1954 12 31 U.S. Mori / Addio

La notizia viene ufficializzata nel gennaio del 1955, ma a fine del 1954 era già nota ai più: Vasco lasciava squadra, borgo e regione. Fatto in autonomia qualche vano tentativo per fare il salto di categoria, Vasco decide di accettare la proposta di una squadra di dilettanti toscana, non da ultimo perchè gli viene offerto anche un lavoro.

Ha già corso tante volte in Toscana, una terra che gli piace, con molti ciclisti forti. Terra di Gino Bartali, ormai verso fine carriera, a cui andava da sempre tutta la sua ammirazione, terra di Fiorenzo Magni con cui nel ’50 si era piacevolmente allenato sulla strade della riviera ligure. In Toscana il ciclismo piaceva ancora, mentre a Mori il calcio sembrava essere diventato ormai lo sport prioritario.

C’è un problema: la fidanzata Luisa, che ora è proprio una fidanzata ufficiale con tanto di anello al dito, rimarrà a Rovereto, dove lavora. Intensissimo lo scambio di corrispondenza, qualche telefonata al 16-53 di Rovereto che il centralinista della TELVE annuncia in arrivo da Prato, più qualche viaggio serviranno a tenere viva la relazione a distanza.

COSI’ ANNUNCIATO ALL’ASSEMBLEA DELL’U.S. MORI

Vasco Modena si trasferirà in Toscana

Felice consuntivo di un anno d’attività della società dei nero-verdi

Giovedì, 20 gennaio 1955

MORI, 19 In una sala dell’albergo Italia gentilmente concessa, presenti 70 soci circa, ha avuto luogo l’altro giorno l’annunciata assemblea generale ordinaria del locale sodalizio sportivo.
Proclamato all’unanimità a presiedere la medesima il signor Giuseppe Poli, prendeva successivamente la parola il signor Domenico Galassi presidente effettivo dell’U.S., il quale con efficaci parole ha rievocato la figura del dirigente Aldo Filippi, deceduto alcuni medi addietro, e faceva osservare agli astanti un minuto di silenzio.

Indi, il signor Galassi, riprendeva la sua relazione tecnica tratteggiando la mole di attività svolta dal sodalizio nell’arco di un anno che va dalla partecipazione al campionato di prima divisione all’organizzazione della V edizione della «Coppa città di Mori » ciclistica (vinta con distacco da Vasco Modena su un agguerrito lotto di concorrenti), dalla partecipazione al torneo per la disputa del «Trofeo Regione» (il cui girone di
qualificazione è stato recentemente vinto dall’undici neroverde), al finanziamento ed assistenza della squadra ciclistica, e specialmente di Modena che ha potuto così partecipare ad una trentina di gare anche fuori regione.

Il presidente Galassi espone in tal proposito una sintetica rassegna delle competizioni ciclistiche che hanno visto l’intervento dei nero-verdi nonché le vittorie ed i piazzamenti conseguiti. I risultati non sono stati, per la verità, portentosi; anzi piuttosto magri stante soprattutto l’accanirsi ostinato della sfortuna con l’alfiere Vasco Modena.
Quanto a Vasco Modena, il relatore ha annunciato che non correrà più nella prossima stagione sotto i colori dell’U.S., ma si trasferirà in Toscana dove avrà lavoro, possibilità di razionalmente allenarsi, e potrà far parte di una forte squadra; migliorerà cioè le sue possibilità di affermarsi. Galassi conclude beneaugurando a Modena anche a nome di tutti gli sportivi di Mori la cui non ingloriosa bandiera è sempre stata tenuta onestamente e con saldezza alta dal popolare corridore.
Dopo un breve intervento del dott. Degasperi, presidente onorario dell’U. S., che ribadisce le funzionalità specifiche di uno sport sanamente inteso, prende la parola il signor Gino Depretto, dirigente della sezione calcio, che espone tutta la serie di partite disputate dalla prima squadra, nonché quelle della compagine dei ragazzi, in gran parte vinte o pareggiate e pochissime perse per cui le somme che può tirare la sezione di calcio sono chiaramente positive e ciò può far bene sperare anche per l’avvenire.
Depretto affronta poi il problema riguardante l’aumento dei soci ed il consolidamento organico del sodalizio e ne abbozza della direttive considerate producenti per conseguire scopo.
Segue la relazione finanziaria, fatta dal cassiere signor Mariano Grigolli. Dalle cifre esposte il bilancio si chiude con un deficit di circa 80.000 lire; la situazione economica verrà tuttavia risanata quanto prima con gli introiti derivati dall’organizzazione della «veglia dello
sport» e dal vaso della fortuna, il cui allestimento (in occasione della grande sagra di S. Giuseppe) tocca quest’anno alla Sportiva.
Si procede indi all’elezione della nuova direzione che da 13 membri viene ridotta a 9.


Mori, 29 novembre 2009 – 55 anni più tardi, all’età di ottant’anni compiuti, Vasco ha il piacere di ricevere da parte dell’amministrazione di Mori il riconoscimento ufficiale per il suo impegno atletico come alfiere – ovvero colui che tiene alta la bandiera – della US Mori.

1954 10 16 Coppa Tre Città / Ultima gara con U.S. Mori

e così terminai le stagione 1954.

5° in volata dopo un bel recupero alla Coppa Tre Città, sul percorso Bolzano-Trento-Rovereto e ritorno, è la conclusione dell’ultima gara corsa da Vasco con la maglia nero-verde della U.S. Mori, la maglia del suo borgo natale. L’ultima gara con la Mori… con suo grande rammarico. Nessuno è profeta in patria, si consola.

In Trentino il boom economico non ha ancora fatto boom. La crescita industriale è lenta ed il settore non riesce ad assorbire i disoccupati in larga parte provenienti dal settore agricolo. Molti scelgono di spostarsi. E Vasco? avere un posto di lavoro è diventato importante, continuare a correre pure. ll passaggio ai professionisti sembra ormai un sogno del passato e le promesse dei dirigenti vane.

PER LA COPPA “TRE CITTA’,,

Vasco con la divisa della US Mori
(clic per vedere il ritaglio di giornale)

Sulle strade della regione si sono dati ieri cavalleresca battaglia i migliori dilettanti veneti per la disputa della Coppa tre Città, ultima gara valevole per l’aggiudicazione del premio Triveneto Ognisport del Trofeo Gerloni.
Ha vinto, meritatamente vinto, Giuseppe Vanzella dell’U.C. Vittorio Veneto uno dei componenti della squadra che si aggiudicò recentemente il titolo di campione d’Italia.
Altro brillante protagonista il trevigiano Cestari il quale, costretto ad un estenuente inseguimento durato tutta la rima parte della gara a causa di una malaugurata foratura, dopo aver raggiunto il gruppo alle porte di Trento, si rimetteva in caccia alla ricerca delle ruote di Vanzella, De Pedri e Zuanazzi, i tre protagonisti della fuga determinante, riuscendo nel suo intento dopo il giro di boa di Rovereto.
Pochi purtroppo i partecipanti alla corsa: solamente ventitrè i partenti, e ciò non meritavano certamente nè il giornale Ognisport che aveva designata quella di ieri come ultima gara valevole per l’aggiudicazione del premio da esso posto in palio, nè i dirigenti della Atesina che hanno dato proprio tutto per una perfetta riuscita.
Ce ne rammarichiamo vivamente.

