1950 05 07 Trofeo Merenda / Valigia sempre pronta

Il 30-4 colsi un secondo che valeva un primo nella Coppa Bassano a cronometro, partecipanti i migliori indipendenti.

Il 6-5 doveva iniziare per me una serie consecutiva di affermazioni e piazzamenti, difatti vinsi con distacco il Trofeo Merenda a Treviso.

Vasco è caricato dal bel piazzamento ottenuto nella “Bassano Montebelluna e ritorno” a cronometro, in cui arriva 2° a 2″ dal vincitore, dove ha potuto misurarsi con gli “indipendenti”, una categoria di ciclisti prossima ai professionisti. Ben volentieri accetta l’invito giunto via telegramma, con pochissimo anticipo, per la partecipazione al Trofeo Giorgio Merenda a Treviso. Valigetta sempre pronta, e via, torna in Veneto, questa volta per portare a casa il premio della montagna e anche quello del vincitore, per un totale di 12.000 lire. Per capirsi: un quotidiano costa 20 lire, la pasta 120 lire al chilo.

TELEGRAMMA Corridore Modena Cofler ROVERETO – 5.5.50 ore 18.55 – PROVENIENZA Treviso. «Desidero tua partecipazione domenica trofeo Merinda Treviso. Zandonà »
piccola valigia per le trasferte
La valigetta che ha accompagnato Vasco in tante trasferte, in cui riporre la divisa da ciclista, le scarpine e un cambio completo

IL TROFEO MERENDA A TREVISO
Il roveretano Vasco Modena vince con 27″ di distacco

Fuggito sulla rampa di San Vito, il trentino resiste all’inseguimento di Dell’Antonia, Santin e Tosato

Treviso, 7 – La quarta edizione del Trofeo Giorgio Merenda, che fin dalla vigilia si annunciava del massimo interesse per il numero e la qualità dei partecipanti, ha trovato in Vasco Modena di Rovereto il dominatore della gara. Il «piccolo Coppi» trentino ha corso proprio alla Coppi, staccando tutti gli avversavi sulla dura rampa del Combai e piantando quindi il plotone degli inseguitori per percorrere da solo, ed a tratti sotto la pioggia scrosciante, cinquanta chilometri che lo portarono a Treviso con 27″ di vantaggio sul terzetto composto dai più intraprendenti, e cioè Dall’Antonia, Santin e Tosatto.

Partiti sotto un sole bruciante, ancor prima di Castelfranco (chilometri 30) erano De Zan Carlo, Francescutti e Billato a saggiare le loro forze e le intenzioni degli avversari con un tentativo di fuga che però non prese mai seria consistenza, ma si protrasse fino a Fuer. Sulla rampa di San Vito Modena scattava, vincendo il premio di traguardo, tallonato da Vacchiani e Giuliani. II trentino metteva presto in luce le sue doti di brillante scalatore. La salita che da Valdobbiadene porta a S. Stefano era buon pane per i denti del trentino che scalò da solo anche il Combai, giungendo al culmine della salita con 50″ su Giuliani, 1′ su De Nardo, Zanette e Tosatto.

La pedalata di Modena, altrettanto veloce in discesa, era un buon indice del suo stato di forma. Verso Pieve di Soligo, la lancetta del tachimetro era costantemente sopra i quaranta; un acquazzone poi accompagnò la corsa sulla strada che da Pieve porta a Susegana. A Spresiano (12 chilometri all’arrivo) Modena viaggia a 50 orari, favorito anche dal vento, con un minuto e 30″ di vantaggio su un terzetto di inseguitori forti di Dall’Antonia, Santini e Tosatto; leggermente staccato, un terzo gruppo insegue con Tumiotto, Zanette, Giuliani, Marion e Da Rodda. Negli ultimi dieci chilometri si ha la sensazione che il ricongiungimento possa realizzarsi; Modena, infatti, ha rallentato ed i tre trevigiani che gli sono alle spalle riescono ad intravvedere le macchine alla testa della corsa. Ma mancano ormai solo pochi chilometri. I due veltri della Paglianti col valoroso Santin desistono però da una impresa divenuta oramai impossibile, e all’arrivo Dall’Antonia riesce a mettere la sua ruota davanti a Santin per pochi centimetri, terzo finiva Tosatto.

