1954 06 25 Indicativa pre Mondiali a Cosenza / Convocato

da Cosenza un saluto e un bacione per posta alla amata Luisa

A testimonianza della ripresa sportiva di Vasco arriva dall’UVI la convocazione per una indicativa per i mondiali dilettanti. 48 sono i corridori invitati a partecipare alla selezione. Fra i tre tridentini Aldo Moser è il principale convocato, che si piazzerà al terzo posto. Vasco invece ne esce con il ritiro. Si tratta di un duro circuito di 89 km con partenza e arrivo a Cosenza, da ripetere 4 volte.

IL C. T. PROIETTI HA SCRITTO DANDO IL PROGRAMMA

A MOSER strada aperta

Alla “indicativa„ di Cosenza oltre all’aurorino anche Modena e Cadin

Mercoledì Modena e Cadin, giovedì Moser, tre dilettanti trentini sono partiti alla volta di Cosenza dove domenica prossima si svolgerà la corsa ciclistica valevole quale seconda prova indicativa per la formazione della rappresentativa in maglia azzurra ai campionati mondiali 1954 che si correranno a Solingen nell’agosto venturo.
A ciascuno dei tre le sue speranze, ciascuno le sue qualità: la gara di Cosenza può essere per ciascuno di essi una svolta importante per il futuro.
Cadin — alla stregua di quanto fatto vedere domenica scorsa nel « Giro dei Laghi» – pare una pedina troppo presto giocata. Altra cosa per Modena che potrebbe dall’uscio di Cosenza rientrare nell’arengo ristretto dei dilettanti più in vista.
L’alfiere dell’U. S. Mori è stato il più autorevole competitore di Maule, domenica
scorsa; anzi, Modena, negli ultimi 30 km. di piano che precedevano il traguardo, ha compiuto un finale di gran lunga migliore che non l’« azzurrabile » che invece gli era stato superiore nei tratti di più rigida salita. Il nero-verde di Mori è un atleta con parecchie carte in mano, e c’è da rallegrarsi che sia stato così brillantemente e miracolosamente « ricuperato » dopo gravissimo infortunio dello scorso anno. E’ il caso di pensare che a Cosenza Modena trovi il modo di farne valere qualcuna se non tutte.

Quanto a Moser, la gara di Cosenza, pur sempre importante per la qualifica di « indicativa », non sarà certamente determinante in quanto è stata preceduta da ben altre prove che l’aurorino, da Bligny a Terni ha allineato sul proprio albo non soltanto ma anche il Commissario Tecnico nazionale dilettanti stradisti Proietti, s’è annotato sul proprio riservatissimo «carnet» d’appunti.


E, a questo proposito, è da pensare che il posto in maglia azzurra per i campionati del mondo – salvo inopinabili sopravvenienze contrarie – sia ormai assicurato al campione nazionale del CSI Moser. Non per nulla Proietti ha fatto pervenire al presidente dell’U. S. Aurora, on. Helfer, una lettera che è quanto mai confortante e promettente al riguardo.

In essa Proietti esprime anzitutto il suo compiacimento più vivo per il comportamento corretto, modesto e generoso nello stesso tempo dimostrato da Moser nel corso delle gare alle quali il C. T. l’aveva chiamato. Proietti ha ricavato dall’osservazione dell’attività di Moser elementi che gli fanno esplicitamente esprimere la sua simpatia e stima per il ragazzo nel quale confida senza riserva alcuna.
Certamente – prosegue Proietti nella sua lunga lettera – il giovane dovrà ancora affinare qualcosa della sua impostazione tecnica ma sono grandemente fiducioso nelle sue possibilità atletiche che la mia modesta esperienza in materia si propone, in quanto possibile, di perfezionare perchè egli si possa affermare nella promettente carriera di corridore stradista che gli si apre davanti.
Detto questo, il C. T. indica e aggiorna il prossimo programma riservato a Moser che è il seguente:

27 giugno, a Cosenza: seconda indicativa per i «mondiali»,
29 giugno, a Napoli: coppa Cirio,
4 luglio: riposo,
11 luglio, a Solingen: gara internazionale sullo stesso percorso sul quale si svolgeranno i campionati mondiali dilettanti,
18 luglio: riposo,
21 luglio: gara dilettanti nel Lazio,
25 luglio, a Varese: ultima indicativa per i « mondiali »,
28 luglio: concentramento collegiale a Castell’Arquata.
Il programma c’è… e Moser anche.

alce

Venerdi 25 giugno 1954

1954 06 20 Giro dei Laghi / Formidabile inseguimento

2° al giro dei Laghi (1° Maule)

Dopo la vittoria in casa, a Mori, della settimana precedente e il bel piazzamento in terra toscana Vasco si sente carico. In questa gara compie una bellissima prestazione aggiudicandosi il secondo posto, recuperando progressivamente il distacco da quello che risulterà comunque vincitore, il forte vicentino Cleto Maule che, sul finire di questo stesso anno, passerà professionista nella Torpado assieme all’appena ventenne Aldo Moser.

