e poi pochi giorni dopo ero primo alla Penna (Arezzo), con oltre 6′ di vantaggio.
Il 1955 è stato vissuto come un anno colmo di speranze, di delusioni, e anche sconforto, il tutto condito da tanta nostalgia di casa. Ma sul finire della stagione agonistica Vasco conquista in extremis due vittorie consecutive. Il Trofeo Pizzoli, a Bologna, e ora la Coppa Penna a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Immediato il telegramma spedito a Luisa direttamente da Terranuova: Ho vinto. Avvisa Romolo, mamma. Vasco. L’emozione gli fa scordare di specificare la provincia, quindi il telegramma finisce prima a Rovereto in provincia di Ferrara e poi giustamente a Rovereto di Trento. Luisa, comunque, può ben presto leggere la cronaca della gara in un articoletto apparso sul giornale locale L’Adige.
Dopo questa vittoria finalmente la fidanzata lo va a trovare in Toscana e rimane alcuni giorni. Tutti sono felici. Vasco, Luisa, i dirigenti del C.S.I. Addirittura ora gira voce che Luisa possa aprire una botteguccia da parrucchiera per signora a Prato, in modo da non star più lontana da Vasco, al quale viene anche confermato il posto di lavoro (e in squadra, ovviamente) per l’anno successivo. Il 1956. La storia però girerà le carte in tavola.
E a proposito di tavola, ecco una istantanea della cena sociale del Coiano.
Vasco brinda tra i due amici Franco Vittuari e ”Fabbrino”
Modena in forma vince in Toscana
L’Adige
Dopo la smagliante vittoria per distacco conseguita otto giorni prima nella classica corsa bolognese “G.P. Pizzoli” davanti ad avversari di maggior calibro e potenza, vasco Modena, il trentino del C.S.I. Coiano di Prato di Toscana, ha dominato ancor più nettamente domenica scorsa in un’altra corsa, questa volta in Toscana.
Fuggito dopo appena un chilometro dal via assieme ai dilettanti Miserocchi, Buricchi e Pierazzini, Modena – tra i più prodighi nell’impresa – compiva un centinaio di chilometri assieme ai compagni di fuga, dai quali, peraltro, si staccava, perdendo terreno, Pierazzini. A una cinquantina di chilometri dal traguardo finale, Modena partiva nuovamente all’attacco staccando inesorabilmente anche Miserocchi e Buricchi, notevolmente provati dall’andatura del trentino, tanto da farsi raggiungere nel finale, da altri inseguitori. Vasco Modena continuava la sua azione aumentando sempre il suo vantaggio che al traguardo d’arrivo – dove il trentino veniva accolto da un grande applauso da parte della folla ammirata per la magnifica e generosa prestazione – era di ben 6’11” sul duo Carmagnini e Miserochi classificatosi alle spalle del vincitore. Ancor più notevoli gli altri distacchi: a 10′ 50″ ara 4. Fabiani, indi: 5. Pierazzini a 11′ 05″; 6. Buricchi a 15′ e 20″, più lontani gli altri.
Le fasi iniziali della corsa alla Penna. Vasco è il terzo dei corridori ritratti mentre percorrono la polverosa strada”tutta ghiaia e buche”dice Vasco. In prima posizione vi è Giulio Dezzi, a cui era stata scattata la foto e il quinto è Idrio Bui. Questa fotografia fu consegnata a Vasco da un grande appassionato delle due ruote, il signor Egisto Gori allorquando, ancora memore della prestazione di Vasco, lo invitò come starter e testimonial alla gara organizzata per la Festa della Penna il 1° maggio 2003 , a quasi 50 anni di distanza da quella schiacciante vittoria. Il signor Gori ripeterà l’invito anche per le edizioni successive e Vasco, con l’amata Luisa, volentieri vi si recherà per la gara del 2005.
Le corse ciclistiche in Toscana
Vasco Modena in stile superiore vince per distacco la terza Coppa Penna
18 ottobre 1955 – Il Mattino
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE – Penna, 18 – Dopo la smagliante affermazione conseguite due domeniche or sono nel classico bolognese “Gran Premio Pizzoli”, davanti ad avversari di maggior calibro e potenza, Vasco Modena, il trentino del C.S.I. di Coiano di Prato, ha dominato ancora nella terza edizione della Coppa Penna, che un gruppo di sportivi dell’omonima località, in collaborazione con l’A.S. Terranovese, ha ieri perfettamente organizzato. Modena è un atleta dalla ferrea volontà e dal fisico longilineo e rispondente alle più perfette esigenze atletiche. La sua splendida condotta di gara che l’ha portato a dominare letteralmente il campo, ricompensa della scialba competizione e del troppo liev spirito agonistico messo ieri in mostra da tutti gli altri, sul non certo duro tracciato. Infatti il trentino, iniziando dopo appena un chilometro dalla partenza la prima e unica fuga della giornata, si è trovato ben presto al comando con la compagnia di Miserocchi, Buricchi e Pierazzini, i quali fino ad una cinquantina di chilometri dal traguardo (salvo il valdarnese Pierazzini, che si staccava al primo passaggio da Penna) hanno collaborato con lui instancabilmente affinché il tentativo avesse carattere di decisione. Poi il fiato ha fatto il rimanente; cioè ha fatto crollare le speranze di Buricchi e di Miserocchi, mentre Vasco Modena, apparso in condizioni troppo perfette per paragonarsi a loro, proseguiva con facilità nella propria azione demolitrice. I cento metri conquistati, in virtù soprattutto di una perfetta efficienza fisica, sono divenuti in breve volgere di tempo chilometri, i secondi sono diventati minuti. In solitaria posizione, Vasco Modena ha continuato aumentando sempre più il suo vantaggio che ha portato sotto lo striscione di arrivo a ben 6’10” sul secondo arrivato (Carmagnini) e sul terzo (Miserocchi). Quindi la corsa dell’atleta del C.S.I. di Coiano, va ampiamente elogiata, perché essa non è stata un susseguirsi di inutili sgroppate e di inconcludenti tentativi, bensì un saggio prodigarsi, sempre in crescendo, per poi sfociare nella conclusiva dimostrazione delle proprie forze.
A lui va la palma del migliore in senso assoluto e il merito di aver saputo comandare a piacimento la corsa dal principio alla fine, davanti ad un lotto di partenti in verità non molto su su corda. Siamo alla fine della stagione agonistica e più di un fisico è spompato dalle innumerevoli prove alle quali è stato sottoposto. Oltre a ciò molti dei migliori hanno cessato la propria attività, onde eliminare inutili e deleteri sforzi; perciò la Coppa Penna ha richiamato alla partenza soltanto coloro che ancora insistono, dopo otto mesi di attività, a gareggiare in cerca di un trionfo. Trionfo ben meritato – s’intende, quello di Modena – ma che non ha più il lustro di essere stato conquistato quando tutti potevano dare il meglio di loro stessi. Ciò non per sminuire la vittoria di Modena (perché ieri in pochi avrebbero potuto competere con la sua smagliante forma e la scioltezza della sua pedalata); ma per dire onestamente come stanno le cose. Anche Carmagnini, in precarie condizioni fisiche e Miserocchi, secondo e terzo arrivati, hanno potuto conquistare il rispettivo piazzamento poiché nessun altro poteva minare il loro parziale successo. Così dicasi di Fabiani, quarto, di Pierazzini, di Bucicchi e di tutti gli altri. Partivano in ventitré, alle 12,35, per affrontare i 135 chilometri (che poi divenivano 159) di strade in maggior parte sterrate. Dopo appena un chilometro partivano di scatto Modena, Pierazzini, Miserocchi e Buricchi. In breve i quattro, trovato l’accordo necessario, distanziavano il gruppo di 1′ e tornavano alla località di partenza, tallonati a vista da Bui che dopo S.Giovanni si era rifatto sotto. Ma Bui non poteva rientrare, perché sulla salita ove Pierazzini cedeva, l’andatura diveniva sempre più forte. Poi Bui forava, veniva riassorbito, e verso Arezzo preferiva abbandonare. A S. Giustino il trio aveva 2′ sul gruppo, dal quale mancava Taddeucci, vittima di foratura. Poi il valdarnese rientrava e si portava al comando del gruppo Carmagnini e Fabiani. La marcia dei tre, però non conosceva soste e il vantaggio a Penna era salito a 3’10”. Sulla salita, prima Buricchi e poi Miserocchi cedevano e così Modena aveva via libera verso una vittoria conquistata con clamoroso vantaggio.
SILVANO BANCHI
1) MODENA VASCO (C.S.I: Coiano di Prato) che compie i 159 chilometri del percorso in ore 4,10 alla media di 38,160; 2) Carmagnini Luigi (Pratese) a 6′ 10″; 3) Miserocchi Angelo (Voltana Ravenna) s.t.; 4) Fabiani Learco (Aurora Firenze) a 10’50”; 5) Pierazzini Oreste (Cral Montemarciano) a 11’05”; 6) Buricchi Mauro (C.S. Firenze) a 15’20”; 7) Giannini Ilario (Tempora Bettolle); 8) Antimi Giuseppe (Juventus C. Castello); 9) Benocchi Armando (Pedale Senese); 10) Graziani Graziano (Galli S. Giovanni); 11) Lepri Otello (Aquila Ponte a Ema).
Sugli appunti tenuti diligentementa a Coiano, mese per mese, suddivisi tra chilometri percosi in gara e quelli in uscite di allenamento, troviamo questo finale: Totale 1955 Km 12.827
Il 5 aprile Bologna – Raticosa. 5°. Il 12-4 mi ritirai a Mezzocorona causa la pioggia. Visto lo scarso risultato ero un po’ abbattuto, ma ebbi modo di riprendermi subito e furono i miei stessi avversari che il 23-4, in una giornata acquosa e piena di freddo ebbero la cattiva idea di attaccarmi.
Dapprima intirizzito dal freddo stavo per abbandonare ma prima volli dimostrare in una salita che ero sempre io; ad uno ad uno scollai dalla ruota tutti e vinsi così per la seconda volta la Bolzano – Sciavez.
Inizia aprile con la Bologna – Passo della Raticosa, per il VI Gran Premio U. Testi, una scalata impegnativa in cui si colloca al quinto posto.
Umberto Testi nel 1934 fondò a Bologna la “Cicli Testi” (poi diventata Officine Meccaniche Testi). Le sue biciclette da corsa e da turismo divennero famose in tutta Italia per l’altissima qualità costruttiva e le finiture di pregio. Il Gran Premio che si correva verso il Passo della Raticosa nacque proprio per omaggiare il suo nome, il suo marchio e il contributo dato al ciclismo emiliano e italiano.
La gara successiva, a Mezzocorona, pioggia, e Vasco si ritira.
Pioggia ancora alla Bolzano – Sciaves – Bolzano, e che pioggia quel 23 aprile del 1950! Le foto qui sotto parlano da sole. La tentazione del ritiro c’è. Ma “ti dime: gnanca bom”, che tradotto dal roveretano significa: ”e tu dimmi: credo che tu ne non ne sia capace”, e salta fuori la grinta che lo posta alla vittoria. Il resto è cronaca.
