Il Giro del Piemonte è considerato una specie di ”riscaldamento” per il Giro d’Italia, che avrà luogo di lì a qualche giorno. Alla gara piemontese Vasco è uno di quelli che ci dà dentro, sempre a far parte dei ripetuti gruppetti di fuggiaschi e arriva bene, anche se un po’ staccato, piazzandosi al 12° posto.
Torino, 12 – Prima di presentare un quadro completo di questa strano Giro del Piemonte, ci piace esprimere un vivacissimo elogio a Silvano Ciampi, splendido vincitore in volata, e a coloro che dal ragazzone toscano sono stati battuti, e cioè Michelon, Fini, Zamboni, Cainero, Gaggero, Coletto, Tosato, Germano Barale, Fabbri, ed anche a Giusti, Modena, Nascibene, Sabbadin ed allo sfortunato Conterno. Sono stati i suddetti a dare alla corsa la loro impronta per la generosa condotta, per l’abnegazione e il coraggio con cui hanno saputo lottare, ponendo in difficoltà tutti coloro che la carta considerava come i più quotati protagonisti del Giro del Piemonte. A cinque giorni dal Giro d’Italia, …
Immancabile la cartolina a Luisa. Torino 11-5-57. Infiniti saluti e bacioni. Tuo Vasco
Intanto tutto è pronto per il Giro d’Italia 1957, a cominciare dalle figurine per l’album; Modena Vasco ha la figurina numero 62, con una didascalia un po’ farlocca: E’ memorabile la sua vittoria nella Milano Modena del 1956 – mentre la sua sbalorditiva vittoria del ’56 era stata la Coppa Bernocchi. Di certo il terzo posto alla Milano Vignola era stato fondamentale per la sua partecipazione alla Bernocchi.
Diversamente da come era stato pubblicato sui giornali di marzo a proposito della squadra italiana che avrebbe dovuto partecipare alla XII Vuelta Ciclistica di Spagna, Vasco, così come Baffi, o Moser, non fanno parte della squadra che a fine aprile ha preso effettivamente parte al Giro ciclistico di Spagna con direttore sportivo Tomas Petrelli. Per Vasco la prevista Vuelta non c’è stata. Come mai? ”Mah, alla fine i dirigenti non si sono trovati d’accordo”, ha semplicemente raccontato un giorno.
17 dicembre 1956
Angelo Conterno, vincitore dell’ultima edizione del Giro Ciclistico di Spagna, è stato nuovamente interpellato dagli organizzatori della massima corsa a tappe spagnola che avrà luogo dal 26 aprile al 12 maggio, per prendere parte alla competizione guidando una squadra italiana. L’offerta fatta per venire è molto vantaggiosa. A Conterno è stato dato pure incarico di scegliersi alcuni compagni. Il corridore torinese ha in proposito fatto i nomi di Vasco Modena e Pierino Baffi.
Milano – 3 . Mentre si avvicina la data in cui avrà inizio il Giro ciclistico di Spagna, che come noto prenderà il via il 26 aprile per terminare il 12 maggio, procede attivamente la formazione delle varie squadre che saranno presenti alla Vuelta. La squadra italiana sarà composta dai seguenti corridori: Boni, Carlesi, Accordi, Fornara, Favero, Ferlenghi, Modena, Nencini, Piazza e Kazianka. Moser anche ha inviato la sua domanda di partecipazione, quindi si crede prenderà il posto di uno dei dieci corridoi già iscritti. (da L’Unità, 6 marzo 1957)
Equipo Italiano en la Vuelta a Espana. Milan 6. El equipo de Italia que parteciperà en la Vuelta Ciclistica da Espana estarà compuesto pos lor corredores Guido Boni, Guido Carlesi, Renzo Accordi, Pasquale Fornara, Vito Favero, Gianni Ferlenghi, Vasco Modena, Gastone Nencini, Donato Piazza e Kazianka. Es posible que Aldo Moser, que figura en la candidatura, ocupe la plaza de algunos de los seis corredores deignados oficialmente. (ABC Madrid, 7 de Marzo, 1957)
Alla fine la squadra italiana che prende parte alla Vuelta Ciclistica da Espana del 1957 sarà composta da Guido Boni, Guido Carlesi, Renzo Accordi, Pasquale Fornara, Vito Favero, Gianni Ferlenghi, Gastone Nencini, Donato Piazza, Nino Assirelli, Rino Benedetti, Mario Baroni e Bruno Tognaccini.