Vasco con la fidanzata in via Grazioli a Trento. Sulla sinistra della foto la futura cognata con la figlioletta che guarda curiosa le calzature del ciclista
Vasco, sotto gli sguardi ammirati dei tifosi distribuiti lungo via Grazioli a Trento, cammina orgoglioso di avere a fianco la bella fidanzata che, da Rovereto, è venuta ad assistere all’arrivo della gara.
Degno della sua tradizione il sesto G.P. Lane Borgosesia

Il vicentino Maule fa suo il sesto “Giro dei Laghi”

Splendido inseguitore Modena che giunge a soli 11″ dal vincitore – Castello e Franceschini ai posti d’onore – Grande folla entusiasta lungo tutto il percorso

C’era un traguardo rosso che faceva gola a tutti, ieri, a Trento. E la lotta che ne è seguita, su magnifiche strade e nel quadro di una organizzazione modello, degna della tradizione del Veloce Club Trentino è stata veemente e chiara nello stesso tempo. Come una matematica risultante la poule decisiva è stata giocata tra i migliori scaturiti dalle asperità disposte dal percorso: Franceschini, Modena, Castello, Maule e anche Pagliarin e Depedri hanno tenuto avvinta la vicenda all’emozione e, soprattutto, all’entusiasmo per lo sport ciclistico. Generosamente si sono battuti tutti: ai più valorosi i premi, a tutti l’elogio.

Alle 14 esatte il dott. Ferrari della Lane Borgosesia, signorile e generosa patrocinatrice della ormai classica corsa fondamentale del dilettantismo più in vista messo su rapporto internazionale, dà il via alla cinquantina di concorrenti. Al fianco del dott. Ferrari sono la candida figura del comm. Ettore Mayr (sempre sulla breccia non soltanto nella sua qualità di presidente del Veloce Club Trentino ma anche come pioniere appassionato dello sport ciclistico e sportivo di antica e genuina tempra), dell’appassionato dirigente Mario Niccolini ingranaggio motore della manifestazione, di Carlo Franceschi, Giodo Gerloni, Luigi Pontalti, ecc., vale a dire lo stato maggiore della organizzazione, giustamente felice e soddisfatto – coi suoi collaboratori tutti – del chiaro successo che già in partenza la corsa sta riscuotendo. Attorno una gran folla e molte personalità sportive e no, venute al battesimo di questa sesta edizione del Giro dei Laghi. Tra gli altri l’avv. Viberal della Azienda Autonoma Turismo di Trento, il segretario regionale dell’ANUGC cav Zini, l’ispettore regionale del CSI, il cav. Lumia, giornalisti e dirigenti sportivi. Della giuria, presieduta da Franco Camillotti (vecchio e simpatico amico dello sport ciclistico trentino) fanno parte il torinese Canali e il milanese Cassani.Il gruppo dunque, all’abbassarsi della bandierina gialloblù dello starter, prende le mosse rompendo l’immobilità ordinata, resa vivace dalla policromia delle maglie di corsa, cui l’aveva messa con rapida autoritaria pazienza il giudice di partenza Molinari. Ben prima del “via” si era mossa la rutilante “carovana” pubblicitaria con magnifiche macchine. La teoria pubblicitaria farà da ordinata staffetta (salutata con vivo entusiasmo la riapparizione della gigantesca locomotiva, eccellente il carro cronometraggio Braitling, numerosissimi i Motta, i Ferrero, ed altre, di elegantissima linea) all’incedere dei corridori, sollevando ondate di ammirata attenzione delle folle che s’incontreranno in tutti i centri nei punti strategici (come la folla sulla Torbole-Nago-San Giovanni), nelle città, schierate con fitte siepi di spettatori ai lati delle strade., Appena alzati nastri della partenza – in testa in quel momento i quattro austriaci che poi scompariranno lasciando ultimo derelitto Mathis in fondo all’ordine d’arrivo – la corsa lascia via Grazioli e affronta subito la prima difficoltà, la strada di Ponte Alto, aperitivo di quelle che verranno.
L’azzurro del cielo è spappolato di nubi biancastre che attenuano il sole (più oltre vi sarà anche una spruzzatina di pioggia, ma poi il sole quasi di ripicco scatterà fuori coi suoi raggi) ma fa caldo lo stesso.
Il primo balzo vede, per la cronaca, passare Gamper dell’U.S. Concordi Laives per primo al traguardo di Ponte Alto, ma praticamente tutti sono assieme salvo Brioschi che ha forato.
Stella fa l’irrequieto e tasta il polso ripetutamente ai compagni, verso Pergine se ne va tirandosi dietro Paglierin, Liotto e Maule. Questi quattro si impegnano in volata al passaggio di Pergine: la spunta Pagnlierin su Stella e Maule, mentre Liotto chiude il quartetto. Il gruppo è a 50 metri che insegue e poco dopo fa un boccone dei quattro. Verso Levico Zamboni, uno dei migliori, prende male una curva e cade, malconciandosi tanto da dover essere portato all’Ospedale di Levico.
Nella bella cittadina è primo Maule seguito da Paglierin, Depedri. I tre, con Castello a ruota, avevano preso un vantaggio tanto ridotto che ancora il gruppo annulla e tutti sono assieme al momento di attaccare la salita da Calceranica a Vigolo Vattaro. Lungo le rampe di Bosentino entra deciso in azione ancora Maule cui si alterna Franceschini, poco dietro salgono Depedri e Modena, gli altri sono in fila indiana che si va man mano sgranando nella selezione dei valori. Franceschini e Maule salgono agilmente, Modena in potenza, Depedri in rudezza. Verso il culmine la strada si è fatta sassosa e Maule fora perdendo posizioni. Via libera a Franceschini, che passa applauditissimo primo a Vigolo Vattaro, seguito a 30″ da Paglierin che si è fatto sotto a scavalcare avversari, con Depedri e Modena, a 1’15” arriva Maule in rabbioso pedalare, poi gli altri sgranati.