Ed ora passiamo alla cronaca:
Partenza volante da ponte Roma alle 10 e 10 con dieci minuti di ritardo sul previsto; gruppo compatto sino a laives dove Rigotti, Liotto e Biasio giocano la loro carta ma non riescono a guadagnare che poche centinaia di metri che riescono a conservare sino al passaggio da Ora; sono Vanzella e Cestari che si incaricano di riportare sotto il gruppo che ad Egna sfila compatto. Subito dopo ripartono Vanzella e Zuanazzi che approfittano dell’arresto di Cestari il quale ha dovuto porre il piede a terra per foratura. Pure per una foratura deve arrestarsi il trentino Chemelli il quale non riuscirà a rientrare. A Lavis la situazione è quindi la seguente: al comando Vanzella e Zuanassi seguiti a trecento metri da De Pedri che ha pensato bene di lanciarsi all’inseguimento dei fuggitivi, a circa un minuto il gruppo con alle calcagna lo scatenato Cestari, più staccato ed ormai tagliato fuori Chemelli.
Al giro di boa sono sempre in testa Vanzella, Zuanassi e De Pedri, inseguono a 30″ Modena e Cestari e a 50″ Zago e Pizzini mentre il gruppo transita con un ritardo di oltre un minuto.

Sulla strada del ritorno i chilometri ed il ritmo sostenuto incominciano a mietere vittime: Zuanassi prima e De Pedri più avanti non ce la fanno più a tenere la ruota di Vanzella al quale si è affiancato Cestari, e sono costretti a desistere; dietro il gruppo si assottiglia sempre in modo che a Mezzocorona solamente una decina di corridori si possono ritenere ancora in lizza per un buon piazzamento. A pochi chilometri da Salorno, dove ci fermiamo per registrare i tempi, transitano ancora in testa Vanzella e Cestari con un primo di vantaggio su un gruppetto composto dai regionali Modena e Zago e da Braga, Antoniolli, Bortolozzo e Biasio.
Non tutto va bene però in testa, manca infatti l’accordo tra Vanzella e Cestari il quale in verità non tira troppo volentieri lasciando al compagno il compito più gravoso; ciò fa il gioco degli inseguitori che, Modena in testa, filano a gran carriera operando il ricongiungimento dopo il passaggio da Egna.
Operato il ricongiungimento torna la calma e nulla più viene a turbare la marcia di avvicinamento dei primi sette che si presentano compatti sul vialone di Corso Libertà. Arrivo in volata quindi e già tutti gli sguardi puntavano su Braga che si conosce come il medio dotato, quando Vanzella, pensa che non è giusto lasciar vincere gli altri dopo aver dato tutto per l’affermazione e trova ancora le energie bastanti per bruciare tutti con uno scatto davvero impressionante.
Grandi mazzi di fiori vengono offerti subito dopo l’arrivo a Vanzella, vincitoe della gara ed a Cestari che si è aggiudicato in maniera più che netta il premio Triveneto Ognisport; la Coppa Tre Città, come pure il pedale d’argento “Ognisport” sono andati all’U.C. Vittorio Veneto sempre per merito di Vanzella.

Gaetano Tornaghi

Ordine d’arrivo:
1) VANZELLA GIUSEPPE, U.C. Vitt. Veneto che compie i 180 km. in ore 4 e 31′ alla media di km. 39,840; 2) Braga mario, Cicl. Finetto di Montagnana; 3) Antoniolli Enzo, U.S. Isolberti S. Pietro Morubio; 4) Cestari Aurelio, U.C. Trevigiani; 5) Modena Vasco, U.S. Mori (Trento); 6) Bortolozzo Corrado, U.S. Coin, Mestre; 7) Biasio Francesco, S.C. Finetto di Montagnana;
8) Zago Giovanni, Libertas, Bolzano a 3′; 9) Pizzini Enzo, U.S. Volano (Trento); 10) Bonmassar bruno, U.S. Lavis (Trento); 11) Cadin Luciano, Veloce Club Trentino (Trento); 12) Zuanazzi Antonio, Pedale Scaligero, Verona; 13) De Pedri Mario, Veloce Club Trentino, Trento; 14) Sogna Ermes, Forti e Veloci, Trento; 15) Cont Marco, Alpina Sport, Trento.

Classifica finale per il premio Triveneto Ognisport:
1) Cestari Aurelio dell’U.C. Trevigiani; 2) Vanzella Giuseppe dell’U.C. Vittorio Venero; 3) Braga Mario della Cicl. Finetto di Montagnana.

Encomiabile come sempre il servizio d’ordine svolto dalla polizia del traffico. Ottimo pure il servizio svolto dai carabinieri ed agenti delle varie località fatta eccezione per Rovereto.

1954 10 03 Giro delle Puglie a tappe / Allegro non troppo

Terminai la stagione con sfortuna al Giro delle Puglie ero terzo in classifica generale, poi un errore di percorso ci fece sbagliare strada

Si tratta della sesta edizione del giro di Puglia, Lucania e Molise che ha luogo dal 3 al 10 ottobre 1954, gara ciclistica internazionale a tappe organizzata dallo Sport Club Barletta con il patrocinio della Gazzetta del Mezzogiorno.

Le tappe sono, sarebbero state sette, ma Vasco, come altri, tra cui Alessandro Fantini, già tre volte vincitore, lo accorcia a quattro, pur correndone cinque! Infatti alla quinta tappa dell’8 ottobre Fantini, in fuga con alcuni corridori, tra cui Vasco, per una segnalazione ambigua segue un percorso sbagliato. E anche due macchine della giuria seguono i fuggitivi. La segnalazione deve essere stata davvero ambigua! Dopo molto discutere, a tarda notte, la giuria decide che i primi arrivati devono considerarsi come ”ritirati”, causa errore di tragitto. Fosse stato altrimenti, al termine della quinta tappa, a Campobasso, Vasco sarebbe risultato terzo in classifica generale e avrebbe potuto continuare il Giro di Puglia e Lucania. Ma cosi non è stato.

