1953 12 17 Sottoscrizione / Grazie generosa gente

Dopo il grave incidente del 2 agosto 1953 il giornale L’Adige (nato nel marzo 1951 e fino ad un paio d’anni prima pubblicato come ‘Il Popolo Trentino’) indìce una sottoscrizione di offerte per permettere a Vasco di affrontare le spese mediche per il ricovero, l’operazione e la riabilitazione. Il 21 novembre 1953 il quotidiano pubblica lo stato della raccolta delle offerte, in fase conclusiva, e qualche settimana più tardi, il 17 dicembre, Vasco riceve dalle mani del fondatore e direttore della testata, dott. Flaminio Piccoli, quanto tante generose persone hanno donato. Vasco ricorderà sempre con commozione mista a stupore quanto e quanti appassionati sportivi di ogni estrazione lo abbiano aiutato nel momento del bisogno.

Con riconoscenza ancora oggi Vi giunga il suo caloroso grazie, generosa gente!

Generosità di offerte per Vasco Modena

L’Adige, 21 novembre 1953

L’ultima fotografia in gara di Vasco Modena è stata scattata dal nostro onnipresente Bonvecchio, proprio durante la corsa di Campo Lomaso del 2 agosto scorso.
L’abile colpo d’obiettivo ha ripreso il valoroso atleta lungo le rampe del Limarò, quando, pedalata su pedalata stava costruendo tutto solo la sua vittoria. Pochi chilometri dopo, però, l’agguato della sorte stroncava il sogno dell’entusiasmo di Modena. Poi la lunga degenza per le due gravi fratture dell’omero e del polso, e per le gravi ferite. Ora c’è il braccio semi immobilizzato.
La sottoscrizione da noi indetta, che tanti cuori generosi ha trovato e unito nel palpito della solidarietà, vuole riparare, reagire alla sorte: anche Vasco, che ha dato tanto di sé, trova coloro che sanno dare.

Le cifre hanno fatto balzi, ieri, per la sottoscrizione delle offerte in favore di Vasco Modena. Manca ormai poco raggiungimento del traguardo di 200.000 lire raggiunto, ognuno per la sua parte, da tanti animi generosi, di dirigenti, di sportivi e di uomini qualunque ma con tanto di cuore in petto.
Nei due giorni che ancora rimangono prima del termine della sottoscrizione tale traguardo di bontà sarà certamente toccato e sorpassato, in una splendida volata che tanto conforta, chi riceve e chi dà.

Si prega di voler far pervenire o di annunciare le offerte rivolgendosi o scrivendo a: L’ADIGE, Redazione Sportiva – Trento, via Rosmini 27 (telef. 21-47).
Chiusura della sottoscrizione: 24 novembre.

Le offerte registrate ieri sono le seguenti:

N. N. Lire 1500
Roberto Cristofoletti Borgo » 1000
Il Veloce Club Trentino coi seguenti suoi dirigenti, soci e simpatizzanti:
Commendatore Ettore Mayr L. 5000
Romano Geremia » 1000
Amelia Policante » 1000
Carlo Franceschi » 1000
Tombolo Bertolic » 1000
Luciano Biondani » 1000
Sebast. Comunello » 1000
Aldo Conci » 1000
Giovanni Tedeschi » 1000
Adone Anselmi » 1500
Ditta Beppino » 1000
Marietto » 1000
N. N. » 1000
Paolo Valentini » 500
Rossi – Raccagni » 500
Mario Tomasi » 500
Stefano Hrentzlich » 500
B. G. » 500
L. Anesi » 300
Marcello Poatto » 500
Antonio Capuzzo » 500
Brazzali-Bazzanella » 1500
Guido Gadotti » 1000
Remo Pederzolli » 300
(raccolte a mezzo sig. Romano Geremia) » 24600
Stabilim. Cofler Rovereto » 20000
Olimpio Zanfei – Mori » 5000
U. S. Mori » 10000
Fratelli Galassi – Mori » 5000
Edoardo Mutinelli – Serravalle » 1000
Guido Manazzon » 500
Sottoscrizioni precedenti » 124600

Complessivamente L. 193200


LA SOTTOSCRIZIONE DE “L’ADIGE„ PER VASCO MODENA

Felice conclusione di una benefica iniziativa

II nostro direttore dott. Piccoli, al cui fianco è il redattore sportivo Ceri, consegna l’assegno di L. 233.350 all’atleta Modena e al rag. Grillo, presidente del Comitato regionale dell’U.V.I. (Foto Bonvecchio)

Ieri, presso la sede de «L’Adige», nel corso di una semplice e cordiale cerimonia, il nostro Direttore dott. Flaminio Piccoli ha proceduto alla consegna della somma raccolta dalla sottoscrizione lanciata dal nostro giornate per le cure atte a ristabilire, completamente in salute l’atleta Vasco Modena, tuttora sofferente per i postumi del grave infortunio occorsogli durante una corsa ciclistica.