La discesa a precipizio su Trento non reca novità di posizioni. Infatti il passaggio da Trento avviene alle 15.17′ e prima di attaccare la salita di Cadine le posizioni sono: in testa Franceschini, a 1′ Paglierin, Modena e Depedri, a 1’15” Maule e Castello, a 1’45” Tomasi, Nicolli, Stella, Andreatti, Cortese, Zago, Versini, calvi e Cadin; a 2’15”, solo soletto Pisoni, a 2’50” un gruppo di altri 14 corridori con Mascagni, Chiera, benuzzi, Galvan, Ruoaro, Zaffonato, Cavaliere, Gasperello, Giurato, Ferrari, Liotto, l’austriaco Mathis, Colnaghi, Melison.
Franceschini non insiste ed è presto raggiunto da Modena, Depedri e Paglierin, ma lungo la salita opera alcuni allunghi che mettono in difficoltà Depedri e gli altri due stentano a tenergli ruota. Però verso il culmine “secondo traguardo della montagna” chi si impegna nella volata per il passaggio sono Modena e Paglierin, la spunta, a Cadine affollatissima, il trentino di un quarto di ruota su quello della Spinetta Cornuda. I passaggi da Cadine: 1. Modena 2. Paglierin 3. a 10″ Franceschini. 4. a 1’10” Depedri, a 1’13” Maule e Castello, a 2′ e 15″ il gruppo dei primi inseguitori dai quali manca Versini per un irrimediabile guasto meccanico.
Nelle velocissime puntate verso Padergnone, Maule e Castello si bevono l’esausto Depedri e puntano su Paglierin, Modena e Franceschini che raggiungono formando un quintetto. Più indietro si cerca di organizzare i cambi: specialmente Zago appare tra i più attivi, ed anche Cadin, ma gli altri non sembrano molto convinti.
Due chilometri dopo le Sarche, al ponte della nazionale, i cinque di testa passano sempre compatti. A 2’30” sopraggiungono tirati energicamente da Cadin, Depedri, Andreatti, Nicolli, Calvi, Tomasi, Cortese, Zago, Stella; a 4′ transitano Segafredo, Gasperello, Mascagni, Cavalieri e, subito tallonati da altri cinque corridori con Benuzzi, Giurato, Chiera, Liotto e Mathis.
Ferrari si è ritirato per la rottura del pignone.
Altri ritiri: Vanzo e Pisoni.
La corsa ha ormai stabilito le sue determinazioni: è evidente ormai che quella della vittoria è questione che interessa esclusivamente i primi cinque: i nomi che compongono la pattuglia di avanguardia sono tali da darne una certa garanzia. .Per gli altri è questione di inseguimento. <che questo non possa riuscire se ne ha la sensazione a Riva dove i cinque transitano con due minuti di vantaggio su tutti gli altri.
La decisione si ha nell’impennata da Torbole al S. Giovanni. Appena si svolta nella dura salita, Maule torchia con un allungo i compagni di fuga. Cede subito Paglirin (è quasi vuoto e si farà assorbire dagli altri che inseguono) poi Castello e Franceschini, Modena è più tenace ma poco più in su ha un attimo di incertezza e il vicentino lo stacca sensibilmente. Dietro, Franceschini lascia Castello e si avvicina a Modena che raggiunge l’ingresso di Nago dove la folla impazzisce dall’entusiasmo per la magnifica lotta. Maule è molto avanti, di quasi 300 metri e arriva al S. Giovanni tutto solo. Dietro lui Modena precede Franceschini, più staccato di un centinaio di metri viene Castello; Paglierin è lontano e tagliato fuori dalla lotta.
La discesa su Loppio vede il ricongiungimento di Castello e Modena e Franceschini. I tre staranno assieme per poco poiché Modena, che sente bruciargli il terreno di casa con davanti Maule ormai scomparso alla vista, opera un allungo al quale gli altri due tentano reagire, ma Castello è provato dall’inseguimento appena ora concluso e Franceschini sta risentendo della generosa condotta di gara. Il neroverde, quindi, se ne va tutto solo all’inseguimento di Maule.
Come vedete le posizioni sono quelle che si troveranno poi nell’ordine di arrivo. Soltanto che tra i quattro, ma specialmente tra Modena e Maule si ingaggia una bellissima lotta a distanza. A Rovereto Maule passa con un vantaggio di 1 minuto. Ai Murazzi Modena gli ha sgranocchiato 10″, a Mattarello altri 10″, poiché il vicentino passa con 40″ di vantaggio sull’alfiere dell’U.S. Morei.
Modena è veramente in un finale di gran classe: vola, letteralmente scatenato sulle peste dell’avversario che intuisce sempre meno lontano. Ma s’avvicina anche il traguardo e il vicentino, fra la folla festosa riesce a tagliare per primo il traguardo di via Grazioli. A soli 11″ sopraggiunge applauditissimo Vasco Modena che ha compiuto uno spettacoloso inseguimento.
Quindi ben più staccati, Castello e Franceschini, mentre il grosso del gruppo degli inseguitori è regolato in volata da Calvi, nonostante questi, privo del pedale sinistro, sia costretto a spingere da parecchi chilometri sul solo perno.

alce

ORDINE D’ARRIVO

1)MAULE CLETO Veloce Clun Vicenza che compie il percorso di km.131 in ore 3.42′ (media km 35,400);
2) Modena Vasco U.S. Mori a 11″;