Le figurine per gli album per ragazzi e appassionati, però, erano già pronte… ed ogni tanto appare anche una figurina come questa tra le mani degli appassionati di collezionismo sportivo, dove Vasco ha una capigliatura di una tinta un po’ improbabile, ma che ricorda quando da dilettante i giornali lo etichettavano come ”il biondo Vasco”.
FHER editore – Modena (Italia) N. 47
Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.
Subito prima di partecipare al Giro di Sicilia, il 14 di aprile Vasco prende parte anche al 25° Giro di Campania, di 247 Km. Si posiziona al 46° posto dei 136 corridori iscritti. Sperava forse in meglio, scrive infatti così in una lettera inviata alla sua Luisa il 15 aprile, su una carta proprio di questa tinta:
Stavo bene, non pensavo ad un viaggio in macchina che oserei dire disastroso. Infatti partimmo da Cremona venerdì mattina alle 8 con l’itinerario: Passo Cisa, Pontremoli, Livorno, Roma, Napoli, tutta strada di riviera. Partimmo col maltempo e alla Cisa non si poteva passare causa una bufera di neve. Ritornammo fino a Parma e lì a Bologna, Rimini, Pescara, Roccaraso, Cassino, Napoli e arrivammo alle 13 di sabato in poco buone condizioni. Della gara non ti dico niente, solo patire!
Napoli 13-4-57. La prima cosa da fare, comunque, è inviare una cartolina a Luisa, firmata anche da Fornara, Baffi, Ferlenghi, Zagano, Serena, Ferrari, Mori, Assirelli e dal direttore sportivo Pedroni. La squadra BIF al completo dopo aver compiuto il ‘disastroso’ viaggio al sud raccontato da Vasco.
(click per leggere) ordine di arrivo della gara vinta da Giorgio Albani il 14 aprile 1957
IL GIRO DI SICILIA PARTITO STAMANE
Ora, dopo una notte in mare agitato dove si ballava per benino eccomi pronto ad iniziare il giro di Sicilia. Sto abbastanza bene, sperando che coi chilometri e col sole, che si fa desiderare anche qua, mi metta in condizione di far bene. […] Quando riceverai questa lettera sarò in corsa per la seconda tappa Messina-Etna. Mandami un pensierino. Grazie!
Il Giro di Sicilia si svolge in 6 tappe, dal 16 al 21 aprile. Per la Bif sono presenti, oltre a Vasco, Alfo Ferrari, Mario Mori e Walter Serena. Sono 72 i partiti da Palermo dei 90 iscritti. I traguardi di tappa sono a Messina, Etna, Ragusa, Enna, Sciacca, e il finale a Palermo, dopo poco più di 1100 chilometri. Vasco chiuderà in classifica generale al 19° posto, con una bella fuga a due sulla salita dell’Etna intrapresa il secondo giorno, interrotta poi da una caduta che ha gli suggerito maggior cautela nel resto del giro. La sua gioia di ciclista traspare dalla foto scattata a Enna, alla partenza della quinta tappa.
Sono numerose ed impegnative le gare di marzo, oltre agli spostamenti da un capo all’altro d’Italia. Si incomincia dalla Sardegna. Con Fornara e con i compagni di squadra Baffi, Ferlenghi e Serena, Vasco partecipa alla prima grande corsa di stagione del 1957, la Sassari – Cagliari, di Km 225, che conclude al 41° posto sui 73 concorrenti che hanno preso il via. Non senza aver inviato una cartolina a Luisa appena giunto sull’isola, firmata dai compagni di squadra della BIF.
2 marzo 1957 – da Sassari arrivano a Luisa via cartolina illustrata cordialità e bacioni di Vasco, a cui si aggiungono le firme di Baffi, Ferlenghi e Serena.
Vasco si classifica 41° alla Sassari-Cagliari, vinta da De Bruyne. Il compagno di squadra Ferlenghi arriva 7° con il gruppetto dei primi.
Il 10 marzo 1957, partecipa alla Milano-Torino, di 233 km, ma è costretto a ritirarsi. Rimane inquadrato in una foto sulla Gazzetta nelle operazioni di punzonatura del giorno avanti. Sarà Poblet ad aggiudicarsi la vittoria della gara, mentre Fornara sarà 13° col grosso del gruppo.
Pur essendo Fornara il soggetto della fotografia, Vasco finisce sulla Gazzetta in occasione della punzonatura per la Milano-Torino.