Il vincitore del giro sarà Marcello Mascii, mentre i vincitori delle singole tappe furono:
1. Barletta-Fasano: Trapé Ardelio
2. Fasano-Lecce: Fantini Alessandro
3. Lecce-Trani: Fantini Alessandro
4. Trani-San Giovanni Rotondo: Fantini Alessandro
Giornata di riposo a San Giovanni Rotondo il 7 ottobre
5. San Giovanni Rotondo-Campobasso: Milesi Giambattista
6. Campobasso-Termoli: Milesi Giambattista
7. Termoli-Barletta: Milesi Giambattista

Prima Tappa (clic per leggere il ritaglio)
Quarta Tappa (clic per leggere il ritaglio)

Già nella seconda tappa vi erano state due volate, sempre per errore di percorso, con la squalifica del francese Fanuel. Nella quarta tappa, come possiamo leggere anche nella cronaca, causa la strada interrotta, i corridori ad un certo punto sono costretti a prendere la bicicletta in spalla e percorrere un tratto a piedi… In tutte le tappe Vasco è ben piazzato, sempre col gruppetto dei primi, tanto che alla fine della terza tappa è sesto in classifica generale, e con la quarta guadagna un’altra posizione. Nella quinta tappa succede di nuovo che la gara vede una doppia volata, causa errore di percorso: Vasco sarebbe stato terzo in classfica generale… se non ci fosse stata poi la squalifica degli ignari corridori. L’Avanti del 9 ottobre dal canto suo non esita a definire allegra e scarsamente seria la organizzazione di questa edizione del Giro di Puglia, Lucania e Molise, mentre il Corriere della Sera si limita a proclamare: una gran confusione.

1954 09 28 Giro di Puglia e Lucania / La cartolina

Inviata il 28 settembre da Barletta arriva – quasi per miracolo, considerando come è stato specificato l’indirizzo – la cartolina espresso che conferma l’iscrizione di Vasco Modena al Giro di Puglia e Lucania. Per fortuna alle poste di Trento più di un impiegato conosce Vasco di fama e gli fa recapitare la cartolina.

Si tratta di un giro internazionale di sette tappe per dilettanti ed indipendenti, giunto alla sua quinta edizione.

L’espresso reca come indirizzo Unione Sportiva Tre Mori – Trento (il G.S. ”Tre Mori” esisteva veramente, ma non a Trento!) mentre la comunicazione doveva essere indirizzata a Mori Borgata, in provincia di Trento, dove Vasco abitava…

In questo stesso periodo Vasco ha ancora a che fare con le visite di controllo del consulente medico per la pratica di responsabilità civile, aperta in seguito all’incidente del 2 agosto 1953

Con una romantica cartolina inviata il primo ottobre da Barletta, dopo un lungo viaggio che gli ha fatto attraversare l’Italia da nord a sud, Vasco si premura di rassicurare a casa: ”Arrivato bene”

1954 09 12 Recupero G.P. Pirelli / Fatto tanto ma niente da fare

Alla finale del Gran premio Pirelli sono ammessi di diritto i dilettanti azzurri già selezionati per i Campionati del Mondo su strada o inseguimento, quindi i qualificati per le varie regioni italiane e la Svizzera. ll regolamento prevedeva inoltre che alla finale venissero ammessi di diritto corridori stranieri tra i partecipanti ai mondiali e due italiani di Francia selezionati dal commissario U.V.I per la Francia. La gara di recupero a Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, dava la possibilità ad otto corridori aventi già partecipato alle eliminatorie regionali di qualificarsi per la finale di Milano del 19 settembre. Otto corridori. Modena è il più attivo, dice la cronaca, ma questo non basta. Il finale della gara di recupero è in volata e Vasco è dodicesimo.

Pettorale Nr 21 del IV GP Pirelli
Della tenace lotta di Vasco per la qualificazione alla finale rimane questo pettorale con il numero 21, forse della eliminatoria regionale o forse del ricupero nazionale.

IL RICUPERO DEL GRAN PREMIO PIRELLI
VINCE FANTINI ma è Modena il più attivo

Porto S. Elpidio, 12

Alessandro Fantini. il corridore abruzzese che onora, i colori dello S. C. Brescia, ha vinto oggi a Porto S. Elpidio la fase di ricupero del G. P. Pirelli che vedrà il suo svolgimento sulle strade lombarde domenica prossima. Miglior sorte avrebbe meritato il trentino Vasco Modena, il quale è stato senza alcun dubbio il più attivo in corsa, cercando a più riprese di evadere dal plotone. Forse le sue qualità di scalatore avrebbero preferito una unica dura salita piuttosto che una serie di piccoli strappi i quali non consentivano la realizzazione di tentativi spericolati.

Subito dopo la partenza un gruppetto nel quale si facevano notare Gervasoni Mazzacurati e Modena riusciva a guadagnare un centinaio di metri sul plotone che però non tardava a riassorbire gli animosi. Al secondo passaggio da Porto S. Elpidio forava Malvicini, il quale però, con un bell’inseguimento, riusciva a rientrare in pochi chilometri. Ancora Modena si faceva notare all’inizio della terza tornata. Ma questa volta Fantini era pronto a prendere la sua ruota e il trentino non insisteva nel proprio tentativo.
All’inizio dell’ultimo giro 20 corridori si trovavano ancora in testa, a dimostrazione della severità della prova. Di questi 12 disputavano la volata che era dominata da Fantini scattato a 200 metri.

Ecco l’ordine d’arrivo:
1) FANTINI Alessandro (S. G. Brescia) che compie i km. 150 in ore 4.4′, alla media di km. 36,885;
2) Zucchetti Giancarlo, Milano;
3) Raineri Giovanni (Fiat);
4) Marinei Germano, Milano;
5) Danti Beppino, Rosello Porre;
9) Gervasoni Renato, Erbitter Gavardo;
7) Ronchini Enrico, S. Martino in Strada;
8) Finessi Secondo, Ravenna:
9) Bombardieri Giovanni, Bergamo;
10) Malvicini Angelo, Alessandria;
11) Mazzacurati Italo, Bologna;
12) Modena Vasco, Mori, tutti col tempo del vincitore.

12 Settembre 1954

Ancona Via Marconi negli anni 50
Sulla via verso Porto Sant’Elpidio, dove disputerà le selezioni per il Gran Premio Pirelli, come è solito fare, Vasco invia alla sua Luisa una cartolina. Ritrae Via Marconi, Ancona, come appariva nei primi anni ’50.

La selezione per le finali del G.P. Pirelli del 19 settembre è andata buca, e allora si fa un cambio di programma, partecipando alla Coppa Luigi Tagliabue a Mariano Comense (CO) di Km 163, in cui Vasco si classifica al quarto posto. La gara vede vincitore Aldo Besana.

1954 09 08 La Astico Brenta / MMM…

[8-9] 2° Astico Brenta. 1° Maule 3° Moser

Lapidaria questa frase, come lo sono quasi tutte le note nelle ultima pagine del quaderno. Nella Astico Brenta Vasco guadagna un ottimo secondo posto, il settimo di una stagione iniziata tardi e con cautela dopo il fatidico scontro con il pullman del 2 agosto 1953. Questa volta non cita solo chi ha lo ha preceduto in classifica ma anche chi lo ha seguito: Maule e Moser. Cleto Maule e Aldo Moser pochi mesi dopo passeranno a far parte della squadra professionistica Torpado capitanata da De Filippis. Forse, anche se di questo Vasco non ha mai parlato, ne è rammaricato, nel momento in cui scrive: è lì, classificato tra i due M, giovani azzurri e professionisti a breve, mentre lui, il terzo M, Modena, capisce che o il passaggio si risolve con l’anno nuovo o mai più.