La consegna è avvenuta nelle mani del presidente del presidente del Comitato regionale dell’UVI, rag. Grillo che ha espresso la sua più viva gratitudine per la simpatia tangibilmente dimostrata dai sottoscrittori e dal nostro giornale verso il corridore così toccato dalla sorte.

Era presente anche lo stesso Vasco Modena, visibilmente commosso per la prova di solidarietà umana data dalla sensibilità degli sportivi.
La somma raccolta, nella sua risultanza finale, è ascesa a lire 233.350 essendosi aggiunte alle offerte già da noi segnalate quella di lire 3000 della Società Sportiva Olivo di Arco e quella di lire 2000 del dottor Biondo di Trento. E’ cifra che va di là delle aspettative e lietamente testimonia che la bontà non è tramontata, anche quando si tratta sacrificare qualcosa del proprio per dare a coloro che si trovano in necessità.

Modena, a nostro mezzo, ringrazia tutti gli offerenti e a tale ringraziamento aggiungiamo il nostro, tutti coloro che hanno risposto con slancio di cuore alla nostra iniziativa.

L’ADIGE – Venerdì, 18 dicembre 1953

1953 08 04 Dopo l’infortunio / Una poesia, o due

— A Vasco —

D’agosto due ne abbiamo
ed ecco che in parata
i bravi corridori
partono in picchiata.

Uno ne seguiamo
il “13” guardate
è il nostro bravo Vasco
che ad un ad un li batte.

Salve! biondo Alfiere,
tu pigi sui pedali
sembra la tua bici
abbia messo l’ali.

T’arride la vittoria
sarai il vincitore
fra poco proclamato
sarai … Trionfatore

Eccoti in discesa,
sorrideti il Traguardo
ma la lieta sorte
T’ha scoccato un dardo.

Un cozzo, un urlo, un gemito,
un pulman T’ha investito,
fra il raccapriccio unanime
T’ha colto tramortito.

Nell’ospital di Trento
gli amici T’han portato
un braccio T’ingessaron
o Vasco sfortunato!!

Ora T’auguriamo
una presta guarigione
per coglier le vittorie
della prossima stagione.

Poesia di consolazione, gelosamente conservata per oltre 60 anni, che è stata immediatamente composta dalla tifosa Ada P. e portata a Vasco in ospedale dopo l’operazione al braccio sinistro. Qui sotto un articolo racconta quanto accaduto nell’incidente di domenica 2 agosto e l’operazione subìta. Segue un simpatico siparietto sulle suore infermiere: un racconto in rima composto da Vasco in ottobre, a più di due mesi dal grave incidente .

DOPO L’INFORTUNIO DI DOMENICA

Necessario per Modena un intervento chirurgico

L’operazione felicemente compiuta – I particolari sulla grave collisione

Vasco Modena, lo sfortunato corridore dell’U. S. Mori che — come abbiamo ampiamente riferito su «II Gazzettino del lunedì» — si è gravemente ferito cozzando contro un pullman nei pressi di Comano mentre si avviava vittorioso al traguardo della «Coppa Castel Campo»; è stato sottoposto ad un difficile intervento operatorio.
Il dott. Aldo Morandi del Reparto Ortopedico – traumatologico di S. Chiara, assistito dal suo collega dr. Luciano Zeni, per rimettergli a posto la spalla, l’omero e l’avambraccio sinistro che il corridore si era rotti urtando contro il pullman vicentino, ha tenuto Vasco Modena in sala operatoria per quasi quattro ore: dalle ore 21 di domenica fino quasi alle ore 1 di lunedì.
Durante l’operazione il ferito è stato sottoposto anche ad alcune trasfusioni di sangue.
Naturalmente, fino a tanto che non verrà tolta l’ingessatura non sarà possibile stabilire se il braccio sinistro — e specialmente la mano, dato che si è verificata purtroppo anche la recisione di un tendine — riacquisterà la piena funzionalità. Tuttavia l’intervento chirurgico è perfettamente riuscito, e lo stesso primario dott. Pazzi si è congratulato col dott. Morandi per il buon lavoro eseguito.