Ottima la organizzazione dell’Unione ciclistica trevigiana. Ecco l’ordine d’arrivo: 1. Modena Vasco, Cofler di Rovereto, che compie i 150 km. del percorso in ore 4. 2′ alla media di km. 37.190; 2. Dall’Antonia Luciano del G. S. Paglianti a 27″; 3. Santin Antonio, U. C. Trevigiani a mezza ruota; 4. Tosatto Mario del G. S. Paglianti; 5. Tumiotto Lino del Pedale Opitergino a 1’20”; 6. Marion dell’U. C. Trevigiani; 7. Giuliani, SAICI di Torviscosa; 8. Da Rotta, SAICI di Torviscosa; 9. Zanette, Stella Veneta; 1O. Piazzon del CRAL Marzotto a 2′.
Il Trofeo «Giorgio Merenda» è stato assegnato al gruppo sportivo Paglianti.

Athos Sivieri

Giorgio Merenda, studente partigiano caduto per la Patria – Non aveva ancora 18 anni lo studente di liceo nel collegio Pio X, quando il 29 aprile 1945, a Vedelago, volontario in una pattuglia di punta, lanciandosi all’attacco di un reparto di SS tedesche, in strada S. Marco di Resana (Treviso), rimaneva ferito e moriva poche ore dopo.

1950 04 23 Bolzano Sciaves e ritorno / Dime ‘Gnanca bom’

Il 5 aprile Bologna – Raticosa. 5°.
Il 12-4 mi ritirai a Mezzocorona causa la pioggia. Visto lo scarso risultato ero un po’ abbattuto, ma ebbi modo di riprendermi subito e furono i miei stessi avversari che il 23-4, in una giornata acquosa e piena di freddo ebbero la cattiva idea di attaccarmi.

Dapprima intirizzito dal freddo stavo per abbandonare ma prima volli dimostrare in una salita che ero sempre io; ad uno ad uno scollai dalla ruota tutti e vinsi così per la seconda volta la Bolzano – Sciavez.

Inizia aprile con la Bologna – Passo della Raticosa, per il VI Gran Premio U. Testi, una scalata impegnativa in cui si colloca al quinto posto.

Umberto Testi nel 1934 fondò a Bologna la “Cicli Testi” (poi diventata Officine Meccaniche Testi). Le sue biciclette da corsa e da turismo divennero famose in tutta Italia per l’altissima qualità costruttiva e le finiture di pregio. Il Gran Premio che si correva verso il Passo della Raticosa nacque proprio per omaggiare il suo nome, il suo marchio e il contributo dato al ciclismo emiliano e italiano.

La gara successiva, a Mezzocorona, pioggia, e Vasco si ritira.

Pioggia ancora alla Bolzano – Sciaves – Bolzano, e che pioggia quel 23 aprile del 1950! Le foto qui sotto parlano da sole. La tentazione del ritiro c’è. Ma “ti dime: gnanca bom”, che tradotto dal roveretano significa: ”e tu dimmi: credo che tu ne non ne sia capace”, e salta fuori la grinta che lo posta alla vittoria. Il resto è cronaca.