NELLA ASTICO-BRENTA
Volata di Maule su Modena e Moser

VICENZA, 8. La classica Astico-Brenta che anche quest’anno si correva per il Gran Premio Lane Rossi, ha una tradizione da rispettare e dobbiamo senz’altro dire che questa tradizione, che vuole una prova interessante e combattuta, è stata rispettata in pieno.
Sui 210 chilometri del percorso, reso duro oltre che dalla severa distanza, dalle asperità che lo distiguono e dallo stato delle strade (nel tratto Calceranica-Vigolo Vattaro in Riatto sono veramente pessime), mai si è avuta una sosta nell’accesa lotta.

Così la gara che il V. C. Vicenza ha ottimamente organizzato e felicemente condotto in porto, ha visto una partenza veloce dopo il «via» e, già a Marostica, Rampon, Tonin e Colearo in difficoltà per il veloce ritmo.

Passaggio rapidissimo per Bassano del Grappa e per la suggestiva vallata del Brenta con il gruppo di testa composto da undici unità condotto da Da Bello e Vidale (sono sulle strade di casa).
Un altro gruppo segue a 59″ e altri sono disseminati a distanza. Ma praticamente, malgrado il ritmo sempre veloce, la gara non ha grande storia fino a Calceranica.

Qui, all’inizio della maggiore asperità della giornata, e cioè la salita che in poco più di 20 km. porta da metri 490 ai 1.171 metri di Lavarone, ancora i distacchi già, indicati ed i migliori – con essi Maule e Moser – in posizione di vigile attesa. Fondo stradale pessimo nel primo tratto ed azione potente di Segafredo che però darà presto fondo alle sue possibilità e scomparirà dalla lotta.

Dopo di lui, coraggiosa iniziativa del piccolo Franceschini che passa per primo a Vigolo Vattaro, a Forni ed a Centa. Il trentino verrà poi raggiunto prima del valico della Fricca.

Nel frattempo nelle retrovie fanno luce i cannoni. Sono gli azzurri Moser e Maule fanno valere la loro miglior classe e le loro doti di scalatori. Essi superano avversari su avversari senza dar loro neppure il tempo di accodarsi ed in prossimità di Lavarone, con uno scatto potente si liberano anche dei più tenaci dei loro competitori, cosicchè al traguardo per il Gran Premio della montagna Lane Rossi passano nell’ordine: Moser, Maule, Tosato, Modena e Franceschini. Gli altri sono nettamente distanziati. La discesa per Lastebasse farà pure le sue vittime. Cade Franceschini. forano Maule, Moser e Tosato (due volte), cade Macchi Aldo, forano e cadono altri; ma questi incidenti non influiscono sull’andamento della gara perchè i migliori riescono a riparare o a rialzarsi e recuperare.

Non ha storia per le prime tre piazze la gara da Lastebasse per Schio e Vicenza. Ricongiungimenti invece per le posizioni successive.
Al traguardo (folla strabocchevole come lungo tutto percorso), volata a tre. E’ Maule naturalmente che la spunta di poco su Modena Moser. Sul gruppetto dei sei inseguitori prevale invece Coletto.

Ecco l’ordine d’arrivo : 1. Maule Cleto (V. C. Vicenza) km 210, in 5.51′, media km. 35,897; 2. Modena Vasco (U. S. Mori Trento); 3. Moser Aldo (U. S. Aurora Trento); 4. Coletto Angelo (C. C. Trevigiani) a 3’20”; 5. Tessaro Giorgio (S. C. Lygie Lubian Padova); 6. G. Tosato Mario (U.S. Benacense Riva di Trento); 8. Marchi Aldo (Lanerossi Schio); 9. Segafredo Germano (G. S. Rossato Sant’Orso); 10. Trombin Bruno (V. C. Padova).

9 settembre 1954


L’articolo qui di seguito racconta la Astico-Brenta corsa giovedì 8 settembre e la vede come prologo alla corsa “Caduti Lavisani” in programma a Lavis domenica 12, attendendo di vedere anche Vasco tra i contendenti all’importante trofeo. Ma Vasco ha un altro programma, cioè il recupero alla selezione del Gran Premio Pirelli che non va lasciato intentato. La Caduti Lavisani commemorava i 118 uomini di Lavis caduti durante la prima guerra mondiale. Per la cronaca la gara di Lavis fu poi vinta in volata da Aldo Moser proprio su Cleto Maule.

Il trofeo “Caduti Lavisani”

Prologo della grande corsa la Astico – Brenta (vinta da Maule)

Lavis, 9 – Il trofeo «Caduti Lavisani» che si correrà domenica prossima ha avuto il suo prologo nella Astico-Brenta disputata l’altro giorno a Vicenza. Tutti i corridori che vi hanno preso parte saranno presenti domenica a Lavis. Si può dunque dire che la Astico-Brenta è stata, più che altro, una corsa di assaggio per la grande barraglia che si scatenarà domenica prossima sulle strade del Trentino.
Alla competizione vicentina hanno preso parte, oltre agli azzurri Maule e Moser, anche Modena, Versini, Franceschini, Cadin e Zago: come dire che i migliori trentini hanno voluto essere presenti per saggiare le forze degli avversari che saranno loro di fronte fra due giorni. Ne si può dire che i nostri si siano impegnati a fondo. Solamente Moser per prestigio più che altro ha disputato la sua corsa e Modena, Trovatosi a ruota con i due azzurri, si è comportato nella maniera più brillante.
Sul traguardo di Vicenza questi tre uomini si sono disputati la volata che è stata vinta da Maule cioè dall’uomo di casa.
Maule e Moser se ne erano andati sulla salita che porta a Lavarone: la loro azione aveva fatto il vuoto nelle file del plotone nel quale però tanto Versini e Zago come Cadin e Franceschini non davano l’impressione di voler forzare. Solamente Modena si metteva alal caccia dei due fuggitivi e la sua audacia aveva come premio il ricongiungimento. Prima Moser e in seguito anche Maule infatti erano costretti a terra nelal discesa da forature Modena piombava sui due e li sorpassava riuscendo a mantenere la testa della corsa per parecchi chilometri. Poi, forse poco convinto di farcela o forse per non sprecare troppe energie in vista della più impegnativa prova di domenicam veniva raggiunto e così erano in tre a disputarsi le volata sul vialone vicentino. Maule riusciva a mettere la propria ruota davanti a quella di Modena per pochissimo mentre Moser, forse partito troppo presto, non insisteva.

Versini, Franceschini, Cadin e Zago si sono sempre mantenuti nel plotone degli immediati inseguitori alle spalle del terzetto di avanguardia. La loro corsa è stata piuttosto al risparmio pur con una classifica che li pone tra i migliori. I nostri rappresentanti tengono certamente più alla gara di Lavis nella quale – ne siamo certi – difenderanno degnamente e assieme a Moser e Modena i colori del ciclismo tridentino di fronte alla fortissima rappresentativa degli extraregionali capitanati da Cleto Maule, il vincitore della Astico-Brenta. Indubbiamente Maule ha voluto vincere davanti al suo pubblico: forse per questo il battagliero atleta vicentino ha condotto la gara «alla morte». A lui la cosa è riuscita.
Vedremo se domenica prossima riuscirà anche ai rappresentanti della nostra regione, battere gli extra regionali. Certamente il ciclismo nostrano nella gara di Lavis sarà degnamente rappresentato e non sarà facile – come in altre occasioni – togliere a Moser, Modena, Versini, Zago, Cadin, franceschini ecc. la soddisfazione di vincere una corsa davanti al pubblico di casa.
La Astico-Brenta è stata un assaggio: fra due giorni la grande prova.