23 aprile 1950 Sulla salita della Bolzano – Sciaves sotto la piogga
Al traguardo di Bolzano in Corso della Libertà – Freiheitsstrasse
Per la seconda volta Vasco Modena brillante vincitore della Bolzano Sciaves
Pavesi tolto dalla gara da un banale incidente
Il tempo non ha voluto essere dalla parte dei corridori e degli organizzatori di questa nuova, appassionante, edizione della Bolzano – Sciaves e ritorno. Una fitta pioggia, cominciata poco dopo la partenza, ha accompagnato gli atleti durante l’intero percorso rendendo il loro sforzo più gravoso. Ciò però non ha impedito che la corsa abbia avuto fasi appassionanti e sia stata improntata ad un ritmo che ha lasciato pochissima tregua. La gara infatti, combutta ad oltre 39 di media fino a Bressanone, anche in seguito, pur calando come andatura del percorso e delle condizioni delle strade rese pesanti dalla pioggia, si è mantenuta ad un livello di continua combattività. Ed è stato appunto sulla salita di Sciaves che le posizioni, delineatesi già nella andata con la fuga di Pintarelli e Parisi ai quali si sono aggiunti Pavesi e Modena, si sono maggiormente rafforzate.
Ma seguiamo la bella corsa dalla partenza.
Alle 13.40 i concorrenti partono incolonnati ed attraversano la città per portarsi a Rencio dove il presidente della Società ciclistica atesina, cav. Ceccherini, abbassa la bandierina del via. Partenza volante. Il gruppo ha subito dei sussulti e si passa Cardano a forte andatura. Qui Longo e Dalla Betta cadono e mentre il bolzanino se la cava con poche escoriazioni, il giallo azzurro dell’Aurora deve essere ricoverato in ospedale. A Prato Tires vediamo Rigotti a terra: il bravo corridore del Velosport di Mezzocorona ha forato. Farà tutta la gara da solo arrivando al traguardo dopo il gruppo. Schoepf, Bianchi, Gheno e Bianchetti perdono terreno. Davanti l’andatura è sostenuta. Nelle prime posizioni sono gli uomini della Cofler, quelli dell’Aurora e i rossoneri dell’Alto Atesina fra i quali Pavesi appare attentissimo. Vediamo staccarsi anche Pison, poi Bonato e Smith e Cavoni. Pure Musinelli e Pavan perdono contatto. I compagni del Bressanone invece, specialmente Zamboni e Furlan, si prodigano nel gruppo di avanguardia. Vediamo Socin tutto solo pedalare con una certa fatica. Il rappresentante di Taio riprenderà in seguito brillantemente nella salita di Sciaves.
Il gruppo transita da Campodazzo a ranghi pressoché completi: guida Pozza che quest’anno veste la maglia dei Ferrovieri di Trento. Rientra Nardin, attardatosi per noie al cambio ed anche Socin opera il primo ricongiungimento. In testa ora si nicchia ed i ritardatari possono accodarsi. E’ dopo Ponte Gardena che la corsa ha il primo dei suoi episodi notevoli. Una maglia azzurra si porta in testa con alla ruota un giallo azzurro dell’Aurora: sono Pintarelli e Parisi. I due guadagnano gradatamente terreno senza che nessuno si decida a prendere l’iniziativa dell’inseguimento. Finalmente dal gruppo sfreccia Pavesi che si trascina Modena. A Chiusa ( km 29 dalla partenza) le posizioni sono le seguenti: in testa Parisi e Pintarelli seguiti a circa 500 metri da Pavesi e Modena, poi il gruppo forte di trenta unità condotto energicamente da Pozza. I due tandem spingono a pieni pedali: sembra una corsa a inseguimento ma è evidente che prima o poi i due fuggitivi di testa saranno ripresi dai due inseguitori. La fusione avviene alle porte di Bressanone proprio prima del sottopassaggio.
A Bressanone dunque quattro uomini sono in fuga: Pavesi dell’Alto Atesina, Parisi dell’Aurora di Trento e Modena e Pintarelli della Cofler di Rovereto. Il gruppo segue a 1’ 12” guidato energicamente da Lazzari.
La pioggia, che ci aveva risparmiati alla partenza, è ora intensissima e flagella da tutte le parti i corridori. Pochi chilometri ed eccoci alla salita di Sciaves che i quattro iniziano a buona andatura. Qui si aspettava l’attacco di Modena ma invece sono i due “pivelli”, Pavesi e Pintarelli, che strappano e sotto la loro azione prima Modena e in seguito Parisi perdono leggermente terreno. La strada in terra battuta sale in maniera abbastanza sensibile e lo sforzo appare evidente. L’azione dei due ex allievi è sciolta mentre il trentino ed il campione della Cofler sembrano in difficoltà. Al culmine è primo Pavesi seguito a ruota da Pintarelli. Parisi segue a 15 metri e Modena a 30 secondi.
A 1’ 15” un gruppo con Rizzoli, Postal, Martini, Borsi, Salizzoni, Stofella, Chesini, Dalla Torre, Rover, Pozza, Milani, Saretto, Tait, Lazari, Martini e Ferrari. Poi a 2’3” Lacchi e Zanin e alla spicciolata tutti gli altri.
Si comincia ora il ritorno. Nella discesa su Bressanone Modena raggiunge i primi tre ed il quartetto, che già nell’andata si era posto in primo piano, fila veloce verso Bolzano. Il traguardo di Bressanone viene vinto da Modena senza volata.
I fuggitivi hanno circa due minuti di vantaggio: essi si alternano al
comando. Evidentemente sono decisi a non farsi più raggiungere. Il
gruppo dietro, guidato dall’attivissimo Rizzoli inizia la caccia. Alla
ruota di Rizzoli è Postal e dietro Martini, Rover, Stofella, Martini
Flavio, Saretto, Pozza, Chemelli, Dalla Torre. Questo gruppetto procede
con circa 500 metri di vantaggio su un gruppo condotto da Demozzi e nel
quale figurano Berteotti, D’Andrea, Calliari, Milani, Cavoni e Marini.
Il quartetto di testa intanto procede di buon accordo. Pavesi appare freschissimo e con lui Modena che si è ripreso prontamente dalla leggera crisi di Sciaves. Pintarelli e Parisi invece pedalano con meno scioltezza. Essi infatti verranno in seguito assorbiti dagli inseguitori, fra i quali ora Dalla Torre e Pozza si prodigano continuamente. Alla stazione di Funes però ecco il piccolo dramma: mentre i quattro di testa imboccano la leggera discesa che porta al ponte Pavesi mette piede a terra: il corridore atesino ha spezzato la catena e per lui non c’è più niente da fare. Viene tolto così dalla gara un atleta che vi aveva giocato un ruolo di primissimo piano e che avrebbe potuto anche risolverla a proprio favore. All’atto dell’incidente infatti Pavesi non appariva per niente provato e certamente sarebbe riuscito a giungere sotto lo striscione di arrivo in compagnia di Modena.
L’infortunio capitato al rosso nero della Atesina mette le ali ai piedi agli altri tre che vedono così estromesso dalla lotta finale uno degli uomini più pericolosi. Specialmente Modena spinge a piedi pedali: l’allievo di Piccolroaz è ora in piena azione: la sua pedalata è sciolta e potente e il giovane Pintarelli non regge all’andatura. A Cantina Fredda, fra Chiusa e Ponte Gardena, egli viene assorbito dal gruppo inseguitore guidato energicamente da Rizzoli, Salizzoni e Dalla Torre. Apprendiamo intanto che Zamboni è stato costretto al ritiro da due forature e che Giordani è stato tolto dalla lotta da una caduta. Davanti Modena ormai è scatenato ed anche Parisi si stacca dalla sua ruota. Verrà ripreso dal gruppo verso Prato Tires. Ormai l’atleta roveretano è lanciato tutto solo verso il traguardo. Dietro il gruppo perde uno dei suoi uomini più validi. Rizzoli, messo a terra da una foratura. Precediamo i corridori sulla linea del traguardo dove una grande folla, che aveva assistito ad un interessante carosello degli allievi della S.C. Atesina, vinto brillantemente da Caser, attende l’epilogo della corsa.
Quando alle 16:32 la maglia azzurra di Modena sbuca dal viale Giulio Cesare un grande applauso accompagna il vincitore che appare sorridente ed ancora fresco.
A 2’02” irrompe il gruppo ed il velocissimo Stofella non ha difficoltà a mettere la propria ruota davanti a quelle di Martini, Pozza e Parisi. Ancora qualche arrivo e poi la corsa è finita. Una corsa veramente brillante in tutte le sue fasi, tirata senza respiro e nella quale, ancora una volta, i migliori si sono imposti senza incertezze. La prova di Modena era particolarmente attesa ed il bel corridore della Cofler ha risposto in pieno. Il suo successo è stato improntato ad autorità di gara e decisa volontà. Sempre nelle posizioni di testa ha prodotto il massimo sforzo al momento giusto dimostrando fra il resto, intelligente tattica di gara e prontezza di riflessi. Peccato che la sorte abbia tolto dalla competizione Pavesi altrimenti avremmo assistito ad un finale veramente elettrizzante.
Il corridore bolzanino avrebbe certamente contestato il successo al vincitore passo per passo, metro per metro. Pavesi è sempre rimasto con il naso alla finestra e le fasi più movimentate della corsa lo hanno visto protagonista di primo piano. Il corridore della Atesina ha riconfermato le belle doti già messe in luce nella passata stagione e nelle gare di apertura. Accanto a lui merita la citazione lungo Pintarelli, forse il migliore sulle salite, combattente generoso e tenace. Ma anche Parisi, sebbene non sia apparso ancora il corridore dell’anno scorso, ha disputato una bella gara cedendo solamente negli ultimi 20 km all’incalzante offensiva di Modena. Ottimo come sempre Rizzoli tolto di gara proprio verso il finale e buone le prove di Stofella, Giordani, Pozza, Marini, Borsi, Berteotti, Milani, Lazzari, Dalla Torre e del mai vecchio Martini. Gli atleti del Ciclo Club Bressanone sono stati particolarmente sfortunati: malaugurati incidenti li hanno presi di mira quando si trovavano ancora in buone posizioni.
Sessantacinque sono stati i corridori che si sono presentati alla partenza: un numero veramente notevole se si pensa alle condizioni del tempo e delle strade. La Società ciclistica Atesina ha colto un nuovo successo di partecipazione e la “Coppa Ceccherini” ancora una volta ha detto parola di interesse nel quadro dell’attività ciclistica regionale.
L’organizzazione è stata buona e se un appunto si deve fare questo riguarda il servizio, Anzi la mancanza del servizio al seguito per coloro che si ritiravano o che erano costretti ad abbandonare per motivi di incidenti. Pavesi, ad esempio, a Funes, ha dovuto starsene solo in attesa… di chi non veniva.