Soddisfatto della sua corsa, invece, al 19 marzo, la classica Milano-Sanremo. Sono 215 i partiti. Quando a Ovada il plotone è in ritardo di 9 minuti, Conterno con Modena, Senn, Gervasoni, Pavesi e Giusti si buttano alla caccia dei primi con l’intento di rallentare l’azione offensiva in vista della salita al Turchino, abbassando il distacco di 2’15”. Al valico Conterno, Modena, Giusti sono a 7′ 06″, mentre il gruppo è in ritardo ancora di 8’30”. A Savona grazie al loro sforzo il gruppo si porta a 5′ 35″. Ma a Loano il capitano Fornara fora e Vasco rimane con lui. Arrivano al traguardo col grosso del gruppo a 3’33”, e si posizionano al 17° posto ex aequo. La vittoria va nuovamente allo spagnolo Miguel Poblet.
Il dorsale di Vasco, Numero 56, della Milano Sanremo 1957
A pochi giorni di distanza dalla Milano-Sanremo si scende in fondo all’Italia per partecipare il 24 marzo al Giro di Reggio Calabria, 269 chilometri, che Vasco conclude al 46° posto. E’ Nencini ad aggiudicarsi la vittoria in volata su Aldo Moser che si deve accontentare del secondo posto pur essendo il vincitore morale.
Dorsale numero 71 con cui Vasco ha corso il Giro di Reggio Calabria del 1957
Reggio Calabria 23-3-57. Con infiniti bacioni. Tuo Vasco. Baffi. Ferlenghi. Mori.
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Il 4 febbraio raggiunge l’Hotel Flora a Gardone Riviera (Brescia) anche il capitano. La squadra è ora al completo. L’idea di stare assieme non è solo quella di allenarsi, ma anche di conoscersi bene per raggiungere il giusto affiatamento, indispensabile in corsa. I gregari devono essere a disposizione del loro capitano per aiutarlo a raggiungere quello che è l’obiettivo di squadra: farlo vincere.
E Pasquale Fornara, detto Pasqualino, che a quella data vantava sette giorni in maglia rosa al Giro nell’anno precedente dopo essersi aggiudicato il Tour de Romandie, vincitore del giro di Svizzera del ’52 e ’54, era un corridore di gran classe che godeva della stima dei suoi gregari.
Qualche lettera, qualche cartolina a Luisa, ma il cuore ora deve concentrarsi a fare il suo lavoro di muscolo.
La Squadra BIF, forse al Museo della Guerra nel Castello di Rovereto. Mario Mori, Alfredo Zagano, Vasco Modena, Walter Serena, Alfo Ferrari, Gianni Ferlenghi, Pasquale Fornara, Pierino Baffi [probabilmente non citati tutti nell’ordine corretto]
La «Olivo» di Arco era la società con cui Vasco aveva esordito nel 1948. Assieme al presidente concorda una festa per la serata di sabato 9 febbraio a cui partecipa tutta la squadra BIF.
La BIF si presenta
Vasco si rilassa con un compagno di squadra, il neo-professionista Alfredo Zagano, ignaro dello stato dei calzini mostrati in primo piano!
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L’ingaggio con la B.I.F. per il nuovo anno è assicurato. Il contratto con cui Vasco si era aggregato alla squadra nel marzo 1956 prevedeva una retribuzione mensile che ammontava a sole 20.000 lire. Questa volta si parla di uno stipendio di 75.000 lire. Sembra un sogno!
La licenza di Vasco Modena per l’anno 1957
Il primo stipendio del 1957
Iniziano gli allenamenti collegiali sulla riviera gardesana. La sede della pattuglia cremonese è presso l’Albergo Flora a Barbarano, nei pressi di Gardone Riviera. La squadra ufficiale di Fornara è formata da Baffi, Ferlenghi, Mori, Serena e Vasco Modena, cui si aggiungono Zagano, Ferrari, E sulle strade del Garda Vasco è di casa, si sente in perfetta forma.
Luisa riceve una cartolina datata 3 febbraio firmata dalla squadra – escluso Fornara, che quel giorno ancora non era a Gardone.
Click per vedere il retro con le firme, oltre che di Vasco, di Zagano Alfredo, Serena, S. Pedroni, Pierino Baffi, Ferlenghi, Mario Mori, ed altre.
La «BIF» si allena sulla Gardesana
In attesa di Pasqualino Fornara, che raggiungerà i compagni nei prossimi giorni, la svelta compagine della BIF si allena con impegno sulla Gardesana agli ordini di Silvio Pedroni. Ecco da sinistra: Mori, Modena, Serena, Ferrari, Ferlenghi, Baffi e Zagano.
