1950 03 21 La Bolghera / Secondo non basta

Infatti il 5-3 Coppa del Grande arrivai 7° a pari merito, il 21 marzo Circuito della Bolghera 2°. Il 28-3 Coppa Kerschbaumer 13°

Non esattamente soddisfatto Vasco dei risultati ottenuti in questo inizio di stagione: ”Mi sentivo bene e giravo, ma non vincevo le corse”. La Coppa del Grande di 122 km, con partenza e arrivo a Sesto San Giovanni, gli frutta un settimo posto su più di 215 partenti, di cui soltanto 52 tagliano il traguardo. A Trento passa per secondo sotto la striscione del traguardo per la disputa del Gran Premio Ignis, sul circuito de “La Bolghera”. Evidentemente non gli basta. Vediamo che alla Bolghera ricompare un nome noto, quello di Attilio Castellani, quasi assente dalle gare nel 1949, ed appare un nome nuovo, interessante per il ciclismo trentino e oltre, quello di Giuseppe Pintarelli (Bepi per gli amici, ma anche il Pinta), classe 1931, un anno e mezzo meno di Vasco. Osservando la seconda foto qui sotto è chiaro il motivo per cui Pintarelli, al centro, sia spesso accompagnato dall’appellativo «il lungo» nelle cronache sportive. Non altrettanto chiaro perché Vasco sia chiamato «il biondo». Forse solo per distinguerlo dal «ricciuto» o «bruno» Parisi.

Cartoline della squadra Cofler del 1950. In quest’ultima da sinistra vediamo Attilio Castellani, poi Giuseppe Pintarelli, Vasco Modena, (forse) Livio D’Andrea e …
BRILLANTE RIPRESA CICLISTICA FRA I DILETTANTI

Nel vertiginoso carosello della coppa “Ignis”
Fogal è primo e Modena secondo

(click per vedere il ritaglio completo)

Trento, 26

Sessantatrè dilettanti trentini si sono presentati ieri alla partenza per la disputa del «Gran premio Ignis».
Questa prima uscita ha avuto un successo che sotto ogni punto di vista è stato stupendo. La organizzazione è stata ottimamente curata dal Veloce Club Trentino.

Sono le 14.45 quando i concorrenti si allineano sotto lo striscione del traguardo, in attesa che lo starter di partenza dia loro via libera. In testa sono le maglie giallo-azzurre della società organizzatrice. Seguono nell’ordine quelle della Cofler di Rovereto capeggiate dal «numero uno» del ciclismo trentino Vasco Modena, quelle dell’Aurora dirette da Rino Parisi (reduci dall’allenamento compiuto in riviera con gli atleti rosso-alabardati della Wilier Triestina), quelle della Forti e Veloci con Salizzoni e Gazzini e infine da quelle di Mezzocorona, Cles, Taio, Gardolo e Riva L’Unione ciclistica Giorgione di Castelfranco Veneto è presente con un terzetto di uomini quali Fogal, Zamprogna e Pastro, tre vecchie conoscenze degli sportivi trentini.
Alle 14.45 esatte il via. Vasco Modena, che non vuole lasciarsi sorprendere, si mette subito in testa al gruppo e compie il primo giro in 5′, seguito a ruota da tutti gli altri. Al secondo giro è ancora Modena che guida, assieme a Dal Rì e Rizzoli. Gnesetti, lievemente in ritardo, chiude il numeroso plotone.