Nelle macchine al seguito il presidente della giuria signor Tedeschi, il direttore di corsa cav. Tosi, il presidente della S. C. Atesina Ceccherini, il signor Zini dell’U.V.I e gli ufficiali di gara.
Gino Sembianti
Ordine di arrivo: 1) Modena Vasco, G.S. Cofler di Rovereto in ore 2 e 52’ alla media di 36,260 Km/h 2) Stofella Mario, Forti e veloci, a 2’02”, 3) Martini Angelo, Cofler di Rovereto, 4) Pozza Mario AltoAtesina Bolzano, 5) Vel. Club Trentino; 6. Borsi Roberto, S.S. Aurora Trento; 7. Postal Livio, Aurora Trento; 8. Dalla Torre Giuseppe, Vel. Club Trentino; Pintarelli Giuseppe, G.S. Cofler Rovereto; 10. Saretto Luigi, A.R.S. Merano; 11. Martini Flavio, U.S. Taio, 12, Parisi Rino, S.S Aurora Trento, tutti con il tempo di Stofella Mario; 14. Berteotti Luigi, G.S. Cinelli Gardolo a 7’25”; 15. Demozzi Narciso, Veloce Club Trentino, 16. Milani Lino, S.C. Alto Atesina Bolzano; 17. D’Andrea Livio, G.S. Cofler di Rovereto; 18. Tait Faustino; 19. Barcatta Rino; 20. Caliari Claudio; 21. Salizzoni Vittorio; 22. Lazzeri Vittorio; 23. Rigotti Gilio; 24. Cavoni Cesare; 25. Lachi Mario; 26. Russo Vincenzo; 27. Rover Carlo; 28. Zanin Luigi.
Partiti n. 63; arrivati n. 28. La “Coppa Ceccherini” viene assegnata definitivamente al G.S. Colfer di Rovereto per merito di Vasco Modena.
Alla prima edizione del Trofeo Nazionale Cadetti del 20 novembre 1949, con partenza e arrivo a Taormina, sono ammessi a partecipare solo i migliori ciclisti dilettanti d’Italia, qualificatisi attraverso le prove di selezione disputate nel corso della stagione nelle varie regioni italiane. Vasco, campione regionale, soddisfa appieno i requisiti.
Che sogno attraversare l’intera penisola, partire da Mori, in Trentino, per arrivare a Taormina, in Sicilia, e prender parte ad un confronto su scala nazionale! Nell’elenco dei partenti, ritrovato nel Corriere dello Sport (1949 – 30 – Fascicolo 275, p. 4), Vasco è segnato con il dorsale n. 39, e con il n. 38 c’è anche ”un certo” Rino Parisi della Aurora di Trento; quindi l’iscrizione sembra esserci stata, ma nella scatola dei ricordi nessuna cronaca o appunto sulla gara. Sempre dal Corriere dello Sport si sa solamente che all’ultimo momento gli organizzatori avevano eliminato la salita finale verso il centro di Taormina, ponendo tutte le premesse per un arrivo in volata. Ma alla fine non riporta nessun risultato della competizione.
Di questa gara rimane solo l’invito a partecipare, un documento ormai quasi storico, firmato da Vincenzo Torriani (1918-1996).
La Gazzetta dello Sport – ORGANIZZAZIONI –
S.E.S.S.• SOCIETÀ EDITRICE STAMPA SPORTIVA MILANO – VIA G. GALILEI, 7 – TELEF.: 66.031-2-3-4-5
Milano, 12 novembre 49
ESPRESSO
Preg.mo Signor MODENA VASCO
Oggetto: Trofeo Nazionale dei Cadetti Taormina 20 novembre 1949
Abbiano il piacere di confermarvi la vs/ ammissione alla fi=
nale del Trofeo in oggetto.
Il viaggio in II classe (andata e ritorno) nonchè traspor=
to della bicicletta, sarà a ns/ carico da Milano a Taormina.
A ns/ carico sarà pure il vitto e l’alloggio, dalla cena di
venerdì 18 nov. alla colazione di lunedì 21 nov. Per le ore 12.30 di giovedì 17 novembre dovrete trovarvi pres=
so questo Ufficio Organizzazione: GAZZETTA DELLO SPORT = MILANO =
VIA GALILEI, 7.
La partenza verrà da Milano alle ore 14.20 e con arrivo a Taor=
mina alle ore 14.56 del venerdì.
Vi raccomandiamo la puntualità assoluta circa il concentramento
qui in GAZZETTA. Siccome il viaggio avverrà in un unico treno per
tutte le Regioni, ogni vs/ inadempienza che dovesse comportare sup=
plemento di spesa, resterà a vs/ carico.
Accompagnatore sarà un incaricato di questo Ufficio Orga=
nizzazione (Sig. Carini) al quale potrete far capo per ogni vs/ oc=
correnza.
Per la spedizione della bicicletta potreste provvedere sin dal
lunedì, direttamente dal centro ferroviario prossino alla vs/ re=
sidenza fino a Taormina (come bagaglio) avendo però cura di sincerar=
vi presso i competenti organi ferroviari sulla sicura tempestività
d’arrivo e Taormina in tempo utile per la gara. Nel caso di incertez=
za meglio valervi del bagaglio appresso ad evitare irrimediabili
contrattempi.
SERVIZIO LOGISTICO: Taormina = Ente Turismo
Vogliate gradire distinti saluti.
IL CAPO UFFICIO ORGANIZZAZIONI (Rag. Vincenzo Torriani)
N.B. Raccomandiamo ai residenti fuori Milano di regolarsi con treno per giungere puntuali al concentramento. I posti d’alloggio e di pasto saranno naturalmente fissati da questa organizzazione.
10-11 settembre nella Trento – Conegliano – Trieste mi classificai rispettivamente 4° e 15°, e 8° in classifica
Il 2 ottobre una prestazione un po’ epica, mi classificai 3°, malgrado una foratura, nella Coppa Anaune
Mi ripresi una franca rivincita nel Giro del Garda stabilendo la media primato con 39,960 orari.
Le gare si susseguono. La Trento-Trieste per dilettanti, in due tappe, organizzata dal Veloce Club Trentino, vede la partecipazione di 83 corridori. Nella prima tappa, con traguardo a Conegliano, Vasco arriva quarto in volata dopo 175 km percorsi alla media di 39 km/h. Nella seconda tappa con traguardo Trieste si classifica al 15° posto posizionandosi ottavo nella classifica finale.
Buon risultato anche in Val di Non, nella Coppa Anaune, dove guadagna un bel terzo posto.
Ed infine, nell’autunno del 1949 Vasco coglie una grande vittoria nel Giro del Garda, stabilendo un record di gara e conquistando il titolo di campione regionale dei dilettanti 1949.
Par giusto qui ricordare a chi questo Giro del Garda fosse dedicato, con la denominazione di ”Coppa Frizzera”. Si tratta del giovane ragionier Aldo Frizzera, eletto Commissario regionale dell’U.V.I. nel 1930 e tragicamente deceduto a soli 24 anni il 5 luglio 1931, travolto da un’automobile nei pressi di Grigno, in Valsugana, mentre pedalava con altri verso le Scale di Primolano per assistere al passaggio di una gara ciclistica a cui prendeva parte, in particolare, Ermanno Moser. Fu proprio Frizzera, nel marzo del 1931, ad illustrare le nuove regole U.V.I. per essere insigniti del titolo di campione regionale: anzichè in una singola prova, come nel passato, il titolo per il campionato dilettanti veniva assegnato con una classifica a punti su cinque gare definite ad inizio stagione, tra le quali, in questa stagione, il Giro del Garda. Nel 1954 si tornerà alla prova unica.
Superba prova di Modena solo al traguardo di un velocissimo “Giro del Garda„
Il Giro del Garda, che quest’anno era valevole anche per la disputa della coppa «Aldo Frizzera» ha avuto un protagonista ed un dominatore: Vasco Modena, il quale dopo essere sempre stato nella pattuglia di testa lungo tutti i 150 chilometri del percorso, ha staccato tutti negli ultimi quindici chilometri ed è giunto solo al traguardo rivano, compiendo una impresa sportiva di notevole valore e che resterà nella storia di questa gara, la quale si svolge tra i più incantevoli panorami della nostra terra. Il giovane atleta della Cofler, ha ricalcato la corsa e l’impresa del suo maestro Piccolroaz, vincitore della terz’ultima edizione della gara: anche allora fuga e progressivo vantaggio sugli inseguitori, e vittoria per distacco con una dimostrazione di classe di eccezionale portata.
Un lotto di una quarantina di dilettanti era allineato alla partenza: oltre a Modena ed a Parisi, era allo «start» il veronese Begalli, vincitore dell’ultima coppa Anaune, l’altro veronese Falcioni, un giovane che va per la maggiore sulle strade venete, poi Turrini di Castelnuovo sul quale si fondavano le speranze di molti dirigenti scaligeri. Inizio velocissimo attraverso le gallerie della Gardesana occidentale, ma gruppo compatto, salvo qualche strappo fino alle zette di Cunettone, dopo Salò. Sulla non facile salita, scattano Turrini e Falzoni che prendono un lieve vantaggio, subito colmato da Modena che dimostra una combattività ed una attività notevole. In difficoltà, Gazzini, che ha qui iniziato a forare e lungo il percorso esaurirà poi la scorta dei tubolari, tanto da giungere al traguardo con una bicicletta presa a prestito lungo il percorso. A Peschiera si verifica la fase decisiva della corsa. Sotto un attacco improvviso e prolungato di Falzoni, si compone un gruppetto di testa che oltre al veronese comprende Modena, il vicentino Ferrari, Chemelli e Dallatorre, seguiti a brevissima distanza dal vicentino Piazzon. A Garda posizioni immutate mentre dietro, la fatica falcia nel gruppo degli inseguitori guidato con astuta tattica da Martini.
A Brenzone restano soli in testa Modena e Falzoni che però segue con evidente disagio la sostenutissima andatura imposta dall’atleta della Cofler. Parisi, irrimediabilmente staccato si ritira, dopo una corsa nella quale, ad abulie strane aveva aternato sprazzi fulgenti. E’ quella del giovane dell’Aurora una crisi che va al di là dei muscoli più o meno sciolti, una crisi di demoralizzazione che Parisi dovrà superare, prima di tornare, dominatore come era apparso, sulle strade trentine.
Quando Modena scatta decisamente verso Naven, Falzoni non riesce a tenere la ruota. La gara è vinta per Modena che passa da Riva solo con un minuto di vantaggio su Falzoni e su Ferrari che era riuscito a raggiungere il veronese. Lungo la Mazza il vantaggio di Modena raddoppia, mentre Ferrari cede di schianto. Sulla pista dello stadio rivano, trionfo di Modena applauditissimo. Lungo tutto il percorso folla eccezionale.
Organizzazione accuratissima da parte della “ciclismo” della Benacense.