Ecco l’ordine d’arrivo della corsa vicentina:
1. MAULE CLETO Veloce Club Vicenza che compie i km. 208 del percorso in ore 5. 50′ 16″, alla media oraria di km. 36.299;
2. Modena Vasco, U.S. Mori, a mezza macchina;
3. Moser Aldo U.S. Aurora Trento, a una macchina;
4. Coletto Angelo U.S. Travigiani Treviso a 2’52”; 5. Tessaro Giorgio S.C. Lubian Padova; Tosato Mario id.; 7. Versini Mario S.S. Benacense Riva; 8. Marchi Aldo, Lanerossi Schio; 9. Seganfredo Germano, S.C. Rossato Santorso, tutti con lo stesso tempo si Coletto;
12. Cadin Luciano, Veloce Club Trentino a 7’53”; 13. Biasio Francesco, G.S. Finetto Montagna; 14. Marchioro Pietro S.C. Rossato Santorso; 15. Cavaliere Mario, Lanerossi Schio; 16. Franceschini Natale, U.S. San Giorgio Vela; 18. Zago Giovanni, U.S. Bolzano; seguono altri 20 arrivati.

1954 09 05 Eliminatoria G.P. Pirelli / La volata non è il suo forte

Troppo spesso quando l’arrivo si aggiudica in volata Vasco non riesce ad attraversare per primo il traguardo. Lui stesso lo dice che la volata non è il suo forte, vi si trova a disagio. La gara, disputata in quest’anno 1954 piuttosto avanti nella stagione, costituisce l’eliminatoria regionale con la quale si conquista il diritto a concorrere nella finale del G.P. Pirelli a Milano, domenica 19 settembre con traguardo al mitico Vigorelli. Quanto vorrebbe tornarci il Vasco! Fugge quindi, ma è in compagnia. E alla volata del manipolo non è né primo né secondo, quanto sarebbe stato necessario per poter gareggiare nella finale. Il risultato lascia aperta però una stretta porticina: il recupero nazionale a Porto S. Elpidio, dove è possibile il ripescaggio di alcune unità.

Nella cerimonia di apertura di questa gara, il cui tracciato unisce Trento e Bolzano, Vasco ha l’onore e l’onere di deporre un mazzo di fiori ai piedi del monumento a Dante Alighieri, nella piazza antistante la stazione ferroviaria di Trento. A Bolzano il monumento a Walther von der Vogelweide aspetta intanto il suo tributo.


Tratta dalle fotografie (la 3 di 4) della gara, conservate nell’Archivio Storico Pirelli.


Perché questa cerimonia? Il monumento di Cesare Zocchi fu eretto nel 1896, quando il Trentino faceva parte dell’impero Austro-Ungarico, quale simbolo della minoranza italiana in una nazione di lingua e cultura tedesca su finanziamento delle genti trentine: ”Affermazione e simbolo del pensiero italiano”. Per quella occasione fu composto “Inno al Trentino” e Giosuè Carducci dedicò a tale evento una composizione poetica. In seguito la Storia capovolse le sorti: furono Bolzano e provincia a divenire terra di minoranza linguistica in territorio italiano, per il disagio di molti.
Alla base del monumento a Dante, dove Vasco depone i fiori, è incisa un’epigrafe importante: “Inchiniamoci Italiani – Inchinatevi Stranieri – Deh! Rialziamoci – Affratellati nella giustizia“, richiamo alla fratellanza tra popoli pur con diverse identità linguistiche e culturali.

Il 5 settembre, giorno della gara, ricorre l’anniversario della firma dell’accordo Degasperi – Gruber (1946) in seguito al quale l’Italia ripristinò nell’Alto Adige – Südtirol l’uso ufficiale del tedesco, il suo insegnamento, e reintrodusse i toponimi tedeschi cancellati dal fascismo. Un grande passo in avanti verso il rispetto e la tutela delle minoranze.

Sul traguardo di Bolzano Vasco è quarto nella volata vinta da Versini. Fantastici i tifosi sul palo della luce.

Zago, Cadin e Modena finiti in un… fazzoletto
hanno formato con il rivano il quartetto dei migliori

Con una bruciante volata Mario Versini della Benacense di Riva ha piegato sul traguardo di arrivo i suoi tre compagni di fuga Zago, Cadin e Modena.
Questa la fase elettrizzante e decisiva di una gara interessantissima e combattuta svoltasi sul percorso Trento, Bolzano, Sciavez, Bolzano e che era valevole quale eliminatoriaa regionale del Trofeo Pirelli.
Come è noto a detta gara potevano partecipare soltanto gli atleti appartenenti a società ciclistiche della regione. Ma anche senza la partecipazione degli atleti extraregionali, che di solito sono quelli che danno lustro, tono e vivacità alle nostre manifestazioni, si può senz’altro affermare che ieri i dilettanti tridentini hanno battagliato senza tregua lungo tuuti i 160 chilometri del percorso, dando vita ad una corsa entusiasmante. Logico che dalla dura lotta sortissero nel finale gli uomini migliori. Fatta eccezione del valoroso e sfortunato Franceschini, attardato da una foratura nell’attraversamento di Bolzano e fatta eccezione del campione regionale Depedri – oggi in giornata non brillante – tutti i nostri migliori corridori del momento e precisamente Versini, Zago, Cadin e Modena sono giunti in un fazzoletto a Bolzano per contendersi allo sprint l’ambita vittoria.
Se ne erano andati su per l’erta che porta a Sciavez e nessuno era riuscito a tener loro le ruote. Alternandosi saggiamente a condurre i quattro volavano verso l’arrivo, senza essere minacciati da alcuno.
Ma se questi si possono definire i quattro moschettieri della corsa non si possono dimenticare le prove di Liotto, instancabile animatore della prima parte della gara, di Soana il piccolo e generoso atleta della Forti e Veloci, sempre dentro in ogni fuga fini che le forze lo hanno sostenuto, di Pisoni, altro minuscolo atleta con un cuore ed una volontà più grande di lui e che è stato l’ultimo a lasciare le ruote dei più forti su per l’erta di sciavez. Ed ancora dobbiamo sottolineare la prova maiuscola di Simoncelli un modesto ragazzo che in corsa non si vede mai ma che ha saputo terminare al sesto posto, davanti al regolare e volitivo Callegari e a De Pedri. Confortante infine il rientro di Chemelli, mentre sfortunata è stata la prestazione del roveretano Cozzupoli, altro animatore della fase iniziale e malamente tolto di gara da uan caduta.