Intanto Vasco Modena si è anche ripreso dallo stato di choc conseguente al terribile incidente: «Il colpo è stato terribile — ci ha detto ieri — anche perchè io che procedevo in discesa, filavo a 60 all’ora e presso a poco uguale era la velocità del pullman».

Ti sei spostato a sinistra? – gli abbiamo chiesto.

No – ha risposto il corridore – mi trovavo a circa un metro di distanza dal muretto della strada, sulla mia destra, mentre il pullman anche a causa della presenza di molti tifosi addossati sul lato a monte della strada, occupava quasi tutta la carreggiata.

Al capezzale dell’infortunato è subito accorsa anche sua madre, la signora Aurelia Tomasoni che io veglia affettuosamente.

[nella foto] Vasco Modena nel suo lettuccio all’ospedale; accanto al corridore infortunato, la sua mamma veglia paziente e affettuosa quel «benedetto figliuolo che ha sempre avuto mania della bici».

[Click sull’immagine per vedere il ritaglio completo]


“Processo in Cielo”

A suor Giustina

Un bel dì Gesù dal cielo
guardò in giù e sotto il velo
“Meraviglia!” che scoperse?
Suor Giustina in bianca veste.

“Ei, vien qua, mio buon Piero”
disse il Cristo al suo Portiere
che è pur Suo consigliero.

“Vedi là, proprio giù a Trento,
quella suora di talento?
che ti pare – dimmi su –
può venir con Noi quassù?”

“Mah, non so proprio che ti dire
Mio Gesù, mio divin Sire
proveremo ad interrogare
la Madonna, che sa fare.”


e chiamaron la Gran Madre,
San Giuseppe e il Divin Padre
e in un battere di ciglio
era pronto il Gran Consiglio

Qui Gesù iniziò a parlare
ciò che fece e volle fare.
“Quella suor di S. Chiara”
cominciò con voce rara,


“fu eroica ed ubbidiente
lavorò e non volle niente
sacrificò sempre sè stessa
e non mancò mai dalla Messa.


Dunque allora venga in cielo,
la mia Sposa col suo velo
e le faremo grande festa
perché è un’anima modesta.”

Ma anziché applaudire il Pio
si sentì un gran mormorio.

“E’ una suora peperina”
disse Santa Caterina
“Essa non fa che brontolare”
disse un Angelo consigliare.

“I suoi malati soffrono,
e sopportar non possono,
che faccia loro le iniezioni
con malevole intenzioni.”

Gesù allor si seccò
“Basta, basta” con la voce Sua tuonò
“Venga avanti la Gerosa!”
ma l’assemblea si fe’ rissosa.

“La mia buona Suor Giustina”
cominciò la poverina…
ma alte grida oltre ogni dire
non la fecero proseguire.


Qui, saltò su la Capitanio
“è una suora santa e pia,
non si può cacciarla via.

Resti pure in S. Chiara
perché è una suora onesta e brava.”
E in battere di ciglio
si disciolse il Gran Consiglio.

Ma un po’ fuor dal Paradiso
Belzebù, con un sorriso,
ha passato dei bei guai.
Spero anch’io, non si sa mai.


V. M.
Trento, 12-10-1953

NB:

Le beate Gerosa e Capitanio
sono le Patrone
delle suore infermiere.

1953 08 03 Una delicata operazione / Grazie dott. Morandi

“Lo schianto. Tremento. Vedo la mia bicicletta distrutta. La mia bici! la mia bici! Ma qualcuno mi dice: non pensare alla bici, guarda il tuo braccio, piuttosto! Sangue, osso che esce dalla carne, che perfora la maglia, poi tutto è nero. Qualcuno parla di amputare. Ma il dott. Morandi fa un’operazione innovativa, un tentativo almeno, prima di amputare il braccio maciullato, mettendo al posto dell’omero una barra di acciaio. Quasi per certo però il braccio rimarrà semiparalizzato. Non riacquisterà completa funzionalità. Mi chiede: cosa farai adesso, povero ragazzo? Ed io: guarisco e torno a correre. Mi sorride, con compassione.”

Vasco era così, non cedeva. A volte fin troppo determinato, ma per fare il ciclista questo è un requisito necessario. Superfluo anticipare che porta a termine il suo intento.