La classifica è la seguente:
1. Modena Vasco del G. S. Cofler di Rovereto, che compie i 164,300 km. del percorso in ore 4 6′ 58″ alla media oraria di km. 39,910; 2. Falzoni Rodolfo del Pedale Scaligero, a 2′ 35″; 3. Ferrari Arturo della U. S. Fiumane, a 4′ 20″; 4. Chemelli Mario della Forti e Veloci di Trento, a 5′ 5”; 5. Dallatorre Giuseppe del V. C. Trento; 6. Piazzon Mario del CRAL Marzotto; 7. Rigotti Luigi del CRAL Marzotto; 8. Rossi Alfredo del Pedale Scaligero di Verona; 9. Martini Angelo della Cofler di Rovereto; 10. Begalli Mario del Pedale Scaligero di Verona.
Partiti 37, arrivati in tempo massimo 21.
Con questa vittoria, Vasco Modena si è anche aggiudicato il titolo di campione regionale dei dilettanti.
Ormai ero sulla strada buona ed una serie di soddisfacenti affermazioni mi attendeva. Infatti il 28 agosto vinsi con irrisoria facilità e con una foratura la Coppa Miramonti.
In pochi, davvero, i partecipanti alla gara, organizzata dalla precedente società sportiva di Vasco, la OLIVO di Arco, anche se ormai non dedita più al ciclismo con una squadra propria. Vasco si sente in dovere di partecipare, anche se a breve ci sarà il Giro a tappe delle Dolomiti. Il dott. Negri, grande appassionato sportivo, con cui è sempre rimasto in ottimi rapporti, merita che una delle stelle del momento faccia brillare la gara della sua OLIVO. Senza i soliti rivali, però, non c’è storia.
A Vasco Modena della Cofler la vittoria nella “Coppa Miramonti”
Vittorio Salizzoni della Forti e Veloci di Trento primo nel “Gran Premio della Montagna”
Trento, 28 – Un esiguo numero di concorrenti ha preso questa mattina il via per 12 disputa della Coppa «Miramonti», svoltasi sul percorso delle Giudicarie Garibaldine, attraverso le ardue valli del Sarche e del Chiese. Partiti da Arco alle ore 10.10, i concorrenti hanno toccato Riva, Molina di Ledro, Bezzecca, Tiano, Storo, Ca’ Rossa, Creto, Bondo, Tione. Da Tione per la ripidissima discesa che conduce a Ponte Arche, attraverso le Terme di Comano, i corridori hanno raggiunto Sarche, Pietramurata a Dro, Arco lungo la salita della Masa per rientrare a Riva e Arco dopo avere «tirato» una gara disputatissima su un percorso di 130 km.
Se al via si sono presentati soltanto 13 atleti, questo non lo si deve ad una deficienza degli organizzatori della Sportiva di Arco, ai quali anzi va il doveroso riconoscimento ai avere saputo curare la manifestazione in ogni minimo particolare, ma al fatto che, in previsione della disputa del Giro delle Dolomiti che avverrà giovedì prossimo, i grossi calibri del ciclismo trentino, hanno preferito godersi una giornata di riposo. Hanno tuttavia partecipato alla «Coppa Miramonti», Modena e D’Andrea, la qual presenza ha servito a spronare gli altri concorrenti, fra i quali abbiamo la soddisfazione di segnalare la rivelazione del giorno, Vittorio Salizzoni della «Forti e veloci». II giovane atleta rosso-blu, quantunque soltanto alla sua seconda competizione, ha infatti condotto la gara in maniera superba, arrivando a conquistare, nonostante tre successive forature, l’ambito premio della montagna.
Inutile dire che Modena ha dominato su tutti 130 chilometri di percorso, e questo avvalora ancor più l’affermazione del giovane Salizzoni, il quale ha, come dicemmo, conquistato il premio della montagna con un allungo da campione.
Al via dato dal presidente della Olivo di Arco, i 13 concorrenti, con un passo che si aggira sui 35-36 chilometri orari, arrivano a Riva dove attaccano subito la dura salita del Ponale. Dopo circa due chilometri di dura ascesa, i concorrenti si frazionano alquanto: sono in testa le maglie della Cofler, le quali si confondono con quelle due del «Veloce Club Trentino» (dello stesso colore), intercalate con quelle rosso-blu della «Forti e veloci».
Verso metà salita, le posizioni sono immutate e Modena tenta con un allungo di fuggire. Caliari, del «Veloce Club Trentino», gli si mette subito alla ruota e annulla cosi il tentativo. Modena e Caliari, che avevano guadagnato qualche metro, vengono subito raggiunti per opera della «recluta» Vittorio Salizzoni, il quale aveva tutte le buone intenzioni di farsi luce. Poco dopo vediamo terra, Vettorazzo, urtato da un ciclista, si rialza subito, si riprende e parte. Dopo questo incidente fortunatamente senza conseguenze, proseguiamo avanti, ospiti della «Topolino» del signor Ferruccio Calzà assieme al dott. Negri, e raggiungiamo i primi.
Sono in testa Modena, Salizzoni, Caliari e Bianchi. Siamo ora a tre chilometri dalla fine della salita. Modena allunga, Salizzoni si mette alla sua ruota, lo sorpassa e fa il passo. Caliari, che è stato lievemente staccato, si riprende e raggiunge i tre. Al chilometro dal culmine la lotta si fa ancora più accanita, e questo perché a Molina di Ledro è in palio il «Gran Premio della Montagna».
Modena scatta ancora una volta e Salizzoni gli si pone a fianco. Bianchi e Caliari si fanno staccare. All’ingresso di Molina scatta nuovamente Modena, ma il rosso-blu non si lascia sorprendere e gli si affianca ancora, lo sorpassa e guadagna qualche metro. Modena ritenta ancora, ma il suo sforzo è vano in quanto Salizzoni taglia vittorioso il traguardo della montagna. Modena è così battuto!
Dopo la salita i quattro sono ancora assieme e camminano con un passo turistico; di questo ne approfittano i ritardatati e in breve volger di tempo il gruppo è nuovamente compatto. Dopo vari tentativi effettuati da Modena, Salizzoni e Caliari, i concorrenti, sempre in gruppo, raggiungono Condino: frazionamento sulla salita che conduce a Lardaro e nuovo ricongiungimento.
Prima di giungere a Tione, Modena fora, ma i suoi avversari, forse non accorgendosi di quanto è avvenuto, non sferrano il temuto attacco: il campione, roveretano può cosi ricongiungersi. Dopo 500 metri è a terra Tamanini, a 1 chilometro fora Caliari: Modena scatta e passa solo a Tione alle ore 12.30. Nella discesa su Ponte Arche, il giallo-blu acquista rapidamente un sensibile vantaggio, che aumenta di minuto in minuto.
E’ il capitolo decisivo di tutta la gara. A Terme di Comano egli ha quattro minuti su Caliari e il gruppo. L’inseguimento condotto a fortissima andatura da Livio D’Andrea, permette al corridore roveretano di staccare completamente tutti, assicurandosi così il secondo posto.
Per il resto della gara, una passeggiata solitaria di Modena che si conclude con la vittoria finale. Il pur bravo Salizzoni è scomparso dalla lotta per altre due forature.
Ecco l’ordine d’arrivo:
1) MODENA VASCO – Cofler Rovereto, che compie il percorso di km. 130 in ore 4, alla media di km. 32.400; 2) D’Andrea Livio – Cofler Rovereto, a 4’55”; 3) Rizzoli Mario – Velo Sport di Mezzocorona, 10′; 4) Chemelli Mario – Forti e veloci; 5) Gobbi Mario – CRAL I.N.A. Mori; 6) Caliari Claudio – Veloce Club Trentino; 7) Bianchi Mario – CRAL I.N.A. Mori; 8) Borsi Roberto – Veloce Club Trentino; 9) Lanzingher Luigi – Dopolavoro Ferroviario Trento; 10) Pozza Mario – Alto Atesina Bolzano; 11) Salizzoni Vittorio – Forti e veloci Trento;
Il 14-8 finalmente una sonante vittoria e proprio sul mio amico Parisi (1° in salita – 1° a cronometro)
Si tratta della coppa Tergeste, messa in palio da una rinomata casa del caffè di Trieste. Ritorna così la tanto ambita vittoria, e questa volta in una gara su due frazioni, la prima in linea, sulla salita Trento – Serraia, e la seconda a cronometro, nel pomeriggio, sempre sull’altopiano di Pinè. Entrambe le frazioni sono appannaggio di Vasco, che nella classifica generale si ritrova davanti a Rino Parisi. Finalmente!
Ma Rino non tarderà molto a guadagnare una vittoria su Vasco, in questo entusiasmante duello.
Vasco Modena sbaraglia tutti nella coppa Tergeste vincendo la Trento – Serraia ed il tratto a cronometro
La coppa all’U.S. Aurora
La coppa Tergeste, che ad organizzazione della Unione Sportiva Aurora di Trento, si correva domenica sugli itinerari dell’ Altopiano di Pinè, ha visto una schiacciante, spettacolosa affermazione di Vasco Modena che si è concesso il lusso di dominare tutti gli avversari, Rino Parisi compreso, su entrambi i tratti della gara: quello in salita in linea e quello a cronometro.
L’affermazione del classico corridorino roveretano, è stata netta, autoritaria, decisiva ed ha convinto i tecnici che anche in salita pura – ritenuta un incontestabile regno di Rino Parisi – Vasco Modena non è secondo A nessuno ed ha perlomeno altrettante possibilità di vittoria del suo accreditato avversario. Una cinquantina di concorrenti hanno preso parte alla corsa che ha visto nel primo tratto – oltre alla vittoria di Modena ed all’affermazione di Parisi – le prove egregie di Tranquillo Segato e di Claudio Caliari e le sorprese di Mario Bianchi, di Lino Milani e di Luciano Parisi.
Nella successiva tappa a cronometro Vasco Modena ripeteva, accentuandolo, il suo successo della mattina, regolando Segato, il bravissimo Troiani, Parisi, Caliari, Stofella.
Un pubblico fortissimo di villeggianti, turisti ed appassionati convenuti sull’altopiano da Trento e Valsugana, ha fatto cornice alla competizione la cui formula si è dimostrata felice oltre che originale.
L’unione sportiva Aurora (che deve affrettarsi ad acquistare un armadio gigante) ha vinto anche la Coppa Tergeste, che era stata messa gentilmente in palio dalla nota casa di caffè Tergeste di Trieste.
Commissario UVI rag. Zini; Cronometristi Giuliani e Tedeschi.
Ecco l’ordine di arrivo della Trento – Serraia in linea: 1. MODENA Vasco, Cofler Rovereto 46’ 07” media 37,760. 2. Parisi Rino U.S. Aurora Trento a 27”. 3. Segato Tranquillo, S.C. Alto Atesina Bolzano a 1’ 26”; 4. Bianchi Mario, Montecatini Mori a 1’ 34”; 5. Caliari Claudio, Veloce Club Trentino a 1’ 55”; 6.. Milani Lino, SC Alto Atesina Bolzano a 2’ 06”; 7. Pozza Mario idem a 2’33”; 8. Parisi Luciano, Dopolavoro ferroviario Trento, idem; 9. Stofella Mario, Forti e Veloci Trento, idem; 10. Ramus Giovanni, S.C. Alto Atesina Bolzano a 2’ 34”; seguono altri 28 concorrenti in tempo massimo.