Mario Versini, il vincitore, era da tempo che andava in cerca di una affermazione che lo ripagasse da tante prove sfortunate disputate quest’anno. Nella volata finale è scattato fuori al momento giusto superando di slancio il bolzanino Zago che – sapendosi il più veloce del quartetto – ha commesso l’ingenuità di condurre l avolata agli altri. Il secondo posto conquistato dal bolzanino è comunque meritato cme meritata è la sua ammisissione alla finale nazionale del Trofeo Pirelli che Zago correrà unitamente a Versini. Luciano Cadin, la giovane speranza del Veloce Club Trentino si è piazzato terzo e ciò dimistra in modo eloquente gli enormi progressi compiuti da questo generoso ragazzo al suo primo anno nelal categoria dei dilettanti. Vasco Modena vincitore di ben tre edizioni della “regionale del Pirelli” ha trovato quest’anno disco chiuso.
E’ ormai nota la debolezza del suo spunto finale e ciò giustifica il suo piazzamento. La gara di Modena è stata tuttavia brillante, autoritaria e all’altezza della sua classe.

Il percorso scelta dagli organizzatori (Sport Club Italia di Trento e Società cilistica Adriana di Bolzano) è stato indovinato e dimostra una volta di più che anche senza l’inclusione di grosse asperità può diventare ugualmente selezionatore degli uomini migliori. L’organizzazione alla quale ha contribuito con larghezza e generosità di mezzi la filiale regionale della Pirelli, è filata via liscia, regolare, perfetta. Ha assistito e seguito la gara il commissario tecnico nazionale dell’UVI, Alfredo Binda, l’indimenticato campione del ciclismo mondiale.

Ed ecco alcuni cenni di cronaca. Si parte in perfetto orario da Trento e i concorrenti dimostrano immediatamente le loro velleità, partendo a cinquanta all’ora. A Gardolo un quartetto è già in fuga. Si tratta di Liotto, Cozzupoli, Soama e Pisetta che transitano con duecento metri di vantaggio su una coppi formata da Franceschini e Andreatti, che a loro volta hanno 200 metri dal gruppo.
A San Michele Franceschini e Andreatti raggiungono i quattro di testa e subito dopo scappa Liotto che insistendo nel suo sforzo prematuro e generoso transita tutto solo da Salorno con 15″ di vantaggio si Andreatti e gli altri cinque e con 2’30” sul gruppo. Superato Salorno assistiamo ad una autentica prodezza del rivano Versini che staccatosi dal grosso riesce in pochi chilometri ad accodarsi ai fuggitivi che intanto hanno assorbito Liotto. A Ora il gruppettto degli attaccanti precede di 35″ il gruppo che condotto furiosamente da Modena si fa sempre più sotto; a Bronzolo infatti il ricongiungimento è cosa fatta, ma ci pensano nuovamente Cozzupoli, Soana e Liotto e Simion ad andarsene decisamente. Insistendo nell’azione i fuggitivi raggiungono soli Bolzano dove il minuscolo Soana riesce a precedere per una volata a premio il roveretano Cozzupoli e Liotto. Il gruppo però non è lontano ed appena fuori Bolzano è di nuovo sugli animosi fuggitivi.
La calma ristabilitasi dura peraltro ben poco, ché Zago, chemelli, Rigotti ed ancora l’irriducibile Soana sono nuovamente in fuga. A Ponte Gardena gli stessi infatti transitano con 30″ su Modena che conduce energicamente gli inseguitori. Su questo tratto di strada i meno forti risentono della veloce andatura di questa parte iniziale e si staccano inesorabilmente. <br>Prima di Chiusa il gruppo dei migliori + nuovamente ricomposto. Esso è formato da 14 unità e precisamente Versini, Modena, Soana, Cadin, Depedri, Pisoni, Callegari, Zago, Rigotti, Bonmassar, Simoncelli, Fondriest e Andreatti. tutti questi transitano compatti da Bressanone ed affrontano le ampie curve in salita che conducono a Sciavez, Si staccano subito Rigotti, poi Andreatti, Soana, Bonmassar, Fondriest, poi più sopra anche Callegari, depedri e Simincelli devono lasciar andare i più forti. <br>Restano in cinque e precesamente Modena, Versini, Zago, Cadin e Pisoni. Quest’ultimo resiste rabbiosamente, ma infine anche questo piccolo commovente altela deve cedere.
In prossimità del culmine Cadin scatta per aggiudicarsi la vittoria nel premio della montagna, ma Zago reagisce prontamente e riesce a superare il trentino sul traguardo si Sciavez.
Da questo momento la gara non ha più storia. I quattro di testa volano sulla strada del ritorno verso Bolzano aumentando via via il vantaggio sugli inseguitori che transitano da Bressanone in questo ordine: Pisoni e Simoncelli a 1’30”. Depedri e Callegari a 3’30”, Chemelli, fonderiest e Soana a 6′, Andreatti, Rigotti e Bonmassar a 6’45”. Più staccati ed ormai definitivamente battuti tutti gli altri superstiti.
Da Bressanone a Bolzano le sorti non mutano gan che. I quattro di testa si disputanp la vittoria in volata ed alle loro spalle giunge solo il piccolo Pisoni che nel finale è riuscito a loberarsi di Simoncelli. Poi alla spicciolata tutti gli altri.

Ottone Cestari

L’ORDINE DI ARRIVO: 1) VERSINI MARIO S.S. Benacense Riva che compie il percorso di km. 161 in ore 4.32 alla media di km 37,279; 2) Zago Giovanni, Libertas Bolzano, s.t.; 3) Cadin Luciano, Veloce Club Trentino s.t.; 4) Modena Vasco, U.S. Mori, stesso tempo; 5) Pisoni Ezio, U.S. Aurora, Trento, a 3′; 6) Simoncelli Attilio, U.S. Volano a 4′; 7) Callegari Bruno, Libertas, Bolzano, a 8’30”; 8) Depedri Mario, veloce Club Trentino, a 9′; 89) Chemelli Mario, U.S. Aurora, Trento, a 15′; Rigotti Arnaldo, Libertas, Bolzano, s.t.; 11) Andreatti Riccardo, U.S. Lavis, s.t.; 12) Soana Ermes, Forti e Veloci, Trento s.t.; 13) Bonmassar Bruno, U.S. Lavis s.t.; 14) Fondriest Cornelio, U.S. San Giorgio Vela, Trento, a 15’30”; 15) Maltratti Enrico, U.S. Aurora, Trento, a 31′; 16) Maltratti Vigilio, G.S. Avanguardia Trento, s.t.

La targa Pirelli è stata assegnata alla Società sportiva Benacense per merito del vincitore Mario Versini.

1954 08 22 Innsbruck Landeck e ritorno / Bella figura

Bella figura trentina alla Innsbruck-Landeck-Innsbruck. Vasco Modena arriva secondo e l’amico Giuseppe Pintarelli si posiziona al terzo posto. Sono i frutti del lavoro di allenamento e dell’intesa che lega i due corridori.

