1951 10 21 Fine stagione / Terza volta campione regionale

Per chiudere la stagione del ’51 mi ci voleva una rovinosa caduta nel Trofeo Dansi a Varese vinto dal Defilippis con il quale ero in fuga. –

Rimandai ogni velleità al 1952 sperando di poter far di più e passare di categoria

La stagione 1951 si conclude per Vasco, oltre che con la caduta nel Trofeo Dansi, disputata con freddo e maltempo, anche con un invito a far parte della società sportiva Nicolò Biondo di Carpi. Come per il Pedale Carpigiano e per la A.S. Roma, dice che è già impegnato con la Cofler e, in cuor suo, spera di poter far presto il salto agli indipendenti o professionisti.

Anche nel 1951, come già nel 1949 e 1950, aggiunge alle vittorie il titolo di Campione Tridentino Dilettanti. Terza volta consecutiva.

Nel 1951 si classifica anche quarto nel Campionato del Triveneto, dietro ai veneti Luigi Benvenuti (Granze), Mario Pistoia (San Pietro in Morubio) e Luigi Ugolini (Verona).


Diploma rilasciato a Vasco Modena, campione regionale tridentino 1951 – dilettanti

1951 10 14 Lombardia / Grande Piccolo giro

Feci un grande Giro di Lombardia arrivando 3° dopo una lunga fuga
conclusa a 3 Km da Milano
.

Dicendo ”Giro di Lombardia” si riferisce al Piccolo Giro di Lombardia (G.P. La Cimbali) che tanto piccolo non è se pensiamo che comprende anche la scalata del Ghisallo. Vasco Modena arriva terzo dopo una solitaria fuga e dopo aver vinto il gran premio della Montagna.

1951 10 07 Passo delle Palade / Vittoria netta

A Bolzano dopo una furibonda battaglia piegai Tognon, volli rendere pan per focaccia. Tanto dura fu la lotta che il forte bassanese a 2 Km dal culmine delle ”Palade” dovette scendere dalla bici (un particolare: se non scendeva lui quasi scendevo io).

Le note lasciate da Vasco nel quadernetto son strane. A volte stringate, con solo il nome della gara e la posizione in classifica. Altre volte, come questa, non riportano la competizione alla quale fanno riferimento (Bolzano, Palade… qualche elemento c’è), né alla conclusione, benché, da una nota ricevuta per posta, si evince che sia trattato di una bella vittoria. Vasco preferisce soffermarsi, invece, sul sentimento competitivo suscitato da Emilio Tognon, che qualche settimana prima gli aveva dato filo da torcere nel Giro del Garda, pur riconoscendo che era anche lui in questa impresa era al limite dello sforzo.

Chi gli scrive le congratulazioni è il suo stesso tenente, Mario Salaorni, che non mancherà di farsi sentire spesso, anche in seguito, dopo terminato il servizio militare:

Bolzano, 9/10/51
Carissimo Vasco,
Ero sicuro della tua vittoria, ma poiché è venuta in modo tanto convincente, ti voglio esprimere il mio compiacimento con i più vivi rallegramenti.
Bravo Vasco!
Aff.mo Ten. Salaorni

Il Dolomiten-Sport, quotidiano sudtirolese di lingua tedesca, titola

Modena bleibt bester Radfahrer der Region

Er gewinnt mit 6:20 Minuten Vorsprung den “Erbitter” Pokal

e riporta, traducendo una parte:

Anche questa volta, come spesso accade quest’anno, salta fuori il nome di Vasco Modena. Questo ragazzo di Rovereto, 19enne, alto e snello, che aveva già scalato molti passi delle Dolomiti, oggi ha sconfitto anche il Passo delle Palade (Gampenpass) e ha ottenuto una grande vittoria su questo lungo percorso, non certo facile. Ha lasciato dapprima sfogare i velocisti sull’asfalto nella tratta Bolzano – Bressanone – Bolzano- Merano, dove è arrivato il suo momento: a Lana aveva già due minuti di vantaggio. E’ iniziata la scalata al Passo delle Palade e, sebbene il fondo stradale fosse tuttaltro che in condizioni ideali per la ghiaia, è riuscito a superare tutti nei 17 km e a puntare verso Fondo quindi al passo della Mendola, e poi giù verso Appiano a più di 60 Km/h per giungere ad una vittoria sicura e netta in Corso della Libertà a Bolzano dove una folla enorme acclamava il vincitore. 57 i corridori in partenza da Bolzano per una dura gara di 192 km.
1. Vasco Modena (Cofler – Rovereto) in 2h 59′ 30” alla media di 32.450 Km/h; 2. Bazzana Sergio (Dolomiten – Bozen) a 6’20”; 3. Tognon Emilio (Velo Club Bassano) e 7’15”; 4. Manenti Franco (Erbitter Gavardo) a 12’40”; 5. Saldini Remo (CRAI Marzotto – Valdagno) a 12’55; 6. Ferrari Arturo (Ausonia Pescantina) a 11’55”; 7. Andreatti Giulio (Forti e Veloci Trento) 17’30”; 8. Beschi Vittorio (Erbitter Gavardo) 19’55”; 9. Martini Flavio (Veloce Club Trento); 10. Pintarelli Giuseppe (Cofler Rovereto).

1951 09 30 Finale G.P. Pirelli / Sul mitico Vigorelli

finale del G.P. Pirelli a Milano arrivai 14°

Finalmente la finale. Pur partecipando a molte delle gare domenicali bisogna ricordare che in questo periodo, durante la settimana, Vasco è militare a Bolzano. Una notte, in camerata, sogna di essere al Vigorelli, ma non in gara… vede sé stesso all’esterno del velodromo e sente la folla all’interno che esulta. Anche lui vorrebbe vedere il vincitore, magari sé stesso, son così strani talvolta i sogni… si inerpica quindi sugli spalti e… fa cadere rumorosamente una pila di brande accatastate nel camerone su cui “sonnambulo” si stava arrampicando, svegliando così i poveri commilitoni. Comunque al Vigorelli ci arriva, da ciclista, da sveglio, con la finale del Gran Premio Pirelli.
Che sogno, che bellezza!

Alla gara internazionale prendono parte 122 corridori. In una giornata piovosa le operazioni preliminari di controllo delle licenze, ritiro dei numeri, la punzonatura così come la consegna dei tubolari Pirelli si svolgono presso la sede della Gazzetta dello Sport. L’arrivo è in volata, vinta dal piemontese Nino De Filippis. Vasco si piazza al 14° posto sull’assito del mitico velodromo.


Sul Corriere dello Sport 1. ottobre 1951 – De Filippis precede Ghidini, pag. 7, in alto a sinistra, il resoconto della gara e la classifica

1951 08 12 Gare estive / In attesa del Vigorelli

Nella Fiera di Trento, 4°
G.P Città di Brunico 2°
Giro di Romagna 22°


La domenica successiva alla grande vittoria ottenuta nella eliminatoria del GP Pirelli, Vasco si classifica al quarto posto nell’importante Trofeo Fiera di Trento, collegato alla quarta edizione della Fiera Internazionale del turismo e dello sport di Trento.

Invece a Brunico il 19 agosto 1951, nella stupenda Coppa Brunico, è secondo, battuto da Pintarelli che lo precede in volata, dopo essersi dati il cambio con pedalata regolare, da bravi compagni di squadra. Compiono il percorso Brunico – Cortina – Brunico di 120 Km in 3:30, alla media oraria di 34,260 Km.

Una puntatina in Romagna, tra una massa di corridori, dove arriva al ventiduesimo posto. Ma arriva.

I ciclisti roveretani vanno sempre in coppia

Questa volta vince Pintarelli

Un articolo appare su Dolomiten di lingua tedesca, che descrive lo svolgersi della gara nella bella Val Pusteria.