1953 08 02 Coppa Castel Campo / In pullman…

2-8 Data tragica, ne voglio soffermarmi. In fuga, solo, a pochi chilometri dal traguardo (Campo Lomaso) cozzo contro un pullman, precludendo definitivamente la mia carriera.
Col braccio spezzato in più parti e con paresi radiale, 3 mesi al Santa Chiara
.

il ciclista Vasco Modena in fuga sulla salita del Limarò, prima di un tragico schianto con un pullman nella discesa verso il traguardo di Campo Lomaso che poteva costagli l'uso del braccio sinistro
Vasco in fuga sulla salita del Limarò, prima del tragico schianto con un pullman nella discesa verso il traguardo di Campo Lomaso. Si intravvede il dorsale nr. 13 che nessuno voleva. Lui non è superstizioso e lo prende. Non sarà superstizioso neppure dopo.

UNA DRAMMATICA “COPPA GIGANTE CASTEL CAMPO”

Mario Versini ritorna alla vittoria nella corsa dominata da Modena e Pintarelli

Grave infortunio di Vasco alle porte di Comano quando tutto solo stava per coronare vittoriosamente la gara – Alla Libertas di Bolzano i premi di rappresentanza

L’Adige, 3 agosto 1953

CAMPO LOMASO, 2 – Con tutta probabilità non rivedremo più in gara per la corrente stagione Vasco Modena, gravemente infortunato nel corso della severa e drammatica Coppa Castel Campo.

Il modesto e bravo ragazzo di Mori, mentre a tre chilometri dal traguardo stava per ghermire quella vittoria che troppo sovente si era beffata di lui nel corso di questa sua sfortunatissima annata agonistica è stato tolto di gara da un tragico incidente stradale che stroncava l’atleta relegandolo in una bianca e silenziosa corsia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, gravemente ferito.
Il fatto è avvenuto con la rapidità dell’ineluttabile: Modena, che lungo le aspre svolte del Limarò aveva scrollato dalla ruota il tenace Ochner e che si avviava tutto solo al traguardo di Campo Lomaso, aveva infilato a forte andatura la discesa su Comano: alla svolta della “Speranza” egli andava a cozzare violentemente contro un pullman; l’urto contro il quale lo proiettava verso la roccia. Sanguinante per le gravi ferite e in preda a profondo choc egli veniva portato dai suoi dirigenti a Campo Lomaso prima, ed a Trento poi.
Auguri, Vasco, ed arrivedersi a presto!

***

La gara che gli amici di Campo Lomaso e della S.S Benacense curano annualmente con passione e competenza non h avuto quest’anno una felice stella. Esiguo il numero dei concorrenti, dirottati altrove dal caldo, dalla severità del percorso. dalla decentrata e scarsamente servita di mezzi di trasporto, località di svolgimento, il ritiro di Pintarelli, “matador” della prima metà della gara, per esaurimento della scorta di tubolari, ed infine quello drammatico di Modena.
Peccato che passione, ordine, signorilità messe di premi, facilitazioni per i concorrenti che abbiamo registrato nella gara giudicariese non si riscontrano tanto facilmente altrove.
La corsa ha avuto tre vincitori, due morali ed uno effettivo. Vasco Modena, nel finale, Giuseppe Pintarelli nella fare iniziale furono i dominatori della gara; Mario Versini, infine, si aggiudicò la corsa grazie ad un ritorno poderoso e audace che riusciva ad annullare il brillante finale di Bruno Ochner.
Dopo Versini e Ochner, vincitore e secondo classificato, merita la citazione un altro giovanissimo, Carletto Martinelli, l’ « enfant gatè» del Lomaso, che dopo una condotta di gara generosissima che lo ha visto primeggiare fino a metà gara, è crollato preda di una grave crisi che non gli ha peraltro impedito di raggiungere in tempo massimo il traguardo.
Regolare il comportamento di Natale Franceschini, sorprendente quello dei bolzanini Zago e Bazzane e del rosso-blu Andreatti.