Al terzo, quarto e quinto giro i concorrenti passano sempre uniti, ed il traguardo a premio è vinto dal roveretano Modena, seguito a ruota da Chemelli, quest’anno in maglia giallo-blu del Veloce Club Trentino.
Segato, Martini e Fogal passano primi al sesto e al settimo giro; all’ottavo Fogal transita con 5″ di vantaggio sul gruppo. Al nono passaggio Cavaglia, l’alpino della Forti e Veloci (campione regionale torinese del C.S.I.) tenta di mettersi in luce, ma il suo scarso allenamento non gli permette ancora di farsi strada nelle competizioni trentine. Al decimo giro è Rigotti che si aggiudica il premio di traguardo. Fino al quindicesimo passaggio il plotone si mantiene ancora compatto e sono i vari Pintarelli, Forno, Segato e Berteotti che si occupano di fare il passo. Al terzo traguardo a premio (15.o giro) è Luigi Berteotti della Cinelli di Gardolo che con un bellissimo scatto si aggiudica il premio. Lo segue al secondo posto Rigotti di Mezzocorona.

Al sedicesimo giro Modena, Fogal e Rizzoli tentano di staccarsi dal gruppo e transitano davanti al traguardo con una cinquantina di metri di vantaggio su tutti. La fuga dei tre va sviluppandosi giro per giro, e così vediamo che i fuggiaschi al 17.o giro hanno 30″ su Faini, Pintarelli e Castellani.

Al 18.o Rizzoli che all’inizio della salita di Gocciadoro a seguito di una caduta, perde 20″ dai due amici di fuga e Rover che guida il gruppo inseguitore, passa davanti alla tribuna della giuria con 30″ da Modena e 10″ da Rizzoli. Zamprogna in questo momento accusa delle noie alla macchina e passa in lieve ritardo. Anche Faliva al ventesimo giro deve ritirarsi dopo aver forato un tubolare, e la nuova formula adottata in gara dagli organizzatori non gli permette di proseguire, in quanto transiterebbe per ultimo e cosi verrebbe tolto di gara.

Al 20.o giro Fogal e Modena passano ancora con 50″ su Pintarelli e Schmidt i quali guidano ora il gruppo. In questo giro anche Salizzoni deve seguire la sorte di Faliva, e si ritira.

Nel 22.o, 23.o e 24.o giro i due fuggiaschi, che marciano in pieno accordo, hanno guadagnato 1’30” di vantaggio sugli immediati inseguitori, i quali hanno raggiunto l’ottimo Rizzoli ed assieme tentano ma invano di poter raggiungere i due fuggitivi.

Al passaggio del 24.o giro la campana dà il segnale che prossimo giro ci sarà la volata finale. Modena e Fogal aumentano ancora l’andatura, tentando di staccarsi uno dall’altro, ma tanto il roveretano quanto il veneto non cedono di un palmo e compiono a piena andatura l’ultima fatica. Li vediamo poco dopo sbucare all’ultima curva, quella cioè che immette sul rettilineo d’arrivo. E’ Fogal che scatta per primo e Modena gli si mette a ruota, tenta di sorpassarlo, ma lo scatto del veneto è più forte di quello del roveretano. Vince Fogal, ed a 10 metri passa Modena.

I due atleti sono applauditissimi, ed in modo particolare il buon Vasco che ha disputato una gara degna del suo nome e di quello del suo appassionatissimo direttore sportivo Giannino Piccolroaz.

Ecco l’ordine di arrivo:
1) Fogal Francesco, U.C. Giorgione di Castelfranco Veneto, che compie il percorso di km. 82 in ore 2.13’30” alle media km. 36.767;
2) Modena Vasco. Cofler Rovereto, a 10 metri;
3) Pastro Antonio, U.C. Giorgione, a 1’5″;
4) Berteotti Luigi, G.S. Cinelli Gardolo;
5) Segato Tranquillo, Velo sport Mezzocorona;
6) Stofella Mario, Forti e Veloci Trento;
7) Chemelli Mario, Veloce Club Trentino;
8) Gazzini Luigi, Forti e Veloci Trento;
9) D’Andrea Livio, Cofler Rovereto;
10) Martini Angelo, idem;
11) Rizzoli Mario, Aurora Trento;
12) ex aequo: Pintarelli Giuseppe, Castellani Attlio, Rover Carlo, Pozza Mario, Parisi Rino.