(il solito click sulla icona per leggere l’articolo)



Astico – Brenta 9° e 1° dei dilettanti
Giro del Garda, dopo aspra lotta con Tognon arrivai III°
Trento-Merano-Trento III°
A Mori, Coppa Mori II ed. arrivai 1° battendo in volata Delbello.

Settembre interessante. Nella Trento-Bolzano-Merano e ritorno si piazza al terzo posto, come pure in un combattuto Giro del Garda.

Il 9 settembre 1951 porta a casa un buon primo posto di categoria nella XXVIII Astico-Brenta per indipendenti e dilettanti, gara di 216 km. su un percorso per scalatori. Gareggia anche Rino Parisi, probabilmente tra le fila degli indipendenti. Primo assoluto è Renato Barbiero.

Ed infine conclude vittorioso nel suo paese natio la seconda edizione della ”Coppa Città di Mori”.

Ma settembre non è ancora finito: l’ultima domenica, il 30, ci sarà la finale nazionale del G.P. Pirelli, con arrivo al Vigorelli. L’anno precedente, pur essendo qualificato, non aveva potuto partecipare alla finale causa la quasi concomitante partenza per il servizio militare.


Passaggio di Vasco Modena davanti alla chiesa di Fai della Paganella
Vasco in una gara degli anni 1950-1951 nel passaggio davanti alla chiesa di Fai della Paganella. La stessa fotografia, affiancata ad una scattata nella medesima posizione al passaggio di Rino Parisi si trova sulla rivista “Strenna Trentina” del 1952, a pagina 107, nel capitolo dedicato agli avvenimenti dello sport nostrano accaduti nel 1951. A testimonianza della passione che esercitavano sul pubblico i due corridori trentini si può leggere sull’asfalto la scritta ”W PARISI MODENA”

1951 08 05 GP Pirelli eliminatoria / Da dominatore

A confermare il mio stato di grazia venne il G. P. Pirelli. 150 Km di fuga mi permisero di guadagnare la bella somma di £ 50000

Sul percorso Bolzano – Passo Sella – Trento della eliminatoria regionale per il G.P. Pirelli, Vasco gioca da dominatore. L’anno precedente aveva fatto 100 km di fuga solitaria e Pintarelli gli era secondo con 10’59”. Questa volta i km di fuga sono 135, sui 169 di percorso, e il Pinta arriva secondo a 10′ e 22″. Al traguardo Alfredo Binda gli pone questa domanda: «Ma invece di vincere una sola gara con 10 – 11 minuti di distacco, non ti converrebbe vincere 10 – 11 gare con un minuto?» Con questi scherzetti solo 8 sono i corridori in classifica. Dei 65 partiti, infatti, 22 sono i ritirati e 35 gli arrivati al traguardo ma… fuori tempo massimo.

Vasco al traguardo della eliminatoria tridentina del G.P. Pirelli, felice della propria prestazione
Il vincitore della eliminatoria Vasco Modena a sinistra, in centro il dr. Arrigo Castellani della Pirelli e sulla destra il campione Alfredo Binda che gli pone questa domanda: «Ma invece di vincere una sola gara con 10 – 11 minuti di distacco, non ti converrebbe vincere 10 – 11 gare con un minuto?»
Ermanno Moser con i bambini, Vasco Modena, Baroni, e Giannino Piccolroaz. Questa foto si trovava esposta anche nello storico negozio Moser Cicli di via Calepina a Trento.
ritaglio di giornale
Corriere dello Sport, 7 agosto 1951, pag. 6
Dolomiten, 6 agosto 1951, [pdf esterno]

1951 07 29 Trofeo Spumadoro / In forma non significa vincere

Avevo trovato la ”mia” forma, ma la sfortuna mi perseguitò sempre. Il 29-7 a Castelfranco Veneto una gara in due tappe, la potevo vincere, forai tre gomme, arrivai 7° – 4° dei dilettanti.