23 aprile 1950 Sulla salita della Bolzano – Sciaves sotto la piogga
Al traguardo di Bolzano in Corso della Libertà – Freiheitsstrasse

Per la seconda volta Vasco Modena brillante vincitore della Bolzano Sciaves

Pavesi tolto dalla gara da un banale incidente
seconda volta vincitore della Bolzano Sciaves e ritorno, 104  km

Il tempo non ha voluto essere dalla parte dei corridori e degli organizzatori di questa nuova, appassionante, edizione della Bolzano – Sciaves e ritorno. Una fitta pioggia, cominciata poco dopo la partenza, ha accompagnato gli atleti durante l’intero percorso rendendo il loro sforzo più gravoso. Ciò però non ha impedito che la corsa abbia avuto fasi appassionanti e sia stata improntata ad un ritmo che ha lasciato pochissima tregua. La gara infatti, combutta ad oltre 39 di media fino a Bressanone, anche in seguito, pur calando come andatura del percorso e delle condizioni delle strade rese pesanti dalla pioggia, si è mantenuta ad un livello di continua combattività. Ed è stato appunto sulla salita di Sciaves che le posizioni, delineatesi già nella andata con la fuga di Pintarelli e Parisi ai quali si sono aggiunti Pavesi e Modena, si sono maggiormente rafforzate.

Ma seguiamo la bella corsa dalla partenza.

Alle 13.40 i concorrenti partono incolonnati ed attraversano la città per portarsi a Rencio dove il presidente della Società ciclistica atesina, cav. Ceccherini, abbassa la bandierina del via. Partenza volante. Il gruppo ha subito dei sussulti e si passa Cardano a forte andatura. Qui Longo e Dalla Betta cadono e mentre il bolzanino se la cava con poche escoriazioni, il giallo azzurro dell’Aurora deve essere ricoverato in ospedale. A Prato Tires vediamo Rigotti a terra: il bravo corridore del Velosport di Mezzocorona ha forato. Farà tutta la gara da solo arrivando al traguardo dopo il gruppo. Schoepf, Bianchi, Gheno e Bianchetti perdono terreno. Davanti l’andatura è sostenuta.
Nelle prime posizioni sono gli uomini della Cofler, quelli dell’Aurora e i rossoneri dell’Alto Atesina fra i quali Pavesi appare attentissimo. Vediamo staccarsi anche Pison, poi Bonato e Smith e Cavoni. Pure Musinelli e Pavan perdono contatto. I compagni del Bressanone invece, specialmente Zamboni e Furlan, si prodigano nel gruppo di avanguardia. Vediamo Socin tutto solo pedalare con una certa fatica. Il rappresentante di Taio riprenderà in seguito brillantemente nella salita di Sciaves.

Il gruppo transita da Campodazzo a ranghi pressoché completi:  guida Pozza che quest’anno veste la maglia dei Ferrovieri di Trento. Rientra Nardin, attardatosi per noie al cambio ed anche Socin opera il primo ricongiungimento. In testa ora si nicchia ed i ritardatari possono accodarsi. E’ dopo Ponte Gardena che la corsa ha il primo dei suoi episodi notevoli. Una maglia azzurra si porta in testa con alla ruota un giallo azzurro dell’Aurora:  sono Pintarelli e Parisi. I due guadagnano gradatamente terreno senza che nessuno si decida a prendere l’iniziativa dell’inseguimento.
Finalmente dal gruppo sfreccia Pavesi che si trascina Modena. A Chiusa ( km 29 dalla partenza)  le posizioni sono le seguenti: in testa Parisi e Pintarelli seguiti a circa 500 metri da Pavesi e Modena, poi il gruppo forte di trenta unità condotto energicamente da Pozza. I due tandem spingono a pieni pedali: sembra una corsa a inseguimento ma è evidente che prima o poi i due fuggitivi di testa saranno ripresi dai due inseguitori. La fusione avviene alle porte di Bressanone proprio prima del sottopassaggio.

A Bressanone dunque quattro uomini sono in fuga: Pavesi dell’Alto Atesina, Parisi dell’Aurora di Trento e Modena e Pintarelli della Cofler di Rovereto. Il gruppo segue a 1’ 12” guidato energicamente da Lazzari.