La coppa «Ignis» è stata assegnata all’U.C. Giorgione di Castelfranco. Oltre ai ricchi premi individuali, al vincitore è stato assegnato un magnifico orologio d’oro offerto dalla casa Venus a mezzo del suo rappresentante sig. Remartini di Milano.
Presiedeva la giuria il sig. Carlo Bortolotti di Bolzano.
Era presente il commissario dell’UVI avv. Mantovani.

1949 08 21 Coppa Valli garibaldine / Fuga a due

Il 21-8 mi trovai di fronte la rappresentanza di tutta l’Alta Italia, per nulla intimorito attaccai decisamente in salita, mi tenne altare soltanto Giovanni Roma, per poi battermi facile in volata.

Nel 1866 Garibaldi pose il suo quartier generale a Cologna e numerosi garibaldini combatterono a Darzo, Condino, Cimego nella terza guerra d’Indipendenza. Le Giudicarie acquisirono così il nome, ora in disuso, di “Valli garibaldine”. La regione delle Giudicarie comprende il bacino del Sarca, fino alla suggestiva gola del Limarò, e il bacino del Chiese. Presenta panorami su gruppi montuosi tra i più belli delle Alpi. E cosa dire della stupenda strada bianca del Ponale, intagliata nella roccia, con scorci magnifici sul Lago di Garda, questa volta percorsa in discesa, altre volte in salita. In queste combattute gare, però, i corridori guardano alle strade bianche, ai dislivelli, alla posizione degli avversari e solo al traguardo possono permettersi il lusso di alzare lo sguardo per ammirare i paesaggi. Ogni gara macinano 100 – 150 chilometri: son ben pochi i tratti delle strade del Trentino di allora che Vasco non abbia calcato con la sua bicicletta.

Vasco arriva al traguardo dopo una lunga fuga assieme a Giovanni Roma, che conquista il primo gradino del podio, seguito a ruota dal corridore trentino. Tutto descritto nell’articolo qui sotto, a firma di Ottone Cestari.

COMBATTUTISSIMO IL GIRO DELLE VALLI GARIBALDINE

“Fuga a due” e vittoria di Giovanni Roma
su Vasco Modena animatore della gara

Trento, 21

Una nutritissima partecipazione di ottimi atleti extraregionali ha caratterizzato questa combattutissima prima edizione del giro delle Valli garibaldine disputatasi sulle bianche strade del Trentino occidentale a cura del veloce Club Trentino in collaborazione con la S S Giovanni Prati di Ponte Arche.
Ad uno di questi atleti, il fortissimo Giovanni Roma della U.C. Trevigiani è arrisa la vittoria, ottenuta dopo una lunga fuga a due con il bravo Vasco Modena, ancora una volta artefice e animatore principale della fase conclusiva. Staccatisi di forza dal gruppo compatto ancora alle prime rampe della salita della Val d’Ampola, i due atleti hanno poi proseguito in perfetto accordo lungo i polverosi rettilinei della Val di Ledro, giù per la ossessionante discesa del Ponale e su per gli aspri e interminabili tornanti del Ballino. Al traguardo, dove Roma regolava con facilità il roveretano, i due fuggitivi arrivavano con oltre due primi di distacco sugli immediati inseguitori.
Al terzo posto si è classificato l’altro roveretano Livio D’Andrea, che ha dimostrato una volta di più le sue spiccate doti di fondo, sfoggiando un finale brillante che gli permetteva di staccare, a pochi chilometri dall’arrivo il tenace Parisi ed a raggiungere e battere sul traguardo il lombardo Olmi, altro autore di una gara magnifica.