***

Ed eccoci alla rapida cronaca della corsa. 14 concorrenti prendono il via alle 14 precise in perfetta puntualità, starter il sindaco di Campo Lomaso ed i conti Rasini. Si scende a Ponte Arche e la discesa è un invito per Pintarelli hce a pieni pedali fugge raggiungendo Tione con circa 200 metri di distacco: egli è però subito ripreso tanto che nella stessa Tione è Modena ad aggiudicarsi il premio di traguardo.
Pintarelli non si dà per vinto e con azione potente fugge nuovamente, tallonato da Martinelli; ma sul tratto ghiaioso di Ponte Pià il lungo atleta è a terra per una foratura. Ripara e dopo due minuti riparte a grande andatura (il suo inseguimento sembra concretarsi brillantemente allorché nei pressi di Tenno un nuovo appiedamento lascia Pintarelli accasciato al margine della strada. privo di tubolari).
Intanto si è fatto luce Martinelli che transita a Ponte Arche e, successivamente nella sua Campo Lomaso, in testa con azione decisa e pedalata ritmica ed elastica.
L’approssimarsi delle rampe del Passo del Ballino ravviva la lotta in retrovia e ai piedi del passo un quartetto guida la corsa: Ochner, Versini, Martinelli e Franceschini sono decisamente in testa e pigiano a piedi pedali. Sarà il bianco-rosso Franceschini a riportare la vittoria sul Passo.
La impressionante discesa su Tenno e Varone registra una prodezza personale di Carletto Martinelli che a Riva del Garda ha 700 metri di vantaggio, subito dopo in località Porto di Riva, Carletto colto dalla crisaccia cederà nettamente.
Ora la gara vede altri due atleti in primo piano: il verdolino Versini e il giall blu Ochner che conducono in testa la corsa fino a Pietramurata.
In queso momento rinviene Vasco Modena che a Centrale S.I.T. si affianca a Ochner continuando assieme fino a Sarche.
La salita del Limarò offre il destro a Modena per scatenare l’offensiva che lo porterà al luogo del triste incidente con altre 2′ di vantaggio.
Ochner primo a Comano è raggiunto a Ponte Arche da Versini che con un serrate da campione riesce a giungere primo a Campo Lomaso con 25″ di vantaggio.
Molto pubblico ha presenziato, lungo il percorso ad all’arrivo, alle più avvincenti fasi della corsa.
Perfetta l’organizzazione, incondizionatamente meritevole di elogio e di incitamento per la prossima, che speriamo meno jellata, edizione della Coppa Gigante Castel campo.
Presidente di giuria Minatti di Arco, commissario dell’U.V.I. Rosario Ropelato di Arco.
Ha presenziato alla competizione il presidente del Comitato Regionale dell’UVI.
Le coppe sono state assegnate entrambe alla S.C. Libertas di Bolzano.
La premiazione ha avuto luogo presso il Comune di Campo Lomaso presenti il Sindaco, il segretario comunale, i conti Rasini. Nel corso della breve e bella cerimonia sono stati inviati indirizzi d’augurio a Vasco Modena al quale il Conte Rasini ha voluto assegnare un premio speciale quale “più sfortunato in gara”.

Buck

1)VERSINI MARIO, S.S. Benacense 2.54’31” (media 33.693); 2) Ochner Bruno, V. Club Trento a 25″; 3) Franceschini Natale S.S.S. Giorgio Trento a 1’13”: 4) Zago Giovanni G.S. Libertas Bolzano a 1’43”; 5) Bazzana Sergio idem a 4’25”; 6) Andreatta Riccardo, Forti e Veloci Trento a 8′ 26″; 7) Stofella Mario idem a 9’16”; 8) Caldegari Bruno U.S. Olimpia Bolzano a 9’16”; 9) Cozzuppoli Antonino U.S. Volano a 9’38”: 19) Martinelli Carlo, U.S. Aurora Trento a 1629″.

A chi accorre per soccorrerlo Vasco, in stato di choc, disperato geme: “la mia bici, la mia bici!” “Ma cosa, la bici??” gli rispondono “guarda invece come è ridotto il tuo braccio!“. L’osso è visibile, ha bucato la manica, il sangue è ovunque. Vasco sviene.
Così racconta quando qualcuno gli chiede ragione della cicatrice giallognola, ampia come tutto il tricipite, che per il resto della vita gli ha ricordato questo gravissimo incidente . “Al posto dell’osso ora ho una barra di ferro! per questo adesso il braccio sinistro è più forte del destro!” sorride.

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.

1953 06 28 Altre gare / Convalescenza galeotta

Si dovrà attendere quasi quaranta giorni prima della mia riapparizione alle corse, data la mia operazione alla gola.

L’operazione alle tonsille richiede una convalescenza piuttosto lunga, alimentarsi non è semplice, ma finalmente si possono riprendere le uscite d’allenamento vicino a casa, precisamente in Polsa di Brentonico. La zona è meta di villeggiatura dei Roveretani che vogliono passare qualche giorno “ai freschi” in una località perfetta, a circa 700 mt di altitudine sopra Rovereto. Perfetta anche per un allenamento in salita. Una famigliola, padre, madre, bimba, riconosce Vasco (come tutti i roveretani, suoi tifosi), e si fermano a parlare un po’. La signora Giuliana dice: “Signor Vasco, venga, le presento mia sorella Luisa”.