Dopo le ultime due vittorie, la Bressanone Cortina e ritorno e la Trento – Salorno e ritorno a cronometro, Vasco sente di essere finalmente in forma. Ciò non significa necessariamente vincere. A Riese G.P. Papa Pio X, in due frazioni (151 km in linea più 21 a cronometro), non una né due, bensì tre forature si oppongono al desiderio di vittoria di Vasco. Forature che abbondano un po’ per tutti i concorrenti, tra indipendenti e dilettanti, sul duro percorso per cui basta citare alcuni ingredienti quali “scale di Primolano” e “Croce d’Aune”, e aggiungere “fondo ghiaioso” per farsi un’idea di quanto duro possa essere risultato questo impasto. Ad ogni modo, in forma effettivamente Vasco lo è: sul Croce d’Aune, dove è posto il premio della montagna, Modena transita con 1′ di vantaggio su Renato Barbiero. Si sarà portato a casa qualche buona focaccia del famoso panificio Fraccaro Spumadoro?

LA PRIMA EDIZIONE DI UNA GARA CHE S’IMPORRA’

A Bortolo Bof la frazione a cronometro e la vittoria nel Gran Premio Spumadoro

Barbero si impone nella frazione in linea ma termina sesto in quella successiva e cede il primato al piccolo trevigiano – Magnifiche prove dei dilettanti Fornasiero, Tosato e Dell’Antonia

OgniSport

Dal nostro inviato.

CASTELFRANCO, 29 – Castelfranco Veneto e la vicina Riese si sono date vicendevolmente una mano per creare questa manifestazione ciclistica, che ha tenuto in orgasmo organizzatori e pubblico dalle primi luci dell’alba fino alle prime ombre della sera. E amichevolmente Castelfranco e Riese si sono divise oneri e onori. Nella vetusta cittadina partenza della prima frazione in linea di km 151, e arrivo della frazione a cronometro; a Riese, invece, arrivo della gara in linea e partenza di quella a cronometro di km 21.

Il Gran Premio Città di Castelfranco e Comune di Riese, arricchito del Trofeo Spumadoro Fraccaro, ha avuto francamente successo. Qualche lacuna organizzativa affiorata qua e là va giustificata con una sola parola: esperienza. Un altro anno le cose riusciranno meglio anche da questo lato. La quantità è stata di gran lunga superata dalla qualità. Difatti scorrendo prima della partenza il nome degli iscritti, ci si è subito convinti che la competizione non poteva mancare di successo, sia dal lato tecnico che da quello agonistico, anzi già si pregustava lo spettacolo di una serrata battaglia fra i più rinomati scalatori e passisti delle categorie indipendenti e dilettanti seniores. Se 30 esatti sono stati i partenti, tre o quattro volte maggiori sono state le emozioni e gli episodi che hanno caratterizzato la corsa. Quante volte di è visto il bravo Silvestri lavorare di paletta per proteggere la fuga ora di questo ora di quello, oppure di gruppetti più o meno organizzati.

Ne è scaturita, in sintesi, una di quelle gare che saziano i palati più esigenti e delicati. Fare dei nomi è giocoforza, ma è preferibile accumunare tutti in un caldo, cordiale “bravi”. Per quanto si frughi nella mente e si consultino vocabolari, non si riesce ad esimersi dal definire il percorso cin un’abusata parola: “duro”, tipicamente duro. Le “scale” di Primolano, la salita di Croce d’Aune, che ha portato i concorrenti a 1100 metri, già snervanti saliscendi da Feltre in su, e la breve, ripidissima salita di Asolo hanno agito in funzione di fittissimo setaccio da cui i migliori (sfortuna a parte) sono emersi con le loro forse e con il loro cuore.

E a proposito di sfortune citate dianzi non va taciuto che il pessimo fondo stradale di quasi la totalità del percorso ha fatto strage di gomme. Come dirà la cronaca, per quanto si è potuto accertare, quasi tutti gli atleti in gara sono stati “toccati”, forse l’unico uscito indenne è proprio Barbiero, il vincitore della frazione in linea. Questo particolare non viene buttato là per sminuire la sua chiara affermazione. Tutt’altro: Barbiero ha vinto come sa vincere uno che ha già dell’esperienza da vendere.