La pioggia, che ci aveva risparmiati alla partenza, è ora intensissima e flagella da tutte le parti i corridori. Pochi chilometri ed eccoci alla salita di Sciaves che i quattro iniziano a buona andatura. Qui si aspettava l’attacco di Modena ma invece sono i due “pivelli”, Pavesi e Pintarelli, che strappano e sotto la loro azione prima Modena e in seguito Parisi perdono leggermente terreno. La strada in terra battuta sale in maniera abbastanza sensibile e lo sforzo appare evidente. L’azione dei due ex allievi è sciolta mentre il trentino ed il campione della Cofler sembrano in difficoltà. Al culmine è primo Pavesi seguito a ruota da Pintarelli. Parisi segue a 15 metri e Modena a 30 secondi.

A 1’ 15” un gruppo con Rizzoli, Postal, Martini, Borsi, Salizzoni, Stofella, Chesini, Dalla Torre, Rover, Pozza, Milani, Saretto, Tait, Lazari, Martini e Ferrari. Poi a 2’3” Lacchi e Zanin e alla spicciolata tutti gli altri.

Si comincia ora il ritorno. Nella discesa su Bressanone Modena raggiunge i primi tre ed il quartetto, che già nell’andata si era posto in primo piano, fila veloce verso Bolzano. Il traguardo di Bressanone viene vinto da Modena senza volata.

I fuggitivi hanno circa due minuti di vantaggio: essi si alternano al comando. Evidentemente sono decisi a non farsi più raggiungere. Il gruppo dietro, guidato dall’attivissimo Rizzoli inizia la caccia. Alla ruota di Rizzoli è Postal e dietro Martini, Rover, Stofella, Martini Flavio, Saretto, Pozza, Chemelli, Dalla Torre. Questo gruppetto procede con circa 500 metri di vantaggio su un gruppo condotto da Demozzi e nel quale figurano Berteotti, D’Andrea, Calliari, Milani, Cavoni e Marini.

Il quartetto di testa intanto procede di buon accordo. Pavesi appare freschissimo e con lui Modena che si è ripreso prontamente dalla leggera crisi di Sciaves. Pintarelli e Parisi invece pedalano con meno scioltezza. Essi infatti verranno in seguito assorbiti dagli inseguitori, fra i quali ora Dalla Torre e Pozza si prodigano continuamente. Alla stazione di Funes però ecco il piccolo dramma:  mentre i quattro di testa imboccano la leggera discesa che porta al ponte Pavesi mette piede a terra: il corridore atesino ha spezzato la catena e per lui non c’è più niente da fare. Viene tolto così dalla gara un atleta che vi aveva giocato un ruolo di primissimo piano e che avrebbe potuto anche risolverla a proprio favore. All’atto dell’incidente infatti Pavesi non appariva per niente provato e certamente sarebbe riuscito a giungere sotto lo striscione di arrivo in compagnia di Modena.

L’infortunio capitato al rosso nero della Atesina mette le ali ai piedi agli altri tre che vedono così estromesso dalla lotta finale uno degli uomini più pericolosi. Specialmente Modena spinge a piedi pedali: l’allievo di Piccolroaz è ora in piena azione:  la sua pedalata è sciolta e potente e il giovane Pintarelli non regge all’andatura. A Cantina Fredda, fra Chiusa e Ponte Gardena, egli viene assorbito dal gruppo inseguitore guidato energicamente da Rizzoli, Salizzoni e Dalla Torre. Apprendiamo intanto che Zamboni è stato costretto al ritiro da due forature e che Giordani è stato tolto dalla lotta da una caduta.
Davanti Modena ormai è scatenato ed anche Parisi si stacca dalla sua ruota. Verrà ripreso dal gruppo verso Prato Tires.
Ormai l’atleta roveretano è lanciato tutto solo verso il traguardo. Dietro il gruppo perde uno dei suoi uomini più validi. Rizzoli, messo a terra da una foratura.
Precediamo i corridori sulla linea del traguardo dove una grande folla, che aveva assistito ad un interessante carosello degli allievi della S.C. Atesina, vinto brillantemente da Caser, attende l’epilogo della corsa.