28-6 riprendo a correre in Toscana, gara dura, anche perché non preparato bene e col morale a terra. Arrivo 12°

5-7 Trento – Merano e ritorno, molti extra regionali. Arrivo 12°

12-7 Gran Premio Alberghi a Pescia. Non mi riesce ad ingranare, sto male, il mio è un male di morale, non trovo più il mordente di un tempo

penso si essere finito, arrivo 11°

1953 05 27 Trento Lavarone / Un piazzamento

25-7 Senonché, la festa dopo, nella Trento – Lavarone, dopo una foratura, mi metto in testa di raggiungere i primi, guadagno terreno, raggiungo avversari su avversari ed arrivo al traguardo 4°.
Nel dopo pranzo la semitappa a cronometro. Lusingato dal successo del mattino ritrovo me stesso, arrivo secondo a pochi secondi da Pintarelli (in classifica generale 3°).

Finalmente un piazzamento nella Trento Lavarone in due frazioni, vinta da Natale Franceschini. Questo risultato è utile soprattutto per riacquistare un po’ di fiducia e rialzare il morale del Vasco ciclista. Prima l’infezione e poi l’operazione alle tonsille lo hanno parecchio debilitato, oltre che privato di partecipare a tante gare di suo interesse, ad esempio al Giro dei Laghi – Trofeo Borgosesia del 21 giugno.

1953 05 08 Eliminatoria regionale G.P. Pirelli / Non superata

8-5 Deciso a rifarmi e vincere il quarto Gran Premio Pirelli consecutivo, correvo su Moser, l’uomo del giorno se non che il mio presidente nel bagnarmi mi urta e casco. Un monte di corridori si abbatte sulla mia schiena, Moser e co. se la danno a gambe, io, indolenzito, sono costretto ad inseguire da solo

arriverò a Trento 6° affaticato e dolorante, ma soprattutto deluso ed amareggiato; la sorte non mi voleva bene davvero. Sarà questa la corsa che ha dato via libera ad Aldo Moser, nuovo astro del nostro ciclismo

Contrariamente a quanto accaduto nelle tre precedenti edizioni, e ai suoi desideri, quest’anno Vasco non si classifica per le nazionali del G.P. Pirelli. Varie cose si sommano: la bagnata di capo poco opportuna proprio ad opera del presidente della squadra – un eccesso di zelo, la tonsillite che ancora non dà tregua, e la presenza di Aldo Moser nella gara. Questi arriva primo al traguardo con 3′ 43″ di vantaggio sul secondo.

Esiste però ancora la possibilità di partecipare alla prova autunnale di ripescaggio a livello nazionale in cui Vasco confida… ignaro del destino che lo attende prima di quella data.

una gara di Vasco in maglia U.S. Mori

1953 03 29 Bolzano Sciaves e ritorno / Tra tonsillite e Aldo Moser

29-3 Nella ”mia” Bolzano Sciavez sono costretto a ritirarmi per un’infezione alla gola e una foratura. Vincerà Moser. Questa indisposizione mi terrà fermo per parecchio tempo, più avanti dovrò operarmi alle tonsille.

La Bolzano-Sciaves e ritorno nel 1953 finisce alla grande nelle mani di Aldo Moser, che lascia al secondo posto Zabino, a più di sette minuti. Poco dopo arriva terzo Pintarelli. Vasco invece partecipa con un terribile mal di gola, ma alla fine si deve ritirare.

La tonsillite, intanto, non gli da tregua. Deve stare fermo quasi un mese per vedere se guarisce. In quello stesso periodo il C.T. Proietti è alla ricerca della pattuglia di azzurri per i mondiali di agosto a Lugano, e quello di Vasco è il primo nome segnato sul taccuino di Proietti, tra i ”degni di nota”, si legge a pag 5. de L’Avanti del 18 aprile.