Egli è venuto fuori al momento opportuno e con una veemenza da non lasciar dubbi sul suo grado di forma. Peccato però che nella successiva frazione a cronometro non abbia saputo conservare il pur tenue vantaggio. Quel sornione di Bof, attardato da una foratura, ha saputo, in sede di appello, imporre i diritti dell’anzianità e, si dica pure, della classe. La sua media nei 21 km a cronometro parla chiaro. La classifica generale delle due prove lo ha portato alla vittoria, una vittoria più che meritata.

Remo Fornasiero, il simpatico prestigioso ragazzo di Rosara, è giunto alle spalle di Bof, vincendo però nella categoria dilettanti. E’ una nuova conferma delle sue eccellenti doti. L’inseguimento intrapreso dopo una foratura, a pochi km dalla partenza, quando cioè più ferveva la lotta, ha rivelato una potenza in azione impressionante, frutto evidente di un’accorta, metodica preparazione e di non comuni qualità fisiche.

Di Fornasiero si sentirà sovente parlare e bene. Modena, sfortunato in tutte e due le prove, è stato animatore della gara, la piccola carica di tritolo che metteva in sobbuglio la variopinta carovana. Transitato primo al passo di Croce d’Aune, è stato appiedato da una foratura, incidente questo ripetutosi nella prova a cronometro.

Il giovane Tosato non va escluso dalla citazione, perché col suo ricupero, dopo la foratura, è rientrato nel gruppo degli inseguitori di Barbiero, riuscendo a strappare il secondo posto. Lo scotto dello sforzo lo ha però pagato nella seconda prova, lasciandosi soffiare il posto d’onore da Fornasiero. E va ricordato, non a puro titolo di cronaca ma perché effettivamente lo meritano, le prove dei fratelli Dall’Antonia, sempre fra i primi. Alla Distanza Dal Bello è calato, ma ciò non viene minimamente ad incidere sulla sua esemplare tenuta di gara. La prova a cronometro ha giocato dei brutti scherzi a qualcuno. Si è visto ad esempio Barbiero scaraventato dal primo al quarto posto, Tosato dal secondo al terzo, Modena dal quarto al settimo, e così via, come dirà la classifica generale.

Accarezzati da una fresca leggera brezza e dal primo radioso sole, i 30 corridori lasciano Castelfranco alle ore 7,39. Scarsa, data l’ora, la folla convenuta a dare il saluto e l’incoraggiamento agli atleti che stanno per intraprendere una dura fatica. Dopo aver compiuto un giro attorno al Castello, il plotone infila a tutta andatura lo stradone che porta a Riese, il paese cioè dove è posto l’arrivo di questa prima frazione della gara.

Lasciato il centro che diede i natali a Papa Sarto, i corridori affrontano il primo stratto di strada polverosa e accidentata. Fornasiero, nei pressi di Loria, è costretto a mettere piede a terra per la prima di una lunga serie di forature. Sino al bivio Francolin (km 7 da Riese) che immette sull’asfalto per Bassano, la corsa procede senza offrire alcunché di interessante. Non appena però le prime ruote lasciano indietro buche e polvere, il gruppo si scuote; dalla testa alle ultime posizioni è tutto un sussulto. Si fila ad oltre 40 di media.

Superato S. Zenone degli Ezzelini, Fogal, Roma, Tosato, Gusella, Serena, Marchese, Dall’Antonia, Bortolin, Selvatoco, Bof, Grosso, Modena e Barbiero con uno strappo rabbioso riescono a mettere tra loro e le rimanenti unità, condotte da Pivano, Piazzon e Bertolaso, circa 200 metri. A Bassano il distacco, anche per il poco affiatamento rivelatosi fra i componenti del gruppetto di testa, diminuisce sensibilmente. La fusione, infatti, avviene a Valstagna e ritorna la calma per brevissimo tempo. Modena, Tosato, Barbiero e Bof si impongono ora con una serie di scatti e tentativi di fuga a ritmo indiavolato.