Quando alle 16:32 la maglia azzurra di Modena sbuca dal viale Giulio Cesare un grande applauso accompagna il vincitore che appare sorridente ed ancora fresco.

A 2’02” irrompe il gruppo ed il velocissimo Stofella non ha difficoltà a mettere la propria ruota davanti a quelle di Martini, Pozza e Parisi. Ancora qualche arrivo e poi la corsa è finita. Una corsa veramente brillante in tutte le sue fasi, tirata senza respiro e nella quale, ancora una volta, i migliori si sono imposti senza incertezze. La prova di Modena era particolarmente attesa ed il bel corridore della Cofler ha risposto in pieno. Il suo successo è stato improntato ad autorità di gara e decisa volontà. Sempre nelle posizioni di testa ha prodotto il massimo sforzo al momento giusto dimostrando fra il resto, intelligente tattica di gara e prontezza di riflessi. Peccato che la sorte abbia tolto dalla competizione Pavesi altrimenti avremmo assistito ad un finale veramente elettrizzante.

Il corridore bolzanino avrebbe certamente contestato il successo al vincitore passo per passo, metro per metro. Pavesi è sempre rimasto con il naso alla finestra e le fasi più movimentate della corsa lo hanno visto protagonista di primo piano. Il corridore della Atesina ha riconfermato le belle doti già messe in luce nella passata stagione e nelle gare di apertura. Accanto a lui merita la citazione lungo Pintarelli, forse il migliore sulle salite, combattente generoso e tenace. Ma anche Parisi, sebbene non sia apparso ancora il corridore dell’anno scorso, ha disputato una bella gara cedendo solamente negli ultimi 20 km all’incalzante offensiva di Modena. Ottimo come sempre Rizzoli tolto di gara proprio verso il finale e buone le prove di Stofella, Giordani, Pozza, Marini, Borsi, Berteotti, Milani, Lazzari, Dalla Torre e del mai vecchio Martini. Gli atleti del Ciclo Club Bressanone sono stati particolarmente sfortunati: malaugurati incidenti li hanno presi di mira quando si trovavano ancora in buone posizioni.

Sessantacinque sono stati i corridori che si sono presentati alla partenza:  un numero veramente notevole se si pensa alle condizioni del tempo e delle strade. La Società  ciclistica Atesina ha colto un nuovo successo di partecipazione e la “Coppa Ceccherini” ancora una volta ha detto parola di interesse nel quadro dell’attività ciclistica regionale.

L’organizzazione è stata buona e se un appunto si deve fare questo riguarda il servizio, Anzi la mancanza del servizio al seguito per coloro che si ritiravano o che erano costretti ad abbandonare per motivi di incidenti. Pavesi, ad esempio, a Funes, ha dovuto starsene solo in attesa… di chi non veniva.

Nelle macchine al seguito il presidente della giuria signor Tedeschi, il direttore di corsa cav. Tosi, il presidente della S. C. Atesina Ceccherini, il signor Zini dell’U.V.I e gli ufficiali di gara.

Gino Sembianti

Ordine di arrivo: 1)  Modena Vasco, G.S. Cofler di Rovereto in ore 2 e 52’ alla media di 36,260 Km/h 2) Stofella Mario, Forti e veloci, a 2’02”, 3) Martini Angelo, Cofler di Rovereto, 4) Pozza Mario AltoAtesina Bolzano,  5) Vel. Club Trentino; 6. Borsi Roberto, S.S. Aurora Trento; 7. Postal Livio, Aurora Trento; 8. Dalla Torre Giuseppe, Vel. Club Trentino; Pintarelli Giuseppe, G.S. Cofler Rovereto; 10. Saretto Luigi, A.R.S. Merano; 11. Martini Flavio, U.S. Taio, 12, Parisi Rino, S.S Aurora Trento, tutti con il tempo di Stofella Mario; 14. Berteotti Luigi, G.S. Cinelli Gardolo a 7’25”; 15. Demozzi Narciso, Veloce Club Trentino, 16. Milani Lino, S.C. Alto Atesina Bolzano; 17. D’Andrea Livio, G.S. Cofler di Rovereto; 18. Tait Faustino; 19. Barcatta Rino; 20. Caliari Claudio; 21. Salizzoni Vittorio; 22. Lazzeri Vittorio; 23. Rigotti Gilio; 24. Cavoni Cesare; 25. Lachi Mario; 26. Russo Vincenzo; 27. Rover Carlo; 28. Zanin Luigi.

