centrale ha brillato più a lungo.

Distinzione organizzativa – L’organizzazione della settima edizione ha avuto tutti i pregi ed i vantaggi di venire dopo le precedenti sei. Si vuol dire con ciò che ha compiuto il miracolo di essere ancor più perfetta di quelle già perfette che la precedettero. Merito indiscusso del Veloce Club Trentino coi suoi dirigenti attivi e sulla breccia animati e animatori a loro volta di energie appassionate dedite allo sport della bicicletta, ad un conquistatore spirito che sta nella tradizione della anziana società presieduta dal comm. Ettore Mayr. Tra essi, punto cardine, dal meccanismo sul quale è ruotata l’organizzazione del “Borgosesia” lo sportivo ed appassionato dirigente Mario Niccolini, coi non minori artefici della riuscita Luigi Pontalti (che in qualità di direttore di gara ha guidato fuor dal… pelago la difficile corsa), rag. Guido Gerloni, Carlo Franceschi, Silvio Bettega e i nuovi e vecchi collaboratori, tutti animati in fervorosa alacrità.
Implicito in quanto precede l’elogio, che doverosamente si fa esplicito accumunando anche la signorile patrocinante industria delle Lane Borgosesia consuetamente presente col titolare dott. Ferrari, nonché l’ineguagliabile apporto tecnico e di controllo degli ufficiali di gara, dal Presidente di Giuria rag. Arcani di Udine coi componenti Fait di Rovereto e Bettega di Trento, al giudice d’arrivo Celva, agli altri infaticabili dell’ANUGC, nonché al commissario dell’UVI Bortolotti di Bolzano.
Un signorile rinfresco e, per chi voleva, anche una efficiente merendina (col consistente concorso della nota ditta Vismara) ha suggellato la giornata laboriosa ma carica di entusiasmo e di colori, nel lieto di un settembre da cartellone.
La corsa
– La gara prende il via con 62 concorrenti, all’abbassarsi della bandierina da parte del dott. Ferrari. Pochi gli assenti, tra questi di rilievo, soltanto l’emiliano Pambianco. Ponte Alto è raggiunto in un battibaleno: è primo Bergamini, tallonato da Niccolini, poi Franceschini, Tezza, Tattini e gli altri. Nicolli insiste, ma è ripreso dal gruppo trascinato da Modena. A Pergine transita per primo Galeaz con Stella alla ruota, poi ancora Tezza.
Vengono ripresi dall’attivo Modena che con altri tre quattro riassume l’iniziativa delle operazioni. A Levico transitano nell’ordine Bergamini, Modena e Castello. Poco dopo, una foratura di Zamboni è segnale di scatto per gli altri, in testa Nicolli e Modena evadono cosicché a Calceranica hanno un centinaio di metri su Castello, Seganfreddo, Bermini, isolato Giraddini, poi il grosso a un minuto con dentro Cadin. A 2’30” passa Zamboni. La salita di Bosentino vede tirare cia Nicolli che si trascina Bergamini e Castello transitando nell’ordine al primo traguardo della montagna. A 30″ sopraggiunge Modena con Favero, seguono Seganfreddo, Tognon, Monti, Franceschini, Tattini, Mazzacurati, sempre più sgranati gli altri.
Lungo la discesa e dopo Trento si forma un plotone in testa composto da Nicolli, Favero, Seganfreddo, Modena, Bergamini e Castello, ai quali, però, s’aggiungono prima di Cadine i tre della “Felsineo”, Mazzacurati, Tattini e Monti con Tognon e Franceschini. A Cadine è primo Favero con a ruota Castedo, leggermente avvantaggiati su Modena, Nicolli, Monti. Galeaz, intanto, si è ritirato ancora a Trento: un foruncolo, si dice.
Ma dalle retrovie, Zamboni incalza e trascina molti altri tanto che alla Stretta il vantaggio del primo gruppo sugli inseguitori è ridotto a circa un minuto. All’ingresso di Riva avviene la fusione, dalla quale, di lì a poco, appena oltrepassata Torbole, nasce l’episodio che abbiamo raccontato inizialmente.
La corsa ha fatto il suo ingresso trionfale in ogni centro, affollato ogni dove, principalmente a Caldonazzo, Vattaro, Cadine, Arco, Riva, Nago e Mori. Spettacoloso poi l’arrivo tra gli sportivi di Trento.