25-4 dopo quasi un mese riprendo, a Pescantina arrivo 15°

Il primo maggio, nella Coppa Gelmi e Degasperi (G.P. del Lavoro) Vasco ottiene un piazzamento al terzo posto dopo il veneto Adriano Zamboni e Bruno Ochner:

1-5 Coppa Gelmi, 3° in volata dopo aver forato e rincorso Moser e ripresolo vicino al traguardo

3-5 Prima umiliazione, voglio chiamarla così poiché mi dispiacque tanto. Moser mi suonò a cronometro sulla Trento – Salorno e ritorno

In questa ultima cronometro, specialità in cui Vasco si sente particolarmente portato, il giovane Aldo Moser lo mette nel sacco, costringendolo al secondo posto, ma con 38″ di ritardo!

1953 03 22 Coppa Primavera / La fretta di essere primo c’era

21-3 Prevalgo però in volata su Pintarelli nella Coppa Primavera dopo aver staccato la rivelazione Aldo Moser (sarà l’anno suo, infatti) assieme a 5 o 6 avversari.

Dopo le tre gare disputate in Lombardia Vasco torna in regione ed è per una vittoria, sullaTrento-Bolzano e ritorno. In questa occasione si incrocia un nome importante del ciclismo, quello di Aldo Moser (classe 1934, cinque anni più giovane di Vasco) che si dà subito da fare ed è primo degli junior. Nell’autunno dell’anno successivo sarà già tra i professionisti.

Fulgida affermazione del ciclismo trentino nell’apertura di stagione

A VASCO MODENA dell’U.S. Mori la vittoria nella ‘coppa Primavera,

Il compagno di fuga Pintarelli a ruota del vincitore – Geremia, primo degli extraregionali, giunge terzo a oltre 1′ da Modena – La coppa all’U.S. Mori

Trento, 22 – Con una gara trascinante e densa di entusiasmi il ciclismo tridentino ha risolto in proprio favore, in apertura della stagione sulle strade della Venezia Tridentina, il confronto difficile e impegnativo che l’autorità di forti pedalatori extraregionali presenti alla contesa proponeva.
L’ha risolto con la galoppata di Modena e Pintarelli presentatisi superbamente soli al traguardo di Corso Buonarroti avendo alle spalle ormai i 116 km della Trento – Bolzano -Trento percorsi alla media di oltre 40 all’ora!
E Modena coi colori nero-verdi del U. S. Mori, ha strappato all’ex compagno di società, Pintarelli, il diritto alla vittoria. Ma entrambi i due atleti sono stati accumunati nell’applauso fervoroso del pubblico trentino, cui veniva offerta in dono la superba affermazione sportiva. Ed ai due, nell’elogio, è da aggiungere il giovanissimo Moser. Si può dire che il nuovo acquisto dell’Aurora è stato il fattore primo della vittoria dei nostri regionali. Autore di una lunga fuga, Moser è stato l’impetuoso protagonista della battaglia centrale, dalla quale poi hanno spiccato il volo vittorioso Modena e Pintarelli.

La gara, infatti, iniziatasi alle 13:30 dai 47 concorrenti (una ventina extraregionali)  vede subito all’attacco Castellani sostituto ben presto da Moser che a Lavis transitava con un centinaio di metri di vantaggio sul gruppo.

Il ragazzo di Palù insisteva nell’azione. Dopo un duro inseguimento lo raggiungevano Castellani e Pintarelli e i tre di testa, dopo essere passati da Salorno dopo 33’ dalla partenza (soffiava un forte vento favorevole all’alta velocità),  venivano raggiunti soltanto a Egna da un altro terzetto costituito dal trentino Depedri, dal bresciano Cressari e dal bolzanino Bazzana.
Nel gruppo degli inseguitori si comincia a mordere il freno, è parte un quartetto ragguardevole: Modena, Geremia, Versini cui si unisce Andreatti junior. I quattro s’involano dal grosso e finalmente a Ora riescono a mettere le proprie ruote fra quelle dei fuggitivi. il gruppetto di testa è formato, così da dieci corridori che giungono velocissimi a Brontolo dopo appena 1h 4’ dal via.

Ma Moser subito scatta e acquista qualche vantaggio avendo alla ruota Bazzana. L’episodio rinfocola la già vivacissima fiamma della gara. Si buttano in caccia Pintarelli e Modena che si uniscono ai due di punta. Poi, a Bolzano, anche Castellani, Versini e Geremia entrano nella pattuglia di testa formata così da 7 concorrenti che hanno 1’ 30” di vantaggio sui primi inseguitori. Percorso Trento – Bolzano in 1h 19’!