A S. Nazzareno, dopo 35 km di spettacoloso inseguimento, Fornasiero riprende contatto con il gruppo di testa. Dall’impresa di Fornasiero rimangono esterrefatti persino i più quotati avversari. Carpanè sarà infaustamente ricordato da Grosso il quale, proprio nell’attraversamento di questa località, rimane vittima di una foratura. Non lo si rivedrà più tra i primi. L’entusiasmante fisionomia della gara non muta fino a Primolano, dove i concorrenti si dispongono ad affrontare la breve ma faticosa salita delle “scale”.

Sino dai primi tornanti si delineano le posizioni. In testa sono il bassanese Dal Bello, Rigon, Bortolin, Barbiero, Modena e Parisi nell’ordine. A 300 metri seguono Selvatico, Turato, Piazzon, Rampazzo, Fornasiero, Brumani, Marchese, Bof, e via via tutti gli altri. Nella susseguente discesa che porta a Fonzaso e quindi a Ponte della Serra i primi sei tentano di conservare il vantaggio che al culmine della salita era arrivato a 1′. Barbiero e Modena si dimostrano i più attivi, ma alle loro spalle non si dorme. Al Ponte della Serra il distacco è diminuito. Modena, Dal Bello, Rigon, Barbiero, Bortolin e Parisi, Piazzon, Fogal, Zamprogna e Luciano Dell’Antonia a soli 40″; e il gruppo capeggiato da Rampazzo, Pivato e Bertolaso a 1’50”.

Nell’ordine sopradescritto i corridori affrontano l’aspra salita che porta a Croce d’Aune. Piazzon fora e Pivato è in difficoltà mentre Bertolaso è colpito da crampi allo stomaco. Quest’ultimo corridore sarà infine vittima di due consecutive forature. A quattro chilometri dal culmine i distacchi sono andati sempre più accentuandosi. E’ in testa Dal Bello, seguito a ruota da Modena, Barbiero, Parisi; a 1′ sono Fogal e Luciano Dall’Antonia; a 1’15” Rigon e Marchese; a 2′ Selvatico, Bof, Serena e Carmelo Dall’Antonia; a 2’20” Rampazzo; con distacco maggiore Grifalconi, Bortolin, Turato, Baldam e Bonaldi.

Negli ultimi mille metri Modena scatta ed in breve guadagna terreno. Barbiero tenta di tenergli testa, seguendolo a ruota, ma invano. Sul culmine, dove è posto il premio della montagna, Modena transita con 1′ di vantaggio su Barbiero e con 1’30” su Bof, rinvenuto fortissimo nell’ultimo tratto. Segue nell’ordine Del bello a 2′, Parisi a 2’30”, Dall’Antonia Luciano a 2’40”; Dall’Antonia Carmelo a 2’47”; Marchese, Rampazzo, Fogal, Piazzon e Fornasiero, ecc. Nella discesa Modena non riesce a contenere l’impeto di Barbiero, Dal Bello e Bof riunitisi nell’inseguimento.

Nei pressi di Pedavena il gioco è fatto: Il trentino si rialza. Alle spalle dei quattro si lavora sodo, tanto che a Quero si trovano in compagnia, oltre ai primi quattro, Fornasiero, i due Dall’Antonia, Rampazzo e il sorprendente Tosato, il quale attardato da una foratura sulla salita di Croce d’Aune, riusciva con un ammirevole inseguimento ad agganciarsi ai primi. A Cavaso è la … tomba di Bof e Dal Bello: il primo è vittima di una foratura, il secondo in preda ad una crisi viscerale è costretto a cedere. E’ la diana per l’irrequieto Barbiero: con pedalata sciolta si alza un momento sulla sella, dà uno sguardo all’ingiro e quindi parte come un razzo. Niente da fare per gli altri. Superata di slancio la salita di Asolo, Barbiero si invola verso il traguardo dove i cronometristi registrano un vantaggio di 37″ su Tosano, Fornasiero, Modena. Dall’Antonio Luciano, Dal Bello e Bof, che si classificano nell’ordine.

