1951 05 01 Sette gare / Primavera sfortunata

Poi per una serie di sfortunate vicende non feci bella figura nelle altre prove. A Bologna dodicesimo, Coppa Gelmi mi ritirai, sempre a Trento caddi in circuito, a Bassano 2° a cronometro.

a Brescia Coppa Capelli 4°
a Verona Trofeo Isalberti 3°
Giro dei Laghi, ruppi la catena e mi ritirai

Lapidario elenco di corse, la metà delle quali concluse concluse con il ritiro, altre con buoni piazzamenti. I ritagli di giornale sono pochi in questa annata, un po’ a causa del servizio militare, un po’ che diverse gare sono disputate fuori regione e quindi il resoconto si troverà il giorno successivo sui rispettivi giornali locali.

Si ritira nella Gelmi-Degasperi al 1. maggio 1951, disputata sotto una pioggia torrenziale, vinta da Pintarelli, della sua stessa squadra, la Cofler. Ancora un ritiro, causa caduta, nel circuito Città di Trento in maggio, vinto dal veneto Fogal. Ed infine un ritiro anche nel tanto amato G.P. Lane Borgosesia (Giro dei Laghi) per un guasto meccanico, vinto quest’anno da Arturo Ferrari della U.S. Ausonia.

Le gare con un esito positivo, pur senza l’alloro del vincitore, sono invece fuori regione: a Bassano, Brescia a Verona

1951 04 01 Bolghera e poi Sciaves / Le aperture di stagione

Alla Bolghera dopo essere stato solo caddi ed arrivai 23°

8-4- Alla Sciavez seriamente intenzionato a vincerla per la terza volta, e davanti ai soldati miei colleghi, per una segnalazione sbagliata arrivai 2°

La Bolghera, apertura di stagione del Trentino, nel 1951 viene spostata in avanti di una settimana, al 1. aprile, per via della Pasqua. Vasco cade, risale in sella, ma nulla da fare. Vince però il compagno di squadra Pintarelli.

Alla apertura in Alto Adige, la Bolzano – Sciaves e ritorno, già vinta due volte da Vasco, nel 1949 e nel 1950, ci sono i commilitoni ed i superiori ad attenderlo al traguardo di Bolzano. Per una segnalazione ambigua, un caso non inconsueto allora come ora, Vasco ad un bivio sbaglia il percorso. Torna sui suoi passi, recupera il più possibile, ma arriva secondo, a 37″ dal vincitore, il rivano Agostino Poli.

1951 03 26 G.P. Testi / Bologna – Passo della Raticosa

La prima uscita il Lunedì di Pasqua a Bologna (Raticosa) arrivai 7°

La prima gara del 1951, la prima da militare. Si confronta anche con Rino Parisi oltre che con i 49 specialisti provenienti da cinque regioni. E’ una impegnativa scalata di 45 km la Bologna – Passo della Raticosa, con traguardo tra le nevi del Raticosa. Il vincitore è Amerigo Severini che, dopo un primo tentativo di fuga interrotto dal salto della catena va a riprendere e ad accodarsi a Vasco nel frattempo a sua volta fuggito, per poi superarlo. Per non aver potuto allenarsi a dovere nei mesi precedenti si può dire che la gamba abbia tenuto bene.

ANTICIPATO CONFRONTO MODENA-PARISI

Buoni piazzamenti trentini nella Bologna-Raticosa
7° Modena, 8° Pintarelli, 11° Paris
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BOLOGNA, 26. La classica corsa ciclistica emiliana organizzata dal Velo Sport Reno per il « Gran Premio Testi » si è svolta questa mattina partendo da Porta S. Stefano sul tracciato in salita della Bologna-Raticosa, di km. 45.
La gara, alla sua 17.a edizione, ha richiamato molti dei migliori dilettanti specialisti della montagna che si sono misurati in questa competizione presentata come « criterium italiano della salita ».
Fra i partecipanti agguerrito il manipolo dei corridori trentini che con Parisi, Modena, Pintarelli e Caliari hanno anticipato in terra… lontana le lotte per prossima ciclistica regionale.
Di essi, Vasco Modena è stato il migliore piazzandosi settimo dopo una gara combattiva. Il suo settimo posto viene dal gruppetto di sei concorrenti che è piombato sul traguardo dopo che con 40″ di vantaggio di solitario Severini di Fossombrone aveva già ghermito la vittoria.

Ma biondo roveretano è da mettere molto più vicino al vincitore di quanto non gli consenta classifica. Gli rispondevano in un primo tempo Albani, Vecchi, Severini, Fabbri, Pintarelli e anche Parisi non era molto lontano.