3) Castello Francesco GS. Rossato Santorso a 5’36”;
4) Franceschini Natale US San Giorgio Vela Trento s.t.;
5) Calvi Giuseppe Cral Legler Bergamo a 8′ 54″; 6. Colnaghi Lino id.: 7. Stella Ugo Lane Rossi Schio; 8. Zago Giovanni CS Libertas BZ; 9. Cortese Lorenzo Vel. Club Vicenza; 19. Gasparella Valentino Lane Rossi Schio; 11. Pagliarin Evaristo Spinetta Cornuda; 12. Tomasi Gaetano Veloce Club Schio; 13. Nicolli Giuseppe Lane Rossi Schio; 14. Cadin Luciano ve. Club Trentino; 15. Segafredo Germano GS. Rossato Santordso, tutti con lo stesso tempo si Calvi; 16 Depedri Mario Vel. Club Trentino a 10’07”; 17. Mascagni Giulio Aurora Trento





1954 06 17 In Toscana / Altro buon piazzamento

2° in Toscana

Alla Coppa Popolo di Settimello Toscano, su un percorso di 155 km ricco di difficoltà, Vasco ottiene un altro dei suoi secondi posti del 1954. Vince la gara Gianni Ferlenghi del Pedale Soresinese, fuggito sulla salita delle Maschere insieme all’ottimo Modena – commenta La Provincia del 19 giugno 1954 – per poi giungere da solo al traguardo con 1’45” di vantaggio su Vasco.

Gianni Ferlenghi passa professionista nel 1954 nelle file dalla Bianchi. E un giorno Vasco diventerà suo compagno di squadra.

Vasco in una gara del 1954 con la maglia della Unione Sportiva Mori

1954 06 13 Coppa Città di Mori / Vedi Modena e poi Mori

una vittoria (13-6) molto significativa per l’avvenire

La vittoria a cui fa riferimento Vasco è la quinta Coppa città di Mori, una dura gara vinta con un distacco di 9′ e 20″ su Mario Mori, del Club Ciclistico Cremonese. Di Mario Mori diverrà compagno di squadra, come vedremo a tempo debito.

Scatto di Vasco in salita,

Stupenda prestazione di Modena
nella “Coppa città di Mori”

Il cremonese Mori al secondo posto con un distacco di oltre 9 minuti –
Buona prova del trentino Franceschini

(NOSTRO SERVIZIO) Mori, 13. Alla quinta edizione della coppa Mori ciclistica, è arrivato un più pieno invidiabile successo, non solo per quel che riguarda l’accurata organizzazione (cui hanno soprasseduto con la solita meticolosità e diligenza i dirigenti del sodalizio nero-verde) ma altresì per la larga partecipazione di folla che si è assiepata ai margini della strada e che ha vissuto con entusiasmo le vicende, talvolta drammatiche della corsa, sopratutto per il nutrito intervento di atleti di classe che hanno dato alla competizione un tono, una fisionomia, che ha elettrizzato ad avvinto anche i più incalliti o scettici.
Con un assolo sbalorditivo, ha vinto il popolare alfiere del ciclismo nostrano: Vasco Modena. Egli ha dominato e messo in ginocchio tutto il formidabile schieramento di extra regionali allineatisi alla partenza con ben precise velleità di sbaragliare il campo.
Sempre vigile ed attento, nelle prime posizioni, il biondo Vasco ha operato un poderoso allungo sulla salita di Cadine per saggiare le forze dei tenaci avversari, se ne è andato al Passo di San Giovanni con alla ruota il bravo Franceschini che anche in questa dura competizione si è generosamente battuto con caparbio coraggio.
Dopo il passaggio di Mori il giovane corridore di Trento si è scollato dalla ruota di Modena, tuttavia il suo terzo posto conquistato in una corsa frenetica, conferma il suo attuale stato di grazie e la sua ferrea volontà di contribuire a tenere alto il buon nome del ciclismo trentino.
Abbiamo avuto occasione di scambiare due parole con Franceschini allorché egli, in seconda posizione, non aveva più di un minuto dall’indiavolato Vasco e dal nostro incitamento il corridore ha risposto “Niente da fare oggi con quel diavolo scatenato; va più di Moser”.
Nell’analizzare le prestazioni dei corridori è naturale che due parole debbano essere spese anche per il secondo arrivato, il cremonese e sorprendente Mori, artefice di un inseguimento condotto con la forza della disperazione e di un finale degno di un levriero di razza.

Con dieci minuti di ritardo sull’orario previsto, il vice sindaco Venturelli ha abbassato la bandierina e la carovana prende il via e subito inizia la bagarre. Il gruppo si mantiene però sempre compatto e perde soltanto il benacense Versini vittima di un irreparabile guasto meccanico. A 40 di media si transita da Trento e poco dopo viene affrontata la salita di Cadine. Qui il gruppo si fraziona e parecchi corridori perdono il contatto e rimangono, ancora dalle prime battute, inesorabilmente tagliati fuori. Dopo Vezzano, Bartalini fora; il cambio del pneumatico fa perdere al vincitore della prima edizione della coppa Mori qualche minuto. Il piacentino riparte, insegue per qualche chilometro, ma poi dovrà ritirarsi vista l’inutilità dello sforzo. Il plotone di testa infatti viaggia ad oltre 40 di media. Ad Arco sono al comando degli uomini lanciatissimi: Modena, Cadin, Tezza, Franceschini, Pasquale, Costello. Il loro treno è formidabile, i cambi perfetti; tuttavia Mori riesce a coronare con successo il duro inseguimento e ad accodarsi al fuggitivi. Il gruppo è a 1′ 10″; a 3′ 40″ altri 4 corridori e via via, seminati, gli altri rimasti in gara.
A Torbole anche Castioni, Seganfreddo e Leonardi rientrano; in testa sono così in nove e Modena fa l’andatura.
A metà circa della dura salita, l’atleta nero-verde si impegna a fondo e riesce a sganciarsi dai compagni di fuga transitando per primo al traguardo della montagna al passo San Giovanni.