Ecco l’ordine di arrivo della prima frazione: Barbiero Renato U.C. Trevigiani (indipendenti) 161 km in ore 4.41′, media 32,244. 2. Tosato Mario, G.S. Paglianti, Treviso (dil. sen.) a 37”; 3. Fornasiero Remo (s.) Lygie G.S. Lubian, Padova; 4. Modena Vasco (sen.) S.C. Cofler, Rovereto; 5. Dall’Antonia Carmelo, G.S. Paglianti Treviso […]. Per il premio della montagna si è avuta la seguente classifica: Barbiero punti 5; Modena: p. 3; Del Bello 2. Nella frazione a cronometro di km 21: 1. Bof Bortolo, U.C. Trevigiani, 31’59”, media 39,396.

CLASSIFICA GENERALE: 1. Bof Bortolo, U.C. Trevigiani, in ore 5.13’36” 2. Fornasiero Remo, Lygie Lubian Padova (1. dil.) 5.14’17”; 3. Tosato Mario G.S. Paglianti Treviso 5.14’33”; 4. Barbiero Renato U.C. Trevigiani 5.15’7″; 5. Dall’Antonia Luciano G.S. Paglianti Treviso 5.15’46”; 6. Dall’Antonia Carmelo 5.16’28”; 7. Modena Vasco Cofler Rovereto 5.17’17”; 8. Dal Bello Vittorio V.C. Bassano 5.17’23”

1951 07 15 Altre quattro gare / Due sono vittorie

Nel Gran Premio Gardesana arrivai 4°
A Bressanone – Cortina colsi un’altra bella affermazione (1°)
Mi ritirai alla Brescia-Padova per una foratura, mi rifeci però la domenica successiva vincendo a cronometro (1°)

Dopo essersi aggiudicato un quarto posto nel Gran Premio Gardesana, Vasco vince per distacco la Bressanone – Cortina e ritorno.

Sarebbe stata interessante la Brescia-Padova di 178 km per la coppa Lygie, disputata l’8 luglio e vinta da Emilio Tognon, ma le forature a volte non perdonano. Coglie una nuova una vittoria poco più tardi, il 15 luglio, nella gara a cronometro Trento – Salorno e ritorno, secondo Poli e Pintarelli terzo.

Fotografia datata 21 giugno 1951

1951 06 17 Giro della Mendola / Vasco, il ritorno

Finalmente venne per me la giornata buona, in una giornata tremendamente calda, e quando tutti mi credettero spacciato venni fuori con la baldanza di chi sa il fatto suo; infatti a 2 Km dalla Mendola m’involai per agguantare quel successo che troppe
volte m’era sfuggito. Arrivai a Bolzano con 2′ di vantaggio sul secondo

Finalmente! ci voleva questa vittoria! e in Alto Adige, di fronte ai superiori presenti alla partenza e soprattutto al traguardo di Bolzano. Il percorso di questo Giro della Mendola, di 120 chilometri: Bolzano – Salorno – Mezzolombardo – Cles – Ponte di Mostizzolo – Fondo – Passo Mendola – Appiano – Bolzano.

Vittorioso al traguardo di Bolzano

CICLISMO

Vasco Modena ritorna alla vittoria
in un combattuto «Giro della Mendola»

Alla Cofler la coppa “Presidente Cons. Regionale”

83 concorrenti hanno preso parte ad una interessante e combattuta edizione del Giro della Mendola per la disputa della Coppa «Presidente del Consiglio Regionale» ed organizzata impeccabilmente dall’Alto Atesina di Bolzano.
La gara – pur soffocata da una temperatura equatoriale – ha avuto uno svolgimento nervoso ed appassionante dominato da una audace fuga di Stech che, cuore da guascone eppur generoso, attaccava a veloci pedalate l’erta della Mendola riuscendo a giungere quasi in vetta prima d’essere raggiunto da Vasco Modena che prendeva successivamente lo spunto per coronare la sua isolata puntata vittoriosa su Bolzano.