ANCORA UNA AFFERMAZIONE TRENTINA IN AUSTRIA

Modena e Pintarelli 2° e 3°
nella Innsbruck – Landeck – Innsbruck

Innsbruck, 22

Una nuova, squillante affermazione del ciclismo trentino, è stata conquistata oggi nella gara internazionale Innsbruck-Landeck-Innsbruck, assai nota agli sportivi della regione, per essere stata ripetutamente teatro delle affermazioni di Menapace.
Contro una cinquantina di corridori in maggioranza tedeschi, era una pattuglietta di tre italiani: Damiano Zago ed i nostri Vasco Modena e Giuseppe Pintarelli.
La partenza è stata data di buon mattino, con un tempo affatto favorevole: pioggia e freddo che hanno reso anche più massacrante l’impegnativo percorso.

I corridori di seconda categoria, sono partiti dieci minuti prima dei migliori. Il gruppo dei favoriti, nei quali Pintarelli e Modena si sono distinti per a loro attività, alternandosi quasi costantemente alla testa del plotone, ha però raggiunto i seconda categoria dopo un centinaio di chilometri di corsa. Poco dopo, il treno infernale imposto dagli italiani costringeva il grosso plotone formatosi a sgranarsi nuovamente in una lunghissima fila. Ad un ennesimo scatto di Vasco Modena, solo Pintarelli e Zago, con due austriaci resistevano. Una diecina di chilometri più tardi, nuovo attacco italiano,
che eliminava decisamente anche i due che avevano tenuto le ruote ed il terzetto dei tricolori ha filato di buon accordo, a pieni pedali, verso il traguardo finale.
La volata, disputata così in famiglia, ha visto prevalere Zago che ha avuto la meglio per una ruota su Vasco Modena, mentre Pintarelli seguiva ad una macchina.
Il tempo totale impiegato è stato di, quattro ore e tredici minuti, alla media di quasi 33 chilometri orari. Il record della prova, che era detenuto da Menapace, è stato abbassato di oltre 10 minuti.

22 agosto 1954

Nel giorno della gara un pensiero da Innsbruck alla amata fidanzata

Il Menapace a cui accenna l’articolo come detentore del precedente record, è il grande Richard Menapace.
Nato sudtirolese nel 1914 nella Tramin (Termeno) austro-ungarica, divenuto suo malgrado italiano al termine della Grande Guerra e, dopo la Seconda Guerra, cittadino austriaco per scelta dal 1948, fu vincitore di due Giri dell’Austria, nel 1949 e 1950, e di svariate altre competizioni. La sua figura in maglia gialla ha avuto un particolare significato eroico-nazionalistico per la nuova Austria del dopoguerra, diventando un idolo sportivo, una leggenda vivente che ha entusiasmato gli sportivi del tempo.

1954 08 03 Allenamenti / Con Pinta e …

[3-8] mercoledì e giovedì con Pintarelli, allenamento in val di Fassa. Domani e dopo, allenamento, ancora con Pinta, stavolta si va a Primiero.

Il tre agosto del 1954 Vasco scrive una lettera a Luisa, in vacanza in Austria presso una cara zia, per tenerla aggiornata su quel che fa, ivi compresi gli allenamenti, magari con Giuseppe Pintarelli. Durante l’estate spesso i due corridori trentini, ex compagni di squadra nella Cofler di Rovereto, si allenano assieme, anche se il Pinta è già professionista. Ma, da quel che sembra vedendo le firme apposte su questa cartolina, inviata dalla bellissima Val di Fassa all’indirizzo della zia austrica, ad allenarsi erano in buona compagnia! Leggere per credere.

Gli allenamenti in montagna con il Pintarelli sono finalizzati alla gara del Giro del Vorarlberg, dell’8 agosto, che vede impegnati i nostri due su un percorso che richiede 5 ore e 44 minuti al vincitore Pinta, e 10 minuti in più al Vasco, che conclude al sesto posto.

Italiener gewann “Rund um Vorarlberg”

Volkszeitung, 9. August 1954

L’italiano Giuseppe Pintarelli, grazie alla sue eccellenti condizioni e qualità sportive, ieri ha vinto la corsa su strada sul percorso noto come “Giro del Vorarlberg” in ore 5:44.17 davanti ai viennesi Wukitsevits, Mascha e Christian.

[…]

Curiosità – Dopo la gara c’è un reclamo di Franz Wukitsevits in quanto un poliziotto gli ha dato istruzioni sbagliate poco prima dello stadio Bodensee, mentre Pintarelli ha seguito il percorso corretto per arrivare allo stadio. Tuttavia, gli organizzatori della gara hanno risposto a questa lamentela affermando che il viennese doveva conoscere il percorso.

1954 08 01 Campionato a cronometro / Mai dire “vinco”

Vasco si piazza al secondo posto in una cronometro che passa da “casa”, il Criterium Trento-Rovereto-Trento valido come prova unica per il Campionato Regionale, che forse Vasco e i suoi dirigenti pensavano di avere già in tasca prima della partenza. Così non è stato.

Nelle gare a cronometro si deve attendere che anche l’ultimo concorrente abbia concluso la propria gara per poter stilare la classifica definitiva: mai dare per scontato che la vittoria ricada per forza sul grande favorito di turno. Questa volta era Vasco ad essere atteso come vincitore. Un’altra volta, il 30 settembre 1956, sarà Vasco a sorprendere tutti.

Vasco in azione
I titoli regionali dilettanti nel “Criterium a Cronometro” fra Trento e Rovereto

Dalla avvincente lotta con un ritorno veemente balza sul titolo DEPEDRI

Vasco Modena dopo aver dominato giunge secondo a 12″ dal vittorioso – Al bolzanino Poehl il titolo del CSI

Il «Criterium regionale del dilettante» organizzato con piena rispondenza da dirigenti di abile e sicura mano quali quelli del «Trento Sport», è venuto a far centro all’interesse del non piccolo e certamente vivace mondo del ciclismo regionale.
Assente Moser, si trattava di vedere quali dei pedalatori delle due province di Trento e di Bolzano, vale a dire della circoscrizione regionale, potessero aver titoi al diritto di iscrivere il proprio nome nell’albo dei campioni annuali della Venezia Tridentina. Il fatto poi che quest’anno il Comitato Regionale avesse disposto di passare della formula a prove multiple, adottata negli anni scorsi, a quella della prova unica, aveva accentrato ed acuito la volontà dei giovani pedalatori. C’è stato in essi – e lo si è visto dal piglio decisamente lanciato all’attacco dimostrato in gara – anche quel pizzico di puntiglio che è venuto a completare il quadro della manifestazione.
Cosicché, per quanto una gara a cronometro si affidi più che altro ai canoni ed ai motivi fondamentalmente tecnici, che possono pertanto anche non essere trascinatori di entusiasmi, quella disputata ieri mattina lungo i 49 chilometri della Trento-Rovereto e ritorno è vissuta nell’appasionante avventura sportiva ardentemente voluta dallo spirito di battaglia e dall’agonismo dei concorrenti. Il gioco delle parti ha voluto rivolgere nettamente le posizioni che sul filo della logica nell’andata si erano andate formulando, dando ragione alla seconda parte della gara.
In effetti, la logica risiedeva, invece ed appunto, in questa seconda parte. Quarantanove chilometri sono una bazzeccola in una gara in linea, ma rappresentano quasi un limite estremo per una competizione a cronometro; gli ultimi chilometri sono i più decisivi, i più sudati.
Se nei primi può essere l’entusiasmo a dare benzina alle gambe, nel finale è la sofferenza che le morde, ed un nulla può cancellare come una spugna l’accredito di secondi ed anche i minuti che in principio si fosse segnato sulla propria lavagna.