Vasco al passaggio da Passo San Giovanni (Nago-Torbole). Si intravvede il capitello con la statua di S. Giovanni Nepumuceno del 1738

Solo Franceschini riesce a portarsi sotto e successivamente a ricongiungersi. I due vanno via di buon accordo ed al traguardo di Mori transitano nell’ordine.
Poco dopo però anche Franceschini si imbastisce e cede, e da qui incomincia l’assolo di Vasco Modena protrattosi per oltre 70 chilometri sui due giri del circuito Mori, Riva, Arco, Nago, Mori.
Pure dietro non si dorme: Mori, Castioni e Seganfreddo raggiungono Franceschini ed organizzano l’inseguimento. A Torbole controlliamo la situazione che è la seguente: Modena è scatenato sempre al comando, a 2′ 30″ seguono Franceschini, Mori, Castioni, Seganfreddo, Tezza; Vagnotti e Callegari sono a 4′ 20″; il grosso transita con 6 minuti abbondanti di distacco.
Dopo Arco viene affrontata la Masa, salita relativamente agevole ,a lunga, e Modena aumenta gradatamente il vantaggio sugli immediati inseguitori. Al secondo passaggio di Mori, Modena ha già oltre 6 minuti di vantaggio e pedala con una scioltezza e con un ritmo impressionante.
Altro giro di boa e ripetizione del percorso precedente. Modena ormai sicuro della vittoria ed in smaglianti condizioni di freschezza, viaggia sempre a tutta birra, mentre gli immediati inseguitori appaiono provati dallo sforzo.
Reggono dietro al dominatore soltanto Mori e Franceschini, che avevano lasciato la compagnia di Castioni e di Seganfreddo rimasto appiedato per foratura.
Grandi applausi per Modena al culmine del passo San Giovanni, inverosimilmente stipato di folla entusiasta e poi l’apoteosi a Mori. Si deve attendere per 9′ 20″ prima che sotto la striscione passi Mori che, nel frattempo, si era liberato dello spompato Franceschini, giunto ad 11′ esatti dal vincitore. A 14′ 50″ arriva il bravo Castioni, a 15′ Seganfreddo e via via tutti gli altri rimasti in gara.

Guido Boninsegna

Ecco l’ordine d’arrivo:
1. Vasco Modena. Un. Sportiva Mori, che compie il percorso di 155 km. in 4 ore 17′ alla media di 37,320 km. orari.
2. Mori Mario del Club Ciclistico di Cremona a 9′ 20″. 3. Franceschini Natale, Un. Sport. S. Giorgio di Trento a 11′; 4. Castioni, Un. Sport. Borgo Trento, Verona a 14′ 50″; 5. Seganfreddo, Rossato Sant Orso a 15′; 6. Tezza, Gruppo Sportivo Borgo Trento, Verona a171; 7. Cavasitti del Pedale Bianco Rosso di Piacenza a 17′ 20″; 8. Vagnotti, id.; 9. Vascelli: 10. Zago; 11. Maserati; 12. Callegari; 13. Nicolli


Torna strepitosamente alla vittoria l’alfiere in neroverde

Il rinnovato Vasco Modena
trionfa e sbalordisce alla “Coppa Mori”

Anche gli extraregionali lasciati ben lontani – Al terzo posto l’eccellente Natale Franceschini

MORI, 13. – Alla quinta edizione la coppa “Mori ciclistica” è arriso il migliore – vorremmo dire invidiabile – successo non solo per quel che riguarda l’accurata perfetta organizzazione (curata con la solita meticolosa diligenza dai dirigenti nero-verde), ma altresì per la larga partecipazione di folla che si è assiepata ai margini del nastro d’asfalto e che ha vissuto con entusiasmo le vicende, a volte drammatiche della corsa, sempre tirata alla morte.

(click sulla icona per vedere il ritaglio completo)

1954 05 27 G.P. Vittadello / Un bel piazzamento

compio una serie di bei piazzamenti 7 secondi posti

Dopo la Gelmi-Degasperi, in cui Vasco è risalito sul podio, un timido articolo ricompare su di lui, che sembra dire, che forse, chissà, ancora qualche speranza per lui c’è … In realtà Vasco, pur avendo ricominciato a gareggiare con cautela e un po’ avanti nella stagione, nel 1954 riesce a portare a casa parecchi buoni piazzamenti, il primo di questi è il Gran Premio Vittadello. Questo gli permette di riconquistare, forse, il cuore dei suoi compaesani e dei trentini?