Partiti n. 63; arrivati n. 28. La “Coppa Ceccherini” viene assegnata definitivamente al G.S. Colfer di Rovereto per merito di Vasco Modena.

1950 03 21 La Bolghera / Secondo non basta

Infatti il 5-3 Coppa del Grande arrivai 7° a pari merito, il 21 marzo Circuito della Bolghera 2°. Il 28-3 Coppa Kerschbaumer 13°

Non esattamente soddisfatto Vasco dei risultati ottenuti in questo inizio di stagione: ”Mi sentivo bene e giravo, ma non vincevo le corse”. La Coppa del Grande di 122 km, con partenza e arrivo a Sesto San Giovanni, gli frutta un settimo posto su più di 215 partenti, di cui soltanto 52 tagliano il traguardo. A Trento passa per secondo sotto la striscione del traguardo per la disputa del Gran Premio Ignis, sul circuito de “La Bolghera”. Evidentemente non gli basta. Vediamo che alla Bolghera ricompare un nome noto, quello di Attilio Castellani, quasi assente dalle gare nel 1949, ed appare un nome nuovo, interessante per il ciclismo trentino e oltre, quello di Giuseppe Pintarelli (Bepi per gli amici, ma anche il Pinta), classe 1931, un anno e mezzo meno di Vasco. Osservando la seconda foto qui sotto è chiaro il motivo per cui Pintarelli, al centro, sia spesso accompagnato dall’appellativo «il lungo» nelle cronache sportive. Non altrettanto chiaro perché Vasco sia chiamato «il biondo». Forse solo per distinguerlo dal «ricciuto» o «bruno» Parisi.

Cartoline della squadra Cofler del 1950. In quest’ultima da sinistra vediamo Attilio Castellani, poi Giuseppe Pintarelli, Vasco Modena, (forse) Livio D’Andrea e …
BRILLANTE RIPRESA CICLISTICA FRA I DILETTANTI

Nel vertiginoso carosello della coppa “Ignis”
Fogal è primo e Modena secondo

(click per vedere il ritaglio completo)

Trento, 26

Sessantatrè dilettanti trentini si sono presentati ieri alla partenza per la disputa del «Gran premio Ignis».
Questa prima uscita ha avuto un successo che sotto ogni punto di vista è stato stupendo. La organizzazione è stata ottimamente curata dal Veloce Club Trentino.

Sono le 14.45 quando i concorrenti si allineano sotto lo striscione del traguardo, in attesa che lo starter di partenza dia loro via libera. In testa sono le maglie giallo-azzurre della società organizzatrice. Seguono nell’ordine quelle della Cofler di Rovereto capeggiate dal «numero uno» del ciclismo trentino Vasco Modena, quelle dell’Aurora dirette da Rino Parisi (reduci dall’allenamento compiuto in riviera con gli atleti rosso-alabardati della Wilier Triestina), quelle della Forti e Veloci con Salizzoni e Gazzini e infine da quelle di Mezzocorona, Cles, Taio, Gardolo e Riva L’Unione ciclistica Giorgione di Castelfranco Veneto è presente con un terzetto di uomini quali Fogal, Zamprogna e Pastro, tre vecchie conoscenze degli sportivi trentini.
Alle 14.45 esatte il via. Vasco Modena, che non vuole lasciarsi sorprendere, si mette subito in testa al gruppo e compie il primo giro in 5′, seguito a ruota da tutti gli altri. Al secondo giro è ancora Modena che guida, assieme a Dal Rì e Rizzoli. Gnesetti, lievemente in ritardo, chiude il numeroso plotone.