Barbarano, 5 febbraio 1957 – Un saluto ai «leoncelli» ed eccoci poco dopo all’albergo Flora, quartiere generale della «Bif». Unico presente è Vasco Modena che ci accoglie con un cordiale sorriso che spicca su di un viso affilato e decisamente magro. Il proprietario dell’albergo, il cordiale signor Italo Mondini, ci assicura sulla salute di Modena che è in ottima forma nonostante il suo aspetto un poco smunto. Da parte sua, il bravo corridore trentino, dopo aver confermato le dichiarazioni di Mondini, afferma che le sua aspirazioni per la prossima stagione sono particolarmente rivolte alle gare a cronometro nelle quali ha dimostrato di andare veramente forte. La prima gara della stagione sarà la Milano-Torino ed in seguito il Giro d’Italia e le altre gare quali il suo direttore sportivo intenderà inviarlo e fra queste figurerà molto probabilmente anche il Giro di Spagna.
Walter Serena, invece, secondo della troupe ad arrivare a Barbarano, inizierà l’attività con la Settimana Sarda per poi dedicarsi con particolare impegno alle corse a tappe. Anche Baffi, terzo arrivo della giornata con l’ex-dilettante Zagano, darà avvio alla stagione con la Settimana Sarda che gli consentirà di completare il rodaggio; poi parteciperà alle gare in linea di maggior rilievo ed ai Giri d’Italia e di Spagna. Verso sera giungevano anche i rimanenti componenti della squadra e precisamente Ferlenghi, Ferrari e Mori. Per completare la formazione mancava solo Pasquale Fornara atteso per domani. Una constatazione generale fatta sui corridori in allenamento sul Garda è che tutti godono di ottima salute. Le mete preferite per le sgroppate quotidiane sono le puntate verso Riva e, più di rado, verso Desenzano e oltre.
Sandro Valerio
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Vengono ad intrecciarsi nuovamente i nomi di Vasco Modena e dell’amico e rivale Rino Parisi. Rino Parisi, passato ai professionisti nel 1952 con la Willier Triestina, nel ’54 smette di correre. Ma nel ’57, forse solleticato dai risultati di Vasco, riprende le gare con una nuova squadra, la Cali-Broni di Girardengo, capitanata da Loreto Petrucci. L’idea riportata dai giornali è quella che i due passino del tempo assieme per sgranchirsi un po’ le gambe, prima dell’inizio degli allenamenti ufficiali. Ne parlano i giornali locali, ne parla anche Stadio.
Modesti i propositi di Vasco Modena
Il clamoroso vincitore di Legnano
Stadio, 22 gennaio 1957
TRENTO, gennaio – E’ indubbio che il più sensazionale «colpo» della stagione passata fu costituito dalla clamorosa affermazione di Vasco Modena nella Coppa Bernocchi, ultima prova del campionato italiano assoluto. Fu per tutti una grossa sorpresa la vittoria del pedalatore di Mori davanti al «campionissimo» Fausto Coppi; per tutti, meno uno, però. L’unico a pronosticare la vittoria di Modena a Legnano fu «Marietto» (proprietario dell’albergo presso il quale Modena si è trasferito da quasi un anno a pensione) il quale, anche adesso, non ha difficoltà ad ammettere: – Lo seguivo durante gli allenamenti e mi accorgevo che le «tirate» di Vasco mettevano in difficoltà la mia auto, allora mi dissi: un corridore che marcia così non può trovare nessuno che lo batta. Così avvenne, infatti, e quando Modena tornò qui dopo la vittoria dovette subito sborsare i quattrini della scommessa che aveva voluto fare con me, non credendo alla mia facile previsione. Già, perché lo stesso Modena non era convinto di riuscire a realizzare il formidabile exploit sul cui valore assoluto non è certo il caso di insistere: i 43 di media nell’ultimo dei quattro giri dicono qual’era la sua cadenza. – Non credevo di farcela – spiega Modena – perché cento chilometri mi parevano troppi, temevo di crollare alla distanza ed invece fu alla distanza che venni fuori. Debbo riconoscere però che fu Vittorio Broccardo (il fratello di don Gino, che fu agli inizi della sua carriera il notissimo «prete di Moser») che mi guidò in maniera magistrale; le tabelle ed i segnali che avevamo preparato funzionarono a meraviglia e quando all’ultimo giro mi disse «adesso spingi più che puoi» mi pareva di volare… – … ed effettivamente lei volò in quel giro – gli diciamo. – ci sa spiegare come accadde, invece, che non volò altrettanto nel Trofeo Baracchi? Per me è chiaro: non sono in grado di correre con un altro che parta forte come fece Fornara sino dal via da Bergamo. C’era bisogno di volare subito per non perdere ed io. invece, sono un po’ tardo a mettermi in