– MORI – Vasco Modena a Nogara
ha fatto scintille

Dopo il lungo periodo di degenza all’ospedale e di cure particolari per rimettere in efficienza l’arto fratturato nella rovinosa caduta dell’anno scorso nella coppa «Castel Campo», e dopo l’altrettanto lungo periodo di serio e duro allenamento, il popolare alfiere dell’Unione Sportiva, Vasco Modena, da 15 giorni a questa parte è riapparso finalmente nella scena ciclistica e non si può negare che il suo rientro sia stato brillante, superiore ad ogni ragionevole aspettativa.
Infatti già nella corsa del primo maggio, per la disputa della coppa «Gelmi Degasperi» il biondo Vasco si è classificato al terzo posto e giorni or sono l’atleta nero-verde è giunto 14.o in una impegnativa gara organizzata in quel di Nogara che ha visto la partecipazione di un agguerritissimo e folto lotto di concorrenti.
A quanto ci viene riferito anche in quella competizione Modena ha fatto scintille e solo la sfortuna ha potuto tarpare le ali al generoso corridore. Ben tre forature, di cui l’ultima a soli 20 km. dal traguardo, hanno tolto Vasco dal gruppetto di testa.

Favaro davanti a Modena nel Gran Premio Vittadello

Trento, 27

Il Trofeo Vittadello disputatosi oggi su un percorso estremamente duro e impegnativo ha avuto come caratteristiche strade inghiaiate, salite a non finire, temperatura afosa, nella parte iniziale, temporali incontrati a metà gara, vento contrario nella parte finale, che ha reso particolermente confusa questa corsa organizzata con massima premura.
Logico quindi che alla distanza gli atleti migliori balzassero fuori dal lotto dei 33 partenti e questi infatti rispondono ai nomi di Favaro, Modena, Vidale, Uliana, Franceschini, Versini. Favaro non ha bisogno di presentazione. E’ uno dei componenti del quintetto che ha vinto il titolo di campione italiano a squadre nella recente coppa Italia: Rispetto ai suoi compagni di fuga egli, è stato quello che forse si è prodigato di meno ma la sua fulminea zampata finale gli ha valso comunque una brillante ed ambita vittoria.

Vasco Modena si è classificato al 2.o posto, ma quello che conta e vale una storia è stato il suo prepotente ritorno nella cerchia dei migliori dilettanti italiani dopo la disgraziata avventura dello scorso anno.
La gara odierna del bravo, commovente Vasco è stata semplicemente magnifica. Il ritardo di quasi 3′ alla prima asperità della giornata Modena seppe agganciarsi presto al duo Vidale-Favero.

Vidale terzo classificato è stato l’atleta che ha maggiormente battagliato, attaccando senza posa sulle salite e passando sulla sommità della Mendola con oltre 3′ di vantaggio, ma anche prima della Mendola e precisamente sulla salita che porta a Terres e su quella successiva che conduce a Tuenno, il forte bassanese passava primo e solo. Chiara conferma quindi delle sue doti di scalatore, che lo fanno uno dei migliori specialisti italiani. Regolare e progressiva la corsa di Uliana, altro componente della squadra campione d’Italia, e che con il suo quarto posto ha contribuito a far assegnare alla «Ciclistica» di Vittorio Veneto l’ambito trofeo “Vittadello„.

Natale Franceschini, pur handicappato da una caduta all’inizio della prima salita ha fatto una gara egregia, risalendo posizioni su posizioni e terminando al quinto posto: particolarmente sfortunati, e pur meritevoli di elogio, le prestazioni di Versini e di Cadin, vittime di forature ancor prima di Mezzolombardo.
Buone ancora le gare di Andreatti, dei bolzanini Zago e Callegari, mentre inferiori al previsto sono state quelle degli atleti della Lane Rossi di Schio.
L’organizzazione della corsa è stata ottima, la combattività degli atleti encomiabile, lo entusiasmo e l’interessamento degli spettatori notevolissimi.

o.c.

Ecco l’ordine d’arrivo: 1) FAVARO VITO Ciclistica Vittorio Veneto che compie il percorso di km. 175 in ore 4. 51′ alla media oraria di km. 36.082. 2) Modena Vasco U.S. Mori a 3 macchine; 3) Vidale Isaia, V.C. Bassano a ruota; 4) Uliana Antonio, Ciclistica Vittorio Veneto a 5′; 5) Franceschini Natale, U.S. S. Giorgio, Vela Trento a 10′; 6) Versini Mario, Benacense Riva a 17′; 7) Andreatti Riccardo, U.S. Lavis s.t.; 8) Zago Giovanni, Libertas Bolzano s.t.; 9) Niccoli Giuseppe, Cral Lane Rossi Schio s.t.; 10) Callegari Bruno, Libertas Bolzano s.t.

Venerdi, 28 maggio 1954

1954 05 16 Criterium Gaslo a Milano / Selezionato

Il quadernetto dalla copertina nera, che ora riporta un po’ meno dettagli sulle singole gare, non accenna a questa interessante possibilità di metà maggio: solo corridori selezionati sono ammessi al terzo Gran Criterium Gaslo, gara internazionale per dilettanti, con mossiere Fausto Coppi. Tra i selezionati anche Vasco. Terminata probabilmente nel nulla per i nostri, rimane a ricordo il dorsale inzaccherato, a testimonianza di una giornata con pioggia continua e vento freddo. Primo classificato Giovanni Ranieri.

Gaslo produceva il nastro telato da manubrio.