Classifica del tratto a cronometro (Baselga, Brusago, Baselga di km 18,200): 1. MODENA Vasco, in 29’ e 21”media 36, 840. 2. Segato Tranquillo in 30’ 22”; 3. Troiani Angelo in 30’ 54”; 4:00. Parisi Rino in 30’ 59”; 5.. Caliari Claudio, veloce Club; 6. Stofella Mario in 31’ 27”; 7. D’Andrea Livio in 31’34”; 8.. Pozza Mario in 31’36” 9. Della Torre Giuseppe in 31’ 49”; 10.. Parisi Luciano in 31’ 50”.
Fu in quest’altra sconfitta che ritrovai me stesso. Rinfrancato nel fisico e nel morale partecipai il 10-7 ad una gara a Cogollo del Cengio. Partecipanti: i migliori dilettanti veneti e il solito Parisi. Mi scatenai in partenza, giunsi solo, con 2′ 40”, con una foratura.
Inizia così una specie di balletto di vittorie tra Vasco e Rino. Se da una parte i due nomi non possono essere disgiunti nel ciclismo trentino, dall’altra la tifoseria locale si divide in due, diventa bipolare: chi per Modena, chi per Parisi. Questa volta la vittoria tocca a Vasco, nella coppa Granatieri del Cengio.
Il “trentino di turno„ nel Veneto
Vasco Modena ritorna alla vittoria aggiudicandosi per distacco la coppa “Granatieri del Cengio„
Non v’ha dubbio che questa è l’annata di grazia del ciclismo tridentino! Dopo i successi strabilianti ed a catena di Rino Parisi, che avevano leggermente offuscato la «stella» Modena, ecco quest’ultimo ritornare in campo nella severa e disputatissima 3.a Coppa «Granatieri del Cengio»: svoltasi a Cogollo del Cengio con la partecipazione di oltre 70 concorrenti d’ogni provincia del Veneto.
Vasco Modena, l’aquilotto della Cofler di Rovereto, ha disputato una gara magistrale e, se una foratura in prossimità di Caltrano non gli avesse fatto perdere 3′, sarebbe giunto al traguardo con oltre 4′ di vantaggio. In questa gara, che ha visto il crollo di atleti della classe di Brumani, Zanconato, ecc., il trentino Rino Parisi (giunto 11.0) ha forato la bellezza di tre gomme, Angelo Martini ha completato il successo della Cofler classificandosi decimo. Ecco l’ordine di arrivo: 1. Modena Vasco del Gruppo Sportivo Cofler di Rovereto, che compie i 125 km. in 3.35′, alla media di km. 35.100, primo degli juniores; 2. Zampieri Germano; G. S. Rovigo a 1′; Pivato Cesare, V. S. Bassano a 2′ 10″; 4. Rampazzo Luigi, G. S. Bartali di Fiesso d’Artico a 3′, secondo degli juniores; 5. Baldan Walter id. s.t.; 6. Peron Gino; G. S. Bartali s.t; 7. Rigoni Pietro, V. C. Vicenza a 5′; 8. Giovacchin Giuseppe, id. a 10′; 9. Piazzon Mario, CRAL Marzotto; 10.Martini Angelo, Cofler Rovereto.
La coppa Granatieri del Cengio vuole fare memoria dei numerosi soldati caduti nel primo conflitto sul monte Cengio a fine maggio del 1916, molti dei quali appartenenti al reparto dei Granatieri di Sardegna.
La sanguinosa battaglia si combatté tra gli eserciti austroungarico e italiano durante la prima Guerra mondiale sul monte Cengio, nel comune di Cogollo, baluardo per la difesa dell’altopiano di Asiago. 6000 furono i Granatieri di Sardegna giunti in zona il 22 Maggio 1916, circa 1200 i superstiti. Le perdite complessivamente registrate dalla brigata Granatieri di Sardegna e dai reggimenti di fanteria in soli sei giorni – dal 29 maggio al 3 giugno – tra morti, dispersi e feriti, ammonta a 10 264 uomini. Dal 1967 il Monte Cengio è Zona Sacra.
Il 16-5 fu la mia prima uscita in altre regioni, corsi a Varese, mi presi una solenne tirata di collo, ma imparai molte cose. Arrivai 28° a 6′.
22-5. Giornata memorabile per me, piena di gloria, tutti i giornali parlavano di me come un astro nascente. Non mi montavo la testa, ma sinceramente ero felice. Vinsi da signore il 1. G.P. Lane Borgosesia con altri 100 corridori venuti da ogni parte dell’Alta Italia. In quest’occasione ebbi l’amara sorpresa di trovare chi potesse battermi in salita. Rino Parisi da questo momento sarà il mio più accanito rivale.
Nel quadernetto sono ricordate due gare, con finali assai diversi. La prima, pur non sapendo a quale competizione faccia riferimento, dimostra a Vasco come la sconfitta sia utile per far emergere i propri punti deboli, punti su cui lavorare. La seconda sembra quasi la messa in pratica dell’esperienza appena acquisita. Un “trionfo”. I giornali disegnano il profilo di Vasco Modena e ne fanno un parallelo con Fausto Coppi (in scala 1:16, s’intende) .
Alcuni atleti della Cofler alla partenza del Giro dei Laghi – GP Lane Borgosesia. Vasco è il quarto, da sinistra, al suo fianco Giannino Piccolroaz in tenuta da motociclista, mentre alla sua destra l’amico Attilio Castellani.
Soluzione di forza
Di questa prima riuscitissima edizione del giro dei laghi noi tutti del seguito che abbiamo avuto la fortuna di poterla vivere intensamente serberemo un ricordo indelebile. Per parlare in maniera acconcia della magnifica corsa organizzata in modo veramente encomiabile dal Veloce Club Trentino grazie alla munificenza della Manifattura Lane Borgosesia, è necessario attingere abbondantemente nel superlativo. E’ stata la Sanremo del dilettantismo tridentino, una Sanremo in sedicesimi si intende, ma in tutto e per tutto degna della grande e prestigiosa corsa salita ormai ai fastigi internazionali. Qua come là un percorso variato, tecnicamente completo e severo, saturo di motivi coloristici, quasi una serie di cartoline panoramiche sciorinatevi dinanzi agli occhi da un abile propagandista turistico. Là il verde della pianura lombarda, qua il verde dei pascoli della Valsugana, là l’azzurro incantevole Tirreno, qua l’azzurro dei leggiadri specchi lacustri disseminati da una mano sapiente. Là le ondulazioni dei contrafforti appenninici, qua la chiostra superba dei nostri monti. Neppure il sole è mancato all’appuntamento, inatteso, e perciò maggiormente gradito, ha voluto rivaleggiare con quello della Riviera. Al traguardo ci siamo guardati in viso, non avremmo guadagnato una cera più rosea neppure se fossimo andati di proposito in qualche luogo celebre a fare una cura elioterapica. Amici del veloce Club Trentino non cambiate più il percorso di questa vostra magnifica gara, neppure di una virgola, sarebbe come toccare con mani profane un capolavoro d’arte. Schieramento regionale dei concorrenti al gran completo, oltre a una rappresentanza extra regionale signora non mai eguagliata, col risultato prevedibile di scatenare una lotta decisa fin dai primi km. un seguito imponente degno veramente della Sanremo. macchine e moto della giuria, macchine e moto delle società, macchine dei giornali con nugoli di manifestini ( una delle nostre macchine, il camioncino messoci gentilmente a disposizione per la propaganda dalla ditta gamberoni, di rovereto, era addirittura fornito di una coppia di strepitosi altoparlanti), poi e di “vespe”, “Mosquito” ,”Cucciolo” “Lecce” ecc. tra i casolari remoti di Vigolo alcuni vecchi montanari con mastodontiche pipe fumiganti guardavano venir su la multicolore rombante carovana per quelle strade di inferno. grande sconquasso di ferramenta, anziché di motori, e sulle macchine uomini gesticolanti. in mezzo a tanta baraonda giovanottoni con un numero sulla schiena che pedalavano in un bagno di sudore. Scrollavano la testa impassibili, quei vecchi, devono aver pensato che qualche incauto guardiano aveva lasciato aperte le porte del manicomio di Pergine.
Un particolare nell’articolo: schizzo del profilo di Vasco (non proprio somigliante)
Alla Sanremo gli strappi del Turchino di Capo Cervo e Capo Berta, al Giro dei Laghi lo strappo micidiale di Vigolo, quello di Cadine e quello della Torbole. E che dire dell’entusiasmo delle fitte ali al popolo ai bordi delle strade, in ogni attraversamento e sui punti strategici? Infine non è mancata neppure la vittoria netta per distacco del gran favorito, là Fausto Coppi qui Vasco Modena. Autentica promessa del ciclismo trentino, Modena Vasco, della Cofler di Rovereto, 20 anni non ancora suonati, ha riconfermato, qualora ve ne fosse stato ancora bisogno, le sue qualità di scalatore impareggiabile e passista poderoso. Modena ha dunque come Coppi il passo del K.O. Domenica però ha dimostrato anche di saper correre con molto acume e intelligenza: diremo quasi che ha il passo del K.O. scientifico. Ha lasciato che i rivali più forti si sbizzarrissero e si fiaccassero sui primi due durissimi strappi, accontentandosi di sorvegliarli a distanza ravvicinata. Così a Vigolo si è lasciato precedere da Brumani e Parisi, A Cadine dal solo Parisi. Ciò gli è costato il Gran Premio della Montagna, ma non era questo il suo principale obiettivo. Poi dato che il sorprendente Parisi dell’Aurora di Trento, ( un’altra stella all’orizzonte) era intenzionato a proseguire nella fuga, se ne sono andati di buon accordo fino ad Arco. Qui Modena ha progressivamente aumentato il ritmo della pedalata, staccando quasi impercettibilmente, metro per metro, l’avversario. Sulle rampe della Torbole ha poi piazzato Il colpo decisivo. E’ stato un piacere, un vero spettacolo vederlo venir su ritmico e composto tra le guizzanti evoluzioni della moto del suo direttore Piccolroaz che lo incitava e lo innaffiava senza parsimonia. Sui dirupi delle Marmitte dei Giganti c’erano tutti gli sportivi di Mori, il paese di Modena. Attendevano sperando che sarebbe arrivato solo. Parisi invece sulla Torbole si è esaurito e si farà poi raggiungere dagli inseguitori ma, come nella Bolzano Sciaves, si è imposto all’attenzione dei tecnici, si farà. A Rovereto Modena è transitato con 2’47” su Parisi, ma nei restanti 25 km che portano a Trento tirando come un diretto a 40 all’ora, ciò ha contribuito a rialzare la media generale fin quasi ai 36, ha guadagnato ancora 1’30” giungendo al traguardo con 5’ sullo scledense Comberlato e 6’01“ sul gruppo dominato in volata da Segato Tranquillo. Di Modena e Parisi abbiamo detto; Segato, che avevamo incluso con D’Andrea e Borsi tra i favoriti della vigilia, ha disputato come al solito una gara generosissima e accorta, D’Andrea appiedato per una foratura a Levico è transitato da Vigolo e poi da Cadine con un forte ritardo dai primi, nel finale però è rinvenuto forte insieme con Gazzini. Borsi invece ha avuto una grave crisi a Cadine che lo ha stremato, comunque è arrivato al traguardo. Ottima inoltre la prova del inesauri…
Vasco riceve tanti messaggi di congratulazioni per questa vittoria, tra le quali una lettera ricca di passione sportiva del dott. Enrico Negri della Olivo di Arco (la sua precedente Società) e quella più formale del sindaco del suo paese natale, Mori.