azione. Si ricorda che a Legnano alla fine del primo giro ero tredicesimo fra i quindici partiti? I 46 all’ora non sono per me… In quanto modestia Modena non deve imparare nulla da nessuno certamente. Ce ne convinciamo ancora di più quando dal passato prossimo passiamo al futuro. Il nostro interlocutore non si sbottona troppo, anzi: – Cercherò di non sfigurare – dice – Se per caso mi capiterà di ripetere qualche «colpo» sul tipo di quello di Legnano tanto meglio, ma di previsioni non ne voglio fare. – Neanche per le gare a cronometro? – No, non le temo e qualcuna ne farò, ma mi andrà sempre bene? I programmi di Modena sono quelli della «Bif» per la quale ha corso nel 1956 e per la quale correrà certamente il suo primo Giro d’Italia quest’anno. Intanto l’ossuto trentino ha già iniziato a pedalare sulle strade gardesane – si è trasferito ad Arco – assieme a Rino Parisi un non dimenticato scalatore che, dopo tre anni di inattività, ritorna alle gare in questa stagione e che, forse per rimettere in mostra le proprie qualità, conta di farsi onore in occasione del suo debutto come indipendente che avrà luogo nella Nizza – Mont Agel. Modena ha, in particolare, una questione che gli sta molto a cuore: è l’affiatamento con Fornara, il suo «capitano» nel quale crede ed al quale vuol essere utile. I Broccardo, «Marietto» e gli altri numerosi estimatori del vincitore di Legnano sono però convinti che gli orizzonti di Modena potranno essere ben più luminosi. [Nella foto: Trento – Vasco Modena passa il tempo ascoltando le canzoni assieme ad una sua ammiratrice] d. r.
Modena e Parisi ospiti ad Arco
Martedi, 22 gennaio 1957 – Con lunedì Vasco Modena, l’ex alfiere della Olivo in campo ciclistico è ospite della nostra città assieme al collega Rino Parisi, per una quindicina di giorni. La notizia certamente verrà accolta con piacere dagli sportivi arcensi specialmente di quelli che lo hanno seguito ed ammirato nella sua carriera dilettantistica con particolare riferimento ai suoi esordi in campo ciclistico fatti con i colori della società arcese. Vasco Modena e Rino Parisi sono stati invitati a trascorrere questo periodo immediatamente precedente alla ripresa dell’attività dal titolare della trattoria “da Guido” in via Bettinazzi il quale, appassionato al ciclismo e allo sport in genere, ci ha dichiarato di essere orgoglioso di ospitare i due valorosi atleti che dopo essere passati attraverso la difficile trafila dilettantistica si sono meritati la promozione nel professionismo. Da parte nostra li salutiamo augurando loro una ottima permanenza. [Nella foto: Vasco Modena nel 1948 quando correva per i colori della OLIVO di Arco ]
Conversando con il campione – Soggiorno arcense di Vasco Modena
Vasco Modena, inutile dirlo, è tornato volentieri a rivivere nel nostro centro, a rivedere i vecchi amici, dirigenti e sostenitori. Vi sente anche un tantino di nostalgia nel rivedere quei luoghi che per primi l’hanno avviato alla carriera sportiva e che lo hanno visto, ancora ragazzo 18enne dare le prime pedalate che lo avrebbero portato così lontano. Così ci ha detto lui stesso in un breve colloquio concessoci nella serata stessa di lunedì appena sceso nell’albergo «da Guido» del cui titolare, il tifoso Guido Orefice, sarà ospite una quindicina di giorni. Contrariamente a quanto avevamo annunciato nel numero di lunedì, e contrariamente a quanto in precedenza confermato dall’interessato stesso, per imprevisti ed imprescindibili impegni Rino Parisi non è potuto essere della partita. Al suo posto, in un secondo tempo, sarebbe invece previsto l’arrivo di Pintarelli. Vasco Modena ci ha ricevuti con il suo ampio e bonario sorriso di atleta modesto anche se al suo attivo nel primo anno di professionismo già registri delle ottime affermazioni oltre alla superba vittoria ottenuta nella Bernocchi. Passa le giornate compiendo delle leggere puntate sulla Gardesana allo scopo di svegliare i garretti in vista delle vere e proprie sgroppate di allentamento collegiale in programma per il prossimo mese con la squadra della Bif nella sede di Gardone, ove soggiornerà. Fa calcolo, Vasco Modena, di iniziare le propria attività della vicina stagione con la Milano – Torino. In quanto a ciò che, secondo lui, pronostica o spera di fare e di realizzare ha risposto di … «non dichiarare perché se a voialtri dico una mezza parola me la trasformate in un… romanzo a puntate. Farò quello che le mie possibilità, ed i miei colleghi, mi permetteranno di fare».