Il dorsale della gara Criterium Gaslo, corsa a Milano il 16 maggio 1954 sotto la pioggia e il vento

IL CRITERIUM «GASLO»

Moser, Modena e Versini
con altri 125 alla partenza

Si svolgerà domani a Milano, organizzato dal periodico «Ciclismo», il Criterium «Gaslo» gara a carattere internazionale riservata alla categoria dilettanti. 128 sono gli iscritti a questa grande competizione dilettantistica e fra questi 5 tedeschi, 2 belgi, 6 svizzeri, 3 francesi e poi i migliori uomini che possa schierare attualmente il dilettantismo italiano con Fabbri, Zucconelli ecc. La Venezia Tridentina sarà rappresentata da Aldo Moser, Vasco Modena e Mario Versini e, inutile nasconderlo, una speranza di affermazione esiste specialmente riguardo a Moser che nelle prove fino ad oggi disputate ha dimostrato di avere già assimilato quell’esperienza di corsa che forse gli mancava nella stagione trascorsa. Su Moser dunque sono puntate le speranze degli sportivi tridentini ma non è escluso che anche Modena, che pure seppe cogliere affermazioni squillanti (G.P. Pirelli) possa, ritrovata la forma, disputare una gara maiuscola.

A Trento, a Palù, Bolzano e dappertutto vivissima è l’attesa per questa gara che sarà seguita da molti sportivi della regione in partenza per Milano già da oggi. Il percorso della competizione si snoda su 176 chilometri ed è il seguente:
Milano (Dazio), Sesto S. Giovanni, Monza, Villasanta, Arcore, Usmate, Osnago, Merate, Olgiate Calco, Airuno, Olginate, Lecco, Mandello, Varenna, Bellano, Tartavalle, Introbio, Colle Balisio, Ballagio, Lecco, Malgrate (rif.), Onno, Valbrona, Asso, Erba, Inverigo, Seregno Nova, Bresso, Milano (km. 176). L’arrivo verrà giudicato sulla pista del Velodromo Vigorelli.

1954 05 01 Coppa Gelmi e Degasperi / Sul podio

1-5 Arrivai 3° a Trento

Già alla terza competizione a cui partecipa nel 1954, Vasco riesce a risalire sul podio, benché sul gradino più basso. In fuga con altri quattro corridori il taglio del traguardo si gioca in volata. Ma sembra che la stampa non lo coccoli più come negli anni passati. Non un cenno alla sua forzata assenza dalla gare trentine e al suo rientro in scena. Giuseppe Pintarelli, due anni più giovane, è già passato professionista nella Nivea Fuchs, formazione capitanata da Fiorenzo Magni, mentre lui, che si avvicina ai 25 anni, forse è considerato ormai finito.

Nella istantanea si osserva il tipico modo di bere che aveva Vasco, trattenendo l’acqua in bocca prima di deglutire in modo da idratare in primo luogo la mucosa orale
COPPA GELMI – DEGASPERI

Dopo una lunga fuga a cinque Zamboni vince in volata

Ottime prove di Versini, Modena e Franceschini
(click per il ritaglio completo)

Trento, 2

La VII edizione della coppa Fratelli Gelmi e Degasperi, abbinata al G.P. Industria, Lavoro e Commercio, la creatura cara all’Alpina Sport ha avuto il vincitore, un meritato vincitore, se si vuole, ma non il vero, grande dominatore. Il pescantinese Zamboni che per la seconda volta consecutiva ha iscritto il suo nome nel libro d’oro della interessante competizione che vuole onorare la memoria di tre eroici giovani della resistenza, è ormai di casa. Non è stata questa la prima volta che la sua ruota sfreccia prima e qualche volta indisturbata, sotto lo striscione di arrivo sulle strade del Trentino.

Il ragazzo ha classe ed è in possesso di intelligente astuzia. Adopera le sue forze con dosato criterio, sa conoscere e curare i più diretti avversari. E proprio in virtù di queste indispensabili doti per chi si vota alla corriera di corridore che egli ieri, dopo una sgroppata di 150 chilometri, dei quali una buona metà percorsi in fuga con altri quattro atleti, ha saputo aver la meglio con chiara autorità.
Non per questo meno merito del vincitore hanno gli immediati classificati. Versini, Modena, Franceschini ed il giovane Cadin, pur battuti, è d’uopo riconoscerlo, hanno disputato una magnifica gara. Chi più, chi meno, collaborando alla riuscita della fuga, che doveva portarli compatti fino a pochi metri dal traguardi di corso Buonarroti a Trento. Franceschini anzi ha al cui attivo la spettacolosa, solitaria scesa al Passo della Drena, Modena il brillante inseguimento che in pochi chilometri gli permetteva di colmare il vuoto creatosi ad un certo momento di oltre un minuto fra il suo gruppo ed i fuggitivi; Versini è sempre stato nelle primissime posizioni; il giovane Cadin, l’attuale alfiere del Veloce Club Trentino, con un ammirevole accanimento, stringendo i denti, ha tenuto duro dall’inizio alla fine. Tutti gli altri hanno lottato per un posto d’onore che la loro posizione è apparsa compromessa ancor prima che la gara entrasse nel suo decisivo epilogo.

Dai lavisani Andreatta e Padergnana classificatisi nell’ordine al sesto e settimo posto, non si poteva pretendere di più, così come non molto di più poteva dare il bressanonese della Forti e Veloci, Ferrari, giunto nono. La lunghezza e più ancora la durezza del percorso, per molti nuovo, richiedeva parecchie prerogative. I meno preparati ed meno competenti hanno dovuto ammainare la bandiera ma non per questo a loro non va quel titolo di orgoglio che è giusto merito per chi dopo aver tutto offerto viene battuto dai più forti.