UNA GRANDE CORSA – UN GRANDE VINCITORE
Vasco Modena del G.S. Cofler di Rovereto vince con distacco il G.P. Lane Borgosesia organizzato dal V.C. Trentino
Generosa gara di Rino Parisi dell’ U.S. Aurora di Trento vincitore del premio della montagna. Folle entusiaste su tutto il percorso – Lotta vivacissima – Organizzazione impeccabile
Corriere Trentino, 24 maggio ’49
Folla e automezzi di ogni calibro e portata in via Grazioli al ritrovo di partenza di questo Gran Premio Lane Borgosesia che si snodava sull’anello dei Laghi di Caldonazzo e Levico e su quello del cosiddetto “Giro di Riva” con annessi laghi di S. Massenza, Toblino e, magismagisque, il bellissimo Benaco, per non parlare del modesto di Loppio. La mirabile organizzazione del Veloce Club Trentino, il cui presidente Comm. Ettore Mayr ha trovato nel vicepresidente Mario Niccolini l’iniziatore, l’animatore onnipresente, e valido aiuto nel geom. Colle, rag. Battisti, Cerretti, Franceschi, Gerloni, Conci, Molinari, Widmann, Roat, e tutti gli altri preziosi collaboratori di questo sempre giovane sodalizio dalle antiche tradizioni, ha donato agli sportivi della provincia questa bellissima competizione ciclistica che ha avuto dagli atleti il dono della lotta più scapigliata, più ardente. Già al mattino in piazza Italia, si erano svolte le complesse operazioni di punzonatura, meticolosamente curate dai signori Tedeschi – sempre sulla breccia – dei Grazioli, Zanetti, Ropelato, Bettega e altri, vigile controllo tecnico del preciso commissario dell’UVI Foradori. L’apparente pacatezza che copriva i preliminari di corsa, quasi di cerimonia, è scomparsa repentinamente al momento del “via” dato alle ore 14.40 dal dottor Angelo Ferrari delle “Lane Borgosesia”, la manifattura vanto dell’industria laniera italiana cui si deve la dotazione di questo magnifico “Gran Premio”. I 105 partenti – cifra record – sembrano infatti morsi dalla tarantola non appena la bandierina di partenza si è abbassata, la tarantola è un atleta della u.s. Aurora di Trento, Rino Parisi, che morde nel folto del gruppo assot (refuso) prova della salita di Ponte Alto in cima alla quale egli guida davanti a Segato di Bolzano e Brumani di Valdagno. questo terzetto passa con un lieve vantaggio sul resto dei concorrenti suddivisi in gruppi a breve contatto l’uno dall’altro che lottano gomito a gomito sulla magnifica strada che conduce a Pergine. Lo scledense Castaldetto, che si ritira, i bolzanini Brunello e Nion sono vittime di una caduta, mentre Pergine è raggiunta alle ore 14:30.
La generosa gara di Parisi – Di nuovo il meraviglioso Parisi passa a condurre di scatto e, dopo essersi aggiudicato il traguardo posto dagli sportivi al bivio di San Cristoforo (Dallatorre e Fogal gli sono a ruota) tira come un dannato sulla successiva salita del “Tegazz”. Il traguardo di Levico – ordine perfetto nella cittadina valsuganese – è vinto del bassanese Brotto su Mascanzoni della Fumana. Cominciano ora i guai per le gomme perché la corsa abbandona, quanto a malincuore! l’asfalto e si butta sulla strada che conduce a Caldonazzo inghiaiata non poco. Forano infatti il roveretano D’Andrea che sarà protagonista di un inseguimento spettacoloso, Hindi il trevigiano Dall’Antonia nonché Gorna della Forti e Veloci. Il gruppo si è fatto prudente e si va ingrossando: sembra si raccolga in attesa di affrontare la dura salita che lo attende punto Caldonazzo è raggiunta alle 14:51 è di fronte alla numerosa folla entusiasta Meneghini di Montorio vince il traguardo su Mascanzoni davanti ad un folto gruppo. A Calceranica comincia la salita che per Bosentino porta a Vigolo Vattaro.la strada, ancor più cattiva per il fondo continua a mietere vittime: il meranese Lachi, Uber della Cinelli per forature, l’anziano Brunialti per la catena, si ritira Casagrande di Verona: la fatica è ardua, tutti i corridori sono disseminati sotto l’azione irruente di Parisi che è battagliero è pronto quanto mai. A Vigolo Vattaro il traguardo è vinto da Brumani che sorprende Parisi fin troppo generoso, quindi seguono il trevigiano Munerotto e lo scledense Sella. ma nulla di decisivo ancora poiché i migliori sono subito lì, ruota a ruota: Roman, Modena, Segato Tranquillo, Martini, Comberlato, Rizzoli, Kerschbaumer, Troiani ed altri ancora. La discesa succhia a precipizio i ciclisti che protesi in avanti somigliano a falchi che per ali hanno vorticose ruote. la ghiaia vuole ancora vittime e così sul ciglio della strada sono fermi Padovani di Castelnuovo, lo scledense Mambrino assieme al montoriese Fiorentini, Stenico e subito dopo Bonvecchio della Forti e Veloci, e anche Munerotto, fin qui uno dei migliori, che ripara e insegue a fulmine, ma poi ha un altro incidente e si ritira subito dopo Valsorda. Fora anche Pozza di Bolzano e nel polverone dove navigano comparenti scomparenti macchine, ciclisti, moto, Dalfovo è in difficoltà e scende prudente. Altre forature, proprio in vista di Trento: Kerschbaumer di Mezzocorona, Della Vecchia di Schio che viene atteso dal compagno Zordan, Bertolesi di Montorio. Finalmente si riprende l’asfalto e si giunge a Trento dove i concorrenti transitano con alla testa Segato Tranquillo e il solito Rino Parisi. Ma subito c’è la salita di Cadine e il sempre generoso atleta dell’Aurora di Trento parte all’attacco. Ma Modena, cosa fa? se ne sta alla finestra a sorvegliare quasi preoccupato gli attacchi a ripetizione di Parisi. Ora sente che l’avversario si impegna, e non è il caso di scherzare.
Vasco Modena e Rino Parisi (foto relativa alla edizione 1950 del Giro dei Laghi)
La fuga di Parisi e Modena – La lotta vede ora emergere i protagonisti della seconda metà della gara e chi ne va di mezzo sono gli altri. Risalendo dalla coda della corsa troviamo Dallagiacoma del Dopolavoro ferroviario di Trento che guida un plotoncino, più in su si ferma Mosca di Bolzano, poi, altro plotoncino energicamente guidato da Chemelli della Forti e Veloci, indi Righetti della Pancera alla ruota di Segato Guglielmo, poi il bassanese Brotto, mentre il mestrino Carraro si ritira. Più avanti ancora gruppi e gruppetti si inseguono; c’è ancora chi fora ed è Ciro Di Este mentre il fratello Pietro è più in su. il gruppo è tutto sconvolto ed altri ancora risaliamo; fra di essi Stofella del Veloce Club, Bianchi dell’INA di Mori. La causa è sempre di quel cavallone di Parisi che ha tirato il collo a tutti e che passa al culmine di Cadine nei con 20” su Modena. A 1’ 58” Segato Tranquillo, indi Piazzin, il sorprendente Calliari del V.C. Trentino. La gara si sta per decidere: subito dopo Cadine Modena, con armoniosa pedalata riacciuffa Parisi che ha rallentato ad attenderlo. Lo stesso fa Segato con Cumberlato. Dietro a questi inseguono il sorridente Piazzin con alla ruota Calliari ottimo fin qui. dietro a questi si è formato un gruppo con i roveretani Martini e D’Andrea, Turrini, Carnelos, Baggio, Roman, Fogal, Mascanzoni, Brumani, Stella. Nei pressi di Padergnone il brillante Turini della Pancera fa una brutta caduta che lo attarderà notevolmente. A S. Massenza i passaggi avvengono nel seguente ordine: alle 16:02 Parisi seguito come un’ombra da Modena, a 40” Segato e Cumberlato, a 1’ 05” Calliari, indi a 2’ 40” Il gruppo inseguitore guidato da Mascanzoni. La lotta è accesissima in questo gruppo nel quale entra in azione Roman che alle Sarche trascina con sé Fogal, Brumani e la… sentinella Martini.
Modena solo alla vittoria – All’imbocco del ponte sul Sarca all’ingresso di Arco, Modena opera un allungo prepotente che sorprende Parisi in leggera crisi e lo distacca di un centinaio di metri, raccogliendo gli applausi di una folla di appassionati che gremisce i bordi della cittadina. La lotta fra i due è appassionante ma Parisi, che risente del troppo generoso prodigarsi nella gara, va cedendo e Modena con elegante azione prosegue inesorabile nella fuga. Folla enorme a Riva e ordine perfetto, indi l’ultima asperità della giornata: la salita di Nago. Al vertice di San Giovanni Modena passa alle 16:54; seguono a 2’ e 30” Parisi, a 3’ Comberlato che si è fatto avanti, a 5’ Brunani che precede di poco Martini e Segato Tranquillo; indi Fogal e Roman tutti protesi all’inseguimento. Calliari è scomparso dalla lotta che si fa veemente per le piazze d’onore. Comberlato nella discesa raggiunge e lascia Parisi ormai provato ma che si batte con disperata volontà perdendo purtroppo terreno. A Rovereto folla delle grandi occasioni acclama Modena che a S. Ilario transita alle 17 18’ 50” seguito a 2’ 40” da Comberlato, a 3’ 30” da Parisi, a 4’15” da Segato e Martini. Oramai non c’è più nulla da fare contro Modena che vola galvanizzato verso la vittoria che lo attende con le sue lunghe braccia nereggiante di folla a Trento in Corso Rosmini. Comberlato si accontenta di difendersi dal finale di Brumani, Segato, Martini e Fogal che hanno ingoiato Parisi, mentre Roman sul finale di gara diviene opaco e si fa staccare.Ecco l’ordine di arrivo: 1. MODENA VASCO (C.S. Cofler, Rovereto) che percorre i 131 km in ore 3.43 alla media di km 35,246; 2. Comberlato Arduino (Veloce Club – Schio) a 5’; 3. Segato Tranquillo a 7’; 4) Martini Angelo (Cofler, Rovereto); 5) Brumani (C.C. Marzotto Valdagno); 6)Parisi Rino (S.S. Aurora, Trento); 7. Fogal Francesco (U.C. Giorgione Castelfranco) tutti col tempo di Segato; 8. Roman Giovanni (Dop. Ferr. Treviso) a 8’; 9. D’Andrea Livio (Cofler, Rovereto) a 9’; 10. Gazzini Luigi; 11. Trevisan Ignazio; 12. Carnelos Ciro; 13. Dalbello Vittorio; 14. Borsi Roberto; 15. Calliari Carlo.