ALCE

1. TOSATO MARIO – U.S. Giorgione, Castelfranco – che compie i 131 km. del percorso in ore 3,35″ (media km. 36,511); 2. Dal Bello Vittorio – id. a 10″; 3. Zamboni Adriano – U.S. Ausonia Pescantina; 4. Favero Vito – Cicl. Vittorio Veneto; 5. Sfoggia Narciso – Cicl. Trevigiani; 6. Cadin Luciano – Veloce Club Trentino; 7. Zerbinati Ennio – Mantovani, Rovigo; 8. Cortese Lorenzo – Cral Marzotto Valdagno; 9. Girandini Cesare – U.S. Borgotrento, Verona; 10. Tognon Emilio – Veloce Club Bassano; 11. Seganfreddo Germano – G.S. Rossato Santorso; 12. Modena Vasco – C.S. Coiano, Prato; 13. Tezza Luigi – U.S. Borgotrento, Verona; 14. Taddeucci Duilio – C.S. Coiano, Prato a 1’40”; 15. Nicolli Giuseppe – Lanerossi Schio a 6’30”; 16. Castello Francesco – Rossato Santorso a 7’30”; 17. Chiogna Onorio – Forti Veloci TN a 9′; 18. Wieser Renzo – Altoatesina, Bolzano; 19. Cavaliere Mario – Lanerossi Schio; 20. Guglielmoni Ferdinando – Cral Marzotto; 21. Marchetto Fausto – U.S. Borgotrento; 22. Stevanella Oliviero – Veloce Club Este; 23. Baldini Ercole – Niccolò Biondo, Carpi a 9’20”; 24. Stella Ugo – Lanerossi a 15′; 25. Varago Achille – id; 26. Tabarelli Dario – Alpina Sport, Trento; 27. Stella Livio – Sport Club Bartali, Lana; 28. Zanetti Franco – Veloce Club Trentino a 19′; 29. Coser Giuseppe – Forti e Veloci, Trento a 20′.

1955 09 18 Giro di Toscana / Ma subito non gira

”Ieri ho partecipato al Giro di Toscana. Gara massacrante per lunghezza e durezza del percorso.
Ho incominciato male, per i primi 100 Km non mi riusciva a pedalare, poi terminai in uno spettacoloso crescendo tanto da portarmi dalla 30a alla 7a posizione. Per il 7° posto c’era un bell’impermeabile, mi ci voleva, no? Ma avrei desiderato il premio del 1°, una stanza matrimoniale e una lavatrice elettrica, il tutto per circa 300000, abbastanza, ti pare? E poi io non sono mica il campione del mondo da sperare tanto.”

Tutto solo dalla consuma all’arrivo

Gran volo dell’iridato Ranucci
che trionfa nel Giro della Toscana

Gli ottimi Orlandi e Furloni ai posti d’onore a 3’34”

(Click per vedere l’intero ritaglio)

L’ordine d’arrivo – 1. RANUCCI Sante (A.S: Alfa Cure) che copre i 228 km. in ore 6.33’15” alla media di 34,870; 2. Orlandi Dante (Felsineo Bologna) a 3’34”; 3. Furloni Quinto (Pol. Aurora San Vincenzo); 4. Miserocchi Angelo (A.C. Voltana) a 5’04”; 5. Torrini Adriano (Alfa Cure) a 5’51”; 6. Olivieri Angelo (Ped. Sestrese) a 7’40”; 7. Modena Vasco (C.S.I. Coiano); 8. Masoni Roberto (Alfa Cure); 9. Bani Romano (Juventus Lari) a 10’04”; 10. Bocconi Damasco (C.S.I. Quarrata); 11. Fallarini; 12. Azzini; 13. Godio; 14. Benedetti; 15. Grando; 16. Lelli; 17. Alberti; 18. Gattoni; 19. Bargagni; 20. Veggetti col tempo di Bani. Seguono altri.


Stacca tutti Ranucci
nel Giro di Toscana

Firenze, 18. – Staccando tutti gli avversari sulla dura salita della Consuma, Sante Ranucci ha vinto per distacco l’ottava edizione del Giro della Toscana. Il campione del mondo … (click sul riquadro per vedere tutto l’articolo)


1955 09 11 Giro della Marche / Le altre tappe

9 settembre 1955 San Benedetto del Tronto dove è posto il traguardo della seconda tappa, partita da Macerata. L’arrivo è in volata. Vasco è nel secondo gruppo e conclude 42esimo a 2’31” dal vincitore.
10 settembre 1955 – Pesaro – Tappa su due frazioni: San Benedetto-Ancona (di Km 117) e Ancona-Pesaro (60 Km) . Vasco arriva 6. e 13., rispettivamente. E in classifica generale sale ad un bellissimo 3. posto a 17″ dal primo e con un vantaggio di 50″ sul quarto (Pambianco).
11 settembre 1955 – Cartolina da Jesi, dove termina questa avventura, ‘anche se un po’ deluso’, scrive. Arriva undicesimo nella tappa dopo aver virtualmente indossato la maglia del vincitore ma cedendo inesorabilmente nel finale.