Di Parisi, il bruno e ricciuto atleta di Povo, dobbiamo dire che –  pur leggermente attardato nei primi chilometri per noie alla catena –  ha dovuto ancora una volta inchinarsi davanti alla superiorità del suo irriducibile avversario, Vasco Modena, che lo ha regolarmente e nettamente staccato in salita. Resta comunque il suo poderoso, quanto vano inseguimento alla testa di un gruppetto prima e in compagnia di D’Andrea poi, lungo le rampe del Ballino.
Fra gli altri battuti, ottima la gara del coriaceo Tamanini, dello sfortunato Beschi, giunto al traguardo con una ruota in disordine, del regolare Caliari vittima di una caduta in discesa, del minuscolo Rizzoli, del lungo Gazzini e del coraggioso Troiani, bersagliati questi ultimi da varie forature.

Il percorso che si sviluppava sulle strade delle Giudicarie, della Val di Ledro e dell’Altopiano del Lomaso è stato, sia per la natura del fondo stradale, sia per le dure rampe di Cadine, del Limarò, di Bondo, dell’Ampola e del Ballino, di una durezza rilevante che ha provocato una netta selezione. Ciononostante ben 25 concorrenti sui 42 partiti sono riusciti a raggiungere il traguardo finale, dove si era dato convegno una folla numerosa di spettatori. Ed ecco alcuni rapidi cenni di cronaca. la partenza viene data alle ore 9 precise dal geom. Colle, vicepresidente del sodalizio organizzatore e i concorrenti attaccano subito a forte andatura la salita di Cadine dove peraltro al culmine transitano tutti uniti. Sulla salita del Limarò il gruppo si allunga alquanto sotto l’impulso di Modena, ma lungo i rettilinei che conducono a Tione tutti sono ancora assieme ad eccezione di Borsi che ha forato e di Lanzingher.

Dopo Tione la strada riprende a salire e il gruppo ritorna a frazionarsi leggermente. Al culmine e primo Beschi con alla ruota Olmi e a ridosso tutti gli altri migliori. Nella discesa su Condino tutti rientrano nuovamente compreso Giupponi che ha forato e da Storo il gruppo di testa è forte ancora di una trentina di unità.

Appena fuori Storo la strada si impenna nuovamente ed è qui che Modena opera lo scatto decisivo al quale il solo Roma sa resistere. Sull’Ampola infatti il duo di testa ha già un minuto di distacco su di un gruppetto guidato furiosamente da Parisi e comprendente Olmi, D’Andrea, Caliari, Tamanini, Begalli, Moreschi, Cailotto e Beschi. poco più indietro sono Stofella che ha forato, Rizzoli, Troiani, Zamperioli, Gazzini ed altri.

Nella tortuosa e difficile discesa su Riva, Modena e Roma mantengono inalterato il loro distacco, mentre fra gli inseguitori si fa luce Olmi che si stacca di forza dal gruppetto riuscendo lungo la snervante salita del Ballino a ridurre notevolmente la distanza che lo separa dai fuggitivi. Sulla cima dell’ultima salita infatti Olmi non è che a un centinaio di metri dai primi e precede di oltre un minuto il duo D’Andrea Parisi.  A 4’ di distacco transitano Tamanini, Beschi, caliari, indi a 5’ Cailotto e a 5’30” Gazzini, Rizzoli e Zamperioli.

La successiva discesa su Ponte Arche e il tratto pianeggiante fino a Tione e ritorno non portano altri notevoli mutamenti se non Il formidabile finale D’Andrea che si classifica al terzo posto.

L’organizzazione, curata fin nei minimi particolari dagli amici del Veloce club, è stata perfetta. merito questo dei bravi dirigenti comm. Majr, del geometra Colle, dei signori Tedeschi, Zanetti, Conci, Anselmi, Michelacci e degli appassionati dirigenti della S.S. Prati di Ponte Arche.