Modena, insisteva, impegnandosi a fondo in una lotta sempre più ristretta e aspra dalla quale usciva una media mai raggiunta, nemmeno da Bartali, nemmeno da Ortelli, che fra i precedenti vincitori della competizione tradizionale erano i più illustri.
Ma quando la corda dell’arco d’attacco sembrava del tutto tirata, ecco scattare come una freccia Severini che pigliava un vantaggio non grande ma nemmeno lieve poiché nessuno pote riprenderglielo.
Intanto nelle posizioni retrostanti si batteva benissimo Pintarelli, senonché il ballonzolare richiesto dall’aspra fatica e un momento di incertezza faceva cadere il « lungone » della Cofler il quale perdeva contatto dai primi facendosi sorpassare anche da Parisi nel frattempo rinvenuto. Ma il sorridente Giuseppe risaliva in macchina e tenacemente, riconquistando posizioni su posizioni, riusciva a riprendere e, nei pressi del traguardo, a sorpassare di una diecina di secondi il ricciuto corridore dell’Aurora, alquanto in ombra quest’oggi.

L’ordine d’arrivo: 1. Severini Amarigo U. S. Fossombrone che compie il 45 km. della Bologna-Raticosa in 1,25′ alla media di km. 31,764 (nuovo primato; precedente: 1940 Vito Ortelli 1,3030″); 2. Vecchi Remo U. S. Parmense a. 40″; 3. Medri Antonio Cesena; 4. Ciapini Vasco C. C. Cori di Prato; 5. Pacianti Antonio C. Pratese; 6. Albani Riccardo G. S. Fiorentino di S. Martino; 7. Vasco Modena G. S. Cofter Rovereto, tutti col tempo di Vecchi; 8. Fava Mario G. S. Cobelli Bologna a 50″; 9. Fabbri Gabriele A. S. Predappio a 1′; 10. Pintarelli Giuseppe G. S. Cofler Rovereto. a 1′ 10″; 11. Parisi Rino U. S. Aurora Trento a 1’20”; 32. Caliari Claudio G. S. Cofler Rovereto; arrivati 38.

A. Greghi

«Gran Premio Testi» – Il Gran Premio che si correva da Bologna al Passo della Raticosa nacque proprio per omaggiare il nome di Umberto Testi e il contributo dato da lui al ciclismo emiliano e italiano. Umberto Testi nel 1934 fondò a Bologna la “Cicli Testi” (poi diventata Officine Meccaniche Testi). Le sue biciclette da corsa e da turismo divennero famose in tutta Italia per l’altissima qualità costruttiva e le finiture di pregio.

1951 01 22 Dopo Roma / Alla caserma di Bolzano

A Roma non ebbi modo di allenarmi subito ma poi i miei superiori mi permisero qualche scappata.

Fin da subito Giannino Piccolroaz, i dirigenti della Cofler gli scrivono, sperando che lui possa prender parte presto alle gare, perchè senza di lui, se non fosse che per il Pintarelli, non si realizzano molte vittorie. Lo invitano a perseverare negli allenamenti appena possibile, compatibilmente con il servizio.

… Qua da noi si sente tanto la tua assenza forzata, tanto in campo sportivo che anche fra noi del gruppo. I tuoi pellegrini fanno quello che possono, capirai che escluso Pintarelli li altri vanno piano. Termino col augurarti ottima salute e fa sempre come ti ho insegnato. Sempre allegro. Giannino

… Come già saprai, in mancanza tua, nella corsa di domenica scorsa i trentini si sono fatti tutti mettere nel sacco ed il primo rappresentante della Regione mi pare sia arrivato oltre il quindicesimo posto con una decina di minuti. – Senza di te il ciclismo trentino è davvero una semplice comparsa. – Tanti saluti e auguri di buona fortuna, GRUPPO SPORTIVO COFLER

Trasferito a Bolzano non feci una buona preparazione, un po’ il mal tempo, un po’ il servizio, ecc.

Dopo i primi mesi di servizio militare trascorsi a Roma per l’addestramento nel gennaio 1951 Vasco ha la fortuna, forse dietro spinta di qualche appassionato sportivo e in virtù dei suoi successi, di vedersi trasferito a Bolzano, presso la 4^ Comp. Genio Collegamenti, e più tardi, solo negli ultimi mesi del servizio, presso il reparto Comando, sempre a Bolzano. Questo fu possibile anche grazie al titolo di studio. Vasco infatti faceva parte di quel misero 3% di italiani dotato di un diploma oggi equiparabile a quello di media inferiore, detto ”avviamento professionale” ad indirizzo commerciale (nel suo caso) o industriale, conseguito con tre anni di studio dopo le elementari, in cui lezioni di cultura generale si alternavano a materie teoriche e pratiche di ufficio o di laboratorio. Va ricordato che in quegli anni il 31% degli italiani era privo di titolo di studio, il 59% aveva la licenza elementare, includendo la piccola licenza di terza elementare. Il restante 7% si ripartiva tra il diploma delle medie inferiori, delle superiori ed in minima parte universitario. Nella Venezia Tridentina, come negli anni ’50, viene ancor spesso denominata la regione Trentino – Alto Adige, la percentuale di popolazione con un’istruzione di base è maggiore di questi dati relativi a tutta l’Italia, ma per il bacino di giovani afferenti al servizio militare il confronto va fatto a livello nazionale.


fonte: istat – serie storiche

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