Anche il «Criterium» ha visto la galoppata di un entusiasmante Modena dar l’impressione di travolgere, tanto densa la sua pedalata di stile e di autorità, tutti gli avversari. Al giro di boa di Rovereto il sempre ammirevole e generoso alfiere nero-verde dell’U.S. Mori era in netto vantaggio sull’aitante Versini (45″) e di oltre un minuto su quelli che potevano portargli pericolo: Depedri e Cadin, gli atleti del Veloce Club Trentino erano in quarta posizione a 1’05”, mentre lo smilzo Franceschini faceva miracoli a 1’20”.

Faceva una certa impressione, invece, di una certa sorpresa che poteva anche accrescersi, il terzo posto provvisoriamente assunto dall’altoatesino Callegari, transitato da S. Ilario con un tempo di appena 57″ superiore a quello di Modena.
Questi, comunque, nel «giro di boa» di Rovereto, avente per vertici S. Ilario, il piazzale della stazione di Rovereto, piazza Rosmini (per quindi tornare a S. Ilario lanciati sulla strada verso Trento) aveva ancora dato l’impressione di essere lanciato a tripla carriera segnando sul « giro» in parola il tempo parziale di 6’55”, mentre Versini – il quale, come si è detto più sopra, era accreditato della seconda piazza della classifica provvisoria – segnava un 7’30”, nettamente in decadenza di ritmo rispetto al neroverde. Sullo stesso riferimento, si faceva notare Zago con un bel 7’10” che annunciava il principio di una riscossa che lo avrebbe portato nelle prime posizioni.

Queste, per dare un’idea al lettore, risultavano a Rovereto come segue: 1. Modena (partito col n. 10); 2. Versini (32) a 45″; 3. Callegari (17) a 57″; 4. Depedri (36) e Cadin (24) a 1’05”; 6. Franceschini (13) a 1’20”; 7. Poehl (12) a 1’30”; 8. Liotto (11) a 1’35”; 9. Zago (40) a 1’55”; 10. Rigotti (19) e Pizzini (25) a 2’05”, ecc.
La corsa, come si vede, sembrava incanalata nelle sue ultime risultanza più o meno conformi ai vari pronostici. Ma si era appena a metà gara e la corsa proseguiva nell’assillo tormentante di un traffico sempre più crescente, attraverso il quale comunque, la filiforme gara a cronometro filtrava con una certa scioltezza (nessunissimo incidente vi sarà da lamentare al termine di essa, ben merito, questo sia della Polizia che degli agenti dell’ordine pubblico che dei vigili, ed anche dei corridori ossequienti alla disciplina di corsa).
Proprio nel ritorno avvenivano i rivolgimenti. Vasco Modena che aveva fino allora azionato un grosso rapporto, invogliato dal vento discretamente spirante nel senso Trento-Rovereto, ritenne di poterlo sostenere anche con le folate di fronte. La cosa andava per qualche chilometro poi alla prima ondulazione il ritmo fino allora possente, s’appesantiva. Dietro, la stessa cosa accadeva a Callegari in modo pronunciato, e anche a Versini. Invece, Depedri con un crescendo eccellente, sgranocchiava allegramente chilometri al percorso e secondi agli avversari. La vivenda si faceva emozionante poiché nel discorso s’inseriva con grande autorevolezza ed un finale brillante il bolzanino Zago, in grande rincorsa.
Modena sopperiva negli ultimi chilometri col grande cuore che gli è consueto. Sembrava quasi riuscisse a farcela poichè al traguardo di Trento il suo tempo resistè a lungo all’assalto degli avversari via via giungenti alla fettuccia contornata di gran folla, in viale Verona. Ma proprio sul finire, negli ultimi arrivi, ecco scoccare il dardo blugiallo di Depedri e centrare la classifica: 12″ di meno, il bersaglio della vittoria era del pedalatore del Veloce Club Trentino.

In tal modo il titolo regionale dei dilettanti trentini è stato il frutto di una contesa aspramente combattuta e contrastata. A Depedri la gioia legittima di averlo conquistato, a Modena il merito di averla sottolineata con la sua grande sportività e generosità di intendere il ciclismo.
Il rivano Versini, pur calando nel finale è venuto a conquistare un bellissimo terzo posto, resistendo al robusto ed impetuoso finale di Zago che s’è inserito al quarto posto davanti a Cadin e all’ammirevole Franceschini. Dietro questi, ma sempre fra i migliori, il bolzanino Poehl (che ha ottenuto il titolo regionale della battagliera cotagoria CSI) e Castellani incostante elegante pedalata. Ma le classifiche vi diranno meglio le posizioni di tutti.

Dell’organizzazione ottima sono stati efficaci realizzatori oltre a quelli di Trento Sport, il presidente del C.R. UVI rag. Grillo, il commissario UVI Bonvecchio, la giuria con Stefanini, Gaddo e gli altri ufficiali di gara, nonché i cronometristi Tedeschi e Fraccaro.

alce

Classifica generale

1.DEPEDRI MARIO (ju) Veloce Club Trentino Trento, che compie il percorso di km. 49 in ore 1,07’41” alla media oraria di km. 43,437; campione regionale dilettanti Venezia Tridentina;
2. Modena Vasco (sen.) U.S. Mori a 12″;
3. Versini Mario (sen.) S.S. Benacense Riva a 1’03”;
4. Zago Giovanni (sen.) C.S: Libertas Bolzano a 1’25”;
5. Cadin Luciano (ju) Veloce Club Trentino a 1’49”;
6. Franceschini Natale (ju) U.S. San Giorgio Vela di Trento a 2’57”;
7. Poehl Antonio (ju) U.S. Giac Virtus Bolzano a 3’12”;
8. Castellani Attilio (sen.) U.S. Mori a 3’13”;
9. Callegari Bruno (ju) C.S. Libertas Bolzano a 3’41”;
10. Cainelli Tullio (ju) U.S. Volano a 3’51”;
11. Liotto Gino (ju) sport Club Bartali Lana a 4’02”
12. Pizzini Enzo (ju) U.S. Volano a 4’09”;
13. Bonmassar Bruno (ju) U.S. Lavis a 4’26”

Di Attilio Castellani corridore, da questa gara in poi, nei ritagli conservati nella scatola dei ricordi di Vasco, non si hanno notizie. Nel 1956 apre un laboratorio di falegnameria a Mori, diventato poi mobilificio. Vasco sarà suo cliente, come testimonia questa gruccia in legno dal costo di L. 150