Al terzo, quarto e quinto giro i concorrenti passano sempre uniti, ed il traguardo a premio è vinto dal roveretano Modena, seguito a ruota da Chemelli, quest’anno in maglia giallo-blu del Veloce Club Trentino.
Segato, Martini e Fogal passano primi al sesto e al settimo giro; all’ottavo Fogal transita con 5″ di vantaggio sul gruppo. Al nono passaggio Cavaglia, l’alpino della Forti e Veloci (campione regionale torinese del C.S.I.) tenta di mettersi in luce, ma il suo scarso allenamento non gli permette ancora di farsi strada nelle competizioni trentine. Al decimo giro è Rigotti che si aggiudica il premio di traguardo. Fino al quindicesimo passaggio il plotone si mantiene ancora compatto e sono i vari Pintarelli, Forno, Segato e Berteotti che si occupano di fare il passo. Al terzo traguardo a premio (15.o giro) è Luigi Berteotti della Cinelli di Gardolo che con un bellissimo scatto si aggiudica il premio. Lo segue al secondo posto Rigotti di Mezzocorona.

Al sedicesimo giro Modena, Fogal e Rizzoli tentano di staccarsi dal gruppo e transitano davanti al traguardo con una cinquantina di metri di vantaggio su tutti. La fuga dei tre va sviluppandosi giro per giro, e così vediamo che i fuggiaschi al 17.o giro hanno 30″ su Faini, Pintarelli e Castellani.

Al 18.o Rizzoli che all’inizio della salita di Gocciadoro a seguito di una caduta, perde 20″ dai due amici di fuga e Rover che guida il gruppo inseguitore, passa davanti alla tribuna della giuria con 30″ da Modena e 10″ da Rizzoli. Zamprogna in questo momento accusa delle noie alla macchina e passa in lieve ritardo. Anche Faliva al ventesimo giro deve ritirarsi dopo aver forato un tubolare, e la nuova formula adottata in gara dagli organizzatori non gli permette di proseguire, in quanto transiterebbe per ultimo e cosi verrebbe tolto di gara.

Al 20.o giro Fogal e Modena passano ancora con 50″ su Pintarelli e Schmidt i quali guidano ora il gruppo. In questo giro anche Salizzoni deve seguire la sorte di Faliva, e si ritira.

Nel 22.o, 23.o e 24.o giro i due fuggiaschi, che marciano in pieno accordo, hanno guadagnato 1’30” di vantaggio sugli immediati inseguitori, i quali hanno raggiunto l’ottimo Rizzoli ed assieme tentano ma invano di poter raggiungere i due fuggitivi.

Al passaggio del 24.o giro la campana dà il segnale che prossimo giro ci sarà la volata finale. Modena e Fogal aumentano ancora l’andatura, tentando di staccarsi uno dall’altro, ma tanto il roveretano quanto il veneto non cedono di un palmo e compiono a piena andatura l’ultima fatica. Li vediamo poco dopo sbucare all’ultima curva, quella cioè che immette sul rettilineo d’arrivo. E’ Fogal che scatta per primo e Modena gli si mette a ruota, tenta di sorpassarlo, ma lo scatto del veneto è più forte di quello del roveretano. Vince Fogal, ed a 10 metri passa Modena.

I due atleti sono applauditissimi, ed in modo particolare il buon Vasco che ha disputato una gara degna del suo nome e di quello del suo appassionatissimo direttore sportivo Giannino Piccolroaz.