Sulla via del ritorno, il vento, prima in favore, diviene per forza di cose acerbamente contrario. Ma nel gruppetto di testa si Insiste con grande energia nel condurre, specialmente da parte di Pintarelli, Moser, e Modena cui dà man forte di quando in quando Castellani come lunghe folate nervose. Si dovrà giungere nei pressi di Salorno perché avvenga l’episodio decisivo. Modena, che non vede l’ora di liberarsi del pericolo incombente di un Geremia che, sornione, attende la volata finale, opera un prepotente allungo, probabilmente concertato con lungo Pintarelli perché anche questi parte contemporaneamente all’alfiere di Mori. I due si avvantaggiano di  un centinaio di metri provocando la reazione degli altri cinque subito ridotti a quattro poiché Bazzana, che da diversi chilometri appare in crisi, cede di schianto scomparendo dalla lotta.

Modena e Pintarelli si scambiano frequentemente nel ruolo di condurre, mentre il quartetto che li insegue è alquanto titubante nella assumersi il compito di testa. Il distacco prima stazionario, aumenta sempre più finché diviene decisivo.

La città di Trento accoglie poco dopo i due fuggitivi, la volata terminale dei quali vede Modena imporsi sul bravo Pintarelli. Dal quartetto inseguitore, che negli ultimi chilometri ha diminuito di qualcosa il distacco, balza imperiosa la ruota del bresciano Geremia davanti a Versini, Castellani e Moser. Gli altri arrivi si susseguono a gruppetti, segno indubbio di una lotta quanto mai accesa.

Lo Sport Club Italia ha assolto più che onorevolmente il compito di organizzatore.

VALERIO LORENZI

Ecco l’ordine d’arrivo:

1. MODENA VASCO, U.S. Mori che compie il percorso Trento – Bolzano e ritorno di km 116 in ore 2 53′ alla media oraria di km 40.254;
2. Pintarelli Giuseppe, V.C. Trentino, a ruota; 3. Geremia Giovanni, Sport Loria a 1’5″; 4. Versini Mario, Benacense, id.; 5. Castellani Attilio, U.S. Mori, id; 6. Moser Aldo, U.S. Aurora Trento (1. juniores), id.; 7. Sfoggia Narciso, Sp. Loria a 3’50”; 8. Veneziani Martino, Libertas Brescia, id.; 9. Franceschini Natale, U.S: San Giorgio Vela, id.; 10. Zanola Alessandro, Libertas Brescia, id.; 11. Cressari Enrico, Erbitter Gavardo a 5′; 12. Mangiarini Vincenzo, Libertas Brescia, id.; 13. Andreatti Giulio, Forti e Veloci Trenti, id.; 14. Brugnolli Lionello, Ausonia Pescantina, id.; 15. Libardoni Diego, San Giorgio Vela, id.; 16. Melato Elia, Libertas BZ, a 6’15”; 17. Stofella Mario F. V. Trento a 7′; 18. Ochner Bruno V.C. Trentino idem; 19. Brugnolli Carlo, Ausonia Pescantina, id.; 20. Ketmaier Guido, Aurora Trento, a 8′; seguono altri 16 classificati.

1953 03 08 Coppa del Grande / Sorvegliato speciale

7-3 Coppa del Grande, 16°

14-3 Giro della Bergamasca, 19° come si vede la volata non è il mio forte

La settimana successiva alla vittoriosa San Geo di Varese, Vasco prende parte alla 35a edizione della Coppa del Grande per dilettanti a Milano, 120 km. La gara si sviluppa su strade asfaltate, Modena e 221 corridori, scrive il Corriere dello Sport del 12 marzo. Aggiunge che ”a causa della recente vincita della San Geo Modena, strettamente marcato fin dall’inizio, è rimasto impastolato nelle posizioni centrali del gruppo e non è riuscito a ripetere la prodezza della domenica avanti.” Si posiziona al 16° posto.

Terza gara di seguito in Lombardia: Vasco corre il Giro della Bergamasca, classica corsa ciclistica per dilettanti (dal 1925 al 1955) con partenza ed arrivo al velodromo del villaggio operaio Crespi d’Adda. L’arrivo è in volata, e ormai abbiamo capito che Vasco preferisce le fughe o le gare a cronometro. Si posiziona al 19° posto.

Il velodromo di Crespi d’Adda era il fiore all’occhiello dell’abitato di Crespi d’Adda, villaggio operaio dei Crespi che dal 1995 riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La cosidetta “pista” era un anello in cemento attorno al campo da calcio, nella centro sportivo progettato per il tempo libero degli operai e delle loro famiglie.