Ottone Cestari

Ed ecco l’ordine d’arrivo: 1.  Roma Giovanni, del UC Trevigiani, che compie il percorso di km 159 in ore 5. 3’,  alla media di km 31,500; 2. Modena Vasco, Cofler di Rovereto, a due macchine; 3. Andrea Livio, Cofler di Rovereto a 2’10”; 4. Olmi cesare, US Marzotti di Chiari, a una macchina; 5.  Parisi rino, Aurora di Trento a 3’; 6. Beschi Rinaldo, Erbitter di Gavardo a 6’10”; 7.Tamanini Mario, Forti e veloci di Trento, stesso tempo; 8. Caliari Mario, Veloce Club trentino, stesso tempo; 9.  Cailotto Dario, Pedale Scaligero Verona a 9’; 10. Zamperioli Guido, C.C. Verona, stesso tempo; 12. Gazzini Luigi, CRAL Montecatini di Mori; 13. Gasperini Walter, C.C. Verona; 14. Dell’Antonio Luciano U.C: Trevigiani;  15.. Begalli Dario, pedale Scaligero; seguono altri 7 arrivati in tempo massimo.

I premi di traguardo sono stati vinti da Ferrari (Limarò), Olmi (Comano), Troiani (Tione), Beschi (Bondo), Modena (Creto), Modena (Ampola), Roma (Ballino), Modena (Ponte Arche). Il premio della montagna è stato vinto da Roma che ha preceduto Modena e Olmi. La coppa “Valle garibaldine” è stata vinta dalla Cofler di Rovereto per merito di Modena e D’Andrea.

Presidente di giuria:  sig. Giovanni Bonvecchio; commissario UVI: Cestari.

Nella cronaca sopra riportata leggiamo di sfuggita il cognome di un aurorino: Giupponi. Si tratta di Angelo Giupponi, poi noto per la sua professione di farmacista. Angelo è uno di quei personaggi che quando andavi in giro con Vasco, ormai padre di famiglia, e li incontravi in strada (o, in questo caso, dietro al bancone della sua farmacia), lui ti diceva: è un mio amico, correvamo assieme. Quanti legami si sono creati in quegli anni da dilettante!


1949 08 15 Coppa Sella / Alcide De Gasperi e il sorriso

Ma il giorno successivo Rino si prese la rivincita complice una foratura che mi fece arrivare 2°.

La gara in cui Rino prende la rivincita su Vasco, a solo un giorno di distanza dalla coppa Tergeste, si svolge il giorno di ferragosto, a Sella di Borgo. Interessante il fatto che i concorrenti siano premiati dall’allora presidente del consiglio Alcide De Gasperi, in vacanza in Valsugana, sua terra natia. Assai curiosa e buffa la faccenda del sorriso smagliante riportata nell’articolo! da leggere.

Rino Parisi è primo a Sella
Ma Vasco Modena è il vincitore morale

Il Presidente del Consiglio premia i concorrenti

Ferragosto di festa a Sella di Borgo Valsugana! Migliaia e migliaia di organizzati dell’ENAL, di turisti, villeggianti, sportivi erano convenuti nella conca silvestre che sovrasta Borgo per la festa campestre organizzata dal CRAL di Borgo Valsugana in collaborazione con l’Enal provinciale. Cori balli giochi popolari e gara ciclistica dilettanti per la Coppa Sella, una classica gara che è ritornata alla notorietà grazie all’interessamento dei dirigenti dell’Enal di Borgo e del Forti e veloci di Trento.
Ci occuperemo – come è nostro dovere – unicamente della gara ciclistica che ho dato luogo ad un’ennesima serrata lotta fra i due “galletti” del promettente pollaio Trentino: Rumo Parisi e Vasco Modena.
Il giorno precedente alla corsa Vasco Modena si era aggiudicata con assoluta superiorità la coppa Tergeste dominando l’avversario e in salita ed a cronometro: la coppa Sella doveva essere per Parisi, una specie di prova d’appello. L’ha vinta ma il suo palato non deve essere proprio dolce e saporito: un pizzico di tossico amareggia la sua ineccepibile vittoria in quanto Vasco Modena ha forato, allorché era in fuga con lo scledense Sella ed aveva già attaccato con passo travolgente le prime volute dell’erta salita. Avrebbe vinto Modena senza l’incidente? Noi riteniamo di sì ed a confortarci di quanto andiamo dicendo stanno i seguenti fatti: allorché Modena però aveva sì e no un paio di centinaia di metri di vantaggio sul bruno rappresentante della Aurora, perdette circa 1’ nel cambio del tubolare, riprese con decisione e volontà selvaggia, supera tutti, giunse a circa 20” irraggiungibile Parisi. Per noi, modesti spettatori dei fatti dianzi raccontati, nella sfortuna che ha colpito Vasco Modena è incastonata la sua indubbia classe, la sua innegabile forza, le sue notevoli qualità che fanno di lui, attualmente, il miglior dilettante Trentino oltre che il più completo corridore regionale.