In conclusione, Vasco nella classifica generale si aggiudica il 6. posto in questo bel Giro delle Marche. Ambiva ormai ad un miglior risultato, ma va bene così. La corsa a tappe ha visto come vincitore Arnaldo Pambianco, un atleta verso cui Vasco nutriva una forte ammirazione (e che nel 1961 si aggiudicherà il Giro d’Italia).

Si possono leggere le cronache delle tappe aprendo per esteso i ritagli riportati di seguito.

2. tappa Macerata – San Benedetto del Tronto di 123,6 km. Vince Claudio Traferro (Marche, squadra di Macerata).

Vasco è sesto in classifica a 29 secondi dal capofila, il piemontese Mamante Mora.


3. tappa in due frazioni: San Benedetto-Ancona (di Km 117) e Ancona-Pesaro (60 Km).

Entrambe le frazioni sono vinte da Bruno Trombin, che corre per il Veneto. Vasco si porta al terzo posto nella classifica generale a soli 17″ dal capofila, il piemontese Giuseppe Barale.


4. tappa di 145 km con arrivo a Jesi. “…una vera serie di colpi di scena che portano al comando della classifica Modena… A venti chilometri dal traguardo già provatissimo dalla fuga e dagli sforzi precedenti cede continuamente.”

Il vincitore di tappa è Silvio Pasquini (Marche) in volata su un gruppo di nove corridori, Vasco arriva undicesimo.

Vasco risulta sesto nella classifica generale con un ritardo di 2′ e 16″ sul vincitore della prima edizione del Giro delle Marche, Arnaldo Pambianco.

1955 09 08 Giro delle Marche / Ottimo inizio

La prima edizione del Giro delle Marche ha un ottimo inizio per Vasco che conquista il quarto posto sui 67 corridori presenti alla partenza di Ancona. In questa prima dura tappa sono 170 i Km di strada per lo più bianca, a tratti percorsa sotto un acquazzone che La Gazzetta non esita a definire apocalittico. Nonostante questo tempaccio, di cui normalmente soffre, Vasco dimostra di essere un buon corridore che non demorde e che continua a lottare fino all’ultimo. Così era Vasco.

8 – 9 – 55 Cari saluti e bacioni infiniti. Vasco / Cartolina da Macerata, dove ha arrivo la prima tappa partita da Ancona.
IL GIRO CICLISTICO DELLE MARCHE

RONCHINI primo a Macerata
sotto l’infuriare d’un temporale

La deviazione finale ha nuociuto a qualcuno – Il vincitore, MILESI (secondo arrivato), DE VECCHIS (terzo), MODENA (quarto) rivelatisi i più forti – Oggi Macerata – S Benedetto del Tronto

DAL NOSTRO INVIATO – Macerata 8. – Sono appena giunti i corridori che formano la pattuglia d’avanguardia, quando un violento temporale, accompagnato da un vento ciclonico, si abbatte sulla città di Macerata. E’ un fuggi fuggi generale per cercare un qualche riparo. Soltanto gli stoici ufficiali di gara restano al loro posto. I corridori non si raccapezzano più per via che all’ultimo momento è stato incluso un giro intorno alla città e sono scomparsi coloro che avevano il compito di segnalare la deviazione; e in tale bailamme chi ci capisce è bravo.
Ci ritroviamo all’albergo dove è fissata la riunione della giuria e l’attesa è lunga. E’ lunga per il tempaccio che non permette a nessuno di spostarsi da dove si trova; è lunga per via dei gravi ritardi che molti corridori hanno subito in questa dura prima tappa di questo primo Giro delle Marche.

Una noterella – Potremmo dire che il Giro ha avuto un battesimo dell’acqua. Un battesimo del quale si sarebbe potuto benissimo fare a meno, tanto è giunto fuori…. programma.
Il pronostico, comunque, è stato rispettato a puntino. Primo un emiliano (Ronchetti) e secondo un piemontese (Milesi). Vi abbiamo così fatti i nome di due tra i maggiori favoriti della corsa. L’ordine d’arrivo però mai come questa volta potrebbe apparire bugiardo.
Non vogliamo con ciò minimamente intaccare il nome del vincitore che ha meritato abbondantemente il successo. Il nostro appunti riguarda, invece, il nome del secondo posto che di logica sarebbe spettato dritto dritto al marchigiano Emilio De Vecchis dopo la stupenda corsa da questi disputata.
Che il risultato sia bugiardo non è però colpa di Milesi che ha fatto la sua corsa; ma dell’accennata deviazione (il giro intorno alla città) che ha fatto sì che risultasse più lungo di oltre due chilometri.
Senza i quali due chilometri Ronchini e De Vecchis sarebbero giunti sicuramente insieme con lieve margine di vantaggio sulla coppia inseguitrice formata, appunto, dal nominato Milesi e da Vasco Modena. A voler dare credito a questa prima tappa, considerando inoltre nel giusto peso il valore dei concorrenti in gara potremmo senz’altro asserire che i primi posti dell’ordine di arrivo sono stati conquistati da coloro che vantano le maggiori possibilità di successo finale.