Modena ha finalmente ritrovato l’estro dei giorni migliori scutendosi di dosso quella vernice di apatia e di sfiducia nei propri mezzi che faceva di questo superbo atleta un rassegnato e uno sfiduciato. La sua vittoria è stata ottenuta alla maniera forte come si conveniva al miglior dilettante trentino.

A 2′ è arrivato il trevigiano Tormena un giovane che già altre volte si mise in luce dalle nostre parti, a 4’30”
è Tranquillo Segato, il «terzo uomo» del ciclismo tridentino che ha una speciale predilezione per il caldo.
Segue Martini, il mastino giallo blu trentino, prontamente rimessosi dall’infortunio del Giro dei Laghi.

Ottima l’organizzazione curata in ogni dettaglio dalla Ciclistica Alto Atesina di Bolzano presente il suo stato maggiore direttivo.
La magnifica coppa, dono personale del dr. Silvio Magnago Presidente del Consiglio Regionale, è stato appannaggio del G.S. Cofler di Rovereto per mezzo di Modena.

Commissario dell’UVI Corrado Pontalti. Classifiche:
Ecco l’ordine d’arrivo: 1. MODENA VASCO (s) Cofler Rovereto, che ha compiuto i 120 km. del percorso in ore 3.26′ alla media di 34,200; 2. Tormena Antonio (j), G. S. Spinetta Cornuda, in 3.28′; 3. Segato Tranquillo (s), Alto Atesina Bolzano in 3,30’30”; 4. Martini Flavio (j), Veloce club Trentino idem: 5. Nicoletto Severino (j) Veloce club Bassano idem; Castellani Attilio (j) U. S. Mori in 3,31′ e 16″; 7. Rigoni Pietro (s), V.C. Vicenza in 3.31’55”; 8. Melato Elia (j) Alto Atesina Bolzano in 3,33’45”; 9. Rizzoli Mario (s), U.S. Aurora Trento in 3.35’06”; 1O. Stech Guido (j), U.S. Aurora Trento idem; 11. Lerrari Battista (j) C.C. Bressanone; 12. Saretto Luigi (j), Ars Merano; 13. Tomasi Remo (j). Giae Virtus Bolzano, 14. Da Come Osvaldo (j) G.S. Dolomiti Bolzano; 15. Dapor Romano (j), Forti e veloci Trento; 16. Callegari Bruno Giae Virtus Bolzano; 17. Faliva Umberto (j) Forti e veloci Trento; 18. Rover Carlo (j), Forti e veloci Trento; 19 Marchese Antonio (j) C.S. Spinetta Cornuda; 20. Pallaoro Aldo (j), Forti e veloci Trento; 21. Andreatta Giulio (j), Forti Veloci Trento.

La Coppa Consiglio regionale Trentino – Alto Adige è stata assegnata al G. S. Cofler di Rovereto, per merito di Modena.

1951 05 06 Finale Coppa Italia a squadre / Buona prestazione

Coppa Italia a squadre 1°
finale Coppa Italia 7°

Nella fase regionale la squadra della Cofler domina sul percorso Trento – Bolzano e ritorno. Così la stessa formazione Vasco Modena, Mario Mutinelli, Giuseppe Pintarelli, Claudio Caliari, è ammessa alla finale della Coppa Italia a squadre, a Treviso, organizzata dalla Unione Ciclisti Trevigiani, su un percorso di 139 km.

Una per una le protagoniste che hanno dato vita alla Coppa Italia

Della Cofler Arrigo Vianello scrive sul Corriere dello Sport del 8 maggio 1951, a pag. 6 (in basso a sinistra): “Particolare menzione merita la Cofler di Rovereto, composta più che altro da corridori adusati ai percorsi accidentati (Modena è stato il migliore dei quattro ed è uno scalatore formidabile) ma hanno saputo adattarsi, con ottimo affiatamento, in questa dura gara.”

Squadra Cofler per la Coppa Italia: Vasco Modena è il primo a sinistra. Segue Mario Mutinelli, Giuseppe Pintarelli al centro, e Claudio Caliari.