Detto ciò diremo che altri atleti hanno messo il naso alla finestra: il rude scledense Sella (che superò due tornanti a… piedi), la sorpresa gradita di Bianchi, il piccolo e tenace Stofella, la regolarità di Tranquillo Segato, la forza del “vecchio” Martini e, perché no, il ritorno promettente di Luciano Parisi.

Gara ben riuscita, ben organizzata, affrontata con larghezza di mezzi e portata in porto nel segno della più completa regolarità. Bene, dirigenti della Forti e veloci e del Cral di Borgo Valsugana!
Una nota simpatica ha concluso la giornata: la premiazione dei concorrenti effettuata dal on. Degasperi, Presidente del Consiglio, visibilmente lieto di trovarsi fra questi giovani ancorché giunti lassù a profanare il suo meritato riposo di statista. il Presidente del Consiglio – prima volta nella storia del ciclismo italiano – ha premiato tutti, aspetto la mano a tutti, ha avuto per tutti parole di plauso ed incitamento.
Alla manifestazione hanno presenziato l’on. Paris, presidente della Forti e veloci, il comm. Manganaro, di direttore provinciale dell’ENAL, il rag. Grillo, preside dell’UVI, il rag. Zini, presidente dell Anucc, il dott Ambrosi della presidenza dell’Enal provinciale, il dr. Cionini e il signor Faliva, il rag. Mayr, Jachemet, Margoni, Fondriest della Forti e veloci, i signori Taddei e Tondini di Borgo Valsugana.
Un rappresentante della ditta “UELE” – che aveva concorso alla dotazione premi della corsa – offerto al capo del governo un omaggio del nuovissimo ritrovato della tecnologia odontalgica: il dentifricio liquido che KIBOK. l’onorevole Degasperi, ringraziando l’offerente, aggiunse sorridendo: “Lo darò alle mie figlie… per me, ormai, non servirebbe più…”Ecco il risultato della gara: 1) Parisi Rino (Aurora Trento) in 1 24′ alla media di km 32,857; 2) Modena Vasco (Cofler Rovereto) a 20”; 3) Sella Vittorio ( A.C Schio) a 1’; 4) Bianchi Mario ( CRAL Montecatini Mori) a 1’10; 5) Stofella Mario (Forti e Veloci Trento) a 2’; 6) Segato Tranquillo (Alto Atesina Bolzano) a 2’40”; 7) Martini Angelo (Cofler Rovereto); 8. Caliari Claudio (Veloce club Trentino) 9. Parisi Luciano (Dopolavoro Ferroviario Trento); 10 Martini Flavio (U.S: Anaune Cles); …
La coppa Sella è aggiudicata alla Unione Sportiva Aurora.

1949 07 24 Coppa Erbitter / Secondo, e dopo Parisi

17-7 a Vicenza nella Coppa Bernasconi, vinse Padovan, fui coinvolto in una rovinosa caduta ed arrivai 7°; da questo giorno la Sfortuna mi sarà sempre Amica.