Classifica Premio della Montagna: 1. Parisi Rino US Aurora p. 13; 2. Modena Vasco (G.S. Cofler, Rovereto) p.12; 3. Comberlato A (V.C. Schio). Premi: 1. Orologio Venus, Parisi Rino C.S. Aurora Trento; 2. Cassetta prodotti F.lli Branca Milano, Modena Vasco G.S. Cofler Rovereto; 3. Tuta dopo sport della casa Perfecta Torino, Comberlato Arduino Veloce Club Schio.
Gara eliminatoria regionale per la Coppa Italia dilettanti a squadre svoltasi a cronometro sul percorso Trento-Avio-Trento. La Cofler dispiega la squadra, rivelatasi vincente, composta da Castellani, D’Andrea, Martini e Modena. Per motivi tecnici, la finale, prevista il 26 maggio a Treviso sul circuito di Postumia, non vede però la presenza della squadra.
Alla “Cofler„ di Rovereto il campionato regionale a squadre
Trento, 8 – Si è corsa ieri la gara a squadre della Venezia Tridentina, gara questa, che doveva sostituire la eliminatoria della Coppa Italia, che per disposizioni federali è stata all’ultimo momento sospesa, in quanto la nostra regione era aggregata al Veneto. In conseguenza di questa disposizione, solo pochissime squadre della nostra regione, ossia quelle finanziariamente meglio dotate, avrebbero potuto sobbarcarsi la trasferta a Padova senza per altro tener conto che, da moltissimo tempo, le eliminatorie regionali di Coppa Italia, si tengono nella nostra regione.
Quindi l’U.V.I. ha deciso di non partecipare come disposto alle eliminatoria di Padova, e ritenendo valida quale eliminatoria regionale la prova di ieri, inviare alla finale di Treviso la squadra vincente.
La competizione a squadre, ha rivelato una chiara superiorità del complesso della Cofler di Rovereto, che grazie alle prestazioni dei Modena, D’Andrea, Castellani, nonché del sempre giovane Martini (sempre pronto a dare lezioni ai giovani, il «vecio»!) è riuscita ad aggiudicarsi la palma della vittoria, precedendo le squadre di Mezzocorona, Atesina di Bolzano, Forti e veloci Trento e la altre di cui dirà meglio la classifica. Ecco l’ordine d’arrivo:1. Cofler Rovereto (Martini, D’Andrea, Modena e Castellani), che compie il percorso di km. 9O in ore 2. 22’58” alla media oraria di km. 38,610; 2. Velo Sport di Mezzocorona (Michellotti, Rigotti, Kerschbaumer, Rizzoli), ore 2.25’22”; 3. S. S. Altoatesina Bolzano (Segato Tranquillo, Segato G., Pozza, Carretta) in ore 2.28’17”; 4. Forti e veloci (A) (Tamanini, Chemelli, Stoffella, Gorna), in ore 2.29′; 5. U. S. Aurora Trento (Condini, Carraro, Parisi, Troiani) in 2.25’22”; 6. Altoatesina Bolzano (B) (Mosca, Russo, Sartini, Santini), 2.31’26”; 7. Cinelli Gardolo (Lazzeri, Uber, Albertini, Porcelli), 2.32’11”; 8. Altoatesina (C); 9. Dopolavoro ferroviario Trento; 10. U. S. Quercia Rovereto; 11. CRAL Montecatini Mori; 12. Forti e veloci Trento (B); 13. Forti e veloci Trento (C). Carlo Fondriest
Coppa Italia alla Cofler di Rovereto
Mezzocorona, Alto Atesina, Forti e Veloci ai posti d’onore
Le gare a cronometro sono delle autentiche prove di forza, di classe, di raziocinio, specie quella a squadre che presuppongono un affiatamento fra i concorrenti, l’esecuzione razionale e diligente di precisi ordini di scuderia, una costante percezione delle condizioni fisiche dei compagni di squadra.
Ecco perché il vittorioso di una corsa a cronometro è per noi un atleta completo, ecco perché una squadra che si aggiudica una gara merita l’appellativo di squadra migliore. Così è dunque del quartetto blu-giallo della roveretana Cofler, la società che sarà questo anno il “sodalizio da battere”. L’anziano Martini che, come il borgogna, più invecchia più diventa forte, la recluta prodigio Modena che impressiona per la facilità dello stile e la regolarità delle sue prestazioni, il giovanissimo Castellani che è al suo secondo anno di gare e già mette fuori gli unghioni e il campione regionale 1948 Livio D’Andrea che è tutto felice di essersi fatto fare l’appendicite perché adesso va più forte, questi quattro con Giannino Piccolroaz, il “girino” che tanto ammirammo in un Giro d’italia, sono gli artefici della sonante, netta, probativa vittoria nella gara di domenica.
Il percorso (la Trento Avio Trento) piatto, asfaltato, invitante alla velocità era in realtà domenica un percorso tranello: scorrevole nell’andata si fece durissimo nel ritorno a causa del vento che soffiava forte e deciso sul viso e sulla stanchezza dei corridori. Un percorso comunque ben scelto, controllato da un perfetto servizio d’ordine.
14 squadre (cifra che non ha precedenti nella storia della Coppa Italia Tridentina) si parte partenza, tu migliori, e eccezion fatta per il ci c. Bressanone Impossibilitato a partecipare per la indisposizione di Zamolo. Carlo Foradori, «cronos» di prammatica nelle gare ciclistiche, dà il via alla squadra, il Velo Sport Mezzocorona, detentrice del titolo dello scorso anno è fermamente decisa a vendere cara la pelle, ma giustamente seccata della sorte che la indica quale volpe alla muta dei levrieri inseguitori
La gara è a cronometro e le squadre partono di 3‘ in 3’: è giocoforza seguire la lotta con il cronometro in mano sezionando la corsa in tanti tronconi. E’ ciò che facciamo; a Rovereto abbiamo i primi conati dell’offensiva della Cofler ed ancor più ad Avio (esattamente a metà della corsa) dove possiamo già saggiare il polso delle contendenti. La Cofler è prima, Mezzocorona seconda, la Cinelli terza; una squadra della Forti e Veloci ha perduto Brunialti per noie meccaniche, l’altra ha 3 atleti che vanno d’accordo come… tre ruote in un carro; il veloce Club Trentino ha lasciato Borsi alle caserme di Trento con il cambio rotto ed ha Della Torre in difficoltà (poco dopo avverrà il ritiro); l’Alto Atesina ha perduto Carretta, scoppiato; l’INA di Mori ha forato due gomme. Nel ritorno seguiamo per un po’ la squadra che poi vincerà, la Cofler. Ha raggiunto la Forti e Veloci e per una decina di chilometri si sviluppa una battaglia meravigliosa fra le due formazioni che non intendono cedere. Poi ci precipitiamo all’arrivo pilotati del vicepresidente del Veloce Club sig. Nicolini fulcro animatore dell’anziano sodalizio trentino.
Le impressioni sulla corsa? niente da aggiungere a quanto già detto per la Cofler: ha vinto la più forte in campo. Bene però anche la squadra rosso verde del velo Sport Mezzocorona guidata da un Michelotti che è un miracolo di volontà e passione.
Prova egregia anche la formazione rosso nera dell’Alto Atesina nella quale gareggiava Guglielmo Segato (ora quarantenne) che vinse a Los Angeles le olimpiadi con la squadra Azzurra. La Forti e Veloci perdette presto Tamanini ancora a corto di lavoro ma ebbe in Stofella un autentico mastino. Degna di menzione la lodevole prova dei blu gialli della Aurora guidati da un altro longevo: Italo Condini, che ebbero in Parisi un egregio lottatore. La Cinelli di Gardolo – priva di Berteotti sospeso dal comitato regionale – si è fieramente battuta nella prima metà della corsa, ha poi ceduto leggermente pur disputando una prova lodevole. Degne di lode in fine le prestazioni dei Ferrotramvieri, modesti e coraggiosi, dei biancocelesti della Montecatini di Mori tartassati dalla sfortuna, dei giallo-verdi della quercia, giovani e sbarazzini, nonché delle squadre B e C della forti e veloci e della Alto Atesina.. In occasione della premiazione il vice presidente della società organizzatrice, geom. Colle, osservò un minuto di raccoglimento a ricordo dei caduti di Superga. osservando pure che la Forti e Veloci recava il lutto sulle maglie per la morte del padre del suo vicepresidente dr. Acate Cionini.
Cronometristi Carlo Foradori e Giovanni Tedeschi; commissario dell’U.V.I. comm. Tosi. La gara è stata seguita dal Presidente del Comitato Regionale rag. Grillo.
Classifica: 1. G. S. Cofler (Castellani, D’Andrea, Martini, Modena) in 2.22’ 58” media km 38,610; 2. Velo Sport Mezzocorona (Kerschbaumer, Michelotti, Rigotti, Rizzoli) 2.25’ 22” ;3. S.C. Alto Atesina Bolzano (Carretta, Pozza, Segato G., Segato T.) 2.28’ 17”; 4. Forti e Veloci Trento (Chemelli, Gorna, Stofella, Tamanini) 2.29’ 09”; 5. U.S.. Aurora Trento (Carraro, Condini, Parisi, Troiani) 2.29’22”; 6. Alto Atesina B (Russo, Mosca, Sartini) 2.31’26”; 7. C.C. Cinelli Gardolo 2.32’11”; 8. Alto Atesina C 2.38’ 26”; 8. G.S. Ferrovieri Trento 2.39’; 10. U.S. Quercia Rovereto 2 40’ 16”; 11. Cral Montecatini Mori 2.41’20”; 12. Forte e Veloci B 2.50’ 57”; 13. Forti e Veloci C 2.52. Ritirato Veloce Club Trentino.