I migliori – Non sarà semplice, infatti, piegare atleti della forza di Ronchini, di Milesi, De Vechis e Modena, quattro tra i più in gamba dell’intero lotto. Ronchini è un atleta noto agli appassionati del ciclismo, avendo il giovane emiliano (compirà venti anni a dicembre) fatto parte della rosa dei dodici inviati a Castelgandolfo, agli ordini del C.T. Proietti, per partecipare alla selezione dei Campionati del Mondo. Ronchini sembrava un probabile azzurro: poi è rimasto fuori e, forse, proprio per il rotto della cuffia. Il bolognese ha partecipato al Giro delle Marche perché ha voluto provare le sue forze su le corse dure. Avrebbe dovuto prendere parte alla “ruota d’Oro” (terzo in classifica), ma ha preferito la corsa a tappe. Ma vinto oggi – lo ripetiamo – meritando nettamente di vincere.

L’atleta della Felsinea non si è buttato alla sbaraglio nella prima parte della tappa ma ha atteso la prima dura salita (Cingoli) e poi è partito all’attacco. Ha proseguito per un tratto con Mancini e quindi si è involato solo soletto a conquistare il primo traguardo della montagna. A Cingoli Ronchini è transitato con pochi secondi di vantaggio su Germano barale che dalle posizioni di centro ha rimontato bellamente tutti gli avversari e con il piemontese che ha volutamente atteso dimostrando, oltre tutto, misurata accortezza, ha continuato la fuga.

Com’è andata – I due, successivamente, sono stati raggiunti da De Vecchis e Mancini; e sembrava la fuga buona. Ma non è andata così: la corsa si è incanalata su strade sterrate, dal fondo discreto ma non certamente ottimo: il tutto poi condito da frequenti acquazzoni: fattori, questi, che hanno contribuito a rendere più difficile la tappa. Il primo a pagarne le spese è stato Mancini che ha forato ed è stato raggiunto da un gruppetto di inseguitori. Quindi, sulla salita di Camerino Germano Barale ha pagato lo scotto dello sforzo sostenuto precedentemente perdendo qualche metro. Sembrava che in discesa il piemontese dovesse rientrare: ma una foratura l’ha messo definitivamente fuori causa. Con Ronchini e De Vecchis al comando con 1’30” di vantaggio, la tappa sembrava essere decisa, questo almeno fino a tre chilometri dall’arrivo. Ma proprio nel tratto finale, in salita, Modena e Milesi sono schizzati via dal plotoncino degli inseguitori facendosi particolarmente minacciosi. L’episodio finale è stato illustrato: la decisamente spettacolosa rimonta di Milesi e Modena.
Il risultato perciò non rispecchia ciecamente la prova dei primi arrivati. Ai nomi di costoro che nella giornata di apertura hanno sovrastato di un palmo gli altri, vanno aggiunti: Mancini, i due Barale, Orlandi, Pambianco, Mora, l’abruzzese Di Credico, Pasquini, Giulioni. Gli altri hanno fatto da cuscinetto: qualcuno imprecherà alla mala sorte, ma l’ordine di arrivo forse è l’espressione più diretta del valore dei battuti.
Sessantasette i partiti: non si sono presentati i cinque laziali; pur essendo iscritti non si sono presentati Carota e Forte.
La squadra dell’Emilia e del Piemonte insieme a quella marchigiana sono apparse le più pronte e più decise. Così come voleva il pronostico. Troppa differenza è stata notata fra il gruppo dei “bravi” e quello (più numeroso) dei meno “bravi”. Differenza che si accentuerà senz’altro, specie quando la fatica comincerà a pesare.
Della organizzazione nulla possiamo ancora dire: vorremmo lagnarci di qualche manchevolezza, ma vogliamo essere indulgenti. Del resto si è appena alla prima tappa del primo Giro e l’indulgenza è d’obbligo. Caso mai in sede di commento finale cercheremo di vagliare i “pro” e i “contro” a solo titolo di amichevole consiglio.

