1955 03 26 Vigilia della prima gara / Il programma del Coiano

Poi penso alla gara di domani. Qui tutti attendono con impazienza di vedermi alla prova, io sono calmo e fiducioso, non mi spaventano i bei nomi del ciclismo toscano, e poi perché dovrei temere? non sono forse toscano anch’io?

Dalle righe del quadernetto destinato a Luisa, in cui Vasco racconta in gran dettaglio azioni e pensieri dei suoi primi giorni a Santa Lucia di Prato, emerge una forzata tranquillità alla vigilia della sua prima gara. Certo, il percorso lo ha visto e studiato il giorno innanzi, ma sapere che c’è una certa aspettativa dal nuovo capitano della CSI Coiano, come possiamo leggere dal ritaglio riportato qui sotto, gli mette un po’ di pensiero.

25 -3 ore 6,30 sveglia, la solita ginnastica, colazione e via, 140 Km sul percorso della gara; alle 13 sto per rientrare quando il Sig. Tofani, altro dirigente, mi chiama. Assieme a lui c’è Duilio Taddeucci, mio compagno di squadra, facciamo la conoscenza e ci proponiamo di pranzare assieme. […] Dopo mangiato andiamo a Prato assieme dal meccanico ciclista Pacini.

LE NOSTRE SOCIETA’ CICLISTICHE

Programma per l’anno corrente del Centro Sportivo di Coiano

Già nella decorsa stagione la sezione ciclistica del Centro Sportivo di Coiano, imbastendo nella lotta agonistica una volitiva squadra di ottimi elementi (suddivisi in categorie: esordienti, allievi e dilettanti) e organizzando molto bene alcune importanti gare, seppe ben presto portarsi alla ribalta delle cronache ciclistiche; all’altezza di alcune più anziane consorelle regionali.
Il sodalizio giallo-azzurro, sorto qualche anno fa per la grande passione di alcuni sportivi locali e mercé l’interessamento del parroco di Coiano don Milton Nesi, si limitò, in un primo tempo, a dar vita ad altre branche di sport. Infine, nel 1954 nacque anche la Sezione per il ciclismo e le tre gare che furono poco dopo organizzate riportarono un meritato successo tecnico e organizzativo: il pistoiese Armando Matelic vinceva il 25 aprile nel «Gran Premio dei Giovani» per allievi e il piombinese Demi riuscì vincitore nella «Coppa Acli» il 25 maggio e ancora l’11 luglio nella «Coppa Cinema Primavera», ambedue per esordienti.
Per questi successi di organizzazione il merito va al consiglio direttivo al completo (in carica anche per il 1955) con alla testa lo sportivissimo presidente Tommaso Favi, Gelli Edo vice-presidente, Alberto Scali segretario, e composto dai seguenti consiglieri: Renato Tofani, Nedo Faggi, Renato Ciolini, Franco Vittuari e dal direttore sportivo Settimo Meoni.
Dalle file dei propri affiliati, l’esordiente Giovanni Aldrovanti seppe ripagare con tre bellissimi successi, la fiducia che gli era stata accordata, mentre gli altri compagni di scuderia, con ottimi piazzamenti seppero fare onore ai propri colori.
La stagione agonistica 1955 si è già virtualmente aperta e i bravi dirigenti del Centro Sportivo di Coiano, forti di una maggior esperienza acquisita nel passato, hanno varato una forte squadra di dilettanti con alla testa Vasco Modena (proveniente dalla U. S. Mori di Trento).

L’atleta veneto, trasferitosi a Prato per ragioni di lavoro, non ha bisogno di tante presentazioni; ormai qui in Toscana, e in special modo nel pratese è ben conosciuto dagli sportivi, poiché frequentemente era solito scendere in gara nelle nostre competizioni e di lui è rimasto vivo il ricordo delle sue affermazioni e per le doti di scalatore, che seppe dimostrare sui nostri duri
percorsi. Con l’acquisto del longilineo atleta trentino, il Centro Sportivo di Coiano, può contare sicuramente su di un atleta di indubbia classe; lo segue Duilio Taddeucci (proveniente dall’U.C. Aquila di Montevarchi) che la stagione scorsa, gareggiando nella categoria allievi, riuscì a concludere vittoriosamente in quattro gare e a inserirsi per ben nove volte al secondo posto: le sue prestazioni avvenire nella categoria dilettanti dovranno veramente confermare tutto il suo valore; Antonio Tofani, Riccardo Pittore e Giovanni De Pietro sono giovani elementi che dovrebbero emergere e dare un valido contributo per la gloria della propria società; attesissimo è il ritorno alle gare di Paolo Baroncelli, dopo una stagione disgraziata. Il forte ragazzo di Castelnuovo (Poggio a Caiano), ristabilitosi completamente da una fastidiosa, anche non grave malattia, dovrebbe riuscire a farsi luce e trovare ben presto la via della vittoria.
Nella formazione allievi troviamo in testa l’ex esordiente Giovanni Aldrovandi, giovane speranza degli sportivi di Coiano che da lui, non a torto, aspettano grandi cose; Carlo Giraldi, Alvaro Picchi (proveniente dalla U.S. Soccorso-Prato , Giovanni Caiani (proveniente dalla «Pol. Uisp Mezzana-Prato») e Salvatore Festa sono gli altri quattro allievi nei quali si nutre fondate speranze.
Numerosa la formazione dei «pulcini» del ciclismo (esordienti) composta da bravi, serii e robusti ragazzini: Roberto Meoni (figlio dell’attivissimo direttore sportivo), Mario Avietti, Carlo Gori, Piero Santini, Guido Sandrolini, Giancarlo Zini e Fiorenzo Laus.
Quanto prima il direttore sportivo Meoni consulterà la apposita commissione dell’U.V.I. per inserire nel calendario stagionale la seconda edizione del «G.P. dei Giovani» per allievi, la «2.a Coppa Acli» e la «2.a Coppa Cinema Primavera» per esordienti.
Questi i quadri e il programma del Centro Sportivo di Coiano, dove ci sono tutte le premesse per affrontare con fiducia la stagione agonistica 1955.