Il 18-4- vinsi a Bolzano la prima di campionato in volata
Sciaves, o meglio Schabs, se vogliamo rispettare la madrelingua degli abitanti della zona, è collocata a quasi 800 mt slm, su di un altopiano alle porte della val Pusteria a 10 km da Bressanone. Andata e ritorno da Bolzano il percorso si articola su 104 km, con alcuni strappi. Gara lunga, impegnativa, la Bolzano – Sciaves e ritorno, valida anche per il campionato regionale dilettanti, disputata il lunedì di Pasqua nel 1949. Un gruppetto di cinque in fuga, che si risolve in volata con la vittoria di Vasco a Bolzano, in Viale Giulio Cesare, oggi Corso Italia. In questa competizione si incrociano per la prima volta le storie di Vasco Modena e di Rino Parisi (classe 1926), uno del quintetto dei fuggitivi. Tra i due ci saranno battaglie gloriose, e anche la tifoseria trentina si dividerà sulla base del campanilismo tra Trento e Rovereto.
AVVENIMENTI SPORTIVI
Vasco Modena, il migliore del lotto
franco vincitore della Bolzano-Sciaves
Vasco Modena, il bel corridore della Cofler di Rovereto, si è aggiudicaio la prima prova del campionato regionale dei dilettanti, imponendosi in maniera inequivocabile sul foltissimo lotto dei concorrenti. L’atleta roveretano, che fino a Bressanone, aveva nicchiato nel plotone di testa, partito come una freccia all’inizio delta salita di Sciaves, e, giunto primo sul culmine, s’é fatto poi assorbire da Parisi, Calliari, Troiani e Della Torre, con i quali è sbucato sul viale Giulio Cesare e che ha battuto pur non essendo un velocista, perché più fresco e per avere iniziato una lunga volata, contro la quale si è infranta la coalizione dei due uomini del Veloce Club Trentino e dei giallo-azzurri dell’Aurora.
Modena ha vinto, dunque, meritatamente mai come oggi la vittoria ha premiato il migliore. Piccolroaz ed i dirigenti della Cofler erano raggianti: il loro pupillo infatti aveva saputo imporsi nella lunga volata contrariamente alle previsioni che davano come uomo più veloce Della Torre e pericolosissimi Troiani e Parisi. Ma i ripetuti strappi operati dal vincitore verso Prato Tires, sulla salita di Rencio e sulla salitina del ponte Druso, devono aver influito sui garretti degli alti quattro fuggitivi, che sul vialone del finale, se lo sono visto sfrecciare davanti.
Questo il finale della gara che ha visto alla partenza ben 93 concorrenti. Un gruppo imponente, che ha preso il via alle 14.10 agli ordini del presidente della Società ciclistica Alto Atesina cav. Ceccherini. Sulle vetture del seguito, oltre al presidente della giuria rag. Frizzera ed i commissari di gara, notiamo anche il rag. Grillo presidente del Comitato regionale dell’U.V.I., il cav. Tosi commissario tecnico regionale ed il signor Foradori, commissario di gara.
Il plotone, alla testa del quale sono le maglie rosso-nere degli uomini dell’Atesina, inizia subito ad andatura normale e verso Prato Tires, mentre Cervo è a terra per una foratura, qualche cosa lo scuote e lo allunga. In testa qualcuno tenta di andarsene. E’ il bolzanino Dall’Aglio che con un violento strappo si stacca dal grosso e guadagna lentamente terreno. Berteotti e quelli del Veloce Club tentano di riportarsi sul fuggitivo ma ben presto desistono non trovando collaboratori nel fare l’andatura. A Campodazzo (km. 16) rientra Lattisi che era rimasto leggermente staccato e poco dopo Mion è a terra per una foratura.
Ora il gruppo si sveglia ed il bolzanino è ripreso verso Castelrotto. Sulla salita della Cantina Fredda, però, poco prima di ponte Gardena, Dell’Aglio opera un altro strappo e questa volta la sua azione sembra risoluta: guadagna infatti prima 100, poi 200 metri e prima di Bressanone il suo vantaggio sale a 1’10”. Passiamo Bressanone, festosa e plaudente mentre i corridori si preparano per l’imminente salita. Vediamo Stofella cambiare rapporto. La gara sta entrando nella sua fase decisiva. Modena, che fino allora su era accontentato di una azione di attesa è ora nelle primissime posizioni e appena dopo 100 metri dall’inizio della rampa scatta con azione irresistibile.
Alla sua ruota si buttano gli uomini del Veloce Club e poi Parisi e Calliari. Segato appare in difficoltà: sappiamo che il corridore atesino ha preso il «via» solamente per onor di firma, trovandosi in non perfette condizioni di salute.
Dall’Aglio è raggiunto e superato prima da Modena, poi da Parisi e Calliari, che raggiungono il culmine nell’ordine. Gli altri, tra i quali notiamo D’Andrea, Pozza, il maggiore dei Segato, Berteotti, Kerschbaumer, Rigotti, Carretta, Martini, seguono con leggeri distacchi. Nella discesa di Aica i tre fuggitivi, che si sono congiunti, guadagnano leggermente terreno su di un quartetto formato da Castellani, Della Torre, Troiani e Parisi, che al bivio di Aica seguono a circa 1′.
Le posizioni sembrano ormai delineate. Dietro i due gruppetti, che ora riprendono la via del ritorno, ne segue un terzo formato da Rigotti, Berteotti, Martini, Kerschbaumer, Gazzini, poi Carretta, Pozza, i due Segato poi ancora Divan, Sartini, Porcelli.
Siamo ancora a Bressanone dove si è adunata una grande folla per assistere alla volata per il premio di traguardo, che Modena si aggiudica senza difficoltà. Rimontiamo ora i corridori e per primo troviamo Russo che ha forato, poi Sommadossi che procede solo, Bonvecchio, Lazzari, Divan, Porcelli ormai fuori dalla lotta. C’è poi un gruppetto di cinque uomini formato da D’Andrea, Brighenti, Gorna, Chemelli e Borsi, che oggi appare in giornata poco felice. Ecco Sartini in compagnia di Parisi Luciano ed ecco Dall’Aglio, che pedala con fatica, evidentemente provato dallo sforzo iniziale. Vediamo ancora Tranquillo Segato che procede con Santini poi Auer, Milani, Faliva e Trazzi, che marciano assieme. Siamo ormai nelle posizioni dove si respira area di battaglia. Notiamo due gruppi abbastanza numerosi staccati da circa 300 metri, ma che a Chiusa si congiungeranno. I fuggitivi, che intanto sono stati raggiunti da Della Torre e Troiani, pedalano sodo. Castellani invece, cede e viene assorbito dal grosso.
La situazione a Cantina Fredda è la seguente: in testa con 2′ e 22″ di vantaggio Modena, Parisi, Della Torre, Troiani e Calliari, dietro ancora un altro gruppo a circa 1′ nel quale notiamo anche il giovane Pascoli, che sta facendo una bella gara. Si inizia ora la caccia, ma mentre i fuggitivi trovano subito l’accordo nel fare l’andatura, fra gli inseguitori si nicchia troppo. Vediamo in testa molto spesso Pozza, che sanguina dalla mano sinistra, vediamo Berteotti operare degli strappi, vediamo Kerschbaumer e Rigotti prendre anche l’iniziativa, ma si tratta di volate brevi e di breve durata. Il resto nicchia: gli uomini del Velece Club non hanno nessun interesse a «tirare» come del resto quelli della «Cofler». Manca l’accordo nel folto plotone inseguitore e così i cinque davanti guadagnano continuamente terreno, Modena specialmente si prodiga, ma anche gli altri, spiccatamente il bravo Parisi e Troiani, gli danno man forte. Calliari, invece, appare stanco, mentre Della Torre sembra voglia risparmiarsi per la volata finale.
Prima di Cardano Modena opera uno strappo, al quale prontissimi, Parisi e Troiani rispondono. Anche sulla salita del Rencio il roveretano tenta di andarsene, ma gli altri quattro gli sono spietatamente alla ruota. Ultima sgaloppata sulla piccola salita del Ponte Druso ed eccoci in viale Giulio Cesare, dove una gran folla entusiasta attende i corridori. Parte Troiani, ma subito Della Torre, dall’ultima posizione, si porta fulmineamente in avanti. Sembra che il corridore del Veloce Club possa avere la meglio, ma c’è Modena invece che dall’esterno gli tiene validamente testa ed aumentando progressivamente la sua azione, giunge primo sotto lo striscione di arrivo, precedendo di una macchina Troiani, che è riuscito a mettere la sua ruota davanti a Della Torre. Quarto è Parisi e quinto Calliari.
Bisogna attendere quasi 4′ prima di vedere sbucare il gruppo. Il volatone è vinto da Gazzini del C.R.A.L. Montecatini di Mori, che precede Rigotti e Carretta, primo dei bolzanini. Nel gruppo sono anche Pozza, Martini, Berteotti, Kerschbaumer e Rizzoli. Poi alla spicciolata tutti gli altri staccati da intervalli abbastanza notevoli. Una cinquantina di corridori ha terminato la gara e se si tien conto dei partenti, bisogna convenire che si è trattato di una corsa dura, dalla quale sono emersi i migliori e che è stata vinta dal migliore. Specialmente nel ritorno, dopo la breve ma aspra rampa di Sciaves, sono cominciate le «cotte» e gli uomini più preparati sono venuti fuori a poco a poco. Da citare, oltre al vincitore, i quattro compagni di fuga, tra i quali sono molto piaciuti il tarchiato Parisi e Della Torre. Bella anche la corsa di Calliari, sempre nelle posizioni di avanguardia. Dei bolzanini si sono distinti Carretta e Pozza principalmente e anche Dell’Aglio, che con la sua fuga iniziale ha contribuito ad animare la competizione. Ottima l’organizzazione curata dalla Società ciclistica Alto Atesina e larga la partecipazione del pubblico, che durante tutto il percorso e soprattutto nei centri abitati ha fatto ala entusiasticamente ai corridori. La coppa «Ceccherini» è stata affidata definitivamente alla S.C «Aurora» di Trento per merito del secondo e quarto classificato.
Ecco l’ordine di arrivo: 1. Modena Vasco, Cofler Rovereto, in ore 2.55′, alla media di km 35,650; 2. Troiani Angeli, Aurora di Trento, a una macchina; 3, Della Torre Giuseppe, Veloce Club Trento, a una macchina; 4. Parisi Rino, Aurora Trento, 5. Calliari Claudio, Veloce Club Trento; 6. Gazzini Luigi, CRAL Montecatini Mori a 3’55”; 7. Rigotti Luigi, Velo Sport Mezzocorona; 8. Carretta Vilfrido, S. Alto Atesina Bolzano; 9. Martini Angelo, Cofler Rovereto; 19. Pozza Mario, A. A. Bolzano: 11. Berteotti Luigi, Cinelli Gardolo; 12. Kerschbaumer E., Velo Sport Mezzocorona, 13. Rizzoli Mario idem, 14. Gobbi Mario, CRAL Mori; 15. Carrotta Tarcisio, Quercia Rovereto; seguono con lo stesso tempo Carlini Enrico, Bianchi Mario, Albertini Livio, Zanin Luigi, Zilio Renato, Segato Guglielmo, Castellani Attilio, Cavoni Cesare a pari merito.