Mario De Angelis

L’ordine di arrivo 1. Ronchini Diego (Emilia) che impiega a compiere il percorso di km 170,200 ore 5.03’54” alla media di Km 33,780; 2. Milesi Giovambattista (Piemonte) in 5.04’10”; 3. De Vecchis Emidio (Marche) in5.04’16″; 4. Modena Vasco (Toscana A) 5.04’18″; 5. Pasquini Silvio (Marche A) 5.06’20”; 6. Pambianco Arnaldo (Emilia); 7. Mora Momante (Piemonte); 8. Mancini Giorgio (Marche A); 9. Barale Giuseppe (Piemonte); 10. De Credico Roberto (Abruzzo); 11. Orlandi Dante (Emilia); 12. Giulianini Orfeo (Toscana); 13. Barale Germano (Piemonte); 14. Gattoni Jierino (Umbria) 5.08’22”; 15. Tordini Gabriele (Marche A); […] 59. Fieramonti.


Brillante inizio
del Giro delle Marche

Ronchini ha vito la prima tappa

L’imolese ha preceduto di pochi secondi Milesi, De Vecchis e Modena

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DAL NOSTRO INVIATO. Macerata, 8 – Vi avevamo detto che la tappa di oggi si annunciava severa. Ma non prevedevamo che fosse stata addirittura durissima. Il percorso costellato di salite più o meno brevi, ma tutte impegnative, gli elementi della natura che si sono scatenati in due o tre temporali di eccezionale violenza, la straordinaria combattività dei concorrenti hanno fatto di questa Ancona-Macerata una corsa da ricordare per un pezzo.
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Il giro delle Marche

Si impone Ronchini
nella prima tappa

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DAL NOSTRO INVIATO. Macerata, 8 settembre. Che faticaccia e che corsa! 170 chilometri (e saranno stai poi calcolati giustamente?) fatti su strade per tre quarti bianche sotto un acquazzone che in certi momenti aveva l’aspetto di un qualche cosa di apocalittico: questa la cornice di questa prima tappa che ci ha portati da Ancona a Macerata. Una tappa che ha stroncato parecchia gente, una tappa che ci ha dato dei momenti davvero entusiasmanti, ricca di quelle fasi che le hanno dato una grande fisionomia, un tono.
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1955 09 04 Gare di inizio settembre / Foto dai monti

Quante corse in settembre! La prima è il primo settembre a Cintolese, Pistoia, 160 km, è nono ed è immancabile la solita foratura. La seconda gara del mese è il 4 settembre, 173 km, arriva decimo. E poi vi è l’annuncio di un prossimo giro a tappe. Appena saputo della convocazione scrive tempestivo un espresso a Luisa, che si sta organizzando per scendere in Toscana a trovarlo e con l’occasione visitare la celebre Fiera di Prato:

… Mi dispiace dirti che per il 10 non posso riceverti, avendo il Comitato Toscano dell’U.V.I selezionato una squadra per partecipare al Giro delle Marche. Io sarò uno dei componenti: il giro incomincerà Giovedì 8 e terminerà Domenica 11, per un totale di 650 km.

con la lettera le manda una foto dai monti, ma sono in Toscana o in Trentino? E quanto magone avrà scatenato in lui la coppia in motoretta che si vede sullo sfondo? Mah, per la verità anche loro sembrano avere delle scaramucce! Vasco allega alla lettera anche un minuscolo ritaglio di giornale relativo alla recente gara, in modo che Luisa possa continuare la raccolta sul quaderno dei ricordi.

Prato 4-9-1955


Prima vittoria
di Calisti a Cintolese

1.o Calistri Giancarlo (U.S. Affrico Firenze) che impiega ore 4.25′ a percorrere i 162 chilometri alla media oraria di km 34,180; 2. Bargagni Francesco (S.S. Casalguidi); 3. Cinti Luciano (S.C. Bologna) a 3′; 4. Taddeucci Duilio (C.S. Coiano Prato); 5. Bocconi Damasco (C.S.I. Quarrata) a 5′; 6. Martinelli Alfredo (U.C. Libertas Brescia); 7. Dabizzi Costanzo (U.C: Sant’Andrea Jolo); 8. Chiti Marcello (G.S. Faema Bottegone); 9. Modena Vasco (C.S.I. Coiano Prato); 19. Bini Ugo; 11. Morini Moreno a 8′; 12. Tani Enzo a 8′ 10″; 13. Corsini Floriano a 11′; 14. Conticelli Aleandro a 27′; 15. Buritti Mauro a 27′.


Prato – Un attimo di riposo sul ballatoio, e il pensiero va a Luisa