Ecco l’ordine di arrivo:
1) Fogal Francesco, U.C. Giorgione di Castelfranco Veneto, che compie il percorso di km. 82 in ore 2.13’30” alle media km. 36.767;
2) Modena Vasco. Cofler Rovereto, a 10 metri;
3) Pastro Antonio, U.C. Giorgione, a 1’5″;
4) Berteotti Luigi, G.S. Cinelli Gardolo;
5) Segato Tranquillo, Velo sport Mezzocorona;
6) Stofella Mario, Forti e Veloci Trento;
7) Chemelli Mario, Veloce Club Trentino;
8) Gazzini Luigi, Forti e Veloci Trento;
9) D’Andrea Livio, Cofler Rovereto;
10) Martini Angelo, idem;
11) Rizzoli Mario, Aurora Trento;
12) ex aequo: Pintarelli Giuseppe, Castellani Attlio, Rover Carlo, Pozza Mario, Parisi Rino.

La coppa «Ignis» è stata assegnata all’U.C. Giorgione di Castelfranco. Oltre ai ricchi premi individuali, al vincitore è stato assegnato un magnifico orologio d’oro offerto dalla casa Venus a mezzo del suo rappresentante sig. Remartini di Milano.
Presiedeva la giuria il sig. Carlo Bortolotti di Bolzano.
Era presente il commissario dell’UVI avv. Mantovani.

1950 02 12 Allenamenti in Riviera Ligure / Fiorenzo Magni

Il 1950 doveva darmi ancora tante soddisfazioni, ma quando si crede di essere pronti ed in forma ci si accorge del contrario; difatti una casa di cicli mi invitò in riviera per una quindicina di giorni; affrettai la preparazione, dico la verità mi sentivo bene e giravo, ma non vincevo le corse.

La Wilier Triestina, capitanata da Fiorenzo Magni, invita sia Vasco Modena che l’amico Rino Parisi a Varazze per gli allenamenti sotto il primo sole della Riviera Ligure, in vista di un possibile passaggio al professionismo.

12 febbraio 1950 foto con dedica di Fiorenzo Magni «a Vasco Modena, con i migliori auguri di una ottima carriera»

1950 01 23 Pedale Carpigiano / Domanda e risposta

Arriva una raccomandata: a Vasco è offerta la possibilità di far parte della squadra del Pedale Carpigiano, una società ciclistica di Carpi che compete con la Nicolò Biondo, sempre di Carpi, nel procacciarsi gli atleti per la formazione della propria squadra.

Carpi, 23 gennaio 1950 – Sig. Modena Vasco – Questo Sodalizio è venuto nella determinazione di formare anche per l’anno 1950 una efficente squadra di dilettanti. Allo scopo, si è assicurato ufficialmente la partecipazione di ottimi elementi quali Guerrini – Mancini – Assirelli – e desiderando affiancare ai suddetti un altro elemento di valore per completare la squadra, abbiamo pensato di trattare con Lei qualora fosse libero da impegni.
Saremmo quindi ben lieti di annoverarlo nella nostra squadra, anche perchè sarebbe nostra intenzione di svolgere la prossima attività ciclistica principalmente nel Veneto.
Qualora ritenesse di trattare con noi, la preghiamo di venire a Carpi al più presto ben inteso a nostre spese, caso contrario attendiamo un suo scritto immediato.
In attesa, cordialmente salutiamo.

Proposta lusinghiera ed interessante di certo, ma come fare a vivere fuori casa di solo ciclismo dilettantistico? Impensabile. C’è il servizio militare che incombe, oltre alla celata speranza che il cav. Rocchetti della Cofler gli offra un posto presso la fabbrica compatibile con gli impegni da ciclista. Per ora, con Carpi, la cosa si risolve con un gentile, sofferto rifiuto.

Istruzione – ora torna in cima alla pagina e clicca a sinistra su “Precedente” o destra su “Successiva” per muoverti in ordine cronologico nella storia di Vasco Modena, altrimenti usa il menù con gli anni, in alto.