ARRIGO CECCHI

Articolo a firma di Arrigo Cecchi, classe 1920, podista degli anni ’40 e giornalista sportivo.

1955 03 23 E Vasco diventa toscano / don Milton Nesi

Bacio la mamma e tutti i miei famigliari, è la sera del 23-3-55. Un espresso  da Prato mi impone di partire immediatamente. A Rovereto saluto la mamma e il papà di Luisa e con lei, verso la stazione, pensieri tristi e nostalgici passano per la mia mente, ma cerco di fare buon viso, anzi sembro contento. […] ma ecco il treno, un bacio ancora e via. L’avventura è incominciata, forse una nuova era sta per incominciare per me. Cerco di non pensare, mi provo a dormire, ma niente da fare: il letto è decisamente migliore dello scompartimento in legno. Idem per le panchine della sala d’aspetto di Prato, dove sono giunto alle 3.15 di notte.
Alle 6 e 3/4 mi presento dal Parroco di Coiano (che non è ancora alzato) … Ecco don Milton mi saluta e mi chiede se ho portato i documenti, mi manda, per guadagnar tempo, dal sig. Meoni (che sarà il mio nuovo d.s.) in via Pomerio 101.
In un momento sono al 101. Suono il campanello, una signora mi accompagna dal sig. Meoni e poi via, subito in Municipio, sbrigate tutte le faccende per la residenza, facemmo un espresso per Roma per avere la licenza.

Queste parole sono raccolte in alcune dettagliate pagine di diario, redatte da Vasco nelle prime due settimane di permanenza a Prato, come resoconto di azioni e pensieri da consegnare all’amata Luisa al primo rientro a casa, per Pasqua.

A Prato il punto di riferimento concordato è il parroco, don Milton Nesi (1912 – 1964). Un uomo infaticabile, pieno di energia, parroco per venticinque anni di San Bartolomeo a Coiano, dove si prende cura della comunità in modo completo, quindi anche dal punto di vista sociale. E’ infatti grazie alla sua opera nel campo della cooperazione edilizia che tra gli anni ’40 e ’60 si costruiscono in zona parecchie abitazioni popolari ma di buona qualità, case monofamiliari a schiera dotate di piccole aree verdi, ma anche una casa per ferie a Marina di Massa, il teatro Vittoria e il circolo parrocchiale ACLI, al cui indirizzo Luisa invia a Vasco copiosa corrispondenza. E’ don Milton che fa per primo il tramite tra il nuovo arrivato e i dirigenti della locale squadra sportiva.

Grazie don Milton che, fra tutte le innumerevoli attività pastorali, hai avuto anche il tempo per aiutare Vasco ad insediarsi a Prato.

Nel ritornare a casa trovammo il Bini e il Biagioni che si allenavano. Ci fermammo. Il Biagioni chiese al Meoni una sigaretta… al nostro dire che gli faceva male Serafino rispose: le salite mi fanno male – e partì con il fumaiolo acceso.
Fu così che a pranzo conobbi una bistecca di 600 gr.

Questo stralcio si potrebbe intitolare BBB: il Bini, il Biagioni e la Bistecca. Così è l’incontro di Vasco con la Toscana: incrociare per caso sulla strada ciclisti professionisti della caratura di Aldo Bini e Serafino Biagioni, e gustare la bistecca alla fiorentina, carburante naturale per far girare i muscoli. Se forse sei etti possono essere pochi per i cultori della vera fiorentina, rimangono pur sempre una bella dose proteica per lo smilzo Vasco, a cui prima una simile bistecca era sconosciuta.

1955 01 23 La squadra toscana / C.S.I. Coiano

Nel 1955 passo a far parte del C.S. Coiano a Prato in Toscana.

23 gennaio 1955 – Foto ritratto, con il tipico intervento d’epoca, un ritocco analogico per delineare le ciglia.

Si prepara, Vasco, per il suo trasferimento a Prato, allora in provincia di Firenze, dove indosserà la maglia giallo-azzurra del C.S.I. Coiano di Prato.

Prato è sinonimo di industria tessile.
Vasco può lavorare come magazziniere presso il Lanificio Chiostri Guido Mario. L’azienda tessile Chiostri era una delle grandi fabbriche del pratese, in cui oltre 100 lavoratori erano in grado di attendere a tutte le fasi del ciclo della produzione tessile, dalla torcitura alla tessitura, dalla tintura alle finiture. In linea con il resto del settore, negli anni ’50 e ’60 l’azienda era concentrata principalmente sulla produzione laniera e la maggior parte dei prodotti erano esportati in Germania, Belgio, Paesi Bassi, Medio Oriente e Stati Uniti.

Anche lo sport beneficia del tessile: infatti, come possiamo leggere in un resoconto su L’Unità del 15 gennaio 1967, i fondatori del CSI Coiano sono Aldo Giovannelli, Edo Gelli (presidente) e Alfio Santanni (cassiere), ovvero i tre titolari del gruppo aziendale Filotex, innamorati dello sport ciclistico, gli stessi che nel 1965, costituiranno la nota squadra professionistica abbinata al prestigioso marchio aziendale pratese, la G.S. Filotex. L’imprenditore pratese e sportivo Edo Gelli lascierà questo mondo nel marzo 2013.