Con circa un quarto d’ora di ritardo sull’orario fissato i 26 concorrenti prendono il via. Veloce andatura ma nulla di nuovo fin verso Rovereto ove un gruppetto di una decina di corridori si avvantaggia sul grosso di alcune centinaia di metri. Il più intraprendente appare Franceschini ed è lui infatti a vincere il premio di traguardo a Passo S. Giovanni seguito a ruota da Quintarelli dell’Ausonia Pescantina. Zamboni e Modena procedono appaiati nel secondo gruppo che segue i primi, fra i quali anche Versini, con un distacco di circa un minuto. A Riva la prima sorpresa. Modena con azione di forza lascia la compagnia e con un inseguimento che ci ha fatto venire il mente il poderoso atleta di alcuni anni fa va alla caccia dei fuggitivi che raggiunge alla prime rampe della Drena. Ma Zamboni, evidentemente con piano prestabilito, non dorme e così anche lui pianta tutti e si porta a ridosso dei primi. Dei dieci chilometri circa di salita ne sono stati percorsi appena una metà ma già la selezione è cosa fatta. Il primo a cedere è il pescantinese Loro. Anche Modena perde terreno; così avviene per Quintarelli, Versini e Depedri. Franceschini intanto, con abile pedalata, staccati tutti raggiunge indisturbato il culmine con circa con circa un minuto di vantaggio sugli immediati inseguitori Zamboni, Versini e Cadin i quali avevano disseminati a loro volta tutti gli altri concorrenti.
Nel successivo tratto pianeggiante che porta a Cavedine anche Franceschini viene raggiunto dai tre inseguitori ai quali più oltre si unisce Modena rinvenuto fortissimo. Qui praticamente la corsa finisce giacché dei cinque nessuno ha più coraggio di tentare una avventura che potrebbe essere fatale. Con regolare cambio, salvo che per Cadin che solo a brevi tratti ha offerto il suo contributo, vengono percorsi i restanti chilometri. In altri casi è stato lo strappo dei Murazzi a mutare volto alla corsa, ma oggi il gruppo dei fuggitivi era troppo omogeneo perché da essi potesse venir fori la sorpresa, e così la decisione è posta nelle mani della impegnatissima volata. Come abbiamo detto Zamboni, il quale fra l’altro aveva fatto incetta anche di parecchi premi di traguardo, ottiene la palma del migliore fra i migliori.
Ottima l’organizzazione. Servizio inappuntabile dei bravi militi della strada.

Gino Barbarisi

Ecco l’ordine di arrivo: 1, Zamboni Adriano, U.S. Pescantina, che impiega a percorrere i 150 km, ore 4 alla media di km 36,750; 2. Versini Mario, S.S. Benacense Riva, a mezza macchina; 3. Modena Vasco, U.S. Mori, s.t.; 4. Franceschini Natale, U.S. San Giorgio Vela, s.t.; 5. Cadin Luciano, V.C. Trento, s.t.; 6. Andreatti Riccardo, U.S. Lavis a 7′; 7. Pedergnana Lino, U.S. Lavis s.t.; 8. Loro Albino, Ausonia Pescantina a 11′; 9. Ferrari Battista, Forti e Veloci Trento, s.t.; 10. Quintarelli Alessandro, Ausonia Pescantina; 11. Pisoni Ezio, Aurora Trento; 12. Bonmassar Bruno, U.S. Lavis; 13. Pizzini Enzo, U.S. Volano; 14. Stofella Mario, V.C. Trentino; 15. Soana Ermes, Forti e Veloci Trento…

Le tre coppe in palio sono stata appannaggio tutte dell’Ausonia Pescantina.

1954 04 18 Ricomincia a gareggiare / In Lombardia

[dopo 2000 Km circa] di allenamento corsi la prima da Pasqua in quel di Milano, dopo una gara tirata ed in condizioni buone di salute e dopo una crisi, mi classificai 15°.

Corsi successivamente a Voghera, una corsa dura che mi ricordò di non essere più quello di prima e soprattutto un convalescente.

Vasco, pronto a rimettersi in gioco

Dopo sette mesi Vasco riprende l’attività agonistica: corre la prima gara il 18 aprile 1954, a Milano e la settimana successiva si reca a Voghera, in provincia di Pavia. Appena giunto a destinazione non manca di inviare una cartolina a Luisa. Il 25 aprile c’è la gara, ma sente di essere ancora in debito di forze.

via Emilia a Voghera quasi 70 anni dopo

1954 03 24 Anno nuovo / Riprende la bici

Infatti dopo 2000 Km circa…

Dicevi, Vasco? Sì, dicevi che dopo il grave incidente e l’operazione, sentivi dentro quella voce, quella della tua vita, quella che quando sorgeva un problema ti incitava a non cedere, quella che ti sfidava sempre a combattere. Ed è stata quella voce a riportarti in sella, quando tutti ormai pensavano di non rivederti più gareggiare. Tanto che con la primavera, mentre gli altri amici correvano sulle strade della Bolghera, tu riprendevi saldamente tra le mani il manubrio della bicicletta e ricominciavi cauto gli allenamenti.


In allenamento Vasco Modena
Le condizioni del braccio del popolare corridore Vasco Modena, brillante alfiere della squadra nero-verde, con le continue cure sono andate gradualmente migliorando, tanto che oggi l’atleta si può considerare completamente ristabilito.
Il biondo Vasco già da tempo, con la solita meticolosità, ha ripreso gli allenamenti e spera di essere sufficientemente preparato all’apertura della stagione ciclistica per dilettanti.

 24 marzo 1954

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.