Gareggiai il 24-7 a Cavalese, per il salto della catena persi la ruota del mio irriducibile avversario ed arrivai 2°

A Vasco sembra di essere perseguitato dalla sfortuna, anche se la chiama “Amica”, con doppia sottolineatura, perché se la sente sempre accanto. Forse non è così, o per lo meno non lo è in questo momento: una volta si tratta di una foratura (anche due, o tre), una volta è la catena a fare le bizze… ma sono problemi tecnici: toccano a Vasco come toccano a Rino. Ma è vero che a qualcuno i grattacapi capitano più di frequente che ad altri.

Rino Parisi trionfa anche a Cavalese nella coppa Erbitter

La coppa è stata aggiudicata all’Aurora di Trento

Il Pedale Cavalese, organizzando la terza prova del Campionato Regionale dilettanti, per la disputa della Coppa Erbitter sportivamente offerta dal comm. De Luca di Gavardo, ha fatto le cose per bene ed i loro bravi quanto volenterosi dirigenti hanno dimostrato la maturità organizzativa anche nel campo ciclistico. Alla gara, che ha avuto svolgimento attraverso le magnifiche strade fiancheggianti i massicci del Vajolet, del Catinaccio, del Sassolungo, presero il via una sessantina di corridori dilettanti del Trentino i quali su queste ripide strade dolomitiche, si sono dati battaglia per contendersi i due premi in palio.
Rino Parisi, il giovane atleta dell’Unione Sportiva Aurora di Trento ha anche in questa competizione giganteggiato, dimostrando la sua assoluta superiorità, vincendo con distacco la prova e battendo con oltre 2 minuti primi il suo più temibile avversario, il bravo quanto modesto atleta della Cofler, Vasco Modena.
Parisi e Modena sono oggi i due atleti che il ciclismo Trentino ne può andare fiero.

A fianco dei due baldi atleti si sono posti domenica altri giovani corridori, quali il giovanissimo Mario Rizzoli che passato quest’anno dalla categoria allievi a quella dei dilettanti, si è sempre classificato fra i primi, mettendo più volte a dura prova gli stessi super assi del ciclismo trentino. Claudio Caliari del veloce Club Trentino vincitore della Merano Malles e ritorno si è classificato nelle piazze d’onore dopo aver fatto una gara giudiziosa è degna del posto occupato nella classifica. Sfortunati invece: Umberto Faliva che dopo avere effettuato un coraggioso inseguimento per acciuffare il gruppo dei fuggitivi (Parisi, Modena, Rizzoli, Segato e Caliari) dovette alle porte di Cavalese, abbandonare la gara per la rottura della forcella anteriore della bicicletta.
La competizione ha registrato inoltre una infinità di forature e vari guasti alle macchine, pertanto diversi ritiri.

Sono le ore 14, quando il mossiere della gara da via libera ai corridori, davanti all’albergo Stella dello sportivissimo signor Comini, i quali partono di scatto. Si mettono subito in testa Faliva, Morandini, Corso, Monsorno e Botti i quali tirano la gara ad una velocità alquanto elevata. Ancora prima di Tesero, Francesco Dell’Antonio di Predazzo è in ritardo per noie alla catena. Nei pressi di Tiarno vediamo a terra Martini e Nardin per foratura, subito dopo Graifenberg di Cles deve ritirarsi per la rottura del manubrio.
A Predazzo fora Dell’Antonio Nicolò di Predazzo. In questa località il gruppo transita esattamente dopo 22’ dal via ed è guidato da Troiani. Cammina ora ad una velocità alquanto modesta, e questo forse in vista della salita che conduce poi verso Canazei.

Il gruppo subito dopo si fraziona alquanto e Nardin e Vanzetti forano a 5 km dopo aver attraversato il paese. Ancora 2 km dopo rientrano in gruppo Forno, Ziglio e Vanzetta, ed a Moena il gruppo dei primi passa alle 14.42, 42’ cioè dopo la partenza. Il traguardo a premio è vinto da Gazzini dell’INA di Mori seguito a ruota da Modena della Cofler.
I concorrenti transitano poi da Pozza dove In questa località si fermano Igini e Parisi Luciano, per forature. passano poi in ritardo: Boschetto, Corso, Schmidt, Botti, Lanzingher, Chemelli, Saggellini, Goss, Nardin, Paolazzi, Vanzetta e Mion.
A Pozza di Fassa è ancora il Garbin che si ferma per la flosciatura del tubolare. La stessa cosa tocca ancora a Sagellini nei pressi di Campestrin. Gazzini ritardato per la nota foratura, ha modo a Vigo di rientrare e raggiunge per primo il gruppo guidato da Faliva e composto da Troiani (che fino qui si è sempre mantenuto sulla negativa), Giupponi, Carotta, D’Andrea e Morandini. Troiani si mette ora alla ruota di Gazzini ed i due filano a pieni pedali per raggiungere il gruppo degli altri fuggitivi che è condotto da Parisi e Modena.
Canazei è raggiunta in ore 1.15’ da Modena, Parisi, Rizzoli, Segato e Caliari. Oltrepassata questa stupenda località turistica e dove notiamo un magnifico attendamenti Modena deve rallentare la sua andatura per continui salti della catena. Un secondo gruppetto passa con 10 secondi di svantaggio, ed è guidato da Troiani. A Perra di Fassa nel ritorno, Garbin <si ferma e si leva il numero per la rottura della bicicletta. A Pozza di Fassa Dalla Torre fora e subito dopo anche Giupponi. A Ziano Parisi Luciano del Dopolavoro ferroviario si ferma per incidenti alla macchina e si ritira. A 2 km da Cavalese è la volta di Faliva che piangente deve abbandonare la prova per la rottura della forcella anteriore.
I concorrenti oltrepassano ora Cavalese. Sono in testa Parisi, Modena, Segato, Rizzoli e Caliari. Questi cinque, attaccano subito la dura salita della Stava ed al Pian di Bedolè, al culmine cioè, dove è posto il premio della montagna passa per primo Rino Parisi ed a 500 m circa Vasco Modena. Più staccati gli altri tre. Dopo la difficile discesa, Parisi arriva al traguardo di Cavalese con 2’28” di vantaggio sul bravo Modena. La coppa Erbitter viene vinta pertanto dall’Unione Sportiva Aurora di Trento per merito del primo arrivato.

Aron

Ecco la classifica: 1. Parisi Rino, U.S. Aurora Trento in ore 2 57’37” alla media di 35,790. 2. Modena Vasco, G.S. Cofler, Rovereto 2’28”; 3. Caliari Claudio V.C. Trento a 5’28”; 4. Segato Tranquillo S.S. Alto Atesina a 5’53”; 5. Gazzini Luigi, Cral di Mori a 7’02”; 6. Dalfarra Mario, CMC Merano a 7’04”; 7. D’Andrea Livio, Cofler Rovereto a 9’27”; 8. Tamanini Mario, Forti e Veloci Trento a 9’27”; 9. Ferragotto Bruno, V.C, Trento a 9’27”; 10. Troiani ANgelo, U.S. Aurora a 10’47”; 12. Borsi Renato, V.C. Trento; 13 Martini Angolo, Cofler Rovereto; 14. Zannini Luigi, Alto Atesina; 15. Rizzoli Mario, Velo S. Mezzocorona. Seguono: Dalle Donne, Chemelli, Dallatorre, Stofella, Pozza, Saretto.

Erbitter – Si tratta di una distilleria fondata nel 1931 a Gavardo (BS) dal comm. Leo De Luca che oltre alla grappa produce come specialità un amaro chiamato Erbitter, reclamizzato nelle locandine dell’epoca come “aperitivo salutare”. Lo sportivissimo commendatore nel 1946 fonda anche l’omonima società sportiva, inizialmente dedita al calcio, ma poi anche allo sci ed al ciclismo. La Erbitter-Gavado è particolarmente attiva negli 50 del ventesimo secolo.